{"id":28037,"date":"2020-03-18T03:29:00","date_gmt":"2020-03-18T03:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/18\/prigionieri-dellipnosi-collettiva\/"},"modified":"2020-03-18T03:29:00","modified_gmt":"2020-03-18T03:29:00","slug":"prigionieri-dellipnosi-collettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/18\/prigionieri-dellipnosi-collettiva\/","title":{"rendered":"Prigionieri dell&#8217;ipnosi collettiva"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda che stiamo vivendo a causa del Coronavirus, anzi, a causa di ci\u00f2 che crediamo essere dovuto al Coronavirus, \u00e8 emblematica di una nostra condizione assai pi\u00f9 ampia: perci\u00f2 faremo una breve riflessione sul primo aspetto, quello contingente, per poi allargare la prospettiva sul secondo, quello generale. Ci sar\u00e0 chiaro, allora, che cadremo prigionieri di ogni virus, di ogni allarme sanitario o di qualunque ogni altro <em>allarme<\/em> &#8211; si badi, non di ogni <em>pericol<\/em>o: perch\u00e9 siamo sotto l&#8217;effetto di un allarme pi\u00f9 che di un pericolo &#8212; chiss\u00e0 quante altre volte, con conseguenze catastrofiche sul piano pratico, politico, psicologico, ogni qualvolta il potere, per mezzo dei mass-media, grider\u00e0: <em>Al lupo, al lupo!<\/em>, finch\u00e9 non avremo capito che il potere ha una simile capacit\u00e0 di condizionarci solo perch\u00e9 noi gliela concediamo, abdicando alla nostra facolt\u00e0 critica e razionale e lasciandoci dominare da stati d&#8217;animo puramente emotivi.<\/p>\n<p>Partiamo dal Coronavirus. Non siano microbiologi n\u00e9 scienziati, eppure rivendichiamo il sacrosanto diritto di avere un&#8217;opinione in merito: e gi\u00e0 questa \u00e8 una trasgressione. Vorrebbero costringerci al silenzio sulle cose che ci toccano pi\u00f9 da vicino, in none del diritto a parlare dei soli esperti: ci\u00f2 significa che non siamo pi\u00f9 in democrazia, ma in tecnocrazia; buono a sapersi. Quelli che non possiedono specifiche competenze tecniche devono rassegnarsi a tacere e obbedire: questa \u00e8 la dittatura dei tecnici, vista e denunciata da Ernst J\u00fcnger; a suo tempo ne avevamo gi\u00e0 parlato (cfr. <em>Ernst J\u00fcnger, testimone inquieto del nostro tempo<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 1\/06\/07 e su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 24\/11\/17; e <em>Il soldato di J\u00fcnger \u00e8 l&#8217;uomo-massa in rivolta contro la massificazione, cio\u00e8 contro se stesso<\/em>, rispettivamente l&#8217;01\/03\/11 e il 12\/01\/18). Ma in nome di che cosa possiamo rivendicare il diritto ad avere un&#8217;opinione su una questione che non \u00e8 di nostra pertinenza, dal momento che non ne abbiamo una conoscenza adeguata? \u00c8 semplice, e non si tratta di una presunzione irragionevole: ce lo permettiamo in virt\u00f9 del fatto che l&#8217;aspetto tecnico \u00e8 solo uno dei lati della questione che ci preme, e rispetto alla quale le autorit\u00e0, e la societ\u00e0 nel suo insieme (almeno finch\u00e9 siamo ancora in democrazia; altrimenti, ci dicano chiaro e tondo che la democrazia \u00e8 sospesa fino a nuovo ordine) devono decidere quale linea d&#8217;azione adottare in vista del bene comune. Nel caso della diffusione di una malattia contagiosa, ma il ragionamento vale per qualunque altra situazione dagli effetti potenzialmente equivalenti, i lati di cui bisogna tener conto sono quello tecnico, quello organizzativo, quello economico e finanziario, quello sociale, quello psicologico, e infine, ma pi\u00f9 importante di tutti, quello politico: nel senso nobile della parola, come arte del bene comune. \u00c8 la politica, infatti, che deve operare la sintesi conclusiva fra le varie istanze, fra le diverse prospettive e le diverse ricette per affrontare un determinato problema; e poi passare alla fase operativa, con le decisioni da prendere e le cose da fare. La politica non pu\u00f2 delegare questo ad alcun altro; se lo fa, si auto-squalifica irreparabilmente e dichiara in faccia al mondo non solo la sua irrilevanza, ma anche la sua inutilit\u00e0. Tanto varrebbe, a quel punto, che i politici se ne