{"id":28126,"date":"2010-01-19T05:02:00","date_gmt":"2010-01-19T05:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/01\/19\/qualcuno-ci-rapisce-da-unaltra-dimensione-come-un-pescatore-prende-allamo-le-sue-trote\/"},"modified":"2010-01-19T05:02:00","modified_gmt":"2010-01-19T05:02:00","slug":"qualcuno-ci-rapisce-da-unaltra-dimensione-come-un-pescatore-prende-allamo-le-sue-trote","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/01\/19\/qualcuno-ci-rapisce-da-unaltra-dimensione-come-un-pescatore-prende-allamo-le-sue-trote\/","title":{"rendered":"Qualcuno ci rapisce da un\u2019altra dimensione come un pescatore prende all\u2019amo le sue trote?"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abChe ne \u00e8 stato delle bambine? Il caso UFO di Clifton Bore, Australia, 1974\u00bb, avevamo parlato, fra l&#8217;altro, della sconcertante vicenda accaduta il 23 settembre 1880, che ebbe per protagonista involontario un ricco possidente americano di Gallatin, nel Tennesse, di nome David Lang. Questi era uscito dalla sua fattoria per andare a vedere i suoi cavalli; e, mentre stava attraversando il prato, sotto gli occhi della moglie e dei suoi figli, era sopraggiunto l&#8217;avvocato del luogo con un suo amico. L&#8217;avvocato lo chiam\u00f2 perch\u00e9 tornasse indietro; ma, allorch\u00e9 Lang si gir\u00f2 per tornare verso casa, svan\u00ec sotto lo sguardo increduli dei presenti, in pieno giorno e in un luogo assolutamente aperto e privo di alberi o case.<\/p>\n<p>Si tratta, nell&#8217;insieme della casistica riguardante fatti del genere, di una vicenda certamente impressionante, ma tutt&#8217;altro che unica; anzi, sarebbe assai lungo l&#8217;elenco delle persone, isolate o a gruppi, e talvolta anche a bordo di veicoli leggeri o pesanti, scomparse nel nulla, sovente sotto gli occhi allibiti di numerosi testimoni; cos\u00ec come quella relativa alla scomparsa subitanea e inspiegabile di navi, aerei, e sempre in circostanze tali da far escludere qualunque incidente di volo o di navigazione, spiegabili in base alla logica umana.<\/p>\n<p>Che cosa bisogna pensare di fatti del genere, dopo averli sfrondati &#8211; \u00e8 naturale &#8211; di tutti quelli che, in un modo o nell&#8217;altro, sono suscettibili di una spiegazione naturale, in base alle leggi della fisica che noi conosciamo?<\/p>\n<p>Lo studioso Charles Fort, dopo aver raccolto una imponente documentazione in proposito, riteneva che, probabilmente, noi terrestri siamo in pratica alla merc\u00e9 di creature di un&#8217;altra dimensione, pi\u00f9 evolute o comunque pi\u00f9 potenti, le quali, di quando in quando, rapiscono alcune persone per farne oggetto di studio, o forse di esperimenti (per non parlare di ipotesi ancora pi\u00f9 raccapriccianti): pi\u00f9 o meno come noi facciamo con gli animali, dei quali ci serviamo a nostro piacere, o che alleviamo per i nostri scopi.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, noi saremmo in tutto e per tutto paragonabili a delle trote da allevamento o a dei manzi che, in qualsiasi momento, e a sua discrezione, il proprietario pu\u00f2 decidere di prelevare, per farne ci\u00f2 che meglio crede.<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che questa ipotesi si inscrive nel pi\u00f9 vasto quadro della filosofia di Fort, caratterizzata dal concetto di &quot;intermediarit\u00e0&quot;: secondo lo studioso americano, tutte le cose che noi conosciamo non sono n\u00e9 del tutto reali, n\u00e9 del tutto irreali, quanto piuttosto dei tentativi di essere qualcosa, vale a dire di esistere. Questa ipotesi di lavoro consente di rendere ragione (si fa per dire) di tutta quella massa sterminata di fenomeni che stanno al di l\u00e0 della scienza e che, pur essendo stati osservati da numerosi testimoni, contrastano irrevocabilmente con tutto ci\u00f2 che noi sappiamo, o crediamo di sapere, riguardo alle leggi del mondo naturale e della stessa logica.