{"id":28028,"date":"2016-11-30T03:20:00","date_gmt":"2016-11-30T03:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/30\/impadronitisi-del-marchio-di-fabbrica-ora-stanno-cambiando-il-prodotto\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"impadronitisi-del-marchio-di-fabbrica-ora-stanno-cambiando-il-prodotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/30\/impadronitisi-del-marchio-di-fabbrica-ora-stanno-cambiando-il-prodotto\/","title":{"rendered":"Impadronitisi del marchio di fabbrica, ora stanno cambiando il prodotto"},"content":{"rendered":"<p>Stiamo attraversando tempi difficili, come forse poche altre volte nella storia \u00e8 capitato.<\/p>\n<p>Il mondo profano ha conosciuto altre crisi, anche nei tempi moderni, e forse peggiori di questa; pure, dopo ogni caduta, \u00e8 stata possibile la ripresa, la ricostruzione: dalle macerie \u00e8 emersa una umanit\u00e0 indomita, ansiosa di volare pagina, di ricominciare, e di costruire qualcosa da lasciare ai propri figli, alle generazioni future.<\/p>\n<p>Ora no. Ora il mondo \u00e8 prostrato, accasciato su se stesso; non ha subito una prova come le due guerre mondiali, ma si direbbe che l&#8217;esperienza della modernit\u00e0, della tecnologia avanzata pervasiva, del benessere consumista e fine a se stesso, ne abbiano prosciugato le energie, ne abbiano spenta la voglia di vivere: e le culle vuote sono l&#8217;inequivocabile segnale di una crisi spirituale senza precedenti, di una sfiducia nel futuro, quale non si era mai vista, neppure nei momenti pi\u00f9 bui della storia.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, la crisi ha investito in pieno anche la sfera del sacro: mai come oggi gli uomini si sono allontanati dalla religione, mai come oggi hanno perso la loro spiritualit\u00e0; si sono inariditi, si sono rimpiccioliti, e, quel che \u00e8 peggio, hanno portato la loro incredulit\u00e0 fin dentro la cittadella della Chiesa, ma senza esserne del tutto consapevoli, o, forse, essendone consapevoli anche troppo: con il risultato che hanno inquinato le sorgenti stesse della fede, hanno alterato la sacra liturgia, la pastorale, il catechismo, perfino i dogmi e la morale cattolica. E tutto questo l&#8217;hanno chiamato, con vuota enfasi celebrativa, &quot;aggiornamento&quot;, &quot;dialogo col mondo&quot;, &quot;andare incontro al mondo&quot;; l&#8217;hanno chiamato &quot;svolta antropologica&quot;, &quot;teologia negativa&quot;, &quot;teologia del silenzio di Dio&quot; e in cento altre maniere, tutte pi\u00f9 o meno barocche, pi\u00f9 o meno balorde, compiacendosi di se stessi e applaudendosi e complimentandosi l&#8217;un altro, come l&#8217;asino del proverbio latino, che si strofina all&#8217;altro asino (<em>asinus asinum fricat<\/em>), per nascondere la semplice verit\u00e0: e cio\u00e8 che non l&#8217;uomo si \u00e8 fatto adulto, ma che si \u00e8 rimbambito a furia di praticare il culto della propria intelligenza. Non \u00e8 ritornato bambino, come auspicato dal Vangelo, per accogliere la fede con la semplicit\u00e0 e il candore d&#8217;un fanciullo; si \u00e8 rimbamboccito, conservando, cio\u00e8, i vizi dell&#8217;adulto, a cominciare dalla superbia, dall&#8217;irriverenza, dal cinismo, dallo scetticismo radicale, ma innestandoli in un orizzonte mentale sempre pi\u00f9 asfittico, sempre pi\u00f9 bamboccesco, come un pargoletto cresciuto male e ormai incapace di recuperare il ritardo, di responsabilizzarsi, di maturare come dovrebbe farlo una persona normale.