{"id":27995,"date":"2015-07-28T05:53:00","date_gmt":"2015-07-28T05:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/ma-possono-accadere-cose-del-genere\/"},"modified":"2015-07-28T05:53:00","modified_gmt":"2015-07-28T05:53:00","slug":"ma-possono-accadere-cose-del-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/ma-possono-accadere-cose-del-genere\/","title":{"rendered":"Ma possono accadere cose del genere?"},"content":{"rendered":"<p>Noi viviamo, o crediamo di vivere, in un&#8217;epoca molto &quot;scientifica&quot;: un&#8217;epoca in cui non ci sino pi\u00f9 misteri, o, se ci sono, non sono veramente tali, bens\u00ec problemi; problemi che prima o dopo, in un modo o nell&#8217;altro, finiranno per trovare soluzione, o, quanto meno, una ragionevole spiegazione, tale da non turbare in alcun modo l&#8217;immagine rassicurante che abbiamo della nostra facolt\u00e0 di conoscere le cose e farle rientrare in un ordine perfettamente logico.<\/p>\n<p>Eppure, basta grattare appena un poco la superficie delle nostre certezze di matrice positivista, ed ecco fare capolino l&#8217;impensabile, l&#8217;incredibile, l&#8217;inspiegabile, e mandare in fumo, cos\u00ec, da un istante all&#8217;altro, il castello della nostra orgogliosa sicurezza intellettuale. Ed \u00e8 come se ci trovassimo proiettati in un&#8217;altra dimensione del reale, per comprendere la quale non possediamo i necessari strumenti culturali e, probabilmente, neanche il giusto atteggiamento spirituale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un episodio, raccontato dallo scrittore Bino Sanminiatelli, in se stesso piuttosto semplice, che, tuttavia, fa molto riflettere; possiamo permetterci di riportarlo per esteso, visto che si tratta di neanche mezza pagina in tutto, affinch\u00e9 il lettore disponga di tutti gli elementi per formarsi una propria opinione in proposito (da: B. Sanminiatelli, \u00abLa vita in campagna\u00bb, Milano, Longanesi, 1980, pp. 113-114):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; La mia ambizione era di unire la casa al bosco, abbattuto per un buon tratto per ragioni di sicurezza, mediante un viale di cipressi attraverso il &quot;sodo&quot; dove prima era bosco. La villa, in tal modo, avrebbe avuto il suo bel parco naturale. Tutto finora, nella casa abitata dai miei genitori e dai miei nonni, si faceva ai loro comandi, Ora stavo diventando quasi un uomo e, in veste di signorotto, sognavo ingenuamente, trasformando in parco parte del bosco ad alto fusto, pergole panchine e ponticelli. Per fortuna mio fratello maggiore, pi\u00f9 pratico, venne in mio aiuto e, seguendo i suoi consigli, disposi di non tagliare pi\u00f9 le eriche che s&#8217;impennacchiano di fiori a primavera, lasciai crescere le ginestre, feci raddrizzare le piante cresciute malamente mediante tagli sapienti, concimare quelle stente, fare il largo intorno a quelle che avevano bisogno d&#8217;aria. Uno specialista mi spieg\u00f2 le malattie a cui vanno soggette, mi consigli\u00f2 i rimedi, mi disse cosa significava tramarrare un querceto e m&#8217;insegn\u00f2 i nomi delle piante nostrali che formano la macchia mediterranea. Tutti conosciamo il pino, il leccio, il cipresso, la sughera, la quercia, il ginepro e l&#8217;albatro; ora imparai che vi convivono in buona armonia lentischi, cisti e filliree. Ero diventato professore. Una cosa non mi riusc\u00ec: liberare i pini da quelle borse bambagiose, nido di certa specie di bruchi che vien chiamata &quot;processionaria&quot; perch\u00e9, uscendo dalle borse appese ai rami, da loro fabbricate e dove svernano, ne escono ai primi tepori, calano gi\u00f9 dai tronchi e procedono per terra in lunghe file. Ascoltai allora il consiglio di un contadino che mi fece venire una stregona. Mi disse il contadino: &quot;\u00c8 una specialista questa stregona. Quanti boschi segna, tanti ne libera. L&#8217;altro giorno m&#8217;erano entrati i bruchi in un campo di cavoli. Appena questa vecchia li ebbe segnati, i bruchi si fermarono interdetti, poi si rigirarono per benino e se ne andarono via in processione come tanti fratini. \u00c8 proprio un&#8217;incantatora&#8230;&quot;<\/p>\n<p>La processionaria scomparve.