{"id":28077,"date":"2018-06-12T07:17:00","date_gmt":"2018-06-12T07:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/12\/i-promessi-sposi-un-romanzo-cattolico\/"},"modified":"2018-06-12T07:17:00","modified_gmt":"2018-06-12T07:17:00","slug":"i-promessi-sposi-un-romanzo-cattolico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/12\/i-promessi-sposi-un-romanzo-cattolico\/","title":{"rendered":"I Promessi Sposi: un romanzo cattolico?"},"content":{"rendered":"<p>Tutti sanno, dicono e ripetono che il romanzo di Alessandro Manzoni, <em>I promessi sposi<\/em>, \u00e8 un romanzo cristiano, anzi cattolico, nel quale egli vuole esprimere la sua visone cristiana e cattolica del mondo, e dare una risposta cristiana e cattolica al problema fondamentale, che lo ha sempre angosciato e tormentato, perfino ossessionato, fin dall&#8217;inizio del suo percorso di uomo e di scrittore: il problema, anzi, il mistero del male. E siccome lo dicono tutti, nessuno ne dubita, neanche per un solo istante. Anzi, semmai la discussione si \u00e8 spostata, e quasi fin dalla pubblicazione del romanzo, sul peso negativo che la sua cattolicit\u00e0 porterebbe con s\u00e9, al punto da risultare incompatibile con la &quot;vera&quot; opera d&#8217;arte, che non pu\u00f2 essere cattolica, o giudaica, o islamica, o reazionaria, o fascista, o monarchica, insomma non pu\u00f2 avere una matrice o una prospettiva esplicitamente ideologiche, ma deve essere universale, cio\u00e8 porsi al di sopra, o al di l\u00e0, di tutte le ideologie. Strano, perch\u00e9 nessuno dei critici che hanno mosso quest&#8217;accusa, e sollevato tale questione, nei confronti di Manzoni, ha mai considerato un limite, un difetto o una forma d&#8217;incompatibilit\u00e0 con la &quot;vera&quot; arte, il fatto che un romanzo sia ispirato esplicitamente al progressismo, al comunismo, all&#8217;ateismo, eccetera: si vadano a vedere le loro recensioni di Gide, di Sartre, di Erenburg. Evidentemente, se l&#8217;ideologia \u00e8 di sinistra, allora va tutto bene, mentre il problema sorge se non lo \u00e8; e, in particolare, se si tratta di una fede religiosa, specie quella cristiana (e infatti, si veda come l&#8217;opera di Pavese \u00e8 stata passata ai raggi X dai <em>compagni<\/em>, che non potevano perdonargli la presenza del mito, abominevole residuo d&#8217;una mentalit\u00e0 primitiva, &quot;spiritualista&quot; e, in ultima analisi, incompatibile con <em>le magnifiche sorti e progressive<\/em> del marxismo e del realismo socialista).<\/p>\n<p>L&#8217;accusa di avere veicolato una concezione troppo scopertamente religiosa e cattolica \u00e8 stata rivolta a Manzoni soprattutto da Croce e dalla sua scuola, o meglio dal suo tribunale, che, per oltre mezzo secolo, ha emesso le sentenze di assoluzione e di condanna a destra e a manca, certo, certissimo, di avere in tasca il solo criterio giusto per distinguere, in un&#8217;opera letteraria, ci\u00f2 che \u00e8 poesia e ci\u00f2 che non lo \u00e8, a cominciare da un&#8217;operetta minore della nostra letteratura, la <em>Commedia<\/em> di un tal Dante Alighieri, oscuro poeta vissuta a cavallo fra XIII e XIV secolo, il quale aveva il grave difetto di mescolare alla vera poesia una quantit\u00e0 incedibile di ciarpame erudito d&#8217;ogni sorta, di allegorie e altre stranezze tipicamente medievali (eh s\u00ec, che strana gente, quella vissuta nel Medioevo: pensate un po&#8217;, credeva perfino in Dio; non era stata ancora edotta e civilizzata dall&#8217;idealismo crociano su come stiano realmente le cose dello storicismo assoluto). Ma, tornando a Manzoni, su che cosa si basava, e si basa, l&#8217;accusa, magari inespressa &#8212; perch\u00e9 oggi \u00e8 politicamente corretto pensarla, ma non dirla, specie da parte dei professori di sinistra &#8212; di aver scritto un romanzo troppo cattolico? Naturalmente, sul fatto della Provvidenza. Quante volte ce l&#8217;hanno detto, fin dai banchi del liceo, se non della scuola media: <em>Eh, s\u00ec, un bel romanzo; per\u00f2, &#8216;sta benedetta Provvidenza, che poi \u00e8 la vera protagonista del romanzo, sa un tantino, come dire, di sacrestia, cio\u00e8, volevamo dire, sa di catechismo, quindi il romanzo non \u00e8 laicamente corretto, \u00e8 un po&#8217; clericale&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che la protagonista del romanzo \u00e8 la Provvidenza? E, se lo \u00e8, siamo proprio sicuri che sia la Provvidenza della dottrina cattolica, della teologia cattolica, in tutto e per tutto, cio\u00e8 secondo il catechismo? Questa \u00e8 una di quelle cose che tutti dicono e che, a forza di sentirle dire, tutti accettano come Verit\u00e0 rivelata: nessuno si sogna di verificarla da s\u00e9, con la sua intelligenza e il suo spirito critico. Per dire che una personaggio, o una idea, come in questo caso, \u00e8 protagonista di un&#8217;opera letteraria, bisogna mettersi d&#8217;accordo sul termine &quot;protagonista&quot;. Il protagonista non \u00e8, necessariamente, qualcuno o qualcosa che ricorre nel maggior numero di pagine, ma la persona o la cosa attorno a cui ruota l&#8217;intera vicenda, che la impronta di s\u00e9, che la rende possibile. Allora ci si accorge che non la Provvidenza, ma, semmai, Dio, \u00e8 il vero protagonista del romanzo manzoniano; e non \u00e8 una distinzione da poco. La Provvidenza \u00e8 solo un attributo di Dio, e, per giunta, un attributo sul quale ben pochi sono d&#8217;accordo, e perfino i teologi sostengono punti di vista anche fortemente divergenti. Tutti ne parlano come se fosse universalmente chiaro cosa essa sia, ma la verit\u00e0 \u00e8 che difficilmente si troveranno due cattolici d&#8217;accordo nel dare una sua definizione, Figuriamoci, poi, i non cattolici, chiamati a definire un concetto che non appartiene alla loro <em>Weltanschauung<\/em> e che riesce loro, perci\u00f2, del tutto estraneo, se non anche antipatico (specie se si tratta d&#8217;intellettuali dell&#8217;area marxista o neomarxista, per i quali la religione \u00e8 comunque l&#8217;oppio dei popoli, e la Provvidenza non potr\u00e0 essere che un concentrato di tale droga). Armiamoci, allora, del <em>Dizionario di Teologia Morale<\/em>, quello diretto dal cardinale Francesco Roberti (1889-1977), uno dei pi\u00f9 accreditati, almeno fino a qualche tempo fa, anche se ha il grave &quot;difetto&quot; &#8212; che per noi, per\u00f2, \u00e8 un pregio &#8212; d&#8217;essere stato concepito e realizzato prima della tanto decantata &quot;stagione conciliare&quot;, cio\u00e8 prima del caos dottrinale, pastorale e liturgico delle ultime due generazioni; e leggiamo, alla voce &quot;Provvidenza&quot; (Roma, Editrice Studium, 1955, p. 1196):<\/p>\n<p><em>La provvidenza \u00e8, propriamente, l&#8217;ordine concepito dalla mente di Dio per dirigere le cose create al proprio fine. Risiede nell&#8217;intelletto divino, ma presuppone la volizione del fine. Perci\u00f2 ad essa segue l&#8217;esecuzione del piano concepito nella mente di Dio, il che \u00e8 poi il governo delle creature. Piano ed esecuzione sono tra loro intimamente connessi, e perci\u00f2 nella pratica intendiamo per provvidenza le due cose insieme. La provvidenza divina come piano, si estende a tutte le cose, anche alle pi\u00f9 piccole, ed immediatamente. Pure l&#8217;esecuzione si estende a tutte le cose, ma non sempre immediatamente, perch\u00e9 nell&#8217;esecuzione dei suoi piani Dio fa lavorare spesso le creature come cause seconde, producendo cos\u00ec l&#8217;effetto voluto.