{"id":28166,"date":"2017-08-20T10:47:00","date_gmt":"2017-08-20T10:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/20\/quando-strappare-la-zizzania-dal-campo-di-grano\/"},"modified":"2017-08-20T10:47:00","modified_gmt":"2017-08-20T10:47:00","slug":"quando-strappare-la-zizzania-dal-campo-di-grano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/20\/quando-strappare-la-zizzania-dal-campo-di-grano\/","title":{"rendered":"Quando strappare la zizzania dal campo di grano?"},"content":{"rendered":"<p>Con la parabola della zizzania Ges\u00f9 ci fa capire che il buon agricoltore non ha fretta di strappare le erbacce dal suo campo, e lo stesso concetto viene espresso nella parabola del fico sterile, molto simile ad essa: la virt\u00f9 principale del cristiano, insieme alla carit\u00e0, \u00e8 la pazienza: il cristiano \u00e8 un uomo che sa aspettare, non \u00e8 precipitoso nel giudicare, perch\u00e9 ha fede nella Provvidenza. Questa \u00e8 la fede nella presenza amorevole di Dio Padre in tutta la sua creazione, in ogni istante, anche per le creature pi\u00f9 piccole; \u00e8 la fede nella bont\u00e0 della creazione, che la malizia umana ha incrinato, ma non ha compromesso in maniera decisiva, perch\u00e9 l&#8217;ultima parola resta sempre quella di Dio, di quel Dio che si \u00e8 fatto lui stesso Parola, Parola vivente, Verbo incarnato, per amore delle sue creature. La pazienza, allora, non \u00e8 affatto sinonimo di debolezza, o ingenuit\u00e0, o sottovalutazione del male; al contrario, \u00e8 piena e incondizionata fiducia nell&#8217;amorevole attenzione di Dio, che vigila sulla sua creazione e che non permetter\u00e0 al male di compromettere in maniera irrimediabile il compimento glorioso del suo disegno cosmico, di cui l&#8217;uomo \u00e8 parte essenziale.<\/p>\n<p>Resta, comunque, un interrogativo: posto che il buon agricoltore non ha fretta n\u00e9 di separare la zizzania dal grano, n\u00e9 di metter mano alla scure per tagliare l&#8217;albero che non d\u00e0 frutti, ma nel primo caso sa attendere il momento della mietitura, nel secondo s&#8217;industria a zappare e concimare la terra attorno all&#8217;albero, insomma fa di tutto perch\u00e9 l&#8217;albero ritorni a dare i suoi frutti &#8212; segno che la Provvidenza va &quot;aiutata&quot; con le opere, e non attesa pigramente e passivamente -, quando \u00e8 il momento in cui egli deve agire, deve intervenire, deve procedere alla estirpazione di ci\u00f2 che \u00e8 dannoso, alla rimozione di ci\u00f2 che \u00e8 inutile? La domanda, infatti, non \u00e8 <em>se<\/em> agire, ma <em>quando<\/em> agire: quando \u00e8 giunto il momento, senza avere l&#8217;assurda pretesa di sostituirsi al disegno di Dio, alla Sua sapienza e alla Sua potenza. Il cristiano si domanda se vi sono dei segni, se esiste un criterio per giudicare quando \u00e8 arrivato quel momento, il momento della verit\u00e0, allorch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 possibile aspettare, e si deve procedere alla distruzione della zizzania. Segni e criteri, infatti, nel linguaggio comune, sono cose puramente umane; ma il cristiano si domanda se vi sia una modalit\u00e0 soprannaturale con cui Dio fa capire ai suoi operai che \u00e8 giunta l&#8217;ora in cui anch&#8217;essi, <em>nell&#8217;ambito delle loro possibilit\u00e0<\/em>, devono fare la propria parte. Questo, infatti, \u00e8 un altro elemento importantissimo, che si deve tenere ben presente: il cristiano non \u00e8 un superuomo; \u00e8 un pover&#8217;uomo, come lo siamo tutti: ma \u00e8 un pover&#8217;uomo che ha fede in Dio. <em>Signore, non sono degno che tu entri nella mia casa; ma Tu di&#8217; soltanto una parola<\/em>: il cristiano ha sempre presente la propria pochezza, la propria miseria, la propria piccolezza di creatura debole e peccatrice. Nello stesso tempo, per\u00f2, \u00e8 cosciente di poter accedere a una forza immensa: la forza che Dio stesso conferisce a quanti si prestano alla realizzazione della Sua opera: <em>Perch\u00e9 qualunque cosa chiederete nel mio nome, io la far\u00f2<\/em>. \u00c8 una promessa, una promessa solenne: dovrebbero bastare queste poche parole, pronunciate da Ges\u00f9 Cristo, per riempire il cuore del suo seguace di una speranza e di una fiducia assolute, anche nelle situazioni pi\u00f9 tetre e drammatiche.