{"id":28086,"date":"2016-10-30T11:06:00","date_gmt":"2016-10-30T11:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/30\/prove-di-guerra-civile\/"},"modified":"2016-10-30T11:06:00","modified_gmt":"2016-10-30T11:06:00","slug":"prove-di-guerra-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/30\/prove-di-guerra-civile\/","title":{"rendered":"Prove di guerra civile"},"content":{"rendered":"<p>Stanno scherzando col fuoco, e c&#8217;\u00e8 il serio pericolo che, un giorno l&#8217;altro, scoppi un incendio incontrollabile. \u00c8 questo che vogliono? E perch\u00e9?<\/p>\n<p>Dei nostri uomini politici sapevamo che sono, mediamente parlando, sia incompetenti che corrotti: una miscela esplosiva. Da alcuni anni a questa parte appare sempre pi\u00f9 evidente che sono anche al servizio di un disegno che non conosciamo, che possiamo solo intuire &#8212; e quel che se ne capisce \u00e8 tutt&#8217;altro che bello. Un disegno che passa sopra le nostre teste e che non tiene minimamente conto di quel che pensiamo e desideriamo noi. Non solo: un disegno che va decisamente <em>contro<\/em> l&#8217;interesse della nostra nazione, <em>contro<\/em> l&#8217;interesse del popolo italiano.<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che un disegno del tutto analogo s&#8217;intravede anche da parte degli altri governi dell&#8217;Unione europea: i nostri politici ci aggiungono quel tanto di cialtroneria che appartiene alla loro tradizione, ma si muovono comunque entro dei binari gi\u00e0 stabiliti da qualcun altro, proprio come fanno i loro colleghi francesi, tedeschi, eccetera: comprimari o burattini di un pirandelliano gioco delle parti, di cui si intuisce una cosa sola, l&#8217;obiettivi finale: la distruzione della civilt\u00e0 europea, la rimozione totale delle sue radici cristiane e la sostituzione dei suoi popoli con una popolazione affatto nuova, mista, africana e mediorientale, di religione islamica.<\/p>\n<p>La Chiesa cattolica, strano ma vero, collabora attivamente e volonterosamente &#8212; potremmo anzi dire: entusiasticamente &#8211; a questo progetto suicida, a questa eutanasia della civilt\u00e0 cristiana dell&#8217;Europa; anche in questo non \u00e8 chiarissimo perch\u00e9 lo facciano e cosa pensino di guadagnarci. Certo, in entrambi i casi &#8211; la Chiesa e lo Stato &#8212; ci sono dei grossi interessi economici in ballo; ci sono banche, e specialmente cooperative, che hanno il loro tornaconto; e in entrambi i casi c&#8217;\u00e8 un calcolo &quot;politico&quot;: voti dei nuovi cittadini per i partiti della sinistra, e investimento a lungo termine per una polizza sul futuro dei cristiani &#8212; perch\u00e9 la loro agonia sia dolce e possibilmente pietosa. Il pontificato di Francesco, in particolare, ha posto il <em>dovere<\/em> dell&#8217;accoglienza ai cosiddetti profughi (che tali non sono, al 95%) tra le priorit\u00e0 assolute del buon cristiano <em>politically correct<\/em>; mai avanzare il minimo dubbio, mai azzardare, non diciamo una critica, ma anche solo una lievissima perplessit\u00e0 in proposito.<\/p>\n<p>La gente, per\u00f2, \u00e8 stanca. Sono anni, anzi, decenni, che vede le nostre coste e le nostre isole prese d&#8217;assalto da folle strabocchevoli di migranti\/invasori: quasi sempre giovani e forti; quasi sempre provenienti da Paesi in cui non c&#8217;\u00e8 guerra, n\u00e9 carestia; quasi sempre di religione islamica e di tendenza fondamentalista: al punto da gettare a mare i loro pochi compagni di avventura di religione cristiana, o da discriminarli e costringerli a nutrirsi dei rifiuti, nei centri di accoglienza e smistamento: un piccolo assaggio di quella che sar\u00e0 la loro politica futura, quando saranno abbastanza forti e numerosi da gettare la maschera dei profughi e da assumere apertamente il volto dei conquistatori.