{"id":27992,"date":"2009-08-08T10:01:00","date_gmt":"2009-08-08T10:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/08\/possiamo-mentire-a-parole-ma-il-nostro-corpo-dice-chiaramente-anche-quello-che-non-vorremmo\/"},"modified":"2009-08-08T10:01:00","modified_gmt":"2009-08-08T10:01:00","slug":"possiamo-mentire-a-parole-ma-il-nostro-corpo-dice-chiaramente-anche-quello-che-non-vorremmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/08\/possiamo-mentire-a-parole-ma-il-nostro-corpo-dice-chiaramente-anche-quello-che-non-vorremmo\/","title":{"rendered":"Possiamo mentire a parole, ma il nostro corpo dice chiaramente anche quello che non vorremmo"},"content":{"rendered":"<p>A dispetto dell&#8217;antica massima di insuperabile saggezza, \u00abconosci te stesso\u00bb, la maggior parte degli esseri umani si sforza in ogni modo di nascondere accuratamente, a s\u00e9 e agli altri, la propria verit\u00e0 interiore, ossia quel nucleo originario e luminoso da cui siamo chiamati a sviluppare i semi di onest\u00e0, rettitudine, benevolenza e compassione per l&#8217;altro, che rendono la vita degna di essere vissuta.<\/p>\n<p>La ragione di questa dissimulazione va ricercata essenzialmente in una percezione negativa del proprio essere, accompagnata da sfiducia, indolenza e amore del quieto vivere, per cui si preferisce negare il problema, o camuffarlo, piuttosto che affrontarlo alla radice e tentare di risolverlo. In altre parole, chi possiede un basso grado di autostima, chi non si piace e non si ama a livello profondo, trova pi\u00f9 semplice ricorrere alla scorciatoia della menzogna, invece di sobbarcarsi l&#8217;onere di affrontare un lungo e faticoso lavoro per migliorare se stesso.<\/p>\n<p>Una delle forme che prende codesta menzogna esistenziale, mirante a far credere a tutti di essere una persona ben diversa da quella reale, \u00e8 la parola ingannevole, la bugia deliberata; e, subito dopo, lo sono anche l&#8217;espressione del viso, cui si pu\u00f2, fino a un certo punto, comandare, e soprattutto gli espedienti offerti dal trucco, dall&#8217;abbigliamento, dalla chirurgia estetica.<\/p>\n<p>Naturalmente, esistono sfumature, talvolta sottili, che fanno la differenza tra un comportamento menzognero ed uno, invece, assolutamente autentico: quel che conta \u00e8 essenzialmente la motivazione. Cos\u00ec, ad atteggiamenti simili possono corrispondere motivazioni profondamente diverse: non \u00e8 detto che il trucco, l&#8217;abbigliamento o la chirurgia estetica, siano sempre e soltanto rivelatori di una volont\u00e0 di nascondimento; anche se \u00e8 certo che l&#8217;uso pesante di questi strumenti indica un rapporto poco equilibrato con il proprio vero S\u00e9, o, nei casi pi\u00f9 gravi (ma oggi, purtroppo, relativamente frequenti), una totale ignoranza di esso e una strategia consapevole per ingannare se stessi o gli altri e per coprire il proprio vuoto spirituale.<\/p>\n<p>In linea generale, potremmo dire che la persona capace di guardarsi dentro con un certo grado di onest\u00e0, di riconoscersi e di accettarsi, eventualmente cercando di correggersi e di perfezionarsi, pu\u00f2 ricorrere all&#8217;aiuto del trucco, dell&#8217;abbigliamento e della stessa chirurgia estetica (almeno nei casi pi\u00f9 delicati, come in presenza di traumi dovuti a gravissimi incidenti stradali o ai postumi di devastanti malattie), cos\u00ec come pu\u00f2 farne a meno; non vive in funzione di essi, non li considera parte irrinunciabile del proprio modo di essere e di presentarsi.