<\/p>\n<p>Abbiamo trovato una interessante riflessione su questo argomento nel numero di luglio 2017 della rivista <em>Araldi del Vangelo<\/em>, a firma del fondatore della omonima Associazione di fedeli di Diritto Pontificio, monsignor Jo\u00e3o Scognamiglio Cl\u00e1 Dias, classe 1939, che ne \u00e8 stato anche il superiore generale fino al 12 giugno 2017, quando si \u00e8 dimesso, a 78 anni di et\u00e0, restando per\u00f2 il &quot;padre&quot; spirituale dell&#8217;Istituto, che, in questo momento, si trova in una fase assai delicata della sua vita: messo sotto la lente d&#8217;ingrandimento da papa Francesco, in senso non troppo benevolo. E, dato il precedente dei Francescani dell&#8217;Immacolata, nemmeno noi saremmo tanto tranquilli, al suo posto. Pare che nel mirino del papa ci siano le cerimonie di esorcismo praticate presso gli Araldi del Vangelo; cosa che non stupisce, visto quel che ha detto, di recente, il nuovo generale dei gesuiti, padre Sosa Abascal, a proposito del diavolo: che questi \u00e8 solo un&#8217;immagine simbolica, non una persona reale, non un essere con una precisa individualit\u00e0, nominato pi\u00f9 volte nelle Scritture e pi\u00f9 volte affrontato e sconfitto da Ges\u00f9, nel corso d&#8217;innumerevoli esorcismi. Ma se il diavolo non esiste, allora anche gli esorcismi diventano una pratica sospetta, una cosa rozza, primitiva e anacronistica, e soprattutto inutile. Ges\u00f9 li praticava? Niente paura; anche per questo c&#8217;\u00e8 la &quot;spiegazione&quot;, e proviene sempre dalle labbra ineffabili di padre Sosa: noi non sappiamo davvero quel che disse Ges\u00f9, perch\u00e9 nessun registratore ci ha riportato fedelmente le sue parole; dunque, tutto ci\u00f2 che dice il Vangelo \u00e8 puramente indiziario, e probabilmente, almeno per ci\u00f2 che riguarda il soprannaturale, assai esagerato. Si sa che gli antichi erano gente credulona; gli Ebrei di duemila anni fa, poi, non disponevano ancora delle meraviglie del progresso tecnologico e scientifico, perci\u00f2 erano propensi a darsi la spiegazione pi\u00f9 facile per tutti quei fatti che non sapevano spiegare. Si parla anche di &quot;culti millenaristici&quot; praticati da questi cattolici un po&#8217; troppo vicini alla Tradizione e gi\u00e0 solo per questo sospetti; il millenarismo, poi, \u00e8 roba notoriamente screditata e adatta pi\u00f9 a dei fanatici che a dei cattolici <em>adulti<\/em> e <em>moderni<\/em>. Fermo restando che la fine del mondo ci sar\u00e0, dopotutto (e questo, chi potrebbe negarlo? neppure un materialista; neppure un ateo lo potrebbe, e sia pure in una prospettiva completamente diversa da quella del credente), bisognerebbe smetterla di parlarne tanto: \u00e8 una cosa sconveniente, inurbana, tale da rovinare la digestione dei bravi cattolici della neochiesa bergogliana, i quali preferiscono di gran lungo gustare in santa pace le bellezze di questo mondo, come se dovessero rimanerci per sempre, piuttosto che meditare anche solo un poco sul tempo in cui ogni cosa giunger\u00e0 alla fine, la storia stessa finir\u00e0, e tutto e tutti verranno giudicati dal Giudice supremo, una volta per tutte, in faccia all&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo, di cui riportiamo solo il passaggio finale, si pu\u00f2 quindi considerare una sorta di testamento spirituale di monsignor Scognamiglio, uomo di grande cultura, autore di numerosi libri e instancabile promotore di iniziative di studio, preghiera, spiritualit\u00e0 e apostolato, i cui principali riferimenti intellettuali sono due: san Tommaso d&#8217;Aquino e il filosofo brasiliano Plinio Corr\u00eaa de Oliveira &#8212; del quale ci eravamo gi\u00e0 occupati &#8211;, e il cui stile pastorale \u00e8 caratterizzato da una estrema signorilit\u00e0 e linearit\u00e0 formale e da una nitida chiarezza di contenuti, aliena