{"id":28006,"date":"2015-11-06T03:02:00","date_gmt":"2015-11-06T03:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/06\/la-poverta-diventa-un-crimine-da-reprimere-quando-tramonta-il-buio-medioevo\/"},"modified":"2015-11-06T03:02:00","modified_gmt":"2015-11-06T03:02:00","slug":"la-poverta-diventa-un-crimine-da-reprimere-quando-tramonta-il-buio-medioevo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/06\/la-poverta-diventa-un-crimine-da-reprimere-quando-tramonta-il-buio-medioevo\/","title":{"rendered":"La povert\u00e0 diventa un crimine da reprimere quando tramonta il \u201cbuio\u201d Medioevo"},"content":{"rendered":"<p>Chi ha pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni ricorda benissimo che, nella propria infanzia, il fatto di essere poveri non rappresentava affatto un motivo di vergogna; semmai, ci\u00f2 accadeva quando alla povert\u00e0 si aggiungevano altre caratteristiche, come la trascuratezza nel vestire, la sporcizia della casa, la maleducazione o, peggio, la non perfetta onest\u00e0 nel comportamento. Esser poveri non era motivo di vergogna, n\u00e9 in citt\u00e0, n\u00e9, tanto meno, in campagna; infatti erano in molti ad esserlo, e le famiglie o i vicini non si squadravano ansiosamente l&#8217;un altro, per scorgere nell&#8217;altrui abitazione, o nell&#8217;altrui persona, i segni di un benessere maggiore o minore del proprio. Poveri, ma puliti; poveri, ma rispettabili; poveri, ma onesti: tale era la filosofia di vita che i nonni trasmettevano ai figli, e questi ai nipoti: e nessuno faceva obiezioni, nessuno la trovava strana.<\/p>\n<p>Incominci\u00f2 a diventare strana, o, per dir meglio, incominci\u00f2 a incrinarsi e a scomparire, nel volger brevissimo di pochi anni &#8212; dieci, o cinque, o forse meno ancora &#8212; in un momento preciso della nostra storia recente: vale a dire in coincidenza con l&#8217;arrivo del benessere. Per essere pi\u00f9 precisi: con l&#8217;arrivo della sensazione che il benessere fosse l\u00ec, dietro l&#8217;angolo, ormai a portata di mano; che le cose fino a ieri impensabili, irraggiungibili, fossero sul punto di realizzarsi; che il sogno di una vita diversa, pi\u00f9 comoda, pi\u00f9 raffinata, sbocciato quasi nello spazio di una notte, fosse germogliato dappertutto e che coltivarlo non fosse un male, n\u00e9 una follia, n\u00e9 una perdita di tempo, ma una possibilit\u00e0 concreta, realizzabile, oltre che altamente desiderabile.<\/p>\n<p>Fu allora, quando i ragazzi incominciarono ad avere qualche soldo in tasca, dato loro dai genitori; quando si smise di trasmettere i vestiti dai genitori ai figli, rammendandoli, stringendoli e adattandoli, ma si cominci\u00f2 ad acquistare i capi d&#8217;abbigliamento nei grandi magazzini, dove costavano poco ed erano gi\u00e0 pronti su misura; quando le coppie in luna di miele non si accontentarono pi\u00f9 di un viaggetto simbolico, nella citt\u00e0 pi\u00f9 vicina, se non proprio, come i loro genitori, di un giro in carrozza attorno alla piazza del paese; e quando nacque l&#8217;abitudine, per le famiglie, di andare a trascorrere qualche giorno di ferie al mare, sotto l&#8217;ombrellone dell&#8217;albergo, magari servendosi della piccola utilitaria acquistata a rate per quel preciso scopo: fu allora, dicevamo, che la povert\u00e0 incominci\u00f2 ad assumere i colori della vergogna, ad essere oggetto di disapprovazione e a far nascere il pregiudizio, stupido e malevolo, che &quot;povero&quot; sia strettamente imparentato con &quot;pigro&quot;, &quot;svogliato&quot;, o, addirittura, &quot;non del tutto onesto&quot;.