{"id":28080,"date":"2017-09-06T07:41:00","date_gmt":"2017-09-06T07:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/06\/proteggersi-dal-fiato-velenoso-della-modernita\/"},"modified":"2017-09-06T07:41:00","modified_gmt":"2017-09-06T07:41:00","slug":"proteggersi-dal-fiato-velenoso-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/06\/proteggersi-dal-fiato-velenoso-della-modernita\/","title":{"rendered":"Proteggersi dal fiato velenoso della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una virt\u00f9 che abbiamo disimparato e dimenticato, con grave danno per noi, e pi\u00f9 ancora per i nostri figli: quella della prudenza. Non abbiamo capito, e non abbiamo saputo insegnare, che occorre stare in guardia contro il male; che non ci si pu\u00f2 fidare, a cuor leggero, di tutto e di tutti, n\u00e9 sperimentare qualsiasi cosa; che il male esiste, e fingere di non vederlo \u00e8 follia; e che esiste anche il bene, ed \u00e8 verso di esso che bisogna rivolgere la propria vita, altrimenti essa sar\u00e0 sempre tormentata da angosce, fallimenti, delusioni. In breve, ci siamo scordati che la vita \u00e8 una lotta continua, non una passeggiata al chiaro di luna; e che bisogna prepararsi a combatterla, altrimenti si rimane vinti senza neanche aver lottato, il che \u00e8 stupido, oltre che disonorevole; e che occorre trasmettere questa consapevolezza alle prossime generazioni. Invece, abbiamo fatto il contrario: ci siano fidati, con leggerezza inconcepibile, di una illusoria convinzione che tutto andr\u00e0 bene, quasi che ci\u00f2 non dipendesse da ciascuno di noi, dal suo personale impegno e dal suo senso di responsabilit\u00e0; come se le cose debbano sempre andare per il verso giusto, e tuttavia a caso, senza uno scopo, n\u00e9 una logica, n\u00e9 un senso: il che \u00e8 assurdo. Abbiamo peccato non solo di leggerezza e d&#8217;incoscienza, ma anche di superbia e di malizia; abbiamo deriso la prudenza, schernito la saggezza. <em>Chi ha paura delle mele marce?<\/em> abbiamo domandato, con aria di scherno verso i paurosi, verso i troppo prudenti; e invece avevano ragione loro. Le mele marce infettano anche le sane, se non le si toglie dal cesto: questa \u00e8 la verit\u00e0, al netto della retorica buonista e progressista, secondo la quale tutti sono recuperabili, perch\u00e9 tutti sono fondamentalmente buoni, e se qualcuno agisce male, ci\u00f2 accade sempre per colpa di qualcun altro o di qualcos&#8217;altro; e non si deve proteggere le novantanove pecore per correr dietro a quella che si \u00e8 persa. Ma il buon pastore non fa cos\u00ec: lascia le novantanove al sicuro, e poi va a cercare quella smarrita. S\u00ec, dobbiamo dirlo: siamo stati peggio che negligenti, nei confronti dei nostri figli: li abbiamo letteralmente mandati allo sbaraglio.<\/p>\n<p>La cosa paradossale, e altamente significativa, \u00e8 che, nello stesso tempo, li abbiamo cullati, vezzeggiati, viziati e iperprotetti; ma solo nelle cose secondarie, nelle cose in cui avrebbero potuto e dovuto benissimo sbrigarsela da soli. Osservate la scena in una giornata di pioggia, davanti a un liceo: vedrete la premurosa mammina che accosta con la sua grossa automobile il pi\u00f9 vicino possibile al portone, magari intralciando le manovre delle altre automobili, affinch\u00e9 il suo figlioletto diciottenne, un pezzo di Marcantonio grande e grosso, possa scendere ed entrare nell&#8217;edificio senza ricevere nemmeno qualche goccia di pioggia. Potrebbe bagnarsi, potrebbe raffreddarsi, il poverino, giocatore provetto in una squadra di rugby o di pallacanestro! Ma quanto a proteggere i nostri figli da pericoli ben pi\u00f9 gravi che qualche goccia di pioggia; quanto a metterli in guardia, premunirli contro minacce ben pi\u00f9 pericolose, sia sul piano fisico, come le droghe, e soprattutto, sul piano spirituale, come le false dottrine e le filosofie aberranti che dilagano e penetrano nelle anime come un veleno che ne distrugge la fibra vitale a poco a poco, \u00e8 l\u00ec che siamo stati trascurati; o, per meglio dire, \u00e8 l\u00ec che siamo stati completamente assenti. E quante