{"id":28016,"date":"2017-01-24T01:53:00","date_gmt":"2017-01-24T01:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/24\/preghiamo-per-loro\/"},"modified":"2017-01-24T01:53:00","modified_gmt":"2017-01-24T01:53:00","slug":"preghiamo-per-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/24\/preghiamo-per-loro\/","title":{"rendered":"Preghiamo per loro"},"content":{"rendered":"<p>Il sacerdote, ai nostri giorni, sembra avviato a diventare una figura sempre pi\u00f9 ambigua, sempre pi\u00f9 contraddittoria. Fino a qualche decennio fa, aveva alle spalle una Chiesa ancora relativamente forte, era soldato di un esercito relativamente numeroso, bene addestrato ed equipaggiato, e si sentiva sostenuto e spalleggiato da una buona parte della societ\u00e0. Un ragazzo o una ragazza che sentivano la vocazione religiosa, non solo raramente venivano ostacolati dalle loro famiglie, o disapprovati dagli amici, ma, al contrario, erano incoraggiati e ammirati per la loro scelta. In seminario, il giovane aspirante sacerdote riceveva una buona formazione culturale e spirituale, e si vedeva attorniato da autorevoli figure d&#8217;insegnanti; aveva un direttore spirituale cui rivolgersi e con il quale chiarire dubbi di fede o di tipo vocazionale. Allo stesso modo, una giovane aspirante alla vita religiosa trovava, fra le mura del convento, un ambiente adatto a chiarire sempre meglio la propria vocazione, e aveva nelle altre suore degli esempi e dei modelli cui ispirarsi e nei quali trovare forza e serenit\u00e0. In parrocchia, poi, il sacerdote non si sentiva mai solo, ma circondato dai suoi parrocchiani, per i quali era una guida, un punto di riferimento, una voce apprezzata e rispettata, anche al di fuori dello stretto ambito del suo ministero. Per molte parrocchie, specialmente nei piccoli paesi, quella del parroco era la sola voce autorevole, o una delle pochissime, insieme a quella del maestro, qualche volta del sindaco, e sovente del medico condotto.<\/p>\n<p>In tali condizioni, il sacerdote, e cos\u00ec pure il religioso, presso i quali andavano a confessarsi le anime, oltre che ad ascoltare la santa Messa, potevano anche permettersi di andare decisamente controcorrente, rispetto ai modelli sociali e culturali proposti dalla civilt\u00e0 dei consumi. Vi erano paesi nei quali l&#8217;autorevolezza del parroco era cos\u00ec forte, da contendere a lungo fra la parrocchia e le prime discoteche, le serate dei giovani di entrambi i sessi. Cerano poi i cinema parrocchiali, presso i quali bambini e ragazzi potevano vedere film divertenti, cartoni animati o film di avventura, con Maciste o Tarzan nel ruolo dei protagonisti; mentre nei cinema &quot;profani&quot; cominciavano a dilagare il sesso e la violenza, aprendo una breccia nella diga che non si \u00e8 mai pi\u00f9 richiusa, anzi, si \u00e8 allargata sempre pi\u00f9, fino a scaricare sugli spettatori quantit\u00e0 impressionanti di pornografia e sadismo. E non c&#8217;erano i computer, non c&#8217;erano gli <em>smartphone<\/em>, n\u00e9 i giochi elettronici: anche per questo la voce del prete (come quella del maestro o della maestra) godeva di un prestigio notevolissimo. Cos\u00ec, dal pulpito, o dall&#8217;aula del catechismo, il prete insegnava ai giovani a non seguire pedissequamente le mode del consumismo, a non sopravvalutare l&#8217;importanza delle cose materiali, ad essere semplici e sobri; insegnava alle ragazze, o lo insegnavano le signorine catechiste, il dovere della modestia, del pudore, e la bellezza della castit\u00e0; spiegavano loro quanto sia bello, per una donna, offrire tutta se stessa, fresca e intatta, al futuro sposo, e crescere con lui una famiglia sana, onesta e laboriosa, animata dal timor di Dio.