{"id":28114,"date":"2017-08-08T12:32:00","date_gmt":"2017-08-08T12:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/08\/qual-e-lidea-forza-della-nostra-civilta\/"},"modified":"2017-08-08T12:32:00","modified_gmt":"2017-08-08T12:32:00","slug":"qual-e-lidea-forza-della-nostra-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/08\/qual-e-lidea-forza-della-nostra-civilta\/","title":{"rendered":"Qual \u00e8 l&#8217;idea-forza della nostra civilt\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Una civilt\u00e0, per sussistere, deve avere una idea-forza: un mito, se si vuole; capace, comunque, di incarnare una grande idea spirituale, perch\u00e9 con le cose materiali si pu\u00f2 mandare avanti una fabbrica o una caserma (la seconda gi\u00e0 assai meno della prima), e per un tempo molto limitato, ma per mandare avanti una civilt\u00e0, per infonderle vigore e giovinezza, perch\u00e9 i suoi figli possano guardare alla vita con fierezza e serenit\u00e0, \u00e8 necessaria la forza dello spirito.<\/p>\n<p>Se consideriamo le varie civilt\u00e0 che si sono succedute nel corso della storia umana, sempre riscontriamo in ciascuna di esse la presenza d&#8217;un tale mito, d&#8217;una tale idea-forza; e quanto pi\u00f9 l&#8217;idea forza \u00e8 stata grande, nel senso di universale e nel senso di saper scendere nelle pieghe pi\u00f9 profonde dell&#8217;animo umano, tanto pi\u00f9 quella civilt\u00e0 \u00e8 stata in grado di sfidare tutte le avversit\u00e0 e di prolungare la sua esistenza nel corso dei secoli, perfino dei millenni. Sono le cose che volano basso, a durare poco: e non \u00e8 detto che un alto grado di benessere materiale o di sviluppo tecnologico valgano a prolungare la vita di una civilt\u00e0, se l&#8217;idea-forza su cui si regge \u00e8 debole, o se si \u00e8 fatalmente indebolita. Dall&#8217;idea-forza, infatti, trarre alimento l&#8217;energia morale che spinge i suoi membri a credere, sperare e lottare, e non solo per sopravvivere e per assicurare la sopravvivenza della propria famiglia, ma per condividere con i loro simili il senso del destino che li accomuna, e per cercare in s\u00e9 le risorse per non piegare le ginocchia davanti alle forze ostili &#8212; terremoti, pestilenze, guerre disastrose, perfino cambiamento climatici &#8212; e per rispondere ai colpi con un&#8217;impennata di orgoglio, con un atto di fede nel domani. L&#8217;idea-forza, pertanto, ha, in se stessa, una valenza religiosa, quando non \u00e8, in tutto e per tutto, una idea religiosa: nessuna civilt\u00e0 materialista \u00e8 in grado di elaborare una vera idea-forza, e la storia moderna ne d\u00e0 ampia dimostrazione. Progresso, Ragione, Sviluppo, Diritti, Benessere: nessuna di queste idee \u00e8 mai riuscita a diventare una idea-forza; nessuna \u00e8 mai stata capace di mobilitare tutte le risorse di un popolo, o di un gruppo di popoli, in maniera da creare una sinergia fra i cittadini, e non un conflitto perenne e disordinato di ciascuno contro tutti gli altri.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 dalla quale proveniamo, e in cui affondano le nostre radici, \u00e8 la civilt\u00e0 cristiana, che, per ragioni cronologiche e pratiche, possiamo anche chiamare, senz&#8217;altro, civilt\u00e0 medievale; anche se la parola stessa &quot;medioevo&quot;, inventata da coloro che non l&#8217;avevano capita e che la volevamo sminuire, si presta male a rendere l&#8217;idea della pienezza spirituale che essa \u00e8 stata in grado di sviluppare in milioni di persone in tutto il nostro continente, e per un tempo tanto lungo. A sua volta, la civilt\u00e0 cristiana ha potuto avvalersi delle solide basi culturali, giuridiche, morali, sviluppate dalla civilt\u00e0 precedente, quella greco-romana, beninteso dopo averla depurata di quanto era con essa incompatibile, come un certo gusto per la crudelt\u00e0 e l&#8217;assoluto disprezzo per la vita umana, e aver incanalato parte delle sue energie verso fini con essa compatibili. Subito dopo, essa dovette affrontare la sfida pi\u00f9 grande di tutte; doppia sfida, anzi: sul piano religioso, il dilagare