{"id":27993,"date":"2016-11-23T05:10:00","date_gmt":"2016-11-23T05:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/23\/possibile-che-non-lo-sfiori-mai-un-dubbio\/"},"modified":"2016-11-23T05:10:00","modified_gmt":"2016-11-23T05:10:00","slug":"possibile-che-non-lo-sfiori-mai-un-dubbio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/23\/possibile-che-non-lo-sfiori-mai-un-dubbio\/","title":{"rendered":"Possibile che non lo sfiori mai un dubbio?"},"content":{"rendered":"<p>Sulle prime pagine dei giornali \u00e8 stato un coro all&#8217;unisono: <em>il papa assolve l&#8217;aborto<\/em>. Tutti hanno dato questa chiave di lettura della Lettera apostolica <em>Misericordia et misera<\/em>, con la quale ha voluto concludere l&#8217;Anno Santo, e con la quale viene resa permanente la delega ai sacerdoti (e non pi\u00f9 solo ai vescovi) per assolvere i credenti dal peccato di procurato aborto volontario: tanto le madri che hanno abortito, quanto medici e infermieri che hanno eseguito l&#8217;intervento.<\/p>\n<p>Fra tutti, spicca il quotidiano <em>La Repubblica<\/em>, capofila di un vero e proprio &quot;partito&quot;, quello della cultura gnostico-massonica, che vorrebbe assorbire e rimodellare, secondo le sue idee ispiratrici, la Chiesa cattolica, e che mai come in questi ultimi tempi sembra essere giunto a un passo dal trionfo della sua paziente ed abile strategia d&#8217;infiltrazione. Il titolone del 22 novembre 2016 recita: <em>Aborto: la battaglia sui temi etico, cos\u00ec Francesco sfida i vescovi conservatori<\/em>, dove il tutto sembra ridursi a una battaglia ideologica fra conservatori e progressisti, con il papa all&#8217;attacco dei primi e alla testa dei secondi, ben deciso a far prevalere la sua fazione. Tristissima (e interessata) interpretazione; ma anche, paradossalmente, fin troppo veritiera. La lettera apostolica di papa Francesco altro non sarebbe, insomma, che una risposta alla lettera, indirizzata al Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, in cui quattro eminenti cardinali chiedevano chiarimenti sui punti controversi della Esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em>, quelli riguardanti l&#8217;Eucarestia ai separati e ai divorziati risposati (che, sia detto fra parentesi, non \u00e8 stata degnata di una risposta). Come dire: se i cardinali conservatori esprimono perplessit\u00e0 sulla faccenda del divorzio, il papa reagisce attaccando ed alzando ulteriormente la posta, cio\u00e8 mettendo sul tappeto la questione dell&#8217;aborto. E afferma che &quot;non bisogna frapporre ostacoli&quot; alla misericordia di Dio, cio\u00e8, in pratica, che qualunque sacerdote ha il poter di rimettere il peccato di aborto nella confessione ordinaria. Cio\u00e8 nella confessione in cui altri si accusano, forse, di aver rubato delle caramelle.<\/p>\n<p>Andiamo a leggere il commento del giornalista Paolo Rodari:<\/p>\n<p><em>&quot;Adesso speriamo che non si banalizzi il peccato dell&#8217;aborto&quot;. Fatica a dire altro quella parte di Chiesa, settori minoritari ma comunque parecchio agguerriti, che non vede di buon occhio i tentativi di Francesco di privilegiare la grazia sulla legge, lo spirito sulla lettera. La pubblicazione del documento &quot;Misericordia et misera&quot; allarga il solco tra il papa e i conservatori. Fra &quot;chi \u00e8 ossessionato dalla perdita degli spazi&quot; di influenza e chi &#8212; spiega il filosofo Massimo Borghesi &#8212; confida in una libera testimonianza dettata dai &quot;tempi di Dio&quot;. Dice ancora Borghesi: &quot;Il processo di ideologizzazione \u00e8 qui esattamente inverso a quello degli anni &#8217;70 del Novecento. Allora l&#8217;ideologia della fede riguardava la sinistra cattolica affascinata dal marxismo. Oggi il processo di congelamento riguarda la destra &quot;cristianista&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 una &quot;destra&quot;, all&#8217;interno della Chiesa cattolica, che non tollera in nessun modo le aperture di papa Francesco. Una &quot;destra&quot; conservatrice e tradizionalista che per anni ha combattuto una sua battaglia