{"id":28122,"date":"2022-05-25T10:25:00","date_gmt":"2022-05-25T10:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/05\/25\/qualche-nota-su-anticristo-ultimi-tempi-e-parusia\/"},"modified":"2022-05-25T10:25:00","modified_gmt":"2022-05-25T10:25:00","slug":"qualche-nota-su-anticristo-ultimi-tempi-e-parusia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/05\/25\/qualche-nota-su-anticristo-ultimi-tempi-e-parusia\/","title":{"rendered":"Qualche nota su Anticristo, ultimi tempi e Parusia"},"content":{"rendered":"<p>Stiamo vivendo in tempi oggettivamente angosciosi e talmente sconcertanti che molti sono portati a identificarli con gli ultimi tempi descritti nel <em>Libro dell&#8217;Apocalisse<\/em>. Sono numerose le richieste di chiarimento e di conferma che ci giungono in forma privata, gi\u00e0 da qualche anno, in questo senso, per cui abbiamo pensato di rispondere esponendo in maniera chiara il nostro pensiero su tale delicatissimo argomento. Premettiamo doverosamente di non ritenerci n\u00e9 esperti teologi n\u00e9, tanto meno, biblisti, ma solo filosofi: e la filosofia sta un gradino pi\u00f9 in basso della teologia, perch\u00e9 per giungere al Vero (che, per il credente, \u00e8 Dio) si fonda sulla ragione naturale, la quale, pur non potendo sbagliare in se stessa, cio\u00e8 non potendo contraddirsi, pu\u00f2 essere male adoperata e condurre a delle false conclusioni; mentre la teologia, che si serve anch&#8217;essa della ragione ma parte dalla Rivelazione, non pu\u00f2 errare, perch\u00e9 la Rivelazione proviene dalla stesso Intelletto divino, di cui la ragione umana \u00e8 un riflesso. Pertanto faremo quel che potremo, meglio che potremo; ma se qualcuno, alla luce di una pi\u00f9 giusta e ponderata comprensione dei dati della Rivelazione, ci dovesse correggere, la sua fraterna correzione verr\u00e0 accolta, come \u00e8 giusto, con tutta l&#8217;attenzione e il rispetto dovuti.<\/p>\n<p>Dunque, la domanda \u00e8: <em>ci siamo?<\/em> Ovvero: <em>sono arrivati quei tempi<\/em>, vale a dire, <em>gli ultimi tempi?<\/em> Ora, noi sappiamo, dalla Sacra Scrittura, che ci saranno dei segni premonitori, fra i quali l&#8217;apparire dell&#8217;anticristo finale, che non va confuso con gli altri anticristi apparsi nel corso della storia, il quale sedurr\u00e0 la maggior parte degli uomini, anche grazie a prodigi e portenti; che ci saranno guerre e catastrofi naturali per mezzo dei quali l&#8217;umanit\u00e0 verr\u00e0 flagellata, senza peraltro che gli uomini ne comprendano il carattere ammonitorio; e che verr\u00e0 tolto di mezzo il <em>Kat\u00e9chon<\/em>, per cui le forze del male, in qualche modo fino a quel momento trattenute, saranno lasciate libere d&#8217;imperversare e potranno cos\u00ec celebrare un trionfo apparente e momentaneo. Per ciascuno di quei segni si pu\u00f2 evidentemente discutere se la situazione attuale si possa interpretare come il puntuale verificarsi di tale profezia finale, oppure no. Ma ci deve essere un altro segno, questo s\u00ec assolutamente certo e incontrovertibile, perch\u00e9 tutti lo potranno vedere: la conversione degli ebrei a Ges\u00f9 Cristo. Dio infatti ha scelto quel popolo per preparare gradualmente il dispiegarsi della sua Rivelazione e infine per attuare l&#8217;Incarnazione del Verbo mediante un corpo mortale che \u00e8 stato, non certo a caso, il corpo di un ebreo: perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo, il Redentore promesso, ha assunto la carne di un essere umano, e secondo la carne, era un ebreo, al culmine di una lunga preparazione che, partendo da Abramo, dai Patriarchi e dai Profeti, ha sempre visto lo Spirito divino agire per mezzo di uomini e donne provenienti da quel popolo, cos\u00ec come ebrei erano Giovanni il Battista, il grande precursore, Maria Santissima, la Madre di Ges\u00f9, e san Giuseppe, il padre putativo; ed ebrei erano i dodici Apostoli, nonch\u00e9 san Paolo, che, pur non essendo dei Dodici, ha poi operato per la diffusione del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo forse pi\u00f9 di tutti gli altri, non solo sul piano quantitativo, ma anche sul piano dottrinale e teologico, perch\u00e9 \u00e8 con lui che il cristianesimo, potenzialmente aperto a tutti gli uomini, si \u00e8 infine aperto <em>effettivamente<\/em> e ha superato le angustie e la feroce gelosia dell&#8217;esclusivismo giudaico.