<\/p>\n<p>Ma prima di procedere ancora su questa linea di ragionamento, crediamo opportuno ritornare alla questione delle scomparse improvvise ed inspiegabili di esseri umani (nonch\u00e9 di autoveicoli, navi ed aerei), scorgendo in essa un punto d&#8217;osservazione privilegiato per riflettere su pi\u00f9 ampie questioni riguardanti la nostra posizione rispetto alla cosiddetta &quot;realt\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>Scriveva un ufologo degli anni Settanta oggi alquanto dimenticato, sebbene la sua opera di ricerca sia stata una delle pi\u00f9 serie e documentate, Giuseppe Lazzari, nel suo libro purtroppo non pi\u00f9 ristampato, \u00abUfo operazione terra\u00bb (Milano, Siad Edizioni, 1980, pp. 224-28):<\/p>\n<p>\u00abIl 23 settembre 1880, il ricco possidente David Lang era uscito dalla sua casa, posta nella sua stessa vasta tenuta presso Gallatin, nello stato di Tennesse (USA), per andare a vedere i suoi cavalli. Stava attraversando il prato, osservato alla moglie e dai suoi figli. Nel frattempo era arrivato l&#8217;avvocato del luogo con un suo amico. L&#8217;avvocato lo chiam\u00f2 perch\u00e9 tornasse indietro. Mentre si girava per tornare verso casa, svan\u00ec letteralmente e istantaneamente sotto gli occhi di cinque persone, in pieno giorno, in un punto, fra l&#8217;altro, sgombro di alberi, di cespugli, dica panne, e completamente aperto e pianeggiante.<\/p>\n<p>Nel 1890, in una fattoria di Tom Lerch (stato dell&#8217;Indiana) situata presso la citt\u00e0 di South Bend, si verific\u00f2 la scomparsa del giovane Oliver. C&#8217;errano inviati quella sera e c&#8217;era baldoria. Oliver era anche in compagnia della sua fidanzata. Era nevicato e ori c&#8217;era perci\u00f2 tutto uno strato di neve. La madre stava preparando la cena e preg\u00f2 il figlio Oliver di andare a prendere un po&#8217; d&#8217;acqua dal pozzo. Il giovane prese cappotto e guanti ed usc\u00ec. Subito dopo udirono un grido forte che invocava aiuto. Si precipitarono tutti fuori, dove continuavano a sentire la voce di Oliver che veniva dall&#8217;aria, da sopra le loro teste. La voce ora si sentiva pi\u00f9 forte ora pi\u00f9 debole., ora pi\u00f9 vicina poi pi\u00f9 lontana, ma sempre invocante soccorso. &quot;Mi hanno afferrato! Aiuto, aiuto!&quot;, invocava Oliver. (Louis Anglada Font, (&quot;La realidad de los OVNI a traves de los siglos&quot;, Kier, Buenos Aires).<\/p>\n<p>Che la voce provenisse dall0&#8217;aria e non fosse un&#8217;eco partita da un punto del giardino \u00e8 dimostrato dal fatto che le impronte di Oliver s&#8217;interrompevano sulla neve, a met\u00e0 strada tra la casa e il pozzo.<\/p>\n<p>\u00c8 probabile che fosse stato afferrato da extraterrestri in condizione d&#8217;invisibilit\u00e0 artificiale. [&#8230;]<\/p>\n<p>L&#8217;astronomo Jessup, il quale pubblic\u00f2 quattro libri sui dischi volanti, segnala che nel 1930 un certo Joe La belle, cittadino canadese, s&#8217;imbatt\u00e9 in un villaggio eschimese, ma rest\u00f2 giustamente assai sorpreso quando constat\u00f2 che l&#8217;intero villaggio era stato improvvisamente abbandonato dai suoi abitanti. Era tutto in ordine; nelle capanne pot\u00e9 vedere tutti i loro effetti personali (vestiario, utensili vari) e persino i fucili, dei quali gi eschimesi difficilmente fanno a meno. Non avevano portato via nemmeno i cani. Sette di questi furono trovati morti forse per fame. Ci\u00f2 che \u00e8 ancora pi\u00f9 curioso \u00e8 che una tomba risultava scoperta e priva del cadavere o delle ossa. Le pietre erano state tolte e sistemate per bene al lato della tomba.