{"id":28010,"date":"2013-03-07T08:30:00","date_gmt":"2013-03-07T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/03\/07\/vocazione-e-provvidenza-nelle-prediche-di-antionio-de-cassan-vecchio-parroco-bellunese\/"},"modified":"2013-03-07T08:30:00","modified_gmt":"2013-03-07T08:30:00","slug":"vocazione-e-provvidenza-nelle-prediche-di-antionio-de-cassan-vecchio-parroco-bellunese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/03\/07\/vocazione-e-provvidenza-nelle-prediche-di-antionio-de-cassan-vecchio-parroco-bellunese\/","title":{"rendered":"Vocazione e Provvidenza nelle prediche di Antionio De Cassan, vecchio parroco bellunese"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, una lunga stagione, in cui la figura del parroco, specialmente nei paesi e nei quartieri cittadini non ancora del tutto stravolti dai processi della modernizzazione, rappresentava un punto di riferimento saldo e certo, come uno scoglio in mezzo ai flutti, uno scoglio con un faro costruito sulla cima: e non solo dal punto di vista strettamente religioso, ma pi\u00f9 generalmente dal punto di vista spirituale, intellettuale ed umano.<\/p>\n<p>Agli occhi di molte persone, e anche di molti cattolici, il Concilio Vaticano II ha rappresentato una cesura netta e irrinunciabile: prima c&#8217;era una Chiesa antiquata, bigotta, arroccata nella cittadella del passato, sorda alle esigenze del mondo contemporaneo; poi \u00e8 nata una Chiesa moderna, dinamica, ecumenica, coraggiosamente proiettata verso le &quot;magnifiche sorti e progressive&quot;. \u00c8 una stortura ideologica mutuata dalla filosofia del progresso di matrice illuminista: prima c&#8217;era il male (il Medioevo), poi \u00e8 incominciato il regno del Bene, mediante l&#8217;uso libero e spregiudicato della ragione, che ha condotto gli uomini fuori dal loro colpevole stato di minorit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene, si tratta di un mito. Con tutto il rispetto per le buone intenzioni dei padri conciliari, non \u00e8 affatto vero che tutto il &quot;cattivo&quot;, o quantomeno il &quot;superato&quot;, fosse prima del Vaticano II e tutto il &quot;buono&quot; sia incominciato allora. Quando si cambiano i pannolini sporchi, bisogna fare attenzione a non gettare anche il bambino: bisogna avere la saggezza e la lungimiranza per intuire che certe pretese di rinnovamento non sono altro che mode passeggere, mentre la tradizione resta. Negli anni &#8217;60 e &#8217;70 del secolo scorso, pareva che il Verbo marxista avrebbe rigenerato festosamente l&#8217;umanit\u00e0, e che al cristianesimo non restasse altro fa fare che allearsi con esso, imparare da esso, fondersi, quasi, con esso: ve li ricordate, i cattocomunismi, i preti &quot;rossi&quot;, i teologi della &quot;liberazione&quot;, pi\u00f9 vicini a Camilo Torres che a Ges\u00f9 Cristo? E che fine hanno fatto? La storia ha mostrato che avevano torto: torto marcio; cosa di cui, peraltro, non hanno mai fatto ammenda. Sono rimasti annidati nella Chiesa, carichi di frustrazione e di rancore, gravati dalla loro cattiva coscienza: le loro profezie si sono rivelate fallaci e menzognere, ma essi, senza farsi un&#8217;ombra di autocritica, continuano ad occupare le vecchie posizioni, appena un po&#8217; dissimulandole, forse in attesa che passi qualche altro treno &quot;vincente&quot; e che la ruota della storia venga a dar loro, sia pure tardivamente, ragione.