{"id":28161,"date":"2009-03-12T06:57:00","date_gmt":"2009-03-12T06:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/12\/negando-a-parole-il-proprio-desiderio-la-donna-rende-nevrotico-il-rapporto-con-luomo\/"},"modified":"2009-03-12T06:57:00","modified_gmt":"2009-03-12T06:57:00","slug":"negando-a-parole-il-proprio-desiderio-la-donna-rende-nevrotico-il-rapporto-con-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/12\/negando-a-parole-il-proprio-desiderio-la-donna-rende-nevrotico-il-rapporto-con-luomo\/","title":{"rendered":"Negando (a parole) il proprio desiderio, la donna rende nevrotico il rapporto con l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>Di fatto, si tratta di uno degli elementi che maggiormente disturbano la possibilit\u00e0, per la donna e per l&#8217;uomo, di instaurare reciprocamente una relazione armoniosa; ed \u00e8, al tempo stesso, il classico argomento tab\u00f9, ameno nell&#8217;era post-femminista: parlarne \u00e8 considerato sconveniente, peggio, poco cavalleresco, quindi odiosamente maschilista. Perch\u00e9 le donne vogliono la parit\u00e0 dei diritti, ma, al tempo stesso, si aspettano sempre un trattamento di favore, a livello interpersonale, da parte dell&#8217;uomo: appunto, come espressione di \u00abcavalleria\u00bb.<\/p>\n<p>In breve, e per non girarci tanto attorno, si tratta di questo: che mentre la donna si aspetta dall&#8217;uomo la massima sincerit\u00e0 quanto ai propri sentimenti e perfino quanto ai propri impulsi (e, se non la trova, \u00e8 subito pronta a gridare alla slealt\u00e0, se non al vero e proprio tradimento), ella, da parte sua, pretende di giocare sempre a carte coperte: sarebbe poco cavalleresco pretendere da lei la stessa sincerit\u00e0 e la stessa franchezza che esige dalla controporte maschile.<\/p>\n<p>N\u00e9 si tratta solamente di questo &#8211; che pure non \u00e8 cosa di poco conto, dal momento che un simile approccio ai rapporti con l&#8217;altro sesso, da parte della donna, presuppone che ella sia sempre in condizione di giocare al nascondimento e di manipolare l&#8217;altro, sfruttando il vantaggio di non essersi esposta in eguale misura. Un atteggiamento che ha molto a che fare con la ricerca del dominio, alla faccia del mito secondo il quale sarebbe il maschio inclinato ad esercitare il dominio nei rapporti con l&#8217;altro sesso, per atavica e sgradevole predisposizione.<\/p>\n<p>Eppure, non si tratta solamente di questo: il male \u00e8 molto maggiore, la disarmonia scende molto pi\u00f9 in profondit\u00e0. La donna, infatti, non \u00e8 costituzionalmente portata a riconoscere &#8211; innanzitutto con se stessa &#8211; il proprio desiderio nei confronti dell&#8217;altro; al contrario, ella desidera credere che \u00e8 l&#8217;uomo colui che la desidera, sempre e comunque; e, cos\u00ec facendo, che la induce \u00abin tentazione\u00bb. Mentre lei, di per s\u00e9, \u00e8 sempre pura e innocente: non ha desideri segreti; \u00e8 soltanto la \u00absporca\u00bb fantasia del maschio che le attribuisce pulsioni nascoste o palesi.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 succedere, pertanto, che una donna sparisca ad un appuntamento, o, addirittura, che interrompa bruscamente un&#8217;amicizia maschile, non perch\u00e9 si sia sentita desiderata o (il che \u00e8 lo stesso) minacciata dall&#8217;uomo, ma perch\u00e9 ha, lei, un desiderio nei confronti di lui. Questo, per\u00f2, \u00e8 impossibile: configge con l&#8217;idea che la donna ha di se stessa: specialmente se \u00e8 moglie, madre, ecc. A lei non appartengono tali bassi desideri, n\u00e9 consci, n\u00e9 inconsci: dunque, arriver\u00e0 facilmente ad autoconvincersi di non averli mai avuti, anche se tutto il suo comportamento indica il contrario, e anche se tutto il suo essere grida disperatamente il proprio desiderio.