{"id":28131,"date":"2019-12-14T08:35:00","date_gmt":"2019-12-14T08:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/14\/quale-errore-fatale-aver-chiesto-scusa-a-tutti\/"},"modified":"2019-12-14T08:35:00","modified_gmt":"2019-12-14T08:35:00","slug":"quale-errore-fatale-aver-chiesto-scusa-a-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/14\/quale-errore-fatale-aver-chiesto-scusa-a-tutti\/","title":{"rendered":"Quale errore fatale aver chiesto scusa a tutti"},"content":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 europea ha delle colpe nei confronti delle altre civilt\u00e0? E la religione cristiana ha delle colpe nei confronti delle altre religioni? In particolare, la Chiesa cattolica ha delle colpe verso le altre chiese, le altre fedi, gli altri popoli e le altre civilt\u00e0? Se le risposte a queste domande sono affermative, allora pu\u00f2 essere cosa buona e giusta domandare scusa: a patto di mettere ben in chiaro che le scuse riguardano gli errori di concrete situazioni storiche e non, specie per ci\u00f2 che riguarda la Chiesa, l&#8217;insieme dei valori europei e cristiani. Pretendere che la civilt\u00e0 europea si scusi di esistere, o che la Chiesa cattolica si scusi di esserci, sarebbe assurdo: eppure \u00e8 proprio quel che vanno facendo, da troppo tempo, sia molti europei, sia molti cristiani. Si prenda le due giovani donne che, in questo momento, riassumono e compendiano nella loro immagine (perch\u00e9 cos\u00ec hanno deciso i poteri forti e non certo per un caso imperscrutabile) i due massimi rimproveri che la cultura europea e cristiana sta facendo a se stessa: di esser colpevole e insensibile davanti alla tragedia dei migranti, l&#8217;una, e di essere responsabile e insensibili di fronte alla catastrofe ambientale, l&#8217;altra. Si osservino i loro volti, si rifletta sulle loro parole: ci\u00f2 che esprimono \u00e8 un profondo auto-disprezzo, un profondo odio di s\u00e9. Dice Carola Rackete: <em>Quando mi sono resa conto di appartenere a una minoranza privilegiata, di avere la pelle bianca e il passaporto giusto<\/em> (e il portafogli ben fornito, aggiungiamo noi)<em>, ho capito qual era il mio dovere<\/em>. E Greta Thunberg (veramente non lo pensa lei, ma si limita a ripetere ci\u00f2 che sua madre e altre persone le hanno fatto imparare a memoria): <em>Come osate mettere in pericolo il nostro futuro? Ci state rubando il domani, e io continuer\u00f2 a scioperare tutti i venerd\u00ec finch\u00e9 non farete qualcosa.<\/em> \u00c8 importante, quasi pi\u00f9 delle parole, il modo in cui le pronunciano, l&#8217;espressione che hanno mentre parlano: il loro viso \u00e8 una maschera di rabbia, di astio, di volont\u00e0 di colpevolizzare (e colpevolizzarsi). \u00c8 straordinario non che abbiano trovato un palcoscenico per le loro dubbie esibizioni (quello era stato preparato su misura per loro da chi ha i soldi e controlla i mass-media, per i suoi scopi ben precisi), ma che milioni di persone, specialmente giovani, abbiano visto in queste due ragazze disturbate, instabili, ultra viziate e con un quoziente d&#8217;intelligenza non molto alto, dei personaggi carismatici dalla statura eroica, da ammirare e seguire ciecamente.<\/p>\n<p>E adesso vediamo di scorporare le domande che abbiamo formulato all&#8217;inizio; perch\u00e9 se far vedere le analogie fra cose diverse pu\u00f2 risultare utile per avere una miglior visione d&#8217;insieme, d&#8217;altra parte pu\u00f2 condurre anche a un errore metodologico, quello di confondere cose diverse e di appiattire le differenze, il che \u00e8 sempre contrario alla ricerca del vero.<\/p>\n<p><em>La civilt\u00e0 europea ha delle colpe nei confronti delle altre civilt\u00e0?