{"id":28009,"date":"2020-05-20T08:00:00","date_gmt":"2020-05-20T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/20\/predatori-e-prede\/"},"modified":"2020-05-20T08:00:00","modified_gmt":"2020-05-20T08:00:00","slug":"predatori-e-prede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/20\/predatori-e-prede\/","title":{"rendered":"Predatori e prede"},"content":{"rendered":"<p>Sono nati prima i predatori oppure le prede? Quesiti senza risposta, come quello dell&#8217;uovo e della gallina. Senza dubbio sono nati insieme, perch\u00e9 non \u00e8 pensabile il concetto di preda senza quello di predatore, e viceversa. Naturalmente non stiamo parlando delle prede e dei predatori del regno animale, ma di quelli che possiedono una natura umana. Tutti gli esseri umani si possono distribuire in queste due categorie fondamentali: i predatori e le prede. Sia gli uni che le altre, a loro volta, si possono assegnare a due sotto-categorie, a seconda che sia presente, o che sia assente, l&#8217;elemento della consapevolezza: pertanto bisogna distinguere fra le prede volontarie e quelle involontarie, e cos\u00ec pure i predatori: ci sono quelli che sanno di esserlo, e vogliono esserlo, e ci sono quelli che non lo sanno, e nondimeno lo sono, e agiscono da predatori perch\u00e9 sono in balia di una forza pi\u00f9 grande di loro, della quale hanno a malapena un barlume di consapevolezza. Tutto questo discorso diventa pi\u00f9 chiaro se si tiene presente che in ogni mente umana vi \u00e8 una parte pi\u00f9 antica e animalesca, corrispondente al cervello rettiliano, e una pi\u00f9 recente, la neocorteccia, che \u00e8 in buona sostanza il frutto di una lenta evoluzione e di un costante apporto di idee, di valori, di prescrizioni e proibizioni provenienti dalla societ\u00e0. Il predatore \u00e8 tale perch\u00e9 prevale in lui l&#8217;istinto predatorio di origine rettiliana; la preda \u00e8 tale perch\u00e9, di fronte alla minaccia rappresentata dal predatore, si comporta da preda e non conosce, o non sa utilizzare, una strategia efficace per sottrarsi al ruolo di vittima designata. La preda sa che non pu\u00f2 reagire, non pu\u00f2 difendersi, se non stando con tutti i sensi all&#8217;erta e tenendosi pronta alla fuga; pure vi sono dei momenti e delle situazioni, come l&#8217;abbeverata (che per gli umani corrisponde al momento del pranzo o della cena, quando una famiglia si riunisce intorno al tavolo per mangiare) nei quali \u00e8 impossibile sottrarsi al pericolo ed \u00e8 molto difficile anche fuggire. Quante gastriti, quanti problemi dell&#8217;apparato digerente, quante ulcere, quanti tumori allo stomaco, hanno origine dal fatto che la vittima, magari per anni, \u00e8 stata costretta a sopportare lo stress di una continua aggressione da parte del suo predatore, non ha potuto difendersi n\u00e9 fuggire, e quindi ha accumulato rabbia, ansia, frustrazione, unite a un senso d&#8217;impotenza e perci\u00f2 ad una pi\u00f9 o meno profonda auto-svalutazione, percependo come un fallimento personale l&#8217;incapacit\u00e0 di difendersi e sostenere gli attacchi! Viceversa, vi sono persone che vivono letteralmente per predare le energie psichiche (e affettive) del prossimo, specialmente dei familiari, perch\u00e9 un estraneo pu\u00f2 sempre lottare o fuggire, mentre un familiare \u00e8 praticamente condannato a restare in quel determinato ambiente e a subire tutto ci\u00f2 che vi accade: genitori nei confronti dei figli, o viceversa; mariti nei confronti delle mogli, o viceversa; fratelli e sorelle nei confronti gli uni delle altre, e cos\u00ec via. Tutto questo \u00e8 molto triste, se si pensa a quante esistenze sono state stritolate e lentamente consumate in tali situazioni senza sbocco, senza uscita, nelle quali il predatore infierisce sulla preda e la preda non sa fare altro che porgere il collo al suo predatore e lasciarsi risucchiare tutta l&#8217;energia, restandone priva per se stessa e quindi esposta a depressioni, infarti, crisi respiratorie