{"id":28142,"date":"2021-08-22T01:48:00","date_gmt":"2021-08-22T01:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/08\/22\/quando-ugo-spirito-perse-la-pazienzaateo-sara-lei\/"},"modified":"2023-09-13T15:34:39","modified_gmt":"2023-09-13T15:34:39","slug":"quando-ugo-spirito-perse-la-pazienzaateo-sara-lei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/08\/22\/quando-ugo-spirito-perse-la-pazienzaateo-sara-lei\/","title":{"rendered":"Quando Ugo Spirito perse la pazienza: ateo sar\u00e0 lei!"},"content":{"rendered":"<p>Il filosofo Ugo Spirito (1896-1979), il pi\u00f9 grande discepolo di Giovanni Gentile, firmatario non pentito del <em>Manifesto degli intellettuali fascisti<\/em> del 1925 e teorico di spicco del corporativismo, era un pensatore originale e un uomo coerente e molto franco. Le sue serate di libera discussione, nell&#8217;aula magna dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma, che si tenevano ogni gioved\u00ec ed erano aperte a tutti, attiravano un folto pubblico, che ammirava in lui il pensatore aperto al dialogo su qualsiasi argomento, rispettava tutte le opinioni e nondimeno portava avanti una propria linea di ragionamento al vertice della quale c&#8217;era sempre la preoccupazione di giungere alla verit\u00e0. E gi\u00e0 questo era insolito, quasi incredibile, in un orizzonte filosofico sempre pi\u00f9 dominato dal relativismo, dove ben pochi suoi colleghi dedicavamo altrettanta attenzione al tema della verit\u00e0. Inoltre egli era sempre preciso e logico nelle sue argomentazioni, non faceva sconti a nessuno per ragioni ideologiche contingenti, convinto com&#8217;era che la verit\u00e0 non ha etichette, non \u00e8 di destra o di sinistra, \u00e8 una e per quanto sia arduo raggiungerla, nondimeno in ci\u00f2 risiede tutto il significato e tutta la bellezza della ricerca speculativa.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un altro aspetto che ne faceva una figura originale e anticonformista, bench\u00e9 in altri tempi la cosa sarebbe parsa perfettamente naturale: il suo vivo interesse e il suo profondo rispetto per il tema della ricerca religiosa. Tanto per cominciare, egli era convinto che Dio esiste, perch\u00e9 riconosceva la validit\u00e0 dell&#8217;argomentazione relativa alla Causa Prima: \u00e8 impossibile che Dio non esista, visto che, negandolo, si renderebbe impossibile qualsiasi tentativo di spiegazione del mondo. Il mondo non pu\u00f2 essersi fatto da solo, dunque Dio esiste. Non aderiva ad alcuna fede religiosa confessionale, per\u00f2 aveva un grande rispetto e una viva ammirazione per il cattolicesimo: riconosceva l&#8217;importanza suprema del ruolo storico da esso ricoperto nella costruzione della civilt\u00e0 europea, e specialmente italiana; e non sopportava i filosofi atei che pretendono di spiegare tutto facendo per\u00f2 a meno dell&#8217;idea di Dio. In realt\u00e0, egli aveva in orrore sia il fanatismo superstizioso di certi credenti, sia il volterrianismo superbo degli intellettuali progressisti e &#8220;illuminati&#8221;; ma forse &#8212; crediamo &#8211; pi\u00f9 il secondo del primo, anche perch\u00e9, essendo tipico di una classe d&#8217;intellettuali palesemente slegati dalle radici popolari, gli appariva gratuito e ingiustificato, una sorta di escrescenza parassitaria sul tessuto della societ\u00e0 viva e vitale. Se le persone comuni del popolo e alcuni dei massimi pensatori di ogni tempo hanno creduto nell&#8217;esistenza di Dio, ci\u00f2 s&#8217;impone come un forte argomento, del quale si deve tener conto: non \u00e8 saggia una filosofia che si prende il lusso d&#8217;ignorarli o di snobbarli, n\u00e9 merita veramente il nome di filosofia una speculazione che si limita alle cause seconde o terze, e si riduce a filosofia del linguaggio o delle strutture, o peggio ancora a una brutta copia di quella cosa gi\u00e0 discutibile che \u00e8 la psicanalisi. In questo senso, Ugo Spirito era ancora un pensatore &#8220;classico&#8221;; e pur non essendo dichiaratamente cristiano, gli spetta idealmente un posto nel grandioso filone che va da Platone e Aristotele, a Sant&#8217;Agostino, a San Tommaso d&#8217;Aquino, a Pascal e a Kierkegaard.