<\/p>\n<p>Stanno spiando il Conclave apertosi dopo le dimissioni di Benedetto XVI; raccolgono le forze, si consultano, confabulano, si agitano; il movimento &quot;Noi siamo Chiesa&quot; (e si noti quel &quot;noi&quot;, privo di alcuna umilt\u00e0: fosse almeno un &quot;anche noi&quot;), forte specialmente in Austria e in Germania, non ha neanche atteso l&#8217;avvenuta abdicazione di Ratzinger per farsi avanti a reclamare il sacerdozio femminile, il riconoscimento del matrimonio per i gay, un tavolo di discussione per la morale sessuale, per l&#8217;aborto, per l&#8217;eutanasia. Tutti questi cattolici &quot;progressisti&quot;, che ritengono di avere la verit\u00e0 in tasca, fremono e scalpitano in attesa della rivincita: sono pronti ad allearsi con chiunque, purch\u00e9 sia contro i loro fratelli pi\u00f9 vicini alla tradizione. Sono pronti a gettare ponti d&#8217;oro verso chiunque, a sinistra, sia disposto ad accettarli come interlocutori, ma ieri mettevano in croce il Papa allorch\u00e9 tolse la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani e non aprirono bocca quando alcuni studenti e professori impedirono a lui di parlare nell&#8217;Universit\u00e0 La Sapienza. Togliere la scomunica a dei cattolici era, per loro, quasi un crimine; impedire al Papa di tenere una lezione nell&#8217;Universit\u00e0 di Roma (fondata, a suo tempo, proprio dai Papi), appariva una cosa da nulla, che non meritava nemmeno il disturbo di prendere le difese del Pontefice.<\/p>\n<p>Ma com&#8217;era questa benedetta Chiesa pre-conciliare? Era tutta buia e ottusa, tutta gretta e reazionaria, come oggi questi &quot;cattolici di sinistra&quot; vorrebbero farci credere? Chi l&#8217;ha conosciuta dall&#8217;interno, e sia pure da bambino, sovente non ne ha un ricordo cos\u00ec tetro; impressione che viene confermata da un esame spassionato, non sul filo dei ricordi ma alla luce del raziocinio di persone adulte, esaminando i documenti pontifici pre-conciliari (per esempio, quelli di Pio XII) e anche studiando le cronache delle umili parrocchie locali, raccogliendo testimonianze fra le persone pi\u00f9 anziane, andandosi a leggere le omelie &#8212; quando esistono &#8212; pronunciate durante la Messa dai preti di campagna e di provincia: sane, schiette, piene di buon senso e, soprattutto, scaturenti da una visione complessiva dell&#8217;uomo e del mondo costantemente illuminata dalla luce dell&#8217;Invisibile: cosa, questa, che ormai sta divenendo sempre pi\u00f9 rara.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 capitato fra mano un documento di questo genere: una piccola pubblicazione contenente alcune prediche di un vecchio sacerdote che non abbiamo conosciuto di persona (e che, tutt&#8217;al pi\u00f9, avremmo potuto conoscere fuggevolmente, da bambini): monsignor Antonio De Cassan. Nato a Laste, nel comune di Rocca Pietore, il 5 giugno 1883, divenne sacerdote nel 1906; esercit\u00f2 il ministero pastorale a Pieve di Zoldo, a Falcade, a Sedico e, dal 1919, a Belluno, nella parrocchia di Santo Stefano &#8212; una chiesa medievale che \u00e8 anche il pi\u00f9 bel gioiello architettonico della citt\u00e0. Mor\u00ec l&#8217;11 marzo 1962. Fu il classico &quot;pastor bonus&quot;: semplice di modi, affabile, gentile con tutti, chiaro nel parlare, sensibile ai problemi della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Egli fu prete, dunque, nel corso di una lunga stagione: da giovane vide l&#8217;avanzata del modernismo e la ferma, decisa reazione di Pio X; da vecchio, gli fu risparmiato il trauma di vedere molte di quelle posizioni, di quegli atteggiamenti &quot;modernisti&quot;, rientrare nella Chiesa dalla porta principale, fra squilli di tromba e rullo di tamburi, grazie ad alcuni teologi del Vaticano II e, ancor pi\u00f9, alla interpretazione forzata e unilaterale che delle loro decisioni