e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Il predatore non \u00e8 nato tale, se non in rarissimi casi. La regola \u00e8 che il predatore diviene quel che \u00e8, ossia un vampiro psichico, in seguito a un evento traumatico, quasi sempre infantile, che lo segna al punto tale da deviarne il normale sviluppo. Gli uomini, infatti, non sono semplicemente animali: sono qualcosa di pi\u00f9; la loro vita \u00e8 essenzialmente una determinazione spirituale e dunque il frutto di una libera scelta. La vita umana si presta ad altri fini che non una incessante predazione delle energie altrui: vivere da predatori \u00e8 vivere da animali, cio\u00e8 utilizzando solo il cervello rettiliano. Per quanto possa godere del potere e del controllo che riesce a esercitare sugli altri, spaventandoli e\/o ricattandoli, il predatore \u00e8 qualcosa di meno e non qualcosa di pi\u00f9 di un normale essere umano; non vi \u00e8 nulla di cui gloriarsi nel suo modo di vivere. Ad esempio una persona che, in seguito a un lutto non elaborato, diviene un predatore dei propri familiari, prende da essi le energie che non sa pi\u00f9 produrre da se stesso, ma vive nell&#8217;infelicit\u00e0 e fa vivere gli altri nella sofferenza e nella paura. Prendiamo il caso di un genitore che abbia perduto un figlio. A partire da quel momento diviene un predatore del figlio rimasto: lo carica di sensi di colpa, gli impone il fardello della sua tristezza e della sua angoscia; non gli permette di essere felice, n\u00e9 di andare per la sua strada, ma lo costringe a occuparsi costantemente di lui, non perch\u00e9 non potrebbe fare diversamente, ma perch\u00e9 in tal modo esercita una forma di vendetta e d\u00e0 sfogo alla propria disperazione, trasformata in energia negativa. Se il figlio superstite non \u00e8 sposato, gli impedisce di farsi una propria famiglia, scoraggiando ogni possibile fidanzato\/a; se \u00e8 sposato, pretende che riservi a lui solo tutte le cure, e cos\u00ec facendo lo distacca da suo marito (o da sua moglie) e dai suoi figli; se il figlio talvolta recalcitra a lasciarsi ricattare, lo fa sentire in colpa e simula uno stato di prostrazione cos\u00ec grave da far temere per la sua vita, o addirittura minaccia il suicidio. In questo modo lo tiene costantemente in proprio potere, lo spreme, lo sfrutta e gli inibisce sia la fuga che la lotta: in breve, ne fa una vittima designata. Non \u00e8 facile, per un figlio che ama il proprio genitore e che \u00e8 sinceramente addolorato per la perdita del fratello, sottrarsi a un simile ruolo, tanto pi\u00f9 che in genere non se ne rende neppure conto: si prodiga per il proprio genitore rimasto solo, trascura la sua famiglia per colmare l&#8217;animo addolorato del padre (o della madre), gli dedica tutte le sue energie per risarcirlo della sofferenza terribile che ha subito, ma in pratica getta le proprie energie in uno pozzo senza fondo, perch\u00e9 il vero scopo del predatore non \u00e8 quello di farsi consolare, ma di spremere all&#8217;infinito le energie della sua preda, senza darle tregua n\u00e9 concederle alcuna possibilit\u00e0 di scampo.<\/p>\n<p>Che cosa deve fare la preda, una volta che venga a trovarsi in una situazione del genere? Innanzitutto, domandarsi perch\u00e9 si \u00e8 lasciata ridurre a una preda: forse \u00e8 stato per ingenuit\u00e0 e per troppa bont\u00e0 d&#8217;animo, per troppa fiducia nel prossimo: non ha pensato che anche le persone care possono diventare dei vampiri psichici, se si concede loro pi\u00f9 di quello che \u00e8 giusto e se le si lascia entrare a piacere nel proprio spazio interiore. Ci sono dei segnali inequivocabili che gli altri vedono e che li rendono edotti della disponibilit\u00e0 di una persona a lasciarsi predare. Ogni persona \u00e8 avvolta da una particolare aura energetica, e se l&#8217;aura \u00e8 fatta di eccessiva arrendevolezza e poco amore di s\u00e9, gli altri capiscono che quella persona pu\u00f2 essere facilmente aggredita e predata. Gli animali, che hanno il sesto senso