<\/p>\n<p>La gente, la nostra gente, non ne pu\u00f2 pi\u00f9. \u00c8 stanca di vedere questi baldi giovanotti che se ne stanno senza far niente tutto il giorno, per almeno un paio d&#8217;anni, mantenuti da noi, magari in un albergo a tre o quattro stelle, con tanto di telefonini e uso gratuito di internet, spesati di tutto, fumando sigarette fornite da noi, e, non di rado, arrotondando le entrate con il piccolo spaccio di droga nei giardinetti pubblici, o con i furti e le rapine nelle case, o infastidendo le ragazze. Intanto i nostri pensionati devono arrabattarsi da soli; i nostri disoccupati non hanno un piatto di minestra da mangiare se non, per carit\u00e0, dai frati; i nostri giovani non hanno un futuro, se non andandosene all&#8217;estero. \u00c8 stato calcolato che, negli ultimi dieci anni, quasi un milione d&#8217;italiani hanno preso la residenza all&#8217;estero: in parte sono laureati che hanno trovato una professione qualificata, in parte sono anziani che non vogliono vivere nella miseria i loro ultimi anni e hanno scoperto che ai Caraibi si pu\u00f2 vivere da ricchi anche con ottocento euro di pensione.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la spirale suicida \u00e8 completa: per ogni italiano che se ne va, esportando le sue competenze e la sua iniziativa, c&#8217;\u00e8 un maghrebino o un nigeriano o un afghano che entra nel nostro Paese, in modo perfettamente illegale, ma garantito in tutto e per tutto, sanit\u00e0 compresa. Pu\u00f2 fare quel che vuole: violare il codice della strada, fare a pezzi le multe, commettere piccoli furti, spacciare droga: non pagher\u00e0 nulla, perch\u00e9 risulta nullatenente. Potr\u00e0 fare ricorso, se la sua domanda di rifugiato non verr\u00e0 accolta, prolungando di parecchi altri mesi la sua residenza illegale, sempre a spese nostre. Pu\u00f2 ridere in faccia alle forze dell&#8217;ordine che gli notificano il decreto di espulsione, perch\u00e9 sa come rendersi uccel di bosco o come ritornare, alla prossima occasione. I confini non esistono pi\u00f9; la nostra Marina militare pare che serva solo per andare a prendere i migranti sulle coste della Libia e fare servizio taxi. Oppure c&#8217;\u00e8 il confine del Friuli Venezia Giulia, che \u00e8 tutto un colabrodo: ma non occorre nemmeno farsi una faticosa marcia attraverso boschi e montagne, basta entrare con un pullman gran turismo e poi, una volta giunti bene addentro, invocare lo status di rifugiati. O sparire dalla circolazione e vivere da perfetti clandestini: salvo venir fuori se si ha bisogno del pronto soccorso. I nostri ospedali non negano le cure a nessuno. Basta declinare generalit\u00e0 false, o sparire al momento opportuno.<\/p>\n<p>Si parla di &quot;emergenza immigrati&quot;, ma tutti sanno che non \u00e8 affatto un&#8217;emergenza: prosegue ininterrotta, mese dopo mese, giorno dopo giorno, da pi\u00f9 di una ventina d&#8217;anni; dai primi anni &#8217;90 del secolo scorso, quando crollarono i regimi comunisti e migliaia di albanesi si rovesciarono sulle coste della Puglia; e, da allora, la marea non si \u00e8 pi\u00f9 fermata, anzi \u00e8 crescita a dismisura e porta ormai milioni di persone da ogni parte dell&#8217;Africa e dell&#8217;Asia. Pagano il viaggio &#8212; costosissimo &#8212; la monarchia saudita, cio\u00e8 la pi\u00f9 retriva e fondamentalista che esista al mondo, e gli sceicchi del petrolio: cos\u00ec come pagano le moschee, i &quot;centri di cultura islamica&quot; e tutto il resto. \u00c8 un progetto pianificato; per\u00f2 i nostri media continuano a raccontarci che questa povera gente \u00e8 formata da &quot;disperati&quot; che &quot;fuggono da guerra e fame&quot;. Anche se non \u00e8 vero niente. Ma guai a dirlo: si passa per razzisti, per insensibili, per cinici, o peggio, per dei neonazisti. E guai se lo dice, se lo accenna un prete: il suo vescovo gli tirer\u00e0 immediatamente le orecchie. L&#8217;ordine \u00e8: <em>venite avanti tutti, c&#8217;\u00e8 posto per tutti; \u00e8 nostro dovere accogliervi, spargete la voce che siamo buoni e ospitali<\/em>. Inutile dire che questo buonismo \u00e8 solo incoscienza, e che questo altruismo non \u00e8 amore del prossimo, ma amore &#8212; tutto ideologico &#8211; delle proprie convinzioni umanitarie: cio\u00e8 amore di se stessi. Costoro non amano gli africani &#8212; sanno benissimo che non \u00e8 svuotando l&#8217;Africa e travasandola in Europa che si risolve il problema della povert\u00e0 nel mondo &#8212; ma, in compenso, amano moltissimo se stessi, e fremono dalla smania di <em>apparire<\/em> e di <em>sentirsi<\/em> ospitali, accoglienti, generosi.