{"id":28152,"date":"2011-01-26T06:12:00","date_gmt":"2011-01-26T06:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/26\/cerano-piu-spirito-critico-e-vivacita-culturale-quando-un-libro-costava-pochi-spiccioli\/"},"modified":"2011-01-26T06:12:00","modified_gmt":"2011-01-26T06:12:00","slug":"cerano-piu-spirito-critico-e-vivacita-culturale-quando-un-libro-costava-pochi-spiccioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/26\/cerano-piu-spirito-critico-e-vivacita-culturale-quando-un-libro-costava-pochi-spiccioli\/","title":{"rendered":"C\u2019erano pi\u00f9 spirito critico e vivacit\u00e0 culturale quando un libro costava pochi spiccioli"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1971, quando Nada e Nicola di Bari vincevano il Festival di Sanremo cantando \u00abIl cuore \u00e8 uno zingaro\u00bb (di Franco Migliacci e Claudio Mattone), mentre i Ricchi e Poveri, in abbinata con Jos\u00e9 Feliciano, si piazzavano al secondo posto con \u00abChe sar\u00e0\u00bb (ancora di Franco Migliacci insieme a Jimmy Fontana), in Italia un litro di benzina costava 160 lire.<\/p>\n<p>Un chilo di pane costava 230 lire, una bottiglia di birra da un quarto di litro 100 lire, mezzo chilo di caff\u00e8, 450 lire; e, al bar, un gelato confezionato &quot;col bastoncino&quot; costava dalle 100 alle 150 lire, un gelato fra due biscotti dalle 150 alle 200 lire, un caff\u00e8 70 lire, come un quotidiano; mentre un biglietto del cinema costava 2.200 lire. Allora lo stipendio medio di un lavoratore si attestava sulle 120.000 lire mensili.<\/p>\n<p>Sino alla fine degli anni Sessanta, un libro degli Oscar Settimanali Mondadori costava ancora 350 lire, mentre un Oscar &quot;classico&quot; si aggirava intorno alle 600 lire; i tascabili della Universale Economica Feltrinelli costavano anch&#8217;essi sulle 600 lire; i Libri Pocket della Longanesi, invece, costavano sempre 350 l&#8217;uno e il prezzo sarebbe rimasto &quot;bloccato&quot;, eroicamente, ancora per un bel po&#8217; di tempo.<\/p>\n<p>Anche la mitica collana \u00abI Garzanti\u00bb, che pubblicava sia opere di narrativa che di saggistica, era attestata sulle 600 lire a volume; un po&#8217; pi\u00f9 cari, sulle 800-1.000 lire, i titoli della collana \u00abI Rossi e i Blu\u00bb (rosso per i romanzi e blu per i saggi), sempre della Garzanti, i quali, pur essendo anch&#8217;essi in brossura, si distinguevano per una maggiore eleganza tipografica.<\/p>\n<p>La Rizzoli, la Einaudi, la Rusconi, avevano ciascuna le proprie collane economiche, con testi mediamente ben curati; mentre i \u00abClassici popolari\u00bb della Casa Editrice Bietti, forse, battevano ogni concorrenza nel rapporto qualit\u00e0-prezzo.<\/p>\n<p>Le Edizioni Paoline pubblicavano in edizione tascabile, parallelamente all&#8217;edizione rilegata, i numerosi volumi di psicologia della collana \u00abPsychologica\u00bb, ad un prezzo che variava, a seconda della grossezza, ma che comunque non superava, in genere, le 900 lire.<\/p>\n<p>I romanzi gialli e quelli di fantascienza costavano ancora meno; quelli della collana \u00abSegretissimo\u00bb, per esempio, erano fermi alle 300 lire.<\/p>\n<p>Un numero della rivista mensile \u00abStoria Illustrata\u00bb, della Mondadori, costava 500 lire; ma un numero della rivista concorrente, \u00abHistoria\u00bb, dell&#8217;Editore Cino Del Duca, di formato pi\u00f9 piccolo, costava appena 200 lire; e un numero della bella rivista di geografia \u00abAtlante\u00bb, dell&#8217;istituto De Agostini di Novara, costava 600 lire. Quanto al mensile \u00abSelezione dal Reader&#8217;s Digest\u00bb, allora assai diffuso, un numero costava 350 lire.<\/p>\n<p>I libri per ragazzi erano almeno altrettanto convenienti.<\/p>\n<p>C&#8217;era una collana delle Edizioni Paoline, la \u00ab500 ep\u00bb, che presentava i classici delle varie letterature, appunto a 500 lire il volume (rilegato); mentre \u00abIl filo d&#8217;erba\u00bb, sempre delle Paoline, proponeva specialmente i classici delle letterature dell&#8217;Europa orientale, allora &#8211; e anche in seguito &#8211; praticamente introvabili, per una cifra di poco superiore.