{"id":28036,"date":"2009-07-23T10:53:00","date_gmt":"2009-07-23T10:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/23\/prigioniera-del-passato-lanima-non-riesce-a-scorgere-la-luce\/"},"modified":"2009-07-23T10:53:00","modified_gmt":"2009-07-23T10:53:00","slug":"prigioniera-del-passato-lanima-non-riesce-a-scorgere-la-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/23\/prigioniera-del-passato-lanima-non-riesce-a-scorgere-la-luce\/","title":{"rendered":"Prigioniera del passato, l&#8217;anima non riesce a scorgere la luce"},"content":{"rendered":"<p>\u00abEd \u00e8 per questo che hai finito per riversare tutto il tuo bisogno di dare e ricevere amore sulla tua cagnetta?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 per questo. Ma tu non riderne.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon ne rido affatto. E nemmeno ti far\u00f2 la solita, insulsa osservazione che \u00e8 un vero spreco riversare tanta capacit\u00e0 di amore su un animale, invece che su degli esseri umani. Ho avuto anch&#8217;io una cagnetta, affettuosa e intelligentissima, e ho imparato ad apprezzare l&#8217;enorme capacit\u00e0 di bene che si cela in questi nostri fratelli minori. E poi, l&#8217;amore \u00e8 sempre amore: non \u00e8 possibile distinguerne le manifestazioni in base ad una gerarchia di soggetti.<\/p>\n<p>Solo, mi limito a pensare che devi essere stata molto sfiduciata verso i tuoi simili, o verso te stessa, per arrivare a ritenere che solamente un animale potesse colmare il tuo vuoto interiore&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Lei mi guarda con tristezza: non pi\u00f9 giovane, ma sempre bella. Somiglia un po&#8217; alla scrittrice Margaret Mazzantini.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 come se parlasse da sola: \u00e8 talmente abituata alla solitudine interiore, che non sente il bisogno di fissarmi negli occhi, anche se mi sta raccontando pi\u00f9 cose di se stessa, di quante non ne abbia mai dette ad anima vivente.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stata una mossa obbligata per salvare me stessa e per salvare gli equilibri della mia vita sociale e affettiva. Senza la mia cagnetta, non ce l&#8217;avrei fatta a sopportare la recita che mi sono imposta, la maschera che ho finito per indossare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVedo. Ma hai pagato un prezzo altissimo: quello di rinunciare ad essere te stessa, a vivere la tua vita, a cercare &#8211; come tutti &#8211; la tua parte di felicit\u00e0&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon avevo scelta. Non volevo far soffrire coloro che mi vivono accanto, nessuno dei quali neppure s&#8217;immagina cosa sia stata la mia vita, in realt\u00e0, dietro le apparenze rassicuranti di una posata tranquillit\u00e0 borghese.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVuol dire che hai vissuto in mezzo a dei ciechi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; a dei bambini. Dei bambini che non vogliono sapere, che non desiderano essere turbati. Io, almeno, non ho mai avuto il coraggio di farlo. \u00bb<\/p>\n<p>\u00abE a te, chi ha pensato? Chi ti ha fatto coraggio, quando ne avevi bisogno? E adesso, che devi fare i conti con la malattia, su chi ti puoi appoggiare?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSu nessuno. Sono sola.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNeppure le persone pi\u00f9 intime?&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuelle, meno di chiunque altro. Ho cercato conforto nelle pratiche benefiche, nella preghiera&#8230; Ora, ho bisogno di silenzio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerto. L&#8217;anima, per ritrovarsi, ha bisogno di silenzio; ma c&#8217;\u00e8 silenzio e silenzio. Tu stai fuggendo; e, cos\u00ec, dubito che si possa trovare la pace.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAdesso non mi giudicare. Ho gi\u00e0 sofferto abbastanza.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAssolutamente no. Non \u00e8 per giudicarti che ti dico cos\u00ec, ma perch\u00e9 penso che tu possa ancora reimpostare la tua vita nel senso dell&#8217;apertura, della speranza.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuale speranza? Ormai \u00e8 troppo tardi, per me.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 mai troppo tardi per nessuno.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abParole. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 sempre tempo, se lo vogliamo. Fino all&#8217;ultimo giorno della nostra vita terrena.\u00bb<\/p>\n<p>Di nuovo mi guarda, e un&#8217;espressione indefinibile passa velocemente attraverso i suoi occhi profondi, ravvivati da una luce intensa.<\/p>\n<p>\u00c8 un mattino estivo pieno di sole, fresco e ventilato; la campagna \u00e8 un tripudio di colori, di suoni, di profumi.<\/p>\n<p>Il cielo \u00e8 immenso, come un occhio azzurro dilatato a dismisura e solcato da bianchi velieri di spuma che veleggiano verso l&#8217;infinito.<\/p>\n<p>In alto, sopra le montagne, la Luna piena impallidisce: quella Luna che gli uomini pretendono di avere \u00abconquistato\u00bb giusto quarant&#8217;anni fa, in un giorno di luglio simile a questo. Ma quella bandiera a stelle e strisce che garrisce al vento, su di un corpo celeste privo di atmosfera, sembra voler raccontare un&#8217;altra storia, ben diversa da quella ufficialmente accreditata. Una storia magari tutta da riscrivere.