{"id":28014,"date":"2016-10-03T12:03:00","date_gmt":"2016-10-03T12:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/03\/pregate-sempre-senza-stancarvi-mai\/"},"modified":"2016-10-03T12:03:00","modified_gmt":"2016-10-03T12:03:00","slug":"pregate-sempre-senza-stancarvi-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/03\/pregate-sempre-senza-stancarvi-mai\/","title":{"rendered":"Pregate sempre, senza stancarvi mai"},"content":{"rendered":"<p>Il <em>Vangelo di Luca<\/em> introduce con la seguente frase la parabola del giudice che non temeva Dio e della vedova importuna: <em>[Ges\u00f9] disse loro una parabola sulla necessit\u00e0 di pregare sempre, senza stancarsi<\/em> (18, 1).<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il segreto della forza di Ges\u00f9 come uomo (come Dio, il discorso, evidentemente, \u00e8 diverso): la preghiera, la preghiera continua, incessante, che \u00e8 come la finestra aperta per la quale entrano l&#8217;aria e la luce in un ambiente chiuso; come la pioggia e come l&#8217;acqua del torrente, che vengono a bagnare la terra inaridita e a ridare vita alle piante assetate.<\/p>\n<p>Attraverso la preghiera costante, il credente si pone in comunicazione con Dio: non esiste una maniera pi\u00f9 pronta, pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 straordinaria &#8212; per gli effetti che produce &#8212; di vivere la fede, di affrontare le difficolt\u00e0, di cercare sostegno nei passaggi difficili. Un credente che prega poco \u00e8 un povero credente, che la prima raffica di vento ostile metter\u00e0 in crisi e, forse, allontaner\u00e0 da Dio. La preghiera costante \u00e8 la linfa stessa del rapporto fra uomo e Dio.<\/p>\n<p>Chi prega poco, crede poco, spera poco, ama poco. Il credente, e magari il religioso, che si adopera e s&#8217;immerge in mille cose, s&#8217;impegna, si sfinisce &#8212; magari &#8212; in innumerevoli opere di carit\u00e0, ma non trova il tempo di pregare, non \u00e8 un vero credente: perch\u00e9 trascura l&#8217;essenziale e si disperde in ci\u00f2 che potrebbe essere fatto anche da altri. Tutti possono compiere le opere, ma nessuno pu\u00f2 sostituirsi a noi nella fede e, quindi, nella preghiera. Un credente che non prega \u00e8 come un figlio che non rivolge mai la parola a suo padre; come un figlio che, se vive in un paese lontano, non gli scrive mai, non gli fa neppure uno straccio di telefonata.<\/p>\n<p>La preghiera, poi, non deve essere solo, o prevalentemente, di richiesta: sarebbe la stessa cosa di un figlio che scrive al padre lontano unicamente per fargli richieste di tipo materiale. La preghiera principale deve essere di lode e di ringraziamento: \u00e8 l\u00ec che si esprime la gioia del rapporto filiale con Dio, l&#8217;amore disinteressato che l&#8217;uomo ha per Lui, pallido riflesso e debole imitazione dell&#8217;amore totalmente puro e gratuito, spinto fino all&#8217;Incarnazione del Verbo, che Egli ha avuto e ha costantemente per le sue creature.<\/p>\n<p>Anche in ci\u00f2, il credente prende esempio dal suo divino Maestro, Ges\u00f9 Cristo: l&#8217;esempio di un rapporto intenso, continuo, con Dio; di una preghiera che non veniva mai meno. Ges\u00f9 pregava ogni volta che poteva: pur sopraffatto da mille responsabilit\u00e0, alla fine trovava il modo di eclissarsi e di trovare uno spazio di silenzio e solitudine per pregare il Padre suo. Certe volte, quasi si nascondeva: quando la folla lo premeva tutto il giorno, quando gli portavano decine di sordi, di muti, di storpi, di paralitici, di epilettici, d&#8217;indemoniati, ed egli non si negava mai a nessuno, purch\u00e9 dimostrassero di aver fede: anche al termine di quelle giornate convulse, per quanto stanco, per quanto affamato, si ritirava in disparte a pregare. Cos\u00ec aveva insegnato ai suoi discepoli: dando loro l&#8217;esempio. Li conduceva in luoghi appartati e si raccoglieva in silenzioso, confidente colloquio con Dio. Fu cos\u00ec, sulla vetta del Monte Tabor, che assistettero alla gloria della Sua trasfigurazione.