{"id":28136,"date":"2019-02-24T01:57:00","date_gmt":"2019-02-24T01:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/24\/quali-sono-le-sorgenti-delleresia-gesuita\/"},"modified":"2019-02-24T01:57:00","modified_gmt":"2019-02-24T01:57:00","slug":"quali-sono-le-sorgenti-delleresia-gesuita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/24\/quali-sono-le-sorgenti-delleresia-gesuita\/","title":{"rendered":"Quali sono le sorgenti dell&#8217;eresia gesuita"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo visto, nel precedente articolo <em>I gesuiti e il Tao: \u00e8 sempre lo stesso schema<\/em> (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 23\/02\/19) come i gesuiti, nella Cina del XVII secolo, si siano avvantaggiati della loro predizione di una eclissi di sole, non annunciata da alcun astronomo cinese, per affermare la loro superiorit\u00e0, e quindi il loro prestigio, alla corte del Celeste Impero. Le loro conoscenze scientifiche si erano mostrate assai superiori a quelle degli studiosi locali; l&#8217;intero calendario astronomico, sul quale si reggeva la vita di quell&#8217;immenso Paese e che accordava le attivit\u00e0 umane con la legge del Tao, si era dimostrato errato e inattendibile. Era stata una vittoria clamorosa sulla cultura locale; ma i gesuiti come se ne avvantaggiarono? Non per portare il discorso sulla religione cattolica, n\u00e9 per presentarsi essenzialmente come missionari del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo; no: preferirono continuare a vestire in primo luogo i panni degli scienziati, sfruttando sino in fondo il prestigio acquisto con la predizione dell&#8217;eclissi. In altre parole, la vittoria riportata venne spesa a nome della scienza europea e, in secondo luogo, a nome della Compagnia di Ges\u00f9: ma rimase sostanzialmente confinata all&#8217;ambito scientifico. Peggio ancora: grazie alla loro dimostrata superiorit\u00e0 scientifica, essi avevamo inferto un colpo durissimo al sistema di credenze fondato sul Tao e sulla casta sacerdotale che ne era la depositaria: ma quel colpo non venne portato in ambito religioso, bens\u00ec rimase confinato in ambito scientifico. I gesuiti si erano affermati come scienziati, prima che come missionari; anzi, la loro qualit\u00e0 di missionari, agli occhi dei funzionari e delle persone colte della corte imperiale, restava in seconda linea. Era stata la vittoria di un principio pericolosissimo, che avrebbe rivelato tutte le sue potenzialit\u00e0 negative rivolgendosi contro lo stesso cattolicesimo, cinque secoli dopo, cio\u00e8 al nostri giorni. In pratica, era stata affermata la superiorit\u00e0 del sapere scientifico rispetto a qualsiasi altra forma di sapere. I gesuiti non avevano detto ai cinesi: <em>veniamo a portarvi la Rivelazione del vero Dio, Ges\u00f9 Cristo, Dio fatto uomo, morto e risorto per amore degli uomini<\/em>; ma sfruttarono il successo riportato in ambito scientifico per smontare le credenze cinesi nel sistema culturale locale. In base allo stesso principio, a partire dai primi anni del XX secolo alcuni gesuiti, George Tyrrell (poi espulso dall&#8217;ordine e scomunicato), indi Teilhard de Chardin, poi Henri de Lubac, Karl Rahner e Hans Urs von Balthasar, arrivarono a convincersi, sulla scia degli studi esegetici pi\u00f9 recenti, ma subendo fortemente l&#8217;influsso della scuola teologica del protestantesimo liberale, che una buona parte della Tradizione non poggia su basi sicure. e che perfino la Scrittura deve esser radicalmente reinterpretata, ponendo Ges\u00f9 &quot;in situazione&quot;, come dice il generale dei gesuiti odierno, Sosa Abascal, vale a dire calando sempre le sue parole e le sue azioni in un contesto preciso, e in relazione a degli interlocutori precisi. Il risultato di questo metodo di approccio \u00e8 una radicale storicizzazione della Rivelazione: non \u00e8 pi\u00f9 Dio che si rivela agli uomini, perch\u00e9 questi non possono giungere alla comprensione diretta di Dio (\u00e8 la lezione del criticismo kantiano, con la sua esclusione della cosa in s\u00e9 dall&#8217;ambito della ricerca filosofica: lezione che sar\u00e0 pienamente accolta dai gesuiti e specialmente dal loro capofila al Concilio Vaticano