{"id":28147,"date":"2009-01-26T09:18:00","date_gmt":"2009-01-26T09:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/26\/sovente-quando-gli-altri-ci-deludono-quel-che-ci-brucia-e-la-delusione-di-noi-stessi\/"},"modified":"2009-01-26T09:18:00","modified_gmt":"2009-01-26T09:18:00","slug":"sovente-quando-gli-altri-ci-deludono-quel-che-ci-brucia-e-la-delusione-di-noi-stessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/26\/sovente-quando-gli-altri-ci-deludono-quel-che-ci-brucia-e-la-delusione-di-noi-stessi\/","title":{"rendered":"Sovente, quando gli altri ci deludono, quel che ci brucia \u00e8 la delusione di noi stessi"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abSiamo tutti feriti nell&#8217;anima e tutti bisognosi di compassione e di perdono\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice) avevamo sostenuto che ciascuno di noi reca nell&#8217;anima la cicatrice di qualche ferita, abbastanza profonda da aver impresso una svolta irreversibile nel nostro orientamento esistenziale; e che ciascuno di noi \u00e8, per ci\u00f2 stesso, meritevole di compassione e di perdono.<\/p>\n<p>Poi, nell&#8217;articolo \u00abLa delusione esistenziale \u00e8 la &quot;malattia mortale&quot; che produce amarezza, cinismo e disperazione\u00bb, avevamo riflettuto, sulla scia di Kierkegaard, sulla condizione tipica dell&#8217;uomo moderno, di sradicamento dall&#8217;Essere e di conseguente alienazione e perdita dell&#8217;orizzonte di senso esistenziale.<\/p>\n<p>Infine, nell&#8217;articolo \u00abOltrepassare la delusione per non sciupare l&#8217;incanto de mondo\u00bb, avevamo affermato che, sovente, gli esseri umani non sono afflitti da una singola delusione, per quanto grande essa sia stata, ma di una somma d&#8217;infinite delusioni, medie e piccole e, per cos\u00ec dire, quasi quotidiane; delusioni che subentrano al trauma di veder scemare in s\u00e9 &#8211; e, di riflesso, fuori di s\u00e9 -, <em>l&#8217;incanto del mondo.<\/em><\/p>\n<p>Al tempo stesso, avevamo osservato che, per il bambino, il mondo \u00e8 un luogo incantato; per l&#8217;adulto, \u00e8 un luogo profano, arido e banale: il luogo della perenne disillusione.; e che, pertanto, dovremmo sforzarci di tornare a vedere il mondo con l&#8217;incanto, la freschezza e l&#8217;innocenza (e sia pure l&#8217;innocenza relativa di un adulto) che sono propri dei bambini.<\/p>\n<p>Ora vogliamo soffermarci su un particolare aspetto della delusione esistenziale, quella derivanteci dal rapporto con gli altri: rapporto mediante il quale noi formiamo il nostro io e in relazione al quale costruiamo le nostre coordinate esistenziali, buone o cattive che esse siano; poich\u00e9 &#8211; come \u00e8 stato detto &#8211; nessun uomo \u00e8 un&#8217;isola e anche l&#8217;individuo pi\u00f9 isolato e solitario ha pur sempre una struggente necessit\u00e0 di misurarsi e confrontarsi con gli altri, e sia pure, magari, solo da lontano e indirettamente, come pu\u00f2 essere il caso di un detenuto alla pena dell&#8217;ergastolo.<\/p>\n<p>Gli altri, sovente, ci deludono: questo \u00e8 il fatto; e a deluderci sono proprio coloro dai quali pi\u00f9 ci aspetteremmo: questo \u00e8 ci\u00f2 che ci fa pi\u00f9 male.<\/p>\n<p>Potremmo aggiungere che la delusione si manifesta principalmente in due forme, attiva e passiva. Attiva, quando gli altri ci deludono perch\u00e9 il loro comportamento contraddice le nostre aspettative, nel senso che li vediamo agire in maniera che stride con quanto ci saremmo attesi da loro; passiva, quando essi scompaiono, nel momento in cui maggiormente desidereremmo la loro presenza, il conforto della loro vicinanza, fisica o ideale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 corrisponde ai due modi che noi abbiamo per rapportarci al prossimo e alle responsabilit\u00e0 che ne derivano: l&#8217;accostamento e l&#8217;allontanamento. Tutti siamo consapevoli di esercitare un influsso sulla vita degli altri, allorch\u00e9, in un modo o nell&#8217;altro, ci avviciniamo a loro; in genere, per\u00f2, non siamo altrettanto consapevoli di esercitare un influsso non meno importante &#8211; almeno in certi casi &#8211; sottraendoci al contatto con essi, negando loro la nostra presenza.