{"id":28163,"date":"2009-08-03T05:20:00","date_gmt":"2009-08-03T05:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/03\/quando-la-realta-ordinaria-ruota-sui-cardini-e-si-spalancano-nuovi-cieli-e-terre-nuove\/"},"modified":"2009-08-03T05:20:00","modified_gmt":"2009-08-03T05:20:00","slug":"quando-la-realta-ordinaria-ruota-sui-cardini-e-si-spalancano-nuovi-cieli-e-terre-nuove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/03\/quando-la-realta-ordinaria-ruota-sui-cardini-e-si-spalancano-nuovi-cieli-e-terre-nuove\/","title":{"rendered":"Quando la realt\u00e0 ordinaria ruota sui cardini e si spalancano nuovi cieli e terre nuove"},"content":{"rendered":"<p><em>Ad Antonio Marcian\u00f2, con stima.<\/em><\/p>\n<p>Talvolta accade come per caso: ma noi sappiamo che non \u00e8 affatto un caso; anche perch\u00e9 nulla lo \u00e8, ad un livello profondo.<\/p>\n<p>\u00abCaso\u00bb \u00e8 il nome che siamo soliti dare a ci\u00f2 che si sottrae al nostro sguardo ordinario, ossia superficiale; ma la realt\u00e0 vera \u00e8 sempre, nella sua essenza, straordinaria: e le parole del linguaggio ordinario sono inadeguate per descriverla.<\/p>\n<p>Dunque, talvolta sembra che accada per caso: ma la verit\u00e0 \u00e8 che accade solo dopo che un lungo cammino \u00e8 stato percorso; un cammino arduo e solitario, tutto in salita, con frequenti cadute e con numerosi momenti di angoscia, di tenebra, di disperazione.<\/p>\n<p>E poi, d&#8217;improvviso, accade.<\/p>\n<p>Accade che la realt\u00e0 ordinaria incomincia a ruotare sui cardini, come un portone di legno massiccio; e che, al l\u00e0 di essa, noi vediamo spalancarsi tutto un altro orizzonte, misterioso, ineffabile, sublime; vediamo nuovi cieli e terre nuove, e la nostra anima ne \u00e8 turbata e commossa, fino quasi alle lacrime.<\/p>\n<p>Di colpo, dove ci pareva di essere giunti a un punto morto, ogni cosa si anima e riprende movimento; dove non riuscivamo a scorgere null&#8217;altro che muri lisci e solide pareti, si aprono nuove e meravigliose prospettive; dove eravamo certi di aver esaurito fin l&#8217;ultima scintilla di energia, di speranza, di coraggio, sentiamo le nostre forze raddoppiare, decuplicare, centuplicare.<\/p>\n<p>Non si sa come, tuttavia accade.<\/p>\n<p>E la cosa pi\u00f9 sorprendente, pi\u00f9 esaltante, \u00e8 che questa rinnovata capacit\u00e0 di vedere, di sentire, di capire, questo sovrumano moltiplicarsi delle forze, questa ondata di fiducia e di lucidit\u00e0, sentiamo che non provengono da noi, anche se noi ne siamo stati il catalizzatore e il primo diretto beneficiario (ma, indirettamente, ne beneficano anche molte altre persone); sentiamo che provengono dall&#8217;alto e che pervadono tutto il nostro essere.<\/p>\n<p>Per i cristiani \u00e8 la grazia; per certe dottrine mistiche, \u00e8 il disvelamento; per gli antichi Greci, infine, era il \u00abkair\u00f3s\u00bb, ossia il tempo ineffabile e qualitativo, mentre \u00abchronos\u00bb non era che il tempo ordinario e qualitativo, il tempo della storia e degli eventi umani.<\/p>\n<p>\u00abKair\u00f3s\u00bb, pertanto, era il tempo che si cela nelle pieghe del tempo; era il tempo degli dei, quando il tempo ordinario rimane come sospeso, in attesa, e qualunque cosa pu\u00f2 accadere: una modalit\u00e0 di percepire il reale, quest&#8217;ultima, che, come abbiamo tentato di esporre in diversi precedenti lavori, nella societ\u00e0 odierna si conserva quasi solo nella prima infanzia, quando non \u00e8 stato ancora sommerso dal cosiddetto \u00abbuon senso\u00bb del Logos strumentale e calcolante, proprio dell&#8217;et\u00e0 adulta nelle societ\u00e0 radicalmente secolarizzate (cfr., in particolare, quelli intitolati \u00abLe visioni dei bambini, finestra aperta su una dimensione &quot;altra&quot;\u00bb; e \u00abDobbiamo recuperare una percezione qualitativa del mondo, come nell&#8217;infanzia\u00bb, consultabili sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Quando il tempo ordinario \u00e8 sospeso e subentra il \u00abkair\u00f3s\u00bb, l&#8217;esperienza che l&#8217;anima sta per vivere \u00e8, per definizione, inesprimibile: non esistono parole, non esistono concetti per comunicarla adeguatamente. \u00c8 possibile solo sperimentarla; nessuna descrizione di seconda mano potrebbe mai rendere un&#8217;idea della sua infinita ricchezza, della sua bellezza sconvolgente, della sua impareggiabile fastosit\u00e0 e profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque, dicevamo: una forza che opera in noi, ma che scende dall&#8217;alto.