<\/p>\n<p>Qui naturalmente sorge un grosso problema, che, a partire dal Vaticano II, e specificamente dalla <em>Nostra aetate<\/em> (28 ottobre 1965), turba le coscienze ed ha aperto un vero e proprio contenzioso dottrinale: vale a dire il destino finale degli ebrei e la giusta interpretazione del concetto di &quot;indefettibilit\u00e0&quot; della promessa divina. Ne ho parlato in diverse altre occasioni, perci\u00f2 qui mi limiter\u00f2 allo stretto necessario. \u00c8 assurdo e completamente erroneo sostenere, come hanno fatto i papi del post-concilio, che l&#8217;Alleanza divina con gli ebrei \u00e8 rimasta sempre valida fino ad oggi, per cui, in ultima analisi, essi non hanno alcuna ragione o necessit\u00e0 di convertirsi a Ges\u00f9 Cristo. Tale \u00e8 stato l&#8217;insegnamento di sia di Benedetto XVI, sia di Bergoglio, i quali (con buona pace delle anime candide che si ostinano a contrapporre il primo al secondo, asserendo che quello non \u00e8 papa, questo \u00e8 addirittura un papa santo e quasi martire) hanno pubblicato due studi indipendenti, a pochi mesi di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, all&#8217;inizio del 2019. Da l\u00ec \u00e8 giunta al culmine una contro-teologia che afferma, di fatto, l&#8217;esistenza di due alleanze, di due verit\u00e0, di due redenzioni, l&#8217;una degli ebrei, l&#8217;altra dei non ebrei: il che \u00e8 manifestamente illogico e contraddice diciannove secoli di magistero della Chiesa cattolica, dai Vangeli e dalle lettere di san Paolo fino, appunto, al Concilio Vaticano II. Inoltre, sostenendo che gli ebrei sono i fratelli maggiori dei cristiani nella fede che parte da Abramo, si \u00e8 creata una categoria fittizia e ingannevole, dando fra l&#8217;altro a credere che l&#8217;alleanza di Dio con gli uomini sia di natura razziale, mentre essa \u00e8, evidentemente, di natura del tutto spirituale: non ci si salva perch\u00e9 si \u00e8 ebrei o non ebrei, circoncisi o incirconcisi, ma perch\u00e9 si crede che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 via, verit\u00e0 e vita.<\/p>\n<p>Il primo pontefice che ha ripreso e sviluppato in senso relativista e anticattolico i contenuti, gi\u00e0 in se stessi opinabili e comunque difformi dal magistero perenne, della <em>Nostra aetate<\/em>, \u00e8 stato Giovanni Paolo II. A lui si deve sia la dichiarazione, oggettivamente eretica, che <em>l&#8217;Antica alleanza non \u00e8 mai stata revocata<\/em>, che equivale a dichiarare inutile la venuta e la Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9 Cristo, minando il dogma dell&#8217;Incarnazione del Verbo; sia l&#8217;espressione <em>fratelli maggiori<\/em> riferita agli ebrei, che rende automaticamente i cristiani dei <em>fratelli minori<\/em> e perci\u00f2 li mette in posizione subordinata, suggerendo addirittura l&#8217;idea, anch&#8217;essa eretica, che essere ebreo \u00e8 cosa migliore di essere cristiano, per cui non solo \u00e8 sbagliato, da parte dei cattolici, voler convertire gli ebrei, ma i cattolici, tutto sommato, farebbero cosa buona se decidessero di convertirsi all&#8217;ebraismo. Quest&#8217;ultimo concetto, naturalmente, non viene reso esplicito, eppure lo si ricava senza alcuno sforzo dalle premesse. Al fratello maggiore, i fratelli minori devono rispetto: ci\u00f2 \u00e8 implicito nel concetto stesso di primogenitura.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;ebraismo post-esilico non \u00e8 pi\u00f9 fondato sulla <em>Torah<\/em>, ma sul <em>Talmud<\/em> e sulla Cabala: per cui quei teologi che fanno notare come l&#8217;Antico Testamento sia parte integrante della Rivelazione, e criticano pertanto l&#8217;idea che col Nuovo si sia operata una rottura, non tengono conto che gli ebrei dopo l&#8217;era di Ges\u00f9 si sono identificato con la Cabala e il <em>Talmud<\/em>, ossia con una fede di cui \u00e8 parte integrante il ripudio consapevole, radicale e implacabile di Ges\u00f9 Cristo, il quale continua ad essere, come lo era per Anna e Caifa e per la folla che gridava a Pilato: <em>Crocifiggilo!