dell&#8217;eresia, e specialmente dell&#8217;eresia ariana, che, se vittoriosa, avrebbe radicalmente stravolto il senso stesso del cristianesimo (per non parlare dei rapporto fra Chiesa e autorit\u00e0 statale); e la migrazione dei popoli germanici, poi di quelli slavi e infine turco-mongoli, che distrusse l&#8217;Impero di Occidente e, mille anni dopo, anche quello d&#8217;Oriente, ma che essa riusc\u00ec o a convertire ed assimilare, trasformandoli in validi difensori, o a respingere, tenendoli a bada per mezzo di lotte secolari, ma, pi\u00f9 ancora, di una continua e feconda mobilitazione spirituale. In fondo, sapere che alle porte dell&#8217;Europa, anzi, a un certo punto, proprio nel cuore dell&#8217;Europa, era presente e sempre pronta a scattare la minaccia del turco musulmano, ha indotto gli europei ad approfondire la coscienza di s\u00e9, della propria identit\u00e0, dei propri valori, e a cercare conforto e speranza in un rinnovato atto di fede nella religione dei loro padri. Questo ha fatto grande l&#8217;Europa e questo le ha dato la capacit\u00e0 di sopravvivere, parando e neutralizzando tutte le minacce. Le vittorie difensive di Lepanto e Vienna non sarebbero state possibili senza questo vivo clima spirituale, com&#8217;era accaduto nove secoli prima, sui campi di Poitiers e davanti alle mura di Costantinopoli.<\/p>\n<p>Ha scritto, con acume, il saggista francese Charles Dufay nel suo libro <em>L&#8217;eredit\u00e0 di Roma<\/em> (che fa parte dell&#8217;ampia opera in diciotto volumi <em>Storia moderna di Roma antica<\/em>, Ginevra, Edizioni Ferni, 1974, pp. 236-238):<\/p>\n<p><em>[&#8230;] se Roma non \u00e8 morta, se essa si \u00e8 potuta conservare, \u00e8 solo perch\u00e9 si \u00e8 trasformata, \u00e8 solo perch\u00e9 \u00e8 stata capace di continuare su di un nuovo pianola sua vicenda.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa continuit\u00e0 di Roma, dell&#8217;IDEA di Roma, \u00e8 del resto il fattore principale che spiega la nascita dell&#8217;Europa moderna attraverso i molteplici grovigli di fatti che costituiscono il Medioevo..<\/em><\/p>\n<p><em>Da questo punto di vista, allora, Scipione non ebbe ragione del tutto, perch\u00e9 se Alarico e Genserico e altri ancora poterono effettivamente contemplare la citt\u00e0 eterna ai loro piedi, sconfitta, distrutta, umiliata, nessuno ne pot\u00e9 spegnere lo spirito. Tutto ci\u00f2 che segu\u00ec al grande tonfo dell&#8217;impero d&#8217;Occidente non fu un&#8217;azione accanita per cancellare il passato e per fare altrimenti di ci\u00f2 che Roma aveva fatto; anzi, al contrario, fu un continuo darsi da fare per raccogliere, e far propria, e rivendicare, contro tutto e contro tutti, e cio\u00e8 contro coloro che si sforzavano di fare altrettanto, la grande EREDIT\u00c0 DI ROMA.<\/em><\/p>\n<p><em>Su tale eredit\u00e0, sull&#8217;idea di Roma, come ha scritto Eugenio Dupr\u00e9 Theseider, puntarono in molti: &quot;tanto il papato e l&#8217;Impero quanto il popolo romano, salvo che ogni volta il significato di essa veniva accomodato alle peculiari esigenze di chi se ne valeva. \u00c8 cos\u00ec che Roma, Papato e Impero formano nel Medioevo una sorta di trinomio, un sistema politico-ideale soggetto a variazioni di tensione interna del pi\u00f9 alto interesse, in rapporto ad avvenimenti che trascendono, da un lato, l&#8217;ambito ristretto delle mura e delle colline di Roma, ma dall&#8217;altro vi confluiscono come in un punto focale, vi si intrecciano, vi trovano una temporanea soluzione o gli inizi di nuovi sviluppi&quot; (Eugenio Dupr\u00e9 Theseider [Rieti, 22 marzo 1898-Le Foci, isola d&#8217;Elba, 21 settembre 1975, storico italiano], &quot;L&#8217;idea imperiale di Roma nella tradizione del Medioevo&quot;, Milano, 1942, p. 17).