<\/em> Certamente s\u00ec. Ha delle colpe, cos\u00ec come ha dei meriti. Tutte le civilt\u00e0 producono cose buone e cose meno buone o anche decisamente cattive. Non esistono civilt\u00e0 totalmente buone, cos\u00ec come non esistono civilt\u00e0 interamente malvagie: opinare diversamente sarebbe antistorico e manicheo. Ci\u00f2 premesso, la giusta domanda da porre \u00e8 la seguente: la civilt\u00e0 europea ha prodotto molte pi\u00f9 cose cattive o molte pi\u00f9 cose buone, sia per se stessa, sia per le altre civilt\u00e0? Non staremo qui a fare l&#8217;elenco delle une e delle altre: sarebbe inutile, perch\u00e9 tutti conosciamo queste e quelle, e ci\u00f2 che ci divide non \u00e8 la conoscenza dei fatti ma la loro interpretazione e perci\u00f2 il giudizio complessivo che ne scaturisce. Ci limiteremo a dire questo: che, se possiamo porci quella domanda, \u00e8 un merito specifico della nostra civilt\u00e0. Nelle altre civilt\u00e0, ad esempio in quella islamica, una tale domanda non \u00e8 consentita; non vi sono neanche delle menti predisposte a formularla. Solo la civilt\u00e0 europea ha prodotto un senso autocritico; solo essa ha sviluppato la capacit\u00f2 di riconoscere i propri errori e tentare di correggerli. Naturalmente si dovrebbe distinguere fra la vera civilt\u00e0 europea, che \u00e8 la civilt\u00e0 cristiana medievale, e la non-civilt\u00e0 moderna, che \u00e8 la degenerazione della prima; e tale distinzione, che abbiamo fatto in tante e tante occasioni, implica una diversificazione anche nel giudizio. Complessivamente, tuttavia, riteniamo di poter dire questo: ancor oggi che \u00e8 sprofondata nella pi\u00f9 completa decadenza, la civilt\u00e0 europea conserva un aspetto che le \u00e8 assolutamente peculiare: la capacit\u00e0 di auto-criticarsi e di auto-emendarsi. Certo, anche qui sarebbe necessario distinguere fra l&#8217;autocritica distruttiva, che nasce dal relativismo e conduce al nichilismo, tipica della cultura moderna, e la sana autocritica che nasce dal cristianesimo, perch\u00e9 solo il cristianesimo insegna il rispetto per la persona dell&#8217;altro, la capacit\u00e0 di perdonare, lo spirito di leale collaborazione con tutti, anche se non transige sul terreno della verit\u00e0. E quest&#8217;ultimo \u00e8 proprio il punto dolente, in cui si vede come i cattolici moderni sono diventati, appunto, dei moderni, e il loro cattolicesimo \u00e8 diventato un cattolicesimo relativista, vale a dire la negazione del vero cattolicesimo, per cui anch&#8217;essi sono diventati dei solerti operai del nichilismo. Ma di ci\u00f2, a dopo.<\/p>\n<p><em>E la religione cristiana ha delle colpe nei confronti delle altre religioni?<\/em> Sul terreno storico, vale lo stesso ragionamento fatto poc&#8217;anzi per la civilt\u00e0 europea. Sul terreno teologico, per il cristiano la domanda non ha senso: anche se in certi casi i cristiani possono aver sbagliato nel modo di diffondere la loro fede, non hanno per\u00f2 sbagliato per il fatto di diffonderla, anzi hanno messo in pratica la raccomandazione del divino Maestro: <em>Andare in tutto il mondo e predicate il Vangelo. E chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato, sar\u00e0 salvo; ma chi non creder\u00e0 sar\u00e0 condannato<\/em>. Totalmente sbagliato, quindi, il fatto che i cattolici vadano a domandare scusa agli altri popoli, agli indios dell&#8217;Amazzonia, agli aborigeni australiani, ecc., per aver portato loro il Vangelo: se lo fanno, vuol dire che si sono dimenticato che cos&#8217;\u00e8 il Vangelo di Ges\u00f9, vale a dire lo strumento della redenzione e della salvezza universale.<\/p>\n<p><em>In particolare, la Chiesa cattolica ha delle colpe verso le altre chiese, le altre fedi, gli altri popoli e le altre civilt\u00e0?<\/em> Se un cristiano, e specificamente un cattolico, risponde affermativamente a questa domanda, allora vuol dire che \u00e8 un ex cristiano, o un ex cattolico, anche se non sa di esserlo. Aver annunciato il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo non pu\u00f2 essere una colpa; al contrario, \u00e8 un dovere e la pi\u00f9 sublime manifestazione di amore verso il prossimo: \u00e8 la cosa migliore che si possa fare nei confronti di chi ne \u00e8 privo, o perch\u00e9 non lo conosce, o perch\u00e9 lo rifiuta pur senza conoscerlo. Annunciare il Vangelo \u00e8 la pi\u00f9 alta forma di carit\u00e0 cristiana: e