{"id":28003,"date":"2019-10-08T09:47:00","date_gmt":"2019-10-08T09:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/08\/povero-san-pio-x-in-che-modo-lo-raccontano-i-cattolici\/"},"modified":"2019-10-08T09:47:00","modified_gmt":"2019-10-08T09:47:00","slug":"povero-san-pio-x-in-che-modo-lo-raccontano-i-cattolici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/08\/povero-san-pio-x-in-che-modo-lo-raccontano-i-cattolici\/","title":{"rendered":"Povero San Pio X, in che modo lo raccontano i cattolici"},"content":{"rendered":"<p>Pietro Scoppola (Roma, 1926-ivi, 2007) \u00e8 stato un o storico e un politico cattolico di primo piano fra gli anni &#8217;60 e i primi anni &#8217;90, vale a dire dagli anni dell&#8217;egemonia democristiana a quelli della costruzione del compromesso storico fra i cattolici di sinistra e gli ex comunisti, non a caso elogiato da Giorgio Napolitano come un illuminato interprete del pensiero e del movimento cattolico, fautore del dialogo ecc.; e sappiamo bene quale sia il vero significato della parola &quot;dialogo&quot; per i progressisti, specialmente se cattolici o &quot;amici&quot; dei cattolici. Fin dagli anni &#8217;60 Scoppola si era adoperato per l&#8217;approvazione di una legge a favore del divorzio e quando essa venne approvata, nel 1974 fu tra i fautori del &quot;no&quot;, contribuendo cos\u00ec al suo mantenimento. Eletto senatore dal 1983 al 1987 (nona legislatura) come indipendente nelle liste della DC, nel 1992, coerentemente con la sua storia di cattolico &quot;illuminato&quot;, ader\u00ec all&#8217;Unione dei Progressisti, avvicinandosi poi alla Margherita e ai Popolari. \u00c8 a lui che il direttore della vasta <em>Storia di Cristo e della Chiesa<\/em>, in cinque volumi, pubblicata nel 1984 dalla Editrice Saie, che era anche il direttore del mensile omonimo, Antonio Tarzia, aveva chiesto, fra l&#8217;altro, di redigere il capitolo &quot;spinoso&quot; dedicato alla figura e all&#8217;opera di san Pio X (vol. 5, pp. 916-921). Spinoso perch\u00e9 l&#8217;opera, in linea col cattolicesimo progressista, \u00e8 tutta tesa a magnificare il Concilio Vaticano II, presentato quasi come il Punto Omega (se volessimo usare il linguaggio di Teilhard de Chardin), cio\u00e8 come una rinascita della Chiesa e una seconda Pentecoste, e quindi esalta tutte le figure e i movimenti che in un modo o nell&#8217;altro hanno precorso il Concilio, compresi alcuni modernisti, mentre si trova in imbarazzo davanti a una figura gigantesca come quella di san Pio X, che combatt\u00e9 strenuamente il modernismo e che quindi rappresenta, agli occhi dei cattolici di sinistra, una vera e propria bestia nera, ma che tuttavia, per decenza o per ipocrisia, nessun cattolico deghe vuol chiamarsi tale pu\u00f2 ignorare, o disprezzare, o sminuire, se non adoperando tutte le cautele e tutte le precauzioni del caso. Cautele e abili &quot;non detto&quot; che si notano gi\u00e0 nel titolo del capitolo, <em>Gi anni duri di papa Sarto<\/em>, che, suggerisce l&#8217;idea di una &quot;durezza&quot; del papa, pi\u00f9 che del periodo storico, anche se non pu\u00f2 dirlo esplicitamente, un po&#8217; come quando si dice <em>Ma che bel cagnolino<\/em>, per lodare, invece, la sua padrona che lo porta a spasso al guinzaglio; concetto suggerito anche dall&#8217;illustrazione di apertura, un ritratto di papa Sarto in cui viene sottolineato lo sguardo freddo e duro, quasi cattivo, che subito predispone il lettore in senso sfavorevole a questo papa &quot;conservatore&quot; e chiuso alle legittime istanze di apertura e rinnovamento.