venne data poi e divulgata dai mezzi d&#8217;informazione di massa. Gli fu anche risparmiata l&#8217;amarezza di vedere l&#8217;improvvisa &quot;rivolta&quot; fiammeggiare nei seminari dell&#8217;Italia, del Veneto e della sua diocesi, a ridosso del &#8217;68; l&#8217;esodo di decine di seminaristi verso il &quot;mondo&quot;; la violenta, improvvisa contestazione dei superiori, della disciplina, dei metodi d&#8217;insegnamento e, in certi casi, degli stessi contenuti teologici &#8212; rivolta e contestazione che furono parallele, e contemporanee, a quelle che serpeggiavano nelle universit\u00e0 statali e nei licei pubblici.<\/p>\n<p>Abbiano sfogliato quel libretto e letto quelle omelie che, sia pure sotto forma di appunti, conservano il sapore di quando furono pronunciate, nella bella chiesa medievale, davanti a un uditorio attento e partecipe: un uditorio di persone sobrie e lavoratrici, in gran parte di modesta condizione economica, ma dignitose nel portamento e nelle abitudini di vita; un uditorio di famiglie ancora cristiane non solo di nome, ma di fatto, che la domenica non andavano a fare la spesa nei centri commerciali, ma indossavano il vestito buono e si recavamo in chiesa ad ascoltare la parola di Dio, indi si raccoglievano nell&#8217;intimit\u00e0 domestica o scambiavano visite con i parenti, i genitori, i nonni; e che pretendevano dai loro figli, a casa e a scuola, la stessa seriet\u00e0, la stessa compostezza, la stessa obbedienza e lo stesso senso della misura che esse avevano ricevuto, a loro volta, dalle generazioni precedenti.<\/p>\n<p>Monsignor De Cassan non vide nemmeno il disastro del Vajont, il 9 ottobre del 1963, che &#8212; per il Cadore e il Bellunese &#8211; segn\u00f2 veramente la fine di un mondo, il vecchio mondo pre-moderno, rurale e religioso, e l&#8217;avvento di un mondo nuovo, fondato su presupposti radicalmente diversi (anche dal punto di vista esteriore e architettonico: andare a Longarone e vedere, per credere, confrontando la cittadina con le fotografie di prima dell&#8217;alluvione); con una differente morale, una differente estetica, una differente scala di valori, un differente senso del tempo; e proiettato velocemente verso altri obiettivi, verso altre mete. Mor\u00ec un anno e mezzo prima del disastro che avrebbe provocato circa 2.000 morti: e, francamente, stentiamo a immaginare come si sarebbe orientato, come si sarebbe adattato nel mondo del &quot;dopo&quot;.<\/p>\n<p>Fra quelle omelie ne abbiamo scelta una, composta per la terza domenica di Avvento e preceduta dalla citazione evangelica di Giovanni, cap. 1: &quot;Tu chi sei?&quot;, che parla della vocazione e della Provvidenza, ossia &#8211; come le altre, del resto &#8212; di cose attinenti alla sfera dell&#8217;eterno, ma anche del contingente; e questo doppio registro, la riflessione sull&#8217;Assoluto e il concreto orientamento esistenziale nelle situazioni quotidiane, ne costituisce, a nostro avviso, il pregio pi\u00f9 marcato. Eccola (da: \u00abIn memoria di Mons. Antonio De Cassan\u00bb, Belluno, Tipografia Vescovile, 1962, pp. 75-80):<\/p>\n<p>\u00abDio non ci considera solo in massa, ma da soli, a tu per tu, come il d\u00ec del giudizio.<\/p>\n<p>Molte altre creature sono ancora nel nulla, io no. Egli mi ha creato quale io sono, differente da tutti gli altri e mi fece nascere nel tal paese od ambiente e nel tal anno di grazia. Molti morirono da bambini, io no; molti sono infermicci, io no. Io devo occupare un posto speciale e ho certo un lavoro speciale da compiere nei disegni di Dio. Io devo amare Dio, cos\u00ec vicino a me, nel posto speciale che occupo, col lavoro speciale che devio fare. Ora quel \u00e8 questo posto? Qual \u00e8 questo lavoro? Quali sono le mie qualit\u00e0, doti, inclinazioni? Quali i mezzi?