<\/p>\n<p>Non sta in noi produrla, non \u00e8 in nostra facolt\u00e0 evocarla; noi posiamo chiederla, mai pretenderla; e, soprattutto, possiamo accoglierla.<\/p>\n<p>Vi sono alcuni che, pur chiedendola, non la ottengono; ed altri che la ottengono senza averla chiesta, ma tuttavia dopo averla cercata inconsapevolmente, con tutte le proprie forze e con tutto il proprio ardore.<\/p>\n<p>\u00c8 solo grazie ad essa che l&#8217;anima riesce a compiere il salto qualitativo nei regni superiori dell&#8217;esistenza; che noi riusciamo a divenire, almeno in parte, degli esseri spirituali, e a liberarci degli aspetti pi\u00f9 grossolani e limitanti della nostra materialit\u00e0.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 il premio dei nostri sforzi, ma non \u00e8 un premio automatico, non \u00e8 qualcosa di dovuto; potremmo riceverla, invece, quando meno ce ne riteniamo degni: perch\u00e9 solo chi afferra e riconosce tutta la piccolezza della nostra misura ordinaria, merita, forse, di accedere alla dimensione superiore, ove la benda cade gi\u00f9 dagli occhi e si apre la seconda vista, che rende percepibili le cose nascoste ai sensi comuni.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Voi sono delle notti d&#8217;estate, tiepide e profumate, nelle quali le ombre sussurrano e la luce della Luna si diffonde diafana, immergendo ogni cosa in una magica atmosfera; un&#8217;atmosfera quasi soprannaturale.<\/p>\n<p>Ed ecco, sul muro bianco si stampa l&#8217;ombra dell&#8217;acacia; le sue foglioline tremano e sussurrano nel vento della notte, sagoma scura che ricorda un gioco delle ombre cinesi, sulla candida parete che pare fatta apposta per accoglierla.<\/p>\n<p>\u00c8 strano: l&#8217;albero si trova molto distante; ma un gioco di luci e di riflessi, forse originato dai lampioni della strada, fa s\u00ec che quelle fronde agitate dalla brezza si proiettino sul muro bianco con tutta evidenza, ingigantite rispetto alle dimensioni reali; e che tremolino e si agitino come se una mano invisibile le stesse carezzando; come se un potente incantatore avesse ideato e messo in scena solo per noi questo spettacolo fastoso e commovente.<\/p>\n<p>Fissando quella sagoma nera di un essere vivo e respirante nella notte, magari dopo una lunga, estenuante giornata fatta di preoccupazioni, tensioni e dispiaceri, la mente si rilassa e si trova come presa, affascinata da quel potente chiaroscuro, da quelle piccole foglie che vibrano contro la chiarit\u00e0 verginale del muro illuminato dalla Luna.<\/p>\n<p>Poi, di colpo, quella sagoma scura che ondeggia sullo strato di calce smette di essere l&#8217;effetto di un semplice gioco di superfici, un gioco senza consistenza; e acquista lo spessore di una realt\u00e0 tridimensionale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 un disegno, ma un corpo; non pi\u00f9 una superficie, ma l&#8217;ingresso ad una realt\u00e0 altra, profonda, dall&#8217;esistenza insospettabile.<\/p>\n<p>S\u00ec: concentrando lo sguardo su quelle mobili fronde scure proiettate sulla casa, l&#8217;occhio della mente incomincia a vederle per ci\u00f2 che in realt\u00e0 sono: non una illusione dei sensi, ma la porta d&#8217;accesso ad un regno nascosto e misterioso, che vive accanto alla realt\u00e0 di tutti i giorni, senza che noi ne sospettiamo neppure l&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Invece, esso esiste; esso vive; e, a determinate condizioni, pu\u00f2 svelare la sua funzione di via d&#8217;accesso iniziatica, di occasione per il disvelamento.<\/p>\n<p>Quando noi arriviamo a percepirne l&#8217;esistenza, allora riusciamo a emanciparci da molte credenze illusorie, e a guardare le cose per ci\u00f2 che in realt\u00e0 sono: una realt\u00e0 unica, saldamente interrelata, ove tutto si lega con tutto, ogni cosa si tiene con l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Alice che penetra, attraverso lo specchio, in un regno meraviglioso, dove l&#8217;impossibile diventa possibile e dove l&#8217;irreale diviene reale, non \u00e8 che una metafora poetica per indicare questa rivelazione, questo disvelamento, questo sopraggiungere improvviso del \u00abkair\u00f3s\u00bb, come un ladro nella notte, nel bel mezzo di \u00abchronos\u00bb, il tempo storico, ordinario, proprio della dimensione quotidiana dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>L&#8217;insegnamento che si pu\u00f2 ricavare da tutto ci\u00f2 \u00e8 che le cose &#8211; le cose opache, le cose inerti, le cose finite &#8211; divengono tutt&#8217;altra cosa, se guardate con la vista straordinaria del terzo occhio: diventano delle porte e delle finestre spalancate sulla realt\u00e0 vera del mondo.