<\/em><\/p>\n<p>Allora, se l&#8217;effetto voluto viene perseguito da Dio mediante le cause seconde, ci\u00f2 significa che la ricerca dell&#8217;effetto cammina, almeno in parte, sulle gambe degli uomini, e che gli uomini sono collaboratori della divina Provvidenza. Tutto questo si vede certamente, e assai bene, nello sviluppo del romanzo e nel carattere dei personaggi, perfino quelli che sembrano pi\u00f9 lontani da Dio: chi avrebbe immaginato, per esempio, che la liberazione della povera Lucia sarebbe giunta per un atto di bont\u00e0, il primo dopo chi sa quanti anni, e forse il primo in assoluto, da parte del terribile Innominato? Dio ha bussato al cuore di quell&#8217;uomo, attraverso le sue vie misteriose, e lo ha raggiunto, sconvolgendolo, mutandolo radicalmente (mentre gi\u00e0 egli carezzava, si noti, l&#8217;idea del suicidio). Senza dubbio ha bussato anche al cuore di don Rodrigo, per esempio quando il padre Cristoforo gli si \u00e8 presentato a casa e l&#8217;ha esortato, col massimo tatto possibile in quella circostanza, a non intralciare il matrimonio di Lucia con Renzo: in quel caso, per\u00f2, il cuore dell&#8217;uomo \u00e8 rimasto sordo, la porta non si \u00e8 aperta. Questa \u00e8 la prova <em>a contrario<\/em> del fatto che la Provvidenza, nella esecuzione dei suoi fini, cammina sulle gambe degli uomini; e che quindi pu\u00f2 pure non camminare affatto. In tali casi, Dio si serve di altri intermediari, oppure pu\u00f2 anche agire direttamente, come avviene nei cosiddetti miracoli, che segnano non la rottura delle leggi naturali, ma la rottura di quel che noi crediamo di sapere su di esse. Un esempio classico \u00e8, negli <em>Atti degli Apostoli<\/em>, la liberazione dal carcere di san Pietro, visitato da un Angelo che gli fa cadere le catene dalle mani e poi lo scorta fuori, attraverso i cancelli aperti, sotto il naso delle guardie addormentate, che pagheranno con la vita l&#8217;esserselo fatto scappare a quel modo.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 significativo il fatto che di tali interventi diretti, nei <em>Promessi sposi<\/em>, non c&#8217;\u00e8 nemmeno l&#8217;ombra. Dio, nel romanzo, opera sempre per mezzo del cuore umano, cio\u00e8 per mezzo della conversione; oppure attraverso un mutamento delle circostanze complessive, come quando, a causa della peste, i controlli alle frontiere del Ducato di Milano vengono di fatto abbandonati, e Renzo pu\u00f2 rientrare in citt\u00e0 alla ricerca di Lucia, pur avendo ancora, sulla testa, una taglia quale criminale comune. E quando la folla imbestialita sta per linciarlo, Renzo si salva saltando sul carro dei monatti, gente senza morale e senza Dio. \u00c8 ancora la provvidenza, a salvarlo? Oppure \u00e8 il caso? Esiste anche il caso, o esiste solo la Provvidenza, nella vicende umane? Manzoni non d\u00e0 una risposta a simili interrogativi; forse non se li pone nemmeno. Giusto: il suo \u00e8 un romanzo, non un trattato di teologia morale. D&#8217;altra parte, il romanzo di Manzoni contiene una filosofia morale e contiene anche una filosofia della storia. Le cose sono complicate dal fatto che non \u00e8 sempre chiaro quale sia il punto di vista dell&#8217;autore, perch\u00e9 Manzoni ama far parlare i suoi personaggi, ciascuno dei quali dice la sua. Per don Abbondio, la peste \u00e8 una scopa, che spazza via i malvagi, purtroppo insieme a parecchi buoni; per don Ferrante, non esiste addirittura, quindi \u00e8 inutile prendere precauzioni contro di essa; per padre Cristoforo, \u00e8 