<\/p>\n<p>La notte in cui vennero ad arrestarlo, armati di spade e bastoni, come per catturare un brigante, lo trovarono che stava pregando nell&#8217;Orto degli ulivi. Aveva voluto che i tre apostoli pi\u00f9 cari, Pietro, Giacomo e Giovanni, rimanessero a vegliare e pregare a poca distanza da lui: ma essi si erano addormentati. Li aveva ammoniti: <em>Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione<\/em>. Ma essi erano pieni di sonno, e non furono capaci di mettere in pratica la sua esortazione. Difatti, pochi minuti dopo, la tentazione si present\u00f2 minacciosa, ed essi caddero. Allorch\u00e9 videro che Ges\u00f9 veniva arrestato e portato via, dubitarono, ebbero paura e si dispersero. Lo lasciarono solo: e avevano promesso di morire con Lui. Solo Pietro si avventur\u00f2 nel cortile del sommo sacerdote, per avere notizie del prigioniero: ma poi, riconosciuto da una serva, rinneg\u00f2 il suo Maestro per tre volte.<\/p>\n<p>Ecco il segreto della preghiera: prevenire la tentazione. La preghiera \u00e8 come una corazza contro la tentazione, contro il peccato. Dante, nel primo canto della <em>Divina Commedia<\/em>, descrive il suo smarrimento nella selva del peccato a causa del &quot;sonno&quot; in cui era caduto: un sonno significativo, morale pi\u00f9 che materiale, che ricorda l&#8217;invincibile sonnolenza degli apostoli nel Getsemani. Si dice che le forze del male sono attive specialmente di notte: e la ragione, probabilmente, \u00e8 questa. Se \u00e8 vero che il Diavolo, come dice san Pietro nella sua prima epistola, si aggira simile a un leone ruggente, in cerca di anime da divorare, la notte \u00e8 il tempo a lui pi\u00f9 propizio, perch\u00e9 molte anime si abbandonano a disordini di ogni genere, sono stanche e non pregano: e quelle sono le condizioni ideali perch\u00e9 egli sferri il suo attacco. Il Diavolo aggrediva il santo curato d&#8217;Ars specialmente di notte; e lo stesso faceva con san Pio da Pietrelcina. Contava di fiaccarli togliendo loro il riposo; all&#8217;esterno delle loro camere, i testimoni atterriti udivano un grande fracasso.<\/p>\n<p>La notte, i monaci e le monache vegliano e pregano: si svegliano apposta per pregare, poi tornano a riposare un poco. Attendono l&#8217;alba, per poter cantare le lodi mattutine. Perch\u00e9 il Sole, come dice san Francesco nel <em>Cantico delle creature<\/em>, &quot;porta significazione&quot; di Dio: la sua luce disperde i fantasmi delle tenebre, le sinistre entit\u00e0 notturne, mette in fuga (momentanea) le presenze diaboliche. L&#8217;anima riprende coraggio; si riaccende la speranza nei cuori. L&#8217;autore del quarto Vangelo sottolinea il fatto che, quando Giuda intinse il pane nel piatto del Maestro e poi usc\u00ec fuori, per andare a denunciare Ges\u00f9 presso il Sinedrio, Satana entr\u00f2 nel suo cuore: <em>Ed era notte<\/em>, dice testualmente. Anche i due discepoli di Emmaus temevano il potere delle tenebre: per questo supplicarono il loro misterioso accompagnatore di rimanere con loro: <em>Resta con noi, Signore, perch\u00e9 gi\u00e0 si fa sera.<\/em><\/p>\n<p>Privilegiare la preghiera significa ricordarsi delle parole di Ges\u00f9, rivolte a Marta, la sorella di Lazzaro: <em>Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose; ma una sola cosa \u00e8 necessaria. Maria si \u00e8 scelta la parte migliore, che non le sar\u00e0 tolta<\/em> (Luca, 10, 41-42). \u00c8 semplicemente assurdo, pertanto, voler distinguere i cristiani in &quot;attivi&quot; e &quot;contemplativi&quot;: il vero cristiano \u00e8 il contemplativo per eccellenza, perch\u00e9 \u00e8 sempre affascinato dalla contemplazione di Dio; dalla contemplazione, dalla preghiera, discende anche l&#8217;attivit\u00e0. La regola di san Benedetto \u00e8, infatti: <em>ora et labora,<\/em> prega e lavora, e non gi\u00e0: <em>labora et ora<\/em>: perch\u00e9 l&#8217;azione discende dalla preghiera e non viceversa. Diversamente, cadremmo nell&#8217;errore di Marta: quello di preoccuparci ed agitarci per infinite cose, trascurando, per\u00f2, la sola cosa veramente essenziale: rimanere sempre uniti a Dio e alla Sua volont\u00e0, per mezzo della preghiera.