{"id":27991,"date":"2019-05-19T11:36:00","date_gmt":"2019-05-19T11:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/19\/possiamo-anche-non-nominarlo-pero-linferno-ce\/"},"modified":"2019-05-19T11:36:00","modified_gmt":"2019-05-19T11:36:00","slug":"possiamo-anche-non-nominarlo-pero-linferno-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/19\/possiamo-anche-non-nominarlo-pero-linferno-ce\/","title":{"rendered":"Possiamo anche non nominarlo, per\u00f2 l&#8217;Inferno c&#8217;\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>Come osserva giustamente, in un recente articolo, il professor Stefano Fontana, dal vocabolario che una societ\u00e0 o un gruppo adopera si pu\u00f2 capire ci\u00f2 che pensa e quali sono i suoi valori, le cose che considera importanti; lo stesso discorso vale a proposito delle parole che <em>non<\/em> vengono adoperate. Ci sono delle parole che, a un certo punto, scompaiono dal vocabolario: semplicemente, si decide di non adoperarle pi\u00f9, perch\u00e9 sono considerate inappropriate dal punto di vista ideologico. Non stiamo parlando del naturale logorio del vocabolario, che incessantemente, ma lentamente, e in modo del tutto naturale, lascia cadere parole ed espressioni e le sostituisce con altre, pi\u00f9 attuali, secondo l&#8217;orientamento generale di quella societ\u00e0 o di quel gruppo; stiamo parlando della soppressione volontaria di parole considerate non politicamente corrette, perci\u00f2 meritevoli di espunzione dal linguaggio. Sono due cose profondamente diverse. Molte parole adoperate da Pirandello, Verga, Manzoni, per non parlare di Goldoni, Bartoli, Ariosto, Poliziano, Petrarca, Dante, sono cadute dal nostro lessico, in maniera assolutamente naturale; ma ci sono parole dal forte contenuto semantico che sono state deliberatamente espunte nel corso degli ultimi anni, e la cosa prosegue, con un ritmo che ha qualcosa di veramente inquietante. Solo nelle peggiori dittature del passato si verificava un fenomeno del genere: \u00e8 come se tutti, dai giornali alla televisione, dai politici agli insegnanti, avessero ricevuto un ordine silenzioso: <em>quella certa parola non deve essere pi\u00f9 adoperata<\/em>, e vi si fossero prontamente adeguati.<\/p>\n<p>Nel caso della Chiesa cattolica, il fenomeno si pu\u00f2 osservare in maniera ancor pi\u00f9 evidente, perch\u00e9 la Chiesa, per la sua particolare struttura e per la sua stessa ragion d&#8217;essere, si \u00e8 sempre posta come al di sopra del tempo, in quanto detentrice di una Parola assoluta, definitiva, eterna, e quindi come la prefigurazione del Regno di Dio, che non \u00e8 di questo modo. La solennit\u00e0, la bellezza e la suggestione della liturgia &#8212; della liturgia preconciliare, naturalmente &#8212; avevano questo scopo e nascevano da questa necessit\u00e0: preservare intatta la Parola di Dio, al di sopra del mutare dei tempi e della societ\u00e0. L&#8217;uso del latino, infatti, una lingua &quot;morta&quot;, ma universale, solenne, assurta ad altissima dignit\u00e0 grazie all&#8217;opera degli scrittori antichi, rispondeva precisamente a questo fine: innalzare la Parola di Dio al di sopra della parola degli uomini, al di sopra della Babele delle lingue.<\/p>\n<p>Ma ora lasciamo stare il latino e lasciamo stare anche il discorso sulla cosiddetta riforma liturgica del 1969, culminata con la sostituzione della Messa tridentina con la nuova Messa di Paolo VI: argomenti dolorosi, e che tuttavia \u00e8 necessario ponderare a lungo, per comprendere quel che \u00e8 accaduto e sta accadendo nella Chiesa di Ges\u00f9 Cristo. Limitiamoci, in questa sede, a un discorso pi\u00f9 circoscritto: la scomparsa di alcune parole fondamentali del lessico cattolico dalla liturgia e dalla pastorale degli ultimi pontificati, e specialmente di quello presente. Non si parla pi\u00f9 di adulterio, fa notare il professor Fontana; non si parla pi\u00f9 di fornicazione omosessuale; si parla, in documenti che dovrebbero essere del