<\/p>\n<p>Per la persona squilibrata interiormente, incapace di leggere in se stessa e di fare i conti con la propria verit\u00e0 interiore, al contrario, l&#8217;ausilio di strumenti esterni atti a modificare la propria immagine corporea risulta come una componente indispensabile della propria vita, in mancanza dei quali subentra uno stato di ansia che pu\u00f2 degenerare fino al panico vero e proprio e a un incoercibile desiderio di fuga.<\/p>\n<p>Per fare alcuni esempi banali: una donna sicura di s\u00e9 potr\u00e0 fare uso del rossetto oppure no, senza che, nel secondo caso, si senta in uno stato di accentuato disagio; potr\u00e0 fare uso dei tacchi alti oppure no (indipendentemente dalla sua statura, perch\u00e9 la vera statura \u00e8 quella che ci si sente); potr\u00e0 fare uso dei cosmetici per sembrare pi\u00f9 giovane, oppure no (indipendentemente dalla sua et\u00e0 anagrafica, perch\u00e9 la vera et\u00e0 di un essere umano \u00e8 quella che egli sente di avere).<\/p>\n<p>Certo, siamo sul filo del rasoio: non esiste una linea netta di separazione tra bisogno compulsivo di nascondersi dietro le apparenze, e normale desiderio di piacersi e di piacere; possiamo solo dire che uno stato di piena consapevolezza di s\u00e9 rende superfluo, e perfino sgradevole, l&#8217;eventuale ricorso a forme di camuffamento estetico. In linea generale, accettare il proprio S\u00e9 equivale ad accettare anche il proprio aspetto fisico, poich\u00e9 quest&#8217;ultimo non \u00e8 che la manifestazione visibile, se cos\u00ec possiamo esprimerci, della propria anima.<\/p>\n<p>N\u00e9 si deve confondere la forza di carattere, espressione in se stessa vaga ed ambigua, con il raggiungimento della pace e dell&#8217;armonia interiori. Ecco qui una bella ragazza, dinamica, piena di vitalit\u00e0, decisa nelle sue scelte: non esce mai di casa prima di essersi lungamente truccata e, in particolare, di aver depositato un abbondantissimo strato di rossetto, di un vermiglio quanto mai acceso, sulle proprie labbra, in modo da renderle non solo pi\u00f9 vistose e sensuali, ma anche da ritoccare la loro forma, accentuandone le curve.<\/p>\n<p>Siamo proprio sicuri che si tratti di una persona cos\u00ec sicura di s\u00e9 e cos\u00ec forte di carattere, come tutti la ritengono? Questa \u00e8 l&#8217;immagine che ella vorrebbe offrire agli altri; tuttavia, si tratta di un&#8217;immagine dalle basi estremamente fragili, per non dire posticcia: c&#8217;\u00e8 qualcosa che non torna, in quel bisogno maniacale di ricorrere all&#8217;aiuto del rossetto prima di azzardare anche un solo passo fuori di casa.<\/p>\n<p>Una persona realmente sicura di s\u00e9, ossia realmente pacificata con le proprie contraddizioni, \u00e8 abituata a contare solo su se stessa: si mostra per quello che \u00e8, e si sente a proprio agio entro l&#8217;immagine naturale del proprio corpo.Sa, inoltre, che il fascino non \u00e8 una qualit\u00e0 che si possa ottenere con il semplice ricorso ad espedienti artificiali, per il semplice fatto che \u00e8 qualcosa di molto diverso, e di molto pi\u00f9 profondo, della bellezza puramente fisica.<\/p>\n<p>Se cos\u00ec non fosse, una quarantenne dovrebbe sempre sentirsi inadeguata rispetto a una ventenne; ma questo non \u00e8 vero. Le rughe possono essere affascinanti, se portate con grazia e naturalezza; mentre diventano patetiche e sgradevoli, se nascoste dietro uno strato pesante di trucco che invano si sforza di occultarle.