sui temi etici. Sono diversi, infatti, i teologi morali che hanno costruito carriere importanti sulla difesa di una interpretazione ristretta dell&#8217;enciclica &quot;Humanae vitae&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Ma che bravi questi giornalisti di Repubblica, vaticanisti di sinistra a tutto campo, e questi &quot;filosofi&quot; intervistati per l&#8217;occasione, pronti a sciorinare la &quot;loro&quot; verit\u00e0 su quel che sta accadendo nella Chiesa cattolica sotto il pontificato di Bergoglio. La premessa necessaria, per chi si ponga davanti ai fatti con un minimo di buona fede, \u00e8 che l&#8217;ideologia, di cui \u00e8 espressione <em>La Repubblica<\/em>, detesta la cultura cattolica, la presenza cattolica, il senso cattolico della vita; che vorrebbe veder sparire il cattolicesimo dalla vita degli italiani, sia come fatto privato, che come fatto pubblico; ma queste cose non le diranno mai, perch\u00e9 quei signori sono molto politicamente corretti, sono liberali, sono tolleranti; s\u00ec, un tantino radicali, ma sempre nel pieno rispetto delle idee di tutti, ci mancherebbe. Sta di fatto che, se procedessero a viso aperto, dovrebbero dire: <em>Quel che succede nella Chiesa riguarda loro, i cattolici: noi, dal di fuori, e non da suoi amici, ma da avversari, facciamo il tifo per i progressisti, perch\u00e9 pi\u00f9 vicini al nostro sentire, e perch\u00e9, se vinceranno, riusciranno a fare quel che non abbiamo saputo fare noi, ossia stravolgere irrimediabilmente il nocciolo della fede cattolica: ma dall&#8217;interno, sicch\u00e9 essa verr\u00e0 neutralizzata senza bisogno che noi ci sporchiamo le mani.<\/em> Ma essi non hanno, n\u00e9 mai avranno, una siffatta dose di onest\u00e0 intellettuale: no, preferiscono agire subdolamente, da serpenti che mordono strisciando.<\/p>\n<p>E allora, invece di valutare con un poco di oggettivit\u00e0 l&#8217;attuale travaglio della Chiesa, e prendere in considerazione, anche solo per amor di accademia, le ragioni degli &quot;altri&quot;, cio\u00e8 di quelli che essi chiamano &quot;conservatori&quot;, mentre sono semplicemente i cattolici &#8211; mentre gli altri, i progressisti, sono, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, dei modernisti, cio\u00e8 dei non cattolici -, ecco che si lanciano in banali tirate contro l&#8217;oscurantismo e l&#8217;ostruzionismo dei retrogradi, e battono le mani alle &quot;coraggiose&quot; iniziative del papa. Cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 fazioso che presentare l&#8217;attuale contrasto dentro la Chiesa, come se fosse una lotta fra lo spirito e la lettera, fra la grazie e la legge? Banalit\u00e0, schematismi, semplificazioni intollerabili: ma tant&#8217;\u00e8, per quel tipo di lettori va bene anche cos\u00ec: essi non vogliono la verit\u00e0, vogliono che la realt\u00e0 si pieghi ai desideri delle loro lenti ideologiche. Hanno sempre fatto cos\u00ec, e cos\u00ec continueranno a fare. E il bello \u00e8 che si sentono intellettualmente superiori a tutti gli altri; chi legge <em>La Repubblica<\/em> si sente un gradino pi\u00f9 in su di chi legge altri giornali. Migliore in tutti i sensi: sia come intelligenza, che come livello etico.<\/p>\n<p>Ed ecco allora il filosofo di turno spiegare che i conservatori sono ossessionati dalla perdita degli spazi d&#8217;influenza; che sono simili &#8212; paradossalmente &#8212; ai cattolici di sinistra degli anni Settanta del XX secolo, affascinati dal marxismo; e che &#8212; questo \u00e8 davvero un colpo basso, e anche poco intelligente &#8212; che alcuni teologi morali hanno fatto carriera aggrappandosi a interpretazioni restrittive della <em>Humanae vitae<\/em> di Paolo VI. A quei signori bisognerebbe ricordare: primo, che la <em>Humanae vitae<\/em> suscit\u00f2 un coro di proteste, fin dall&#8217;inizio, e non gi\u00e0 nelle sue &quot;interpretazioni restrittive&quot;, ma nel testo originale, proprio dalla loro parte ideologica, nonch\u00e9 dai cattolici progressisti, cio\u00e8 gli stessi che ora si spellano le mani ad applaudire le iniziative di Bergoglio; secondo, che