<\/p>\n<p>A quel punto, alla donna non resta che far pagare all&#8217;uomo il fio del desiderio che ella ha provato, ma che non \u00e8 assolutamente disposta a riconoscere e ad ammettere; non le resta che punire l&#8217;uomo negandosi, scomparendo, fuggendolo, anzi, come farebbe una povera anima perseguitata. Un amico psichiatra mi diceva, l&#8217;altro giorno, che egli deve far fronte quotidianamente alle nevrosi provocate da un simile atteggiamento femminile; anzi, mi diceva che questo \u00e8, oggi, non uno dei problemi, bens\u00ec il problema fondamentale nel rapporto fra uomo e donna; il problema che \u00e8 all&#8217;origine di quasi tutti gli altri problemi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 oggi pi\u00f9 di ieri?<\/p>\n<p>Da parte nostra, non ci sentiamo cos\u00ec sicuri che, oggi, esso sia pi\u00f9 diffuso che in passato; ma, se lo fosse, crediamo che la cosa potrebbe spigarsi con la vita pi\u00f9 varia e dinamica che fanno le donne anella societ\u00e0 attuale. Condurre una vita pi\u00f9 varia e pi\u00f9 dinamica, significa entrare in contatto con un maggior numero di occasioni di incontro sociale e, per conseguenza, affettivo e sessuale; in altre parole, con un maggior numero di \u00abtentazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, come abbiamo visto, la donna ha bisogno di conservare un&#8217;altissima proiezione del proprio io: ha un bisogno cogente, irrinunciabile di percepirsi come \u00abpulita\u00bb: specialmente, lo ripetiamo, se ella \u00e8 madre e moglie. Dunque, la sua condizione odierna \u00e8 quella di chi si trova fra l&#8217;incudine e il martello: da un lato, le occasioni di libert\u00e0 si moltiplicano entro il suo orizzonte esistenziale, stuzzicando desideri e sprigionando energie affettive e sessuali che, altrimenti, sarebbero rimaste forse latenti; dall&#8217;altro, ella si trova nella assoluta \u00abnecessit\u00e0\u00bb (si fa per dire) di negare il riconoscimento agli istinti e agli impulsi che sente nascere in se stessa, e di addossare la responsabilit\u00e0 delle \u00abtentazioni\u00bb, in cui viene a trovarsi, sempre e unicamente all&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che le piaccia dipingersi tutti i maschi come altrettanti sporcaccioni eternamente affamati di sesso; \u00e8 vero, al contrario, che si trova proiettata verso un tale ordine di idee dal bisogno di difendere a spada tratta la propria (malriposta) autostima, cosa che non pu\u00f2 fare in altro modo che attribuendo all&#8217;uomo i propri desideri e le proprie pulsioni.<\/p>\n<p>Sia chiaro: non intendiamo rovesciare, puramente e semplicemente, il paradigma femminista oggi dominante; non ci sogniamo affatto di sostenere che la donna \u00e8 una creatura che si aggira eternamente affamata di sesso, pronta a calpestare i suoi doveri pi\u00f9 sacri di angelo del focolare, magari armata di frusta e indossando pelliccia e stivaloni: lasciamo al povero Leopold von Sacher Masoch di trastullarsi con un tale immaginario erotico.<\/p>\n<p>Al contrario, \u00e8 certo che vi sono anche molti uomini i quali si aggirano attorno in cerca di preda, come la lupa insaziabilmente affamata della selva dantesca; ci sono sempre stati e, con ogni probabilit\u00e0, continueranno ad esserci sino alla fine.<\/p>\n<p>Tuttavia &#8211; e questo \u00e8 il punto &#8211; l&#8217;uomo normale, che sia un \u00abcacciatore\u00bb abituale oppure, al contrario, che sia interessato non alla quantit\u00e0, ma alla qualit\u00e0 del rapporto con l&#8217;altro sesso, egli non ritiene affatto di doversi vergognare dei propri istinti e dei propri desideri, fino al punto di negarli e di rimuoverli ferocemente; n\u00e9, meno ancora, di doverli attribuire alle donne dalle quali si sente attratto, in modo da far ricadere su di esse la \u00abcolpa\u00bb di ci\u00f2 che potrebbe avvenire, se le difese del pudore e dei principi morali dovessero infine venir travolte.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la differenza fondamentale, vorremmo dire ontologica, tra uomo e donna: che l&#8217;uomo (normale) \u00e8 capace di guardarsi dentro, di riconoscersi e di convivere con le proprie pulsioni &#8211; altra cosa \u00e8, poi, vedere se egli tenter\u00e0, o meno, di realizzarle nella vita reale; mentre la donna (anche la pi\u00f9 normale) non possiede quasi mai una tale capacit\u00e0. Per quanto ella sia colta, intelligente, sensibile &#8211; anzi, oseremmo dire, se ci\u00f2 non sembrasse un una provocazione deliberata: a maggior ragione quando ella \u00e8 colta, intelligente, sensibile &#8211; la sua reazione abituale, davanti all&#8217;insorgere del proprio desiderio, sar\u00e0 quella di operare una specie di gioco di prestigio, consistente nel rovesciare sull&#8217;uomo che le piace le pulsioni dalle quali si sente afferrata.