<\/p>\n<p>Nel febbraio 1939 i francesi dei villaggi posti lungo la catena dei Pirenei ingaggiavano dei profughi dell&#8217;esercito spagnolo disfatto, da impiegare nel taglio degli alberi. Una sera, prima di andare a letto, un gruppo di legnaioli si ferm\u00f2 a fumarsi una sigaretta. Un loro compagno, Ramon Castillo Velasquez, abbandon\u00f2 il gruppo dirigendosi verso il granaio. Ad un tratto gli altri sentirono un suo grido che diceva: &quot;Maledizione, lasciami stare!&quot;. In un primo tempo non vi badarono, ma, quando gli urli insistettero, allora si avvicinarono di corsa. Ora gli strilli erano pi\u00f9 forti. Si sentiva dire: &quot;Liberami! Ma che diavolo! Sto dicendo che mi liberino!&quot;. Poi la voce si sentiva sempre pi\u00f9 debole, ma essa proveniva dall&#8217;aria, da sopra le loro teste. Pur girando intorno e nella zona, non fu mai visto il signor Velasquez. Era scomparso come Oliver [&#8230;]. Anche in questo caso si notavano le impronte delle sue scarpe ferrate dell&#8217;esercito spagnolo, che s&#8217;interrompevano due metri prima di giungere al granaio. Nel granaio c&#8217;era un giovane di 23 anni in via di guarigione da una ferita. Egli disse che aveva visto passare qualcosa di fronte ala finestra del primo piano. Stando alle parole del pover&#8217;uomo, si deve supporre che individui, in stato d&#8217;invisibilit\u00e0 provocata, muniti di scarpe antigravitazionali, l&#8217;avessero afferrato e lo stesero trasportando verso il disco invisibile sospeso in aria (Luis Anglada Font). [&#8230;]<\/p>\n<p>Nel 1958 la signora H. Wales rifer\u00ec che suo marito svan\u00ec completamente di fronte ai suoi occhi, nel cortile della loro casa a Brookyn, tre anni prima cio\u00e8 nel 1955. La moglie lo mand\u00f2 fuori per liberare dal palo dello stenditoio una camicia che il vento aveva smosso dal filo. Appena il marito cerc\u00f2 di afferrarla, la sua mano sembr\u00f2 scomparire. Poi sotto o sguardo della moglie, presente davanti a lui, fu risucchiato e svan\u00ec.<\/p>\n<p>Nello Stato di Gerais (Brasile), in localit\u00e0 Duas Pontes, la mattina del 21 agosto 1962 un ragazzo di dodici anni, Raimundo, si era alzato ed era uscito di casa per prendere il cavallo. Fuori vide due grossi globi vicini al&#8217;abitazione, immobili a un paio di metri dal suolo e distanti fra oro circa un metro. Uno degli oggetti, di colore nero, era munito di antenna e di una piccola coda, Il secondo globo era bianco e nero ed aveva l&#8217;identica struttura del primo. Tutti e due emettevano un rumore simili a un sibilo e, dalla parte posteriore, sprigionavano una fiamma intermittente. Il ragazzo chiam\u00f2 subito il padre, Rivalino Mafra da Silva, il quale si diresse verso i due globi che, in quel momento, si fusero l&#8217;uno nell&#8217;altro, dando luogo ad unico oggetto. Questo si avvicin\u00f2 al sig. Rivalino in una nube di fumo giallo. Quando scomparve il fumo, Raimundo e gli altri fratelli pi\u00f9 piccoli non videro pi\u00f9 n\u00e9 l&#8217;oggetto n\u00e9 il loro genitore. La polizia effettu\u00f2 lunghe ed accurate indagini, anche con l&#8217;ausilio di cani poliziotto, ma del sig. da Silva non trov\u00f2 alcuna traccia., ad eccezione di alcune gocce di sangue a 60 metri dalla casa. Raimundo fu interrogato