infatti, per metterla in atto, migliaia di cristiani hanno affrontato il martirio. Appesi al palo della tortura degli irochesi o crocifissi per ordine dell&#8217;imperatore giapponese, essi non si sono chiesti se avessero il diritto di annunciare il Vangelo e se ci\u00f2 fosse una forma di prepotenza nei confronti delle altre fedi e delle altre verit\u00e0. Anzi, a rigore non esistono altre religioni, n\u00e9 altre verit\u00e0: perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 una, e, per il cristiano, \u00e8 quella di Colui che disse: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>. E quindi anche la religione \u00e8 una, quella suggellata dal sangue di Ges\u00f9 Cristo sulla Croce, strumento di redenzione degli uomini dal male e dal peccato; le altre religioni sono, puramente e semplicemente, delle false credenze, alcune relativamente innocue, altre malvagie, tutte per\u00f2 ingannevoli e fallaci. E se ci\u00f2 dispiace al signor Bergoglio e se contraddice la lettera e lo spirito del Documento di Abu Dhabi del 4 febbraio 2019, tanto peggio per quel signore e per quel documento: l&#8217;importante non \u00e8 dispiacere al papa, o a colui che si fa passare per tale, bens\u00ec non dispiacere a Dio.<\/p>\n<p>Ci piace a questo punto riportare una riflessione del filosofo Marcello Pera sulla sindrome dell&#8217;auto-colpevolezza e dell&#8217;auto-flagellazione da parte della Chiesa post-conciliare (da: Marcello Pera e Joseph Ratzinger: <em>Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, islam<\/em>; Milano, Mondadori, 2004, pp. 44-45):<\/p>\n<p><em>&quot;La civilt\u00e0 occidentale &#8212; ha affermato lo scrittore Pietro Citati &#8212; ha grandissime colpe, come qualsiasi civilt\u00e0 umana. Ha violato e distrutto continenti e religioni. Ma possiede un dono che nessun&#8217;altra civilt\u00e0 conosce: quello di accogliere, da almeno duemilacinquecento anni, da quando gli orafi greci lavoravano per gli sciti, tutte le tradizioni, tutti i miti, tutte le religioni, tutti o quasi tutti gli esseri umani&quot; (P. Citati, &quot;L&#8217;Occidente senza forza e l&#8217;esercito del terrore&quot;, su &quot;La Repubblica&quot;, 31 marzo 2004).<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo averne denunciato le stesse colpe, un altro scrittore, Mario Vargas Llosa, ha affermati della civilt\u00e0 occidentale: &quot;Il suo merito pi\u00f9 significativo, quello che, forse, costituisce un &#8216;unicum&#8217; nell&#8217;ampio ventaglio delle culture mondiali, \u00e8 stata la capacit\u00e0 di fare autocritica&quot; (M. Vargas Llosa, &quot;Occidente. L&#8217;agonia del paradiso&quot;, su &quot;La Stampa&quot; del 18 aprile 2004).<\/em><\/p>\n<p><em>Questo stesso concetto di errore \u00e8 penetrato anche nella Chiesa cattolica, la quale sempre pi\u00f9 spesso oggi riconosce i torti inflitti, le decisioni sbagliate, le scelte ingiuste. La Chiesa ha chiesto scusa per le tante missioni evangelizzatrici non sempre esenti da violenza. Ha chiesto scusa agli ebrei per l&#8217;accusa di deicidio e le persecuzioni. Ha chiesto scusa a Galileo per averlo processato. E ad altri ancora. Intenzione lodevole e atteggiamento encomiabile, perch\u00e9 gli errori di ieri devono essere riconosciuti per essere evitati domani. Con un &quot;ma&quot;. Se la Chiesa scinde la verit\u00e0 infallibile del suo messaggio dalla concreta applicazione e pratica storica che ne fa e distingue s\u00e9 come custode eterna della verit\u00e0 da s\u00e9 come governo &quot;pro tempore&quot; dei credenti, allora rischia di essere percepita al pari di qualunque altra istituzione secolare che, col tempo, corregge se stessa, e di lasciare i propri fedeli nell&#8217;incertezza se le scelte a essi chieste oggi non diventino colpe domani<\/em>&quot;.