<\/p>\n<p>Per cui \u00e8 corretto dire che noi, qualunque cosa facciamo e perfino quando non facciamo (apparentemente) nulla, esercitiamo <em>sempre<\/em> un influsso sugli altri; e la stessa cosa fanno gli altri nei confronti di ciascuno di noi.<\/p>\n<p>Che ci piaccia oppure no, siamo importanti, sempre e comunque: nel senso che le nostre azioni pesano sempre sugli altri, e lo stesso dicasi per le nostre azioni mancate, per i nostri silenzi e i nostri allontanamenti.<\/p>\n<p>Possiamo rendercene conto, se vi prestiamo un minimo di attenzione, in diverse occasioni della nostra vita, anche in quelle di tipo relativamente ordinario.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 capitarci, ad esempio, di venire aggrediti, in maniera talvolta brutale e, comunque, del tutto inaspettata, da persone da cui non ce lo saremmo mai aspettato: e ci\u00f2 per la buona ragione che non le avevamo mai \u00abviste\u00bb, cio\u00e8 non le avevamo mai considerate importanti entro il quadro delle nostre relazioni.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 trattarsi, per esempio, di un collega di lavoro, il quale, di punto in bianco, ci assale con una veemenza, con un livore, con una aggressivit\u00e0 che ci lasciano, a tutta prima, sconcertati. Dal momento che di quella persona non avevamo mai fatto alcun conto, ci domandiamo, da dove gli possono venire tanto astio e tanta malevolenza?<\/p>\n<p>Ma poi, se solo ci riflettiamo un po&#8217; sopra, non tarderemo a renderci conto di avere gi\u00e0 la risposta ad un tale interrogativo: tutta quella aggressivit\u00e0, quell&#8217;astio e quella malevolenza sono, appunto, conseguenza del fatto che quella persona si \u00e8 sentita ignorata da parte nostra; del suo sentirsi esclusa, rifiutata e, forse, disprezzata da noi. Non ce ne eravamo mai accorti: ma la nostra indifferenza ha agito su di essa come un tarlo molesto e inarrestabile, ha provocato un continuo accumulo di frustrazione e risentimento: finch\u00e9 tali sentimenti negativi sono esplosi alla minima occasione, al minimo pretesto (che noi non ci siamo nemmeno accorti di averle dato).<\/p>\n<p>Certo, potremmo alzare le spalle e concludere che, stando cos\u00ec le cose, il problema del rancore nutrito da simili persone nei nostri confronti non ci riguarda; che \u00e8 un problema esclusivamente loro; che esse si sono create dei fantasmi nella loro mente e hanno perci\u00f2 voluto vendicare delle offese puramente immaginarie. E sarebbe una parte di verit\u00e0, senza dubbio.<\/p>\n<p>L&#8217;altra parte, per\u00f2 &#8211; se vogliamo essere sinceri con noi stessi fino in fondo &#8211; \u00e8 che la nostra indifferenza ha ferito quelle persone, sia pure in modo non deliberato, tanto quanto ci saremmo sentiti feriti noi, se ci fossimo trovati a parti rovesciate: se, cio\u00e8, ci fossimo visti sistematicamente ignorati da coloro che, forse, stimiamo e ammiriamo e dai quali, pertanto, vorremmo essere gratificati di un minimo di attenzione e di considerazione.<\/p>\n<p>La dinamica qui descritta \u00e8 particolarmente evidente nei rapporti fra i due sessi.<\/p>\n<p>A molti, crediamo, sar\u00e0 capitato quel che \u00e8 capitato a noi: di cogliere uno sguardo di autentico odio da parte di una persona dell&#8217;altro sesso, conosciuta magari chiss\u00e0 quanto tempo prima, non pi\u00f9 rivista per anni e anni, e alla quale sappiamo di non aver mai fatto alcun torto, tranne quello (appunto) di essere usciti dalla sua vita.