<\/p>\n<p>Il Vangelo \u00e8 il sale del mondo; ma se coloro che lo annunciano hanno perso il senso del gusto, chi lo annuncer\u00e0? Tristissimo spettacolo quello di una Chiesa cattolica, la quale, dopo duemila anni di storia, durante i quali ha tenuto alto il vessillo della fede, \u00e8 stata maestra di civilt\u00e0 e di spiritualit\u00e0 ai popoli, ai regni, agli imperatori, e perfino ai nemici che da ogni parte l&#8217;assalivano, trasformandoli, a loro volta, in figli amorevoli e in valorosi combattenti, pronti a difenderla, ora invece sembra ansiosa di svendere il suo patrimonio ideale, disprezza il proprio passato, si autoaccusa di colpe reali e, pi\u00f9 spesso, immaginarie, e intanto cerca di compiacere il mondo, di essergli gradita, di farsi quasi perdonare la colpa d&#8217;esistere, e si d\u00e0 un gran daffare per strappare l&#8217;applauso del mondo, l&#8217;approvazione del mondo, le lodi del mondo. Tristissimo momento storico, quando i Pannella, gli Scalfari, le Bonino, levano alte lodi alla Chiesa cattolica, che essi hanno sempre odiato e detestato, e che vorrebbero vedere distrutta, mentre i santi, come san Pio da Pietrelcina, vengono da essa perseguitati, con astio, con accanimento, con tenacia veramente diabolica (strana coincidenza: la seconda, e pi\u00f9 grave, persecuzione di San Pio ha inizio con l&#8217;ascesa al soglio pontificio di Giovanni XXIII e coincide con gli anni del Concilio Vaticano II, delle cui novit\u00e0 egli non era affatto persuaso).<\/p>\n<p>In questo momento storico tanto difficile, la Chiesa soltanto, cadute le altre ideologie, possedeva l&#8217;esperienza, la saggezza, la cultura e la prudenza per offrire un conforto e un progetto di rinnovamento all&#8217;umanit\u00e0 stanca e avvilita; e invece di fare ci\u00f2, invece di restare fedele alla propria missione e al mandato di Ges\u00f9 Cristo, <em>Andate e annunciate il Vangelo<\/em>, si \u00e8 persa per strada, si \u00e8 ingolfata in astruse e velleitarie dottrine moderniste, ha scambiato il dialogo con le altre confessioni cristiane e con le altre religioni per una rinuncia alla propria verit\u00e0 assoluta e trascendente; ha voluto storicizzarsi, proclamarsi soggetta al mutare dei tempi, bisognosa di continui aggiornamenti. E siccome il Progresso corre sempre pi\u00f9 in fretta, anche la Chiesa si \u00e8 messa a correre, sempre pi\u00f9 in fretta, sempre pi\u00f9 affannosamente. A forza di correre e correre, tutti questi teologi modernisti e questi preti progressisti, tutti questi vescovi storicisti e relativisti, si son lasciati sfuggire per strada la cosa essenziale: l&#8217;anima del Vangelo, che \u00e8 fatta di amore e di timor di Dio. <em>Amore e timore<\/em> di Dio, ripetiamo: perch\u00e9 l&#8217;uno non sta senza l&#8217;altro, sono le due facce di una stessa medaglia, e sempre lo sono state; ci volevano le teste d&#8217;uovo sbucate fuori dal Concilio Vaticano II per rovesciare la prospettiva, e pretendere che il timore sparisse, che la giustizia sparisse, che il castigo sparisse, e rimanessero solo, trionfalisticamente, la misericordia, il perdono, la beatitudine. Ma una misericordia senza giustizia \u00e8 una spaventosa deformazione del volto di Dio; un perdono senza giustizia, \u00e8 un controsenso logico e morale; e la beatitudine senza il castigo per i malvagi, sarebbe una cosa priva di senso.<\/p>\n<p>Quello che si sta formando \u00e8 un neo-cattolicesimo modernista e storicista: modernista, perch\u00e9 \u00e8 intimamente compenetrato dei valori della modernit\u00e0 &#8212; che sono, giova ricordarlo a chi non lo vuol sapere o non lo vuol vedere, per loro stessa natura, radicalmente anticristiani, come la storia degli ultimi tre secoli dimostra <em>ad abundantiam<\/em>, e, per chi non sia del tutto cieco, continua a dimostrare, pi\u00f9 che mai, anche ai nostri giorni; e storicista perch\u00e9 lo ha storicizzato, lo ha reso dipendente dalla storia, ha preteso di spiegarlo mediante la storia, e, cos\u00ec facendo, ha invertito i termini del rapporto dialettico: non \u00e8 pi\u00f9 il Vangelo che ridisegna la mappa della storia universale, e le d\u00e0 un senso, una direzione, una meta; no, ma \u00e8 la storia che ingloba il Vangelo e agisce su di esso, plasmandolo, modellandolo, forzandolo ad adattarsi alle necessit\u00e0 del nostro tempo, le quali vorrebbero essere tutt&#8217;altro che spirituali e tutt&#8217;altro che religiose. Codesti signori si sono scordati che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il Signore della storia, e non viceversa: e cos\u00ec si son fatti fichtiani, hegeliani, crociani, gentiliani, idealisti, marxisti, feuerbachiani, gramsciani, castristi: tutto, tranne che cattolici. E che altro \u00e8 questo continuo ritornello, ogni volta che accade una disgrazia, una tragedia storica, una calamit\u00e0 naturale: <em>Ma Dio dov&#8217;\u00e8? Dov&#8217;era, dov&#8217;\u00e8 andato? Com&#8217;\u00e8 possibile che sia rimasto a guardare?