andassero a casa, governo e parlamento compresi, e che tutto il potere rimanesse concentrato in una <em>\u00e9quipe<\/em> di tecnici, di esperti di questioni specifiche. Inutile dire che a quel punto, sul medio e lungo periodo, non ci sarebbe pi\u00f9 bisogno di consultazioni elettorali, perch\u00e9 se la politica non sa decidere da s\u00e9, a quale titolo i comuni cittadini potrebbero avanzare la pretesa di far valere la loro opinione e mandare al potere l&#8217;opinione della maggioranza? Niente affatto: il potere dovrebbe rimanere nelle mani dei tecnici, i soli che possiedono le conoscenze per saper riconoscere un determinato problema e per decidere quel che c&#8217;\u00e8 da fare, o da evitare, riguardo alla maniera pi\u00f9 idonea di affrontarlo.<\/p>\n<p>Per fare un esempio: poniamo che i tecnici, in questo caso i biologi, dicano che siamo in presenza di una vera e propria pandemia (del che, sia detto per inciso, non tutti sono persuasi: ma questo, ora come ora, \u00e8 meglio non dirlo ad alta voce, perch\u00e9 si rischia il linciaggio), cosa che renderebbe necessario vaccinare o &#8211; non potendo vaccinare, poich\u00e9 manca il vaccino &#8211; sottoporre a un tampone l&#8217;intera popolazione e chiudere, per misura precauzionale, tutti i luoghi dove le persone stanno a contatto, comprese le fabbriche e ogni genere di servizi, tranne quelli assolutamente indispensabili: vale a dire chiudere in casa, senza eccezione, tutti i cittadini, organizzando un sistema di rifornimenti alimentari e medicinali che passino casa per casa, con tuta antibatterica e mascherina, e un sistema di pagamento computerizzato a domicilio. Facciamo anche notare, sempre di sfuggita, che nemmeno un approccio cos\u00ec radicale \u00e8 immune da difficolt\u00e0 e contraddizioni interne: anche in questi giorni abbiamo visto fior di specialisti disputare in maniera anche assai vivace fra di loro, a riprova del fatto che il parere della scienza non \u00e8 mai univoco come sovente i divulgatori scientifici, che non sono scienziati ma che proprio per questo vogliono far vedere di essere pi\u00f9 scientisti degli scienziati stessi, sono soliti raccontare. E si noti che il disaccordo fra tecnici non verte su questioni secondarie, ma anche su questioni centrali; e ci\u00f2 apparirebbe in maniera ancor pi\u00f9 clamorosa se fosse possibile un vero e libero confronto fra i microbiologi, perch\u00e9 nella scienza sta accadendo la stessa cosa che accade al di fuori di essa: nella societ\u00e0 si tende ad imporre il punto di vista della scienza, ma all&#8217;interno della ricerca scientifica non c&#8217;\u00e8 la piena libert\u00e0 di espressione, perch\u00e9 esprimere valutazioni che si discostano troppo dal paradigma ufficiale significa rischiar l&#8217;espulsione dall&#8217;ordine medico, come \u00e8 accaduto a quei medici che hanno espresso opinioni eterodosse riguardo all&#8217;obbligo dei vaccini. E tuttavia ammettiamo, per amore d&#8217;ipotesi, che vi sia unanimit\u00e0, o almeno un larghissimo consenso fra i tecnici.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi il lato organizzativo: qui vengono avanti un altro tipo di tecnici, non gli scienziati ma gli amministratori pubblici, i funzionari della protezione civile, e soprattutto i sindaci e i presidenti delle regioni: a loro spetta dire se quei provvedimento siano opportuni, in primo luogo e dal loro punto di vista; poi, se siano materialmente attuabili. Bisogna tener conto del loro responso: altrimenti sarebbe come voler fare il pane senza disporre della farina necessaria. Quindi \u00e8 la volta degli economisti e degli esperti di finanza: anch&#8217;essi dei tecnici, ma di un altro tipo ancora. Essi hanno non solo il diritto, ma il dovere di dire se quel genere di provvedimenti siano sostenibili, e prospettarne le prevedibili conseguenze. Siamo gi\u00e0 al terzo giro di consultazioni. Poniamo che i biologi abbiano detto: \u00e8 necessario fare cos\u00ec; e che anche gli amministratori si siano dichiarati favorevoli. Ma se gli economisti dicessero che quei provvedimenti sono insostenibili e che provocherebbero il crollo irreversibile