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;Autore, dunque, si limita a riportare il fatto, nudo e crudo, e non d\u00e0 giudizi personali, n\u00e9 tira conclusioni, e neppure formula ipotesi. \u00c8 come se dicesse: \u00abecco, il fatto \u00e8 questo; io ve l&#8217;ho solo riferito, cos\u00ec come l&#8217;ho vissuto; adesso giudicate voi, se ne avete la voglia. Io, per me, preferisco osservare il pi\u00f9 stretto riserbo: se qualcosa ne penso, non voglio dirvelo, cosi vi lascio perfettamente liberi di trarre tutte le deduzioni che credete\u00bb.<\/p>\n<p>E il fatto \u00e8 molto semplice, almeno in apparenza. C&#8217;\u00e8 un bosco, per la precisione una pineta, che \u00e8 stato aggredito da un temibile parassita degli alberi: la processionaria (\u00abTaumetopoea pityocampa\u00bb, un insetto dell&#8217;ordine dei lepidotteri), un parassita cos\u00ec dannoso che pu\u00f2 distruggere ampi tratti di pineta, divorando le foglie aghiformi, dalla prima fino all&#8217;ultima, e questo nel breve arco di tempo del suo ciclo vitale. C&#8217;\u00e8 il proprietario del bosco che, pur avendo sviluppato una notevole esperienza nell&#8217;ambito delle scienze forestali, si sente assolutamente impotente davanti a questo insidioso e tenacissimo invasore. E infine c&#8217;\u00e8 una donna del posto, chiamata da tutti con l&#8217;eloquente soprannome di &quot;stregona&quot;, che ha fama di essere la sola persona al mondo, botanici e coltivatori compresi, capace di sconfiggere un simile avversario, e alle cui doti e capacit\u00e0 segrete la gente del posto guarda con assoluto rispetto e con incrollabile fiducia.<\/p>\n<p>Tutto questo sembra il canovaccio di una storia ambientata alcuni secoli fa, anzi, parecchi secoli fa: potrebbero essere benissimo gli &quot;ingredienti&quot; di una delle novelle di messer Giovanni Boccaccio, o, magari, di Franco Sacchetti. Gi\u00e0 se si trattasse di un racconto dei tempi del Verga, ossia degli ultimi anni del XIX secolo, ci chiederemmo se lo si debba prendere seriamente, oppure come un semplice gioco di fantasia dell&#8217;autore. Ma oggi&#8230; oggi, non possiamo fare a meno di domandarci, con una punta di scetticismo, per non dire di autentica incredulit\u00e0: possono mai accadere, ai nostri giorni, delle cose di questo genere?<\/p>\n<p>Ai nostri giorni, e gi\u00e0 da molto tempo, noi abbiamo fiducia, semmai, nella scienza; in questo caso, nella chimica: in un buon prodotto antiparassitario, forse&#8230; ma non \u00e8 affatto cos\u00ec semplice come si potrebbe credere. Innanzitutto, la processionaria non \u00e8 un inetto pericoloso soltanto per i pini e per gli alberi in generale; lo \u00e8 anche per gli esseri viventi a sangue caldo, uomo compreso. Pertanto, bisogna adoperare le pi\u00f9 scrupolose precauzioni, quando ci si accinge a combatterlo: i rischi vanno da una fastidiosa irritazione cutanea a delle forme di lesione, pi\u00f9 o meno gravi, comunque assolutamente da non sottovalutare, agli occhi, alla mucosa nasale, alla gola e all&#8217;esofago. Perfino dopo che le larve sono state uccise mediante il trattamento chimico (che per\u00f2 deve avvenire all&#8217;aperto, perch\u00e9, se loro cadaveri continuano ad essere altamente pericolosi, addirittura anche se carbonizzati, perch\u00e9 fortemente urticanti. Se vengono bruciati, pertanto, bisogna stare attenti a non porsi sottovento e a tenere ben coperta tutta la superficie del proprio corpo, particolarmente gli occhi e le vie respiratorie.