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 di tale eredit\u00e0 che si tratta, in fondo, nella contesa fra i Longobardi di Desiderio e i Franchi di Carlo Magno; \u00e8 di tale eredit\u00e0 che, contro papi non meno battaglieri, rivendicano il possesso gli Ottoni della casa di Sassonia, gli Enrichi della casa di Franconia, i Federichi della casa di Svevia e di Lussemburgo; \u00e8 ancora tale eredit\u00e0 che \u00e8 in gioco nella contesa dei comuni contro l&#8217;impero. Infine: \u00e8 ancora tale eredit\u00e0, e nel modo pi\u00f9 stringente e legittimo, che viene difesa, protetta, potenziata a Costantinopoli, l\u00e0 dove Roma e il suo impero non cessarono n\u00e9 nel 476 n\u00e9 ne per molti e molti secoli ancora.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;idea di Roma, la sua eredit\u00e0 spirituale, \u00e8 dunque, come dice ancora il Dupr\u00e9 Theseider, un grande mito, un&#8217;IDEA-FORZA. Anzi: essa \u00e8 l&#8217;idea-forza di tutto il Medioevo.<\/em><\/p>\n<p><em>N\u00e9 col Medioevo essa si esaurisce del tutto, poich\u00e9 continuer\u00e0 ad ispirare ogni impero moderno che abbia la pretesa di conseguire valore e significato universali, e cio\u00e8 legittimit\u00e0 morale, spirituale, civile, giuridica. Si pensi agli ideali dell&#8217;impero spagnolo di Carlo V o a quelli che ressero, sino addirittura al 1848, se non al 1918, l&#8217;impero asburgico; per non parlare dei sogni napoleonici e della Francia rivoluzionaria. In ognuno di questi episodi Roma, in un modo o in un altro, come repubblica o come impero, fu presente; ad essa ancora e sempre ci si richiama, come al modello del potere legittimo e buono.<\/em><\/p>\n<p><em>Il che significa, a nostro avviso, una cosa: che l&#8217;idea dello Stato, inteso come unione civile di tutti gli uomini fondata sulle leggi piuttosto che sulla forza, dello Stato come &quot;civica universalis&quot; eterna, senza preclusioni di razza o di stirpe, di tempo o di spazio, di fattori o di circostanze, \u00e8 una creazione del genio latino. Qualcosa che prima di Roma il mondo non conobbe e non vide e che dopo Roma difficilmente potr\u00e0 dimenticare.<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0 da queste condivisibili osservazioni si comprende quanto ottusa e preconcetta sia stata la radicale incomprensione della civilt\u00e0 cristiana da parte degli storici illuministi, Edward Gibbon in tesa; il quale, nella sua monumentale <em>Storia della decadenza e caduta dell&#8217;Impero Romano<\/em>, concludeva con la storica frase: <em>Ho descritto il trionfo della barbarie e della religione<\/em>. E non aveva capito, dopo aver studiato il problema per tutta la vita e aver scritto migliaia e migliaia di pagine, che la barbarie e la religione, ossia i Germani invasori, da un lato, e i cristiani che rifiutarono gli dei della tradizione, dall&#8217;altro, non distrussero l&#8217;impero di Roma se non per rifondarlo su basi nuove. La verit\u00e0 \u00e8 che il cristianesimo e il germanesimo sono state le due forze che hanno assicurato a Roma, fatto unico nella storia mondiale, una seconda vita, ancor pi\u00f9 longeva e gloriosa della prima, che gi\u00e0 era stata eccezionale: qualcosa come millecinquecento anni di rinnovata civilt\u00e0, di rinnovato slancio spirituale, che permisero agli europei di vivere con un senso di identit\u00e0, di appartenenza, di orgoglio per se stessi, per ci\u00f2 che erano e per ci\u00f2 da cui provenivano; mentre gli europei moderni non hanno pi\u00f9 fierezza, n\u00e9 orgoglio, n\u00e9 consapevolezza di s\u00e9, n\u00e9 identit\u00e0, n\u00e9 radici, nulla insomma di ci\u00f2 che forma una civilt\u00e0 propriamente detta.<\/p>\n<p>Sorge perci\u00f2, inevitabile, la domanda: qual \u00e8 l&#8217;idea-forza sulla quale si regge la <em>nostra<\/em> civilt\u00e0, ossia la civilt\u00e0 <em>moderna<\/em>? La civilt\u00e0 moderna nasce da un atto di consapevole ribellione contro la civilt\u00e0 cristiana: le sue basi sono state gettate dai grandi banchieri del XVI secolo, dagli scienziati del XVII e dai filosofi del XVIII. I Fugger, Galilei e Voltaire ne sono i padri fondatori; tutto quel che \u00e8 venuto dopo, il liberalismo, la Rivoluzione francese, la Rivoluzione industriale, la democrazia, il comunismo, il radicalismo, e soprattutto la massoneria, non \u00e8 stato che lo sviluppo, sempre pi\u00f9 coerente, sempre pi\u00f9 implacabile, di quelle premesse. Ora essa si configura