a lungo dalla polizia e fu sottoposti a esame medico e psichiatrico, ma il dott. Joao Antunes de Oliveira dichiar\u00f2 ai giornalisti che il padre era assolutamente normale e raccontava quello che a lui sembrava essere la verit\u00e0. Il tenente di polizia Lisboa, incaricato di condurre le indagini, interrog\u00f2 anche i vicini di casa. Un certo Antonio Rocha, mentre due giorni prima stava pescando lungo il fiume Manso, vicino a Duas Pontes, vide due sfere che giravano a bassa quota sulla casa dello scomparso. Due amici di costui riferirono al tenente Lisboa che Rivalino aveva loro rivelato di aver incontrato, tre giorni prima, tre individui di piccola statura, alti appena un metro, i quali fuggirono tra i cespugli quando il sig. da Silva incominci\u00f2 a dirigersi verso di loro. Dai cespugli poi s&#8217;innalz\u00f2 verso il cielo un oggetto rosso &quot;a forma di cappello&quot;.<\/p>\n<p>Roberto Pinotti nel suo libro &quot;UFO, missione uomo&quot; (ed. Armenia) cita il caso di un certo Powers Jakson, il quale stava effettuando studi e ricerche per spiegare le scomparse improvvise negli Stati Uniti di interi palazzi, ristoranti e centrali elettriche. Egli aveva accennati a una sua &quot;teoria dello stiramento molecolare&quot; e alla conseguente separazione graduale delle particelle fino a far perdere fino a far perdere a una massa di materiala sua forma visibile. La mattina del 3 gennaio 1974, alle ore 8,05, egli si era recato al suo garage per prendere la macchina. La moglie stava l\u00ec vicino e, avendolo visto molto contento perch\u00e9 l&#8217;indomani sarebbe dovuto andare alla televisione per illustrare la sua teoria, pens\u00f2 di scattare una fotografia mentre apriva il garage. La signora non fece in tempo, perch\u00e9 in un attimo il marito scomparve letteralmente a pochi passi da lei, come se si fosse istantaneamente smaterializzato.<\/p>\n<p>Nel mese di settembre 1974, nei pressi di Hobbs (New Mexico), un enorme disco volante discese e si ferm\u00f2 a 150 metri sopra un granaio. Presenti la moglie, la figlia e un vicino, un agricoltore, il quale si trovava in un autocarro, fu sollevato improvvisamente in aria con tutto l&#8217;autoveicolo pesante ed entrambi scomparvero nell&#8217;interno del gigantesco disco.<\/p>\n<p>Sette guardie forestali degli Stati Uniti, in servizio il 7 novembre 1975 nella zona della foresta nazionale Apache, presso Heber, nell&#8217;Arizona, stavano tornando a casa in auto, verso il tramonto. Durante il viaggio, si accorsero che un disco volante era fermo, poco lontano, al di sopra della strada. Uno degli uomini, Travis Walton, di 22 anni, volle scendere dall&#8217;auto per correre verso il disco, allo scopo di osservarlo bene da vicino. Ad un certo momento gli altri sei colleghi videro chiaramente che Travis Walton fu colpito da un raggio di luce blu, sprigionato dal disco volante, e cadde per terra. Allora, presi dal terrore, fuggirono con l&#8217;auto, lasciando il loro collega disteso sulla strada, ma poi tornarono dopo 15 minuti per non trovarono pi\u00f9 traccia n\u00e9 di Travis Walton n\u00e9 del disco volante. Malgrado le ricerche effettuate per diversi giorni consecutivi, la polizia non riusc\u00ec a trovare l&#8217;agente scomparso n\u00e9 vivo n\u00e9 morto. Lo sceriffo della conta di navaho non si mostr\u00f2 scettico sulla storia narrata dalle sei guardie forestali, le quali confermarono il fatto anche quando furono sottoposte a interrogatori e alla &quot;macchina della verit\u00e0&quot;. L&#8217;ipotesi avanzata \u00e8 che Walton fosse stato preso dal disco volante.