{"id":28144,"date":"2022-07-24T02:48:00","date_gmt":"2022-07-24T02:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/07\/24\/quando-e-perche-il-nostro-popolo-ha-perso-la-fede\/"},"modified":"2022-07-24T02:48:00","modified_gmt":"2022-07-24T02:48:00","slug":"quando-e-perche-il-nostro-popolo-ha-perso-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/07\/24\/quando-e-perche-il-nostro-popolo-ha-perso-la-fede\/","title":{"rendered":"Quando e perch\u00e9 il nostro popolo ha perso la fede?"},"content":{"rendered":"<p>Quando e perch\u00e9 il popolo italiano, cattolico praticante nella sua stragrande maggioranza, si \u00e8 allontanato da se stesso, ha smarrito la fede e ha incominciato a vivere come se la religione dei padri non avesse mai contato nulla?<\/p>\n<p>Riportiamo una pagina dal bel libro di ricordi <em>Dentro il paesaggio<\/em> di Sergio De Stefani, un signore novantenne che ha fatto molto per il suo paese, di cui \u00e8 stato sindaco, Pieve di Soligo, nonch\u00e9 per quarant&#8217;anni maestro elementare di stimata memoria (stampato in proprio, 2018, pp. 107-109):<\/p>\n<p><em>Non so se per vera convinzione, consolidata abitudine o per consumata tradizione, ma \u00e8 un fatto che la nostra gente [del Quartier del Piave], come del resto i Veneti in generale, avesse, un tempo, un profondo e innato sentimento religioso. Esso era tutt&#8217;uno con il costume adottato dalle nostre genti al quale avevano contribuito anche il prestigio e l&#8217;autorit\u00e0 dei pastori, l&#8217;obbedienza quasi passiva nei loro confronti, considerati, a torto o a ragione, i pochi depositari del sapere e della verit\u00e0. Nelle famiglie, specie in quelle patriarcali, i figli venivano guidati alla preghiera fin da piccoli da mamme e ninne zelanti e pazienti. Pi\u00f9 tardi, da ragazzi, si imparava a memoria il catechismo di san Pio X, tutto improntato su domande e risposte semplici, brevi, facili da memorizzare. Queste nozioni, una volta assorbite e fatte proprie con ripetizioni continue, erano destinate a far parte del bagaglio religioso di ciascuno. Cos\u00ec, a Solighetto, come credo in tutto il Quartiere, il catechismo o dottrina cristiana veniva impartito ogni mattina prima dell&#8217;inizio della scuola, presso l&#8217;asilo, e ogni domenica avanti le funzioni vespertine da suore e catechisti. Era insegnato in modo persuasivo ai ragazzi, che rispondevano a voce alta tanto da farsi sentire a notevole distanza. Per i pi\u00f9 anziani, uomini e donne, al fine di richiamare alla loro memoria quanto appreso in giovent\u00f9, dopo il canto dei vespri domenicali, il sacerdote, dall&#8217;alto del suo pulpito mobile, cercava di spiegare a approfondire il contenuto degli argomenti prescelti, mentre i ragazzi, un po&#8217; annoiati, risentivano la lezione. Qualcuno dei pi\u00f9 anziani, specie d&#8217;estate, si abbandonava a un leggero pisolino, risvegliato soltanto dalla ripresa del suono dell&#8217;organo. La domenica era veramente considerata il giorno del riposo e dell&#8217;astensione dalle &quot;opere servili proprie degli artigiani e degli operai&quot; &#8212; come recitava il resto. Erano esenti le categorie la cui attivit\u00e0 non poteva essere rinviata o sospesa, come fornai, lattai, addetti alla sanit\u00e0, ecc. Anche il lavoro nella stalla per i contadini non poteva essere rinviati e, in caso di interventi di urgenza che non potevano aspettare (ad esempio i bachi da seta, la raccolta del fieno o altro), molti di loro si recavano dal parroco per avvisarlo di quanto stava succedendo e ottenere la sua approvazione in deroga al precetto domenicale. La prima messa della domenica, alle 5.30-6.00 del mattino. La pi\u00f9 frequentata, vedeva la partecipazione quasi totale degli uomini e delle donne del ceto agricolo e periferico, debitamente separate: la prima met\u00e0 della chiesa era occupata dagli uomini, la seconda, dietro, solo dalle donne. Pure l&#8217;accesso alla chiesa presentava due gradinate e due entrate riservate a ciascun genere.