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 provare con dei metodi di lotta biologica: ad esempio, si pu\u00f2 contrastare una invasione della processionaria utilizzando, contro di essa, dei prodotti a base di \u00abBacillus Thuringiensis\u00bb, un batterio sporigeno che vive nel terreno (scoperto in Giappone nel 1901 e, in Germania, dieci anni pi\u00f9 tardi), che libera tossine innocue per l&#8217;uomo, ma paralizzanti per i bruchi dei lepidotteri: tuttavia si tratta di una pratica molto dispendiosa sul piano economico, e che non garantisce risultati certi; \u00e8 sufficiente, infatti, che un piccolo numero di larve di processionaria riesca a sopravvivere, perch\u00e9 l&#8217;infestazione non possa dirsi debellata, e la minaccia di distruzione delle foglie di una coltivazione, o di un bosco, persista in tutta la sua gravit\u00e0. Si pu\u00f2 tentare con i mezzi chimici, cio\u00e8 con dei potenti insetticidi: neppure questi, tuttavia &#8212; oltre ai ben noti effetti collaterali che producono sull&#8217;ambiente &#8212; possono dare l&#8217;assoluta certezza di eliminare l&#8217;intruso.<\/p>\n<p>Ora si pu\u00f2 ben comprendere con quale ansia e trepidazione un coltivatore assista alla comparsa di questo sgradito &quot;ospite&quot;, cosa che avviene in primavera (anche se i primi danni, assai lievi, si manifestano in autunno), quando le larve sono particolarmente voraci e la necrosi delle foglie non lascia dubbi sulla loro presenza &#8212; e si tenga presente che questo insetto \u00e8 straordinariamente robusto e vitale, dato che pu\u00f2 rimanere in diapausa, ossia in uno stato di arresto spontaneo del proprio sviluppo, per periodi molti lunghi, fino a sette anni, qualora le condizioni dell&#8217;ambiente non siano del tutto favorevoli, per poi riprendere a svilupparsi come nulla fosse, senza risentire affatto dell&#8217;interruzione.<\/p>\n<p>Ed eccoci nello stato d&#8217;animo dell&#8217;autore del brano sopra riportato: un uomo che si \u00e8 votato alla vita di campagna, che ha dedicato molto studio e molto amore alla conoscenza e alla pratica della coltivazione delle piante, e che va particolarmente fiero del proprio bosco di pini, fino a quando, un brutto giorno, scopre che le foglie sono state attaccate dal temuto lepidottero, contro il quale vi sono ben poche speranze di trovare un rimedio efficace e sufficientemente rapido, da poter salvare gli alberi prima che il contagio si diffonda in maniera irreparabile. N\u00e9 i libri, n\u00e9 le conoscenze pratiche dei vicini e degli amici possono venirgli validamente in aiuto; tutto sembrerebbe perduto, a meno che&#8230; a meno che egli non sia disposto a gettarsi dietro le spalle tutta la mentalit\u00e0 scientifica, propria della societ\u00e0 moderna, e che tutti, pi\u00f9 o meno, consideriamo parte inseparabile del nostro abito mentale di persone &quot;evolute&quot;, &quot;ragionevoli&quot; e &quot;civili&quot;, e si affidi a un rimedio assolutamente in contrasto con quello che insegna in maniera apodittica la cultura moderna: quello della magia, al quale ricorrevano i nostri avi, secoli e secoli prima di noi, forse perfino millenni prima. Un bel salto indietro nel tempo, addirittura un salto di paradigma, e da fare all&#8217;indietro, in una volta sola: da quello scientista a quello magico.<\/p>\n<p>Eppure, quell&#8217;uomo ha deciso di fare un tale salto e di affidarsi alle arti segrete della &quot;stregona&quot;. In che modo, precisamente, ella abbia operato, non lo dice; possiamo soltanto supporlo, sulla base di altri episodi noti, simili a questo. \u00c8 probabile che la donna abbia messo in atto un procedimento di magia simpatica: cio\u00e8 che abbia operato a distanza sulla volont\u00e0 inconscia delle processionarie, agendo, di fatto, su una di esse, o su alcune di esse, e trasmettendo a tutte le altre un ordine non verbale, bens\u00ec mentale, se cos\u00ec possiamo esprimerci, dato che \u00e8 ben difficile immaginare una attivit\u00e0 mentale nel caso dei lepidotteri (mentre \u00e8 possibile farlo nel caso di animali pi\u00f9 evoluti, per esempio di mammiferi, come \u00e8 testimoniato essere accaduto per opera di stregoni e sciamani presso alcune popolazioni &quot;primitive&quot;).