<\/p>\n<p>Ma oggi, quale prete o quale catechista potrebbe parlare cos\u00ec, senza suscitare un coro di risatine, di sorrisetti, di battute ironiche? Le vocazioni religiose sono in caduta libera, e cos\u00ec tutto l&#8217;insieme della vita cristiana; le coppie che si sposano sono ormai una sparuta minoranza, gran parte dei giovani vanno a convivere e, semmai, si sposano in un secondo momento; molto numerose sono anche le nuove famiglie, formate da uomini e donne separati o divorziati, che mettono al mondo altri figli e che, pi\u00f9 o meno pacificamente, pi\u00f9 o meno a colpi di citazioni davanti all&#8217;avvocato, si dividono i figli di primo letto e le spese per il loro mantenimento; n\u00e9 mancano le &quot;famiglie&quot; formate da omosessuali, anche con bambini, avuti con la fecondazione eterologa, o con la pratica dell&#8217;utero in affitto, o &quot;semplicemente&quot; adottati. Frattanto, il richiamo del consumismo si \u00e8 fatto imperioso, capillare, implacabile; quasi tutti vi soggiacciono: eludere una moda, rinunciare a qualche gingillo tecnologico, a qualche capo firmato, \u00e8 diventato quasi impensabile.<\/p>\n<p>In questo contesto secolarizzato, laicista e irreligioso, vivere la vocazione cristiana \u00e8 diventato difficile, molto difficile. Non deve stupire che le suore, i religiosi e i sacerdoti dei nostri giorni vivano delle tensioni interiori che ai loro predecessori sono state, il pi\u00f9 delle volte, risparmiate. Stretti fra una societ\u00e0 che non accetta pi\u00f9 i valori e i modelli del Vangelo, e una Chiesa che pare in balia, essa stessa, di una deriva modernista, nonch\u00e9 largamente infiltrata da elementi massonici che cospirano per incrinare la sua ortodossia e la sua compattezza, essi devono lottare ogni giorno contro l&#8217;indifferenza, l&#8217;ostilit\u00e0, lo scetticismo, il disprezzo del mondo, e, sempre pi\u00f9 spesso, contro un nemico pi\u00f9 sottile e ancor pi\u00f9 pernicioso: la lenta, quasi impercettibile introiezione di idee e comportamenti che non sono pi\u00f9 cattolici, anche se possono sembrarlo, ma che, in realt\u00e0, sorgono da una volont\u00e0 di adulterare, falsare, inquinare, la vera e sana dottrina cattolica, per sostituirla gradualmente, come dice il Terzo Segreto di Fatima, con una Chiesa senza Cristo, con una religione senza lo Spirito Santo, con un perdono senza pentimento e con un aldil\u00e0 senza inferno, fatto solo di paradiso per tutti, buoni e cattivi. E Pio XII ebbe a dire: <em>Verr\u00e0 un giorno in cui il mondo civilizzato negher\u00e0 il proprio Dio, quando a Chiesa dubiter\u00e0 come dubit\u00f2 Pietro. Sar\u00e0 allora tentata di credere che l&#8217;uomo \u00e8 diventato Dio&#8230; Nelle nostre chiese, i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dive Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno invano: &quot;Dove Lo hanno portato?&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Ebbene: non stupisce troppo se, in questa situazione complessiva, un numero crescente di ministri di Dio abbia peso la fede, o che la stia perdendo. La loro fede \u00e8 sottoposta a una prova tremenda, a un logorio continuo, quotidiano; una prova e un logorio che provengono sia dall&#8217;esterno che dall&#8217;interno della Chiesa stessa. Un numero non piccolo di cardinali, arcivescovi e vescovi sono attivi nel diffondere idee erronee e contrarie al Vangelo e al Magistero, ma, in compenso, molto popolari nella societ\u00e0 moderna; idee che procurano loro l&#8217;approvazione e l&#8217;applauso di molti, ma che contribuiscono alla confusione morale, allo sbandamento, al senso di abbandono in cui vivono, sempre pi\u00f9 spesso, moltissimi fedeli. Vi \u00e8 un numero enorme di fedeli che si sentono orfani, abbandonati, perfino traditi. Odono questi falsi pastori dire cose incompatibili con la dottrina che \u00e8 stata sempre insegnata dalla Chiesa, e restano sconcertati, feriti, amareggiati. Parliamo di uomini e donne non pi\u00f9 giovani, che hanno conosciuto la Chiesa di prima del Concilio e che hanno ricevuto la loro formazione religiosa sul <em>Catechismo di san Pio X<\/em>, e hanno conosciuto la profondit\u00e0, la spiritualit\u00e0 e la bellezza della Messa tridentina. I giovani, che non