{"id":28129,"date":"2017-09-24T01:52:00","date_gmt":"2017-09-24T01:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/24\/quale-corona-desideri-la-bianca-o-la-rossa\/"},"modified":"2017-09-24T01:52:00","modified_gmt":"2017-09-24T01:52:00","slug":"quale-corona-desideri-la-bianca-o-la-rossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/24\/quale-corona-desideri-la-bianca-o-la-rossa\/","title":{"rendered":"\u00abQuale corona desideri, la bianca o la rossa?\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>La madre di San Massimiliano Kolbe, dopo la morte di suo figlio, ha raccontato che una volta questi, da bambino, era rimasto assai colpito da un rimprovero di lei, che gli aveva detto: <em>Figlio mio, che cosa ne sar\u00e0 di te?<\/em>, e si era recato in chiesa a pregare, per rivolgere quella stessa domanda proprio alla Madonna. La quale gli era apparsa e gli aveva parlato dolcemente, mostrandogli poi due corone che teneva in mano, una bianca, simbolo di purezza, e una rossa, simbolo di sacrificio. Gli aveva spiegato chiaramente che, se avesse scelto la bianca, avrebbe conservato la purezza del cuore e della mente; se avesse scelto quella rossa, sarebbe andato incontro ad una morte atroce; poi gli aveva chiesto: <em>Quale delle due desideri?<\/em> Al che il piccolo Massimiliano, senza esitare neppure un attimo, aveva risposto: <em>Le voglio entrambe!<\/em>; ed Ella, sorridendo, era scomparsa. La madre era l&#8217;unica persona al mondo che conoscesse questo episodio rivelatore; il bambino l&#8217;aveva raccontato a lei sola, a una sua precisa richiesta, per poi non parlarne pi\u00f9 a nessun altro: era quindi un segreto che loro due soli, oltre alla Vergine Maria, conoscevano.<\/p>\n<p>I cristiani dei nostri giorni, imbevuti di mentalit\u00e0 profana, edonista e relativista, tendono a dimenticare che il Vangelo \u00e8 proprio questo: l&#8217;invito a una scelta radicale pro o contro Cristo, pro o contro il &quot;mondo&quot;; e che tale scelta ha dei costi, che devono essere ben considerati, in tutta la loro seriet\u00e0: scegliere Cristo vuol dire andare incontro alla persecuzione, o presto o tardi; scegliere il mondo vuol dire ritagliarsi un posto al banchetto imbandito da quanti non cercano altro bene che quello offerto dalla vita terrena. Se ne dimenticano volentieri perch\u00e9 loro, nel mondo, ci stanno benissimo (o, quanto meno, credono di starci benissimo; anche se il loro malessere esistenziale e la loro infelicit\u00e0 sono evidenti), per cui non hanno alcuna voglia di fare quella tale scelta, anzi, preferiscono raccontarsi che non c&#8217;\u00e8 niente di male nel voler conciliare il Vangelo con il mondo, che non c&#8217;\u00e8 alcun motivo per cui non dovrebbero andare perfettamente d&#8217;accordo con ci\u00f2 che piace al mondo. Se, poi, al mondo piace ci\u00f2 che al cristiano dovrebbe sommamente dispiacere, perch\u00e9 in contrasto grave e palese con il Vangelo &#8211; l&#8217;aborto, il divorzio, l&#8217;eutanasia, tanto per fare qualche esempio &#8211; ebbene, tanto peggio: il cristiano moderno non esita a sacrificare il Vangelo, ma senza avere l&#8217;onest\u00e0 di dirlo a chiare note, fingendo anzi di aver solo &quot;adattato&quot; lo spirito del Vangelo alle esigenze del mondo d&#8217;oggi. Astuzia miserevole, ipocrisia inaudita, ma in linea con lo spirito della civilt\u00e0 moderna: mai prendere di petto ci\u00f2 che si pu\u00f2 aggirare, circuire, addomesticare, disinnescare, modificare dall&#8217;interno. Perch\u00e9 arrivare allo scontro diretto, esplicito? La cultura moderna vive di un dogma onnipresente: evitare il conflitto, perch\u00e9 il conflitto \u00e8 male. Ora lo dice anche il papa: evitare tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 creare divisione, tensione, conflitto. Tacere su ci\u00f2 che produrrebbe divisione, parlare solo di ci\u00f2 che accomuna. Il limite di questo atteggiamento \u00e8 non considerare che il Vangelo non \u00e8 una ideologia fra tante, che possa coesistere pacificamente con le altre, anche le pi\u00f9 aberranti, mostruose e anti-umane; e che non pu\u00f2 fingere di non vedere il male, il peccato e tutto ci\u00f2 che reca offesa a Dio e