{"id":28071,"date":"2008-01-09T03:12:00","date_gmt":"2008-01-09T03:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/09\/tutto-progredisce-anche-il-male-e-la-metastasi-dello-sviluppismo\/"},"modified":"2008-01-09T03:12:00","modified_gmt":"2008-01-09T03:12:00","slug":"tutto-progredisce-anche-il-male-e-la-metastasi-dello-sviluppismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/09\/tutto-progredisce-anche-il-male-e-la-metastasi-dello-sviluppismo\/","title":{"rendered":"Tutto progredisce, anche il male: \u00e8 la metastasi dello sviluppismo"},"content":{"rendered":"<p>Fanno male, i filosofi di professione, a disprezzare le umili pagine di cronaca quotidiana, a cominciare dalla cosiddetta &quot;cronaca nera&quot;: \u00e8 l\u00ec che s&#8217;imparano un sacco di cose sull&#8217;orientamento morale e spirituale del nostro tempo; non sui manuali polverosi e sui virtuosismi dialettici di qualche cervellone universitario (che fa rima con barone).<\/p>\n<p>Qualcuno si ricorda ancora del &quot;caso Curina&quot;, che le cronache del tempo ribattezzarono subito &quot;il delitto del catamarano&quot;?<\/p>\n<p>Era il 10 giugno del 198, son passati quasi vent&#8217;anni esatti. Filippo De Cristofaro detto &quot;Pippo&quot;, ex ballerino di 34 anni, e la sua giovanissima amante olandese, la studentessa diciassettenne Diane Beyer, avevano noleggiato il catamarano <em>Arx<\/em>, nel porto di Senigallia (Ancona), di propriet\u00e0 della trentaquattrenne Annarita Curina, per fare una crociera in Adriatico. Ma i due giovani turisti sognavano la Polinesia; e sognavano anche di possedere il catamarano. Cos\u00ec, appena partiti, uccisero a colpi di coltello e di <em>machete<\/em> l&#8217;incomoda <em>skipper<\/em> e presero il largo. L&#8217;imbarcazione (che i due avevano ribattezzato <em>Fly II<\/em>) venne ritrovata, il 19 luglio, su una spiaggia della Tunisia; i due assassini vennero arrestati mentre tentavano una improbabile fuga verso l&#8217;interno, accompagnati da un amico olandese col suo cane lupo.<\/p>\n<p>Da principio la Beyer si assunse tutta la colpa del delitto, dicendo di aver perso la testa per gelosia: disse che la vittima si esibiva nuda e provocava il suo fidanzato. Ma presto gli inquirenti sospettarono che si trattasse di una manovra di De Cristofaro perch\u00e9 la sua ragazza, essendo minorenne, avrebbe avuto una pena relativamente mite. La giuria del processo di primo grado se ne convinse, e il 30 marzo 1990 lo condann\u00f2 a 30 anni di reclusione; pena che i giudici della Corte d&#8217;appello gli tramutarono in quella dell&#8217;ergastolo, e che quelli della Corte di cassazione confermarono definitivamente. Quanto alla Beyer, se la cav\u00f2 con una condanna a 6 anni per concorso in omicidio; e, nel 1992, fu rispedita in Olanda.<\/p>\n<p>Vent&#8217;anni fa, dicevamo; fu un caso che fece scalpore. Ogni giorno i giornali, fra giugno e luglio, dedicavano pagine e pagine alla fuga del catamarano attraverso il Mediterraneo e, magari, anche pi\u00f9 lontano; il 19 giugno era stato ritrovato, legato a un&#8217;ancora, il corpo della Curina, e da quel momento lo sdegno, la rabbia, il desiderio di vendetta infiammarono il pubblico italiano. Quando poi, catturati gli assassini, fu chiaro che l&#8217;unico movente del delitto era stato il cieco desiderio di impadronirsi della barca; e quando, per tentar di alleggerire la loro posizione, gli assassini cercarono di presentare la vittima come una seduttrice alquanto disinibita, l&#8217;indignazione cedette al disgusto, alla nausea. Possibile che la vita umana valga cos\u00ec poco, si chiesero gli Italiani, da poterla troncare per impadronirsi di una barca? E che si possa giungere, pur di ridurre la propria condanna, a infangare la memoria della propria vittima?