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il <em>nostro<\/em> lettore possa farsi un&#8217;idea del grado di obiettivit\u00e0 di Scoppola nel delineare la figura di questo grande pontefice, che aveva ben compreso l&#8217;estrema gravit\u00e0 della minaccia rappresentata dalle nuove tendenze che fermentavano nel mondo cattolico e nella Chiesa stessa, e che le ha contrastate con l&#8217;energia necessaria, forte di una visone realmente profetica, visto quel che sta accadendo negli ultimi decenni, sotto i nostri occhi, dopo che tali tendenze hanno conquistato il vertice della Chiesa, ci limitiamo a riportare il giudizio complessivo che lo storico d\u00e0, appunto, dello scontro fra Pio X e il modernismo (cit., pp. 920-921):<\/p>\n<p><em>Ancor pi\u00f9 duro il conflitto si deline\u00f2 sul terreno della cultura [dopo quello con la Francia laicista e repubblicana di Emile Combes, che nel 1905 aveva denunciato il Concordato e incamerato i beni della Chiesa]. Da tempo si sentiva una profonda necessit\u00e0 di rinnovamento sul terreno teologico, filosofico, apologetico, in materia di studi storici e di critica biblica. Era stato messo in discussione il legame &#8212; privilegiato se non esclusivo &#8212; della fede con la filosofia tomista. Si cercavano nuove espressioni culturali del messaggio cristiano. Si affermava l&#8217;esigenza di applicare, senza riserve e timidezza, i criteri della ricerca filologica e storica, anche alla storia della Chiesa, delle origini cristiane, e agli stessi libri sacri. Nell&#8217;ambito di questo movimento, certamente assai ricco e profondo, si erano poi manifestate tendenze diverse, e orientamenti incompatibili con la fede cristiana. A posizioni pi\u00f9 sfumate ed equilibrate, come quelle espresse sul piano filosofico dal Blondel, o sul piano biblico dal Lagrange, si contrapponevano posizioni pi\u00f9 nette, come quelle cui era approdato il Loisy nel campo della storia del cristianesimo. Altri come l&#8217;inglese Tyrrell e il barone von Hugel, una eccezionale figura di studioso e di cattolico, vivevano l&#8217;esperienza di una tormentosa ricerca. Nel suo insieme, questo vasto fenomeno culturale prese il nome di &quot;modernismo&quot;. Era un movimento complesso, in cui grandi energie intellettuali e morali si intrecciavano con grossi elementi di confusione.<\/em><\/p>\n<p><em>Pio X intervenne cin energia eccezionale. Dopo una prima condanna, con il decreto &quot;Lamentabili&quot;, di 65 proposizioni modernistiche, desunte per lo pi\u00f9 dalle opere del Loisy, un secondo e pi\u00f9 pesante intervento fu quello dell&#8217;enciclica &quot;Pascendi&quot; (1907). In questo documento, le dottrine modernistiche venivano ricondotte a un&#8217;unica fonte e presentate cime fra loro necessariamente coerenti; cosicch\u00e9, notava l&#8217;enciclica, &quot;chi ammette una cosa deve accettare tutto il resto&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>La realt\u00e0 del movimento culturale cui l&#8217;enciclica si rivolgeva era in molti casi forzata, le complessit\u00e0 negate un favore di un&#8217;astratta chiarezza. Il modernismo veniva presentato come un corpo organico di dottrine, la &quot;sintesi di tutte le eresie&quot;, e perci\u00f2 duramente colpito.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;enciclica &quot;Pascendi&quot; inaspr\u00ec i nuovi orientamenti: vi furono tentativi di risposta alle sue affermazioni, come il &quot;Programma dei modernisti&quot; scritto da Ernesto Buonaiuti (anche se coperto dall&#8217;anonimato) e le ancor pi\u00f9 radicali &quot;Lettere di un prete modernista&quot;, anch&#8217;esse anonima opera di Buonaiuti. Cos\u00ec, radicalizzando le loro posizioni, i modernisti finirono in molti casi con il dar ragione al documento papale.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 gravi e pi\u00f9 dure furono le misure di controllo e di repressione adottate nei seminari, negli atenei ecclesiastici e in ogni ambiente cattolico. In questo clima oper\u00f2, con esiti drammatici perla Chiesa, l&#8217;organizzazione segreta &quot;Sodalitium Pianum&quot;, creata da monsignor Umberto Benigni, detta comunemente la &quot;Sapini\u00e8re&quot;. Si diffuse nel mondo cattolico un clima di delazione e di vero spionaggio; vescovi e cardinali illustri per piet\u00e0 e dottrina furono accusati di debolezze e simpatie per i modernisti. Uomini di grande fede e profonda cultura furono obbligati al silenzio. Ogni limite di tolleranza e di carit\u00e0 fu talvolta superato.