<\/p>\n<p>Per quanto ella possa essere, nella vita di ogni giorno, una creatura dolce, gentile e, soprattutto, leale, nel caso del rapporto con l&#8217;uomo e con i propri desideri profondi, la donna non conosce che la menzogna sistematica &#8211; dapprima con se stessa, poi con l&#8217;altro -, come una sorta di riflesso condizionato; con le disastrose conseguenze che si possono facilmente immaginare, e che, d&#8217;altronde, un osservatore anche distratto non mancher\u00e0 di osservare continuamente, nella vita di tutti i giorni.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che ammettere di provare desiderio per un uomo, magari per prima &#8211; magari al di fuori dei legami convenzionalmente riconosciuti dalla societ\u00e0 &#8211; \u00e8, per lei, cosa praticamente impossibile: troppo feroce e implacabile \u00e8 il senso di colpa che si scatenerebbe in lei e che ne travolgerebbe l&#8217;amor proprio e la stessa pace interiore.<\/p>\n<p>Gli esiti di tutto ci\u00f2 sono, a dir poco, paradossali.<\/p>\n<p>I casi, infatti, sono due: o l&#8217;uomo investito dal desiderio femminile ricambia le attenzioni, prende l&#8217;iniziativa e rompe la barriera del pudore: in questo caso, la donna sar\u00e0 sollevata dai propri sensi di colpa, perch\u00e9 potr\u00e0 dipingersi come la vittima della situazione, ossia come colei che ha ceduto per troppa ingenuit\u00e0 e per troppa affettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Oppure l&#8217;uomo, o perch\u00e9 non ricambia il desiderio di lei, o perch\u00e9 rispetta la condizione delicata &#8211; psicologica e sociale &#8211; di una donna che non vuole o non osa compiere un passo esplicito, si astiene dal farsi avanti: in tal caso, la donna finir\u00e0 per autoconvincersi di aver subito la pi\u00f9 intollerabile delle beffe, il pi\u00f9 crudele degli inganni; e prender\u00e0 ad odiare quello stesso individuo che, prima, amava con tanto trasporto (ma senza ammetterlo con s\u00e9 stessa).<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima situazione, talmente frequente da potersi dire addirittura banale, \u00e8 la chiave necessaria per interpretare certi repentini e quasi schizofrenici mutamenti di atteggiamento di una donna nei confronti di un uomo: dall&#8217;attrazione pi\u00f9 forte, all&#8217;eterna e implacabile inimicizia. Magari &#8211; e non \u00e8 affatto un caso infrequente &#8211; senza che l&#8217;uomo in questione ne sappia minimamente il perch\u00e9, dato che la prima fase &#8211; quella dell&#8217;attrazione di lei nei suoi confronti &#8211; non si era mai espressa con segnali espliciti, anzi, sovente si era occultata dietro una apparente indifferenza.<\/p>\n<p>Arriviamo cos\u00ec alla tragicomica conclusione che quello che una donna non potr\u00e0 mai perdonare ad un uomo, verso il quale si \u00e8 sentita attratta, \u00e8 il fatto che egli ne abbia rispettato la \u00abpurezza\u00bb: difficilmente arriver\u00e0 ad odiare altrettanto un uomo che, al contrario, abbia approfittato della situazione per levarsi, con lei, qualche capriccio.<\/p>\n<p>In quest&#8217;ultimo caso, infatti, ella potr\u00e0 sempre rielaborare in maniera fantastica quanto avvenuto, convincendosi di essere stata abilmente circuita, sedotta ed usata: dopo di che, se \u00e8 accaduto l&#8217;irreparabile (si fa per dire), la colpa, evidentemente, non sar\u00e0 mai di lei, povera creatura innocente e fiduciosa, ma del maschio subdolo e fellone. Cos\u00ec potr\u00e0 continuare a negare di aver provato a sua volta il desiderio, e ritrover\u00e0 la propria pace ed il proprio equilibrio interiore: ci\u00f2 a cui pi\u00f9 di ogni altra cosa ella tiene.