{"id":28026,"date":"2011-08-23T02:39:00","date_gmt":"2011-08-23T02:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/23\/la-presentatrice-con-la-pistola-ovvero-quando-il-medium-e-il-messaggio\/"},"modified":"2011-08-23T02:39:00","modified_gmt":"2011-08-23T02:39:00","slug":"la-presentatrice-con-la-pistola-ovvero-quando-il-medium-e-il-messaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/23\/la-presentatrice-con-la-pistola-ovvero-quando-il-medium-e-il-messaggio\/","title":{"rendered":"La presentatrice con la pistola, ovvero quando il medium \u00e8 il messaggio"},"content":{"rendered":"<p>La caduta di Tripoli nelle mani dei ribelli \u00e8 avvenuta a sorpresa, quando ormai l&#8217;opinione pubblica occidentale s&#8217;era quasi dimenticata di questo pur vicinissimo focolaio di guerra; anche se non se n&#8217;erano affatto dimenticati i governi e soprattutto le multinazionali interessati alla spartizione del petrolio libico.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 \u00e8 stata presa, nel volgere di poche ore, dalle trib\u00f9 berbere scese dalle montagne dell&#8217;immediato entroterra e non dallo scalcagnato esercito ribelle di Bengasi, buono pi\u00f9 a sparare in aria raffiche di mitra che a vincere una guerra, nonostante le dispendiose forniture militari che l&#8217;Occidente gli ha somministrato, in dosi massicce, negli ultimi sei mesi.<\/p>\n<p>Che ci fossero delle montagne nell&#8217;hinterland di Tripoli; che queste montagne fossero abitate dai Berberi; che i Berberi fossero in rivolta contro il regime di Mu&#8217;ammar Gheddafi: tutte queste cose pare proprio che nessuno le sapesse, qui da noi e, forse, nemmeno nei sapienti gabinetti degli affari esteri dei Paesi N.A.T.O. e presso gli stati maggiori militari.<\/p>\n<p>Le poderose portaerei americane, francesi, britanniche e italiane incrociano da mezzo anno davanti alle coste libiche e i nostri comandi, in particolare, per non parlare dei nostri servizi segreti, avrebbero dovuto essere informatissimi di tutto quel che accadeva nella nostra ex colonia, conquistata dai bersaglieri del generale Caneva giusto un secolo fa, al canto di \u00abTripoli, bel suol d&#8217;amore\u00bb; invece non sapevano praticamente nulla.<\/p>\n<p>Una sola cosa \u00e8 pi\u00f9 che evidente, ormai da un pezzo: libert\u00e0 e democrazia non c&#8217;entrano un bel niente con la rivolta contro Gheddafi; qui si tratta del solito ginepraio tribale africano, Cirenaica contro Tripolitania, territori dell&#8217;interno contro territorio costiero, quelli che hanno il petrolio e quelli che non ce l&#8217;hanno, quelli che hanno l&#8217;acqua &#8211; bene, da quelle parti, pi\u00f9 prezioso del petrolio stesso &#8211; e chi non c&#8217;\u00e8 l&#8217;ha (e Gheddafi, questo va detto per onest\u00e0 storica, aveva nazionalizzato l&#8217;acqua, sottraendola al controllo esclusivo degli abitanti delle oasi).<\/p>\n<p>L&#8217;intervento militare occidentale \u00e8 stato lanciato il 19 marzo del 2011, appena in tempo per salvare i ribelli di Bengasi dalla disfatta totale, dopo che l&#8217;esercito regolare libico era passato di vittoria in vittoria nel corso di un mese di operazioni; ed \u00e8 stato lanciato in ordine sparso, dalla Francia per prima, poi, a rimorchio, da Gran Bretagna e Stati Uniti; infine vi si \u00e8 aggiunta anche l&#8217;Italia, non senza avere fatto la solita figuraccia internazionale, perch\u00e9 solo pochi mesi prima il capo del governo, Berlusconi, aveva ossequiato Gheddafi, trattandolo da amico fraterno e assicurandogli tutta la simpatia e tutto l&#8217;appoggio del nostro Paese, appoggio concretizzato in un generosissimo esborso di moneta sonante.<\/p>\n<p>Sull&#8217;onda delle cosiddette rivoluzioni di Tunisia ed Egitto, che molti politologi nostrani si erano affrettati a definire niente meno che \u00abla primavera araba\u00bb, si era voluto vedere anche nel caso libico un tipico esempio di rivoluzione democratico-borghese contro l&#8217;ancien r\u00e9gime delle dittature africane e mediorientali; salvo rendersi poi conto che di tutt&#8217;altro si trattava, il che spiega la lentezza esasperante con cui le operazioni militari N.A.T.O. sono state condotte.<\/p>\n<p>Se, infatti, la Libia del dopo Gheddafi \u00e8 destinata a disgregarsi in due o magari pi\u00f9 staterelli petroliferi, stile Golfo Persico, su quale cavallo puntare per assicurarsi le concessioni petrolifere e il lauto banchetto delle commesse per la ricostruzione delle infrastrutture? Dopotutto, e questo lo sappiamo benissimo, l&#8217;intervento militare della N.A.T.O. \u00e8 scaturito da tali motivazioni e non certo da un subitaneo attacco di amore disinteressato per l&#8217;esportazione della democrazia, come sembra pensare anche il nostro Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>Meglio prendere tempo, dunque, e studiare un po&#8217; meglio la situazione, hanno pensato i soliti cervelli fini di Washington, Londra, Parigi e Roma.