dell&#8217;economia e il crack finanziario dello Stato, forse, a quel punto, sarebbe opportuno riflettere a lungo prima di prendere una decisione, e soppesare con la massima seriet\u00e0 anche questo lato della medaglia. Oltre tutto, se l&#8217;economia crolla e la finanza implode, la sanit\u00e0 verrebbe immediatamente abbandonata a se stessi: e allora chi si prenderebbe cura dei pazienti negli ospedali? Chi pagherebbe gli stipendi al personale sanitario? Da dove verrebbero i pasti per i ricoverati, l&#8217;elettricit\u00e0 per far funzionare le attrezzature terapeutiche, la benzina per le autoambulanze, eccetera? E gi\u00e0 qui saremmo arrivati in un vicolo cieco. Quarto giro di consultazioni: l&#8217;aspetto sociale. Qui la parola passerebbe dai tecnici in senso stretto a quanti hanno la capacit\u00e0 di valutare l&#8217;impatto sociale di una decisione come quella di arrestare completamente le attivit\u00e0 produttive e di commissariare o medicalizzare l&#8217;intera popolazione: non tanto i sociologi &#8212; la sociologia, comunque, non \u00e8 una scienza, come non lo \u00e8 neppure la psicologia &#8212; quanto, appunto, i politici, i quali finalmente tornerebbero ad aver voce in capitolo. E non si pensi ai politici, lo ripetiamo, nell&#8217;accezione comune della parola, che \u00e8 immancabilmente connotata di una valenza negativa, stante il giudizio del cittadino medio nei confronti della classe politica del nostro Paese; ma ai politici nel senso etimologico della parola, coloro i quali si occupano della <em>polis<\/em> e quindi del bene comune. Nel formulare una valutazione, essi dovranno tener conto anche dei fattori legati alla tutela dell&#8217;ordine pubblico, e quindi dovranno sentire il parere dei prefetti, dei vertici delle forze dell&#8217;ordine, e avere anche un parere dei costituzionalisti, cio\u00e8 della magistratura, perch\u00e9 non stiamo parlando di noccioline ma della sostenibilit\u00e0 di quelle misure dal punto di vista della tenuta della nazione, oltre che della loro legittimit\u00e0 dal punto di vista giuridico. Inoltre i politici dovranno tener conto dei fattori psicologici e perci\u00f2 &#8212; quinto giro &#8212; consultare <em>anche<\/em> gli specialisti in materia, gli psicologi, ma sempre riservandosi di utilizzare i dati da essi offerti e non mettendosi al rimorchio. Potrebbe emergere, ad esempio, che mettere in quarantena, per un tempo illimitato, sessanta milioni di persone, rischierebbe di produrre effetti gravissimi sulla stabilit\u00e0 psichica di molte persone, cominciando ovviamente da quelle pi\u00f9 fragili: ma chi di noi non si porta addosso una certa dose di fragilit\u00e0 psicologica ed emotiva, frutto del sistema di vita tipicamente moderno, che non favorisce la stabilit\u00e0 e l&#8217;equilibrio ma crea continuamente ansia e senso d&#8217;incertezza? Ora, ci\u00f2 a cui stiamo assistendo, e non solo nel nostro Paese, ma un po&#8217; in tutto il mondo, con l&#8217;eccezione dei governi dittatoriali, come la Cina, e di quelli che tengono in equilibrio democrazia e autorit\u00e0, come la Russia (perch\u00e9 hanno capito che la democrazia liberale pura e semplice \u00e8 il cavallo di Troia del potere finanziario mondiale) \u00e8 che la politica si \u00e8 ritirata, ha praticamente abdicato e si \u00e8 rimessa al parere dei tecnici, precisamente degli scienziati, che sono i super-tecnici e che, in una situazione di paura, anzi di panico (in Germania le persone si prendono gi\u00e0 a botte per accaparrarsi la carta igienica nei supermercati), si vedono riconosciuto da ogni parte il ruolo di quelli che devono pronunciare la parola salvifica e decisiva. Gli altri tecnici, gli amministratori, gli economisti, hanno assai meno voce in capitolo. Quelli per\u00f2 che ne hanno meno di tutti sono, paradossalmente, proprio quelli che dovrebbero governare, cio\u00e8 quelli che sono stati eletti non per fare ci\u00f2 che dice qualcun altro, per quanto tecnicamente preparato, ma ci\u00f2 che giudicano essere il bene per la nazione, decidendo in maniera autonoma e rispettando il mandato ricevuto dagli elettori. Mandato che non include, evidentemente, la rinuncia alla democrazia, perch\u00e9 sarebbe contraddittorio e un tantino immorale (voi che ne dite?) adoperare il voto dei cittadini per espropriare &quot;legalmente&quot; i cittadini stessi del diritto di voto.