<\/p>\n<p>Dal momento che l&#8217;invasione dell&#8217;Europa &#8212; e, sull&#8217;altro versante dell&#8217;Atlantico, quella degli Stati Uniti &#8212; \u00e8 pianificata e stabilita nei centri occulti del massimo potere finanziario, da quelle stesse banche, la Lehman Brothers e la Goldman Sachs, per esempio, che gi\u00e0 ci hanno regalato la micidiale crisi mondiale del 2008, con le loro banditesche manovre speculative, \u00e8 chiaro che ben poco possono fare i governi per opporsi. La cosa stupefacente \u00e8 che non tentano di fare neanche quel poco; anzi, che non si prendono neppure il disturbo di far finta di opporsi. Nossignori: si lanciano a spron battuto e lancia in resta in favore dell&#8217;immigrazionismo, presentato &#8212; come lo \u00e8, su di un altro versante, l&#8217;omosessualismo &#8212; alla stregua di un diritto irrinunciabile della persona umana. E pazienza se sono milioni e milioni di persone. \u00c8 la vittoria totale del giusnaturalismo del XVII secolo, a quattro secoli di distanza: meglio tardi che mai. <em>Tutti hanno diritto a tutto, e subito<\/em>: quello di stabilirsi in casa d&#8217;altri, senza neanche chiedere il permesso, anzi, pretendendo di farsi assistere e mantenere gratis (e se la pastasciutta non piace, di sbatterla a terra); quello di sposarsi felicemente, in municipio e anche in chiesa, uomo con uomo e donna con donna, e di avere dei bambini, naturalmente: altrimenti, che matrimonio sarebbe? Ci\u00f2 che hanno in comune questi due fenomeni \u00e8 la meta finale: la distruzione della nostra civilt\u00e0, la cancellazione di ogni tradizione e di ogni segno d&#8217;identit\u00e0. Come se la passeranno, poi, queste coppie omosessuali, nella Europa islamica prossima ventura, quando si sa benissimo che fine \u00e8 riservata agli omosessuali nei Paesi islamici, \u00e8 cosa che riguarda loro. Avranno fatto i loro calcoli: se li han fatti male, tanto peggio. Ma guai a dirglielo ora: si viene fischiati, insultati, diffamati, querelati. Come da copione.<\/p>\n<p>La corda, per\u00f2, non pu\u00f2 essere tesa oltre il punto di rottura: e il punto di rottura \u00e8 vicino, vicinissimo. I nostri politici hanno avuto pi\u00f9 di vent&#8217;anni per fare qualcosa: ma erano troppo occupati a legiferare sui matrimoni omosessuali, per occuparsi di banalit\u00e0 come una procedura di espulsione rapida per i clandestini che si macchiano di reati comuni, magari mentre stanno beatamente aspettando &#8212; sempre a spese nostre &#8212; di ottenere lo status di rifugiati internazionali. O di varare una legge che stabilisca un termine ragionevole per l&#8217;accoglimento o il respingimento delle domande di asilo. E allora avanti cos\u00ec: tempo medio della durata di una pratica, due anni. Durante i quali lo Stato si guarda bene dal domandare a tutti questi baldi giovanotti anche solo di spazzare via le foglie cadute sui viali cittadini. Eh, via: non siamo mica dei negrieri; i tempi della schiavit\u00f9 sono finiti; ci mancherebbe solo che qualcuno scrivesse una nuova versione della <em>Capanna dello zio Tom<\/em> e si sognasse di ambientarla in Italia. Per\u00f2 la corda \u00e8 tesa, troppo tesa: ormai c&#8217;\u00e8 il rischio che si spezzi da un giorno all&#8217;altro, da un momento all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Da alcuni piccoli paesi &#8211; dei quali mai lo Stato si \u00e8 ricordato, nemmeno quando erano paesi di emigranti, fino a mezzo secolo fa; nemmeno quando le piene del Po li spazzavano come il biblico diluvio &#8211; \u00e8 partito il segnale della protesta; domani, della rivolta. I prefetti continuano a piazzare gli ospiti indesiderati dove