{"id":28059,"date":"2017-05-11T04:34:00","date_gmt":"2017-05-11T04:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/11\/profeti-di-sventura-ma-se-sono-la-voce-di-dio\/"},"modified":"2017-05-11T04:34:00","modified_gmt":"2017-05-11T04:34:00","slug":"profeti-di-sventura-ma-se-sono-la-voce-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/11\/profeti-di-sventura-ma-se-sono-la-voce-di-dio\/","title":{"rendered":"Profeti di sventura? Ma se sono la voce di Dio&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Mai, forse, un male pi\u00f9 grande \u00e8 stato fatto allo spirito religioso con cos\u00ec poche parole, e pronunciate, forse, con le migliori intenzioni: ma, per la solennit\u00e0 del luogo e del momento, nonch\u00e9 per l&#8217;autorit\u00e0 di chi le proferiva, quelle parole si sono depositate nelle coscienze e hanno plasmato addirittura l&#8217;immaginario collettivo dei credenti e dei non credenti, al punto da entrare nel linguaggio comune, anche del tutto staccate dal contesto originario.<\/p>\n<p>Le parole sono queste: <em>A noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo<\/em>; il luogo in cui vennero pronunciate, l&#8217;assemblea riunita in apertura del Concilio Vaticano II; il tempo, gioved\u00ec 11 ottobre 1962; e colui che le disse, il sommo pontefice Giovanni XXIII. Facevano parte del suo discorso inaugurale ed erano rivolte non solo ai padri conciliari, convenuti a Roma, in San Pietro, da tutti e cinque i continenti, in un&#8217;atmosfera febbrile, carica di elettricit\u00e0 e d&#8217;impazienti, grandiose aspettative, ma anche al mondo intero, e particolarmente ai media, che seguivano l&#8217;evento con eccezionale interesse e lo diffondevano, attraverso la televisione, la radio e la stampa, presso un pubblico di miliardi di persone. E lo diffondevano non senza imprimergli, fin dalle primissime battute, anzi, fin dalla vigilia, un taglio, diciamo cos\u00ec, caratteristico, consistente nel dare l&#8217;impressione che il pi\u00f9 e il meglio doveva ancora arrivare, e quindi proiettando le attese dell&#8217;opinione pubblica verso traguardi sempre pi\u00f9 avanzati, e, nello steso tempo, dirigendo sottilmente il fastidio e l&#8217;antipatia generali verso quei cardinali e quei vescovi che parevano fare resistenza al nuovo e che furono, sin da allora, bollati quali &quot;tradizionalisti&quot;, quasi che la Chiesa fosse diventata improvvisamente un partito politico, e quasi che l&#8217;esistenza ufficiale di correnti opposte, al suo interno, fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo. Il grande mistero, il grande interrogativo che non cessa di assillare quanti abbiano seguito allora, magari da bambini, e quanti interroghino ora, a distanza di tanto tempo, quella complessa vicenda, cos\u00ec gravida di conseguenze per la vita della Chiesa e per le stesse prospettive future del cattolicesimo, \u00e8 se qualcuno, in alto, nella Gerarchia, si sia accorto che questo interesse cos\u00ec insistente, quasi spasmodico, e, a dir poco, interessato, degli organi d&#8217;informazione, giungeva a condizionare e a orientare sottilmente, fin dal principio, i lavori del Concilio; e se si sia domandato quale intenzione vi fosse dietro una cos\u00ec appassionata smania di cronaca, di approfondimento, di individuazione dei retroscena; e, soprattutto, se si sia reso conto che accettare un tale peso sui lavori conciliari, e porsi, psicologicamente e spiritualmente, in una condizione di oggettivo condizionamento, equivaleva a perdere la propria autonomia nei confronti della societ\u00e0 secolare (e secolarizzata) e accettare che la Chiesa, senza averne sempre piena coscienza, si disponesse a sua volta in un&#8217;ottica di tipo secolare, vale a dire assumesse il punto di vista del mondo, rinunciando al proprio.<\/p>\n<p>Parole grosse? Niente affatto. Si rifletta sul significato della parola &quot;profeta&quot; nel linguaggio teologico e storico della <em>Bibbia<\/em>. I Profeti dell&#8217;Antico Testamento (con la &quot;p&quot; maiuscola) sono lo strumento dello Spirito Santo: sono gli annunciatori del piano di Dio e coloro i quali vanno preparando, lentamente, ma irresistibilmente, il popolo ebreo, e, in prospettiva, l&#8217;umanit\u00e0 tutta, al grandioso evento futuro: l&#8217;Incarnazione del Verbo. Il massimo dei Profeti \u00e8, infatti, il diretto precursore e annunciatore di Ges\u00f9 Cristo, Giovanni il Battista, colui che ricapitola il senso delle profezie veterotestamentarie e apre la strada alla Rivelazione definitiva, quella del Nuovo Testamento, operata da Dio stesso incarnato nel figlio di Maria Vergine. Orbene: i Profeti, ripieni dello Spirito Santo, non erano stati chiamati da Dio per annunciare delizie e predicare l&#8217;ottimismo a buon mercato, ma per richiamare gli uomini al vero significato della storia e della loro vita individuale, ammonendoli sulle conseguenze