<\/em><\/p>\n<p><em>La celebrazione della messa durava oltre un&#8217;ora, incentrata soprattutto sull&#8217;omelia del celebrante o chi per lui. Come per esempio un predicatore straordinario, venuto da fuori. Naturalmente, in tutte e funzioni, la lingua usata era il latino ecclesiale, pi\u00f9 facile di quello classico, ma non da tutti compreso, tant&#8217;\u00e8 vero che veniva masticato in maniere del tutto personali&#8230;<\/em><\/p>\n<p>La rapida e malefica penetrazione della civilt\u00e0 moderna nel tessuto vivo della civilt\u00e0 pre-moderna &#8212; vale a dire cristiana &#8211; \u00e8 stato riassunto in poche righe dallo scrittore friulano Carlo Sgorlon (Cassacco, 26 luglio 1930-Udine, 25 dicembre 2009), un po&#8217; in tutti i suoi libri, ma in particolare nel romanzo <em>La poltrona<\/em>, pubblicato da Mondadori nel 1968, come da lui stesso raccontato nell&#8217;autobiografia <em>La penna d&#8217;oro<\/em> (Treviso, Morganti, 2008):<\/p>\n<p><em>Il mio romanzo &quot;La poltrona&quot;, scritto nel 1968, \u00e8 fortemente intriso di sostanza friulana. &#8216;\u00e8 la vecchia Udine delle case cinquecentesche, dei cortili, con l&#8217;impiantito di sassi, dei vecchi portoni e dei litigi insignificanti che si verificano tra inquilini per assoluti nonnulla. Ogni cosa, ambiente o personaggio, \u00e8 invaso e permeato di vecchiezza, che emana da ogni cosa. Come dire che anche le antiche case della Udine veneziana, gli ambienti, le persone, tutto ci\u00f2 che sembra appartenere ancora alla civilt\u00e0 contadina e artigianale \u00e8 penetrato del malessere esistenziale del nostro tempo, dall&#8217;ansia dell&#8217;impotenza, dalla impossibilit\u00e0 di fare e di comunicare con equilibrio, di possedere la vita e di agire in modi armoniosi all&#8217;interno di essa.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;avvento della modernit\u00e0 visto come la forma specifica del malessere esistenziale, del senso di frustrazione e della disarmonia che diviene la cifra di tale malessere e di tale frustrazione: non si poteva sintetizzare in maniera pi\u00f9 lapidaria ed efficace la cosiddetta civilt\u00e0 moderna, paragonabile ad una malattia che aggredisce un organismo ancora sano, lo parassita e lo conduce alla morte nel giro di neppure una generazione.<\/p>\n<p>Eppure, se la modernit\u00e0 \u00e8 una malattia, da dove viene questa malattia? Non si pu\u00f2 fare come Benedetto Croce che, a proposito del fascismo, parla enfaticamente di una invasione degli Hyksos: sarebbe disonesto e, soprattutto, non spiegherebbe un bel nulla. Anche gli Hyksos venivano da qualche parte, dopotutto: non sono piombati sull&#8217;Egitto arrivando dal pianeta Marte. E allora, qual \u00e8 la patria o, per meglio dire, qual \u00e8 la cella d&#8217;incubazione di quella malattia che \u00e8 la modernit\u00e0? La risposta \u00e8 abbastanza semplice: il luogo d&#8217;incubazione delle malattie \u00e8 l&#8217;organismo che poi esse aggrediscono; non necessariamente dello stesso individuo, ma di quella specie, o comunque di una specie compatibile con le sue caratteristiche. Vi sono malattie, cio\u00e8 vi sono virus, che non producono alcun danno a certe specie viventi, mentre sono mortali per altre; di pi\u00f9: vi sono virus che risultano innocui a un certo individuo, con il quale convivono per un tempo magari piuttosto lungo; e poi, chi sa per quale ragione, si risvegliano e diventano aggressivi e maligni. Perci\u00f2 possiamo anche dire cos\u00ec: la modernit\u00e0, da principio, \u00e8 teoricamente innocua per un certo tipo di societ\u00e0 o una certa fase storica di una data societ\u00e0; ma ha la capacit\u00e0 di degenerare in maniera repentina e di trasformarsi in una minaccia mortale, se quella tale societ\u00e0 le offre le condizioni idonee al suo proliferare maligno.