sanno queste cose, che non hanno ricevuto queste basi, non si accorgono, pi\u00f9 di tanto, di quel che sta accadendo; alcuni, i pi\u00f9 intelligenti, intuiscono che qualcosa non va come dovrebbe, ma stentano a individuare le cause di ci\u00f2, e dubitano perfino di essersi ingannati, di essersi lasciati suggestionare da impressioni soggettive. In questo cima di confusione, di relativismo, di apostasia strisciante, ma generalizzata, \u00e8 sempre pi\u00f9 forte la tentazione, per i cristiani, e anche per i sacerdoti e i religiosi, di ritagliarsi ciascuno una Chiesa secondo i propri gusti, di crearsi un proprio Vangelo personale, con un Ges\u00f9 che dice e fa soltanto quelle cose che riescono gradite, e, soprattutto, che non \u00e8 veramente Dio, ma un uomo, un saggio e generoso uomo, fin che si vuole, ma comunque non un Dio che redime, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 niente da redimere. Gli uomini vanno benissimo cos\u00ec come sono, e non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno che qualcuno pretenda di cambiarli, oppure che additi loro dei paradisi inesistenti e dei modelli di vita utopistici e inattuali, distogliendoli dalle cose di quaggi\u00f9 e dalla ricerca dei piaceri e delle occasioni favorevoli.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso, allora, accade che dei religiosi o dei sacerdoti perdano la fede, ma senza rendersene pienamente conto; per ogni &quot;pezzo&quot; della loro vera fede che se ne va, subentra un altro &quot;pezzo&quot;, fornito loro dalle idee oggi tanto di moda, dal neomodernismo cattolico, dal progressismo, da un insieme di pseudo valori, di tendenze gnostiche o panteiste, di suggestioni intellettuali delle matrici pi\u00f9 diverse, oltre che di pure e semplici tentazioni, indotte dalla lussuria, dalla superbia, dalla cupidigia continuamente esaltate e reclamizzate dai <em>mass media<\/em>, dalla pubblicit\u00e0, dagli stili di vita consumisti ed edonisti, dalla spericolate e semi eretiche teorie di certi teologi che vanno per la maggiore, e che, tutti pervasi da umana vanit\u00e0, desiderano solo stupire, sorprendere, meravigliare il grosso pubblico, incuranti dello scandalo che danno e del pericolo per la salute delle anime.<\/p>\n<p>Quando un sacerdote pere la fede, ma ne conserva le apparenze; quando la perde, ma non se ne rende conto sino in fondo, o non lo vuole ammettere, neanche con se stesso, per orgoglio, per vanit\u00e0, per incoscienza; quando la perde, ma crede di averla ritrovata, magari su un piano pi\u00f9 &quot;alto&quot;, pi\u00f9 &quot;adulto&quot;, pi\u00f9 &quot;maturo&quot;, come appunto insegnano, e da tempo, certi cattivi teologi, sia cattolici che protestanti, succede una cosa tremenda: quel prete rimane al suo posto, nella sua parrocchia, a contatto con i suoi parrocchiani: ma non parla, non agisce, non si comporta pi\u00f9 da prete, bens\u00ec da eretico e da apostata, che seminano una semente velenosa. Ed eccolo parlare dal pulpito, insegnare durante il catechismo, in maniera non conforme alla dottrina cattolica; eccolo sgridare le donne per certe pratiche devozionali, mortificarle, sgridarle, intimando loro di non portare pi\u00f9 fiori all&#8217;altare della Madonna, perch\u00e9 &quot;fanno sporco&quot;; di prendere l&#8217;Ostia consacrata con le mani, perch\u00e9 lui, in bocca, non gliela vuol pi\u00f9 dare; eccolo insegnare che tutta una serie di cose non sono pi\u00f9 peccato, perch\u00e9 la Chiesa, in passato, si \u00e8 sbagliata, e ha insegnato che troppe cose sono peccato; eccolo affermare, con saccenteria, che bisogna smetterla con i pellegrinaggi, con il culto dei santi, con i &quot;bei discorsi&quot; sull&#8217;Aldil\u00e0, ma piuttosto rimboccarsi le maniche e creare un mondo migliore gi\u00e0 qui, adesso, e che esso \u00e8 nelle nostre mani, come lo \u00e8 la nostra vita, che dipende da noi soli. Che lo sappiano o no, costoro stanno seminando germi d&#8217;incredulit\u00e0, d&#8217;immanentismo, di modernismo: proprio quel modernismo che centodieci anni fa venne solennemente condannato da san Pio X con l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>, nella quale venne definito come la sintesi di tutte le eresie.