<\/p>\n<p>Di Pera avevamo gi\u00e0 parlato (cfr. <em>Il relativismo teologico, ultima tappa dell&#8217;autodistruzione del cristianesimo<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 10\/07\/17). Il suo ragionamento qui non fa una piega: se la Chiesa si sdoppia e giudica se stessa col metro della storia laica, scordandosi d&#8217;essere la custode di una verit\u00e0 divina, e perci\u00f2 eterna, si contraddice e finisce per autodistruggersi. Questa \u00e8 la colpa, a nostro avviso non involontaria, di cui si sono macchiati coloro che vollero il Concilio Vaticano II per insinuare il cuneo dello storicismo nel corpo vivo della fede, secondo il malefico insegnamento di Karl Rahner e la sua sciagurata &quot;svolta antropologica&quot;. Una volta assunto il punto di vista dell&#8217;umano, che altro resta da fare alla Chiesa se non profondersi in infinite scuse (peraltro non ricambiate) verso questo e quest&#8217;altro, fino a chiedere scusa di esistere, di essere nata, e quindi togliersi cortesemente di mezzo? Proviamo a riflettere: se si adotta il criterio della storia, allora Abramo che si dispone a sacrificare suo figlio Isacco non \u00e8 un eroico esecutore della volont\u00e0 divina, ma un padre snaturato e un criminale meritevole del massimo disprezzo. E se il criterio col quale giudicare i fatti del Vangelo \u00e8 sempre quello umano, allora non si capisce in che modo il sacrificio di Cristo sulla Croce riscatterebbe l&#8217;intera umanit\u00e0. Anzi, a ben guardare non si pu\u00f2 che giungere alla conclusione che Ges\u00f9 era solo un uomo; che \u00e8 morto come muoiono tutti gli altri uomini e non \u00e8 affatto risorto (e quindi, Dio ci perdoni, era anche un po&#8217; cialtrone, visto che proclamava che sarebbe risorto); e che il cristianesimo \u00e8 solo l&#8217;insieme delle norme morali, peraltro sempre bisognose di aggiornamento, lasciate da quell&#8217;uomo fuori del comune. E che quelle norme debbano essere sempre verificate secondo il criterio dell&#8217;attualit\u00e0, lo mostrano fin troppo le mille e mille iniziative di quei preti e vescovi che si danno un gran daffare per sdoganare il divorzio, l&#8217;adulterio, la sodomia, l&#8217;eutanasia, e insomma per mettersi alla pari con la mentalit\u00e0 del mondo moderno. Come diceva il cardinale Carlo Maria Martini, capofila della massoneria ecclesiastica: la Chiesa ha accumulato un ritardo di duecento anni, che ora deve colmare. E perch\u00e9 mai solo duecento anni, domandiamo noi, una volta che si sia adottato il criterio della storia? Diciamo pure che gli anni di ritardo sono duemila, e teniamoci pronti ad aggiornare ogni cosa, dottrina e morale in testa, ad ogni secolo, ad ogni decennio, ad ogni anno; anzi, visti i ritmi che sta prendendo la societ\u00e0 moderna, diciamo pure ogni settimana: perch\u00e9 al mondo non piace pi\u00f9, alla domenica, ci\u00f2 che considerava vero e buono il luned\u00ec precedente. Aggiungiamo solo, al discorso di Marcello Pera, che se la Chiesa si pone <em>come governo &quot;pro tempore&quot; dei credenti, allora<\/em> non solamente <em>rischia di essere percepita al pari di qualunque altra istituzione secolare che, col tempo, corregge se stessa<\/em>, ma di auto-percepirsi in questi termini, il che equivale al suicidio. Che ci sta a fare la Chiesa, se la sua funzione si riduce a questo? E davvero Ges\u00f9 Cristo si \u00e8 preso la briga di fondarla per consegnare agli uomini l&#8217;ennesima istituzione secolare, bisognosa di continui aggiornamenti? Noi credevamo che l&#8217;avesse fondata per darci la Verit\u00e0 perenne e infallibile: guarda un po&#8217; quanto siamo stati ingenui. Quanto al fatto che una &quot;chiesa&quot; cosiffatta, cio\u00e8 secondo le idee storiciste dei modernisti, non pu\u00f2 che <em>lasciare i propri fedeli nell&#8217;incertezza se le scelte a essi chieste oggi non diventino colpe domani<\/em>, notiamo che \u00e8 gi\u00e0 accaduto anche di peggio: ai fedeli son rimproverate non le colpe di domani, ma di ieri. E chi mai potr\u00e0 sfuggire al passato? Sensi di colpa usati come armi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 europea ha delle colpe nei confronti delle altre civilt\u00e0? E la religione cristiana ha delle colpe nei confronti delle altre religioni? 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