<\/p>\n<p>Salvo, poi, rimanere totalmente spiazzati dalla rapida, inattesa risoluzione militare operata dalle trib\u00f9 berbere calate dalle montagne tripoline, come falchi nella notte, quando nessuno mai se lo aspettava.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un fatto mediatico che rester\u00e0 impresso a lungo nella nostra memoria e che ha caratterizzato quest&#8217;ultimo scampolo di demenzialit\u00e0 televisiva dell&#8217;estate in corso: la presentatrice libica che parla dallo studio di Tripoli brandendo la pistola e annunciando che, in quello stesso giorno, uccider\u00e0 o morir\u00e0, ma che i ribelli non riusciranno mai ad espugnare la tv di stato della Jamahiyrya, perch\u00e9 i suoi impiegati sono tutti pronti al &quot;martirio&quot;.<\/p>\n<p>Ecco: come sosteneva il vecchio buon Marshall McLuhan, \u00e8 proprio il caso di dire che il medium \u00e8 il messaggio: cio\u00e8 la televisione stessa, in quanto mezzo di comunicazione di massa, non solo \u00abfa\u00bb notizia, ma \u00ab\u00e8\u00bb notizia; che essa medesima \u00e8 \u00abla\u00bb notizia; mentre le notizie che ci dovrebbe fornire non sono che lo sfondo, opaco e indistinto, del suo messaggio dominante.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qui una giovane donna, avr\u00e0 al massimo trent&#8217;anni, nessuno sa come si chiami, tranne che nel suo Paese (si verr\u00e0 poi a sapere che il suo nome \u00e8 Hala Mistrati), professione speaker televisiva; \u00e8 seduta al suo tavolo, davanti alle telecamere, ma fa una cosa che non si era mai vista prima in alcuna televisione al mondo: esibisce una grossa pistola automatica e la brandisce con la mano sinistra, dicendo testualmente, con accento alterato, mentre gi\u00e0 fuori premono i ribelli scesi dalle montagne e quarantadue anni di dittatura stanno crollando nel sangue e nella polvere dei combattimenti strada per strada, casa per casa, coi cecchini che sparano dalle finestre e dalle terrazze e colpiscono chiunque capiti loro a tiro: \u00abCon quest&#8217;arma oggi uccider\u00f2 o verr\u00f2 uccisa; nessuno riuscir\u00e0 a mettere le mani su questa rete televisiva, sulla capitale della Jamahyirya e sulla Libia; qui siamo tutti armati e preparati al martirio, e chi di noi non possiede armi, \u00e8 pronto a fare scudo con il suo stesso corpo\u00bb.<\/p>\n<p>Ce la immaginiamo una scena simile dagli schermi di uno dei nostri telegiornali?<\/p>\n<p>Ce la immaginiamo una annunciatrice di Rete 4, un Emilio Fede che pronunciano parole del genere, minacciando i nemici con le armi e dicendosi pronti al martirio, se qualcuno oser\u00e0 levare la mano sacrilega contro il Cavaliere di Arcore?<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 il fatto e dov&#8217;\u00e8 la notizia; qual \u00e8 il fatto e qual \u00e8 la notizia?<\/p>\n<p>E se i ribelli facessero irruzione negli studi televisivi di Al-Libiya, che cosa succederebbe: dovremmo forse assistere ad una sparatoria in diretta?<\/p>\n<p>Il cameraman continuerebbe a riprendere la scena e ci toccherebbe vedere la giovane Hala Mistrati mantenere la sua promessa, facendosi ammazzare in studio con la pistola in pugno e schizzando il muro con il suo indomito sangue?<\/p>\n<p>Che cosa sarebbe allora: un telefilm poliziesco a tinte horror, oppure la realt\u00e0 ordinaria di una delle tante guerre civili africane, catapultata chiss\u00e0 come sui nostri teleschermi?<\/p>\n<p>Quale sarebbe il confine tra la realt\u00e0 &quot;vera&quot; e la realt\u00e0 mediatica; come riconoscerlo, come trarne le debite conclusioni?<\/p>\n<p>E chi ci commenterebbe il fatto in diretta?<\/p>\n<p>Se lo facessero i ribelli vincitori, direbbero che una spregevole seguace della morente dittatura \u00e8 stata giustiziata, dopo aver fatto resistenza armata: giustizia del popolo (ma quale popolo?, casomai giustizia tribale).<\/p>\n<p>Se, viceversa, per un rivolgimento imprevedibile della situazione &#8211; ma tutto pu\u00f2 essere, siamo in Africa, dove, come diceva un grande poeta, L\u00e9opold S\u00e9dar-Senghor, non esistono confini, nemmeno tra la vita e la morte -, i fedeli del Rais riprendessero in pugno la capitale, ecco che un annunciatore del regime ci chiederebbe un minuto di raccoglimento, sempre in diretta, per onorare la memoria di una coraggiosa martire della Jamahhyirya.