<\/p>\n<p>Per questi pastori senza pi\u00f9 la fede, e che non hanno nemmeno la capacit\u00e0 di rendersene conto, e di domandare aiuto a Dio; che forse non sanno letteralmente a chi rivolgersi, abbandonati, pur essi, dai loro superiori, da vescovi modernisti e progressisti in tutt&#8217;altre faccende affaccendati, e pi\u00f9 che mai desiderosi di piacere al mondo, e di ricevere le lodi e i complimenti dei non cristiani e degli anticristiani, quelli dichiarati e quelli subdoli: per tutti costoro dobbiamo pregare, pregare, pregare, perch\u00e9 lo Spirito Santo, il Consolatore, scenda a confortarli, consigliarli, rianimarli, vivificarli, e impedisca che la loro apostasia imputridisca, e faccia imputridire la fede dei loro parrocchiani; che sparga il contagio dappertutto, dilagando in maniera incontenibile. Hanno bisogno delle preghiere di ciascuno, proprio perch\u00e9 non credono di averne bisogno: accecati dall&#8217;orgoglio, indisponibili a riconoscere di essere in crisi, preferiscono ammantare la loro mancanza di fede con parole menzognere, con formule ingannevoli, cos\u00ec come hanno insegnato loro a fare i cattivi teologi e i vescovi incoscienti e irresponsabili. Cos\u00ec, essi si lusingano di essere &quot;pi\u00f9 avanti&quot; degli altri sulla via di una fede sempre pi\u00f9 moderna, sempre pi\u00f9 emancipata; e non si rendono conto che quella non \u00e8 pi\u00f9 la fede cattolica, ma un&#8217;altra cosa: una religione tutta umana, costruita interamene dall&#8217;uomo, al fine di spodestare Dio e glorificare se stesso. Hanno bisogno delle nostre preghiere per rientrare in se stessi, per guardarsi dentro con onest\u00e0 e per chiedere il perdono e l&#8217;aiuto di Dio, prima che diano altro scandalo, prima che facciano dell&#8217;altro male. Sono come delle mine vaganti, la cui folle deriva deve essere arrestata, perch\u00e9, scoppiando, possono causare rovine irreparabili. Hanno bisogno che si preghi per loro, perch\u00e9, da se stessi, probabilmente non sanno pi\u00f9 farlo. Se sapessero farlo, non parlerebbero come parlano e non agirebbero come agiscono: non seminerebbero la confusione tra i fedeli, n\u00e9 sarebbero di scandalo. Una persona che sia in crisi di fede, ma che non smetta di amare e di cercare Dio, non sar\u00e0 mai di scandalo; anche perch\u00e9, qualora si accorgesse che potrebbe esserlo, diventerebbe prudente, riservata, e cercherebbe di risolvere i suoi dubbi senza scaricarli su quanti vedono in lui una guida. Sarebbe come se una guida alpina, sul pi\u00f9 bello della arrampicata, dicesse agli altri, ai suoi compagni di cordata, di non avere idea di come procedere oltre, e d&#8217;ignorare anche il modo per tornare indietro. Un vero sacerdote non pu\u00f2 agire a quel modo: se lo fa, vuol dire che \u00e8 gi\u00e0 traviato. Tuttavia, non c&#8217;\u00e8 miracolo che la preghiera non possa fare: se non la sua, quella degli altri. La preghiera crea una rete virtuosa che abbraccia il mondo intero, che annulla perfino la distanza tra i vivi e i defunti. Tale \u00e8 la comunione dei santi; e la Chiesa, non lo si dimentichi, non \u00e8 solo quella visibile, ossia la Chiesa militante, ma anche quella invisibile: quella purgante e quella trionfante, che comprende tutte le anime buone passate nell&#8217;altra dimensione. Esse pregano per noi, come noi preghiamo per loro. Molto pu\u00f2 fare la preghiera, come insegna Ges\u00f9: perfino smuovere le montagne. Perch\u00e9 allora non potrebbe aiutare anche i pastori smarriti a ritrovare il giusto cammino?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sacerdote, ai nostri giorni, sembra avviato a diventare una figura sempre pi\u00f9 ambigua, sempre pi\u00f9 contraddittoria. 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