<\/em>, un bestemmiatore e un impostore, il quale da uomo volle farsi Dio. E pertanto chiunque sia dotato di senso logico si rende conto che da simili premesse non pu\u00f2 in alcun modo scaturire l&#8217;idea che l&#8217;Alleanza antica sia tuttora valida <em>nei termini in cui lo era prima della venuta di Cristo<\/em>: il Cristo venuto, infatti, ci sembra che abbia portato necessariamente una qualche differenza rispetto alla fede nel Dio venturo, che era quella degli ebrei anteriormente all&#8217;Incarnazione del Verbo. E infatti, chi crede in Ges\u00f9 Cristo e nel suo Vangelo e riceve il battesimo nel suo nome, \u00e8 salvato; ma chi non ci crede, \u00e8 condannato (cfr. <em>Marco<\/em>, 16,16).<\/p>\n<p>Chiarito brevemente questo punto, torniamo al discorso sull&#8217;Apocalisse e sul manifestarsi dei segni relativi annunziatori degli ultimi tempi.<\/p>\n<p>Ci piace qui riportare un breve stralcio dall&#8217;ampio lavoro di &quot;Petrus&quot; intitolato <em>L&#8217;Apocalisse riassunta e accessibile a tutti<\/em> &#8212; che, nonostante la modestia del titolo, \u00e8 un lavoro teologico di prim&#8217;ordine, con in pi\u00f9 la non frequente dote di una grande chiarezza e semplicit\u00e0 espositiva &#8211; pubblicato a puntate sulla rivista quindicinale fondata da don Francesco Maria Putti <em>S\u00ec s\u00ec no no<\/em> (n. del 15 aprile 2022, pp. 3-4):<\/p>\n<p><em>Il cardinale Louis Billot (forse il massimo teologo del Novecento) nota che la frase &quot;il tempo \u00e8 vicino&quot;, la quale apre e chiude l&#8217;Apocalisse, \u00e8 ripetuta senza posa; egli, quindi, scrive che \u00abla Parusia [o il secondo avvento di Cristo e la fine del mondo], nell&#8217;Apocalisse, \u00e8 il vero soggetto di questa grande profezia del Nuovo Testamento\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;esimio teologo spiega: quando s. Giovanni afferma che gli avvenimenti predetti nell&#8217;Apocalisse sarebbero giunti &quot;subito&quot; occorre intendere il &quot;subito&quot; nell&#8217;ottica divina, secondo la quale \u00abun giorno nostro \u00e8 come mille anni\u00bb e viceversa. Ossia, Dio sta nell&#8217;eternit\u00e0, noi nel tempo, onde il &quot;subito&quot; dell&#8217;Apocalisse non significa immediatamente, secondo il modo umano, ma relativamente ai piani di Dio, che situa la storia umana, a partire dall&#8217;Avvento di Cristo, nella &quot;pienezza dei tempi&quot; o nell&#8217;ultimo spazio di storia, dopo il quale vi sar\u00e0 l&#8217;eternit\u00e0 e non pi\u00f9 il tempo. Ora \u00abquando si parla dell&#8217;eternit\u00e0 tutto \u00e8 breve\u00bb. Quindi, l&#8217;oggetto esclusivo dell&#8217;Apocalisse non \u00e8 solo la fine del mondo (errore millenarista), ma ANCHE la fine del mondo (contro i modernisti, che negano ogni rivelazione del futuro da parte di s. Giovanni).<\/em><\/p>\n<p><em>Il Billot fa un esempio: Antioco Epifane, predetto dal profeta Daniele (VIII,26), \u00e8 la figura o il tipo dell&#8217;anticristo finale, predetto anche da s. Giovanni (Ap. XXII,10). Infatti, \u00abuna stessa profezia pu\u00f2 avere pi\u00f9 sensi: uno prossimo e immediato [&#8230;]; l&#8217;altro futuro e mediato [&#8230;]; cos\u00ec Daniele (XI, 30 ss.) su Epifane, come Ges\u00f9 (Mt XXIV,15 ss.) sulla fine del Tempio di Gerusalemme\u00bb: l&#8217;uno e l&#8217;altra sono il topo prossimo dell&#8217;anticristo futuro e, mediatamente, della fine del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;Apocalisse, secondo il Nostro teologo, ha tre scopi principali: 1\u00b0) correggere, 2\u00b0) predire il futuro, 3\u00b0) incoraggiare. Egli, inoltre, aggiunge che \u00able predizioni sono, di gran lunga, la parte pi\u00f9 considerevole dell&#8217;opera, esse vanno dal capitolo IV al XX