{"id":28148,"date":"2007-05-22T02:35:00","date_gmt":"2007-05-22T02:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/05\/22\/quando-gli-archeologi-scherzano-col-fuoco\/"},"modified":"2007-05-22T02:35:00","modified_gmt":"2007-05-22T02:35:00","slug":"quando-gli-archeologi-scherzano-col-fuoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/05\/22\/quando-gli-archeologi-scherzano-col-fuoco\/","title":{"rendered":"Quando gli archeologi scherzano col fuoco"},"content":{"rendered":"<p>Nulla di pi\u00f9 normale, anzi, di pi\u00f9 benemerito, per la moderna archeologia, che violare antiche sepolture, profanare mummie e cadaveri, trafugarne i resti per sottoporli a chiss\u00e0 quali esami di laboratorio per poi annunciare trionfalmente sulla stampa a grande tiratura: &quot;Tutankhamon \u00e8 morto assassinato&quot;; oppure: &quot;Risolto il mistero dei sacrifici umani presso i Fenici e i Cartaginesi&quot;: Certo, perch\u00e9 gli studiosi non dovrebbero penetrare a piacere in quei luoghi, perch\u00e9 non dovrebbero manipolare senza riguardi quelle povere ossa umane? Lo fanno in nome della scienza, <em>dunque<\/em> per il bene dell&#8217;umanit\u00e0. Qualcuno potrebbe ingenuamente obiettare che, per il bene dell&#8217;umanit\u00e0, forse non \u00e8 poi cos\u00ec fondamentale chiarire la natura della morte di un lontanissimo faraone, ma \u00e8 chiaro che non si tratta di questo o quel fatto: si tratta del diritto della scienza di indagare a trecentosessanta gradi. <em>La scienza,<\/em> secondo il moderno paradigma involuzionista, <em>non deve porre alcun limite alla propria ricerca<\/em>: tutto quello che essa \u00e8 in gradi di indagare, dev&#8217;essere indagato; tutto quello che \u00e8 in grado di fare &#8211; clonazione, manipolazione genetica, fecondazione extrauterina &#8211; deve essere fatto. Altrimenti, affermano i campioni del moderno scientismo, sarebbe come se Galilei fosse stato processato invano, e invano il copernicanesimo fosse stato condannato dal Santo Uffizio.E noi non vogliamo mica tornare al Medioevo e alla Controriforma, non \u00e8 vero?<\/p>\n<p><em>&quot;Aver portato alla luce certe vestigia \u00e8 la stessa cosa che aver disseppellito un cadavere, con l&#8217;aggravante per\u00f2, dato che questi resti sono collegati ad una condizione di degenerazione, che si tratta del cadavere di un appestato o di un lebbroso, ancora infetto e portatore di terribili germi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Gli archeologi profani, totalmente ignari di certi rischi, si aggirano tranquillamente tra queste rovine, ed hanno addirittura creato una disciplina scientifica su come effettuare scavi sistematici e il pi\u00f9 profondi possibile.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E se pure sono bravissimi in questa loro attivit\u00e0 nel rimuovere la terra e la sabbia che ricopre queste rovine, in realt\u00e0 non sanno nemmeno cosa vanno a smuovere, e con quali effetti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Pu\u00f2 succedere poi- come \u00e8 realmente successo &#8211; che intere spedizioni incontrino una serie impressionante di disgrazie e che in parecchi periscano, cos\u00ec come capit\u00f2 negli Anni Venti a numerose persone collegate alla scoperta in Egitto della tomba di Tutankhamon, che morirono in breve tempo e in strane circostanze.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Si parl\u00f2 allora di una &#8216;vendetta dei faraoni&#8217; e tutto questo, naturalmente, venne considerato dagli scienziati &#8216;superstizione ed ignoranza&#8217;; ma, dato che episodi simili sono realmente accaduti, bisognerebbe stabilire chi sia effettivamente l&#8217;ignorante e se la superstizione a cui si allude non sia un genere del tutto nuovo, moderno, che si potrebbe meglio attribuire alla scienza e chiamare &#8216;superstizione scientifica&#8217;&quot;.<\/em>(da Fabio Ragno, <em>Iniziazione ai Miti della Storia. Frammenti di una storia perduta<\/em>, Roma, Edizioni Mediterranee, 1999, p. 137).