crisi esistenziali, quante depressioni, quanti suicidi o tentativi di suicidio, sono da ricondursi, in realt\u00e0, a simili deleterie influenze! La musica, per esempio: che cosa ci pu\u00f2 essere di pi\u00f9 innocente, per un ragazzo? E invece no; di questi tempi, e anche senza arrivare al rock apertamente satanico, quanti cantanti e gruppi musicali fanno carriera scherzando col demonio, con le forze del male, oppure, semplicemente (si fa per dire), incitando i giovani, con i testi delle loro canzoni e con tutto il loro atteggiamento, a stili di vita sbagliati, al disprezzo e all&#8217;irrisione dei genitori, del bene, della vita stessa: cattivi maestri i quali, dal palco di un concerto, incitano furiosamente al male, denigrano rabbiosamente il bene, e tutto questo in un fiume di ovazioni, di un delirio di consensi, con ragazzi e ragazze che arrivano a svenire per l&#8217;eccitazione di fronte a cos\u00ec sublimi esempi, a modelli tanto edificanti. S\u00ec, \u00e8 vero: \u00e8 difficile, per un genitore, capire certi segnali e intervenire; pure, bisognerebbe farlo.<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che non si pu\u00f2 vedere tutto, intervenire su tutto e, specialmente, prevenire tutto: ai tempi di internet, la cosa \u00e8 impossibile. Vi \u00e8 una dimensione diabolica in una tecnologia che sottrae i figli alla protezione amorevole dei genitori e li scaraventa in un mondo popolato di orrori, di sconcezze, di pericoli: e tanto basti per i cantori delle meraviglie della modernit\u00e0, i quali misurano il benessere solo in termini di Pil, di allungamento della vita media e in altri simili dati, di tipo puramente ed esclusivamente materiale (senza, peraltro, mettere in conto le nuove malattie e le sempre pi\u00f9 diffuse cause di morte legate, appunto, al cosiddetto benessere). Sia come sia, il fatto \u00e8 quello, e con quello dobbiamo fare i conti: non vi sono pi\u00f9 gli strumenti per tenere i nostri figli e nipoti lontani dai pericoli; e la societ\u00e0 post-moderna \u00e8 ritornata una foresta di lupi feroci, dove basta un attimo di distrazione perch\u00e9 un ragazzo si perda sena rimedio. Negli Stati Uniti, che sono assai pi\u00f9 <em>avanti<\/em> di noi perch\u00e9 \u00e8 da essi che \u00e8 partita la pestilenza della modernit\u00e0 (anche se le sue radici culturali sono, ovviamente, in Europa), \u00e8 ormai accertato che dietro molti suicidi inspiegabili di adolescenti e perfino di bambini, vi \u00e8 l&#8217;azione occulta di un certo tipo di musica o, peggio ancora, l&#8217;azione diretta di qualche setta satanica, una realt\u00e0 diffusa anche in molti centri di provincia, e cos\u00ec capillare che quasi tutte le autorit\u00e0, insegnanti della scuola pubblica, poliziotti, amministratori locali, ne fanno parte, e quindi riescono a &quot;silenziare&quot; o depistare tali atroci fatti di cronaca, sviando le indagini o confondendo le carte di fronte all&#8217;opinione pubblica; e non c&#8217;\u00e8 dubbio che la stessa epidemia si sta diffondendo anche nel nostro continente e nel nostro Paese. Ogni tanto, un delitto particolarmente efferato, o una scomparsa particolarmente inquietante, permettono di alzare un poco, ma appena un poco, il coperchio del pentolone infernale, e d&#8217;intravedere l&#8217;orrore che si cela al di sotto. Cos\u00ec \u00e8 accaduto, ad esempio, nel Belgio, qualche anno fa, dove una intera rete di criminali pedofili, collegati e protetti da molte pubbliche autorit\u00e0, aveva potuto agire indisturbata per anni; quello stesso Belgio dove, poi, per sviare e confondere l&#8217;opinione pubblica, venne gettato il polverone negli occhi relativo a un enorme scandalo legato alla Chiesa, e la polizia procedette all&#8217;arresto in massa dei vescovi, come si fa coi delinquenti e come si faceva nel Messico rivoluzionario o nella Spagna della guerra civile. Comunque, anche senza arrivare al rock satanico e alle sette diaboliche, \u00e8 indubbio che la nostra societ\u00e0 \u00e8 percorsa da potenti energie malvagie, che corrompono l&#8217;animo dei giovani e li gettano nello sconforto e nella disperazione, anche attraverso l&#8217;uso di droghe: e i genitori sono, sovente, gli ultimi a sapere quel che stava accadendo.