i teologi morali sono quasi spariti, e quei pochi che restano non fanno certo carriera abbracciando il partito dei &quot;conservatori&quot;, vista l&#8217;aria che tira nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II: e, pertanto, l&#8217;insinuazione che sia un meschino interesse personale a motivarli \u00e8 una malignit\u00e0 perfettamente gratuita; terzo, che contrapporre a questi ipotetici &quot;conservatori&quot;, la Chiesa di chi &quot;confida in una libera testimonianza dettata dai <em>tempi di Dio<\/em>&quot; equivale a negare il senso della Chiesa cattolica, e a volerla protestantizzare arbitrariamente. Perch\u00e9 la Chiesa cattolica non si fonda sulla libera interpretazione, ma sulla disciplina e sulla gerarchia; e, quanto ai &quot;tempi di Dio&quot;, \u00e8 un concetto talmente generico e bislacco, che lo pu\u00f2 adoperare chiunque, per dire tutto e il contrario di tutto, e non solo un cattolico, ma anche un islamico, un buddista, un deista, un massone.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: non sono onesti. Non cercano la verit\u00e0, non si sforzano di presentarla ai lettori, e non amano l&#8217;onesto confronto fra due parti diverse, che si misurano in base alle loro identit\u00e0, ma prediligono le marmellate, i minestroni, gli amalgami, dove tutte le vacche diventano nere nella notte, e cos\u00ec le identit\u00e0 scompaiono e quel che resta sar\u00e0 la &quot;religione&quot; sincretista e deista a loro sempre cara. Se amassero il dibattito aperto e leale, ammetterebbero che ciascuno deve fare il suo mestiere: i cattolici devono fare i cattolici, i comunisti devono fare i comunisti, i fascisti devono fare i fascisti, eccetera. Questa sarebbe chiarezza, questa sarebbe onest\u00e0: ci si confronta, ma mettendo le carte in tavola: ciascuno sia se stesso. Essi, invece, applaudono l&#8217;altro quando smette di essere se stesso, quando diventa simili a loro; se insiste a voler essere se stesso, a voler riaffermare la propria identit\u00e0, a voler difendere i propri valori e i propri princip\u00ee, allora lo qualificano di conservatore, insinuano che sia mosso da meschine ambizioni personali, lo dipingono come un fariseo che non sa staccarsi dalla lettera delle legge e che si allontana dallo spirito del Vangelo. Osano parlare del Vangelo, loro, che lo detestano: oh, ma questo non lo direbbero mai con franca lingua, da uomo a uomo; giammai: non \u00e8 nel loro stile, anche perch\u00e9 dovrebbero gettare la maschera della tolleranza. Sono dei liberali, loro: e il loro padre nobile \u00e8 John Locke, autore della celebre <em>Lettera sulla tolleranza<\/em>, del 1685. Peccato che i professori di sinistra, che leggono tanto volentieri <em>La Repubblica<\/em>, non spieghino mai ai loro studenti che, dai benefici della tolleranza, Locke escludeva esplicitamente i cattolici (e gli atei); e che, tre anni dopo la pubblicazione di quell&#8217;opera, il Parlamento inglese ne diede una dimostrazione pratica, spodestando illegalmente il primo e unico re cattolico che fosse salito al trono, in maniera perfettamente legale, da pi\u00f9 di un secolo, cio\u00e8 dai tempi di Maria d&#8217;Inghilterra, e chiamando a rimpiazzarlo un invasore straniero, l&#8217;olandese Guglielmo d&#8217;Orange, insieme alla figlia traditrice di Giacomo II, Maria II Stuart. Tolleranza, s\u00ec; ma giammai per i miserabili papisti.<\/p>\n<p>Oggi, peraltro, gli amici di <em>Repubblica<\/em> non potrebbero chiamare &quot;papisti&quot; i cattolici, perch\u00e9, per la prima volta nella storia, \u00e8 stato eletto papa un uomo che non riflette pi\u00f9 la Tradizione della Chiesa (e scriviamo Tradizione con la maiuscola, giacch\u00e9, per i credenti, non si tratta d&#8217;un &quot;deposito&quot; puramente umano, ma di origine soprannaturale) e che ha causato profonde lacerazioni, drammi di coscienza, disagio e sofferenza in un numero significativo di fedeli. Ridurre tutto ci\u00f2 a una battaglia di retroguardia dei &quot;conservatori&quot; vuol dire immiserire il quadro e falsificarlo nella sostanza; parlare di una lotta fra &quot;destra&quot; e &quot;sinistra&quot; nella Chiesa, e sia pure fra virgolette, significa trasporre all&#8217;interno del cattolicesimo, che \u00e8 &#8212; fino a prova contraria &#8211; una religione, cio\u00e8 un fatto eminentemente spirituale, la terminologia e gli schemi concettuali della realt\u00e0 profana, e precisamente dell&#8217;ideologia politica. Ma ci\u00f2 \u00e8 sbagliato e disonesto. I cattolici non sono di &quot;destra&quot; o di &quot;sinistra&quot;: e se, per caso, si dichiarano tali, allora non sono pi\u00f9 cattolici, perch\u00e9 hanno stravolto e tradito il senso della loro identit\u00e0; che \u00e8 una identit\u00e0 religiosa e non gi\u00e0 ideologica nel senso corrente del termine, tanto meno politica. Ma come potrebbero capire una cosa tanto semplice, dei signori che non sanno guardare al reale con un minimo sforzo di verit\u00e0, ma che sono abituati, da sempre, a vedere le cose nel senso prescritto dai loro pregiudizi progressisti e modernisti?<\/p>\n<p>Sia come sia, di loro non c&#8217;importa. C&#8217;importa della Chiesa, e, quindi, c&#8217;importa di sapere cosa pensa il papa di tutto ci\u00f2. Non si aspettava che i giornali si sarebbero allineati alla interpretazione di <em>Repubblica,<\/em> il cui nume tutelare, Eugenio Scalfari, \u00e8 suo buon amico (come lo \u00e8 la signora Bonino), che egli incontra con regolarit\u00e0, rilasciando interviste sconcertanti? Non lo sa che i medici e gli infermieri i quali, sull&#8217;aborto, praticano l&#8217;obiezione di coscienza, sono da tempo nel mirino del partito progressista, e che la scure del legislatore si appresta a colpirli, minacciandoli di sanzioni e di licenziamento, se non deporranno le loro &quot;fisime&quot; cattoliche? E non s&#8217;immagina che la sua lettera apostolica verr\u00e0 letta come un&#8217;autorizzazione a procedere contro di loro, dato che perfino lui, il papa, mostra di essere meno severo nei confronti dell&#8217;aborto? S\u00ec, certo; ha ribadito che l&#8217;aborto rimane un peccato grave. Diciamo meglio: \u00e8 un omicidio. Per un cattolico, \u00e8 un omicidio: visto che non lo dice il papa, diciamolo noi; l&#8217;importante \u00e8 che qualcuno lo dica. Non \u00e8 lecito giocare con le parole, su questioni di tale gravit\u00e0. E per assolvere un omicidio, basta un qualsiasi sacerdote, in un qualsiasi confessionale? Non \u00e8 come dire che si tratta di un peccato non poi tanto grave, e che basta una bella confessione per lavarsene la coscienza, come dopo un furto di caramelle? Torniamo a domandare: come \u00e8 possibile che papa Francesco non sia sfiorato mai da tali dubbi?<\/p>\n<p>Il momento \u00e8 assai cupo. Sembrano realizzarsi alcune oscure profezie, ad esempio della beata Katharina Emmerich, la quale &quot;vide&quot; arrivare una Chiesa apostatica, un clero infedele al Vangelo, un generale sbandamento delle coscienze, una perdita della fede ed una feroce secolarizzazione mascherata con nomi melliflui. Il punto \u00e8 sempre lo stesso, prima e dopo il Concilio Vaticano II: se sia lecito, per venire ad un &quot;dialogo&quot; col mondo, che la Chiesa adotti la prospettiva del mondo, il suo sentire, il suo modo di pensare, perfino il suo linguaggio; e che finisca per abolire le differenze fra se stessa e il mondo. E, come sempre, in tempi di confusione e disorientamento, il pensiero deve correre al divino Maestro: il quale, a quanto ci risulta, non dialogava con il mondo, ponendosi su un piano di parit\u00e0 con esso, ma lo esortava a convertirsi. A questo scopo, cio\u00e8 per la conversione del mondo, ha mandato i suoi apostoli a predicare il Vangelo, annunciando loro che il mondo li avrebbe perseguitati, non che li avrebbe applauditi. Ora, il mondo odierno sta applaudendo papa Francesco a pi\u00f9 non posso: e pi\u00f9 lo applaude, pi\u00f9 una parte della Chiesa \u00e8 in sofferenza. Ci\u00f2 non gli dice niente?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulle prime pagine dei giornali \u00e8 stato un coro all&#8217;unisono: il papa assolve l&#8217;aborto. 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