<\/em><\/p>\n<p><em>Pio X mor\u00ec il 20 agosto 1914, sopraffatto da problemi forse superiori alla sua cultura e alle sue attitudini di governo. Un pontificato che si era aperto in un clima di mitezza e di grandi speranze religiose si chiudeva in mezzo a tensioni drammatiche, in un&#8217;Europa nella quale il grande massacro della prima guerra mondiale era gi\u00e0 cominciato.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;insofferenza e l&#8217;antipatia di Scoppola nei confronti di san Pio X trasudato da ogni riga, ma sono abbastanza ben dissimulati dietro abili gridi di frase e osservazioni volutamente ambigue. Il problema \u00e8 che la gran maggioranza del pubblico, anche e vorremmo dire soprattutto dei cattolici, conosce poco e male la storia della Chiesa; ci sono molte perone che praticamente non hanno mai letto la <em>Bibbia<\/em> e neppure i <em>Vangeli<\/em>; figuriamoci la storia ecclesiastica, compresa quella recente. Quel che sanno \u00e8 che c&#8217;\u00e8 stato un evento meraviglioso e ispirato (ma da chi?), il Concilio, che ha rotto un muro di vecchiume e di conservatorismo e avviato le <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>, tuttora in corso. Perci\u00f2 un lettore di <em>Jesus<\/em>, un lettore cattolico quindi, legge questa pagina e crede di essere stato infornato obiettivamente di cosa sia stato il pontificato di Pio X: vale a dire chiusura, durezza, provincialismo, incapacit\u00e0 di comprendere il nuovo che avanza e, peggio ancora, tirannia poliziesca. Il papato di Pio X era cominciato bene, all&#8217;insegna della mitezza (ma da quando la mitezza \u00e8 la virt\u00f9 fondamentale richiesta a un pontefice? non lo \u00e8 invece la fermezza nel custodire e difendere il Deposito della fede?), ma finito male, in un cima cupo, a quanto si capisce per colpa soprattutto della rigidit\u00e0 del papa e per la sua modestia culturale &#8212; e qui, Scoppola riprende senza vergogna la critica, o meglio la denigrazione, di Buonaiuti, che nelle <em>Lettere di un prete modernista<\/em> definisce il papa un parroco di campagna ignorante. Il modernismo? Un semplice &quot;movimento culturale&quot;, nel quale c&#8217;erano cose buone e meno buone. Ma se fosse stato solo questo, cio\u00e8 un movimento culturale, non si capisce perch\u00e9 il papa avrebbe dovuto, o potuto, intervenire attraverso il Magistero straordinario e anche attraverso specifiche misure disciplinari nel clero, in particolare col giuramento antimodernista. Oppure \u00e8 stato una specie di fisima del papa, perch\u00e9 il modernismo, a ben guardare, non era che un incrociarsi di pensieri e proposte assai diversi fra loro, comunque nel complesso &quot;assai ricchi e profondi; ed \u00e8 stata la <em>Pascendi<\/em> a unificarli, arbitrariamente. I modernisti, poi, hanno finito per radicalizzarsi e dar cos\u00ec ragione al papa, reagendo alla sua &quot;persecuzione&quot;. Come dire che, se il papa non li avesse &quot;provocati&quot;, essi sarebbero rimasti sostanzialmente innocui; e ci\u00f2 nonostante che l&#8217;Autore ammetta che vi erano anche degli &quot;orientamenti incompatibili con la fede cristiana&quot;. Ma questa lettura \u00e8 totalmente faziosa fuorviante. Il modernismo non era un movimento culturale, se non in parte; era anche e soprattutto un movimento di riforma religiosa, per non dire di rivoluzione, quanto mai esplicito. I suoi esponenti intendevano mutare aspetti decisivi della fede cattolica, e non solo questioni riguardanti la filologia o la critica storica. Il papa comprese la sua pericolosit\u00e0 e comprese anche che esso raccoglieva tutto un bacino di scontenti, d&#8217;irrequieti, di imprudenti, di velleitari e soprattutto di cattolici, laici e membri del clero, che si erano stancati della fedelt\u00e0 al Magistero perenne e volevano cercare un accomodamento con il mondo moderno, con la sua cultura, con la sua morale, con la sua politica. Chi sarebbero gli &quot;uomini di grande fede e di profonda dottrina&quot; che vennero ridotti al silenzio? Quel pasticcione del barone von Hugel, oppure Fogazzaro, che cerca di mescolare fede ed evoluzionismo (come far\u00e0 il gesuita eretico Teilhard de Chardin) e si balocca