<\/p>\n<p>E allora?<\/p>\n<p>Chi siamo noi?; chi sono costoro?; che cosa \u00e8 mai questo strano oggetto, questo cubo di circuiti elettrici e di tubi catodici che, mediante un piccolo schermo in formato familiare, ci spara addosso qualunque cosa, in tempo reale, da qualunque angolo del Pianeta, in qualsiasi giorno e ora dell&#8217;anno, in qualsiasi circostanza, ma preferibilmente quando siamo seduti a tavola e, stanchi per una giornata di lavoro, mandiamo gi\u00f9 il nostro pasto quotidiano, bevendo un bicchiere di vino e cercando di rilassarci, pur tenendoci informati sulle ultime notizie di attualit\u00e0?<\/p>\n<p>Dove ci troviamo: nella realt\u00e0 o nella finzione?<\/p>\n<p>Al di qua oppure al di l\u00e0 dello Specchio magico di Alice nel Paese delle Meraviglie (o, forse, sarebbe meglio dire: degli Orrori)?<\/p>\n<p>Strane domande, strani interrogativi.<\/p>\n<p>Ma ancor pi\u00f9 strane immagini, ancor pi\u00f9 strane parole sono quelle che escono da quel piccolo oggetto apparentemente innocuo e familiare, posato in cucina o in salotto, sopra un mobile, finestra spalancata sui misteri della realt\u00e0 virtuale.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 bene farsele, queste domande; \u00e8 giusto porseli, questi interrogativi.<\/p>\n<p>Per quanto essi siano bizzarri, per quanto appaiano inquietanti, qui sta forse il nodo della manipolazione quotidiana cui siamo assoggettati, del quotidiano lavaggio del cervello di cui siamo, al tempo stesso, le cavie paganti, le vittime designate ed i volonterosi contribuenti: perch\u00e9, caso singolare, noi stessi finanziamo gli esperimenti che le multinazionali ed i governi conducono incessantemente sulla nostra pelle o, per meglio dire, sui nostri cervelli e sulle nostre anime, con metodica insistenza, giorno dopo giorno, ora dopo ora.<\/p>\n<p>E i risultati gi\u00e0 si vedono.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 si vedono persone che sono ridotte, direbbe Eug\u00e9ne Ionesco, allo stadio di &quot;rinoceronti&quot;, ossia di animali eterodiretti, soggetti a tutte le mode e vittime volonterose di tutte le manipolazioni; ovvero, come direbbe Etienne De La Bo\u00e9tie, servi volontari che chiedono spontaneamente di essere incatenati dal potere.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Potremo uscire mai da una tale situazione?<\/p>\n<p>Saremo mai in grado di contrastare forze oscure cos\u00ec poderose, cos\u00ec tentacolari, cos\u00ec capillarmente pervasive, come quelle che controllano l&#8217;informazione mondiale e riescono a somministrarci qualunque verit\u00e0 parziale, qualunque menzogna, qualunque subdola manipolazione dei fatti o, addirittura, qualunque non fatto, qualsiasi non evento, spacciandoli per moneta buona, ossia come fatti ed eventi assolutamente reali?<\/p>\n<p>Posta cos\u00ec la domanda, tanto varrebbe rivolgerla al mago Otelma &#8211; con tutto rispetto per i maghi, i quali, dopotutto, svolgono un&#8217;attivit\u00e0 come un&#8217;altra e, forse, meno subdola e menzognera, meno ipocritamente disinteressata e falsamente oggettiva, di tante altre.<\/p>\n<p>Dovremmo chiederci, piuttosto, se per caso non abbiamo gi\u00e0 venduto all&#8217;ammasso la nostra facolt\u00e0 critica, il nostro buon senso istintivo, il nostro sentimento della dignit\u00e0 dovuta a noi stessi; se non li abbiamo gi\u00e0 barattati in cambio della nostra razione di droga quotidiana, sotto forma di massicce dosi di idiozia e volgarit\u00e0 mediatiche.<\/p>\n<p>Se, esercitando un minimo di onest\u00e0 verso noi stessi, saremo in grado di rispondere negativamente a queste domande preliminari, allora quel che va fatto \u00e8 abbastanza chiaro: rimanere sempre desti e vigili, diffidando del veleno camuffato da zuccherino che, continuamente, mamma tiv\u00f9 vorrebbe propinarci, in attesa di veder spuntare sui nostri venerabili zucconi un bellissimo corno da rinoceronte.<\/p>\n<p>Dobbiamo innanzitutto difendere la nostra umanit\u00e0, rifiutando di farci omologare, inquadrare, indottrinare, magari sotto le mentite spoglie dell&#8217;anticonformismo di massa; tutto il resto verr\u00e0 poi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La caduta di Tripoli nelle mani dei ribelli \u00e8 avvenuta a sorpresa, quando ormai l&#8217;opinione pubblica occidentale s&#8217;era quasi dimenticata di questo pur vicinissimo focolaio di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-28026","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28026"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28026\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}