\u00bb<\/p>\n<p>Come si \u00e8 visto, alcuni fenomeni di scomparse improvvise sono stati accompagnati dalla presenza di oggetti volanti non identificati, altri no; in alcuni si \u00e8 udita ancora, per qualche tempo, la voce degli scomparsi che chiedevano aiuto; in alcuni si sono anche vedute delle creature aliene, quanto all&#8217;aspetto e alle apparenze.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle differenze particolari, comunque, il comune denominatore di questa casistica (che, volendo, potrebbe proseguire per pagine e pagine) \u00e8 la scomparsa repentina e letterale degli esseri umani, come se una forza proveniente da un&#8217;altra dimensione li avesse rapiti, rimanendo del tutto invisibile ai testimoni di tali rapimenti.<\/p>\n<p>In taluni casi, questa forza appare arbitraria e incomprensibile, mentre in altri sembra agire manifestamente in vista di uno scopo; il caso forse pi\u00f9 impressionante di questa seconda categoria \u00e8 quello di Powers Jakson, lo studioso di ufologia che viene fatto scomparire proprio alla vigilia di una sua apparizione in televisione, in cui avrebbe dovuto esporre una sua teoria fisica sui fenomeni in questione.<\/p>\n<p>Ora, per tornare alla teoria fortiana della &quot;intermediarit\u00e0&quot;, ci sembra che l&#8217;aspetto pi\u00f9 interessante di questi eventi sia quello che rimanda al quesito circa la reale natura dei rapitori ed, eventualmente, dei loro mezzi di trasporto, vale a dire degli oggetti volanti alieni, per mezzo dei quali essi sembrano in grado di apparire e scomparire con sconcertante subitaneit\u00e0 e compiendo manovre tali, e a velocit\u00e0 tali, da contrastare con le leggi della fisica che noi conosciamo.<\/p>\n<p>Ebbene, molte delle nostre perplessit\u00e0 troverebbero una possibile risposta qualora noi accogliessimo l&#8217;idea che gli enti del mondo fisico &#8211; o, per dir meglio, di quello che a noi appare come il mondo fisico &#8211; non sono reali in senso assoluto, cos\u00ec come non sono neanche del tutto irreali; ma che tendono a una condizione di esistenza effettiva e, per intanto, si trovano, ordinariamente, nel Purgatorio della &quot;intermediarit\u00e0&quot;: uno stato intermedio fra il reale e l&#8217;irreale.<\/p>\n<p>Se cos\u00ec fosse, ci\u00f2 consentirebbe di comprendere come le astronavi aliene possano sia evoluire nei nostri cieli in maniera convenzionale e percepibile dai nostri sensi, sia effettuare dei movimenti che contrastano con le leggi del moto e della gravit\u00e0, e perfino rendersi subitaneamente invisibili, proprio come se uscissero e rientrassero a piacere da un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n<p>Si ricordi che un essere bidimensionale non potrebbe percepire un ente di natura tridimensionale: un quadrato o un cerchio, per esempio, se fossero dotati di sensi e di ragione, non potrebbero percepire un cubo o una sfera, perch\u00e9 gli oggetti della geometria piana giacciono su un piano dimensionale del tutto differente da quelli della geometria solida. Allo stesso modo, un ente multidimensionale non sarebbe percepibile dalle creature terrestri, uomo compreso, poich\u00e9 i nostri sensi e la nostra mente sono organizzati in funzione di uno spazio tridimensionale, con l&#8217;aggiunta della quarta dimensione del tempo. Di conseguenza, una creatura aliena proveniente, ad esempio, da un mondo a cinque dimensioni, potrebbe giungere non vista fino a noi, rapire delle creature viventi e portarle via, sotto i nostri occhi, senza che noi fossimo in grado di renderci conto della reale natura di quel che si \u00e8 verificato.