<\/p>\n<p>A questo punto, per non restare nel vago, dobbiamo indicare quali sono i caratteri essenziali della modernit\u00e0: solo cos\u00ec capiremo quali sono le condizioni idonee alla sua malefica proliferazione. Una modernit\u00e0 assunta in dosi omeopatiche, infatti, non reca alcun danno alla societ\u00e0 che la ospita: perch\u00e9 possa fare dei danni, espandendosi in maniera incontrollabile, \u00e8 necessario che vengano a mancare i fattori che la limitano e la mantengono innocua, poich\u00e9 le fanno da contrappeso e da antidoto. Potremmo indicare parecchi di tali caratteri: dalla religione del progresso all&#8217;onnipotenza della tecnica; dal predominio della ragione strumentale all&#8217;indifferenza per i suoi esiti, purch\u00e9 utili nel senso pi\u00f9 immediato ed esteriore; ma sono tutti riconducibili ad uno solo: il rancore, il disprezzo e il rifiuto di tutto quanto \u00e8 tradizione e l&#8217;idolatria nei confronti di ci\u00f2 che \u00e8 nuovo, comodo, veloce e in movimento (attivismo frenetico ed esasperato). Questo \u00e8 il carattere essenziale della modernit\u00e0; questo \u00e8 il discrimine fra ci\u00f2 che \u00e8 moderno, si pone e si auto-percepisce come tale e ci\u00f2 che invece, a dispetto di certe apparenze, non lo \u00e8.<\/p>\n<p>La fede dei padri \u00e8 la quintessenza della tradizione di un popolo; logico, quindi, che sia anche il primo bersaglio della modernit\u00e0. La Chiesa cattolica e il clero, secolare e regolare, furono il primo bersaglio della Rivoluzione francese: la religione cristiana era la prima cosa che i rivoluzionari, cresciuti nelle idee dell&#8217;Illuminismo volevano sradicare dal popolo francese. Ci hanno messo pi\u00f9 tempo del previsto: bisogna arrivare alla seconda met\u00e0 del XX secolo per vedere l&#8217;opera compiuta anche nelle campagne (a Parigi, invece, la citt\u00e0 cresciuta come un fungo mostruoso e moralmente parassita sul corpo della nazione, il risultato era stato raggiunto cento anni prima); ma ci sono infine arrivati. Anzi, meraviglie della globalizzazione, verso la met\u00e0 del XX secolo \u00e8 stato il clero francese, sono stati i teologi francesi, solidali in questo coi loro colleghi, ex nemici, tedeschi, a spargere il virus della modernit\u00e0 dentro il corpo ancora nel complesso sano della Chiesa cattolica, fino al Concilio Vaticano II ed oltre (De Chardin, De Lubac, Congar, lo stesso Maritain, forse pi\u00f9 in l\u00e0 delle sue stesse intenzioni; e i preti operai, e tutto il resto): l&#8217;eresia viene sempre a l\u00ec, dalla valle del Reno e dalle sue adiacenze.<\/p>\n<p>E adesso di nuovo la domanda: quando e perch\u00e9 il <em>nostro<\/em> popolo ha perso la fede? Quando e perch\u00e9 ha sostituito alla religione dei padri la nuova religione del progresso e della tecnica? Il <em>quando<\/em> si colloca fra il Rinascimento e il XX secolo; ma il Rinascimento \u00e8 stato un fenomeno di <em>\u00e9lite<\/em>, non di popolo; e l&#8217;evento decisivo del XX secolo \u00e8 stato la guerra mondiale 1914-45, e dunque gli anni cruciali sono stati quelli subito <em>dopo<\/em> il 1945, cio\u00e8 dopo la vittoria del progresso e della tecnica. Il <em>perch\u00e9<\/em> trova la sua risposta non tanto nelle particolari condizioni dell&#8217;Italia, ma in un dato di natura generale, che vale per gli individui cos\u00ec come per i popoli, gli Stati e le civilt\u00e0. La modernit\u00e0 \u00e8 incompatibile col cristianesimo: e chi afferma il contrario mente o s&#8217;inganna. Dunque, gli italiani hanno sostituito alla fede dei padri la fede nel progresso e nella tecnica, con tutti i suoi risvolti (il consumismo, l&#8217;edonismo, il materialismo e il relativismo etico), perch\u00e9 in loro si era abbassato il livello degli anticorpi: vale a dire che non trovavano pi\u00f9 in se stessi, nella propria storia e civilt\u00e0, nella propria tradizione, ragioni sufficienti, com&#8217;era stato in passato, per preferire ci\u00f2 che \u00e8 giusto a ci\u00f2 che \u00e8 comodo, ci\u00f2 che \u00e8 bello a ci\u00f2 che \u00e8 