<\/p>\n<p>\u00abForse &#8211; riprende lei, pensosa &#8211; la vita \u00e9 solamente giusta, dopotutto. D\u00e0 a ciascuno secondo i suoi meriti; e, se toglie, vuol dire che non meritavamo di pi\u00f9.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;importante \u00e8 essere in pace con se stessi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 io sto facendo un bilancio, non \u00e8 vero?, e forse i conti non tornano, alla fine. Forse c&#8217;\u00e8 qualcosa di sbagliato, nella mia partita doppia del dare e dell&#8217;avere. So di aver dato molto, e di aver ricevuto, anche; ma non nel modo in cui ne avrei avuto bisogno. Alla fine, l&#8217;unica persona a cui non ho saputo dare abbastanza amore, sono stata proprio io.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi sarai chiesta come sia potuto accadere&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. Ma non ho trovato la risposta. Mi volevo punire, forse.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPunire di che cosa?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDi non essermi voluta bene.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa questo \u00e8 un circolo vizioso.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, non di non essermi voluta bene. Di non essere stata amata, quando ero piccola, da chi avrebbe dovuto farlo. Di non essere stata capita, protetta, incoraggiata&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE hai deciso di punirti riversando sugli altri tutta la tua capacit\u00f2 di amore, tranne che su te stessa; anzi, escludendoti volutamente.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. Per quanto possa sembrare strano e quasi incredibile, penso che la verit\u00e0 sia questa; che sia andata proprio cos\u00ec&#8230; A che cosa stai pensando?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAl fatto che molti di noi vivono prigionieri del proprio passato, delle ferite che hanno ricevuto tanto tempo prima&#8230; E questa \u00e8 la forma pi\u00f9 crudele di autopunizione: infatti, quale creatura vivente potrebbe avere la meglio nella lotta contro un fantasma?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi riferisci a me?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, a moltissime persone. \u00c8 una malattia estremamente diffusa: consentire al passato di condizionare il proprio presente, fino al punto di imprigionare l&#8217;anima in una tela vischiosa, dalla quale diventa impossibile uscire. L&#8217;anima, per sua natura, si protende verso la luce; ma, prigioniera del passato, dei rimpianti, dei rimorsi, dei sensi di colpa, alla fine non \u00e8 pi\u00f9 neanche in grado di vederla. E, senza la luce, l&#8217;anima muore.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIo mi sento morta, infatti. Morta dentro: ma senza drammi e senza clamore; anzi, nel modo pi\u00f9 discreto e silenzioso&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 quello che credi adesso. Ma, in realt\u00e0, il semplice fatto che tu faccia queste riflessioni, dimostra che in te c&#8217;\u00e8 ancora una scintilla di vita, una scintilla che cerca la luce; e che, se riesce a trovare alimento, pu\u00f2 ancora ardere come un gran fuoco.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abFino all&#8217;ultimo giorno di vita, vero?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEsatto: fino all&#8217;ultimo giorno di vita.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTuttavia, rassicurati: io non mi sento infelice, n\u00e9 angosciata; e avverto che la mia vita non \u00e8 stata vuota&#8230; E io, adesso, sto imparando ad amarmi. Per lo meno, sento che adesso mi amo come non avevo mai saputo fare prima.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNe sono felice. Ma se ti senti morta, come faccio a credere che tu non ti senta infelice? Forse, hai imparato l&#8217;arte di anestetizzare il dolore, fino a non sentirlo pi\u00f9. Ma non \u00e8 un buon segno: perch\u00e9, fino a quando si sente di soffrire, si ha anche la certezza di essere vivi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa io sono stanca di soffrire, stanca&#8230; Credo di aver sofferto abbastanza; ora vorrei solo godermi un po&#8217; di pace, di quiete.\u00bb<\/p>\n<p>Sospira, e torna a guardarmi. Poi lascia correre lo sguardo sul verde paesaggio delle colline, ma si capisce che non lo vede nemmeno. Sta pensando a qualcosa, o forse vede altri luoghi e altri paesaggi: quelli dell&#8217;infanzia, della giovinezza lontana.<\/p>\n<p>Il canto degli uccelli innumerevoli, i loro voli che s&#8217;intrecciano nell&#8217;aria, creano una tale atmosfera di serenit\u00e0 e di armonia, che a stento si crederebbe che la vita possa essere anche crudele, a volte; che possa segnare a fuoco delle anime, per tutto il resto della loro vita terrena.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 cos\u00ec; e la voce di lei, fievole come quella di un&#8217;eco che si spegne, sembra venire da molto, molto lontano: da un altro tempo, da un altro spazio.