all&#8217;uomo. Il cristianesimo \u00e8 pacifico, ma non pacifista; proprio come il Vangelo insegna la bont\u00e0, non il buonismo. Sia la pace, sia il bene, non sono valori assoluti nel senso forte della parola: la pace \u00e8 realizzabile solo insieme all&#8217;amore, il bene \u00e8 realizzabile solo insieme alla giustizia. Se non c&#8217;\u00e8 amore, non ci sar\u00e0 vera pace; e se non c&#8217;\u00e8 giustizia, non si potr\u00e0 costruire il bene. La pace senza amore \u00e8 pacifismo: perch\u00e9 l&#8217;amore \u00e8 disposto a lottare per difendere il proprio oggetto, e chi non \u00e8 disposto a lottare per questo, non ama davvero, dunque desidera una falsa pace, una pace solo apparente; cos\u00ec come il bene senza la giustizia \u00e8 solo buonismo, cio\u00e8 una caricatura, una contraffazione del vero bene: perch\u00e9 il vero bene si persegue nella piena consapevolezza che il male esiste e che occorre combatterlo, e che far finta che il male non ci sia, ma ci sia solo il bene, e che tutti siano bravi, belli e buoni, anche i malvagi pi\u00f9 incalliti e perversi, equivale a favorire il male e a indebolire il bene.<\/p>\n<p>E ora torniamo alla visione che san Massimiliano Kolbe, da bambino, della Madonna, e delle profezia che Lei gli fece della sua vita futura, invitandolo a scegliere egli stesso quale tipo di sentiero desiderasse percorrere. La verit\u00e0 \u00e8 che tutti gli uomini sono chiamati da Dio, che tutti sono stati scelti, fin da prima di essere concepiti, per farsi collaboratori e operai nella vigna del Signore; ma pochi odono la domanda, e sono ancor meno quelli che rispondono. \u00c8 scritto nel <em>Libro di Isaia<\/em> (ca. 43): <em>Non temere, perch\u00e9 io sono con te; ti ho chiamato e ho pagato il prezzo del tuo riscatto<\/em>; e le parole rivolte da Dio al popolo d&#8217;Israele sono le stesse che Egli rivolge a ogni singolo uomo. Tutti siamo stati chiamati, tutti siamo stati riscattati, tutti abbiamo Dio accanto a noi; ma c&#8217;\u00e8 una cosa che Egli non pu\u00f2 fare: sostituirsi alla nostra volont\u00e0, opporsi alla nostra libera scelta. Siamo chiamati da uomini liberi, non da schiavi; non \u00e8 un padrone tirannico che ci chiama, ma un Padre amorevole: pertanto, a noi rimane la possibilit\u00e0 di scegliere per Lui o contro di Lui, di farci suoi operai oppure di essere suoi nemici. E non si creda che sia possibile una terza opzione: non esiste la neutralit\u00e0 morale, perch\u00e9 Dio \u00e8 amore, e chi rifiuta Dio, rifiuta l&#8217;amore, e quindi ha scelto di essere per il male, di vivere per il male, di militare nell&#8217;esercito del male.<\/p>\n<p>Ora, se tutti gli uomini sono chiamati da Dio, il cristiano \u00e8 colui che, in pienezza di mente e di cuore, decide di rispondere S\u00ec a quella chiamata. Non \u00e8 pensabile, allora, che un cristiano possa pensare di scansare la Croce, perch\u00e9 la Croce \u00e8 l&#8217;essenza del cristianesimo. Proviamo a immaginare un cristianesimo senza la Croce: Ges\u00f9 non sarebbe morto sulla Croce, noi non saremmo stati redenti, La Redenzione passa per il mistero della Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9: quanti immaginano che Ges\u00f9, se avesse potuto, avrebbe scansato la Croce, non hanno capito niente del cristianesimo e del Vangelo. Certo, \u00e8 vero che Ges\u00f9, nell&#8217;orto degli olivi, l&#8217;ultima notte, ha pregato dicendo: <em>Padre, se \u00e8 possibile, passi da me questo calice<\/em>: questo \u00e8 stato il suo umano, umanissimo desiderio, perch\u00e9 Egli era anche vero uomo, aveva assunto la condizione umana nella carne, sino in fondo, e non per finta (come sostenevano certe eresie antiche, come il monofisismo); per\u00f2, subito dopo, Egli ha soggiunto: <em>Per\u00f2 sia fatta la tua volont\u00e0, non la mia<\/em>; e Lui sapeva benissimo che la volont\u00e0 del Padre rendeva necessaria la sua Passione, affinch\u00e9 la Redenzione si compisse. Questo \u00e8 un mistero vertiginoso, abissale: il Padre volle che il Figlio si sacrificasse per amore degli uomini; un pensiero sconvolgente, che dovrebbe riempire i cristiani di commozione e d&#8217;infinita gratitudine: quale padre di questo mondo