<\/p>\n<p>Ebbene: vi \u00e8 stata una lunga epoca nella storia della nostra civilt\u00e0 &#8211; l&#8217;epoca medievale &#8211; nella quale, per secoli e secoli, la povert\u00e0 non \u00e8 stata considerata affatto come una vergogna, un disonore, un vizio; e ci\u00f2 non solo per la banale constatazione che essa era largamente diffusa, e si inscriveva in un quadro sociale complessivo caratterizzato da una forte tendenza alla sobriet\u00e0 e al pieno utilizzo delle risorse (cio\u00e8 l&#8217;esatto contrario della odierna civilt\u00e0 dei consumi e dello spreco), ma anche per una ragione di fondo di tipo culturale e religioso, che oggi \u00e8 andata pressoch\u00e9 perduta, fuor che in alcuni ordini monastici dalla regola particolarmente severa: ossia in ragione della &quot;imitatio Christi&quot;, dell&#8217;essere simili a Ges\u00f9 e in linea con la sua Buona Novella; per il fatto, cio\u00e8, di prendere molto sul serio l&#8217;ammonimento evangelico sulla difficolt\u00e0 di entrare, da ricchi, nel regno dei Cieli, e sulla impossibilit\u00e0 di servire a due padroni, Dio e Mammona.<\/p>\n<p>Il vagabondo, il povero, il malato, si presentavano come l&#8217;immagine vivente del Cristo: \u00abSe avrete fatto del bene all&#8217;ultimo dei vostri fratelli, l&#8217;avrete fatta a me\u00bb, aveva detto Ges\u00f9 in persona, nella maniera pi\u00f9 esplicita. E la civilt\u00e0 medievale non scherzava su certe cose: allegorizzava su tutto, ma poi andava dritta al sodo e pretendeva la massima coerenza fra teoria e pratica. Tutto si poteva perdonare al peccatore pentito; quel che non veniva facilmente perdonato, non solo dalla Chiesa, ma dalla coscienza collettiva delle comunit\u00e0, era il fatto di prendesi gioco di Dio, di adattare il Vangelo alla misura del proprio egoismo: sotto questo punto di vista, l&#8217;uomo medievale era assai meno rozzo ed ingenuo di come amano dipingerlo certi scrittori dei nostri giorni. Pi\u00f9 schietto, pi\u00f9 immediato, pi\u00f9 sanguigno dell&#8217;uomo moderno, egli vedeva immediatamente la distanza tra il dire e il fare e non girava la testa dall&#8217;altra parte, non faceva finta di nulla. Quando la Chiesa scomunicava un usuraio, lo scomunicava per davvero e non per finta: non era per gioco che lo minacciava delle fiamme dell&#8217;Inferno e del tormento dei demoni; e non per gioco costui, sul letto di morte, non di rado lasciava alla Chiesa, per testamento, gran parte dei suoi beni, con la clausola esplicita che venissero impiegati per il soccorso ai poveri, agli orfani, alle vedove, ai malati. E quando un peccatore pentito confessava i suoi peccati, fosse pure un mostro come Gilles de Rais &#8212; lo sappiamo dai verbali del processo che accert\u00f2 i suoi orrendi delitti e che lo condann\u00f2 a morte &#8212; la folla intera scoppiava in singhiozzi insieme a lui, e perfino i genitori dei bambini che aveva stuprato, ucciso e smembrato, si commuovevano, piangevano senza ritegno e tremavano in cuor loro, pensando alla solennit\u00e0 di quel momento, allorch\u00e9 un&#8217;anima pentita, ma lorda di peccati quasi indescrivibili, stava per presentarsi davanti al tribunale del Giudice Supremo, e aveva un bisogno disperato del loro perdono e della loro preghiera..<\/p>\n<p>Ma ora torniamo al discorso sulla povert\u00e0 (la quale, si badi, va tenuta ben distinta dalla miseria, condizione di abbrutimento e di indigenza estrema, nonch\u00e9 di menomazione permanente della salute e spettro di morte per fame sempre incombente). Ha scritto in proposito Jean Pierre Gutton nella sua monografia \u00abLa societ\u00e0 e i poveri\u00bb (titolo originale: \u00abLa soci\u00e9t\u00e9 et les paure en Europe (XVIe-XVIIIe si\u00e8cles\u00bb, Presses Universitaires de France, 1974; traduzione dal francese di Carlo Capra, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1977, pp. 77-80):<\/p>\n<p><em>\u00abIn via di principio la civilt\u00e0 medievale esalta la povert\u00e0 come una virt\u00f9. La povert\u00e0 in ispirito \u00e8 presentata come un ideale;la scelta volontaria della povert\u00e0 costituisce un punto fondamentale delle regole dei grandi ordini monastici. La povert\u00e0 di fatto, poi, \u00e8 considerata una conseguenza del peccato, poich\u00e9 le cause della miseria &#8211;guerre, calamit\u00e0 agricole&#8230;- sono altrettanti castighi inviati da Dio per punire l&#8217;umanit\u00e0 dei suoi peccati. Ma il Cristo, con la sua vita terrena, ha voluto santificare la povert\u00e0. Perci\u00f2 i poveri si identificano con