<\/p>\n<p>Se tutto questo \u00e8 vero, allora bisogna ripensare i modi, le finalit\u00e0 e la natura stessa dell&#8217;archeologia. \u00c8 possibile che lo scorrere del tempo, di per s\u00e9, renda lecito tutto: la profanazione dei luoghi sacri, il forzamento delle necropoli, la dispersione dei cadaveri? Tutte azioni che, effettuate in un moderno cimitero o in un moderno luogo di culto, sarebbero considerate al tempo stesso reati dal punto di vista del codice penale, e sacrilegi dal punto di vista (per coloro che vi credono) della legge divina. E che in effetti talora accadono: e gli autori di tali profanazioni sono, in genere, gli adepti di qualche setta satanica. Dunque, quegli archeologi che senza alcun riguardo compiono profanazioni nei luoghi di culto e di sepoltura o, peggio, manipolano antichissime salme, sono i portatori &#8211; pi\u00f9 o meno inconsapevoli &#8211; di un agire satanico; e, dal punto di vista delle forze che essi mettono in movimento, si possono paragonare agli untori di manzoniana memoria: deliberati diffusori di germi pestilenziali. Con la sola differenza che gli untori, nella Milano del 1630, probabilmente non esistettero (esistettero, questo s\u00ec, gli stregoni: ed esistono ancora); mentre gli untori della modernit\u00e0 esistono eccome: sono gli archeologi senza coscienza e senza alcun senso del limite, umano e divino.<\/p>\n<p>Ci sia permesso riportare un brano del libro di Franco Rho <em>Per\u00f9 e fantasmi<\/em> (Novara, De Agostini, 1964, pp. 43-49. L&#8217;autore aveva partecipato aduna spedizione archeologica nel paese sudamericano ed era venuto a contatto con la credenza, fortemente radicata presso gli abitanti di quei luoghi, della presenza reale e operante degli spiriti degli antichi sovrani. Particolarmente cariche di &#8216;presenze&#8217; erano percepite le <em>huacas<\/em>, ossia quelle piramidi irregolari di argilla, frequenti nel nord del Per\u00f9 e specialmente nella zona costiera ai piedi della Cordigliera delle Ande, che servivano per riti religiosi nel periodo precedente gli Incas. Si noti che l&#8217;atteggiamento dell&#8217;autore \u00e8 sostanzialmente scettico, e tuttavia un brivido di perplessit\u00e0 sembra sfiorarlo, laddove egli riferisce certi fatti e certe dicerie che, fra gli indigeni, sono considerati come perfettamente verosimili e veritieri.<\/p>\n<p><em>&quot;Pablo S\u00e0nchez ci guardava con occhi allucinati e le sue labbra esangui scoprivano denti cariati in un ghigno sproporzionato alla sua figura meschina, Le mani di Pblo si muovevano senza una meta, indugiando sul collo sporco della camicia, correndo alle tasche sfondate, risalendo al bavero della giacchetta di tela, scendendo ai pantaloni sfilacciati.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Gli indiani sono rispettosi e spesso anche cordiali con il<\/em> gringo, <em>ma quello non sembrava lieto di vederci, quasi fossimo entrati in casa sua senza invito e invece si trattava di una<\/em> huaca <em>aperta sul deserto da ritenersi suolo pubblico, non privato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Pablo sembr\u00f2 addomesticarsi davanti al saluto ossequioso di Jorge, ma non abbandon\u00f2 del tutto il suo fiero atteggiamento nemmeno davanti alle nostre mani tese, che strinse con degnazione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;- La<\/em> huaca <em>\u00e8 mia &#8211; disse Pablo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Ci permettete di guardarla? &#8211; Jorge chiese.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Lui mi ha nominato custode &#8211; brontol\u00f2 l&#8217;indiano.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Lui chi? &#8211; domandai.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;S\u00e0nchez spost\u00f2 lo sguardo da Jorge a me, incredulo di tanta ignoranza; togliendosi il<\/em> sombrero di paglia, <em>lo agit\u00f2 dietro a s\u00e9, dietro l&#8217;imboccatura di una caverna nell&#8217;argilla: &#8211; Lui &#8211; mormor\u00f2 con rispetto &#8211; il re.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Certo, il re &#8211; disse Jorge.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;indiano s&#8217;accosci\u00f2 rassegnato all&#8217;intrusione, alz\u00f2 le sopracciglia cespugliose sugli occhi febbricitanti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;- Da dove venite? &#8211; chiese. &#8211; Venite dal Sud? Venite da Lima? Il<\/em> senor &#8211; <em>continu\u00f2 additando il professor Muelle &#8211; \u00e8 un indio, come me, ma gli altri sono<\/em> gringos.