<\/p>\n<p>E ora facciamo un balzo in avanti e torniamo ai nostri giorni. Torniamo, per esempio, a quella notte del 1\u00b0 novembre 2007 in cui \u00e8 stata uccisa, sgozzata, la studentessa inglese Meredith Kercher, di 21 anni, che frequentava i corsi dell&#8217;Universit\u00e0 di Perugia. Indagati e incarcerati per il delitto, che non sembra aver alcun movente, sono la compagna di appartamento della vittima, la studentessa americana Amanda Knox, anche lei ventunenne; il suo fidanzato Raffaele Sollecito, di 24 anni; un ragazzo ivoriano di 21 anni, Rudy Gude (che in primo tempo era scappato in Germania ed \u00e8 stato poi riacciuffato); e (a piede libero) il congolese Patrick Lumumba, di 37 anni, proprietario di un <em>pub.<\/em> L&#8217;inchiesta \u00e8 tuttora in corso e quindi non \u00e8 il caso di fare considerazioni di carattere giudiziario; ma nulla vieta di svolgere una riflessione di carattere generale sulle circostanze in cui sembra essere maturato il delitto.<\/p>\n<p>Quello che colpisce a prima vista, oltre alla mancanza di un movente, \u00e8 la disinvoltura con cui, in certi ambienti universitari di tipo internazionale, si fa uso di stupefacenti e la promiscuit\u00e0 sessuale che accompagna il &quot;fumo&quot;. Non \u00e8 per fare del moralismo a buon mercato, ma si resta interdetti dai continui &quot;non ricordo&quot; che costellano le confuse dichiarazioni degli indagati, a proposito di quelle notti brave dove, a forza di andare un po&#8217; oltre, ci si \u00e8 trovati con il cadavere di una ragazza cui qualcuno ha tagliato la gola; e non si sa perch\u00e9.<\/p>\n<p>Fra l&#8217;altro, lo spaccato sociologico che viene fuori da questa vicenda, cui fa da sfondo il progetto Eramus &#8211; che tante scuole e tanti genitori vedono come un ambito di studi molto serio e molto affidabile per i giovani &#8211; \u00e8 di uno squallore desolante. Colpiscono, inoltre, le fotografie che Sollecito e Knox hanno inserito nel loro <em>blog<\/em>, in cui posano, con aria soddisfatta, armati di mannaia e di mitragliatrice. Fantasie? Pu\u00f2 darsi. Ma abbiamo bisogno, in questa povera Italia gi\u00e0 immersa fino al collo nella violenza e nella pasticcioneria, di studenti e studentesse che vengono dall&#8217;altro capo del mondo nelle nostre universit\u00e0 non per studiare, ma per cercare sistematicamente lo sballo, la trasgressione, l&#8217;ordinaria follia? Pensiamo che tali studenti potrebbero rimanersene tranquillamente nella loro Seattle o nella loro Londra; non abbiamo bisogno di loro e ne faremmo volentieri a meno. E forse \u00e8 il caso di ripensare, almeno in parte, a tutto il denaro pubblico che viene destinato a certe forme di viaggi studio internazionali dove, a quanto pare, studiare \u00e8 l&#8217;ultima cosa che abbia importanza.<\/p>\n<p>Ecco dunque il progresso: in una societ\u00e0 che viole avere sempre di pi\u00f9, che ha eretto ovunque altari per i sacrifici al Dio denaro, non si uccide pi\u00f9 per impadronirsi di una barca; si uccide e basta. Per provare emozioni forti. Come cantava Lucio Battisti negli anni &#8217;70: <em>&quot;Tu chiamale, se vuoi, emozioni&quot;.<\/em> Gi\u00e0: le emozioni dei figli di pap\u00e0 che non sanno come ammazzare la noia, perch\u00e9 di emozioni vere non ne hanno mai provate e mai ne proveranno, abituati come sono a dare tutto per scontato e per dovuto. A cominciare dall&#8217;ospitalit\u00e0 del Paese e delle universit\u00e0 che li accolgono, sulla fiducia, ritenendoli (a torto) persone serie.<\/p>\n<p>Non che si sia persa l&#8217;abitudine di uccidere per soldi. Ne sa qualcosa quel Michele Fusaro che, il 12 dicembre scorso, ha rapito, sgozzato, tagliato a pezzi la povera Iole Tassitani, di Castelfranco Veneto. Intendeva chiedere il riscatto &#8211; il riscatto di una morta; e, intanto, faceva tranquillamente la sua vita di sempre. Con i pezzi della vittima messi in <em>garage<\/em> dentro tanti sacchetti per la spazzatura. Tuttavia, sempre pi\u00f9 spesso, si assiste a delitti raccapriccianti e inspiegabili, che sono in apparenza privi di movente. Come quello compiuto da un certo Lorenzo Giacomini, diciottenne milanese che, il 2 gennaio 2008, prima tenta di violentare sua madre, la giornalista e scrittrice Edi Vesco; poi le taglia la carotide con un coltello da cucina, si