da ogni acrobazia concettuale e da ogni &quot;casuismo&quot; gesuitico (cfr. il nostro recente articolo: <em>Il cristiano non ripone la sua speranza mondo<\/em>, pubblicato su <em>Libera Opinione<\/em> il 13\/06\/2017):<\/p>\n<p><em>&#8230; Pi\u00f9 importante che strappare la zizzania \u00e8 sapere quando farlo. Di fronte alle proprie miserie non si deve disperare, perch\u00e9 ci sono occasioni in cui non possiamo estirparle in un colpo solo. Dobbiamo avere la pazienza del signore della parabola e accettare il consiglio dato da lui ai servi: &quot;Lasciateli crescere entrambi fino alla mietitura&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel frattempo, questo s\u00ec, facciamo attenzione a che la zizzania non danneggi il nostro grano e progrediamo nella vita spirituale sapendo circoscrivere il male, a che se nell&#8217;ora della nostra more esclamiamo come San Luigi Maria Grignon di Montfort: &quot;Sono arrivato alla fine del mio. \u00c8 fatto. Non peccher\u00f2 pi\u00f9&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 impossibile che il giusto non commetta questa o quella imperfezione, ma la sua condotta deve essere quella di mantenere il grano e la zizzania sufficientemente separati, in modo che quando si sviluppano, sappia distinguerli facilmente al fine di bruciare uno e approfittare dell&#8217;altro. Al grano buono tocca soltanto esser se stesso, ossia, crescere all&#8217;interno delle spighe della santit\u00e0 e della virt\u00f9. Presa una tale decisone, per quanto la zizzania germini insieme, non riuscir\u00e0 a soffocare la pianta sana. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia, a un certo punto \u00e8 necessario agire contro il male. E la circostanza opportuna ci \u00e8 indicata dalla prudenza, virt\u00f9 interamente fatta di saggezza, che non significa connivenza con il peccato, ma la scelta del cammino pi\u00f9 breve tra due punti, cio\u00e8, il mezzo pi\u00f9 idoneo per raggiungere la meta. Questo insegnamento si applica alla nostra vita quotidiana, sia in famiglia, nella societ\u00e0 o anche nell&#8217;ambito di una consacrazione religiosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Nelle relazioni familiari, per esempio, qual \u00e8 il momento di correggere un figlio? A volte non conviene farlo subito dopo l&#8217;infrazione, poich\u00e9 il temperamento pu\u00f2 tradirci, causando un danno maggiore perla sua anima. Dopo qualche tempo sar\u00e0 pi\u00f9 facile censurare il suo comportamento con fermezza, ma senza aggravare con la nostra carica temperamentale, incoraggiandolo alla fiducia.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;Autore si ricorda di un racconto fatto da una persona alla quale il Dr. Plinio Corr\u00eaa de Oliveira affabilmente aveva indicato un certo difetto dell&#8217;anima. Dopo aver ringraziato, l&#8217;interlocutore gli chiese quando aveva visto questa mancanza. Il Dr. Plinio rispose: &quot;Io l&#8217;ho vista da quando ti ho conosciuto&quot;, cio\u00e8, da quindici anni. E non poteva essere diversamente, a causa dell&#8217;acuto carisma di discernimento degli spiriti che adornava quest&#8217;uomo dalla pi\u00f9 tenera infanzia. Sorpreso, quel seguace gli chiese perch\u00e9 avesse aspettato tanto ad ammonirlo, al che il Dr. Plinio rispose: &quot;&#8230; perch\u00e9 stavo aspettando il momento in cui avresti avuto la forza di mettere mano nella tua anima e strappare tutto ci\u00f2&quot;. Fu necessario aspettare tutto questo tempo per evitare che la zizzania si portasse via il grano!<\/em><\/p>\n<p><em>Fatti come questo ci aiutano a considerare la nostra vita spirituale con rassegnazione, calma e, soprattutto, molta fiducia nella Provvidenza, poich\u00e9 Ella \u00e8 la padrona della grande propriet\u00e0 chiamata mondo e di queste particelle che sono le nostre anime. E quanto Ella sa aspettare ciascuno di noi! Tutto dipende da una grazia. Pertanto, senza mai scoraggiarci, dobbiamo capire che, finch\u00e9 Dio non metter\u00e0 la mano per strappare la zizzania al momento opportuno, noi non avremo forze sufficienti n\u00e9 perizia per farlo.