<\/p>\n<p>Vale sempre la semplice massima secondo la quale \u00e8 affascinante chi sta bene con se stesso; mentre pu\u00f2 essere bello, ma di una bellezza fragile e transitoria, destinata comunque a sfiorire, chi punta solamente sull&#8217;apparenza o sui vantaggi dell&#8217;et\u00e0 giovanile. Lo stare bene con se stessi non ha direttamente a che fare con il dato anagrafico; o, se pure ce l&#8217;ha, solitamente equivale a un vantaggio non per le persone pi\u00f9 giovani, ma per le quelle mature, le quali hanno avuto pi\u00f9 tempo per farsi delle oneste domande e per darsi delle oneste risposte, giungendo a una autentica comprensione della propria verit\u00e0 interiore.<\/p>\n<p>Sappiamo bene quale sia, generalmente, l&#8217;obiezione che muoverebbero, a questo punto, i sostenitori (e le sostenitrici) dell&#8217;importanza degli \u00abaiuti\u00bb estetici al culto della propria immagine. Perch\u00e9 negare, essi dicono, l&#8217;importanza di tale aiuto, dato che non si \u00e8 mai abbastanza belli da poter fare a meno di un po&#8217; di bellezza aggiuntiva? In pratica, costoro sostengono che anche una persona gi\u00e0 bella, non ha motivo di disdegnare tutte quelle strategie che la possono rendere ancora pi\u00f9 attraente, perch\u00e9 di bellezza non ce n&#8217;\u00e8 mai troppa.<\/p>\n<p>Ahim\u00e9, questa \u00e8 proprio la filosofia dell&#8217;incontentabilit\u00e0 che precipita migliaia e migliaia di ragazze verso il baratro dell&#8217;autodistruzione. Non soddisfatte di quanto sono magre per natura (e, magari, lo sono gi\u00e0 fin troppo), vorrebbero esserlo ancora di pi\u00f9, sempre di pi\u00f9, fino a diventare pressoch\u00e9 trasparenti. Incominciano cos\u00ec a sottoporsi a diete scriteriate che le inducono a maturare un vero e proprio rifiuto per il fatto alimentare, sino a spingerle nel tunnel dell&#8217;anoressia.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che questi sono degli eccessi da evitare; ma che l&#8217;eccezione non smentisce la regola, ossia che la diffusione dell&#8217;anoressia non contraddice, di per s\u00e9, il \u00abnaturale\u00bb desiderio di perfezionare la propria immagine esteriore, attraverso la ricerca di una figura sempre pi\u00f9 sottile.<\/p>\n<p>Ora, a parte la piatta dipendenza dai canoni di bellezza corporea vigenti, ma sempre effimeri, proposti ed imposti dalla societ\u00e0 dell&#8217;immagine (solo cinquant&#8217;anni fa, il tipo fisico femminile da tutti ammirato era ben diverso da quello odierno), resta il fatto che la maturit\u00e0 di una persona si rivela anche attraverso la capacit\u00e0 di accettarsi, interiormente ed esteriormente, per quello che \u00e8, spezzando il circolo vizioso di una ricerca indefinita di perfezione.<\/p>\n<p>Tutti siamo perfettibili; ma solo le persone immature e profondamente insicure inseguono all&#8217;infinito, con spasmodica ostinazione, un ideale di perfezione che hanno imparato ad invidiare attraverso la pressione dell&#8217;immaginario sociale.<\/p>\n<p>Prendiamo, ad esempio, il caso di una donna non pi\u00f9 giovane (ma il discorso vale anche per gli uomini&#8230;) che, ad un certo punto, decida di dichiarare guerra al proprio dato anagrafico e si trucchi, si vesta, si atteggi a ragazzina. Per un poco, la cosa pu\u00f2 anche andare; tuttavia, mano a mano che passano gli anni, ella non tarder\u00e0 a rendersi ridicola: perch\u00e9 \u00e8 vero che l&#8217;et\u00e0 di una persona \u00e8 quella che lei si sente di avere, ma \u00e8 altrettanto vero che una persona equilibrata non cancella il principio di realt\u00e0 e non si pone degli obiettivi impossibili, come quello di fermare il tempo.