conveniente, e ci\u00f2 che \u00e8 vero e buono a ci\u00f2 che fanno tutti. Ma quest&#8217;ultima osservazione sposta semplicemente il problema: perch\u00e9, a un dato momento, fanno &quot;tutti&quot; ci\u00f2 che prima non si faceva? Perch\u00e9 le giovani ragazze scelgono di essere sempre provocanti, mentre prima sceglievamo di essere modeste? Perch\u00e9 i padri di famiglia antepongono l&#8217;amore per l&#8217;automobile, per l&#8217;orologio di marca, per le cose, all&#8217;amore per la sposa e per i figli? E perch\u00e9 i preti ritengono pi\u00f9 importante piacere agli uomini, anche assecondandone i vizi e i peccati, piuttosto che piacere a Dio?<\/p>\n<p>Naturalmente c&#8217;\u00e8 una centrale malefica, a livello mondiale, la quale vuole imporre il disordine e l&#8217;immoralit\u00e0, e ai nostri giorni si manifesta specialmente nell&#8217;odio implacabile contro la famiglia e nell&#8217;esaltazione sistematica della pratica omosessuale, innalzata al rango di ideologia specifica della cultura moderna. In tutti i Paesi sottoposti massicciamente a tale propaganda, fra i quali l&#8217;Italia, la modernit\u00e0 \u00e8 stata supportata in ogni modo, specie a livello finanziario, da tale centrale, nemica della legge morale e della ragione naturale. In ultima analisi, infatti, dire modernit\u00e0 vuol dire relativismo, soggettivismo, nichilismo e libertinismo: non \u00e8 un caso che oggetto degli attacchi incessanti dei campioni della modernit\u00e0, sia sul versante politico che su quello culturale, siano quelle forze sociali, quegli intellettuali, quei soggetti statali, che si tengono aggrappati alla legge morale, alla sana ragione naturale, al senso del vero, del buono e del bello, all&#8217;ideale della famiglia come espressione pi\u00f9 alta della vita sociale, senza il divorzio e senza l&#8217;aborto. Essere moderni significa odiare tutte queste cose e desiderare di vederle distrutte, e adoperarsi attivamente affinch\u00e9 ci avvenga. E chi, in particolare, \u00e8 all&#8217;origine di tanto odio, \u00e8 capace di organizzarlo e da lunghissimo tempo sta attuando sistematicamente e implacabilmente un piano di totale distruzione della tradizione, quindi sia della religione cristiana, sia della sana ragione naturale? Chi \u00e8 capace di odiare cos\u00ec tanto, e con una tale lucidit\u00e0 e tenacia?<\/p>\n<p>Storicamente, non vediamo che due forze capaci di ci\u00f2: la massoneria e l&#8217;ebraismo talmudico. Entrambe hanno un conto aperto con la religione cattolica ed entrambe mirano a distrugge la ragione aristotelica e tomista, perch\u00e9 solo in un paesaggio intellettuale &quot;liquido&quot;, instabile, privo di ogni certezza e punto di riferimento, e scettico nei confronti del vero, possono perseguire con buone prospettive di successo il loro disegno di egemonia globale: che da qualche anno \u00e8 entrato nella piena fase operativa e si chiama Nuovo Ordine Mondiale. Ci\u00f2 detto, si comprende anche quale pu\u00f2 e deve essere la risposta di una societ\u00e0 che non voglia essere condotta al macello: recuperare la sana ragione naturale e tornare alla fede dei padri. Abbandonare l&#8217;orgoglio, causa di tanti mali, e gettarsi in ginocchio, supplicando: <em>Padre, abbiamo peccato contro il cielo e contro di Te. Non siamo pi\u00f9 degni di essere chiamati figli: trattaci come i tuoi servi<\/em>. E Lui, che \u00e8 la Misericordia, ci accoglier\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando e perch\u00e9 il popolo italiano, cattolico praticante nella sua stragrande maggioranza, si \u00e8 allontanato da se stesso, ha smarrito la fede e ha incominciato a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[119],"class_list":["post-28144","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-dottrina"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28144"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28144\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}