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 dopo la Seconda guerra mondiale si era avvicinato al comunismo, alcuni pensano, a torto, che sia stato uno dei tanti intellettuali pronti a cambiare casacca, passando disinvoltamente dal fascismo sconfitto al marxismo in ascesa; ma questa interpretazione \u00e8 del tutto falsa e fuorviante. Spirito era sempre stato un fascista di sinistra e un grande fautore del corporativismo; inoltre era un uomo curioso nel senso migliore della parola, ed \u00e8 perfettamente logico che si sia domandato, dopo il tramonto di quel fascismo nel quale aveva creduto, se non fosse possibile salvare la sua migliore eredit\u00e0 in ambito sociale, volgendosi verso le forze politiche che in teoria avrebbero potuto ereditarne la battaglia per una maggiore giustizia. Ma non tard\u00f2 a rendersi conto che il marxismo era morto; e ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 notevole, e depone per il suo acume intellettuale, in quanto, proprio negli stessi anni, la maggior parte degli intellettuali cadde nell&#8217;abbaglio di crederlo irresistibilmente lanciato verso la conquista dell&#8217;egemonia, e si accodarono quasi tutti, cattolici compresi, a venire a patti con esso, dando per scontato che non solo sarebbe rimasto un grosso fattore politico, ma che avrebbe finito per prevalere su tutte le altre ideologie. Spirito, al contrario, ragionando sul lungo periodo, era pronto a scommettere sulla forza di attrazione del cattolicesimo, e si aspettava che da l\u00ec sarebbe partita la costruzione di un mondo nuovo e pi\u00f9 giusto. Il che non lo indusse mai a fare confusione, scambiando il cattolicesimo per un surrogato delle forze politiche di sinistra; al contrario, quando vide la piega che stava prendendo la Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II, egli, che pure aveva guardato con simpatia e ammirazione a Giovanni XXIII &#8211; e non fu certo il solo a cadere in un simile abbaglio, non comprendendo che proprio da Giovanni XXIII era partita la svolta conciliare, gravida delle peggiori conseguenze &#8212; ne rimase assai deluso, anzi diciamo meglio: scandalizzato. Si chiese, anche qui mostrando una notevolissima lungimiranza, dove sarebbe andata a finire una Chiesa cattolica che, invece di portare avanti con fierezza la propria visione del mondo, fondata sul Vangelo, in un certo senso si metteva al rimorchio, e sia pure in forma larvata ed implicita, e perci\u00f2 anche ipocrita, di un&#8217;ideologia come il marxismo, che ormai aveva esaurito il suo ruolo propulsivo, anche se i suoi successi apparenti davano a tanti l&#8217;impressione che godesse tuttora di ottima salute.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, bench\u00e9 Ugo Spirito fosse una persona notoriamente calma e paziente, ci fu almeno un volta nella quale s&#8217;inquiet\u00f2 fortemente; diciamo meglio: rimase amareggiato e indignato, tanto da prendere carta e penna per mettere nero su bianco la sua vibrata protesta. E fu nel 1967, allorch\u00e9 il Segretariato Vaticano per i non credenti (grottesca istituzione: una delle belle novit\u00e0 del Vaticano II, di quelle che attrassero le cure paterne di alti prelati amici dei massoni, come il cardinale Carlo Maria Martini) gli invi\u00f2 un formale invito a prendere parte ad una iniziativa in favore della pace. <em>Non credente, cio\u00e8 ateo, a me?<\/em>, dovette pensare il filosofo aretino. <em>Questa proprio non la mando gi\u00f9: ateo sar\u00e0 lei<\/em>. Non avevano compreso, quei bravi sacerdoti modernisti e ultraliberali, che un laico intelligente non si sente affatto lusingato, come loro credevano e continuano ostinatamente a credere anche oggi, a mezzo secolo di distanza e dopo che il mondo \u00e8 crollato loro sulla testa, di essere chiamato &#8220;ateo&#8221;: perch\u00e9 ateo significa che ha chiuso i conti con Dio e ha raggiunto la ragionevole certezza della sua inesistenza; il che, come si \u00e8 visto, per Ugo Spirito era un controsenso, una vera e propria assurdit\u00e0, della quale non c&#8217;era nulla di cui gloriarsi, tanto meno sul piano speculativo, semmai da vergognarsi.