{"id":28044,"date":"2019-06-06T11:24:00","date_gmt":"2019-06-06T11:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/06\/prima-regola-di-sopravvivenza-eliminare-i-parassiti\/"},"modified":"2019-06-06T11:24:00","modified_gmt":"2019-06-06T11:24:00","slug":"prima-regola-di-sopravvivenza-eliminare-i-parassiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/06\/prima-regola-di-sopravvivenza-eliminare-i-parassiti\/","title":{"rendered":"Prima regola di sopravvivenza: eliminare i parassiti"},"content":{"rendered":"<p>Il <em>Lancillotto<\/em> di Chr\u00e9tien de Troyes pone un problema ermeneutico piuttosto imbarazzante, perch\u00e9 esalta quell&#8217;amore-passione fuori del matrimonio, rispetto al quale i precedenti romanzi dell&#8217;autore, <em>Erec et Enide<\/em> e <em>Clig\u00e8s<\/em>, avevano eretto il loro inno di superiorit\u00e0 all&#8217;amore coniugale. Come risolvere questa contraddizione? La maggior parte degli storici della letteratura e dei critici propende per una spiegazione di ordine pratico e contingente: il <em>Lancillotto<\/em>, come del resto lo stesso Chr\u00e9tien afferma nella dedica, nasce da una richiesta di Maria di Champagne, per cui il poeta avrebbe ceduto alle pressioni di questa, e si sarebbe adattato a scrivere una storia nella quale non credeva intimamente, tanto che si sarebbe costantemente servito dell&#8217;ironia per prendere le distanze dal suo contento. In effetti, \u00e8 difficile immaginare una spiegazione diversa. In <em>Erec ed Enide<\/em> e nel <em>Clig\u00e8s<\/em>, Chr\u00e9tien ha mostrato come il vero amore sia l&#8217;amore fra marito e moglie, il solo capace di portare la relazione fra uomo e donna su un piano di totale nobilt\u00e0 e di assoluta spiritualit\u00e0, mentre l&#8217;amore passionale dell&#8217;amico per la sua dama conduce inevitabilmente al disordine dei sensi, all&#8217;adulterio e al disonore. Come potrebbe adesso magnificare l&#8217;amore di passione, quasi folle, sconsiderato e carico d&#8217;implicazioni cos\u00ec disonorevoli, che travolge un cavaliere come Lancillotto allorch\u00e9 s&#8217;invaghisce della regina Ginevra?<\/p>\n<p>Ebbene, un problema ermeneutico simile a questo si pone, ma su una scala immensamente pi\u00f9 vasta, e non solo per la letteratura, ma per tutte le manifestazioni dell&#8217;arte e del pensiero, allorch\u00e9 si considera non una singola opera, ma tutto l&#8217;insieme della produzione letteraria, filosofica, figurativa della modernit\u00e0; quando si allarga lo sguardo fino ad abbracciare l&#8217;intero panorama culturale moderno, cinema e teatro compresi. Come lo si deve interpretare: seriamente o ironicamente? La visione della vita, della societ\u00e0, della famiglia, del lavoro, dell&#8217;amicizia, dell&#8217;amore, del dovere e del piacere, che emerge dalle opere dei filosofi, dei poeti, dei romanzieri, dei drammaturghi, dei pittori moderni, esalta, in misura crescente, sempre pi\u00f9 decisa sistematica, le forze del disordine, della sregolatezza, del malessere, per non parlare del disonore, concetto peraltro quasi scomparso, dacch\u00e9 l&#8217;onore non \u00e8 pi\u00f9 un valore fondamentale nella vita degli uomini. Perch\u00e9 lo hanno fatto e perch\u00e9 continuano a farlo, usando dei toni sempre pi\u00f9 accesi e lasciandosi trasportare da una specie di cupa frenesia di morte, da una sorta di odio e disprezzo di s\u00e9, che culmina in un esplicito o implicito <em>cupio dissolvi<\/em>? E come conciliare un tale panorama di rovine fiammeggianti con i valori formalmente professati dalla societ\u00e0, almeno a livello pratico e individuale? Non ci risulta, infatti, che, nella maggior parte delle famiglie, o nelle scuole, o sui luoghi di lavoro, ai giovani venga somministrato <em>intenzionalmente<\/em> un simile nichilismo, i cui frutti del resto renderebbero impossibile la sopravvivenza della famiglia, della scuola e del lavoro. Si tratta allora di un tragico scherzo, di un&#8217;amara e incomprensibile ironia? Che cosa spinge gli artisti e gli intellettuali a trasmettere una visione della realt\u00e0 che contrasta con il sano e normale sentire della gente comune, anche se lentamente, inesorabilmente, finisce per penetrarvi e per modificarlo, staccando via via un numero crescente di persone dai valori tradizionali e portandole su posizioni nuove, radicalmente opposte, cariche d&#8217;angoscia, disperazione e nichilismo?