<\/em>; e abbiamo udito anche dei vescovi parlare in tal modo <em>&#8211;<\/em> se non storicismo di pessima lega, se non irreligiosit\u00e0 e materialismo camuffati e travestiti da teologia &quot;adulta&quot;, alla Bonhoeffer, da teologia che deve insegnare all&#8217;uomo a fare come se Do non ci fosse, <em>etsi Deus non daretur<\/em>? Non avevamo gi\u00e0 sentito dire, a suo tempo, che, dopo Auschwitz, \u00e8 diventato quasi impossibile, per non dire irriverente &#8212; verso i morti, non verso Dio &#8212; continuare a credere in Lui? E che cos&#8217;\u00e8 tutto questo, se non storicismo esasperato? Dio, per quei cristiani, \u00e8 diventato un personaggio storico: <em>Se ci sei, batti un colpo!<\/em>, vien da dirgli; ma se tace, se tace proprio quando abbiamo bisogno di Lui, allora vuol dire che sta barando al gioco, che non c&#8217;\u00e8, o che \u00e8 impotente, e allora che ce ne facciamo di un Dio impotente, noi che &#8212; \u00e8 inutile negarlo &#8212; siamo pi\u00f9 che mai adoratori della forza, magari nella versione tecnologica e &quot;pacifica&quot; dei viaggi spaziali, delle centrali di energia nucleare, della manipolazione genetica? In fondo, non \u00e8 altro che il vecchio ritornello di Voltaire, intonato dopo il terremoto di Lisbona del 1755: se ci sono i terremoti, se muoiono gli innocenti con tanta facilit\u00e0, allora la giustizia di Dio, la sua misericordia, la sua stessa provvidenza, non sono che altrettante chimere, e noi non viviamo affatto nel migliore dei mondi possibili, ma nel peggiore, o in uno dei peggiori &#8212; con buona pace di Leibniz e di tutti coloro i quali si ostinano ad aver fede in Lui.<\/p>\n<p>Del resto, lo stesso papa Francesco ha ammonito, credendo di dire una grande verit\u00e0, che &quot;Dio non \u00e8 cattolico&quot;: massima espressione dello storicismo e del relativismo, della babelica confusione ormai imperanti e impazzanti nella Chiesa cattolica. Certo che Dio non \u00e8 cattolico: Dio \u00e8 Dio; ma si d\u00e0 il caso che, per i cattolici, Dio si sia incarnato nel Figlio, un certo Ges\u00f9 di Nazareth, che sia morto e risorto per amore degli uomini, e che abbia insegnato: <em>Io sono la Via, la Verit\u00e0 e la Vita<\/em>; e ancora: <em>Chi ha visto me, ha visto il Padre<\/em>; e ancora: <em>Io sono la vite, voi i tralci, il Padre mio \u00e8 l&#8217;agricoltore: rimanete uniti alla vite, rimanete nel mio amore<\/em>. Dunque, se Dio non \u00e8 &quot;cattolico&quot;, i cattolici adorano il vero Dio, che non \u00e8 il Dio della altre religioni, ma \u00e8 il Dio della croce, del Calvario, della morte e della resurrezione di Ges\u00f9 Cristo. Questo \u00e8 il Dio che adorano e il Dio dal quale aspettano e attendono la vita eterna. Lo dica chiaro, dunque, papa Francesco, se lo pensa: \u00e8 questo il problema? Il problema, per lui, \u00e8 che i cattolici non dovrebbero affermare di credere nel Dio vero, nel Dio rivelato e infallibile, che ha parlato per mezzo dei profeti, di Ges\u00f9 Cristo, degli apostoli, degli Angeli e dei Santi? \u00c8 questo il problema che non vuol dire, anche se ci sta girando attorno fin da quando \u00e8 stato eletto al soglio di san Pietro, e ha gelato milioni di cattolici con quel &quot;buonasera&quot; iniziale, senza una benedizione apostolica, senza un &quot;sia lodato Ges\u00f9 Cristo&quot;? Non pensa forse che tutte le religioni sono uguali, che sono tutte vere, e che per mezzo di una qualunque di esse si arriva a Dio, visto