<\/p>\n<p><em>&quot;Jorge ardeva dal desiderio di ficcare la testa nell&#8217;imboccatura della caverna, ma fra le doti sue c&#8217;\u00e8 la pazienza, e pazientemente spieg\u00f2: &#8211; Siamo venuti per sapere le storie de re; ecco, vedi, ci togliamo il cappello.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ci affrettammo a scoprirci il capo, ma il tono di Pablo ridivent\u00f2 aggressivo: &#8211; Volete profanare tombe? -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Vogliamo studiarle e lasciare tutto come si trova -, disse Bonavia in tono suadente.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Deve parlare soltanto l&#8217;indio &#8211; ordin\u00f2 Pablo. &#8211; Non \u00e8 per offendere; il re non mi permette di parlare con gente d&#8217;altra razza. &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jorge s&#8217;era seduto accanto al &#8216;custode&#8217; e volle che offrissimo sigarette; l&#8217;ometto scuro ne prese un bel po&#8217;, rabbonito, pronto per\u00f2 a tornare in guardia. Cominci\u00f2 un colloquio lungo; Jorge parlava per illustrargli la nostra attivit\u00e0 e spesso Pablo lo interrompeva per qualche domanda; alla fine si rimise in piedi e disse: &#8211; Guardate! -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Si volse, correndo verso l&#8217;imboccatura della caverna ove entr\u00f2, investito da una nuvola di pipistrelli: gli sporchi volatili turbinavano fin sulla soglia dalla quale li respingeva la luce violenta; stridevano sbattendo le ali con un rumore di vento e, ormai scomparso nel buio, S\u00e0nchez grid\u00f2: &#8211; Non entrate! Non entrate! -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Duccio non intendeva obbedire al vecchio, ma non appena oltrepassata l&#8217;imboccatura della<\/em> huaca <em>fu scacciato dai pipistrelli. Ansim\u00f2: &#8211; Ci sono anche le vespe a migliaia&#8230;-.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;ometto torn\u00f2 tranquillo e ridacchi\u00f2: &#8211; A me non fanno niente. -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il fenomeno ci sorprese poich\u00e9 sembrava possibile superare l&#8217;avversione per i pipistrelli, ma non l&#8217;assalto delle vespe.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;- Hai pelle dura &#8211; dissi all&#8217;indiano.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;- Sono il custode del re. Nulla pu\u00f2 accadermi -, rispose con sussiego.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jorge riteneva che il nostro uomo fosse maturo e gli tese dieci<\/em> soles.<\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; racconta com&#8217;\u00e8 la storia &#8211; lo preg\u00f2 e l&#8217;altro ficc\u00f2 il denaro in una tasca senza guardarlo; fissava invece un punto lontano, all&#8217;orizzonte del deserto, dietro le nostre spalle; assunse un&#8217;aria ispirata.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Li sento parlare ogni giorno, verso il tramonto e li ascolto fino al mattino: il e e la sua regina; parlano dal profondo della grotta ove nessuno pu\u00f2 giungere senza che i pipistrelli gli suggano il sangue e le vespe lo feriscano a morte. Soltanto a me \u00e8 permesso, solo a me. Le vespe uccidono per ordine del monarca, uccidono i profanatori.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Come vide che stavo scrivendo chiese: &#8211; Perch\u00e9 scrive? -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; \u00c8 un<\/em> periodista <em>&#8211; gli spieg\u00f2 Jorge &#8211; si occupa di giornali.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Bene &#8211; concluse il vecchio soddisfatto.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Guard\u00f2 di nuovo il deserto; la sua persona tremava e grosse gocce di sudore gli colavano fra la barba rada; tremava e sudava e non parlava spedito, come prima; farfugliava parole sconnesse; Jorge soltanto poteva connettere, scartando l&#8217;inutile e annotando la sostanza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Pablo S\u00e0nchez non simulava, era caduto in una specie di<\/em> trance <em>e sempre lo scuotevano sussulti e il sudore abbondante gli finiva nel collo della camicia.