coi suoi ridicoli personaggi, come Pietro Maironi, incerti fra il richiamo della carne e il sogno di un ascetismo claustrale e di una rigenerazione evangelica del mondo? Oppure lo storico Buonaiuti? Ma Buonaiuti non fu &quot;ridotto al silenzio&quot;: seguit\u00f2 imperterrito a spargere il suo veleno, nascondendosi dietro l&#8217;anonimato e negando perfino di aver scritto lui le <em>Lettere<\/em> e il <em>Programma<\/em>: questo per dire la statura morale del personaggio, uso a scagliare la pietra e nascondere la mano. Lo stesso Scoppola dice che queste personalit\u00e0 &quot;vivevano una tormentosa ricerca&quot;. Perch\u00e9 tormentosa? Perch\u00e9 caratterizzata dalla irrequietezza, dalla superbia intellettuale, dall&#8217;insofferenza verso la Tradizione. La ricerca di colui che va onestamente incontro a Dio non \u00e8 mai tormentosa, anche se pu\u00f2 essere difficile, perch\u00e9 \u00e8 rischiarata dallo spirito di umilt\u00e0, che domanda la grazia della fede. Un&#8217;anima tormentata non ha trovato, o ha trovato male, perch\u00e9 in lei la superbia fa resistenza alla Verit\u00e0, pertanto essa pu\u00f2 solo trasmettere confusione e turbamento alle altre anime: in tal caso, meglio che taccia.<\/p>\n<p>La vicenda del modernismo e della sua scomunica, in conclusione, \u00e8 presentata sotto una luce falsa e a Pio X non viene riconosciuto altro merito che di aver iniziato il suo pontificato in maniera mite. Come dire: se ci fosse stato un altro papa al suo posto, uno pi\u00f9 aperto, pi\u00f9 colto, pi\u00f9 moderno, la Chiesa si sarebbe risparmiata tensioni e scomuniche e magari il Vaticano II sarebbe arrivato mezzo secolo prima. Perch\u00e9 \u00e8 questo il nodo ultimo della questione: il Concilio. Se si vuole esaltare il Concilio, bisogna per forza minimizzare la minaccia rappresentata dal modernismo per la fede cattolica, e dunque, logicamente, bisogna porre Pio X in una luce sfavorevole, suggerendo una sua inadeguatezza, una sua incomprensione dei tempi nuovi. Ma la verit\u00e0 \u00e8 esattamente opposta. Gli storici come Pietro Scoppola la presentano cos\u00ec perch\u00e9, diversamente, dovrebbero ricordare che il futuro papa Pacelli era ottimo amico sia di Romolo Murri, sia di Ernesto Buonaiuti, e quindi che le idee dei modernisti, che erano radicali ben prima che arrivasse la <em>Pascendi<\/em>, sono passate tutte quante, ampliate e approfondite, nei documenti del Concilio, specie i pi\u00f9 rivoluzionari, come la <em>Dignitatis humanae<\/em> e la <em>Nostra aetate.<\/em> Anche la cosiddetta riforma liturgica di Paolo VI, che un realt\u00e0 fu una rivoluzione, viene da l\u00ec: dalle idee dei vari Loisy, Tyrrell, Buonaiuti. Inutile dire che le stesse idee, portate fino all&#8217;estremo, sono le linee guida del signor Bergoglio. Lo scandaloso sinodo per l&#8217;Amazzonia, preceduto da una cerimonia tribale e animista nel corso della quale gli astanti, fra i quali un frate cappuccino, e alla presenza del sedicente papa, si sono prostrati bocconi, in circolo, sotto la direzione di una sciamana, per adorare la Madre terra, \u00e8 l&#8217;esito estremo della deriva modernista. La quale, ponendo l&#8217;uomo al centro del fatto religioso, sciogliendolo dalla Tradizione e dichiarando i diritti della storia sulla stessa teologia, cio\u00e8 storicizzando i contenuti della fede, necessariamente finisce per scordarsi che egli \u00e8 creatura, e che nulla pu\u00f2 fare se non \u00e8 in grazia di Dio. Cosa che sta accadendo: Bianchi, Kasper, Bergoglio, vorrebbero darci una &quot;fede&quot; senza Cristo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pietro Scoppola (Roma, 1926-ivi, 2007) \u00e8 stato un o storico e un politico cattolico di primo piano fra gli anni &#8217;60 e i primi anni &#8217;90,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,109,201],"class_list":["post-28003","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-modernismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28003"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28003\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}