<\/p>\n<p>La Fratelli Fabbri, poi, offriva tutte le opere di Salgari a poche centinaia di lire, e lo stesso faceva la Vallardi; mentre la Mondadori curava la \u00abBiblioteca degli anni verdi\u00bb, i cui volumetti, bench\u00e9 rilegati, erano di formato tascabile e costavano altrettanto poco. Anche la Malipiero di Bologna andava forte: pubblicava numerosi classici per ragazzi in due collane parallele, identiche, tranne che per la rilegatura e per il prezzo.<\/p>\n<p>Infine c&#8217;erano le case editrici pi\u00f9 popolari, che si rivolgevano a un pubblico senza pretese, e tuttavia presentavano sia i classici della letteratura italiana e di quelle straniere, sia le opere del genere &quot;feuilleton&quot;, per esempio i romanzi di Carolina Invernizio, ma anche quelli di Alexander Dumas padre, sempre in edizioni economiche, con delle ingenue copertine coloratissime di sapore ottocentesco.<\/p>\n<p>Fra esse spiccava la gloriosa Casa Editrice Lucchi di Milano, che aveva pubblicato anche, per ragazzi, le opere di Jules Verne ed Emilio Salgari. In quella collana erano apparsi sia \u00abLa Divina Commedia\u00bb (con le 145, rarissime stampe di Bartolomeo Pinelli), sia \u00abIl Decameron\u00bb, sia \u00abI Promessi Sposi\u00bb, oltre a dei capolavori stranieri, in versione ridotta, come \u00abGuerra e pace\u00bb, \u00abResurrezione\u00bb, \u00abDelitto e castigo\u00bb, \u00abUmiliati e offesi\u00bb, \u00abCime tempestose\u00bb, \u00abJane Eyre\u00bb, \u00abI misteri di Parigi\u00bb.<\/p>\n<p>I libri si potevano anche acquistare per corrispondenza. \u00abGli amici della storia\u00bb, delle Edizioni Ferni di Ginevra, offrivano tre volumi in sedicesimo, ma assai ben rilegati, per la cifra di 1.950 lire: in pratica, 650 lire l&#8217;uno. In effetti, erano volumi da collezione, ma anche di buon livello saggistico: fra l&#8217;altro, una monumentale \u00abStoria moderna dell&#8217;antica Roma\u00bb, formata da una trentina di volumi, ciascuno dei quali costituiva una monografia curata da uno specialista.<\/p>\n<p>Oltre che per corrispondenza, i libri si potevano anche raccogliere pazientemente, facendo rilegare i singoli fascicoli che uscivano in edicola con scadenza settimanale. Ricordiamo in particolare la benemerita Casa Editrice Fratelli Fabbri, che, con questo sistema, port\u00f2 nel salotto delle case di moltissime famiglie italiane i grandi capolavori della letteratura, in magnifiche edizioni illustrate, di grande formato e in pi\u00f9 volumi: dalle \u00abOpere complete\u00bb di Dante Alighieri, alla \u00abSacra Bibbia\u00bb, passando per una serie di classici per ragazzi, a cominciare da \u00abPinocchio\u00bb.<\/p>\n<p>Una figura caratteristica, poi, era quella del rappresentante di libri che veniva nelle case a proporre l&#8217;acquisto rateale di grandi opere o di enciclopedie; figura che oggi tende a scomparire e che, comunque, non era cos\u00ec malvista come lo \u00e8 ai nostri giorni, dato che molte famiglie, specialmente della piccola borghesia, sentivano il bisogno di migliorare la propria cultura e quella dei propri figli e, pertanto, non erano restie a sottoscrivere un contratto di quel genere, considerato come una sorta di investimento sul futuro.<\/p>\n<p>Questa, la situazione dei libri e delle riviste di interesse culturale.<\/p>\n<p>Per fare un confronto con il mercato della musica leggera, in quell&#8217;epoca un disco di vinile a 45 giri costava 850 lire (poco pi\u00f9 di un libro in formato tascabile), mentre un Long Playing (a 33 giri) costava 3.500 lire.