particolarmente sviluppato, fiutano l&#8217;odore dell&#8217;aura e sanno come regolarsi: arretrano di fronte a un&#8217;aura solida e compatta, propria di chi ha un sufficiente grado di amore per se stesso, mentre avvertono una facile preda se l&#8217;aura \u00e8 debole e sfumata. Una volta, in un altro articolo, abbiamo raccontato la storia vera di un leopardo antropofago che scelse la sua nuova preda in una donna che dormiva nel luogo pi\u00f9 riparato di un bivacco: scavalcando silenziosamente e quasi incredibilmente decine di corpi addormentati, la belva raggiunse proprio quella preda e la port\u00f2 via senza fare alcun rumore, perch\u00e9 in essa aveva fiutato il caratteristico odore della paura; e questo scartando le prede fisicamente pi\u00f9 a portata di mano, in un accampamento formato da un centinaio di pellegrini di ritorno da un santuario. Dunque, regola numero uno: non esporsi a diventare delle prede; essere sempre consapevoli che niente, neppure l&#8217;amore per una persona cara, neppure la compassione per chi soffre, giustifica l&#8217;imprudenza fatale di concedere troppo spazio a chi non ha altra intenzione che quella di predare le nostre energie e di vivere in tal modo da vampiro ai nostri danni. Regola numero due: quando ci si rende conto di essersi posti in una tale situazione, bisogna recuperare gradualmente, ma decisamente, la propria autonomia, sottraendosi alla stretta mortale del proprio predatore, senza lasciarsi impietosire da lacrime e gesti di disperazione e senza lasciarsi ricattare da amari rimproveri e accuse roventi. La preda che abbia deciso di riscuotersi, e di non essere pi\u00f9 tale, deve ritrovare la propria autonomia e il pieno rispetto di s\u00e9; deve affermare il proprio valore come persona, e convincersi che non si tratta di abbandonare al suo destino una persona cara in difficolt\u00e0, ma di aiutarla in una maniera diversa, sottraendosi al ruolo di preda e impedendo all&#8217;altro di prolungare il suo comportamento da predatore. Se si lascia sfruttare all&#8217;infinito, la preda finir\u00e0 per disperdere inutilmente tutte le sue energie: quelle energie che invece, amministrate con saggezza, possono risultare pi\u00f9 utili per tutti, compresa la persona di cui ha compassione e che vorrebbe aiutare. Il predatore \u00e8 paragonabile a colui che sta annegando e che si aggrappa convulsamente a chi vorrebbe soccorrerlo: per salvare lui e se stesso, il soccorritore non deve assecondarlo nei suoi movimenti disordinati, n\u00e9 gli deve permettere di bloccare i suoi stessi movimenti, altrimenti annegheranno entrambi, ma deve costringerlo a lasciar fare a lui, perch\u00e9 lui solo possiede le energie positive necessarie a uscire da quella situazione critica, mentre quelle dell&#8217;altro sono puramente negative. In altre parole, dove c&#8217;\u00e8 una preda ci sar\u00e0 sempre un predatore; ma se la preda decide di non essere pi\u00f9 tale, anche il predatore dovr\u00e0 cambiare strategia e, suo malgrado, operare ci\u00f2 che spontaneamente non avrebbe mai voluto, o saputo, fare: un ripensamento della propria vita, o quantomeno una correzione del proprio comportamento abituale nei confronti degli altri.<\/p>\n<p>La dinamica preda-predatore non \u00e8 limitata alle relazioni interpersonali, ma si ritrova anche nella politica, nella finanza, nell&#8217;economia, nello sport e perfino nella cultura e nell&#8217;arte. Il pubblico resterebbe meravigliato se sapesse quante brillanti carriere e quanti risultati di successo sono il frutto non di leale competizione, ma di dinamiche deviate e aberranti, nelle quali chi ha meno scrupoli svolge il ruolo di predatore e chi ne ha, finisce per diventare una preda. Dietro il successo negli affari, nella magistratura, nella politica, nell&#8217;arte e nella letteratura, sovente ci sono pressioni e ricatti tipici del rapporto predatore-preda: non sempre vince il migliore e non sono rari i casi in cui il migliore, per ingenuit\u00e0 ed eccessiva fiducia nelle