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Secondo Pablo, il re comandava quarantamila anime, quarantamila spiriti, quelli della<\/em> huaca e <em>del circondario.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Le posso vedere &#8211; diceva l&#8217;indiano &#8211; sono ombre indefinite, senza volto; vedo il viso del re e non quello della regina che gli siede al fianco. Il re parla castigliano, come la gente d&#8217;oggi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;S\u00e0nchez si port\u00f2 le mani al petto, quasi tentasse di calmare l&#8217;affanno che lo opprimeva, poi disse: -Il vento gelido che sentite \u00e8 il loro alito che muove le sabbie e le sabbie sono il loro manto; fanno profezie e prima che i germogli sboccino sulle<\/em> quebradas [vallate]<em>,<\/em> <em>sapr\u00f2 se il raccolto sar\u00e0 abbondante o scarso. Fanno profezie suoi raccolti. &#8211; Dopo un poco mormor\u00f2: &#8211; Posso dire se i parassiti o la siccit\u00e0 renderanno vana la fatica dei contadini; posso sapere se vivremo un anno d0&#8217;abbondana o di fame.-<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il sole calava dietro la<\/em> huaca<em>; il freddo invase istantaneamente il deserto e rabbrividimmo, ma nessuno di noi si mosse per andare alla<\/em> jeep <em>a prendere i giubbotti; il racconto del vecchio ci paralizzava seduto sulla sabbia ancora tiepida.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; nelle notti di luna &#8211; grid\u00f2 Pablo agitandosi &#8211; il re mi grida di stare lontano; l&#8217;ira sua colpirebbe anche me, i fantasmi non vogliono luce, vogliono l&#8217;ombra eterna, abissi di buio, ombra, ombra, ombra&#8230; -. Il grido dell&#8217;indiano si perse nel silenzio e muti restammo a lungo davanti al suo corpo inanimato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Infine l&#8217;uomo si gir\u00f2 faticosamente mettendosi ginocchioni; con le palme a terra volse il viso a noi, poi con un gemito, si lev\u00f2 sulle gambe malferme dirigendosi all&#8217;ingresso della<\/em> huaca <em>entro la quale scomparve.<\/em><\/p>\n<p><em>Il dottore si alz\u00f2 brontolando: &quot;\u00c8 un turlupinatore, ci lasciamo fregare&#8230;-.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; S\u00ec &#8211; gli fece Duccio &#8211; \u00e8 un pazzo -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jorge sorrise e disse che il vecchio non era pazzo o un mistificatore: vedeva effettivamente il re, la regina e i fantasmi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Ma come \u00e8 possibile &#8211; chiesi &#8211; credere ai fantasmi? -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Non avete letto le note di Fawcett su certi fenomeni? Il colonnello non fu uomo da farsi influenzare dall&#8217;ambiente e dal clima; un anglosassone come quello era essenzialmente pratico&#8230;-.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; E lei &#8211; Chierego osserv\u00f2 &#8211; che ha studiato a Berlino con Hule, che ha dipinto a Parigi, pu\u00f2 credere ancora a certe storie? -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Sono pure un buon cattolico &#8211; disse Jorge &#8211; ma conosco il Per\u00f9, conosco la gente della costa e gli indios della<\/em> sierra <em>e conosco, pur senza spiegarmeli, certi strani fatti: sono accaduti e accadono. Non so altro -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Avevamo incontrato Pblo S\u00e0nchez a Pacanga, presso Ca\u00ecn, un<\/em> pueblecito [piccolo villaggio] <em>misero di contadini, nel bacino dello Jequetepeque, presso la costa, a monte della Panamericana.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;A Pacanga c&#8217;\u00e8 una necropoli inesplorata che prende appunto il nome da Ca\u00ecn e la<\/em> huaca <em>del re si chiama Las Estacas.. Muelle e Duccio effettuarono un sopralluogo minuzioso, disegnando schizzi e scrivendo annotazioni e solo a notte tornammo al<\/em> pueblo <em>ove chiedemmo di S\u00e0nchez, ma nessuno lo conosceva e nemmeno si sapeva della leggenda sulle quarantamila anime a disposizione del re.