Magistero, come <em>Amoris laetitia<\/em>, di fragilit\u00e0, di debolezze, o, peggio, di &quot;imperfetta risposta alle richieste del Vangelo&quot;; non si dice che il tradimento del matrimonio \u00e8 un peccato grave, n\u00e9 si dice che le relazioni omosessuali sono un peccato ancor pi\u00f9 grave. Allo stesso modo, la parola peccatore \u00e8 diventa rarissima, \u00e8 quasi sparita anch&#8217;essa. Si parla ancora, qualche volta (ma sempre di meno) del <em>peccato<\/em>, ma non del <em>peccatore<\/em>: strano, vero? \u00c8 come se il peccato fosse stato trasformato in una realt\u00e0 astratta, lontana, inafferrabile, e non una realt\u00e0 concreta e drammaticamente presente nella vita degli uomini. Il tutto, sempre sulla base di una deliberata mistificazione del concetto evangelico di condannare il peccato, ma non il peccatore. Quel precetto non significa che bisogna far finta che i peccatori non esistano pi\u00f9 o che sia sconveniente e scorretto chiamarli con il loro nome. Ges\u00f9, all&#8217;adultera, non dice: <em>Vai in pace, non hai fatto niente di male<\/em>; ma le dice: <em>Vai in pace, e non peccare pi\u00f9<\/em>. Dunque, e sia pure con molta delicatezza, senza umiliarla, le ricorda che ha peccato, e che se vuole la pace del Signore, deve astenersi dal ripeterlo. Se la Chiesa smette di chiamare peccatore colui che indugia nel peccato, vuol dire che ha deciso di abdicare al suo ruolo e alla sua funzione fondamentale, che \u00e8 quella di adoperarsi in ogni modo per la salvezza delle anime. Ma le anime non si salvano edulcorando il vocabolario per non offendere le suscettibilit\u00e0 umane: san Pio da Pietrelcina arrivava perfino a strapazzare fisicamente i penitenti, per far capire loro la necessit\u00e0 di non peccare pi\u00f9. Ed \u00e8 un fatto che essi, passato lo sbigottimento iniziale, spinti da una forza misteriosa, ritornavano da lui: tornavano pentiti, e il santo li accoglieva a braccia aperte, come il figlio prodigo che ritorna da suo padre dopo aver compreso il suo errore ed essersene profondamente pentito e ravveduto. Loro s\u00ec, che rientravano nella grazia di Dio: e questo per merito di un cappuccino burbero e perfino manesco, ma dal cuore traboccante di amore misericordioso: traboccante della vera misericordia, e non della misericordia finta di quei preti impegnati a minimizzare l&#8217;idea di peccato e a banalizzare, cio\u00e8 profanare, il Sacramento della Confessione. Sono davvero tornate in grazia di Dio, le anime di quanti partecipano alle cosiddette confessioni collettive? O le anime di quanti, seguendo le sciagurate indicazioni di Bergoglio, non confessano interamente i loro peccati al sacerdote, perch\u00e9 se ne vergognano: come se il sacerdote, in quel momento, non fosse Ges\u00f9 Cristo medesimo?<\/p>\n<p>Ora, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra parola che si direbbe scomparsa, quasi da un giorno all&#8217;altro, dal vocabolario dei sacerdoti e degli stessi teologi: la parola <em>Inferno<\/em>. Si parla ancora del Paradiso, ma dell&#8217;Inferno no, e neppure del Purgatorio (anzi qualche sapientone si spinge ad affermare che il Purgatorio \u00e8 una pura e semplice invenzione medievale): evidentemente, \u00e8 stato dato l&#8217;ordine di non usarla pi\u00f9. Bergoglio, in un&#8217;intervista al suo amico Eugenio Scalfari, ha detto perfino che le anime dei malvagi, dopo la morte, cessano di esistere, si dissolvono: il che \u00e8 come negare l&#8217;esistenza dell&#8217;Inferno; affermazione poi goffamente smentita dalla sala stampa vaticana, ma smentita in maniera tale da lasciar sussistere tutti i dubbi, anzi, da suggerire l&#8217;esattezza di quanto riportato dai giornali. Del resto, i neopreti e i neoteologi si affannano da un pezzo a liquidare parole come <em>peccato<\/em> e <em>Inferno<\/em>: don Paolo Scquizzato, per esempio, si augura che l&#8217;<em>Atto di dolore<\/em>, questa orribile preghiera che genera sensi di colpa, venga soppressa definitivamente, mentre