persone care, o in coloro dei quali si fidava, si lascia spogliare dei suoi meriti a vantaggio del suo predare\/vampiro. Ci sono perfino degli scrittori che resteranno per sempre nell&#8217;ombra, perch\u00e9 si prestano a scrivere i libri che renderanno celebre qualcun altro; ci sono pittori che permettono ad altri di firmare le proprie tele e inventori che cedono la loro idea a individui pi\u00f9 furbi, i quali si appropriano del brevetto. Il caso limite \u00e8 rappresentato da quelli che si assumono la responsabilit\u00e0 di crimini che non hanno commesso, per proteggere i veri responsabili, ai quali sono legati da un affetto morboso. Giova ripetere che non \u00e8 vero amore quello che prevede un sacrificio totale di s\u00e9, senza che l&#8217;altro faccia buon uso di tale sacrificio, ma anzi incoraggiandolo a perseverare in un&#8217;attitudine egoistica e vampiresca. Questo discorso ci porta alle soglie di un&#8217;altra questione, tanto sdrucciolevole quanto delicata. Non sempre il predatore \u00e8 soltanto il prodotto di un trauma psichico e affettivo subito nell&#8217;infanzia. Ci sono persone che scelgono deliberatamente di essere predatori, e ci\u00f2 vale soprattutto per chi aspira a conquistare un ruolo di grande potere, specie nel mondo degli affari e della politica. Qui non si tratta di anime deviate e rese vampiresche da un dolore insopportabile che ha sconvolto la loro esistenza, ma di soggetti i quali hanno fatto, in piena lucidit\u00e0 e consapevolezza, una scelta perversa: quella di vivere sfruttando al massimo le energie altrui, predando i loro beni e le loro esistenze, e riducendoli a dei miseri strumenti della loro sfrenata volont\u00e0 di dominio. Insomma il male esiste, il Male con la lettera maiuscola, ed esistono coloro i quali scelgono di seguire la strada che conduce ad esso, giocando con gli altri come farebbero i burattinai di un gigantesco teatro dei burattini. \u00c8 anzi per noi evidente che esiste una super-<em>\u00e9lite<\/em> mondiale, fornita di mezzi finanziari incalcolabili, la quale ha scelto per s\u00e9 il ruolo di predatore globale, e che ha relegato, o intende relegare, tutto il resto dell&#8217;umanit\u00e0 nel ruolo di preda rassegnata e passiva, da sfruttare in maniera pressoch\u00e9 illimitata e non solo sotto l&#8217;aspetto economico, ma sotto ogni aspetto possibile, perfino utilizzando gli organismi, specie quelli dei bambini, come cavie da esperimento farmaceutico o come vittime da sacrificare nei suoi infami riti di carattere satanico. Alludiamo a un mondo veramente tenebroso che si \u00e8 posto sotto la protezione del Maligno e per il quale non esiste possibilit\u00e0 di redenzione, perch\u00e9 quanti hanno oltrepassato l&#8217;estrema soglia (il beato Bartolo Longo, che in giovent\u00f9 praticava il satanismo, per sua fortuna non l&#8217;aveva ancora fatto) non potrebbero pi\u00f9 tornare indietro neppure se lo volessero, perch\u00e9 hanno consegnato la loro anima al Principe di questo mondo. Che cosa si pu\u00f2 fare quando ci si rende conto di trovarsi nella condizione di prede alla merc\u00e9 di simili predatori ed \u00e8 ci\u00f2 che ci sta accadendo di scoprire in questi mesi di falsa pandemia, quando il Male si rivela nel suo volto pi\u00f9 tremendo, come una cospirazione complessiva il cui scopo \u00e8 toglierci tutto, compresa la nostra libert\u00e0 e la nostra dignit\u00e0 di persone? Di fronte al Male con la maiuscola ogni rimedio puramente umano \u00e8 del tutto insufficiente: volerlo affrontare da soli sarebbe come andare a mani nude contro un branco di elefanti selvaggi inferociti. Una sola difesa \u00e8 possibile a simili livelli: la preghiera e la confidenza totale in Dio. Qui non abbiamo a che fare con forze umane ma diaboliche. E solo Dio ci pu\u00f2 salvare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nati prima i predatori oppure le prede? Quesiti senza risposta, come quello dell&#8217;uovo e della gallina. 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