<\/p>\n<p>La preghiera non consiste solo nel lodare e ringraziare Dio; e non \u00e8 solo domandare il Suo aiuto e il Suo sostegno. La preghiera \u00e8 anche, e soprattutto, ascoltare Dio: ascoltare Lui che ci parla, e fare silenzio per poter udire le Sue parole. Ecco un ulteriore motivo per evitare il chiasso del mondo, oppure per sfuggirlo, non appena sia possibile, se il lavoro e altre circostanze esterne ce lo rendono un bene non a portata di mano: solo nel silenzio e nel raccoglimento la Sua parola si fa udire distintamente. Non che essa risuoni solo nel silenzio: Dio ci parla sempre; ma siamo noi che, per la nostra fragilit\u00e0, abbiamo bisogno di silenzio per udirlo. Quei cristiani che si agitano e corrono sempre qua e l\u00e0, per servire il prossimo &#8212; essi dicono &#8211;, dimostrano poca fede in Dio: diversamente, saprebbero che, con la preghiera, si riceve l&#8217;aiuto di Dio e si pu\u00f2 servire il prossimo nel modo pi\u00f9 efficace; senza la preghiera e senza la presenza di Dio, si pu\u00f2 fare per il prossimo quel che pu\u00f2 fare il mondo: porgere, nel migliore dei casi, un aiuto esclusivamente materiale. E invece <em>non di solo pane vive l&#8217;uomo<\/em>, ha ammonito Ges\u00f9; ma anche della parola di Dio.<\/p>\n<p>All&#8217;uomo che lo cerca, Dio parla: lo sostiene, lo incoraggia, lo conforta, lo consiglia; lo interroga, anche; lo sprona, lo ammonisce, e, qualche volta, lo rimprovera severamente. Come un Padre sollecito, non lascia nulla d&#8217;intentato per attirarlo a s\u00e9, perch\u00e9 solo in Lui l&#8217;uomo trova la pienezza: Dio, infatti, \u00e8 il Bene, \u00e8 l&#8217;Amore, e solo nel Bene e nell&#8217;Amore l&#8217;uomo si realizza, si appaga, si rasserena, si ritrova e si riconosce. Pu\u00f2 darsi che un essere umano viva tutta la propria vita senza essersi mai riconosciuto: son cose che accadono. E accadono quando non si \u00e8 mai cercato Dio, non si sa far mai silenzio in se stessi, non si \u00e8 capaci d&#8217;ascoltarlo. E che cosa domanda, Dio, all&#8217;uomo? Semplicemente, di lasciarsi amare e di rimanere nel Suo amore: come i tralci che, se restano uniti alla vite, daranno molto frutto; mentre, se si staccano, non servono pi\u00f9 a nulla, e vengono gettati nel fuoco, a bruciare.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che prega, e prega spesso, \u00e8 l&#8217;uomo spirituale; l&#8217;uomo che si agita molto, e sia pure a fin di bene, ma si scorda di pregare, \u00e8 l&#8217;uomo carnale, che pensa secondo il mondo e agisce secondo il mondo. Vi sono dei cristiani, magari socialmente e politicamente impegnati, che dicono di voler cambiare il mondo; per\u00f2 non li si vede mai pregare: ebbene, chi non cerca di cambiare se stesso mediante la preghiera, non potr\u00e0 mai cambiare il mondo. Il mondo si cambia partendo da se stessi, oppure non si cambia. Se ne potr\u00e0 cambiare il colore, la vernice: si potr\u00e0 costruire un mondo fascista, o comunista, o liberale, o capitalista, o quel che si vuole: ma quella \u00e8 pur sempre la vernice. Sotto la vernice, gli antichi vizi restano intatti, perch\u00e9 solo la preghiera, solo la conversione del cuore, che scaturisce dalla relazione <em>personale<\/em> con Dio, pu\u00f2 cambiare qualcosa. In verit\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 molto, moltissimo, se si riesce a cambiare se stessi. Cambiare il mondo in senso politico e sociale \u00e8 una generosa utopia, ma una utopia: difatti, tutti coloro che hanno voluto tradurla in realt\u00e0 immediata, hanno realizzato qualcosa di molto simile all&#8217;Inferno. Cambiarlo in senso morale e spirituale, ci si pu\u00f2 provare, ma partendo da se stessi: senza, per\u00f2, pensare mai che l&#8217;umanit\u00e0 possa redimersi da sola. Se lo potesse, non ci sarebbe stato bisogno che il Verbo s&#8217;incarnasse, che soffrisse, che morisse e che risuscitasse. Ma basta un&#8217;occhiata fuori