<\/p>\n<p>Ogni uomo ha la sua vocazione distinta, che pu\u00f2 assomigliare a quella di un altro, ma che non \u00e8 mai la stessa. Non vi \u00e8 mai uomo \u00e8 donna che sia un duplicato sulla terra, dal principio alla fine del mondo. Nessuno ci pu\u00f2 sostituire completamente. Deriva da ci\u00f2: 1) che ognuno \u00e8 chiamato ad uno stato particolare. Scegliere bene il proprio posto. Compiere i doveri del proprio posto. 2) Che ognuno, nel suo stato particolare, deve raggiungere un fine che rientra nei fini della divina Provvidenza e che \u00e8 il risultato del compimento dei nostri doveri quotidiani.<\/p>\n<p>LA PROPRIA STRADA: POSTO GENERALE. 1) Scelta dello stato. Tre vie: vocazione ecclesiastica: sacerdote, missionario, suora; matrimonio, famiglia, educazione dei figli; opere di carit\u00e0 spirituali e materiali nel mondo. Studio e decisione che riguarda i giovani, gli adolescenti, i genitori e gli educatori. 2) Scelta della professione o mestiere. Studio e decisione. Esame sulle doti, qualit\u00e0, inclinazioni. Perci\u00f2, in via ordinaria, non si pu\u00f2 dire che un ragazzo pieno di rispetto umano abbia vocazione ecclesiastica; che una giovanetta, che ha paura del freddo, del caldo, schizzinosa, abbia vocazione missionaria; che un giovane malaticcio, o dedito al bere, abbia vocazione pel matrimonio; n\u00e9 una giovane senza virt\u00f9 casalinghe. Una giovane sana e amante della casa \u00e8 chiamata al matrimonio; mentre una giovane paziente coi ragazzi, gli ammalati, ha vocazione per le opere di educazione e carit\u00e0.<\/p>\n<p>IL PROPRIO RAMO; POSTO PARTICOLARE. Certi ragazzi, senza ingegno, non hanno vocazione per gli studi. Creano gli spostati. Sarebbero divenuti ottimi artigiani o meccanici. Meglio primo in un mestiere che ultimo in un impiego. Leopardi cerc\u00f2 un impiego e fu nominato deputato; e Dante s&#8217;era iscritto alla corporazione dei farmacisti! Che povero impiegato e che povero farmacista sarebbero riusciti! Nel 1723 un prete veneziano si trovava in villeggiatura a Caviola. Vide l&#8217;armadio di sagrestia. &#8212; Chi l&#8217;ha fatto? &#8212; Un falegname di 19 anni. &#8212; Chiamatelo. &#8212; Vuoi venire a Venezia? &#8212; Due anni dopo scolpiva le sibille che potete vedere nella chiesa degli Scalzi. Diceva benedetto XIV: ci vorrebbe un ministero per scoprire gli uomini adatti. Un uomo, al suo vero posto, con mediocri qualit\u00e0 riuscir\u00e0 magnificamente; se sbaglia vocazione, con qualit\u00e0 spiccate, riuscir\u00e0 male. Che apostolo magnifico fu S. Paolo! Che danno per l&#8217;umanit\u00e0 se fosse rimasto un semplice conciapelli! Che grande papa non fu Gregorio VII? Che peccato se fosse rimasto un semplice monaco!<\/p>\n<p>I DOVERI DEL POSTO. Il profeta Giona non aveva sbagliato la sua vocazione; ma un giorno, mandato dal Signore a predicare la penitenza a Ninive, si rifiut\u00f2. Ogni sorta di guai, dopo questo rifiuto, piombarono su di lui: naufragio, divorato dal cetaceo; n\u00e9 le cose si misero a posto finch\u00e9 egli non torn\u00f2 al dovere della sua missione. Rientrato nell&#8217;ubbidienza, fu salvo lui e salv\u00f2 Ninive dalla distruzione. Non solo dobbiamo scegliere la via della nostra vocazione, ma in cammino per essa dobbiamo raggiungere i fini della Provvidenza. Voi siete madre di famiglia; era la vostra vocazione. Benissimo. La Provvidenza aspetta da voi l&#8217;educazione spirituale e materiale di tutti i vostri figli. Se siete attiva riuscirete; se sarete pigra e negligente, non riuscirete. Voi siete padre di famiglia, era la vostra vocazione. Siete dotato dei mezzi e qualit\u00e0. Voi dovete formare il carattere di vostri figli. Nessuno vi pu\u00f2 sostituire. Diserterete il campo per lasciarlo alla moglie? I guai piomberanno su voi, come Giona, e non vi rester\u00e0 che ripetere: &quot;mea culpa, mea culpa&quot;.