<\/p>\n<p>Oggi un biglietto del cinema costa 7 od 8 euro, equivalenti a circa 14.000-16.000 lire, se esistessero ancora; mentre una tazzina di caff\u00e8 costa 90 centesimi, che corrisponderebbero, teoricamente, a poco meno di 2.000 lire. Un libro in edizione economica difficilmente costa meno di 10 euro, pari a 20.000 lire; mentre una rivista mensile di argomento culturale, mediamente, varia dai 3,50 ai 6 o 7 euro, dunque assai meno di un libro economico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che, mentre quarant&#8217;anni fa, un libro in edizione economica costava come cinque tazzine di caff\u00e8, oggi costa, come minimo, quanto 10 o 12 tazzine; mentre se, quarant&#8217;anni fa, con il costo di un biglietto del cinema si potevano acquistare ben sei libri in edizione economia, oggi il biglietto del cinema costa addirittura meno di un singolo libro in formato tascabile. Infine, allora un libro tascabile costava, in media, meno di una rivista mensile, mentre oggi il rapporto si \u00e8 capovolto, ed \u00e8 quest&#8217;ultima che costa circa la met\u00e0.<\/p>\n<p>Quanto alla musica leggera, un Compact Disc originale singolo costa dai 14 ai 19 euro, uno doppio va dai 27 ai 29 euro: come dire che il rapporto con i prezzi dei libri, in questo caso, si \u00e8 mantenuto sostanzialmente inalterato.<\/p>\n<p>Sia per la musica, sia per i libri, bisogna peraltro tener conto del fatto che, oggi, moltissimi giovani, e anche meno giovani, trovano il modo di pagarli pochissimo, o addirittura niente, destreggiandosi sulla rete informatica o scambiandosi cassette registrate; per non parlare del commercio dei libri fotocopiati.<\/p>\n<p>Da queste cifre emerge, comunque, che, mentre il costo del cinema \u00e8 decisamente diminuito, in confronto a quarant&#8217;anni fa (per la legge spietata della domanda e dell&#8217;offerta: migliaia di cinema hanno chiuso i battenti, e gli altri sono corsi ai ripari con le visioni multisala), quello dei libri \u00e8 aumentato parecchio: e abbiamo parlato solo dei libri in edizione economica, perch\u00e9 quelli in edizione rilegata hanno raggiunto, specialmente presso talune case editrici, dei prezzi a dir poco proibitivi.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da chiedersi a quale tipologia di acquirente appartenga chi \u00e8 in grado di sborsare, come niente fosse, 55 euro per acquistare, dalla Einaudi, l&#8217;edizione in volume unico di \u00abAlla ricerca del tempo perduto\u00bb di Proust o \u00abI grandi romanzi\u00bb di Verga, visto che 55 euro rappresentano, pi\u00f9 o meno, un ventesimo dello stipendio di un operaio o, se si preferisce, un decimo dell&#8217;affitto mensile medio di un appartamento. Forse un manager, che in Italia guadagna 400 volte pi\u00f9 di un operaio; ma i manager vanno pazzi per Proust e per Verga? E, se anche cos\u00ec fosse, ci\u00f2 significa che la cultura \u00e8 ormai destinata solo ai ricchi?<\/p>\n<p>Con 55 euro si fa un pieno di benzina, o quasi, per una utilitaria, vale a dire un 35 litri circa; mentre, come abbiamo visto, nel 1971 si poteva acquistare un buon libro &#8211; e sia pure non curato come lo sono \u00abI meridiani\u00bb della Einaudi &#8211; con l&#8217;equivalente di due o tre litri di benzina. Certo, il prezzo della benzina \u00e8 schizzato alle stelle, almeno in Italia (anche se il costo del petrolio non \u00e8 cresciuto altrettanto), magari non in tutta Italia, dato che \u00e8 pi\u00f9 basso, non si sa perch\u00e9, nelle regioni a statuto speeciale; ma non sono aumentati un po&#8217; troppo anche i prezzi dei libri?<\/p>\n<p>L&#8217;impressione \u00e8 che, tutto sommato, la cultura popolare, fino all&#8217;inizio degli anni Settanta, fosse largamente fruibile da un vastissimo pubblico di persone di modeste possibilit\u00e0 economiche e specialmente dagli studenti e dai giovani che, non andando ancora a lavorare, dipendevano dalla &quot;paghetta&quot; dei genitori.<\/p>\n<p>I libri tascabili, in particolare, in quegli anni conobbero un vero e proprio &quot;boom&quot;: si trovavano dappertutto, non solo in libreria, ma anche in edicola; presentavano opere di tutti i generi, dai classici della letteratura, alla saggistica, ai generi poliziesco e fantascientifico.