dalla finestra di casa per constatare che nessuno pu\u00f2 cambiare il mondo, se, con questa espressione, si intende che l&#8217;uomo possa trasformarlo in qualcosa di meglio da ci\u00f2 che Dio ha voluto. Chi dice di voler cambiare il mondo dimostra, con ci\u00f2 stesso, di non essere un vero cristiano. Il vero cristiano sa che l&#8217;uomo non pu\u00f2 cambiare nemmeno un filo d&#8217;erba senza l&#8217;aiuto di Dio; e sa che Dio non ci domanda di cambiare o di salvare il mondo, ma di cambiare e salvare noi stessi. Ci offre un cuore nuovo, al posto del nostro vecchio cuore di pietra, come scrive il profeta Ezechiele; e chi riceve il cuore nuovo, smette di inseguire l&#8217;utopia di voler cambiare gli altri, e lavora per il bene senza fare progetti smisurati. Sa di essere solo un operaio: un umile operaio nella vigna del Signore. Sa che, da solo, non pu\u00f2 fare assolutamente niente; ma confida in Dio, e sa che, col Suo aiuto, potr\u00e0 fare realmente grandi cose. Queste grandi cose, poi, non consistono nel salvare il mondo: il mondo sar\u00e0 quel che Dio ha deciso che sia, e l&#8217;uomo non pu\u00f2 cambiare il disegno di Dio. Nessuno, perci\u00f2, e tanto meno Dio, ci chiede l&#8217;impossibile. Egli ci chiede, molto pi\u00f9 semplicemente, molto pi\u00f9 umilmente, molto pi\u00f9 discretamente, di prendere la nostra croce sulle spalle, e di seguirlo. E ci promette che, con il Suo aiuto, quel peso terribile diventer\u00e0, per noi, leggero.<\/p>\n<p>Molte persone, e anche molti credenti, vivono divorati dall&#8217;ansia: \u00e8 il male tipico della modernit\u00e0. Ebbene, il credente si difende dall&#8217;ansia prevenendola: e la prevenzione consiste nella preghiera. L&#8217;ansia, infatti, \u00e8 il timore anticipato di chiss\u00e0 che cosa; di qualcosa che non si sa bene cosa sar\u00e0, oppure lo si sa, ma lo si ingigantisce oltremisura, lo si trasforma in una nube oscura e minacciosa, perennemente sospesa sul nostro capo e pronta a scagliarci contro fulmini e saette. L&#8217;abitudine alla preghiera crea uno stato d&#8217;animo confidente, pacificato, sereno; chi prega molto non \u00e8 in ansia, e sa dominare le situazioni emotivamente &quot;pericolose&quot;, perch\u00e9 la preghiera costante gli consente di avere, nei loro confronti, uno sguardo limpido, e la giusta dose di distacco. L&#8217;uomo che prega frequentemente \u00e8 sempre padrone di s\u00e9; l&#8217;uomo che prega poco e male, o che non prega affatto, \u00e8 come un fuscello continuamente esposto ai venti e furiosamente sballottato dal loro imperversare. L&#8217;uomo che prega \u00e8 ben saldo in se stesso, con i piedi piantati sulla terra e lo sguardo rivolto al Cielo; l&#8217;uomo che non prega \u00e8 senza radici, precario, insicuro, nevrotico, perennemente affaticato dalla vita. L&#8217;uomo che prega ha fiducia, perch\u00e9 ha rinunciato al proprio io e si \u00e8 fatto una cosa sola con Dio: che cosa potr\u00e0 mai turbarlo, a quel punto? Che cosa lo potr\u00e0 spaventare, che cosa lo potr\u00e0 illudere? Eppure, a differenza dello stoico, egli sente e soffre e ama insieme al suo prossimo, uomo fra gli uomini; tuttavia, uomo spirituale, che sa cosa \u00e8 essenziale e cosa \u00e8 secondario, e che non si illude vanamente, non si dispera al primo rovescio di fortuna; ma, soprattutto, che confida in Dio, e in Lui trova la sua intima pace, che nulla e nessuno potranno sottrargli.<\/p>\n<p>Pregare al mattino, per iniziare la giornata; alla sera, prima di abbandonarsi al riposo; pregare nelle gioie, pregare nei dolori; pregare ogni volta che \u00e8 possibile: questa \u00e8 la porta della vita divina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vangelo di Luca introduce con la seguente frase la parabola del giudice che non temeva Dio e della vedova importuna: [Ges\u00f9] disse loro una parabola<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157],"class_list":["post-28014","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28014\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}