<\/p>\n<p>Esiste uno scollamento radicale, irreconciliabile, fra ci\u00f2 che sta alla base del vivere civile e ordinato e ci\u00f2 che da anni, da decenni e ormai da secoli, vien proclamato da scrittori, poeti, pensatori, artisti, drammaturghi e, per ultimi, registi cinematografici. I frutti di questa incessante predicazione del caos e del nulla si fanno sentire in misura crescente, anche se per molto tempo non hanno avuto la forza d&#8217;incrinare la superficie ordinata dell&#8217;esistenza della maggior parte delle persone. In altre parole, il male \u00e8 stato predicato e glorificato per molto tempo, senza che il veleno riuscisse a diffondersi in profondit\u00e0; ma poi, a partire da un certo momento, il livello di saturazione \u00e8 stato raggiunto e ora \u00e8 evidente che il cupo scenario prefigurato dagli intellettuali \u00e8 divenuto realt\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;intero organismo sociale risulta gravemente intossicato, tanto da non aver pi\u00f9 le forze per reagire e scrollare da s\u00e9 la malattia. Sappiamo bene che gli intellettuali si difendono col respingere sdegnosamente l&#8217;accusa di essere gli agenti patogeni del nichilismo, e affermando di essere solo i testimoni di una crisi che non dipende da loro; e che anzi la societ\u00e0 dovrebbe ringraziarli perch\u00e9 essi mostrano a tutti i sintomi di un malessere che, altrimenti, seguiterebbe a progredire senza che la gente ne prenda piena consapevolezza. Per quel che ci riguarda, questo non \u00e8 che l&#8217;ultimo e pi\u00f9 vile tradimento di una casta di privilegiati parassiti che non hanno neppure il coraggio di guardarsi in faccia onestamente e di riconoscere tutto il male che hanno fatto, o del quale si sono resi complici pi\u00f9 che volonterosi: perch\u00e9, se pure \u00e8 vero che il male non parte da loro, \u00e8 per\u00f2 verissimo che, senza di loro, non si sarebbe diffuso in tutto l&#8217;organismo, ma sarebbe rimasto circoscritto in settori limitati del corpo sociale, e non sarebbe mai arrivato a minacciare il futuro delle giovani generazioni, come sta invece accadendo. Perci\u00f2 la responsabilit\u00e0 di questo esercito di predicatori della disperazione e del nulla rimane tutta intera, e quindi rimane la sconcertante domanda: perch\u00e9 lo fanno? Ci credono davvero? Che cosa ci guadagnano?<\/p>\n<p>Per cercar di rispondere a questi interrogativi, bisogna risalire a quando i sintomi della malattia si sono manifestati. Non vi sono dubbi in proposito: ci\u00f2 \u00e8 accaduto al sorgere della modernit\u00e0. Non si \u00e8 trattato di nichilismo fin dall&#8217;inizio, ma di ci\u00f2 che, un poco alla volta, lo avrebbe reso possibile e perfino inevitabile: l&#8217;edonismo, l&#8217;individualismo sfrenato, il narcisismo, l&#8217;accidia, l&#8217;incredulit\u00e0 e il sorgere di una visione materialista, contraddittoria e antiprovvidenzialistica della realt\u00e0. Ne vediamo le prime tracce in filosofia con Guglielmo di Ockham, in letteratura con Petrarca e Boccaccio. Inoltre vediamo fin dall&#8217;inizio, cio\u00e8 dalla tarda Scolastica in filosofia e dall&#8217;Umanesimo in letteratura, che questo nuovo orientamento degli intellettuali porta a una scissione e come a uno sdoppiamento dell&#8217;io, e apre una voragine fra il sentire e il pensare delle <em>\u00e9lite<\/em> e quello delle persone comuni; peggio ancora, esso ha operato una rottura deliberata, radicale e sistematica con la tradizione, ponendo il presente in antitesi con il passato. Il presente \u00e8 il bene, il passato \u00e8 il male; bisogna dimenticare il passato, maledirlo, bruciarlo, rimuoverlo, e volgere tutta l&#8217;attenzione solo al qui e ora, a questa nostra condizione di atomi gettati nell&#8217;immediato, in una gara di velocit\u00e0 con il <em>tempus edax<\/em>, il tempo divoratore, che c&#8217;insegue e ci preme alle spalle, per cui chi si ferma \u00e8 perduto. L&#8217;angoscia della modernit\u00e0 deriva anche da questo: dalla