<\/p>\n<p>Le copertine erano molto ben curate e accattivanti, spesso illustrate da autentici artisti, come il celebre Ferenc Pinter per gli Oscar Mondadori, dal tratto essenziale ed estremamente vigoroso, o come Karel Thole per i libri della collana \u00abUrania\u00bb (di fantascienza, sempre della Mondadori), dall&#8217;inconfondibile segno surreale: due pittori che ancor oggi meriterebbero di essere rivalutati, poich\u00e9 la loro bravura traspariva anche in quell&#8217;ambito, apparentemente modesto, in cui era come un po&#8217; sacrificata.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 stato ragazzo in quegli anni, ricorda vividamente quelle copertine illustrate, perch\u00e9 esse invogliavano immediatamente a prendere in mano il libro, a sfogliarlo (non c&#8217;era ancora la esecrabile abitudine di cellofanare i libri, per impedire di scorrerne le pagine o, se c&#8217;era, i librai non erano cos\u00ec scortesi da proibire al cliente di lacerare l&#8217;involucro); e, se il portafoglio lo permetteva, ad acquistarlo.<\/p>\n<p>Dove vogliamo arrivare con questi ricordi e con queste cifre, affastellati forse un po&#8217; in disordine, ma non a caso?<\/p>\n<p>La nostra impressione \u00e8 che, quando un buon libro costava solo pochi spiccioli e comunque, mediamente, assai meno di adesso, vi fossero, nella societ\u00e0 italiana, un maggiore spirito critico ed una maggiore vivacit\u00e0 culturale.<\/p>\n<p>Siamo perfettamente consapevoli che moltissimi altri fattori concorrevano ad alimentare quello spirito critico e quella vivacit\u00e0; del resto, i libri costavano poco anche perch\u00e9 ve n&#8217;era una maggiore richiesta, pur restando assodato che il pubblico italiano non \u00e8 mai stato un grande amante della lettura. Nel complesso, per\u00f2, allora si leggeva di pi\u00f9 e, forse, si leggeva meglio: il livello medio delle letture era, probabilmente, di qualit\u00e0 superiore a quello odierno.<\/p>\n<p>Giravano molti classici, ad ogni modo, sia moderni che dei secoli passati, e tanto italiani che stranieri; mentre ai nostri giorni si ha l&#8217;impressione che li si legga solo per obbligo, o perch\u00e9 imposti dai professori. E poi girava molta saggistica, non sempre di ottima qualit\u00e0, e tuttavia, nel complesso, abbastanza stimolante e, soprattutto, molto varia.<\/p>\n<p>Perfino i libri di teatro e di poesia andavano via parecchio, stando al numero delle case editrici e delle collane specializzate che se ne occupavano, nonch\u00e9 all&#8217;ampiezza degli autori che presentavano; mentre oggi, gli editori che pubblicano ancora libri di teatro, e soprattutto di poesia, lo fanno in pura perdita (magari rifacendosi coi prezzi sullo scolastico, che \u00e8 un mercato obbligato), o perch\u00e9 sovvenzionati da istituzioni culturali.<\/p>\n<p>Insomma, l&#8217;impressione che si ricava dal confronto fra la situazione odierna e quella di quarant&#8217;anni fa, \u00e8 che oggi si sia perduto il circuito virtuoso per cui la cultura alimentava l&#8217;editoria popolare e l&#8217;editoria popolare alimentava l&#8217;editoria; e l&#8217;una e l&#8217;altra favorivano ed alimentavano lo spirito critico e la vivacit\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p>Molte sono le cause specifiche di questo corto circuito e fra esse, in particolare, ci sembra di poter indicare la regressione della televisione da agenzia culturale ad agenzia puramente commerciale. Come negare, ad esempio, che sul piacere di leggere abbia inciso la realizzazione di importanti sceneggiati televisivi sulle grandi e meno grandi opere della letteratura, da \u00abI Miserabili\u00bb a \u00abI Promessi Sposi\u00bb, da \u00abAnna Karenina\u00bb a \u00abI Fratelli Karamazov\u00bb, da \u00abCime tempestose\u00bb a \u00abI racconti di Padre Brown\u00bb; passando per \u00abLa figlia del capitano\u00bb di Puskin, \u00abIl giocatore\u00bb di Dostojevskij, \u00abDavide Copperfield\u00bb di Dickens, \u00abLa Cittadella\u00bb di Cronin, \u00abL&#8217;amante dell&#8217;Orsa Maggiore\u00bb di Piasecki, \u00abLa fine dell&#8217;avventura\u00bb, e \u00abIl treno d&#8217;Istanbul\u00bb di Graham Greene, \u00abL&#8217;isola del tesoro\u00bb, \u00abIl signore di Ballantrae\u00bb, \u00abLa freccia nera\u00bb e \u00abJekyill e Hyde\u00bb di Stevenson, \u00abIl fauno di marmo\u00bb di Hawthorne, \u00abChe fare?