inevitabili che derivano dalla disobbedienza a Dio e dal rifiuto del suo amore, rimproverandoli, esortandoli, spronandoli, e mostrando anche loro, in tutta la sua severit\u00e0, il destino che li attende se non operano in se stessi la conversione, se non smettono di confidare nelle proprie forze e non si arrendono al soffio potente del loro Creatore, che guida ogni cosa al bene, con somma sapienza e sommo amore. I Profeti, quindi, annunciano sovente un futuro di sventure: non lo fanno per il gusto del <em>cupio dissolvi<\/em>, ma per assolvere a una precisa missione, voluta da Dio; se non lo facessero, che razza di profeti sarebbero? Se Giona non avesse annunciato agli abitanti di Ninive l&#8217;imminente castigo di Dio, forse che i Niniviti si sarebbero convertiti e avrebbero allontanato cos\u00ec la distruzione annunciata? Guai a quel profeta che non esegue il mandato ricevuto da Dio: e tale mandato \u00e8 quello di richiamare gli uomini a Dio; anche, se necessario &#8212; e di solito lo \u00e8 &#8212; rappresentando loro la punizione che attende quanti ostacolano e disprezzano il disegno di Dio. Diremo di pi\u00f9: Ges\u00f9 stesso \u00e8 stato visto dai suoi contemporanei come un Profeta; e Lui stesso ha annunciato sventura, fino a poche ore prima di spirare sulla croce, per esempio quando ha ammonito in questo modo gli abitanti della Citt\u00e0 Santa, mentre gi\u00e0 lo stavano conducendo al patibolo (Luca, 23, 27-31):<\/p>\n<p><em>Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano io petto e facevano lamenti su di lui. Ma Ges\u00f9, voltandosi verso di loro, disse: &quot;Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dir\u00e0: &#8216;Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato&#8217;. Allora cominceranno a dire ai monti: &#8216;Cadete su di noi!&#8217;, e alle colline: &#8216;Copriteci!&#8217;. Perch\u00e9, se si tratta cos\u00ec il legno verde, che avverr\u00e0 del legno secco?&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Dovremmo allora concludere che anche Ges\u00f9 \u00e8 stato un profeta di sventura? Di fatto, l&#8217;espressione &quot;essere un profeta di sventura&quot; \u00e8 entrata nel linguaggio comune, proprio a partire da quel fatidico 1962; prima, non ci risulta che esistesse; e viene usata precisamente per bollare quanti hanno il torto di richiamare gli uomini alle gravi conseguenze dei loro atti sbagliati. Si dir\u00e0 che Giovanni XXIII non aveva in mente i Profeti della <em>Bibbia<\/em>, ma gli uomini, i membri del clero, i quali si mostravano giustamente timorosi di por mano a una riforma complessiva della Chiesa, essendovi nell&#8217;aria tali e tanti segnali di pericolo, e tanti indizi che lasciavano prevedere come forze potenti, che si tenevano nell&#8217;ombra, (come la massoneria, tanto per citarne una: e non solo al di fuori, ma altres\u00ec dentro la Chiesa) aspettassero solo quella occasione per infiltrarsi nell&#8217;assemblea conciliare e per distorcere la prospettiva del Magistero nel senso da esse desiderato. Benissimo. In tal caso, fra i profeti di sventura bisogna iscrivere, per primo, quel Pio XII il quale, pur condividendo l&#8217;opportunit\u00e0 di convocare un concilio ecumenico, di fatto vi aveva rinunciato, non gi\u00e0 per stanchezza o personale timore, ma per la lucida, piena consapevolezza dei rischi enormi che ci\u00f2 avrebbe comportato, stando le cose cos\u00ec come stavano: cio\u00e8 con una parte del clero, e con settori potenti del mondo secolare, che stavano in agguato, spiando l&#8217;occasione per imprimere alla Chiesa una &quot;svolta&quot; in senso modernista e progressista, cio\u00e8, in pratica, per far rientrare dalla porta principale quelle idee che Pio X aveva solennemente condannato con l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>, nel 1907, e che ora tornavano a premere per farsi strada ed imporsi.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 ciascuno possa farsi una propria idea del contesto esatto in cui le parole di Giovanni XXIII furono pronunciate, e valutarne tutte le implicazioni, \u00e8 bene andarsi a rileggere non solo il paragrafo terzo, ma tutti i primi quattro paragrafi del terzo capitolo del suo discorso di apertura, intitolato <em>Origine e causa del Concilio Ecumenico Vaticano II<\/em>:<\/p>\n<p><em>1. C&#8217;\u00e8 inoltre un&#8217;altra cosa, Venerabili Fratelli, che \u00e8 utile proporre alla vostra considerazione sull&#8217;argomento. Ad aumentare la santa letizia che in quest&#8217;ora solenne pervade i nostri animi, Ci sia cio\u00e8 permesso osservare davanti a questa grandiosa assemblea che l&#8217;apertura di questo Concilio Ecumenico cade proprio in circostanze favorevoli di tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Spesso infatti avviene, come abbiamo sperimentato nell&#8217;adempiere il quotidiano ministero apostolico, che, non senza offesa per le Nostre orecchie, ci vengano riferite le voci di alcuni che, sebbene accesi di zelo per la religione, valutano per\u00f2 i fatti senza sufficiente obiettivit\u00e0 n\u00e9 prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della societ\u00e0 umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che \u00e8 maestra di vita, e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente quanto alla dottrina cristiana, alla morale, alla giusta libert\u00e0 della Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>3. A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>4. Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l&#8217;umanit\u00e0 sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi successivi attraverso l&#8217;opera degli uomini, e spesso al di l\u00e0 delle loro aspettative, e con sapienza dispongono tutto, anche le avverse vicende umane, per il bene della Chiesa.<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, l&#8217;interpretazione che abbiamo suggerito trova solide ragioni nel testo del discorso: non solo i &quot;profeti di sventura&quot; di cui si parla non sono i veri Profeti, da degli uomini pavidi e trepidanti, ma si afferma a chiare note che essi sono degli sconsiderati, che non hanno imparato nulla dalla storia e che, oltretutto, hanno poca fiducia nei misteriosi disegni della divina Provvidenza: insomma, sono come tanti don Abbondio che temono sempre il peggio, che si lamentano di tutto e che, proprio con il loro modo di fare, tradiscono di avere una ben scarsa fede in Dio. Ma tutto questo \u00e8 non solo ingeneroso, \u00e8 anche ingiusto; e non \u00e8 solamente ingiusto, \u00e8 anche avventato e poco caritatevole: delegittimando quanti nutrono dei fondati e ragionevoli dubbi sulla opportunit\u00e0 di convocare il Concilio e di mettersi sulla strada delle riforme &#8212; poich\u00e9 sono proprio questi, con tutta evidenza, coloro i quali vengono additati al pubblico disprezzo -, Giovanni XXIII si assume la non live responsabilit\u00e0 di far passare l&#8217;idea, esiziale, e non pi\u00f9 corretta o ridimensionata dopo di allora, che solo i progressisti hanno ragione che solo essi sono fedeli e fiduciosi rispetto al piano di Dio; che ogni prudenza, che ogni perplessit\u00e0, che ogni dissenso equivalgono a una specie di tradimento verso Dio e verso la Chiesa, dunque verso il Concilio e le decisioni che in esso verranno prese. \u00c8 una delegittimazione preventiva dei possibili oppositori, e costituisce, per ci\u00f2 stesso, un atto gravissimo, inaudito, che condizioner\u00e0 pesantemente il clima dei lavori conciliari e che sospinger\u00e0 inevitabilmente le commissioni e le sotto-commissioni, incaricate della stesura dei documenti ufficiali, nonch\u00e9 l&#8217;assemblea tutta, che verr\u00e0 chiamata a ratificarli, in una direzione obbligata: quella del progresso, del cambiamento, della discontinuit\u00e0 con il passato. E gi\u00e0 questo rappresenta una forzatura, non solo metodologica e procedurale, ma, cosa ancor pi\u00f9 grave, dottrinale e teologica, poich\u00e9 mai la Chiesa, e mai i sommi pontefici, hanno pensato se stessi in funzione del &quot;progresso&quot;; mai hanno dato per scontato che cambiare si deve, e che il cristiano ha il dovere di mettersi al passo coi tempi, anche se i tempi sono radicalmente irreligiosi e anticristiani. Il Concilio di Trento, per esempio, non esit\u00f2 ad opporsi frontalmente alle tendenze filo-protestanti, cos\u00ec come il Concilio Vaticano non ebbe alcun timore di condannare le tendenze e culturali contemporanee: liberalismo, razionalismo, materialismo. Dov&#8217;\u00e8 scritto che i concili servono ad aggiornare la Chiesa al nuovo che avanza, se quel &quot;nuovo&quot; \u00e8 contrario al Vangelo e incompatibile con la visione cristiana della vita? Insomma, con quel discorso Giovani XXIII ha impresso al Concilio una direzione obbligata: quella desiderata e voluta dal partito &quot;progressista&quot; maturato in seno alla Chiesa, e che, sino allora, non aveva avuto la possibilit\u00e0 di contare le sue forze, chiamarle a raccolta per fare massa critica, e spingere la Chiesa intera nel senso da esso auspicato. Senza dire che i vituperati <em>profeti di sventura<\/em> avevano visto giusto, come ammise, pochi anni dopo, Paolo VI&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mai, forse, un male pi\u00f9 grande \u00e8 stato fatto allo spirito religioso con cos\u00ec poche parole, e pronunciate, forse, con le migliori intenzioni: ma, per la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,117,157,255],"class_list":["post-28059","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-spirito-santo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28059","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28059"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28059\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}