<\/p>\n<p>Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: c&#8217;\u00e8 un modo maturo e perfino affascinane di portare le proprie rughe, e c&#8217;\u00e8 un modo pietoso e grottesco. Chi non \u00e8 riuscito ad elaborare una filosofia dell&#8217;accettazione di s\u00e9, e quindi anche delle trasformazioni del proprio corpo, finir\u00e0 per negare il principio d realt\u00e0: il che significa che, ad ogni nuova ruga che compare sul viso o sul collo, dovr\u00e0 rispondere raddoppiando lo strato di cosmetico per nasconderla, in una rincorsa che si far\u00e0 non solo pi\u00f9 affannosa, ma anche pi\u00f9 antiestetica, col passare del tempo.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che il nostro corpo non mente, non ne \u00e8 capace, per quanto noi possiamo sforzarci di renderlo sempre meno naturale e sempre pi\u00f9 artificiale.<\/p>\n<p>Il nostro modo di stare in piedi o seduti, di camminare o di correre, di guardare o di riposare, dicono per noi anche quello che non vorremmo dire a parole, tradiscono i nostri segreti pi\u00f9 intimi e rivelano di che stoffa siamo realmente fatti e a che punto siamo giunti con il processo di maturazione e di accettazione del nostro vero S\u00e9.<\/p>\n<p>E questo indipendentemente dai tatuaggi, dai ciondoli, dalle collane, dagli orecchini, dall&#8217;acconciatura dei capelli, dall&#8217;abbronzatura pi\u00f9 o meno naturale, dai tacchi a spillo e da qualsiasi altro ritrovato che possiamo escogitare per tentare di raccontare agli altri, e a noi stessi, una verit\u00e0 di comodo, che riguarda solo la nostra facciata.<\/p>\n<p>Dal libro di Marie Jos\u00e9 Houareau \u00abGinnastiche dolci\u00bb (titolo originale: \u00abToutes les Gymnastiques Douces\u00bb, Parigi, Retz-C.E.P.L., 1978; traduzione di Andrea Caizzi, Milano, Edizioni Red, 1980, pp. 54-60):<\/p>\n<p>\u00abPossiamo reprimere volontariamente ci\u00f2 che sentiamo, nascondere la nostra vita interiore? In certa misura, \u00e8 possibile; ma il corpo non sa mentire bene, contraddice sovente la parola, e dice la verit\u00e0 anche quando noi siamo menzogneri. I minimi moti della vita interiore si manifestano in atteggiamenti e movimenti forse impercettibili, ma pi\u00f9 significativi delle parole. [&#8230;]<\/p>\n<p>A fora d&#8217;esagerare l&#8217;importanza della voce quale mezzo di comunicazione, si finisce per dimenticare che si comunica essenzialmente tramite il corpo. Sono queste le conclusioni di un ricercatore americano, Albert Mehrabian, che ha attribuito, nelle situazioni di comunicazione che ha studiato, il 7% del contenuto al senso delle parole, il 38% al modo di pronunciarle, il 50% all&#8217;espressione del volto. Quest&#8217;ultimo \u00e8 dunque l&#8217;elemento pi\u00f9 importante della comunicazione, ed il viso \u00e8, insieme allo sguardo, la lastra sensibile delle nostre emozioni.<\/p>\n<p>Esistono altri studi, non meno convincenti, a proposito del ruolo svolto da altri sensi, come l&#8217;olfatto ed il tatto..<\/p>\n<p>Gli occhi, il corpo, non sono capaci di menzogna. Le ricerche effettuate all&#8217;universit\u00e0 di Chicago dal dottor Eckard Hess e dai suoi collaboratori hanno messo in luce che le pupille si dilatano di fronte a uno spettacolo piacevole, per effetto di un processo inconscio: sappiano approfittarne i giocatori di poker! Specchio dell&#8217;anima gli occhi lo sono perch\u00e9 variando di dimensione le pupille tradiscono le emozioni che proviamo, in altri termini servono a comunicare. Hess ha scoperto che le pupille di un uomo normale diventano due volte pi\u00f9 dilatate di fronte all&#8217;immagine di una donna nuda; d&#8217;interesse ancora maggiore \u00e8 il fatto chele donne preferiscano immagini di donne con pupille piccole, mentre gli uomini trovano pi\u00f9 seducenti le immagini di donne con le pupille dilatate!