arriva a richiedere il sacrificio del proprio unico figlio per la salvezza di altri, di una massa di egoisti che, quasi certamente, risponder\u00e0 con somma ingratitudine, o con perfetta indifferenza, a una cos\u00ec inaudita offerta d&#8217;amore? D&#8217;altra parte, il sacrificio del Figlio, per avere il valore di una Redenzione, doveva essere perfettamente volontario: Il Padre non ha obbligato il Figlio a sacrificarsi, ma lo ha inviato; e il Figlio, pur pienamente consapevole, umanamente parlando, della terribile sofferenza, morale e materiale, che ci\u00f2 avrebbe significato, non ha esitato a uniformarsi al suo desiderio.<\/p>\n<p>Ecco: i santi sono degli uomini che prendono a modello questo amore infinito che corre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, le tre Persone della santissima Trinit\u00e0 (altro che essere sempre impegnate a litigare fra di loro, e sia pure a porte chiuse, come ha affermato, con una battuta assurda, inverosimile, blasfema, papa Bergoglio, nel corso di un&#8217;udienza al Palazzo Apostolico del 27 marzo 2017). E lo prendono a modello sino infondo, cio\u00e8 sino alle estreme conseguenze: conseguenze che sono la denigrazione, l&#8217;odio e la persecuzione da parte del mondo. Come ha fatto san Massimiliano Kolbe, il quale ha scelto la via del martirio per seguire sino in fondo la strada indicata da Ges\u00f9, e tenuto cosi fede a quella promessa fatta da bambino, nella chiesa della sua infanzia, davanti all&#8217;altare della Madonna, alla Madre celeste che gli era apparsa e gli aveva mostrato le due corone, la bianca e la rossa. Senza dubbio, il primo pensiero che viene in mente, davanti a simili esempio di eroismo, e anche il pi\u00f9 facile, \u00e8 che, in fondo, non tutti possiamo essere dei santi. Tuttavia, non \u00e8 un pensiero cristiano: la verit\u00e0 \u00e8 che siamo tutti chiamati a essere santi, e che tutti, volendo, lo potremmo. Non che dipenda solo dalla nostra volont\u00e0 e dalle nostre forze umane; certo che no: dipende dalla grazia di Dio. Ma volere la propria santificazione, e volerla per davvero, non in maniera velleitaria ed epidermica, equivale ad abbandonarsi alla volont\u00e0 di Dio: e se si \u00e8 capaci di tanto, la grazia di Dio non manca di venire in soccorso del richiedente. \u00c8 cos\u00ec che un povero frate francescano polacco, tormentato, sin dalla giovinezza, dalla tubercolosi, e che gi\u00e0 era stato dato, a suo tempo, per spacciato, ha potuto vivere una vita piena, una vita all&#8217;insegna della santit\u00e0, compiendo ovunque immense opere di bene, perfino nel lontano Giappone, e sino all&#8217;ultimo, cio\u00e8 sino a quell&#8217;opera fatta per mezzo della propria stessa vita, quando si \u00e8 offerto in sacrificio al posto di un padre di famiglia, nel campo di sterminio di Auschwitz, a dei carnefici ai quali non importava chi fosse il morituro, purch\u00e9 il numero del vittime fosse rispettato. Padre Kolbe ha saputo fare quel che Cristo aveva fatto, accettando volontariamente il sacrificio supremo per amore degli uomini: e, come Lui, \u00e8 morto serenamente, non gi\u00e0 maledicendo qualcuno. Padre Kolbe non era un superuomo; al contrario: era un uomo debole e malato, pi\u00f9 volte in pericolo mortale per la grave malattia che lo affliggeva; nondimeno, chi studia la sua vita terrena, scopre una cosa impressionante: la sua costante fedelt\u00e0 al Vangelo, nelle grandi come nelle piccole cose; la sua scrupolosit\u00e0, la sua tenacia, la sua fortezza immutabili, la sua determinazione ad andare sempre avanti, accettando qualunque fardello, qualunque fatica, qualunque umiliazione, sempre avanti, con imperturbabile serenit\u00e0 d&#8217;animo, come un alpinista intrepido, che non ha paura di nulla, non perch\u00e9 accecato dall&#8217;orgoglio puramente umano, ma perch\u00e9 ha deciso di confidare interamente in Dio, di rimettere a Lui ogni decisione, ogni responsabilit\u00e0, ogni nodo da sciogliere, e di farsi, quanto a se stesso, niente di pi\u00f9 che un umile operaio nella vigna del Signore, un servitore il quale sa che non potrebbe fare nulla se dovesse contare sulle sue sole forze.