II, Karl Rahner). \u00c8, del resto, la linea gi\u00e0 imboccata dalla scuola teologica di Lovanio, sotto gli auspici del cardinale Mercier: coniugare il tomismo alla luce di Kant. Conclusione: i <em>Vangeli<\/em> vanno considerati esattamente come qualsiasi altro documento storico; nessuno sconto, nessun trattamento di favore: bisogna sottoporli alla stessa critica storica e filologica cui si sottopone qualsiasi altro libro. E questo proprio perch\u00e9 i gesuiti, dai tempi di Matteo Ricci, sono rimasti, al fondo, sempre gli stessi: innanzitutto degli studiosi e degli scienziati; poi, membri dell&#8217;ordine di Sant&#8217;Ignazio di Loyola, consapevoli di rappresentare l&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> della Chiesa cattolica, sia in senso intellettuale che in senso &quot;politico&quot; e organizzativo, e disposti a prendere ordini solo dal papa (ma che sarebbe successo se uno di essi fosse stato eletto papa, contro la loro stessa regola?); infine, e solo da ultimo, sacerdoti cattolici senz&#8217;altra qualifica, cio\u00e8 operai al lavoro nella vigna del Signore Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>L&#8217;errore di questa impostazione che i gesuiti, pomposamente, hanno chiamato <em>svolta antropologica<\/em>, \u00e8 duplice. In primo luogo, essa disgiunge la fede dalla ragione, annullando secoli e secoli di riflessione teologica, e specialmente le mirabili sintesi di Sant&#8217;Agostino e di san Tommaso d&#8217;Aquino. In secondo luogo, essi mettono la fede alla merc\u00e9 dei risultati delle ricerche scientifiche, come se la fede avesse per oggetto una realt\u00e0 puramente naturale, mentre \u00e8 vero il contrario, che ha per oggetto la dimensione soprannaturale. E, una volta presa questa direzione, diviene inevitabile tutta una serie di altri errori: primo fra tutti, applicare alla fede le categorie dell&#8217;indagine scientifica e cio\u00e8 presupporre in anticipo che pu\u00f2 essere vero solo ci\u00f2 che si pu\u00f2 provare scientificamente, vale a dire che la fede cristiana pu\u00f2 essere accettata solo se essa, a sua volta, accetta per prima cosa di sottoporsi agli &quot;esami di controllo&quot; come qualsiasi altro ambito del reale. Ma se a fare tali esami \u00e8 una scienza immanentista, meccanicista e antifinalista, come lo \u00e8 la scienza occidentale moderna dopo Galilei, non esiste il minimo dubbio che questa finir\u00e0 per trovare solo ci\u00f2 che presuppone come esperibile, e non altro. Si cade cos\u00ec in un procedimento tautologico: la ragione scientifica moderna non ammette altra verit\u00e0 se non quella che essa stessa pu\u00f2 certificare; ma essa non \u00e8 disposta a certificare nulla che non soggiaccia ai suoi parametri conoscitivi, immanentisti, meccanicisti e antifinalisti: dunque, posto che la fede cattolica possa superare un simile esame, \u00e8 evidente che ne uscir\u00e0 conformata ai parametri anzidetti, cio\u00e8 rivista e corretta in chiave immanentista, meccanicista e antifinalista. A quel punto, per\u00f2, non sar\u00e0 pi\u00f9 quel che era al principio; non sar\u00e0 pi\u00f9 la Rivelazione soprannaturale di Dio agli uomini, per rischiarare le tenebre della loro ignoranza; sar\u00e0, al contrario, una &quot;fede&quot; cucita sulla misura della scienza materialista, cio\u00e8 non pi\u00f9 una vera fede, se fede \u00e8 credere in ci\u00f2 che \u00e8 invisibile e inesperibile, ma che si \u00e8 rivelato per mezzo di segni soprannaturali.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio. Quando il signor Bergoglio, tipico prodotto di questa deriva gesuita verso l&#8217;irreligiosit\u00e0, afferma pubblicamente che la Morte sulla Croce di Ges\u00f9 \u00e8 un fatto storico, mentre la sua Risurrezione \u00e8 un fatto di fede, \u00e8 come se dicesse che alla Morte di Ges\u00f9 tutti sono tenuti a prestar fede, credenti e non credenti; mentre alla Resurrezione possono prestare fede solo i credenti. Ma cos&#8217;\u00e8 che rende credente il credente, se non il fatto di lasciarsi illuminare dalla fede, che \u00e8 lo sguardo di Dio sopra di lui, e non dalla scienza, che \u00e8 lo strumento elaborato dagli uomini per indagare le cose del mondo naturale? Una frase