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Jorge, con un risolino enigmatico chiese: &#8211; Esiste davvero S\u00e0nchez? -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Sulla Panamericana, per tornare a Guadalupe, nessuno parl\u00f2. Che succederebbe, se ci lasciassimo suggestionare dalle mille leggende peruviane? I frequenti fuochi fatui sul deserto sono dati dalle ossa dei trapassati, la chimica spiega tranquillamente la faccenda, ma i fantasmi, chi mai li ha visti?<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Se lei non li ha visti &#8211; osserv\u00f2 Jorge &#8211; ci\u00f2 non significa che nessuno li abbia veduti. \u00c8 mai stato la notte nel deserto presso le<\/em> huacas<em>?<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; La fantasia dell&#8217;indiano \u00e8 fervida &#8211; continu\u00f2 Muelle &#8211; come del resto la fantasia di tutti i popoli semplici e primitivi. Cos\u00ec nascono le storie dei<\/em> duendes, <em>gli spettri tanto noti a Fawcett; l&#8217;episodio pi\u00f9 strano da lui riferito \u00e8 successo in Bolivia, al posto di ristoro governativo di Yani dove, negli ultimi anni del secolo scorso, fu trovato un enorme giacimento d&#8217;oro -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quella storia \u00e8 strana: due ufficiali boliviani di ritorno dal Beni, scesero gi\u00f9 a Yani fermandosi ad un<\/em> tambo <em>per passarvi la notte; vedendo una ragazza bellissima sulla soglia di una casa accanto al<\/em> tambo<em>, giocarono a testa e croce, con una moneta, a chi spettasse corteggiarla; l&#8217;ufficiale che perdette pernott\u00f2 nella casa del<\/em> corregidor, <em>il capo del villaggio, l&#8217;altro se ne and\u00f2. Non fece pi\u00f9 ritorno e la sua testa mozza fu rinvenuta sul pavimento di una casa diroccata, la stessa ove l&#8217;ufficiale superstite aveva scorto &#8211; e lo giur\u00f2 &#8211; la magnifica ragazza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quella casa, spieg\u00f2 il<\/em> corregidor, <em>non era abitata da chiss\u00e0 quanto tempo e la ragazza era un<\/em> duende, <em>un fantasma che non si faceva scorgere dagli indigeni, ma soltanto dai forestieri.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Fawcett ebbe anche un&#8217;avventura personale con i<\/em> duendes <em>a Santa Cruz, un villaggio nei dintorni di La Paz; cos\u00ec ne scrisse:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; \u00ab La prima notte sprangai le porte &#8211; aveva preso in affitto una casa disabitata &#8211; e l&#8217;<\/em>arriero [addetto alla cura degli asini; mulattiere] <em>se ne and\u00f2 nel suo appartamento. Mi allungai nell&#8217;amaca e mi disposi a riposare comodamente tutta la notte. Mentre me ne stavo disteso e dopo avere spento la luce, in attesa del sonno udii qualcosa che si muoveva sul pavimento. Serpenti! Pensai e accasi immediatamente la luce. Non vidi nulla; pensai quindi che fosse stato l&#8217;<\/em>arriero <em>a muoversi dall&#8217;altra parte del muro. Ma, appena spensi di nuovo la luce, risentii lo strano rumore, mentre un pollo attraversava starnazzando la stanza con rauche grida. Di nuovo accesi la luce, chiedendomi come mai fosse entrato quell&#8217;animale e di nuovo non vidi nulla.. Ma, appena spensi la luce, ancora una volta udii camminare sul pavimento, come se un vecchio zoppo vi si trascinasse, calzato di pantofole di feltro. Era veramente troppo. Il mattino dopo, l&#8217;<\/em>arriero <em>venne da me tutto spaventato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Fawcett continua scrivendo che il pover&#8217;uomo intendeva lasciarlo perch\u00e9 nella casa c&#8217;erano i<\/em> bultos, <em>cio\u00e8 i fantasmi; il colonnello non era tipo da lasciarsi sopraffare da simili storie e la notte seguente si stese tranquillamente nell&#8217;amaca, ma nell&#8217;attimo preciso in cui si trov\u00f2 al buio, ud\u00ec un rumore, come di un libro gettato attraverso la stanza; a luce accesa non vide nulla ma pi\u00f9 tardi, di nuovo al buio, torn\u00f2 il pollo a starnazzare; per avere tranquillit\u00e0 l&#8217;esploratore si coric\u00f2 con la luce piena. La terza notte vennero fuori colpi e rumore di mobili fracassati, di tavole sul pavimento, di altri polli peggio dei primi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Fawcett non poteva dormire e lasci\u00f2 la casa\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Le luci della<\/em> plaza de armas <em>di Guadalupe ci distolsero dalle nostre meditazioni sui<\/em> duendes<em>; Chierego salt\u00f2 dalla<\/em> jeep <em>osservando allegramente che avrebbe mangiato anche un fantasma<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Non crede nemmeno a Fawcett &#8211; mi disse Jorge con il suo sorriso -.