\u00bb di Cernysevskij, \u00abLuisa Sanfelice\u00bb di Dumas, \u00abIl tenente del diavolo\u00bb di Maria Fagyas, \u00abIl gioiello della corona\u00bb (dal \u00abQuartetto indiano\u00bb) di Paul Scott, \u00abA come Andromeda\u00bb di Hoyle, \u00abLungo il fiume e sull&#8217;acqua\u00bb di Durbridge (con la stupenda colonna sonora iniziale \u00abStarry night\u00bb di Don McLean), \u00abI Buddenbrook\u00bb di Thomas Mann, \u00abLa coscienza di Zeno\u00bb di Svevo, \u00abIl Mulino del Po\u00bb di Bacchelli, \u00abIl cappello del prete\u00bb di De Marchi, \u00abLo scialo\u00bb di Pratolini, \u00abLa commediante veneziana\u00bb di Calzini, \u00abL&#8217;Andreana\u00bb di Moretti; e perfino \u00abL&#8217;Eneide\u00bb (impersonato da un ottimo Giulio Brogi) e \u00abL&#8217;Odissea\u00bb.<\/p>\n<p>E poi, il cinema: come negare che, sull&#8217;impulso all&#8217;editoria popolare, abbia svolto un ruolo decisivo la massiccia trasposizione cinematografica di grandi libri, come \u00abIl Dottor \u017divago\u00bb di Pasternak, \u00abIl Gattopardo\u00bb di Tomasi di Lampedusa, \u00abLa morte a Venezia\u00bb di Thomas Mann, \u00abFahrenheit 451\u00bb di Bradbury, \u00abSenso\u00bb di Arrigo Boito, \u00abViaggio al centro della Terra\u00bb di Verne, \u00abMetello\u00bb di Pratolini, \u00abLa mia Africa\u00bb di Karen Blixen (versione peraltro assai discutibile), \u00abIl cappotto\u00bb di Gogol&#8217; (interpretato da un eccellente Renato Rascel), \u00abCamera con vista\u00bb di E. M. Forster, \u00abAnonimo veneziano\u00bb di Berto, \u00abLa ragazza di Bube\u00bb di Cassola, \u00abGli indifferenti\u00bb di Moravia e cento e cento altri; l&#8217;elenco sarebbe infinito.<\/p>\n<p>Ma sia il cinema che la televisione, per una serie di ragioni tanto economiche quanto culturali, hanno smesso da un pezzo di investire in questo genere di operazioni; e, per ci\u00f2 che riguarda il pubblico, si direbbe che oggi siano in pochi a voler davvero imparare e riflettere, e in molti, in troppi, quelli che cercano esclusivamente un intrattenimento, sia nelle pagine di un libro, sia davanti al piccolo e al grande schermo; per non dire che tanto i lettori, quanto gli spettatori del cinema e della televisione culturale, sono paurosamente diminuiti di numero.<\/p>\n<p>\u00c8 tutto l&#8217;insieme della cultura popolare, usando l&#8217;aggettivo &quot;popolare&quot; nel significato migliore del termine, ad essere fortemente in crisi, oggi. I prezzi dei libri non aiutano; ma, ovviamente, non si tata solo di questo. Le universit\u00e0 popolari languiscono; le sale delle conferenze sono semivuote, a meno che non vi sia un grosso nome ad attirare il pubblico.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che tutti pretendono ormai di sapere tutto; o, in ogni caso, di non aver bisogno di sapere altro: molti, se leggono, lo fanno per passatempo o per capriccio, non per colmare una lacuna della propria cultura. Quale editore stamperebbe ancora una collana come la \u00abSaper tutto\u00bb della Garzanti, volta a dare una informazione di base sugli svariati rami della saggistica, con quei preziosi volumi di diversi colori: azzurro per la letteratura, rosso per la storia, bianco per le scienze, marrone per la geografia?<\/p>\n<p>\u00c8 un fatto: non esiste pi\u00f9 quel genere di lettore, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 l&#8217;umilt\u00e0 di riconoscersi ignoranti; merito della scuola di massa e delle legioni di asini che ogni anno seguita a diplomare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1971, quando Nada e Nicola di Bari vincevano il Festival di Sanremo cantando \u00abIl cuore \u00e8 uno zingaro\u00bb (di Franco Migliacci e Claudio Mattone), mentre<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-28152","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28152"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28152\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}