<\/p>\n<p>Quello sguardo carico di risentimento \u00e8 la spia, evidente e inequivocabile, del fatto che la nostra scomparsa ha deluso e ferito nel profondo qualcuno che, sia pure a nostra insaputa, provava dei sentimenti per noi: sentimenti di amore, probabilmente, e sia pure (magari) non analizzati in profondit\u00e0; i quali si sono, poi, fatalmente trasformati nell&#8217;esatto contrario di ci\u00f2 che erano all&#8217;origine, a causa della frustrazione del vedersi rifiutati, allorch\u00e9 noi, un bel momento &#8211; e senza rendercene conto o, comunque, senza alcuna precisa intenzionalit\u00e0 &#8211; abbiamo rivolto altrove i passi della nostra vita, uscendo dall&#8217;orizzonte di quella tale persona.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 conferma quanto avevamo sopra teorizzato, e cio\u00e8 che il nostro rapportarci agli altri non \u00e8 mai indifferente, non \u00e8 mai privo di effetti, anche quando si riduce a un non rapportarci, a un sottrarci, e sia pure non intenzionale.<\/p>\n<p>Un altro tipo di esperienza che conferma quanto sopra \u00e8 la reazione di dolore, di rincrescimento, a volte di estrema agitazione, che si produce in alcune persone con le quali abbiamo stabilito un dialogo, ma che, a un dato momento, si sentono da noi rifiutate, magari non interamente, ma in quello che esse hanno pi\u00f9 a cuore, in quello che considerano l&#8217;aspetto qualificante del loro modo di essere e della loro relazione con noi.<\/p>\n<p>Di nuovo, pu\u00f2 accadere che la cosa ci colga alla sprovvista, anzi, perfino che non riusciamo a farcene una ragione. Ci domandiamo allora: ma perch\u00e9 quella persona, alla quale abbiamo pure accordato un certo grado di intimit\u00e0, di amicizia, si rivolta contro di noi; perch\u00e9 si mostra ferita ed offesa; perch\u00e9 si dimostra cos\u00ec irragionevole e incontentabile?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, c&#8217;\u00e8 ben poco di \u00abragionevole\u00bb nei sentimenti umani; e, per quanto sia buona norma quella di saperli analizzare anche in maniera distaccata e razionale, resta il fatto che essi, al loro fondo, ci rimangono avvolti in una densa nube di mistero. Chi mai potrebbe dire perch\u00e9 certe persone facciano scattare in noi sentimenti di attrazione e repulsione profonda, a volte quasi immediata; e perch\u00e9 lo stesso accada agli altri, nei nostri confronti? Chi mai potrebbe dire (al di l\u00e0 delle presuntuose certezze della psicologia e, peggio, della psicanalisi) perch\u00e9 noi ci sentiamo attratti da coloro che non ci ricambiano o che, magari, giocheranno con noi e ci faranno soffrire; mentre noi, forse, faremo la stessa cosa, a nostra volta, con altri?<\/p>\n<p>Sia come sia, il fatto \u00e8 quello; ed \u00e8 particolarmente evidente &#8211; di nuovo &#8211; nelle relazioni fra i due sessi. In genere, sono le donne (ma non sempre) a provare sentimenti che esitano a esplicitare, e quindi ad accumulare aspettative che poi, forse, andranno deluse; e sono perci\u00f2 loro, sovente, a ricambiare indifferenza o scarsa attenzione con rancori implacabili, piuttosto che con aperte accuse. Di che cosa potrebbero accusare l&#8217;oggetto del loro risentimento, del resto? In ogni caso, se lo facessero, dovrebbero anche confessare a se stesse il proprio segreto: cosa che richiede molta dirittura morale e molta onest\u00e0 intellettuale (si pensi al caso di una persona gi\u00e0 sposata e, magari, con figli), che non tutti possiedono.