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Questo brano presenta un notevole interesse e si presta a pi\u00f9 d&#8217;una osservazione.<\/p>\n<p>1)  In primo luogo, presso i popoli nativi si \u00e8 conservato un forte legame ra passato e presente, tra vivi e morte; legame che la modernit\u00e0, per la sua stessa natura, ha reciso da tempo, considerandolo uno dei maggiori ostacoli al cosiddetto progresso. \u00c8 quel legame a far s\u00ec che le societ\u00e0 native si sentano in certo qual modo responsabili dei luoghi sacri, e particolarmente delle sepolture reali, nei confronti di ogni profanazione condotta dagli stranieri. Davanti alla pretesa degli archeologi di penetrare nelle sepolture, gli indigeni reagiscono come reagiremmo noi davanti alla pretesa di alcuni sedicenti studiosi stranieri di violare i nostri cimiteri e di scassinare e depredare le nostre chiese.<\/p>\n<p>2)  In secondo luogo, presso i popoli nativi non esistono i confini neti e radicali tra la vita e la morte che noi a occidentali moderni, figli di Cartesio e di Francesco Bacone, sembrano cos\u00ec ovvi e scontati. Di conseguenza, coloro che vivono presso le antichissime sepolture &#8211; in qualit\u00e0 di custodi (non per incarico di qualche ente governativo, ma per una chiamata dall&#8217;alto) &#8211; percepiscono la presenza reale degli spiriti che vi dimorano, con la stessa evidenza con la quale noi percepiamo la presenza <em>fisica<\/em> dei viventi. Essi hanno sviluppato, per cos\u00ec dire, una seconda vista, che non \u00e8 frutto di <em>allucinazione<\/em> ma, al contrario, di un <em>affinamento dei sensi comuni<\/em>: un po&#8217; come gli animali, i quali possono vedere e udire colori e suoni che sfuggono alla vista e all&#8217;udito degli umani.<\/p>\n<p>3)  Il rispetto sacrale e il reverenziale timore che circonda i luoghi saturi della presenza dei trapassati non sono affatto una forma di <em>superstizione<\/em> (cos\u00ec come non lo \u00e8 la riluttanza a lasciarsi, ad es., fotografare, cio\u00e8 derubare di un doppio vitale), e se a noi possono apparire tali, \u00e8 solo perch\u00e9, da tre o quattro secoli &#8211; ossia, appunto, dalla cosiddetta Rivoluzione scientifica &#8211; abbiamo introiettato la convinzione che la morte sia la fine di tutto. Come fece scrivere l&#8217;ex abate Fouch\u00e9, quando era rappresentante della Convenzione in missione nel 1793 sulla porta dei cimiteri francesi: <em>&quot;La morte \u00e8 un sonno eterno&quot;.<\/em> La credenza nell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, cacciata dalla porta (dallo scientismo imperante), \u00e8 rientrata per\u00f2 dalla finestra: sotto forme degradate, dallo spiritismo alle pratiche di necromanzia e magia nera.<\/p>\n<p>4)  Gli animali sembrano in grado di percepire quelle presenze che aleggiano nei luoghi impregnati di energia psichica, come i templi e le antiche sepolture, e anche di sintonizzarsi con le condizioni psico-fisiche dei viventi lontani nello spazio: come la cagnetta preferita di lord Carnarvon, lo scopritore (o il profanatore?) della tomba di Tutankhamon, che alle quattro del mattino del 4 aprile 1923, ora di Londra, si rizz\u00f2 improvvisamente sulle zampe e mor\u00ec: erano le ore due al Cairo, e in quello stesso istante il suo padrone spirava, mentre un inspiegabile blac-out gettava la metropoli egiziana nel buio pi\u00f9 assoluto. Lady Burghclere, sorella di lor Carnarvon, lo ud\u00ec mormorare un attimo primo di spirare: <em>&quot;Ho udito il richiamo di Tutankhamon; sto per seguirlo.&quot;<\/em> (cfr., fra gli altri, Yves Naud, <em>La maledizione dei faraoni,<\/em> La Spezia, Fratelli Melita Editori, 1990, p. 380).<\/p>\n<p>5)  La credenza nei fantasmi, ovviamente, \u00e8 altra cosa nella credenza degli spiriti custodi dei luoghi sacri. I fantasmi possono essere di vari genere: quello di cui parla il primo racconto di Fawcett, relativo ai due ufficiali boliviani e alla bellissima ragazza che era, poi, un <em>duende,<\/em> ricorda piuttosto quelli relativi alle <em>lamie<\/em> del mondo greco-romano e, in particolare, all&#8217;episodio riferito da Filostrato nella <em>Vita di Apollonio di Tiana.