<\/p>\n<p>Forse, ora, si rivede com&#8217;era a otto anni, a quindici anni; forse si rivede com&#8217;era a vent&#8217;anni, a trent&#8217;anni. Rivede le tappe della sua vita, il peso crescente delle delusioni, la volont\u00e0 ostinata di proteggersi dietro una maschera &#8211; o, piuttosto, di proteggere gli altri.<\/p>\n<p>Gli altri: quei bambini cresciuti che non hanno mai saputo vedere, capire, aiutare; che l&#8217;hanno sempre lasciata sola, pur in mezzo alla loro presenza fisica.<\/p>\n<p>Devo quasi tendere gli orecchi per afferrare la sua voce, quando riprende a parlare, dopo una pausa cos\u00ec lunga che credevo non sarebbe pi\u00f9 finita.<\/p>\n<p>\u00abA volte mi pare tutto un sogno. A volte mi chiedo se davvero appartengo a questa umanit\u00e0, o se non vi sono finita per errore, arrivando da non so dove. Qualche volta me lo hanno chiesto, sai?; mi hanno domandato: ma tu, da dove arrivi?\u00bb<\/p>\n<p>Annuisco in silenzio, prima di rispondere: \u00abIn fondo, questa domanda vale per ciascuno di noi. La verit\u00e0 \u00e8 che non sappiamo esattamente da dove veniamo. Certo, veniamo dall&#8217;Essere: ma come siamo arrivati qui? Che cosa siamo stati chiamati a fare? Perch\u00e9 ci accade cos\u00ec spesso di sentirci strani, come degli oggetti fuori posto? Non lo sappiamo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPer\u00f2 continuiamo a domandarcelo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon possiamo farne a meno: \u00e8 nella nostra natura, \u00e8 il nostro marchio di origine. Il giorno in cui smettessimo di farci queste domande, vorrebbe dire che siamo veramente morti. \u00c8 il nostro modo di cercare la luce, di dare un senso al nostro esistere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE tu, a quali conclusioni sei giunto?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abA una conclusione molto semplice, almeno in apparenza. Ma ci sono arrivato dopo una intera vita di ricerca; e non intendo solo sui libri, ma nella realt\u00e0 di ogni giorno. Sono giunto alla conclusione che siamo stati chiamati qui per amare; null&#8217;altro.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPer amare ed essere amati, direbbe sant&#8217;Agostino.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo: per amare. L&#8217;essere amati \u00e8 una conseguenza. Quando l&#8217;anima diviene capace di amore &#8211; e non \u00e8 cosa da tutti, nulla a che vedere con l&#8217;abuso che si fa continuamente di quella parola e del suo concetto &#8211; ebbene, a quel punto non pu\u00f2 non diventare amabile, non pu\u00f2 non essere amata. Come dice il padre Dante: &quot;Amor, ch&#8217;a nullo amato amar perdona&quot;, eccetera. Se si ama veramente, non si pu\u00f2 non divenire degni di amore da parte dell&#8217;altro.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa forse non veniamo amati dalle persone giuste, oppure nel modo giusto&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLe persone che ci amano realmente per quello che siamo, sono sempre le persone giuste; e il loro modo di amarci, \u00e8 sempre quello giusto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEppure, a me non sembra&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVuol dire che non era vero amore. Ma l&#8217;amore vero \u00e8 una forza irresistibile, alla quale non si pu\u00f2 non consentire. Dante ha detto, in quei versi, una verit\u00e0 molto pi\u00f9 profonda di quello che non credano coloro i quali li leggono in maniera superficiale&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa se noi non siamo amati da nessuno?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEppure siamo qui per un atto di amore. Non solo dei nostri genitori e di quelli che li hanno preceduti; ma, prima di tutto, da parte dell&#8217;Essere, che ci ha chiamati dal nulla del non-essere. Noi non siamo mai veramente soli, non siamo mai del tutto abbandonati. Siamo anzi estremamente preziosi e importanti, perch\u00e9 siamo amati dall&#8217;Essere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTutti, uno per uno?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTutti, e non solo noi umani: sino all&#8217;ultimo filo d&#8217;erba.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSe \u00e8 cos\u00ec, nessuno vive invano; e siamo davvero importanti.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo siamo, ma tendiamo a dimenticarcene. Siamo come colui che possiede un ricchissimo tesoro, ma lo lascia ammuffire nei sotterranei del proprio palazzo, sino al punto di scordarsi che esso sia mai esistito.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE qual \u00e8 codesto tesoro, che abbiamo scordato di possedere?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;anima.\u00bb<\/p>\n<p>Adesso mi sorride e mi guarda a lungo, con dolcezza.<\/p>\n<p>Le rondini sfrecciano velocissime nell&#8217;aria trasparente del mattino, e le montagne paiono cos\u00ec vicine, da poterle toccare ad una ad una, solo allungando una mano.<\/p>\n<p>E tutto \u00e8 pace, bellezza, armonia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abEd \u00e8 per questo che hai finito per riversare tutto il tuo bisogno di dare e ricevere amore sulla tua cagnetta?\u00bb. \u00abS\u00ec, \u00e8 per questo. 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