<\/p>\n<p>Forse non c&#8217;\u00e8 cosa in cui maggiormente si riveli la perdita della fede da parte dei cosiddetti cristiani d&#8217;oggi, la loro abitudine di annacquare il Vangelo per vivere tranquilli, e la loro lenta, silenziosa, metodica apostasia, del fatto che si sono completamente dimenticati della Croce, del suo valore salvifico, della sua natura necessaria per essere dei veri seguaci di Ges\u00f9 Cristo. Che cosa significa essere dei seguaci di Ges\u00f9 Cristo, dopotutto? Andare alla santa Messa la domenica e comunicarsi con una certa regolarit\u00e0? Parlare di amore, solidariet\u00e0, benevolenza verso il prossimo? Impegnarsi nel sociale, fare del volontariato, soccorrere i bisognosi? S\u00ec, tutte queste cose sono importanti; manca, per\u00f2, la pi\u00f9 importante di tutte, quella che d\u00e0 alle altre la loro coloritura cristiana, il loro significato evangelico: sopprimere in se stessi l&#8217;uomo vecchio, fatto di brame, vanit\u00e0, presunzione, orgoglio, autosufficienza; abbandonarsi fiduciosamente alla volont\u00e0 del Padre, fidarsi di Lui, rimettersi a Lui per ogni cosa, per ogni consiglio, per ogni decisione, per ogni evenienza della vita; non tremare di fronte alla croce, non fuggire, non protestare, ma accettarla, e accettarla serenamente, come il suggello dell&#8217;amore di Dio per noi e di noi per Lui, cos\u00ec come la Croce di Cristo ha suggellato definitivamente l&#8217;amore del Padre per il Figlio e del Figlio per il Padre, e quello di entrambi per lo Spirito Santo, e di questo per loro. E allora, domandiamoci come mai, ai nostri giorni, non si senta pi\u00f9 parlare della Croce, e proprio dalla bocca dei pastori. Si sentono vescovi che si mettono a cantare delle canzoni profane in chiesa; si sentono sacerdoti che predicano il Vangelo come se fosse il <em>Manifesto<\/em> di Marx ed Engels, agitando i pugni, arrotando la lingua, trasudando rancore sociale da tutti i pori; e si vedono frati e suore ballare scompostamente, con la scusa di &quot;rivitalizzare&quot;, di &quot;aggiornare&quot;, di &quot;modernizzare&quot; la pastorale, di attirare alla Chiesa le pecorelle. Ma fra canzoni, danze, aperitivi e corse in bicicletta dentro la chiesa, non si sente mai uno di questi pastori e sacerdoti parlare della Croce; della Croce di Cristo che ci ha redenti al prezzo del suo sangue, e della croce dei suoi discepoli, che saremmo noi, i quali accolgono la sofferenza come un segno della sua predilezione, e la offrono a Lui, a loro volta, come pegno della loro devozione e della loro fiducia incondizionata e totale.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha raccomandato di fare il bene senza vantarsi, senza ostentare, anzi, cercando di nascondersi; come faceva Lui stesso, che, di regola, dopo le guarigioni e gli esorcismi vittoriosi, se ne andava in fretta, cercava la solitudine per pregare, e ordinava ai guariti di non dire nulla ad alcuno. Ora, ci sono stati e ci sono dei cristiani i quali accettano, con tutto il fervore dell&#8217;anima, di prender su di s\u00e9 la croce della sofferenza, per espirare i peccati del mondo e per soccorrere le anime del Purgatorio; dei cristiani i quali in silenzio, nel nascondimento, hanno accettato di soffrire con serenit\u00e0, con letizia, benedicendo Dio, simili a dei parafulmini viventi, attirando su di s\u00e9 i castighi destinati alla punizione dei malvagi. Ecco chi sono i santi: e alcuni non sono che dei bambini e delle bambine&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La madre di San Massimiliano Kolbe, dopo la morte di suo figlio, ha raccontato che una volta questi, da bambino, era rimasto assai colpito da un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,237,243],"class_list":["post-28129","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-sacra-scrittura","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28129","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28129"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28129\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28129"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28129"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28129"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}