vogliono e dove possono, cos\u00ec, magari a casaccio: ottanta africani in un paese di duemila anime, di cui un quinto ospiti della casa di riposo. Altre volte, la proporzione \u00e8 ancora pi\u00f9 pazzesca: cinquanta sedicenti profughi in un borgo di quaranta anime. I prefetti fanno il loro dovere: hanno ordine di piazzarne tanti, e tanti ne piazzano. Se non ci sono le strutture, si requisiscono gli alberghi, come ai tempi del comunismo di guerra in Unione Sovietica. E se non ci sono alberghi da requisire o vecchie caserme da riadattare, si tirano su i tendoni, i capanni, i prefabbricati. La vita, per gl&#8217;italiani residenti in quelle localit\u00e0, diverr\u00e0 difficile, forse impossibile: ma a chi importa? Non al prefetto, che ha fatto solo il suo dovere; e nemmeno al vescovo, che seguita a predicare il <em>dovere<\/em> dell&#8217;accoglienza, come un disco rotto. N\u00e9 i furti, n\u00e9 le rapine, n\u00e9 la droga o la prostituzione, e neppure gli stupri e le violenze, serviranno a far cambiare idea a qualcuno. Va bene cos\u00ec: <em>in alto loco<\/em> si \u00e8 deciso, una volta per tutte, che i nuovi arrivati sono innocenti e bisognosi, mentre chi non li vuole accogliere \u00e8 brutto e cattivo. Anche se si tratta di anziani pensionati che hanno sgobbato una vita intera per godersi in pace la vecchiaia, e ora sono precipitati in una situazione intollerabile a causa dei loro inattesi vicini di casa.<\/p>\n<p>Eppure, stiamo facendo le prove generali di una guerra civile. La parola pu\u00f2 spaventare, ma non \u00e8 esagerata: non \u00e8 da irresponsabili adoperarla; al contrario, sarebbe da irresponsabili far finta che il problema non ci sia, girando la testa dall&#8217;altra parte. La verit\u00e0 \u00e8 che stiamo andando verso il punto di non ritorno. Anche se tutti i media, tutta l&#8217;informazione, tutte le televisioni, sono complici della congiura del silenzio. Come \u00e8 accaduto in Francia, dove i delinquenti immigrati bruciano vivi due poliziotti e l&#8217;intero corpo della Polizia scende in strada a protestare: ma, per i media, non \u00e8 successo nulla. Non se ne parla, e il problema \u00e8 risolto. Esistono solo le cose di cui parla la tiv\u00f9. Infatti, in Italia e nel resto d&#8217;Europa, nessuno sapeva nulla. Nessuno sapeva che la Polizia francese aveva installato una telecamera di sorveglianza in un quartiere ad alta concentrazione maghrebina nella cintura sud di Parigi, e che, per proteggerla dai residenti, pattuglie di poliziotti solevano recarsi a controllarla. In un quartiere pieno di spacciatori, di delinquenti, di possibili cellule terroristiche. Un giorno una folla di immigrati ha preso d&#8217;assalto i poliziotti e ha gettato una bottiglia Molotov dentro una delle loro auto: risultato, due poliziotti ustionati in modo gravissimo. Ma le tiv\u00f9 di Francia e d&#8217;Europa hanno evitato di dare la notizia, nei limiti del possibile. Meglio parlare delle meraviglie della societ\u00e0 multietnica e multiculturale.<\/p>\n<p>Stiamo andando a grandi passi verso la guerra civile. I popoli dell&#8217;Europa incominciano ad aprire gli occhi e a valutare il pericolo: di essere sommersi, di essere spazzati via, di essere cancellati dalla faccia della terra. Nel giro di pochissime generazioni, se non altro dal peso demografico dei nuovi arrivati. Di assistere alla probabile sottomissione dei loro figli e nipoti e alla morte della speranza in un qualsiasi futuro per la nostra civilt\u00e0. Compici o traditori, gli uomini politici hanno deciso di schierarsi dall&#8217;altra parte: quella dei migranti\/invasori e contro i propri cittadini. Si assumono, cos\u00ec, una responsabilit\u00e0 gravissima: quella di esasperare la gente, spingendola a compiere atti estremi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stanno scherzando col fuoco, e c&#8217;\u00e8 il serio pericolo che, un giorno l&#8217;altro, scoppi un incendio incontrollabile. \u00c8 questo che vogliono? E perch\u00e9? 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