Cristo, sono le sue &quot;membra sofferenti&quot;, i suoi rappresentanti sulla terra. Pierre de Blois indica il povero con l&#8217;appellativo di &quot;vicarius Christi&quot; , e l&#8217;espressione &quot;poveri di Ges\u00f9 Cristo&quot; \u00e8 abituale. Una tale concezione valorizza la scelta volontaria della povert\u00e0. Del povero essa fa un intercessore privilegiato presso Dio. La sua preghiera attirer\u00e0 benedizioni particolari sul suo benefattore. Cos\u00ec si scelgono volentieri dei poveri per tenere a battesimo un bambino; cos\u00ec i membri di una confraternita fanno l&#8217;elemosina ai poveri affinch\u00e9 preghino per i loro confratelli defunti. Inoltre la povert\u00e0 ha una sua utilit\u00e0 sciale: essa concorre alla redenzione degli uomini. Per i ricchi l&#8217;elemosina fatta ai poveri \u00e8 una delle vie possibili di salvezza. Per i poveri l&#8217;umilt\u00e0 e la rassegnazione sono mezzi per guadagnarsi il paradiso.<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia, alla fine del Medioevo, queste teorie riguardo ai poveri e alla povert\u00e0 non sono pi\u00f9 le sole. Esse coesistono con una corrente di pensiero che nella povert\u00e0 vede una maledizione e nei poveri dei pericoli per la societ\u00e0. La povert\u00e0 degrada l&#8217;uomo, lo rende ozioso e inutile. Vi \u00e8 di pi\u00f9: negli ultimi secoli del Medioevo si diffondono la criminalit\u00e0, il furto e il brigantaggio. E poich\u00e9 gli indiziati sono d frequente poveri o vagabondi, guadagna terreno l&#8217;idea che il povero sia un pericolo pubblico. Gi\u00e0 nel Medioevo esiste dunque un atteggiamento ostile verso i poveri e la povert\u00e0. Questo atteggiamento \u00e8 riassunto da una frase del &quot;Roman de la Rose&quot;: &quot;Maledetta sia l&#8217;ora in cui fu concepito il povero&quot;. \u00c8 difficile dire quando e come questa seconda corrente di pensiero sia venuta a contrapporsi alla prima. Si \u00e8 supposto, non senza ragione, che almeno sino alla fine del XII secolo, sino a che la povert\u00e0 fu un fatto quasi esclusivamente rurale, essa venne considerata un segno d&#8217;elezione per niente affatto una maledizione. Tutto cambia, quando la disgregazione dei rapporti tradizionali, oltre al sopraggiungere di crisi economiche, moltiplicano i miserabili e li spingono verso la citt\u00e0. Ma a questo cambiamento hanno forse concorso anche altre cause. L&#8217;importanza data al lavoro e alla ricchezza, sotto l&#8217;influenza del nascente umanesimo, e le interminabili dispute tra gli ordini mendicanti hanno inevitabilmente compromesso la causa della povert\u00e0. Le grandi pestilenze della met\u00e0 del XIV secolo, con i torbidi, le fughe e la scarsit\u00e0 di mano d&#8217;opera che hanno provocato, non sono certamente rimaste senza conseguenze. Comunque non \u00e8 senza significato che, in molti paesi, le prime serie misure contro la povert\u00e0 furono prese intorno al 1350. Nel 1351 il re don Pedro di Castiglia pubblica un&#8217;ordinanza contro i mendicanti validi, che divengono passibili di fustigazione fin dalla prima contravvenzione alla legge. In Inghilterra diversi testi legislativi promulgati da Edoardo III tra il 1349 e il 1351 si prefiggono lo scopo di reprimere la mendicit\u00e0, il vagabondaggio e l&#8217;elemosina data agli oziosi, e nello stesso tempo regolamentano i salari. In Francia un&#8217;ordinanza di Giovanni il Buono del 30 gennaio 1350 denuncia &quot;questa specie di gente oziosa, o giocatori di dadi, o chiromanti di strada, o vagabondi, o mendicanti&quot;, e li minaccia , se non lasciano Parigi entro tre giorni, della prigione, della berlina e del bando. Pi\u00f9 in generale gli ultimi centocinquanta anni del Medioevo vedono in tutta Europa svilupparsi una legislazione contro i mendicanti e i vagabondi. Ma questa legislazione, che d&#8217;altronde rimane spesso inapplicata, non cancellano affatto le antiche idee sui diritti sacri del poveri quale rappresentante del Cristo sulla terra. Comincia semplicemente a delinearsi una distinzione, che avr\u00e0 molta fortuna nei secoli seguenti, tra poveri &quot;buoni&quot; e poveri &quot;cattivi&quot;; e i poteri pubblici, almeno, ritengono indispensabile usare la massima severit\u00e0 contro i secondi. Ma si esita, si va a tentoni, evidentemente, alla fine del Medioevo non si \u00e8 ancora deciso quale dei due opposti atteggiamenti adottare. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;idea che il povero \u00e8 un &quot;membro di Ges\u00f9 Cristo&quot; dominava dunque tutte le opere medievali di assistenza. Se il XVI secolo doveva scegliere fra i due atteggiamenti da adottare verso i poveri, ereditati dal Medioevo, non poteva non tenerne conto. Un eventuale orientamento a favore della lotta contro la mendicit\u00e0, per esempio, in quelle condizioni doveva accompagnarsi a una riforma ospedaliera, se non alla creazione di nuove forme di assistenza. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Nel suo complesso il XVI secolo si \u00e8 allontanato dal concetto che faceva del povero il rappresentante di Cristo. Questa evoluzione \u00e8 dovuta a molteplici cause convergenti, che operano in ogni parte d&#8217;Europa, nei paesi rimasti cattolici come in quelli riformati.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, il momento di svolta si colloca nel corso del XII secolo e coincide, da un lato, con la fioritura dei comuni, e quindi con l&#8217;apogeo della mercatura e della civilt\u00e0 borghese; dall&#8217;altro, con il venir meno della condanna ecclesiastica contro l&#8217;usura e con il sorgere e l&#8217;affermarsi delle prime grandi banche, che, contrariamente all&#8217;etica precedente, trasformano il tempo in denaro, il prestito in interesse, la fatica del lavoro onesto in occasione di profitto smodato per altri, per quelli che non hanno lavorato, n\u00e9 faticato. \u00c8 a partire da quel momento che incominciano a manifestarsi una diversa percezione del povero e un diverso atteggiamento nei suoi confronti: da immagine vivente del Cristo, egli si carica di connotati sgradevoli, se non proprio decisamente negativi: vagabondo, pigro, vizioso, male intenzionato. Incominciano le ripulse, la disapprovazione, le prime legislazioni anti-vagabondaggio. Certo, \u00e8 anche un fatto di numeri: una societ\u00e0 pu\u00f2 permettersi di essere generosa, quando a chiedere la carit\u00e0 \u00e8 una percentuale molto piccola della popolazione attiva. Ma non \u00e8 soltanto questo. Una societ\u00e0 generosa, cos\u00ec come una persona generosa, non smette di esserlo, perch\u00e9 il numero dei poveri aumenta: almeno entro un certo limite.<\/p>\n<p>Oggi, peraltro, la situazione dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa \u00e8 molto cambiata. Il povero \u00e8 percepito soprattutto come lo straniero: per lui si mobilitano le organizzazioni di volontariato; per lui i governi si sforzano di offrire accoglienza e assistenza; per lui la Chiesa si preoccupa, si indigna se viene respinto, si impegna al massimo perch\u00e9 sia accolto. Se il povero \u00e8 il proprio concittadino, il proprio vicino di casa, magari un parente, allora le cose cambiano: la sua presenza d\u00e0 fastidio, oppure, semplicemente, viene ignorata. Che si arrangi; forse, dopotutto, non aveva voglia di lavorare; forse non merita di essere compatito, n\u00e9 aiutato. Sono forse io il custode di mio fratello?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni ricorda benissimo che, nella propria infanzia, il fatto di essere poveri non rappresentava affatto un motivo di vergogna; semmai, ci\u00f2 accadeva<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[110,157,237],"class_list":["post-28006","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-civilta","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28006","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28006"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28006\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28006"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28006"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}