<\/p>\n<p>Esistono espressioni o gesti universali il cui significato \u00e8 identico per tutti gli uomini, senza distinzione di razza, colore, religione o cultura? Darwin rispondeva affermativamente: tutti gli uomini, qualsiasi sia la loro civilt\u00e0, esprimono le loro emozioni con la stessa mimica. \u00c8 quanto asseriscono anche Ekmann e Friese (ricercatori all&#8217;istituto neuropsichiatrico Langley Porter, in California), secondo i quali tutti gli esseri umani sono provvisti di un medesimo programma nervoso e muscolare che lega una data emozione a movimenti determinati dei muscoli facciali: il nostro cervello sarebbe programmato in modo che, quando siamo felici, gli angoli della bocca si rialzino automaticamente, il contrario accade quando siamo scontenti, e cos\u00ec via per diverse altre situazioni.<\/p>\n<p>L&#8217;interesse, la gioia, la sorpresa, la paura la collera, la tristezza, il disgusto, il disprezzo e l&#8217;odio sono fenomeni affettivi primari per i quali esiste un programma innato. Il lavoro dei ricercatori che abbiamo citato tenderebbe insomma a dimostrare che certe reazioni fisiche fondamentali fanno parte della nostra dotazione genetica.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che esistono espressioni universali, come sosteneva Darwin, non bisogna per\u00f2 minimizzare il ruolo spettante alla cultura. Esistono varianti nazionali nell&#8217;uso del corpo. Secondo Edward Hall, due arabi che conversano stanno normalmente alla distanza d&#8217;un avambraccio, mentre nel caso di due americani la distanza normale corrisponde alla lunghezza del braccio libero[.**<\/p>\n<p>&quot;Una volta che si abbia imparato a leggerle &#8211; osserva Alexander Lowen &#8211; non v&#8217;\u00e8 parola che sia altrettanto chiara delle espressioni de linguaggio corporeo. L&#8217;Io di chi sta curvo non pu\u00f2 essere altrettanto forte di quello di un individuo che tiene la schiena diritta. Spalle incassate sono indice di collera repressa, spalle alate di paura, spalle accasciate di cedimento di fronte alle responsabilit\u00e0. La relazione tra gli stati emozionali e la loro manifestazione psichica \u00e8 indiscutibile, ed il linguaggio corporeo &#8211; il modo di camminare, sedersi, muoversi &#8211; \u00e8 il riflesso degli stati d&#8217;animo.<\/p>\n<p>Non v&#8217;\u00e8 struttura affettiva o tensione fisica che non si rifletta nel corpo, n\u00e9 espressione visibile del volto che non esprima un morto interiore. Il corpo smentisce o conferma il linguaggio parlato, e la verit\u00e0 si fa strada nei gesti.<\/p>\n<p>Fra i vari metodi di cui disponiamo per difenderci, v&#8217;\u00e8 quello di nasconderci dietro una maschera. Ogni giorno ci controlliamo minuziosamente, nel timore che il corpo non proclami messaggi che lo spirito desidera occultare; in generale il viso e il corpo sono sottomessi a rigida disciplina.<\/p>\n<p>Del resto, i manuali di galateo contengono l&#8217;elenco delle maschere prescritte in societ\u00e0. Alla lunga, per\u00f2, i sentimenti finiscono per influenzare il funzionamento del corpo, rendendone sclerotiche certe parti cui impongono precise caratteristiche.