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella parabola, il proprietario del campo affront\u00f2 la questione in tutta serenit\u00e0, essendo apparentemente persino umiliato dal nemico&#8230; In realt\u00e0 accettare la presenza della zizzania era molto pi\u00f9 astuto che strapparla. Analogamente, aver pazienza e rassegnazione per i nostri difetti molte volte finisce per essere pi\u00f9 virtuoso che voler raggiungere una perfezione repentina, che ci porterebbe a una pericolosissima presunzione. Dobbiamo quindi saper sopportare le nostre miserie con pace dello spirito, senza permettere che esse prevalgano nel campo della nostra anima, ma aspettando il momento in cui il Divino Proprietario le strappi con la sua grazia&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Monsignor Scognamiglio \u00e8 un cattolico dalla spiritualit\u00e0 profonda, e, come tutti i santi, quando si parla di separare la zizzania dal grano, pensa subito a se stesso e imposta il ragionamento sulla base della propria anima, della propria coscienza e dei propri peccati; si chiede, perci\u00f2, come e quando si debba intervenire su se stessi, per strappare via le cattive tendenze che ci allontanano da Dio e ci rendono simili a un campo infestato dalle piante parassite. D&#8217;altra parte, il momento storico in cui ci troviamo ci pone di fronte anche a un altro tipo di decisione: quando giungere alla conclusione che il campo infestato dalla zizzania, cio\u00e8 la Chiesa, non potrebbe sopportare oltre tale aggressione da parte del nemico &#8212; e si sa bene chi sia questo nemico &#8212; e sia giunto perci\u00f2 il momento d&#8217;intervenire con energia per salvare il raccolto, senza con questo aver la pretesa di <em>correggere<\/em> i piani, i tempi e i modi della divina Provvidenza. \u00c8 inutile girarci attorno: \u00e8 tutto l&#8217;insieme della Chiesa cattolica che sembra essere uscito dai binari e aver imboccato la strada dell&#8217;eresia e dell&#8217;apostasia; e questa non \u00e8 affatto una semplice sensazione, magari di qualche animo troppo sensibile e un po&#8217; conservatore: \u00e8 una constatazione avallata da elementi di fatto, da situazioni precise, da abusi sempre pi\u00f9 frequenti, a tutti i livelli: dottrinale, pastorale, liturgico, e con un autorevolissimo (si fa per dire) ispiratore ed artefice, il papa in persona. Mai, fino ad oggi, i cattolici erano venuti a trovarsi in un simile frangente: oltre a dover combattere il male all&#8217;interno della propria anima; oltre a dover fronteggiare le tentazioni e le insidie esterne, quelle che provengono dal mondo, ora essi devono guardarsi anche da quell&#8217;unica parte che, finora, era rimasta sempre coperta e fidata e, anzi, che era sempre stata fonte di sicurezza nei momenti difficili: la gerarchia cattolica, dal suo vertice fino alla base della piramide. Non che tutti i preti, i vescovi e i cardinali siamo stati conquistati dall&#8217;eresia modernista; ma molti s\u00ec, e molti altri, troppi, tacciono, per svariati motivi, compresi i meno nobili: quelli della carriera, dell&#8217;opportunismo e del quieto vivere. Il cristiano, oggi, \u00e8 preso da un senso di vertigine: possibile che lui, proprio lui, povero, piccolo uomo insignificante, debba prende una decisione cos\u00ec audace, cos\u00ec dolorosa: denunciare l&#8217;infedelt\u00e0 dei propri pastori, richiamare tutti quanto al vero Vangelo di Ges\u00f9, denunciando, al contempo, la sua attuale contraffazione? Si esita, \u00e8 ovvio. Chi si sente cos\u00ec <em>giusto<\/em> da averne il diritto? Eppure, bisogna farlo: per non dispiacere a Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la parabola della zizzania Ges\u00f9 ci fa capire che il buon agricoltore non ha fretta di strappare le erbacce dal suo campo, e lo stesso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,267],"class_list":["post-28166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28166"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28166\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}