un mistero e una prova d&#8217;amore, cui gli uomini sono chiamati per aiutarsi fra loro; per don Rodrigo, \u00e8 l&#8217;occasione per una vita di gozzoviglie ancor pi\u00f9 sfrenata, dal sapore quasi blasfemo. Ma chi \u00e8 pi\u00f9 vicino alla verit\u00e0, o, almeno, chi ne \u00e8 meno lontano? Difficile dirlo: in un romanzo corale, hanno ragione un po&#8217; tutti, e non ha ragione alcuno. E Manzoni? Manzoni fa parlare, in sua vece, ora questo, ora quello: anche se siamo ben lontani dalla dissoluzione del narratore onnisciente, tipica del romanzo novecentesco, nondimeno \u00e8 arduo afferrare il vero pensiero dell&#8217;autore: sfugge come un&#8217;anguilla e, quando si crede d&#8217;averlo preso, \u00e8 sgusciato via di nuovo. Nessuno dei personaggi del romanzo, neppure l&#8217;Anonimo, detengono l&#8217;<em>imprimatur<\/em> del pensiero manzoniano, neppure i pi\u00f9 positivi, come fra Cristoforo; e il motivo \u00e8 chiarissimo: per Manzoni, il cristiano perfetto non esiste; il cristianesimo \u00e8 un continuo esercizio di santit\u00e0, un continuo tendere al modello divino. Semmai, ci sono delle ragioni per pensare che Manzoni, quanto a s\u00e9, abbia voluto rappresentarsi piuttosto in don Abbondio che in padre Cristoforo (o nel cardinale Borromeo): cosciente com&#8217;era della sua fragilit\u00e0, della sua insufficienza, della sua poca fede. L&#8217;abbiamo detta grossa; ebbene, sissignori: proprio in don Abbondio. Ma don Abbondio \u00e8 un vile, un pusillanime, un egoista; vero. Per\u00f2 \u00e8 anche un povero prete alle prese con una faccenda pi\u00f9 grossa di lui: non \u00e8 all&#8217;altezza, ma quanti lo sarebbero stati? \u00c8 facile parlare con severit\u00e0, criticarlo: <em>Uh, che vergogna: un prete che abbandona le sue pecorelle nelle fauci del lupo!<\/em> Gi\u00e0: ma quanti dei suoi censori avrebbero avuto pi\u00f9 coraggio di lui, se avessero ricevuto un <em>avvertimento<\/em> dalla mafia? Se un paio di <em>picciotti<\/em> gli avessero ordinato di non fare (si badi: non di fare, ma di <em>non<\/em> fare) una certa cosa? E, posti davanti alla concretezza d&#8217;una tale minaccia, quanti avrebbero avuto pi\u00f9 di coraggio della media degli uomini, ricordandosi d&#8217;essere cristiani?<\/p>\n<p>Il critico letterario Rocco Montano (Stagliano, Matera, 1913-Napoli, 1999), professore in varie universit\u00e0 degli Stati Uniti &#8212; Harvard, la Catholic University di Washington, Maryland -, dantista di notevole spessore, oggi quasi dimenticato, faceva queste interessanti osservazioni a proposito della Provvidenza (da: R. Montano, <em>Manzoni o del lieto fine<\/em>, Napoli, Ed. Conte, 1950, pp. 10-16):<\/p>\n<p><em>Critici illustri e compilatori di testi di scuola sono in fondo concordi nel sostenere che la &quot;filosofia del romanzo&quot; \u00e8 questa: &quot;gli uomini operano e prevedono e la provvidenza in ultimo \u00e8 quella che risolve e decide&quot;. E il Momigliano ha particolarmente insistito sulla presenza di un continuo, diretto intervento di Dio nelle vicende del romanzo. Egli ha definito , come \u00e8 noto, l&#8217;opera del Manzoni come l&#8217;epopea della provvidenza, ed ha spiegato che in questa&quot;nessuno sfugge alla sporte che si \u00e8 meritato&#8230; ; per tutti il compenso giunge cos\u00ec spontaneo che quasi non si nota&quot;. &quot;Un a intelligenza nascosta &#8212; \u00e8 anche detto &#8212; eguaglia gli eventi alle persone&quot;; &quot;la prima sensazione di stranezza \u00e8 cancellata da un&#8217;altra pi\u00f9 profonda che fa intravedere sotto il viluppo una forza infallibile e semplice&quot;: &quot;il castigo di don Rodrigo invece p rilevato, sia