<\/p>\n<p>Quel che possono fare i genitori, in una situazione di questo genere, non \u00e8 molto; tuttavia, \u00e8 sempre meglio di nulla. Primo, devono sforzarsi di dare essi stessi il buon esempio di una vita sana, onesta, laboriosa, rispettosa del prossimo, a cominciare dai rapporti familiari. Non si pu\u00f2 predicare bene e poi razzolare male. Due genitori che litigano continuamente, e in malo modo, davanti ai figli, e che mostrano di non rispettarsi, non danno il buon esempio. Anche un genitore troppo autoritario, che reprime i figli e non li ascolta mai, oppure, all&#8217;opposto, un genitore troppo accomodante e permissivo, che concede loro qualsiasi libert\u00e0 e che si limita a svolgere la funzione di bancomat, abdicando completamente alla propria funzione educativa, \u00e8 un cattivo genitore. Inoltre, un genitore deve saper essere severo, senza essere autoritario: deve essere autorevole ma aperto; e deve ricordarsi sempre di far vedere ai propri figli che vuole loro bene, anche se, qualche volta, \u00e8 costretto a punirli. Di fatto, la punizione \u00e8 scomparsa dalla prassi e anche dal vocabolario dei genitori, specie se &quot;moderni&quot;, &quot;aperti&quot; e &quot;progressisti&quot;. E qui veniamo alla seconda cosa che i genitori possono ancora fare, per esercitare un&#8217;azione benefica sui loro figli, e sui giovani in generale: non sottovalutare i pericoli; non mandarli allo sbaraglio; non trasmettere loro una fiducia illusoria nelle loro possibilit\u00e0. Un ragazzo \u00e8 inesperto della vita: non lo si deve mettere sotto una campana di vetro, altrimenti non imparer\u00e0 mai a diventare adulto; ma neppure lo si deve gettare in mezzo alle strade del mondo, perch\u00e9, disarmato e ingenuo com&#8217;\u00e8, rischia di venire travolto. Occorre tenere la giusta via di mezzo, come dicevano i latini: <em>in<\/em> <em>medio stat virtus<\/em>. E questa non \u00e8 ipocrisia, non \u00e8 filisteismo: \u00e8 puro buon senso; una merce sempre pi\u00f9 rara, ormai, di questi tempi. Se si lascia andare il proprio figlio all&#8217;esterno, in un Paese socialmente inquieto, a fare qualcosa di poco chiaro, per esempio a fare strane inchieste di tipo politico; oppure, semplicemente, se lo si lascia andare, da solo, a &quot;divertirsi&quot; in luoghi dove la vita di una persona, per non parlare di un europeo, vale ben poco, significa esporlo impreparato a dei rischi mortali. Bisogna avere il coraggio di dirgli di no, se chiede il permesso; se non lo chiede, negargli il denaro e, comunque, non stancarsi di parlare con lui, di spiegargli l&#8217;entit\u00e0 dei pericoli ai quali si espone. Lo stesso vale se gli si mettono in mano le chiavi di una macchina, magari potente, non appena ha compiuto diciotto anni, e lo si lascia libero di andare dove vuole, anche di notte, non si sa dove e con chi, quando ha appena imparato che cosa vuol dire guidare: \u00e8 peggio di una imprudenza, \u00e8 quasi una istigazione a procurarsi un incidente (e, magari, a procurarlo a qualcun altro che non c&#8217;entra nulla, e che ha la sola sfortuna d&#8217;incrociare la strada con un principiante scatenato e privi di controlli). Sappiamo che tutto questo non \u00e8 facile; eppure, bisogna almeno provarci. Altrimenti, sarebbe meglio non mettere al mondo dei figli e comprare, come fanno tanti, un cane o un gatto. Ma sia chiaro che non \u00e8 la stessa cosa; sia chiaro che si tratta di un ripiego per adulti immaturi e narcisisti, per padri e madri falliti prima ancora di essersi messi alla prova. Sia chiaro che comprare un cane o fare un figlio sono due cose che giacciono su piani immensamente diversi e distanti; e che, se non si ha il fegato di assumersi la maternit\u00e0 o la paternit\u00e0, il surrogato di un animale pu\u00f2 esserne solo la caricatura.