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, potrebbe succedere che una persona sposata, la quale prova o ha provato una forte attrazione per un altro individuo, ma senza osare ammetterlo mai pienamente a se stessa, finisca per stravolgere entro di s\u00e9 i termini della questione, fino ad autoconvincersi di aver subito una doppia, imperdonabile offesa: quella di essere stata sedotta (il che, magari, \u00e8 vero solo nelle sue fantasie solitarie) e, poi, di essere stata rifiutata. Ma chi mai riuscir\u00e0 a fare chiarezza in quella povera anima, e a convincerla che le cose stanno altrimenti?<\/p>\n<p>Una bugia, a forza di essere ripetuta, finisce per diventare una verit\u00e0 certa, incontrovertibile: e ci\u00f2 vale anche per quella particolare categoria di menzogne che noi raccontiamo a noi stessi, nel segreto della nostra vita interiore. Se, poi, sono passati degli anni dall&#8217;epoca di tali presunti torti, peggio ancora: l&#8217;accumularsi del tempo non migliora mai questi genere di cose, al contrario: l&#8217;anima sempre pi\u00f9 si aggrappa disperatamente alla propria \u00abverit\u00e0\u00bb di comodo, diviene tutt&#8217;uno con essa, come l&#8217;edera al tronco dell&#8217;albero: tanto che esse finiscono per diventare una cosa sola.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9: la menzogna finisce per diventare una ragione di vita. Senza di essa, quell&#8217;anima non troverebbe pi\u00f9 la forza e il coraggio per andare avanti.<\/p>\n<p>S\u00ec, siamo delle creature piuttosto curiose: curiose e contorte.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 cosa tanto rara incontrare una personalit\u00e0 schietta, diritta, franca con se stessa, prima ancora che con il prossimo: rara e ammirevole.<\/p>\n<p>Che fare, dunque?<\/p>\n<p>Niente; di certo non possiamo porre rimedio, mediante degli atti intenzionali della volont\u00e0, a una carenza della nostra struttura ontologica; n\u00e9, meno ancora, ai mille equivoci e alle mille sofferenze, apparentemente inutili, che da essi si generano.<\/p>\n<p>In altri termini, non potremo mai sottrarci n\u00e9 alla delusione che ci provocano gli altri, n\u00e9 a quella che noi provochiamo loro. Non potremo evitare di sentirci frustrati, amareggiati e irritati dal fatto che coloro verso i quali siano attratti, ci ignorino; n\u00e9 che gli stessi sentimenti provino altri, che da noi si sentono attratti, ma si vedono ignorati o rifiutati. Non potremo mai sottrarci del tutto a quegli assalti improvvisi di colleghi infuriati, a quegli sguardi d&#8217;odio da parte di donne (o di uomini) che ci amavano in segreto, e che mai abbiamo preso troppo sul serio.<\/p>\n<p>E allora?<\/p>\n<p>Niente: ma \u00e8 importante essere consapevoli di tutto questo. Non solo per farsi una ragione di tante apparenti stranezze del comportamento umano, ma anche per imparare una virt\u00f9 sempre pi\u00f9 rara al giorno d&#8217;oggi: quella della compassione.<\/p>\n<p>Compassione verso gli altri, ma anche verso noi stessi.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare a perdonarci i nostri errori, le nostre debolezze, le nostre incoerenze; non per cullarci in esse; ma, al contrario, per trovare la forza di andare oltre e ricominciare da capo, dopo ogni caduta.<\/p>\n<p>Ciascuno di noi, come dicevamo all&#8217;inizio, \u00e8 una creatura ferita e, in quanto tale, meritevole di compassione e di perdono.<\/p>\n<p>E, se vogliamo imparare a perdonare e a compassionare il nostro prossimo, \u00e8 necessario che incominciamo a farlo proprio partendo da noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abSiamo tutti feriti nell&#8217;anima e tutti bisognosi di compassione e di perdono\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice) avevamo sostenuto che ciascuno di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-28147","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28147","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28147"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28147\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}