pure finissimamente&quot;. E il concetto \u00e8 largamente diffuso nella critica manzoniana. L&#8217;accusa di &quot;oratoria&quot; fatta dalla scuola crociana , la considerazione dei &quot;Promessi Sposi&quot; come opera di persuasione morale ha almeno in parte il suo fondamento nell&#8217;idea che gli avvenimenti nel romanzo siano ordinati a un fine pedagogico e che vi sia messa in luce l&#8217;opera di &quot;un Dio preordinatore di tutti i nostri atti&quot;. Nel romanzo \u00e8 veramente don Abbondio che prospetta l&#8217;idea che la Provvidenza abbia infine regolato le cose nel miglior modo possibile, togliendo di mezzo le persone moleste e procurando a lui e ai suoi interlocutori una pace che almeno egli stesso crede meritata: &quot;\u00c8 anche stata UNA SCOPA; ha spazzato via certi soggetti&#8230; se la peste facesse sempre e per tutto le cose in questa maniera, sarebbe proprio un peccato il dirne male&quot;. N\u00e9 pu\u00f2 comprendere ovviamente che un ben meschino modo di pensare Dio \u00e8 quello di credere che egli regga le cose del mondo secondo ci\u00f2 che a noi appare ragionevole e comodo. Anche Renzo pretende di aver compreso la legge delle cose, si illude che le diverse sue disavventure siano dovute ai suoi piccoli errori e crede di poter dire la parola &quot;castigo&quot; davanti a don Rodrigo morente. Ma sono appunto costoro anime sorde e quasi in tutto incapaci di pensieri religiosi; appartengono al volgo che crede di scorgere LA MANO DI DIO nell&#8217;una o nell&#8217;altro dolorosa e fortunata vicenda Come pensare che sia il Manzoni uno di questi?<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 anche padre Cristoforo, \u00e8 vero. E non sappiamo se nel famoso suo scatto di profetica ira in cospetto di don Rodrigo non gli sia balenato il sospetto o la presunzione di una terrena ora di punizione anticipatrice della divina oltremondana giustizia. Negli &quot;Sposi Promessi&quot; egli aveva detto con troppa insistenza la sua fiducia nella &quot;mano di Dio&quot;. Aveva finanche promesso: &quot;Dio vi aiuter\u00e0, ve lo prometto io&quot;, e insistito: Dio provveder\u00e0&quot;. Non era sparita nella stessa redazione ultima del romanzo questa illusione, n\u00e9 naturalmente, la ingenua fiducia che lo porta a combattere nel covo della belva, il suo fare, cos\u00ec amorosamente ironizzato dal poeta, &quot;di buon capitano che, sconfitto, pensa alla rivincita&quot;: ma al tempo della peste egli avr\u00e0 avuto ben tempo di versare acqua sui giovanili ardori profetici, sulla sua fede eroica quanto facile all&#8217;illusione nella giustizia del mondo. L&#8217;ultima rampogna a Renzo nel lazzaretto (&quot;Pu\u00f2 essere gastigo, pu\u00f2 essere misericordia&quot;) \u00e8 prima di tutto il risultato di una consapevole rinunzia e di una sofferta rassegnazione. Cos\u00ec Renzo potr\u00e0 ancora trovare alla fine della vicenda, come abbiamo detto, una logica nel viluppo delle cose. Ma Lucia, che ha ben altra sensibilit\u00e0 religiosa, sa bene che &quot;i guai vengono s\u00ec spesso perch\u00e9 ci si \u00e8 dato cagione; ma che la condotta pi\u00f9 cauta e pi\u00f9 innocente non basta a tenerli lontani&quot;. E si sa per chi l poeta si dichiara espressamente d&#8217;accordo. In effetti &#8212; vedremo &#8211; era tutta la formazione spirituale del Manzoni, il sentimento religioso in se stesso, che non concedevano che la Provvidenza potesse essere pesata e additata come giustizia riparatrice delle storture del mondo. N\u00e9 occorre rilevare che nella stessa costruzione del romanzo sarebbe una ben povera provvidenza quella che dovendo intervenire nelle cose del mondo si preoccupasse di far