<\/em> Si tratta, infatti, non soltanto di una pura apparizione, ma di un fantasma che, attraverso la seduzione sessuale, provoca la morte dei suoi amanti occasionali. In tutta l&#8217;America latina questa credenza \u00e8 vivissima (ma anche in altre culture, spec. asiatiche); ne troviamo un riflesso nel celebre romanzo di Jorge Amado <em>Donna Flor e i suoi due mariti.<\/em> Sbaglierebbe, tuttavia, chi pensasse a fantasie puramente letterarie. Scrive Salvador Freixedo, ex gesuita messicano e studioso di fenomeni extra-terrestri: <em>&quot;Quando ci si mette a studiare a fondo tutto ci\u00f2 che ha a che vedere con la comunicazione tra vivi e defunti, si incontrano (&#8230;) casi straordinari, come quelli di coloro che vivono continuamente rapporti sessuali con defunti che si presentano tranquillamente nelle loro camere. Questo avviene in genere con persone che praticano attivamente lo spiritismo, ma \u00e8 considerato un grande peccato per le dottrine di questa scuola, soprattutto per coloro che seguono la linea kardechiana.&quot;<\/em> (S. Freixedo, <em>Contattati dagli Ufo!&quot;,<\/em> Hobby &amp; Work ed., 1993, pp. 93-94).<\/p>\n<p>6)  La seconda testimonianza di Fawcett, relativa ad una esperienza da lui personalmente, appare come il tipico caso di <em>infestazione spiritica.<\/em> Non di <em>poltergeist<\/em>: non vi sono oggetti che volano; o meglio: gli &#8216;oggetti&#8217; che volano per la stanza, cos\u00ec come gli animali e i rumori, non sono oggetti fisici, pur essendo estremamente reali (tanto da togliere il sonno). Ricorda un po&#8217; il celebre episodio della casa infestata dell&#8217;antica Atene, che fu &#8216;liberata&#8217; dal filosofo Olimpiodoro (narrato da Plinio il Giovane in una sua celebre <em>Epistola<\/em>). Difficile identificare l&#8217;origine dell&#8217;infestazione: non sembra trattarsi di un singolo spirito, ma di tutta una vita misteriosa che comprende uomini, animali e cose e che pare scaturire dalla casa stessa. A meno che si tratti di &#8216;illusioni&#8217; provocate da uno spirito infra-umano (diabolico?) allo scopo di confondere, ingannare, sconcertare i viventi e allontanarli da quel luogo, per qualche ignota ragione.<\/p>\n<p>Una cosa, infine, sembra chiara: la moderna mentalit\u00e0 scientifica non possiede nemmeno gli strumenti concettuali per accostarsi ai fenomeni metapsichici relativi a particolari luoghi ritenuti &#8216;sacri&#8217; (anche nel senso di &#8216;maledetti&#8217;, com&#8217;era nell&#8217;etimologia originaria del termine). Tanto meno essa possiede una pur vaga idea delle forze occulte che tali luoghi custodiscono, specialmente se deputati alla conservazione di cadaveri mummificati. L&#8217;opera dissennata e sacrilega degli archeologi pu\u00f2 provocare delle autentiche irruzioni di energie malefiche nel mondo dei viventi, aprendo porte che dovrebbero rimanere sigillate, trasportando spoglie umane che dovrebbero riposare in pace. Chi pu\u00f2 dire se queste irruzioni non sono state all&#8217;origine di certi fenomeni storici di ottenebramento collettivo delle coscienze, scatenando conflitti sanguinosi di enorme portata distruttiva? Scrive ancora Fabio Ragno:<\/p>\n<p><em>&quot;La penetrazione delle forze infere nel nostro mondo non si limita a una manifestazione di influssi, ma tende a una materializzazione sul piano fisico, che si verifica mediante una presa di possesso di potenzialit\u00e0 umane particolarmente grossolane, cio\u00e8 con l&#8217;<\/em>entrata <em>&#8211; in senso letterale &#8211; in determinati individui.(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La penetrazione delle forze infere tende infatti, nella sua massima espressione, alla<\/em> creazione <em>di un essere umano; un essere umano del tutto speciale,<\/em> infero <em>nel senso pi\u00f9 completo della parola, da considerare alla stregua di una &#8216;soglia&#8217; o come una via diretta e definitiva di accesso di queste forze nella materia.