consapevolezza, o pi\u00f9 spesso dalla semplice intuizione, che fermarsi \u00e8 impossibile, che il riposo \u00e8 mortifero, che la contemplazione \u00e8 il trabocchetto mediante il quale un oscuro potere, pi\u00f9 grande di noi, cerca di perderci, di annientarci. Proprio perch\u00e9 l&#8217;uomo moderno ha smarrito la prospettiva dell&#8217;eterno, proprio perch\u00e9 vive immerso nel tempo, dolorosamente e senza speranza di redenzione da esso, il tempo \u00e8 divenuto s\u00ec, la promessa di beni e piaceri immediati, che sono alla sua portata e che egli deve cogliere, disprezzando ogni indugio e ogni scrupolo riguardo alla loro liceit\u00e0, ma anche, inevitabilmente, la sua camera della tortura, il suo supplizio, la sua inesauribile fonte d&#8217;angoscia, perch\u00e9, mano a mano che lo vede consumarsi ed esaurirsi, il suo intero essere gli appare minacciato da quella catastrofe finale che \u00e8 la distruzione totale e irrevocabile. Rifiutando il passato e disprezzando la tradizione, l&#8217;intellettuale moderno ha creato i presupposti per dare scacco matto a se stesso: non ha saputo elaborare una nuova visione della vita, coerente e ordinata, che conferisca a quest&#8217;ultima un significato; perci\u00f2 ha dovuto assistere impotente allo scatenarsi delle forze demoniache che lui stesso ha evocato.<\/p>\n<p>La gente comune, ripetiamo, \u00e8 rimasta a lungo estranea a questa ribellione contro la tradizione da parte degli intellettuali. Finch\u00e9 la cultura \u00e8 rimasta limitata alle universit\u00e0, alle corti e alle abbazie in piena decadenza, il male, pur essendo molto grave, non aveva ancora la possibilit\u00e0 di dilagare nell&#8217;intero corpo sociale. Ma quando sono apparsi gli strumenti, come la stampa e, pi\u00f9 tardi, i mezzi di comunicazione di massa, perch\u00e9 la visione delle <em>\u00e9lites<\/em> si potesse velocemente propagare, \u00e8 stato come quando, in una calda giornata d&#8217;estate, il fuoco si accende nella prateria, e subito avvampa tra la vegetazione secca: l&#8217;avvento della societ\u00e0 di massa, i consumi, la moda, il cinema, l&#8217;informatica e i telefonini hanno fatto il resto. Il nichilismo \u00e8 divenuto il novo credo dell&#8217;umanit\u00e0; e l&#8217;ultimo bastione della tradizione, la Chiesa cattolica, \u00e8 stato infiltrato dalle forze malefiche ed \u00e8 stato espugnato in men che non si dica, senza che la stragrande maggioranza dei fedeli e dello stesso clero, almeno sulle prime, se ne rendesse conto. Credevano che il pericolo fosse all&#8217;esterno, mentre la fortezza era stata gi\u00e0 conquistata dal nemico. Non \u00e8 stato un evento naturale, \u00e8 stato un complotto ordito con cura e sapientemente realizzato mediante un colpo di mano che ha introdotto i nemici al vertice della Chiesa, sotto le mentite spoglie del rinnovamento, della ripresa e addirittura di una &quot;nuova Pentecoste&quot; (concetto gi\u00e0 di per s\u00e9 blasfemo, e che avrebbe dovuto mettere in guardia quanti erano in buona fede, nonch\u00e9 capaci di capire quel che stava accadendo). Attraverso il Concilio Vaticano II, la mentalit\u00e0 secolarizzata, liberale, laicista, scettica e agnostica, si \u00e8 fatta strada sin nel cuore della liturgia, della pastorale e della dottrina: ma confezionata con tale arte, presentata in vesti cos\u00ec suadenti, e ornata di cos\u00ec belle parole &#8212; ecumenismo, dialogo interreligioso, medicina della dolcezza invece che della severit\u00e0, aggiornamento, rinnovamento, dissenso dai profeti di sventura &#8212; e garantita da due papi cos\u00ec credibili, il bonario e sorridente Giovanni XXIII e il tormentato, ma scrupoloso Paolo VI, entrambi poi innalzati agli onori dell&#8217;altare &#8212; che non era facile, per il semplice credente, capire che quei due signori stavano mettendo la loro faccia e la loro firma per coprire il pi\u00f9 inaudito tradimento contro la Chiesa e contro la divina Rivelazione che si sia mai verificato in milleduecento anni di storia. E con la caduta della Chiesa in mano ai suoi eterni nemici, i massoni animati da una diabolica volont\u00e0 di sovversione e coordinati dal giudaismo talmudico, che aveva covato per secoli la sua vendetta contro il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, ogni speranza di contenere la marea del nichilismo, che gi\u00e0 aveva invaso ogni altro ambito della societ\u00e0, \u00e8 caduta, lasciando gli uomini in balia dei loro sinistri fantasmi e dei loro demoni.