<\/p>\n<p>Tutto quel che possiamo dire \u00e8 che esiste uno psichismo collettivo, nel quale individui umani particolarmente dotati, o esperti in fatto di procedimenti segreti (o entrambe le cose insieme), riescono ad inserirsi, inviando messaggi di varia natura ai singoli membri di una comunit\u00e0 animale, oppure alla comunit\u00e0 nel suo complesso. Sappiamo, per esempio, di stregoni africani che sono riusciti ad influenzare il comportamento di interi branchi di antilopi, o di bufali, o di intere popolazioni di coccodrilli, oltre che di singoli animali, compresi leoni e altre belve feroci. E non si tratta affatto di semplici leggende, ma di casi assolutamente sicuri e verificati per mezzo di osservazioni dirette da parte di testimoni interamente attendibili. N\u00e9 si tratta di eventi motivati dall&#8217;azione capricciosa e gratuita dello stregone o dello sciamano, bens\u00ec di rituali magici finalizzati, in genere, al buon esito della caccia, nel caso si tratti dell&#8217;&quot;invito&quot;, rivolto agli animali, di avvicinarsi, oppure, al contrario, a creare condizioni di sicurezza per la trib\u00f9, nel caso della &quot;intimazione&quot; di allontanarsi. Possiamo pertanto ipotizzare che, presso i gruppi umani che vivono a contatto con le forze della natura, si sviluppino delle facolt\u00e0, dei poteri, delle energie, che consentono a certe persone di entrare in comunicazione diretta, ma senza servirsi di alcun mezzo visibile e direttamente osservabile, con le creature animali, impartendo loro delle istruzioni o degli ordini specifici.<\/p>\n<p>Mano a mano che, con il progredire della &quot;civilt\u00e0&quot;, gli esseri umani si allontanano dall&#8217;ambiente naturale e dai ritmi della natura, tali facolt\u00e0 tendono a smarrirsi e a scomparire; ma \u00e8 possibile, anzi, probabile, che si conservino ancora in certe comunit\u00e0 isolate, o presso determinati individui, ai margini della societ\u00e0 tecnologica moderna, specialmente se si tratta, come nel caso sopra riferito, di conoscenze e di poteri trasmessi in maniera mirata e &quot;professionale&quot;, probabilmente di padre in figlio, oppure da maestro a discepolo, in modo selettivo e, nello stesso tempo, abbastanza segreto da escludere tutte le persone estranee alla famiglia o alla cerchia del mago o, comunque, alla comunit\u00e0 segreta dei praticanti la magia.<\/p>\n<p>Certo, sono fenomeni che lasciano sbalorditi e che sono difficili da accettare, sul piano razionale. Tale difficolt\u00e0, per\u00f2, \u00e8 dovuta non tanto a un reale ostacolo di natura logica, ma ai presupposti erronei, cio\u00e8 ai pregiudizi, che condizionano il nostro modo di porci nei confronti del mondo naturale, del quale l&#8217;uomo, evidentemente, fa parte, almeno per un certo lato. La nostra idea di quel che un fenomeno naturale &quot;debba&quot; essere, \u00e8 troppo condizionata da una concezione materialistica e meccanicistica della natura stessa. La natura, in realt\u00e0, non \u00e8 fatta solo di materia e di movimenti meccanici: \u00e8 fatta anche di correnti energetiche e di collegamenti invisibili.<\/p>\n<p>E la &quot;stregona&quot; della processionaria, senza alcun dubbio, sapeva come servirsi di tali forze segrete&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi viviamo, o crediamo di vivere, in un&#8217;epoca molto &quot;scientifica&quot;: un&#8217;epoca in cui non ci sino pi\u00f9 misteri, o, se ci sono, non sono veramente tali,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[92],"class_list":["post-27995","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27995","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27995"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27995\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}