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo adesso di allargare lo sguardo e considerare queste problematiche in una prospettiva molto pi\u00f9 ampia. La vicenda del Coronavirus \u00e8 solo un caso particolare, e non \u00e8 neanche il primo, di una problematica assai pi\u00f9 vasta, che ruota attorno allo sfruttamento della paura da parte del potere. Non vogliamo qui discutere se il Coronavirus sia giunto a spandersi fra le popolazioni per via naturale o per via artificiale, ossia criminale, da parte di qualche agenzia militare legata ai servizi segreti (di chi, secondo noi, lo abbiamo gi\u00e0 detto: della superpotenza statunitense, a sua volta manovrata da poteri ancor pi\u00f9 occulti e innominabili); e neppure quali siano le reali caratteristiche di questo virus e quale la sua pericolosit\u00e0 oggettiva, cosa della quale abbiamo gi\u00e0 parlato, sostenendo, fin dall&#8217;inizio, che tale pericolo \u00e8 stato enormemente ingigantito dai politici e da tutto l&#8217;apparato mediatico, anche sotto la suggestione dell&#8217;ambiente medico e scientifico. Tale opinione si \u00e8 formata in noi non sulla base di conoscenze specifiche, che non possediamo, ma mettendo a confronto alcuni interventi di diversi rappresentanti di quell&#8217;ambiente e confrontandoli con l&#8217;approccio di altri governi e di altre comunit\u00e0 mediche e scientifiche. Ci\u00f2 su cui vogliamo richiamare l&#8217;attenzione, adesso, \u00e8 un altro aspetto della questione: e cio\u00e8 il fatto che non \u00e8 necessario che esista davvero un pericolo molto grave, per ottenere gli stessi effetti che se ci fosse davvero, ossia il panico fra la popolazione e la sua spontanea accettazione che siano sospese le garanzie democratiche pi\u00f9 elementari e che sia arrestata bruscamente l&#8217;intera attivit\u00e0 produttiva e commerciale. In altre parole, chi controlla i mass-media controlla anche le emozioni della gente: e se la gente viene bombardata decine e centinaia di volta al giorno da notizie angosciose e allarmanti, mentre gi\u00e0 il solo fatto di trovarsi praticamente agli arresti domiciliari a tempo indefinito, provoca, di per s\u00e9, una sensazione di frustrazione, sbigottimento e aggressivit\u00e0 repressa, il risultato \u00e8 che chi agita lo spauracchio del pericolo ha in mano, letteralmente, la vita o la morte dei popoli e delle nazioni, dai pi\u00f9 piccoli ai pi\u00f9 grandi. Ebbene, una semplice induzione permette di risalire al primo anello e, come avrebbero detto i filosofi classici, alla causa prima di una tale strategia. I mass-media sono di propriet\u00e0 delle grandi banche, e le grandi banche sono anche le pi\u00f9 dirette interessate alle politiche sanitarie dei governi, e agli affari che si possono fare con la malattia (vedi vaccinazioni obbligatorie), o con la paura di essa, grazie al controllo che esercitano sulle multinazionali farmaceutiche. Cos\u00ec, un passo dopo l&#8217;altro, siamo arrivati a individuare il probabile motore originario di uno scenario di terrore permanente a livello mondiale. Ieri \u00e8 stato l&#8217;11 settembre 2001 negli Stati Uniti, oggi il Coronavirus in tutta Europa e anche negli altri continenti. Si direbbe che il raggio d&#8217;azione di una tale strategia si allarghi sempre pi\u00f9, mano a mano che l&#8217;esperienza va dimostrando la sua efficacia impressionante&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda che stiamo vivendo a causa del Coronavirus, anzi, a causa di ci\u00f2 che crediamo essere dovuto al Coronavirus, \u00e8 emblematica di una nostra condizione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-28037","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28037","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28037"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28037\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28037"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}