<\/p>\n<p>E ora si rifletta sul concetto di &quot;intermediarit\u00e0&quot;. Se le cose non sono, in se stesse, n\u00e9 reali, n\u00e9 irreali, ma giacciono su un piano intermedio fra questi due stati, non \u00e8 forse vero che delle creature intelligenti, qualora fossero capaci di padroneggiare i meccanismi che caratterizzano tale condizione intermedia, potrebbero farvi ricorso per comparire e sparire subitaneamente, muovendosi proprio come se provenissero da un mondo a cinque, sei, sette o mille altre dimensioni?<\/p>\n<p>Si tratta solo di ipotesi, naturalmente; gli indizi sono quelli relativi alle caratteristiche delle scomparse improvvise, ma anche quelli relativi a numerosissime altre tipologie di fenomeni misteriosi e apparentemente inspiegabili.<\/p>\n<p>Certo, rimane da fare qualche considerazione di natura pi\u00f9 propriamente filosofica riguardo ad una ipotesi del genere. Non \u00e8 molto simpatico immaginare che noi siamo paragonabili, in tutto e per tutti, a dei pesci o a dei bovini che uno sconosciuto padrone pu\u00f2 prelevare in qualsiasi momento da quel grande vivaio o da quel grande allevamento chiamato Terra. In particolare, una tale prospettiva sembra collidere con l&#8217;idea, da noi fermamente e ripetutamente sostenuta, che ci troviamo a far parte di un universo accogliente, frutto di un disegno non solo intelligente, ma benevolo, che ha tratto le cose dalla notte del non essere, per portarle alla luce armoniosa dell&#8217;Essere, affinch\u00e9 ciascuna possa perseguire la ricerca del Bene e riceverne in premio la realizzazione spirituale, cosa che comunemente viene chiamata con il nome di &quot;felicit\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>Come si concilia quest&#8217;ultima concezione, con l&#8217;ipotesi del grande vivaio o del grande allevamento di bestiame, di cui noi saremmo le vittime inconsapevoli, abbandonate alla merc\u00e9 di creature interdimensionali molto pi\u00f9 evolute di noi, che perseguono disegni a noi incomprensibili, ma non certo benevoli nei nostri confronti?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non vi \u00e8 assolutamente alcuna contraddizione. Quando affermiamo che il mondo in cui viviamo \u00e8 il frutto di un disegno benevolo ed \u00e8, in se stesso, ospitale ed accogliente, non intendiamo certo dire che, in esso, non trovano posto la lotta, il dolore e la morte fisica. Ovunque vediamo lo spettacolo della vita che si mantiene a spese di altra vita: il pesce grosso ingoia il pesce piccolo, l&#8217;animale pi\u00f9 forte abbatte e divora l&#8217;animale pi\u00f9 debole. Questa \u00e8 una legge universale; e sarebbe una forma di autentica ipocrisia tentar di negare il fatto che colui che viene divorato soffre; cos\u00ec come anche colui che divora soffre &#8211; la fame, la sete, le malattie -; sicch\u00e9 non esiste essere vivente che non patisca la sua parte di sofferenza.<\/p>\n<p>Tutto questo, nel mondo fisico, \u00e8 inevitabile. Ma il mondo fisico \u00e8 solo ci\u00f2 che appare ai sensi esterni; accanto ad esso e al di l\u00e0 di esso, vi \u00e8 il vasto mondo spirituale, ove regnano leggi diverse e nel quale sono possibili una evoluzione ed un progresso praticamente illimitati, tali da oltrepassare gli aspetti dolorosi dell&#8217;esistenza materiale. Noi scambiamo quest&#8217;ultima per la sola forma di esistenza, suggestionati da quattro secoli di pensiero razionalista e di scienza materialista; ma cos\u00ec non la pensava nessuna delle societ\u00e0 tradizionali, sia quelle che noi giudichiamo evolute &#8211; dall&#8217;egiziana antica alla cinese -, sia quelle cosiddette primitive.