che &quot;Dio non \u00e8 cattolico&quot;? Ebbene, allora lo dica apertamente; e, se no, che dica apertamente quel che la Chiesa ha sempre detto: che la religione di Cristo \u00e8 la sola via per arrivare a Dio, perch\u00e9 \u00e8 la sola vera. Dire una cosa del genere sarebbe superbia, per i suoi sensibili orecchi? Stramo, perch\u00e9 \u00e8 semplicemente un ovvio concetto logico-filosofico: la verit\u00e0 \u00e8 una, non due, non tre, non quattro. Una sola \u00e8 la verit\u00e0 matematica, quella storica, quella teologica: <em>una<\/em>, e non bisogna essere timidi ad affermarlo. Non ci possono essere due verit\u00e0: se ci fossero, allora si tratterebbe di piccole verit\u00e0 parziali, non certo della Verit\u00e0 suprema, che \u00e8 Dio.<\/p>\n<p>Ma oggi sembra che tutti, anche nella Chiesa cattolica, stiano precipitando nella confusione pi\u00f9 completa. Ogni giorni sentiamo alti prelati e sedicenti teologi lanciarsi nelle affermazioni pi\u00f9 temerarie, pi\u00f9 bislacche, pi\u00f9 blasfeme, e spacciarle per la verit\u00e0 cristiana (storicizzata) del terzo millennio. San Pio da Pietrelcina se la rideva dei cattolici modernisti e della loro pretesa di aggiornare il Vangelo: diceva che <em>i santi si sono sempre beffati del mondo e dei mondani e si sono messi sotto i piedi il mondo e le sue massime<\/em> (cit in: Yves Chiron, <em>Padre Pio<\/em>, Ed. Paoline, 1997, p. 334). La Chiesa dei nostri giorni, invece, sotto il pontificato di papa Francesco, non sembra pensarla cos\u00ec: al contrario, pare tutta protesa a farsi carico della mentalit\u00e0 del mondo, a spingere il dialogo col mondo fino al punto accettare per buoni i suoi punti di vista, anche nelle materie di fede. Quando il cardinale Kasper, per esempio, sostiene, rifacendosi &#8212; ma in maniera capziosa &#8212; alla esortazione apostolica di Giovanni Paolo II <em>Familiaris Consortio<\/em>, per sostenere, come ha fatto nella sua relazione introduttiva al concistoro sulla famiglia del 2014, che l&#8217;importante non \u00e8 quel che dice la Chiesa circa la validit\u00e0 o la nullit\u00e0 di un matrimonio, ma quel che ne pensano i coniugi, soggettivamente e in &quot;buona fede&quot;, \u00e8 chiaro che siamo di fronte non solo a una storicizzazione ed una relativizzazione del Vangelo, ma alla esplicita pretesa di far valere, sulla Legge di Dio, le opinioni e i desideri degli uomini. E anche se quel documento \u00e8 piaciuto moltissimo a papa Francesco, che non si \u00e8 trattenuto dal lodarlo e dal magnificarlo fino alle stelle, \u00e8 chiaro che esso esprime la folle pretesa dell&#8217;uomo di aver ragione contro Dio, con la scusa della misericordia di Dio stesso. All&#8217;esplicito comando di Ges\u00f9 sulla indissolubilit\u00e0 del matrimonio: <em>L&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>, Kasper e i suoi amici sostituisce un&#8217;altra dottrina, che ormai \u00e8 cattolica solo di nome, secondo la quale gli uomini possono unirsi e separarsi a loro discrezione, purch\u00e9 siano in &quot;buona fede&quot; e purch\u00e9 la Chiesa riconosca loro la patente di &quot;sofferenti&quot; che chiedono aiuto. Strano modo di porgere aiuto, quello di confermarli nel loro peccato, e di non chiamarlo tale, ma di legittimare la rottura di un sacramento: tanto vale dichiarare apertamente che si vuole instaurare una nuova religione che abbia l&#8217;uomo al centro, che sia al servizio dell&#8217;uomo e che consista nel dare sempre ragione all&#8217;uomo, anche se sbaglia, anche se pecca. Ma che senso ha parlare ancora di peccato, in una religione cosiffatta? Il peccato \u00e8 l&#8217;offesa recata a Dio: ma dov&#8217;\u00e8 Dio, in tutto questo pasticcio modernista, senza capo n\u00e9 coda; in questo sincretismo deista di tipo gnostico-massonico?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo attraversando tempi difficili, come forse poche altre volte nella storia \u00e8 capitato. 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