<\/p>\n<p>L&#8217;episodio \u00e8 stato riportato da un altro eminente filosofo contemporaneo, padre Cornelio Fabro, che lo ebbe amico e lo ammir\u00f2, nel quadro di un&#8217;affettuosa rievocazione complessiva della figura di questo notevole pensatore del Novecento che ha lasciato un&#8217;orma profonda dietro a s\u00e9, durante le esequie funebri che accompagnarono il suo ultimo viaggio mortale, a Roma, il 28 aprile 1975 (da: C. Fabro, <em>Ricordo di Ugo Spirito<\/em>, in <em>Humanitas. Rivista bimestrale di cultura<\/em>, Brescia, Editrice Morcelliana, anno XXXIV, n. 3, giugno 1979, pp. 283-284):<\/p>\n<p><em>In occasione del Congresso internazionale di filosofia, tenutosi a Mendoza in Argentina verso la fine di marzo ed i primi di aprile del 1949, il sottoscritto fu pregato di celebrare la Messa per i congressisti credenti (era la domenica di Passione) ala quota di oltre 3.000 m. sulla Cordigliera delle Ande: quale non fu la mia sorpresa nel vedere davanti in piedi, voltandomi al primo &#8220;Dominus vobiscum&#8221;, dignitoso e raccolto Ugo Spirito. E scadendo proprio in quei giorni il trigesimo della scomparsa dell&#8217;adorata Mamma, mi preg\u00f2 di celebrare per la sua anima una Messa di suffragio. E potrei continuare con altri episodi non meno pertinenti.<\/em><\/p>\n<p><em>A differenza della maggior parte delle filosofie contemporanee, dedite alle analisi linguistiche, sociologiche, psicanalitiche&#8230; che egli non riconosceva per filosofia, Spirito non eluse il problema di Dio che per lui non era pi\u00f9 un semplice problema, ma (come abbiamo gi\u00e0 sentito) il riferimento indispensabile della ricerca della verit\u00e0 e della fondazione della libert\u00e0. A questo proposito c&#8217;\u00e8 un episodio perentorio, riportato per intero nelle &#8220;Memorie&#8221; (al capitolo su Paolo VI). Si tratta dell&#8217;invito (ricevuto alla fine del 1967) dal Segretariato Vaticano per i non credenti (cio\u00e8 atei) a partecipare, sotto quella qualifica, ad una manifestazione per la promozione della pace. Fu una delle poche volte che lo vidi indignato e fremente perch\u00e9 giudicava quella qualifica (di \u00abnon credente\u00bb) un&#8217;intromissione illecita e insultante: alla sua protesta ferma e vibrata &#8212; che si pu\u00f2 leggere per intero nelle &#8220;Memorie&#8221; (p. 212 ss.) &#8212; il Vaticano, per mano di Mons. Benelli, rispose con qualche ritardo inviando comunque, con garbo, le sue scuse.<\/em><\/p>\n<p><em>Per lui, come ha detto pi\u00f9 volte in questi ultimi anni, il comunismo di Marx-Engels-Lenin&#8230; l l&#8217;unico che riconosceva &#8212; \u00e8 gi\u00e0 morto e non ammetteva rinfrescamenti.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;unica forza spirituale autentica nel mondo era per Spirito il cristianesimo e perci\u00f2 si meravigliava, e ne soffriva, di certi atteggiamenti o avvicinamenti tattici della politica dei cattolici coi partiti laici atei e perfino del compromesso di fatto coi partiti marxisti che dovevano risolversi &#8212; i fatti l&#8217;hanno dimostrato e non solo in Italia &#8212; a tutto danno del cattolicesimo ed a confusione delle coscienze. Ovviamente, il cristianesimo a cui egli era approdato non era quello ufficiale e confessionale ossia articolato in dogmi precisi: era un cristianesimo essenziale che partiva e ritornava al Vangelo, anche se non si riferiva a definizioni di Concili: posso attestare a questo proposito che Spirito ammir\u00f2 la figura di Papa Giovanni nella quale riconosceva una testimonianza autentica del Vangelo e sent\u00ec profondamente il dolore della sua scomparsa.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 profonda ancora, a questo riguardo, \u00e8 stata per Spirito la preoccupazione del problema di Dio ch&#8217;era diventato un assillo dominante degli ultimi temi. Egli lo ha risolto a chiari termini nell&#8217;intervista concessa al settimanale &#8220;Gente&#8221; dell&#8217;11 novembre 1978, un testo che si pu\u00f2 considerare il suo testamento spirituale al quale perci\u00f2 rimandiamo. Qui la sua formula \u00e8 categorica: \u00abIo so che Dio esiste, non so chi \u00e8\u00bb &#8212; e pi\u00f9 precisamente: \u00abChe Dio esista \u00e8 certo perch\u00e9 \u00e8 il principio di tutto, l&#8217;assoluto. Il solo fatto di ricercarlo &#8212; aggiungeva, riecheggiando Agostino &#8212; \u00e8 una prova della sua esistenza. Ma a me uomo, non basta avere questa certezza. Io ho bisogno di dare un &#8216;volto&#8217; a Dio, di sapere che cosa egli \u00e8 realmente. C&#8217;\u00e8 una domanda che urge dentro di me ed alla quale sento di dover dare una risposta: Chi \u00e8 Dio?