<\/p>\n<p>La radice del male di cui soffre la nostra societ\u00e0, comunque, \u00e8 essenzialmente di tipo intellettuale e culturale: ed \u00e8 l\u00ec che bisogna combatterlo; bisogna colpire l&#8217;idra al cuore, altrimenti le sue teste, bench\u00e9 tagliate, torneranno a crescere. <em>La cultura moderna \u00e8 una cultura di morte<\/em>, una cultura necrofila: questo \u00e8 il dato fondamentale; e lo \u00e8, perch\u00e9 ha voluto negare il rapporto con Dio, e ha preteso di porre sul trono del mondo l&#8217;uomo stesso: ma l&#8217;uomo, una volta sul trono, si sente pi\u00f9 che mai fragile e inadeguato, senza contare che \u00e8 terrorizzato dalla malattia, dalla vecchiaia e dalla morte, perci\u00f2 va fuori di testa e diventa distruttivo e autodistruttivo. La cultura moderna \u00e8 anche maligna, oltre che afflitta da un pessimismo cronico e da un nichilismo radicale, perch\u00e9 gode di sporcare il pulito, d&#8217;insozzare l&#8217;incanto del mondo, specie nei bambini, e si compiace del male, del fallimento, del dolore (altrui, possibilmente), dell&#8217;amarezza, del rimpianto, del senso di colpa. La cultura moderna ha posto sul piedistallo decine di cattivi o pessimi maestri, i quali, dall&#8217;alto della loro fasulla &quot;saggezza&quot;, hanno predicato il male: nella letteratura, nella poesia, nel cinema, nel teatro, nelle arti figurative, nella filosofia, nella musica leggera, perfino nello sport (che non rappresenta pi\u00f9 la boccata d&#8217;aria pura che era fino a qualche anno fa, ma ha introiettato tutti i mali della modernit\u00e0). L&#8217;uomo d&#8217;affari che viene ammirato oggi, poi, \u00e8 la quintessenza della distruttivit\u00e0: un affarista senza scrupoli e senza etica, un pescecane che non solo si arricchisce sulla miseria altrui, ma la provoca, con abili speculazioni di borsa, e poi piomba come un avvoltoio sulle sue prede, spolpandone i cadaveri. Un modello del genere \u00e8 rappresentato dal miliardario George Soros: un uomo che, se si presentasse in Russia &#8212; sono parole di Putin &#8212; verrebbe messo al muro e fucilato; ma quando si presenta in Italia, viene ricevuto con grandi onori, sorrisi e strette di mano dal nostro capo del governo, Gentiloni, e intrattenuto in colloqui a porte chiuse dei quali nulla viene detto alla stampa (alla faccia della nostra proclamata libert\u00e0 d&#8217;informazione). Bisogna che tutti questi modelli negativi siano presentati, ai giovani, come tali; o, almeno, che si mettano i giovani in condizioni di riconoscerli da se stessi, di non soggiacere al loro fascino maligno. Bisogna insegnare ai giovani la massima evangelica: che l&#8217;albero buono d\u00e0 frutti buoni; ma che, se i frutti sono cattivi, ci\u00f2 indica, inequivocabilmente, che anche l&#8217;albero era cattivo. Inoltre, bisogna cercar di proteggere i giovani dell&#8217;influsso culturale negativo dei cattivi maestri. Non si pu\u00f2 tornare all&#8217;indice dei libri proibiti, ma nulla vieta di sconsigliare certe letture: i genitori, e soprattutto gli insegnati, ne avrebbero l&#8217;obbligo preciso, oltre che la possibilit\u00e0; non parliamo dei sacerdoti. Se non lo fanno, se i primi ad ammirare i libri (o i film, o le canzoni, ecc.) dei cattivi maestri sono genitori, insegnanti e preti, allora il danno \u00e8 fatto, e non resta pi\u00f9 nulla da fare. Le teste devono essere educate a pensare, a pensare in modo autonomo; a non lasciarsi trascinare dallo <em>stampede<\/em>, dalle pazze cariche delle mandrie di bovini che compongono l&#8217;umanit\u00e0 moderna. Ricordiamo l&#8217;atmosfera di pulito che si respirava in una libreria cattolica, quando, da bambini, ci entravamo con la mamma. Erano buoni libri, quelli che stavano in mostra sugli scaffali: romanzi, saggi, per adulti e piccini; ma ora? Ora che nessuno controlla pi\u00f9 niente, e qualunque teologo cialtrone pu\u00f2 scrivere e pubblicare le pi\u00f9 grandi eresie, osannato e riverito? Ora che si fa passare anche don Milani per un grande maestro, e imperversano i Bianchi?&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una virt\u00f9 che abbiamo disimparato e dimenticato, con grave danno per noi, e pi\u00f9 ancora per i nostri figli: quella della prudenza. 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