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tutto ci\u00f2 al fine di &#8216;prendere&#8217; il mondo, scopo ultimo che muove le forze infere.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per comprendere meglio quest&#8217;ultimo concetto di &#8216;conquista del mondo&#8217; (ch\u00e9 altrimenti potrebbe apparire l&#8217;equivalente di una banale ambizione umana), si potrebbe definirlo come il progetto di un &#8216;assorbimento del mondo&#8217; per acquistarne la consistenza, da intendersi come una vera e propria necessit\u00e0 di esistenza per queste forze, destinate altrimenti a qualcosa di simile a una<\/em> dispersione <em>da parte della Potenza Celeste.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per realizzare &#8216;l&#8217;essere umano infernale&#8217; queste forze devono necessariamente operare su due piani: quello fisico (il corpo biologico animale) e, soprattutto, quello metafisico, ci\u00f2 che costituisce per loro la &#8216;soglia&#8217; vera e propria del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ora, nella normale costituzione di un essere umano l&#8217;intervento metafisico \u00e8 dato da una scintilla divina che &#8216;scende&#8217; e penetra in un corpo. All&#8217;opposto, le forze infere (che invece devono effettuare una &#8216;risalita&#8217; al piano umano) per realizzare il processo creativo devono trarre un&#8217;analoga potenza alla &#8216;scintilla&#8217; l\u00ec dove essa si trova, cio\u00e8 dagli stessi esseri umani e, pi\u00f9 esattamente, dai<\/em> residui psichici <em>&#8211; particelle infinitesime o scorie dell&#8217;anima &#8211; che permangono legati ai cadaveri dopo la morte.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Evidentemente, il processo pu\u00f2 essere realizzato quando innumerevoli<\/em> residui psichici <em>di innumerevoli morti possono essere condensati, e questo pu\u00f2 avvenire quando vi sia una strage immensa di individui in una breve scala temporale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La Prima e la Seconda Guerra Mondiale sono un esempio impressionante di questo&#8230;&quot;<\/em> (op. cit., p. 138).<\/p>\n<p>Oltre ai gas, alle particelle radioattive, ai virus preparati nei laboratori militari e rilasciati con diabolica consapevolezza, le guerre favoriscono dunque una diffusione di residui psichici impregnati di fortissima negativit\u00e0, provenendo da grandi masse di individui uccisi violentemente. Residui psichici che si disperdono, come epidemie, dai campi di battaglia e dalle citt\u00e0 distrutte dai bombardamenti, cos\u00ec come aleggiano intorno ai grandi mattatoi di Chicago e di altri centri della cosiddetta industria alimentare: perch\u00e9 anche gli animali, morendo di morte violenta, rilasciano terribili residui psichici in grado di contaminare l&#8217;atmosfera.<\/p>\n<p>Nella profanazione delle antiche tombe si verifica un fenomeno analogo: e, se minore \u00e8 il numero dei residui psichici rilasciati all&#8217;esterno, tanto pi\u00f9 intensa \u00e8 la loro carica negativa perch\u00e9 i processi di mummificazione ne hanno ritardato la naturale dispersione ed essi hanno conservato, in maniera artificiale, una straordinaria carica energetica, anche ad opera dei rituali magici che ne hanno accompagnato la mummificazione, la sepoltura e i rituali funebri. Riportare alla luce quelle sepolture e manomettere quei corpi significa veramente scherzare col fuoco. Forse lord Carnarvon lo aveva compreso &#8211; ma ormai troppo tardi &#8211; quando pronunci\u00f2, sul letto di morte, quelle sue ultime parole: <em>&quot;Ho udito il richiamo di Tutankhamon; sto per seguirlo&quot;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nulla di pi\u00f9 normale, anzi, di pi\u00f9 benemerito, per la moderna archeologia, che violare antiche sepolture, profanare mummie e cadaveri, trafugarne i resti per sottoporli a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30138,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[65],"tags":[92],"class_list":["post-28148","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-archeologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28148"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28148\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30138"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}