\u00bb (p. 137).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSo che Dio esiste\u00bb &#8211; e si sdegnava contro l&#8217;ateismo ora diventato di moda nella cultura e nei partiti, propagato dai docenti nella scuola, dalle elementari fino all&#8217;Universit\u00e0, ma anche contro quello mascherato dei nuovi teologi post-conciliari (alle volte tollerati, con suo grande rammarico, anche all&#8217;interno della gerarchia): come anche detestava lo sfruttamento politico della religione e del cristianesimo, in particolare da pare di gente senza pudore e dignit\u00e0 perch\u00e9 evit\u00f2 di buttarsi nella mischia per impedire l&#8217;approvazione di leggi inique ed anticristiane.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSo che Dio esiste\u00bb, quindi Spirito era convinto che il mondo non era opera del caso, che la ragione non \u00e8 un&#8217;evoluzione della materia e che la storia dell&#8217;uomo &#8211; malgrado le sue contraddizioni, violenze ed ingiustizie&#8230; &#8211; era in cammino verso il golfo sicuro dell&#8217;eternit\u00e0, del conforto di quel sabato della giustizia e della verit\u00e0 che, secondo Agostino, non conosce tramonto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon so chi \u00e8.\u00bb Ma nessuno, nessun mortale e nessun credente (e credente si dice appunto perch\u00e9 non conosce) \u00absa\u00bb chi \u00e8 Dio. La Bibbia stessa insegna che \u00abDio abita in una luce inaccessibile\u00bb (1 Tim. 6,16).<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;aquila degli Evangelisti, Giovanni, afferma che \u00abDio nessuno l&#8217;ha mai veduto\u00bb (Gv 1,18).<\/em><\/p>\n<p>Ugo Spirito aveva ben compreso la cosa pi\u00f9 importante di tutte: che il solo fondamento possibile della libert\u00e0 \u00e8 nella verit\u00e0; e che senza verit\u00e0, o con una verit\u00e0 adulterata o relativizzata, non si d\u00e0 alcuna vera libert\u00e0, ma tutt&#8217;al pi\u00f9 la sua cattiva imitazione. Inoltre disprezzava quei cattolici che non avevano voluto battesi negli anni &#8217;70 sul divorzio e l&#8217;aborto. Basterebbe questo per metterlo di parecchie spanne al di sopra della maggior parte dei filosofi che si sono disputati il campo e i salotti buoni della cultura italiana, a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni &#8217;40 fino ad oggi. Del resto, ora che la tragedia mondiale della falsa pandemia e del totalitarismo terroristico mascherato da perenne emergenza sanitaria ha fatto cadere le maschere, vediamo quanto poco si debbano prendere sul serio filosofi come Umberto Galimberti, che dichiara pazzi da ricoverare quanti non si lasciano ingannare dalla Narrazione Unica imposta dal grande potere finanziario globalista. In questa atmosfera mefitica, in questo quadro di sconcertante squallore e mediocrit\u00e0, nel quale non spiccano per niente i teologi e gli esponenti della sedicente cultura cattolica, si rimpiangono pi\u00f9 che mai il rigore e la dirittura di un pensatore veramente libero, e perci\u00f2 aperto al mistero della fede, come Ugo Spirito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il filosofo Ugo Spirito (1896-1979), il pi\u00f9 grande discepolo di Giovanni Gentile, firmatario non pentito del Manifesto degli intellettuali fascisti del 1925 e teorico di spicco<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,104,141,164,221],"class_list":["post-28142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-blaise-pascal","tag-filosofia","tag-giovanni-gentile","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28142"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28142\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}