incluso\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Il teologo gesuita conclude: \u00abDue cose caratterizzano l&#8217;epoca in cui viviamo [XX secolo, ndr]: da una parte il Vangelo predicato in tutto il mondo [&#8230;]. Dall&#8217;altra, la diminuzione considerevole [egli scriveva nel 1920, ndr] della fede nelle vecchie nazioni cristiane, la defezione delle masse che diventano sempre pi\u00f9 ostili o indifferenti; infine, l&#8217;apostasia dichiarata e ufficiale di tutte le potenze, dei grandi come dei semplici, che fanno professione aperta di non conoscere pi\u00f9 Ges\u00f9 Cristo [&#8230;]. Inoltre l&#8217;ateismo, il &quot;dio&quot; immanente all&#8217;universo in contrapposizione al Dio personale e trascendente della Rivelazione [&#8230;]. La morale autonoma e soggettiva [&#8230;]. Lo spiritismo, la teosofia e l&#8217;occultismo che militano contro la citt\u00e0 spirituale che \u00e8 la Chiesa [&#8230;] e rappresentano la persecuzione mondiale [&#8230;] La persecuzione annunciata dell&#8217;anticristo, la quale potr\u00e0 realizzarsi solo a condizione che vi sia una organizzazione mondiale, la quale permetta un&#8217;azione comune sotto un solo capo [&#8230;]. L&#8217;internazionalismo socialista, il sindacalismo [&#8230;], la massoneria universale\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Sembrerebbe, perci\u00f2, che il regno dell&#8217;anticristo sia vicino, ma la conversione del popolo ebraico, che ancora manca, predetta da s. Paolo (Rom XI,25-32), \u00e8 secondo il Billot \u00abuno dei prodromi pi\u00f9 certi della fine del mondo\u00bb; perci\u00f2 non sembra che vi siano ancor oggi tutte le condizioni per la sua manifestazione.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;apostolo Giovanni aggiunge: \u00abVidi una delle sue sette teste come ferita a morte ma la sua piaga mortale fu guarita. Tutta la terra segu\u00ec la bestia, con ammirazione\u00bb (v.3). Le sette teste dell&#8217;anticristo rappresentano i poteri di cui il dragone si \u00e8 servito per perseguitare la Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Landucci spiega: \u00ab\u00e8 messa qui in risalto la potenza d&#8217;organizzazione della forza antichistica dominatrice di tutte le forze mondane persecutrici della Chiesa di Cristo\u00bb (cit.,p. 135, nota 1). Ora, una di esse \u00e8 \u00abcome ferita a morte\u00bb, ma il dragone con un prodigio, scambiato per un miracolo dalla maggior parte degli uomini o i nemici di Cristo, acclama l&#8217;anticristo quale vero Dio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Landucci spiega: \u00abCon la stupefacente guarigione, satana mirava a contrapporre la bestia a Cristo risorto\u00bb (&quot;Commento all&#8217;Apocalisse di Giovanni&quot;, Milano, Diego Fabbri, 1964, p. 135, n. 4). Infatti, il diavolo \u00e8 &quot;la scimmia di Dio&quot; (Tertulliano).<\/em><\/p>\n<p>Da questa pagina esegetica abbiamo imparato almeno due cose: primo, gli anticristi nella storia ci sono sempre stati, ma non vanno confusi con l&#8217;ultimo, il tipo perfetto dell&#8217;Anticristo, cio\u00e8 colui che pretender\u00e0 di sostituirsi a Cristo e si presenter\u00e0 come concorrente rispetto al suo messaggio di salvezza, perch\u00e9 anch&#8217;egli sapr\u00e0 fare, almeno in apparenza, prodigi inerenti la salvezza degli uomini; secondo, che quanto i Padri hanno concordemente insegnato riguardo alle ultime cose ha valore di magistero, perch\u00e9 equivale a ci\u00f2 che la Chiesa, per bocca dei pontefici e dei vescovi, ha sempre insegnato formalmente, e dunque fa parte di quella Tradizione che, accanto alla Scrittura, forma la base della Rivelazione cristiana. Ora, i Padri hanno concordemente insegnato che alla fine dei tempi anche il popolo d&#8217;Israele si convertir\u00e0 a Cristo, perch\u00e9 \u00e8 impensabile e inammissibile che proprio quel popolo che Dio aveva eletto a modello della sua alleanza con gli uomini, e dal quale aveva tratto l&#8217;elemento fisico per l&#8217;Incarnazione del suo divino Figlio, persista nell&#8217;incredulit\u00e0 e, dopo aver ucciso il Messia (vedi la parabola dei vignaioli omicidi) giunga impenitente al momento del Giudizio Finale.