padre Ermes Rocnchi sostiene che \u00e8 tempo di smetterla con la pedagogia della paura, che deve essere sostituita dalla pedagogia dell&#8217;amore e della misericordia. E padre James Martin, da parte sua, deplora il che il Catechismo spinga i giovani omosessuali al suicidio, e quindi ne auspica la radicale revisione, evidentemente non solo a livello lessicale, ma proprio a livello dottrinale: vorrebbe che la pratica omosessuale venisse derubricata dalla lista dei peccati e fosse proclamata una cosa buona e giusta, in quanto perfettamente naturale. E per non restare indietro, preceduto dai suoi colleghi ultraprogressisti, il cardinale Sch\u00f6nborn apre la cattedrale di Santo Stefano, a Vienna, a spettacoli omosessualisti, con &quot;artisti&quot; transgender che si esibiscono in canti e danze orripilanti, davanti all&#8217;altare del Santissimo, sullo sfondo di scenografie piuttosto sataniche che cattoliche, per quanto pu\u00f2 giudicare una persona qualsiasi, dotata di normale buon senso. Oh, ma tutto questo &#8212; ci mancherebbe altro! &#8211; avviene sempre in nome della misericordia, dell&#8217;inclusione e della gioia dell&#8217;amore, ossia della <em>amoris laetitia<\/em>, si capisce. Sar\u00e0. Ma non c&#8217;\u00e8 il rischio, lo chiediamo sommessamente, che a forza di amore e di misericordia, le anime vadano all&#8217;Inferno?<\/p>\n<p>Che l&#8217;Inferno esista; che sia una terribile realt\u00e0 destinata ai peccatori impenitenti: queste non sono opinioni, ma sono ci\u00f2 che la Chiesa ha sempre insegnato. Sempre, partendo da Ges\u00f9 Cristo e dai suoi apostoli, fino a qualche anno fa. Alcuni santi e alcuni mistici lo hanno visto, e ne hanno riportato un&#8217;impressione incancellabile. Una delle descrizioni pi\u00f9 famose \u00e8 quella di suor Lucia dos Santos, la veggente di Fatima.<\/p>\n<p>Riportiamo dal libro di M. E. Schepisi, <em>I tre Pastorelli<\/em> (Alba, Edizioni Paoline, 1958, pp. 180-182):<\/p>\n<p><em>&quot;Non ditelo a nessuno&quot; aveva raccomandato la Madonna il 13 luglio [1917]. I bimbi avevano obbedito eroicamente.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo secondo segreto, chiamato anche il &quot;grande segreto&quot;, non fu rivelato che venticinque anni dopo, nel 1941, da Lucia diventata suor Lucia dell&#8217;Addolorata nella Congregazione delle Religiose Dorotee. Ella lo rivel\u00f2 solo in parte, ma in quei punti che pi\u00f9 interessavano i fedeli, cio\u00e8 la salvezza delle anime e la devozione al Cuore Immacolato di Maria.<\/em><\/p>\n<p><em>Dalle parole stesse della Veggente quindi, sappiamo molto di quanto ella vide e ud\u00ec durante la terza apparizione e possiamo anche capire la ragione di quel grido di dolore &quot;Ahi!&quot; che le sfugg\u00ec mentre gli astanti vedevano i tre bimbi impallidire e tremare.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel momento stesso in cui la Madonna termin\u00f2 la sua raccomandazione di sacrificarsi per i peccatori e di offrire sacrifici per la loro conversione, apr\u00ec le mani come nelle due precedenti apparizioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Il fascio di luce emanante dalle sue palme radiose sembr\u00f2 penetrare la terra.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I pastorelli in quella luce videro come un mare i fuoco ed in esso immersi neri e abbronzati, demoni e anime in forma umana, somiglianti a braci trasparenti, che trascinate in alto alle fiamme, ricadevamo poi gi\u00f9 da ogni parte come le faville nei grandi incendi, senza peso n\u00e9 equilibrio, fra grida e lamenti di dolore e di disperazione, che facevano inorridire e tramare per lo spavento&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;orribile vista era durata pochissimo, ma aveva impietrito i pastorelli d aveva strappato a Lucia il grido di angoscia soffocata che aveva impressionato anche gli astanti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questa vista &#8212; scrive Lucia &#8212; dur\u00f2 