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, tornando al nostro discorso, nulla vieta di pensare che creature pi\u00f9 evolute di noi sul piano materiale, capaci di muoversi nel labirinto dei mondi interdimensionali, a bordo delle loro astronavi, possano andare a caccia di esseri umani, pi\u00f9 o meno come uno studioso di entomologia se ne va a caccia, armato di reticella, di farfalle o di altri insetti che popolano i nostri prati. Questa sarebbe una cosa che non contrasta con alcun principio della fisica, della logica o dell&#8217;etica. Contrasta solo con la nostra arroganza antropocentrica, per cui, abituati come siamo a decidere del destino degli altri esseri viventi, ci disturba profondamente l&#8217;idea di poter essere, a nostra volta, del tutto inermi davanti a delle creature pi\u00f9 forti di noi. Ma questo \u00e8 un nostro problema psicologico, che non chiama in causa la bont\u00e0 dell&#8217;universo, ma solo la nostra presunzione.<\/p>\n<p>Bisogna pensare, d&#8217;altra parte, che, se ci rapiscono e mostrano la massima indifferenza per il nostro destino, questi visitatori provenienti da altre dimensioni non devono essere altrettanto evoluti spiritualmente, come lo sono sul piano tecnologico. Mostrano la stessa mancanza di compassione che mostriamo noi, allorch\u00e9 torturiamo ed uccidiamo un gran numero di animali, vuoi per una alimentazione smodata ed impropria (l&#8217;essere umano sarebbe naturalmente vegetariano), vuoi per dubbie ricerche scientifiche o, addirittura, per la vanit\u00e0 di esibire certi prodotti di pelle o di pelliccia.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, \u00e8 probabile che abbiamo a che fare con delle creature che, spiritualmente, pi\u00f9 o meno ci equivalgono: questo, almeno, \u00e8 ci\u00f2 che si pu\u00f2 dire per quelle che si rendono artefici di rapimenti o, comunque, di aggressioni ai danni di persone. Ma vi sono indizi sufficienti per arguire che i visitatori degli spazi interdimensionali appartengono a numerose specie, fra loro assai diverse: alcuni sono decisamente ostili, altri amichevoli, altri ancora, semplicemente, indifferenti alla nostra sorte.<\/p>\n<p>E anche questo \u00e8 significativo. Perch\u00e9, se i mondi abitati sono infiniti, tutto lascia credere che ovunque vigano, in sostanza, le stesse leggi dell&#8217;evoluzione spirituale che noi conosciamo e che crediamo specifiche della nostra razza. Basti pensare a quale diversa idea del nostro sviluppo spirituale si farebbe un viaggiatore degli spazi interdimensionali, qualora venisse a contatto con creature terrestri cos\u00ec diverse fra loro, come lo sono un grande santo o un grande criminale: di certo stenterebbe a credere che essi appartengono ad un&#8217;unica razza.<\/p>\n<p>E, di fatto, non vi appartengono, se non dal punto di vista biologico, ossia dal punto di vista materiale. Ma, come abbiamo test\u00e9 affermato, il piano materiale dell&#8217;esistenza \u00e8 solo quello esteriore, una specie di involucro del piano vero: quello spirituale. E, sul piano spirituale, \u00e8 come se il santo e il criminale appartenessero a due specie totalmente diverse, e ci\u00f2 per una loro libera scelta, per un cammino deliberatamente intrapreso: l&#8217;uno verso la luce dell&#8217;Essere, che rende benevoli e compassionevoli, l&#8217;altro verso l&#8217;inferno dell&#8217;Ego, che indurisce e rende crudeli e spietati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abChe ne \u00e8 stato delle bambine? 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