pulisce, prende il treno, va a Brescia e dice ai carabinieri, con perfetta lucidit\u00e0: <em>&quot;Arrestatemi, ho ucciso mia mamma; non so perch\u00e9&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Lo avevamo gi\u00e0 scritto, partendo da una riflessione dal caso di Guidonia (nell&#8217;articolo <em>Qualcosa sta accadendo che non sappiamo interpretare<\/em>): \u00e8 come se le forze del Male si stiano scatenando: la societ\u00e0 \u00e8 in fiamme, sconvolta da una violenza cieca e bestiale che infuria sin dentro le pareti di casa; e noi stiamo qui a disquisire sul sesso degli angeli. Parliamo di un&#8217;Italia, di un&#8217;Europa che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, che non esiste; e le nostre classi dirigenti sono pi\u00f9 cieche dell&#8217;uomo della strada.<\/p>\n<p>Davanti alle ultime, orribili rivelazioni sul delitto di Castelfranco, il vice-presidente della regione Veneto ha dichiarato che i Veneti ripudiano uno come Fusaro; che egli deve solo marcire in carcere. Belle parole; ma non \u00e8 cos\u00ec: Fusaro &#8211; e tutti quelli come lui &#8211; come Giacomini, come Sollecito, come Knox &#8211; non sono Marziani. Non servono i riti di esorcismo: Fusaro \u00e8 un veneto, di Bassano: questo \u00e8 un dato non solo anagrafico, ma antropologico. Non serve dire che i Veneti lo ripudiano: \u00e8 come chiudere la stalla dopo che i buoi sono fuggiti.<\/p>\n<p>Come \u00e8 veneto, della bassa veronese, quel Pietro Maso che tanti anni fa massacr\u00f2 a martellate il padre e la madre per intascare i soldi dell&#8217;eredit\u00e0 e che poi, per costruirsi un alibi, and\u00f2 tranquillamente a passare la serata in discoteca. Uno sempre vestito con eleganza; che passava le giornate al bar con gli amici; uno cui non mancavano i soldi: ma non gli bastavano. Ora la stampa si \u00e8 ricordata di lui, perch\u00e9 \u00e8 di nuovo libero e si \u00e8 fidanzato. Come stupirsi? Gi\u00e0 l&#8217;indomani del suo arresto, in carcere gli arrivavano montagne di lettere di ammiratori e ammiratrici; soprattutto ammiratrici: gli scrivevano di amarlo, di volerlo sposare.<\/p>\n<p>E veneti sono quei due fratelli di Cimadolmo, in provincia di Treviso, che hanno assassinato la madre per questioni di eredit\u00e0: entrambi maggiorenni e con un lavoro. Come un lavoro lo aveva Fusaro. Non si parla di delitti maturati nel degrado materiale, ma in quello spirituale. Gente non povera, in alcuni casi benestante. Ma che vuole di pi\u00f9, sempre di pi\u00f9. E che vuole subito; che non \u00e8 disposta ad aspettare. Come insegnano gli araldi e i profeti del progresso: soddisfatti i bisogni primari, bisogna passare ai secondari; soddisfatti anche quelli, bisogna incominciare ad inventarsi altri bisogni, sempre pi\u00f9 lontani da quelli autentici, dalla vita vera. L&#8217;importante non \u00e8 migliorare la qualit\u00e0 della propria vita; l&#8217;importante \u00e8 poter disporre di sempre pi\u00f9 cose e sempre pi\u00f9 costose. Che roba da poveracci, passare le ferie al mare vicino casa: la Polinesia ci vuole. Subito. E col catamarano di propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Il poeta Andrea Zanzotto, di Pieve di Soligo, ha dichiarato al quotidiano <em>Il Gazzettino<\/em> che non riconosce pi\u00f9 questo Veneto. Ecco, questo \u00e8 gi\u00e0 un discorso pi\u00f9 onesto: nessuno lo riconosce; ma \u00e8 diventato cos\u00ec. \u00c8 cambiato. Come \u00e8 cambiato il Friuli; come \u00e8 cambiata la provincia in generale; come sono cambiate l&#8217;Italia, l&#8217;Europa, il mondo. Tutto sta cambiando, proprio sotto i nostri occhi; e sta cambiando tanto, troppo in fretta. Forse, questo cambiamento sconvolgente non \u00e8 solo opera dello stordimento da super-benessere; forse c&#8217;\u00e8 qualcosa d&#8217;altro; forse siamo le cavie inconsapevoli di qualche malvagio pifferaio che vuol condurci, felici e contenti, verso l&#8217;abisso (vedi i nostri precedenti articoli: <em>Esiste un progetto consapevole per strappare l&#8217;anima del mondo?