come quella di Bergoglio \u00e8 un&#8217;aperta dichiarazione di miscredenza: equivale a dire che le verit\u00e0 della scienza (e della storia) sono certe e inconfutabili, e s&#8217;impongono alla ragione di tutti, mentre quelle della religione hanno valore solo all&#8217;interno di un certo sistema di credenze religiose. Pertanto, non solo le verit\u00e0 della fede sono intrinsecamente inferiori alle verit\u00e0 della scienza, ma la loro attendibilit\u00e0 e la loro veritativit\u00e0 sono ammissibili solo all&#8217;interno del loro rispettivo sistema culturale e spirituale. In altre parole: \u00e8 vero quel che dice la <em>Torah<\/em>, ma per gli ebrei; \u00e8 vero quel che dice il Corano, per gli islamici; ed \u00e8 vero quel che dicono i Vangeli, ma solo per i cattolici. Non \u00e8 vero perch\u00e9 \u00e8 vero, ma \u00e8 vero se c&#8217;\u00e8 qualcuno disposto a crederci: mentre il sapere oggettivo, scientifico e storico, se ne lava le mani, perch\u00e9 non \u00e8 affar suo. Sulla stessa linea di pensiero si era mosso il signor Bergoglio allorch\u00e9 aveva dichiarato che l&#8217;aborto non \u00e8 una questione di fede, ma sociologica, e che bisogna considerarla in termini sociologici. E per rafforzare ulteriormente il concetto, aveva anche detto di non voler sentir parlare dell&#8217;aborto, n\u00e9 del giudizio da dare su di esso, secondo un approccio di tipo religioso, perch\u00e9 si tratta di una realt\u00e0 che pu\u00f2 essere compresa e giudicata soltanto sociologicamente. \u00c8 pazzesco, ma \u00e8 cos\u00ec: lo ha detto, e lo ha detto con molta convinzione. Che un papa dica simili cose, indica chiaramente fino a che punto la strategia gesuita di rovesciamento della fede sta avendo successo: ormai siamo giunti al punto che un pontefice romano (gesuita, quindi illegittimo) pu\u00f2 permettersi di dire apertamente quel che, se fosse stato detto da un qualsiasi parroco, gli sarebbe costato certamente, fino a qualche anno fa, la scomunica. A George Tyrrell, ex gesuita, venne negato il funerale religioso, e un sacerdote che si rec\u00f2 sulla sua tomba, facendosi il segno della croce, venne sospeso <em>a divinis<\/em> dal suo vescovo. Oggi il modernismo si \u00e8 preso la sua piena rivincita: i due papi del Concilio sono stati canonizzati, e perfino per il generale dei gesuiti, Pedro Arrupe, massimo responsabile della deriva eretica dell&#8217;ordine, \u00e8 stata aperta la causa di beatificazione.<\/p>\n<p>La logica conseguenza, o forse il necessario presupposto, di questo approccio alla &quot;fede&quot;, \u00e8 una antropologica fondamentalmente biologistica. Proprio perch\u00e9 non pu\u00f2 giungere direttamente Dio, e neppure Dio pu\u00f2 rivelarsi direttamente a lui, ma solo mediatamente, l&#8217;uomo \u00e8 visto anzitutto come un essere biologico; il che significa che gli aspetti e le necessit\u00e0 materiali hanno, in lui, un peso fondamentale. Ci\u00f2 aiuta a capire anche la deriva populista e classista dei gesuiti, contratta specialmente in America Latina, teorizzata nella cosiddetta teologia della liberazione (formalmente condannata da Giovanni Paolo II) e ora esportata in tutto il mondo, e specialmente in Europa. I gesuiti odierni, infatti, cos\u00ec come peccano di superbia intellettuale, ponendosi come i massimi &quot;esperti&quot; nella interpretazione della Rivelazione, peccano anche di superbia morale, atteggiandosi a massimi rappresentanti dello spirito di &quot;carit\u00e0&quot;, di accoglienza, d&#8217;inclusione e di solidariet\u00e0 di cui parla sempre la neochiesa del signor Bergoglio. Insomma, si considerano i primi nel soccorrere i poveri, i pi\u00f9 vicini alla loro voce, o meglio a raccogliere il loro grido; i pi\u00f9 sensibili ai temi sociali, e anche a quelli ambientali (una enciclica addirittura sui temi dell&#8217;ecologia: <em>Laudato si&#8217;<\/em>!; ma che c&#8217;entra con il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo?); i pi\u00f9 titolati a parlare, a loro volta, a nome degli ultimi. Ed ecco le loro unilaterali prese di posizione a favore dell&#8217;immigrazione selvaggia, perch\u00e9 i poveri hanno sempre ragione, e se un miliardo di africani vogliono venire in Europa, ebbene hanno ogni