<\/p>\n<p>CONOSCERE NOI STESSI. Scegliere il nostro stato, la nostra vocazione. Essere fedeli, attivi, e non negligenti, solleciti e non pigri nel compimento dei doveri annessi alla nostra missione. La missione di Precursore a S. Giovanni chiedeva: spirito di sacrificio, egli lo diede; solitudine e austerit\u00e0 di vita, la diede; carattere, lo diede; coraggio fino al martirio, egli lo diede. Anche la nostra missione ci chiede spirito di sacrificio: lo daremo? Attivit\u00e0 e non pigrizia: le daremo? Un carattere: lo daremo?\u00bb<\/p>\n<p>La predica si conclude cos\u00ec, con queste domande rivolte all&#8217;uditorio dei fedeli: ciascuno di loro viene interrogato nel profondo della propria coscienza.<\/p>\n<p>Che lucidit\u00e0, che coerenza, che perfetta armonia di pensiero in questa semplice predica: non vi si troveranno squisitezze dottrinali e tanto meno fiorellini retorici; vi si trover\u00e0, anzi, qualche semplificazione forse un po&#8217; eccessiva (ma bisogna tener conto che, in questi ultimi sessant&#8217;anni, il mondo \u00e8 stato rovesciato come un guanto, con tutte le sue certezze, convinzioni ed abitudini): per\u00f2 vi si trovano schiettezza, solidit\u00e0, chiarezza concettuale, fede in Dio. Quanto basta per guidare un&#8217;anima lungo i sentieri tortuosi, e a volte assai faticosi, della vita.<\/p>\n<p>Pochi concetti, ma essenziali: non si viene a mondo per caso, ma per fare qualcosa; questo qualcosa \u00e8 il senso della nostra vita; per trovarlo, bisogna seguire le proprie inclinazioni, ma anche ascoltare la voce del Maestro interiore; e, una volta imboccata la strada, bisogna andare avanti con fermezza, con senso del dovere, con spirito di sacrificio &#8212; e affidarsi alla Grazia. Siamo tutti strumenti della Provvidenza, che ne siamo consapevoli o no: possiamo solo scegliere se essere strumenti fedeli e armoniosi oppure strumenti infedeli e stonati.<\/p>\n<p>Oggi abbiamo quasi tutti due o tre automobili nel garage, tre o quattro televisori in casa, cinque o sei telefonini in famiglia: ma abbiano perduto quella chiarezza di pensiero, quella purezza di sentimento, quella onest\u00e0 e quella coerenza di vita.<\/p>\n<p>Quello che abbiamo vissuto nelle ultime due generazioni \u00e8 stato davvero un progresso?<\/p>\n<p>\u00c8, se lo \u00e8 stato, come mai siamo divenuti cos\u00ec incerti, cos\u00ec confusi, cos\u00ec tormentati, cos\u00ec bisognosi di cercare chiss\u00e0 dove quella sicurezza, quella fiducia, quella serenit\u00e0 e quell&#8217;amore per la vita che sembrano averci abbandonati?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, una lunga stagione, in cui la figura del parroco, specialmente nei paesi e nei quartieri cittadini non ancora del tutto stravolti dai<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[107,109,216],"class_list":["post-28010","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-benedetto-xvi","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-benedetto-xvi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28010","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28010"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28010\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30141"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}