<\/p>\n<p>La persona preoccupata prende l&#8217;abitudine di aggrottare le sopracciglia, ed essa gli diventa connaturata; la storia finisce per iscriversi sul corpo. Un altro modo di difendersi consiste nel cercar di modificare la propria immagine corporea.<\/p>\n<p>Nessuno \u00e8 soddisfatto della propria immagine del corpo, quasi che gli esseri umani si sentissero coartati e a disagio nella loro immagine corporea: \u00e8 certo comunque che si tenta di cambiarla in tutti i modi possibili, modificando la propria apparenza grazie ai tatuaggi, al rossetto, ai cosmetici, alle sopracciglia false, ai cappelli, ai tacchi a spillo, alle spalle imbottite, tingendosi i capelli, ed anche seguendo scrupolosamente la moda. In questa ricerca d&#8217;uniformit\u00e0 va visto forse il segno di un desiderio inconscio di distrarre l&#8217;attenzione dal corpo reale: speriamo di valorizzarci ed apparire diversi dando di noi stessi un&#8217;immagine lusinghiera e soddisfacente. [&#8230;]<\/p>\n<p>Su rilegga la chiara spiegazione di W. Reich: &quot;Il piacere e la gioia di vivere sono inconcepibili senza lotta con se stessi&#8230;Ogni rigidit\u00e0 muscolare contiene la storia e il significato della sua origine; dissolvendosi, essa non libera soltanto l&#8217;energia&#8230; ma riporta alla memoria la situazione infantile che ha dato origine alla rimozione.\u00bb<\/p>\n<p>Concludendo, forse sarebbe ora che la smettessimo di rincorrere l&#8217;ultimo grido della moda e l&#8217;ultimo ritrovato della cosmesi, per tentare di piacere di pi\u00f9 a noi stessi ed agli altri.<\/p>\n<p>Forse, sarebbe ora che riscoprissimo l&#8217;antica verit\u00e0 che il modo pi\u00f9 sicuro per piacersi, e quindi per piacere anche agli altri, \u00e8 quello di essere quanto pi\u00f9 possibile naturali, leali, trasparenti.<\/p>\n<p>Chi possiede una bella anima, irradia un fascino sottile e irresistibile, che conquista le persone profonde e capaci di sentimenti autentici.<\/p>\n<p>Chi non ha da offrire allo sguardo altrui che un bell&#8217;involucro di carne, ma assolutamente vuoto, non emana alcun fascino, ma solo una bellezza brutale e cadaverica, che potr\u00e0 bens\u00ec attirare la concupiscenza e il desiderio interessato, ma solo da parte di individui altrettanto poco evoluti, altrettanto immaturi ed egoisti, pronti a gettarlo da parte, dopo averlo conquistato ed usato a proprio piacimento.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno che tanti uomini e donne incomincino ad uscire dal proprio narcisismo infantile e a riflettere seriamente su tutto ci\u00f2, domandandosi a quale dei due destini preferiscano andare incontro: se quello di star bene con se stessi, ed essere apprezzati dagli altri a un livello profondo, oppure quello di suscitare fugaci vampate di desiderio ed essere poi respinti, ogni volta, nella propria solitudine (che pu\u00f2 essere anche molto affollata) e nel proprio senso di inadeguatezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A dispetto dell&#8217;antica massima di insuperabile saggezza, \u00abconosci te stesso\u00bb, la maggior parte degli esseri umani si sforza in ogni modo di nascondere accuratamente, a s\u00e9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[263],"class_list":["post-27992","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27992","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27992"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27992\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}