diritto di farlo, in nome della fratellanza universale (massonica) prima ancora che in nome di una indimostrabile benedizione evangelica (quando mai nel Vangelo \u00e8 sancito un simile &quot;diritto&quot;?). I colti gesuiti, nel corso del XX secolo, avevano fatto, in ritardo, una scorpacciata di Marx, Darwin e Freud: li avevano &quot;attraversati&quot;, per usare un&#8217;espressione cara al teologo ultraprogressista Schillebeeckx, ma, attraversandoli, ne erano rimasti conquistati. Non erano stati loro a imporre la visione cristiana alla cultura moderna, ma avevano introiettato le categorie della cultura moderna nel loro universo concettuale e spirituale. A partire da quel momento &#8212; siamo intorno alla met\u00e0 del Novecento, o poco dopo &#8212; i gesuiti hanno incominciato a &quot;leggere&quot; il Vangelo con le lenti del materialismo storico, dell&#8217;evoluzionismo biologico e della psicanalisi freudiana: pessime lenti e del tutto incompatibili con la vera visione cristiana, ma loro non se ne sono accorti. Al contrario: hanno sempre coltivato l&#8217;orgogliosa convinzione di essere pi\u00f9 avanti di tutti; di essere i soli, fra i cattolici, a non essere rimasti indietro rispetto ai &quot;progressi&quot; nella concezione religiosa compiuti dalla teologia protestante, nei confronti della quale avevano un forte complesso d&#8217;inferiorit\u00e0. Il risultato \u00e8 stato che i gesuiti, oltre che imbevuti di marxismo, darwinismo e freudismo, si sono imbevuti anche di protestantesimo, e hanno mutuato da Lutero soprattutto l&#8217;idea che la Chiesa deve andare nel mondo, deve &quot;farsi modo&quot;, per calarsi pienamente nelle situazioni concrete. Le basiliche trasformate in dormitori e in refettori per i poveri e hanno origine da questa sopravvalutazione della dimensione biologica rispetto a quella soprannaturale della grazia. Si sono scordati, bench\u00e9 possa sembrare incredibile, che il pane offerto ai poveri non spegner\u00e0 per sempre la loro fame, e che in chiesa c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un Pane di vita eterna: il Corpo di Cristo, offerto per la salvezza degli uomini nel Sacrificio eucaristico. Ma se qualcuno lo dicesse loro non ci crederebbero; al contrario, si vanterebbero di essere quelli che hanno capito meglio di tutti la necessit\u00f2 di stare vicino alla gente, di sovvenire ai suoi bisogni materiali. Quante volte non abbiamo udito che, per essere credibile, il cristiano deve aiutare il povero a riempirsi lo stomaco, e solo dopo potr\u00e0 parlargli di Ges\u00f9 Cristo? Ma il cristiano, a quel punto, non sar\u00e0 pi\u00f9 un cristiano; tanto meno sar\u00e0 un cattolico: ma un attivista sociale, un sindacalista, un promotore dei diritti umani. L&#8217;eresia gesuita \u00e8, in sostanza, una triplice eresia. Sul piano intellettuale, essa nasce dalla pretesa di porsi di fronte alla Rivelazione con un atteggiamento critico, simile a quello adottato da Kant nei confronti della realt\u00e0 fenomenica (di quella noumenica, infatti, cio\u00e8 della cosa in s\u00e9, non si pu\u00f2 avere una vera conoscenza), invertendo la giusta relazione fra l&#8217;uomo e Dio, come se fosse l&#8217;uomo che stabilisce i tempi e i modi per decifrare la Rivelazione, e non la grazia che illumina l&#8217;anima quando Dio lo vuole e l&#8217;uomo lo permette. Sul piano sociale, i gesuiti rivendicano una serie di diritti umani di ascendenza rivoluzionaria e massonica e sostituiscono al concetto della pace di Ges\u00f9 Cristo quello della pace intesa come conquista umana e accordo fra le nazioni. Infine, sul piano morale fanno propria la separazione giuridica del reato dal peccato, e considerano peccato solo ci\u00f2 che contrasta con le leggi dello Stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo visto, nel precedente articolo I gesuiti e il Tao: \u00e8 sempre lo stesso schema (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 23\/02\/19) come i gesuiti,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,157],"class_list":["post-28136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28136"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28136\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}