come una sorta di totalitarismo democratico, dominato dalla finanza speculativa e proteso alla ricerca di un dominio sempre pi\u00f9 sofisticato sulle cose, mediante la tecnologia informatica, che rischia di essere, per\u00f2, anche la causa principale dell&#8217;incretinimento delle persone e del corto circuito che ha portato al crollo della natalit\u00e0 e alla crisi generale di tutti i valori, con il conseguente affievolimento degli orizzonti di speranza e di fiducia nel domani. Il cittadino moderno \u00e8 un individuo tipicamente isolato, tipicamente narcisista, ultra-individualista, viziato dalla tecnica, ma ansioso, insicuro, nevritico, perennemente scontento e perennemente proteso alla rivendicazione di sempre nuovi diritti, compreso quello di cambiare sesso, di farsi chiamare uomo o donna a suo talento e di poter usufruire della <em>toilette<\/em> per maschi o per femmine, secondo il suo insindacabile giudizio personale; e questo dopo aver ottenuto il diritto di lasciare la propria famiglia quando vuole, e di sopprimere un figlio in arrivo in tutta libert\u00e0, e a spese della sanit\u00e0 pubblica. Sarebbe pi\u00f9 esatto, quindi, non parlare di civilt\u00e0 mod\u00e8rna, ma di <em>contro-civilt\u00e0<\/em>: perch\u00e9 essa, per la prima volta nella storia, \u00e8 nata da una rivolta contro la civilt\u00e0 e pratica una sistematica contro-educazione dei suoi membri, quasi una emblematica contro-iniziazione, fatta d&#8217;ignoranza delle proprie radici, di disprezzo della propria tradizione e di rifiuto di tutti i valori consolidati, che li rende sempre pi\u00f9 inadatti al vivere sociale e sempre pi\u00f9 fragili e spaventati anche come singole persone.<\/p>\n<p>E qui arriviamo al cuore del discorso. La civilt\u00e0 cristiana ha letteralmente creato il concetto di <em>persona<\/em>, che prima non esisteva. Prima, era lecito vendere, comprare, stuprare, torturare, uccidere e dare in pasto alle belve (anche per semplice divertimento) degli esseri umani, perch\u00e9 non esisteva il concetto di persona, e il valore di un essere umano dipendeva dalla stirpe, dalla classe, dalla condizione economica e sociale; per cui lo schiavo, ad esempio, non era neppure considerato un uomo nel pieno senso della parola. Grazie al concetto di persona, legata al Dio personale, mediante un rapporto personale, il cristianesimo ha fatto fare all&#8217;umanit\u00e0 un immenso progresso spirituale e l&#8217;ha messa in grado di costruire una civilt\u00e0 duratura. Poi, per\u00f2, i fondatori della civilt\u00e0 moderna hanno ripreso il concetto di persona, ma staccandolo dalla relazione con Dio, sicch\u00e9 ne hanno reciso anche la relazione fraterna con gli altri esseri umani; e la persona, cos\u00ec mutilata, \u00e8 divenuta una scheggia impazzita, assetata di dominio, sia sui propri simili che sugli altri esseri viventi e sulle cose; un idolo auto-innalzatosi, e smanioso d&#8217;imporsi su tutto e su tutti, di farsi regola dell&#8217;universo intero; ma, al tempo stesso, cos\u00ec spaventato della propria finitezza, che trema al solo sentir nominare la parola <em>morte<\/em>. La civilt\u00e0 moderna si regge sul delirio edonista e narcisista di un piacere illimitato: frigoriferi pieni, prolungata giovinezza e sesso a volont\u00e0 sono i suoi massimi traguardi. In realt\u00e0, si tratta di fumo negli occhi delle moltitudini, secondo un preciso disegno di pochissimi, i quali, nell&#8217;ombra, muovono il teatrino del mondo. Siamo giunti, cos\u00ec, al bivio: o tornare a Dio, o perire&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una civilt\u00e0, per sussistere, deve avere una idea-forza: un mito, se si vuole; capace, comunque, di incarnare una grande idea spirituale, perch\u00e9 con le cose materiali<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[110,234,267],"class_list":["post-28114","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-civilta","tag-roma","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28114"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28114\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}