<\/p>\n<p>Esistono ancora delle possibilit\u00e0 di ripresa e di salvezza? Tutto dipende dal grado di consapevolezza del male che ci affligge e dalla fermezza con la quale, una volta compresa la malattia e le sue cause, saremo capaci di reagire. Teoricamente, finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 vita c&#8217;\u00e8 speranza; tuttavia, se un organismo aggredito da un tumore non provvede a difendersi, la sua fine \u00e8 solo questione di tempo. Il nostro tumore \u00e8 quella stessa cultura della dissoluzione che ci ha condotti fin qui, minando le basi della famiglia, della societ\u00e0 e della fede in Dio; e gli agenti della metastasi sono stati gli intellettuali, o la gran maggioranza di essi. \u00c8 da questi parassiti malefici che dobbiamo difenderci. Come? Ignorandoli, cos\u00ec come bisogna ignorare le seduzioni del diabolico consumismo. Finch\u00e9 resteremo sotto l&#8217;incanto delle cose da possedere e finch\u00e9 ascolteremo le sirene di quegli individui malefici, i quali, spesso lautamente pagati, seguitano a diffondere tra noi la malattia, non avremo alcuna possibilit\u00e0 di salvezza. Noi stiamo finanziando i parassiti e gli agenti patogeni che ci stanno conducendo alla morte. Noi stiamo consentendo a una folla di sedicenti artisti, cantanti, attori, divi dello spettacolo di vario genere, giornalisti e conduttori televisivi, strapagati e assurdamente privilegiati, di spargere a piene mani i bacilli della malattia fra i nostri giovani. Un operaio che lavora in fabbrica tutto il mese, un&#8217;impiegata che si sfianca in ufficio, dietro lo sportello, danno al figlio adolescente i soldi per andare a farsi incretinire dai lazzi e dalle cantilene di morte di qualche <em>rapper<\/em> da strapazzo, assurdamente promosso al rango di celebrit\u00e0; danno soldi a quel figlio adolescente per comprarsi il vestito firmato, il telefonino di ultima generazione, magari facendo debiti o sobbarcandosi sacrifici disumani, pur di riuscire a soddisfarlo. Arrivano fino al punto di accompagnarlo personalmente, a notte fonda, in qualche discoteca, dove per due o tre ore si far\u00e0 investire da energie negative, condite di decibel oltre la soglia della sopportabilit\u00e0, e dalla quale uscir\u00e0 frastornato, avvilito, svuotato. Le forze del male hanno assunto i panni della quotidianit\u00e0, quasi dell&#8217;innocenza. Che c&#8217;\u00e8 di sbagliato nel permettere ai propri figli di distarsi, di divertirsi un poco? E intanto \u00e8 sempre pi\u00f9 raro, per non dire impossibile, vedere dei giovani a una concerto di musica classica, a una mostra d&#8217;arte (quella vera), a una conferenza seria, nella quale si riflette proprio sul loro domani. I giovani, quando si tratta di simili eventi, semplicemente non ci sono; sono troppo impegnati a <em>chattare<\/em>. Ecco: nella nostra incapacit\u00e0 di riconoscere i segni del pericolo, della presenza del male, \u00e8 la dimostrazione di quanto la malattia sia entrata in noi, abbia offuscato i nostri sensi, distorto la nostra intelligenza. Eppure, la via della liberazione parte da qui: dal rifiuto delle cose che ci rendono dipendenti, sia che si tratti di oggetti, sia che si tratti degli squallidi divi della modernit\u00e0. Possiamo ancora farcela? Da soli, certamente no. A Dio, per\u00f2, nulla \u00e8 impossibile&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Lancillotto di Chr\u00e9tien de Troyes pone un problema ermeneutico piuttosto imbarazzante, perch\u00e9 esalta quell&#8217;amore-passione fuori del matrimonio, rispetto al quale i precedenti romanzi dell&#8217;autore, Erec<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[141],"class_list":["post-28044","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28044","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28044"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28044\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}