un istante; e dobbiamo grazie alla nostra buona Madre del cielo che prima ci aveva prevenuto con la promessa di portarci in Paradiso. Altrimenti, credo saremmo morti di terrore e di spavento&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>I tre bimbi avevano alzato gli occhi verso la Signora, quasi a trovarvi rifugio ed ella, amabile e triste, aveva loro detto:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Avete visto l&#8217;inferno, dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al io Cuore Immacolato. Se si far\u00e0 quel che vi dir\u00f2, molte anime si salveranno e vi sar\u00e0 la pace. La guerra sta per finire; ma, se non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI ne incomincer\u00e0 un&#8217;altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che quello \u00e8 il grande segno che vi d\u00e0 Iddio, che prossima \u00e8 la purificazione del mondo per i suoi tanti delitti, mediante la guerra, la fame e la persecuzione, contro la Chiesa e contro il Santo Padre.<\/em><\/p>\n<p><em>Per impedire ci\u00f2, verr\u00f2 a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si dar\u00e0 ascolto alle mie domande, la Russia si convertir\u00e0 e si avr\u00e0 pace. Altrimenti diffonder\u00e0 nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa; molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avr\u00e0 molto da soffrire: varie nazioni saranno annientate&#8230; Ma finalmente&#8230; il mio Cuore Immacolato trionfer\u00e0!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Queste ultime parole sono come uno sprazzo di luce su di un orizzonte cupo e minaccioso. Poi l&#8217;Apparizione conchiuse:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non dire questo a nessuno. A Francesco potete dirlo [Francisco vedeva la Madonna, ma non udiva le sue parole; Jacinta la vedeva e la udiva, ma non le poteva parlare; solo Lucia la vedeva, ne udiva la voce e parlava con lei].<\/em><\/p>\n<p>Questa pagina \u00e8 tratta da un libro su Fatima scritto esplicitamente per un pubblico di ragazzi. La data di pubblicazione \u00e8 il 1958. Oggi non \u00e8 facile che vengano stampati libri scritti cos\u00ec, e ancor pi\u00f9 difficile \u00e8 udire i sacerdoti, nelle omelie della santa Messa, esprimersi in questi termini sulla misteriosa e tremenda realt\u00e0 dell&#8217;Inferno. Sono di rigore le buone maniere: non si deve parlar mai di cose sgradevoli, n\u00e9 turbare mai le anime sensibili. Oggi si stampano libri, come quelli del &quot;teologo&quot; Enzo Bianchi, nei quali si dice che Ges\u00f9 era &quot;un profeta che narrava Dio agli uomini&quot;, e ci\u00f2 ad opera di casa editrici cattoliche, o meglio ex cattoliche: case editrici che hanno dei meriti storici e che hanno svolto egregiamente la loro missione&#8230; fino a qualche anno fa. Poi, qualcosa \u00e8 cambiato. Sono arrivate delle nuove disposizioni, tassative, non troppo misericordiose (per chi avesse voglia d&#8217;infrangerle): non si deve parlare pi\u00f9 dell&#8217;Inferno, e anche la parola <em>peccatori<\/em> deve sparire dal vocabolario. Cos\u00ec pure la parola <em>adultero<\/em> e <em>adulterio<\/em>, e la parola <em>sodomita<\/em> e <em>sodomia<\/em>. Questo non \u00e8 pi\u00f9 il tempo della paura, questa non \u00e8 pi\u00f9 la Chiesa della penitenza: no, questi sono i meravigliosi tempi della gioia; questa \u00e8 la chiesa della letizia. Che bello! E chiss\u00e0 come Satana si frega le mani&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come osserva giustamente, in un recente articolo, il professor Stefano Fontana, dal vocabolario che una societ\u00e0 o un gruppo adopera si pu\u00f2 capire ci\u00f2 che pensa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[109],"class_list":["post-27991","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27991","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27991"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27991\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}