<\/p>\n<p>Scrive dunque san Paolo nella <em>Lettera ai Romani<\/em> (25-32):<\/p>\n<p><em>25\u00a0Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinch\u00e9 non siate presuntuosi: un indurimento si \u00e8 prodotto in una parte d&#8217;Israele, finch\u00e9 non sia entrata la totalit\u00e0 degli stranieri;\u00a026\u00a0e tutto Israele sar\u00e0 salvato, cos\u00ec come \u00e8 scritto:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl liberatore verr\u00e0 da Sion.<\/em><\/p>\n<p><em>27\u00a0Egli allontaner\u00e0 da Giacobbe l&#8217;empiet\u00e0;<\/em><\/p>\n<p><em>e questo sar\u00e0 il mio patto con loro,<\/em><\/p>\n<p><em>quando toglier\u00f2 via i loro peccati\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>28\u00a0Per quanto concerne il vangelo, essi sono nemici per causa vostra; ma per quanto concerne l&#8217;elezione, sono amati a causa dei loro padri;\u00a029\u00a0perch\u00e9 i doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili.\u00a030<strong>\u00a0<\/strong>Come in passato voi siete stati disubbidienti a Dio, e ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza,\u00a031\u00a0cos\u00ec anch&#8217;essi sono stati ora disubbidienti, affinch\u00e9, per la misericordia a voi usata, ottengano anch&#8217;essi misericordia.\u00a032\u00a0Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti.<\/em><\/p>\n<p>Ma il popolo d&#8217;Israele non si \u00e8 ancora convertito; pertanto, ammesso e non concesso che l&#8217;Anticristo si sia gi\u00e0 manifestato (e ciascuno \u00e8 libero d&#8217;individuarlo in questo o quella figura della realt\u00e0 contemporanea), manca pur sempre un elemento decisivo affinch\u00e9 siano compiuti gli ultimi tempi.<\/p>\n<p>Conclusione: la fine del mondo non \u00e8 imminente; la storia umana non \u00e8 giunta al capolinea.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che, secondo tutti gli indizi, stia arrivando alle battute finali.<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 sapere se la conversione d&#8217;Israele sar\u00e0 cosa lunga o breve; di certo, non se ne vede ancora il bench\u00e9 minimo segnale.<\/p>\n<p>Tutto quel che si pu\u00f2 fare, dal punto di vista cristiano, \u00e8 aspettare quell&#8217;ora senza turbamento, pregando e vegliando, perch\u00e9 il giorno del Signore verr\u00e0 come un ladro nella notte.<\/p>\n<p>Scrive ancora san Paolo nella <em>Prima lettera ai Tessalonicesi<\/em> (5,1-11):<\/p>\n<p><em>^1^Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva;\u00a0^2^infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, cos\u00ec verr\u00e0 il giorno del Signore.\u00a0^3^E quando si dir\u00e0: \u00abPace e sicurezza\u00bb, allora d&#8217;improvviso li colpir\u00e0 la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamper\u00e0.\u00a0^4^Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cos\u00ec che quel giorno possa sorprendervi come un ladro:\u00a0^5^voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, n\u00e9 delle tenebre.\u00a0^6^Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobri.<\/em><\/p>\n<p><em>^7^Quelli che dormono, infatti, dormono di notte; e quelli che si ubriacano, sono ubriachi di notte.\u00a0^8^Noi invece, che siamo del giorno, dobbiamo essere sobri, rivestiti con la corazza della fede e della carit\u00e0 e avendo come elmo la speranza della salvezza.\u00a0^9^Poich\u00e9 Dio non ci ha destinati alla sua collera ma all&#8217;acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Ges\u00f9 Cristo,\u00a0^10^il quale \u00e8 morto per noi, perch\u00e9, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.\u00a0^11^Perci\u00f2 confortatevi a vicenda edificandovi gli uni gli altri, come gi\u00e0 fate.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo vivendo in tempi oggettivamente angosciosi e talmente sconcertanti che molti sono portati a identificarli con gli ultimi tempi descritti nel Libro dell&#8217;Apocalisse. 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