giungere alle nozze due contadini come tanti altri e lasciasse tutta un&#8217;epoca in preda alle distruzioni e alle stragi della guerra, della carestia, della peste. La sproporzione \u00e8 troppo evidente. E del resto, se c&#8217;\u00e8 qualcosa &#8212; accenniamo fin da ora &#8212; che possa caratterizzare il sentimento religioso del Manzoni \u00e8 la coscienza che egli ebbe della completa trascendenza del giudizio divino. &quot;La fede include la sottomissione della ragione&quot; ed \u00e8 la ragione stessa che vi si sottomette e rinuncia: da questo muovono le &quot;Osservazioni&quot;. E della Provvidenza, di come i suoi criteri, il suo vero fine sono destinati a sempre sfuggire il Manzoni stesso ci pu\u00f2 dire che il suo ciclo &quot;si compie in un ordine universalissimo il quale abbraccia la serie intera e il nesso di tutti gli effetti che sono e saranno prodotti da ogni azione e da ogni avvenimento e comprende il tempo e l&#8217;eternit\u00e0&quot; e che &quot;quest&#8217;ordine passa immensamente la nostra cognizione e le nostre previsioni&quot; ed \u00e8 per noi &quot;un caos di possibili&quot;. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ognuno vede gi\u00e0 da questo come sia possibile prestare al Manzoni una qualsiasi intenzione di rilevare e dimostrare in qualche fatto la presenza o l&#8217;intervento divino. Almeno per questo aspetto, diciamo, \u00e8 del tutto privo di giustificazione il rilievo di una intenzione moralistica che sarebbe alla base del romanzo. Il presupposto per cui si \u00e8 giunti a negare che i &quot;Promessi Sposi&quot;siano opera d&#8217;arte: l&#8217;esistenza di un&#8217;intenzione moralistica e il fatto che il romanzo miri a dimostrare e persuadere circa l&#8217;intervento della Provvidenza nel mondo, a favore degli umili e degli oppressi, tale presupposto si rivela in fondo, anche per queste esterne considerazioni, piuttosto inconsistente e incompatibile col vero sentire del Manzoni.<\/em><\/p>\n<p>A nostro parere, quindi, ammesso che protagonista dei <em>Promessi sposi<\/em> sia la Provvidenza, e non Dio, in tutta la sua ineffabile pienezza, resta da vedere se si tratti davvero d&#8217;un romanzo cattolico. Manzoni \u00e8 un illuminista che si converte direttamente al cattolicesimo liberale (con qualche spruzzata di giansenismo), il che significa che resta un illuminista e che porta l&#8217;illuminismo nella sua nuova fede, incorporandovelo. Ma il romanzo esprime la concezione cattolica? C&#8217;\u00e8, al centro di esso (come, ad esempio, nei <em>fratelli Karamazov<\/em>) Ges\u00f9 Cristo, Dio che si fa uomo, muore e risorge per amor nostro? Manzoni crede nel progresso della storia, anche se riconosce dei limiti oggettivi, e nella libert\u00e0, sia dei singoli, sia dei popoli. Ma il liberalismo \u00e8 stato condannato dal <em>Sillabo<\/em>, che \u00e8 Magistero; e se ora \u00e8 stato, di fatto, riabilitato, ci\u00f2 non dimostra che Pio X avesse torto. Forse aveva visto giusto e sono i cattolici odierni a veder male. Proprio come sta accadendo con il modernismo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti sanno, dicono e ripetono che il romanzo di Alessandro Manzoni, I promessi sposi, \u00e8 un romanzo cristiano, anzi cattolico, nel quale egli vuole esprimere la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[91,117],"class_list":["post-28077","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-alessandro-manzoni","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28077","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28077"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28077\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}