<\/p>\n<p>Al contrario, se l&#8217;uomo &#8211; magari desiderandola anch&#8217;egli &#8211; l&#8217;avr\u00e0 \u00abrispettata\u00bb, interpretando in buona fede, ma ingenuamente, la ritrosia di lei, come espressione di una volont\u00e0 di non oltrepassare certi limiti, allora ella sar\u00e0 costretta a convivere con la realt\u00e0 frustrante del proprio desiderio insoddisfatto: di quel desiderio che urlava per venire alla luce, ma del quale ella non avrebbe mai riconosciuto neppure l&#8217;esistenza, e men che meno lo avrebbe chiamato con il suo vero nome o lo avrebbe dichiarato apertamente all&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, in questo caso, la donna diviene capace di un odio inesauribile ed implacabile nei confronti dell&#8217;uomo il quale abbia suscitato, magari senza volerlo, il suo desiderio: perch\u00e9 egli ha avuto l&#8217;audacia intollerabile di metterla di fronte a se stessa, alla verit\u00e0 della sua natura, che ella non pu\u00f2 o non vuole accettare.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile parlare di queste cose, non solo perch\u00e9 si viola il tab\u00f9 della \u00abcavalleria\u00bb verso il gentil sesso, ma anche per altri due ordini di ragioni.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che si passa per maschilisti inveterati e grossolani, ma sostanzialmente frustrati, nel senso che si vorrebbe attribuire anche alle donne un desiderio che sarebbe, invece, sempre e unicamente maschile: come certi vitelloni di provincia i quali, spiando il sedere delle donne dal tavolino del bar all&#8217;angolo, si vantano di aver fatto colpo sulle proprietarie di tutto quel ben di Dio, mentre quelle nemmeno si sono accorte di loro e dei loro famelici sguardi.<\/p>\n<p>Insomma, si rischia di passare per dei patetici sporcaccioni: una prospettiva tale da sgomentare lo stesso Ercole, che pure non tremava davanti all&#8217;Idra di Lerna o al terribile Cerbero, il cane triforme posto davanti alle porte dell&#8217;Ade.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 che ci si fa la nomea di misogini impenitenti, mentre crediamo sia vero il contrario; infatti, provare ammirazione per le donne, per un uomo, significa dare ad esse quel che loro spetta e negare ad esse quel che non appartiene loro; in altre parole: saperle vedere cos\u00ec come sono realmente, nelle loro qualit\u00e0, come nei loro limiti.<\/p>\n<p>Sia il maschio brutale e animalesco, sia il maschio sognatore e idealista, non riescono a vedere la donna come in realt\u00e0 \u00e8: il primo ne vede solo gli aspetti pi\u00f9 \u00abbassi\u00bb; il secondo, solo quelli pi\u00f9 \u00abnobili\u00bb. Entrambi fanno violenza alla natura della donna ed entrambi recheranno a lei, e forse anche a se stessi, infelicit\u00e0 e frustrazione.<\/p>\n<p>Esiste, dunque, una via d&#8217;uscita dal vicolo cieco, in cui sembra che il reciproco desiderio finisca per condurre l&#8217;uomo e la donna, quando non si accompagni alla capacit\u00e0 di leggersi dentro e di riconoscere con lealt\u00e0 e con franchezza i propri impulsi?<\/p>\n<p>Forse no.<\/p>\n<p>Forse, tutto quel che l&#8217;uomo pu\u00f2 fare \u00e8 aiutare la donna &#8211; astenendosi sia dal disprezzarla, sia dall&#8217;adularla &#8211; a ritrovare la giusta misura di se stessa; e tutto quel che pu\u00f2 fare la donna \u00e8 di cominciare ad accettare la propria vera natura.<\/p>\n<p>Che non \u00e8 quella di un angelo, ma di una creatura mortale, che prova esattamente le stesse emozioni e gli stessi desideri dell&#8217;uomo &#8211; sia pure con sfumature diverse &#8211; e che non dovrebbe vergognarsi di averli, ma solo del fatto di negarli, quando ci\u00f2 coinvolge il rispetto dovuto ad un altro essere umano e mette a repentaglio l&#8217;armonia e la bellezza del suo rapporto con lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fatto, si tratta di uno degli elementi che maggiormente disturbano la possibilit\u00e0, per la donna e per l&#8217;uomo, di instaurare reciprocamente una relazione armoniosa; ed<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-28161","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28161","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28161"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28161\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}