<\/p>\n<p>I bambini lo sanno, non per ragionamento, ma istintivamente.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che un giocattolo, nelle loro mani, \u00e8 molto di pi\u00f9 che un oggetto puramente materiale, fabbricato in serie e che possiede un certo prezzo di mercato; oh, loro sanno che si tratta di qualcosa di molto pi\u00f9 sottile, di molto pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p>Un giocattolo, nelle mani di un bambino, \u00e8 niente di meno che la bacchetta magica per accedere a un altro piano di realt\u00e0: la porta magica per mezzo della quale i desideri, i sogni, le fantasie pi\u00f9 accese, divengono realt\u00e0 viva e operante.<\/p>\n<p>Per questo, dovremmo imparare dai bambini: loro sanno, d&#8217;istinto, tante cose, che noi abbiamo scordato, inseguendo il miraggio di una conoscenza obiettiva ed imparziale, capace di rendere conto di tutti gli aspetti quantitativi della realt\u00e0, e, magari, di riprodurli a piacere.<\/p>\n<p>Ma le cose che contano, le cose profonde, non si possono mai descrivere in modo obiettivo ed imparziale; e meno ancora si possono riprodurre come esperimenti di laboratorio.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza del disvelamento \u00e8 una delle pi\u00f9 intense e profonde che sia dato di vivere ad un essere umano.<\/p>\n<p>Essa \u00e8, anzi, l&#8217;esperienza pi\u00f9 intima, pi\u00f9 vera, pi\u00f9 toccante di tutte: l&#8217;esperienza umana per eccellenza.<\/p>\n<p>Essere veramente uomini, assolvere al dovere di realizzare la natura umana, significa lottare per giungere almeno alle soglie di questa realt\u00e0 altra; significa essere in grado di gettare almeno uno sguardo, per quanto fugace, verso quello che sta oltre.<\/p>\n<p>Chi non abbia intravisto, almeno una volta nella vita, quei nuovi cieli e quelle terre nuove, rimarr\u00e0 per sempre come un bambino, e questa volta nel significato ordinario del termine: come una creatura, cio\u00e8, che nemmeno sospetta tutta la bellezza, tuta la vastit\u00e0 e tutta la profondit\u00e0 del mondo di cui siamo parte.<\/p>\n<p>Vi sono diverse circostanze che possono favorire tale sublime esperienza; una delle quali, apprezzata da certe scuole filosofiche orientali, ma spesso fraintesa e, comunque, sopravvalutata dalla cultura occidentale moderna, \u00e8 l&#8217;estasi sessuale.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, il raggiungimento del disvelamento non \u00e8 una questione di \u00abtecnica\u00bb; fa sorridere il fatto che si siano scritti tanti libri ed articoli per illustrare i supposti vantaggi pratici di un simile punto di vista. Se si trattasse di una questione di carattere tecnico, chiunque potrebbe raggiungere il risultato desiderato, semplicemente dedicandovi un certo numero di ore di preparazione.<\/p>\n<p>Tale, ad esempio, \u00e8 il grande equivoco che si \u00e8 creato, in Occidente, intorno allo Yoga: che, prima di essere una pratica, \u00e8 una filosofia; e che non ha nulla a che fare, se rettamente inteso, con una mera conoscenza di posizioni e di esercizi fisici.<\/p>\n<p>No: il disvelamento \u00e8 una esperienza che si pu\u00f2 paragonare, gi\u00e0 lo abbiamo detto, alla discesa della grazia nell&#8217;anima umana: e la grazie \u00e8 un evento soprannaturale, non un fatto naturale; non \u00e8, pertanto, in potere dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>L&#8217;\u00abhomo sapiens\u00bb, l&#8217;\u00abhomo faber\u00bbsi \u00e8 scordato di essere, anche e innanzitutto, \u00abhomo religiosus\u00bb: ritiene di poter bastare a se stesso, di essere arbitro del proprio destino e artefice della propria fortuna. E ha perso l&#8217;uso della seconda vista.<\/p>\n<p>Questo, dunque, \u00e8 il primo passo che l&#8217;anima deve fare, per mettersi in condizioni di poter ricevere il dono dall&#8217;alto, il dono della forza benefica che pervade l&#8217;universo e che sostiene, conforta, incoraggia, coloro i quali si pongono in atteggiamento di umilt\u00e0 e di tenace perseguimento della propria chiarificazione interiore.<\/p>\n<p>Per essi, prima o poi, verr\u00e0 il momento della rivelazione, il momento della grazia, se sapranno procedere senza lasciarsi tentare dalle lusinghe dei beni materiali, del successo e del potere.<\/p>\n<p>E si offrir\u00e0 loro, incomparabile, lo spettacolo della realt\u00e0 altra, dietro il velo delle mere apparenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad Antonio Marcian\u00f2, con stima. 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