<\/em> e <em>Lo shock del futuro, banco di prova del nuovo ordine mondiale<\/em>).<\/p>\n<p>Certo, i meccanismi della modernit\u00e0 sono in se stessi demoniaci.<\/p>\n<p>Scriveva, gi\u00e0 mezzo secolo fa, Yves Congar nel suo libro <em>Spirito e libert\u00e0<\/em> (titolo originale: <em>Si vous \u00eates mes t\u00e9moins<\/em>, Parigi, 1958; traduzione italiana Torino, Borla Editore, 1962, pp. 10-14):<\/p>\n<p><em>&quot;Il mondo nel quale siamo stati chiamati a vivere \u00e8 caratterizzato da due movimenti che agiscono, contemporaneamente, in senso contrario e si compensano reciprocamente: da un lato l&#8217;esaltazione del soggetto individuale e della sua libert\u00e0; dall&#8217;altro la ricerca della potenza attraverso l&#8217;organizzazione e lo sfruttamento dei mezzi di massa e della socializzazione dell&#8217;esistenza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Da una parte la societ\u00e0 moderna tenta di rendere assoluta la libert\u00e0 individuale; in Francia, particolarmente, l&#8217;ideologia rousseiana e giacobina concepisce la libert\u00e0 come una pura autonomia dell&#8217;individuo, come possibilit\u00e0 per ciascuno di fare ci\u00f2 che gli piace, possibilit\u00e0 limitata solamente dall&#8217;equivalente libert\u00e0 degli altri individui e dalla libert\u00e0 comune. Dall&#8217;altra parte per\u00f2, l&#8217;individuo moderno \u00e8 in balia della potenza di due colossi: lo Stato e la grande impresa industriale. L&#8217;impresa, organizzata su larga base \u00e8 diventata condizione del benessere materiale, che sempre pi\u00f9 dipende dalla macchina.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ne derivano quattro conseguenze che condizionano la nostra vita.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;1) l&#8217;aspra competizione che fa della vita, ad ogni livello, una lotta spossante per i nervi; l&#8217;uomo moderno \u00e8 iperteso, costantemente alla ricerca di una maggiore velocit\u00e0 per sorpassare il concorrente, per strappare una promozione, per arraffare un titolo che lo ponga in una buona posizione davanti agli altri;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;2) l&#8217;assoggettamento continuo ad una propaganda o ad una pubblicit\u00e0 aggressive che vogliono conquistare una clientela di massa, vuoi per un prodotto industriale vuoi per una potente organizzazione ideologica o politica (&#8230;): una vera e propria violenza alle coscienze da parte dalla tecnica della propaganda che giunge a paralizzare le facolt\u00e0 di riflessione e di giudizio personale;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;3) la concentrazione della massa in scuole di larghi mezzi, in grandi officine, in citt\u00e0 o grossi agglomerati, che favorisce per se stessa una psicologia di massa;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;4) l&#8217;intervento dello Stato, infine, responsabile del bene comune e della popolazione, il quale intervento assume la forma di una pianificazione che si sforza di armonizzare questi potenti fattori, condizioni del benessere umano, in modo razionale e scientifico ove previsioni e controlli sono basati sulla statistica.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Da tutto ci\u00f2 ne consegue che gli uomini sono ridotti allo stato di massa; \u00e8 un fatto pi\u00f9 volte messo in rilievo, particolarmente da quel grande storico della cultura che fu Huizinga. Egli riteneva infatti che questa collettivizzazione della vita distoglie l&#8217;uomo dalle decisioni della propria coscienza, gli toglie la sua umanit\u00e0 e gli fa seguire le sorti della massa: crudelt\u00e0, intolleranza, sentimentalismo, ineducazione, in breve, l&#8217;opposto di uno spirito erasmiano umanista e personale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Vi \u00e8 senza dubbio una rivincita dell&#8217;individuo, ed \u00e8 senz&#8217;altro forte, ma come si esplica e dove porta?<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;uomo moderno rischia di essere come spaccato e diviso in due parti, in ciascuna delle quali la sua personalit\u00e0 profonda, la sua libert\u00e0 spirituale minacciano di inaridire. Rischia infatti di lasciare che la sua vita sia divisa tra la parte di se stesso dedicata alla professione, alla lotta per un&#8217;esistenza materiale e difficile, alla programmazione, a quelle attivit\u00e0 socializzate che lo riducono allo stato di massa, da un lato, e, dall&#8217;altro, ad un contrappeso di svaghi nei quali cerca di rimettersi a posto i nervi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Appena gli \u00e8 possibile l&#8217;uomo moderno evade dalle officine e dalle citt\u00e0: parte in automobile, in moto, verso i fiumi, le montagne, il verde. L\u00e0 sfugge al massimo le costrizioni; ed il simbolo di questo abbandono \u00e8 allora il suo modo di vestire. Non pensa pi\u00f9 a nulla. Ma questa non \u00e8 anche evasione da se stessi? La sua qualit\u00e0 di uomo, la sua libert\u00e0 profonda &#8211; non quella del corpo, ma quella dell&#8217;anima, quella dell&#8217;essere responsabile di se stesso &#8211; vi trovano un vantaggio? In questo ricercare una contropartita al lavoro nel turismo, al peso dell&#8217;impegno quotidiano nel<\/em> bikini<em>, si rischia di non lasciar posto alla propria persona e persino di non pensar pi\u00f9 che vi sono dei valori di spirito, di libert\u00e0 spirituale, di miglioramento dell&#8217;uomo stesso che richiedono di essere rispettati.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 prendere sul serio tutto l&#8217;uomo, applicarsi solo al lavoro e alla lotta per l&#8217;esistenza materiale, compensando quanto vi \u00e8 di abbrutente con delle semplici attivit\u00e0 di svago e di evasione?&quot;<\/em><\/p>\n<p>Mezzo secolo fa, certi fenomeni erano solo in embrione: eppure, Congar li ha visti e compresi alla perfezione. Non si \u00e8 stracciato le vesti; non ha detto che ripudiava certi comportamenti aberranti: li ha analizzati, si \u00e8 sforzato di comprenderli. E si \u00e8 reso conto che i meccanismi profondi della societ\u00e0 di massa tendono a spaccare l&#8217;uomo in due met\u00e0 &#8211; quella di un lavoro che abbrutisce e quella dello svago come pura evasione &#8211; che tradiscono, entrambe, la sua natura profonda e lo indicono a <em>non prendersi sul serio<\/em> in quanto essere unitario.<\/p>\n<p>Non poteva, per\u00f2, immaginare che anche lo svago sarebbe divenuto non gi\u00e0 una fuga verso il verde e la libert\u00e0, ma verso luoghi e forme di alienazione, di nevrosi e di inautenticit\u00e0 ancor pi\u00f9 gravi di un lavoro disumanizzante: spiagge affollatissime, discoteche, droga, superalcolici, orge sessuali, atti di criminalit\u00e0 per puro divertimento (come il gettare grosse pietre, dai cavalcavia, sulle automobili che transitano al di sotto).<\/p>\n<p>Questo, ormai, \u00e8 il pericolo. Che l&#8217;essere umano, alienato e derubato della propria essenza profonda, della sua parte spirituale, si riduca a un puro meccanismo alla ricerca di emozioni forti, che gli diano ancora l&#8217;illusione di essere, almeno in parte, umano. Che cerchi, nel ricorso a una violenza sempre pi\u00f9 insensata e sempre pi\u00f9 diffusa, al tempo stesso un narcotico per la propria noia esistenziale e uno stimolante per il proprio inaridimento interiore. Come nel film <em>Arancia meccanica<\/em> di Stanley Kubrick.<\/p>\n<p>Solo che non \u00e8 pi\u00f9 soltanto un film; \u00e8 l&#8217;orrore quotidiano della nostra societ\u00e0 vuota, allucinata, ormai prona nell&#8217;adorazione di un progresso che \u00e8 solo l&#8217;altro nome del Nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fanno male, i filosofi di professione, a disprezzare le umili pagine di cronaca quotidiana, a cominciare dalla cosiddetta &quot;cronaca nera&quot;: \u00e8 l\u00ec che s&#8217;imparano un sacco<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-28071","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28071"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28071\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}