{"id":27990,"date":"2015-10-15T01:13:00","date_gmt":"2015-10-15T01:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/15\/il-positivismo-e-un-analfabetismo-filosofico-perche-scambia-il-visibile-per-il-reale\/"},"modified":"2015-10-15T01:13:00","modified_gmt":"2015-10-15T01:13:00","slug":"il-positivismo-e-un-analfabetismo-filosofico-perche-scambia-il-visibile-per-il-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/15\/il-positivismo-e-un-analfabetismo-filosofico-perche-scambia-il-visibile-per-il-reale\/","title":{"rendered":"Il positivismo \u00e8 un analfabetismo filosofico, perch\u00e9 scambia il visibile per il reale"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa ce ne faremmo di una ricchissima biblioteca, quand&#8217;anche fossimo letteralmente affamati di conoscenza e divorati dal desiderio di sapere, se non conoscessimo la lingua in cui tutti quei volumi, uno pi\u00f9 raro e prezioso dell&#8217;altro, sono scritti? O, addirittura, se non arrivassimo neppure a capire che cosa siano quegli oggetti; se non sapessimo neppure che cosa \u00e8 un libro, come avviene a dei selvaggi che non hanno mai visto una citt\u00e0 moderna, che non conscono la scrittura e il linguaggio di quei segni, contenuti nelle innumerevoli pagine?<\/p>\n<p>Ebbene: tale \u00e8 la condizione di colui che si pone davanti a quella immensa biblioteca che \u00e8 il mondo reale, con un atteggiamento filosofico di tipo positivista; di colui, cio\u00e8, che ritiene non esservi al mondo nulla, assolutamente nulla, o, almeno, nulla di significativo, di cui valga la pena occuparsi, al di fuori della sfera del visibile, del quantificabile, del dimostrabile: al di fuori della sfera scientifico-matematica, e della sfera dell&#8217;evidenza sensibile.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come il selvaggio scorrer\u00e0 il dorso dei libri, guarder\u00e0 i segni incisi sulla pelle o sulla tela, li prender\u00e0 in mano, forse, li porter\u00e0 all&#8217;orecchio per captare eventuali suoni, li annuser\u00e0 per coglierne eventuali profumi, ma non arriver\u00e0 mai a capire di avere fra le mani opere quali la Bibbia, o i dialoghi di Platone o i trattati di Aristotele, anzi, non arriver\u00e0 mai a capire che possa esservi in essi un significato recondito, che non ha alcuna relazione con il loro aspetto esteriore, con il loro colore, o con il loro peso; allo stesso modo la persona imbevuta di mentalit\u00e0 positivista non arriver\u00e0 mai a capire la vera natura del reale, si fermer\u00e0 fatalmente in superficie, scambier\u00e0 il fenomeno per il noumeno, il significante per il significato: scambier\u00e0 il dito per la Luna.<\/p>\n<p>Oggi la stragrande maggioranza degli uomini, specialmente nell&#8217;ambito della civilt\u00e0 occidentale, sono profondamente imbevuti di mentalit\u00e0 positivista e scientista: non vedono se non quello che capita loro sotto gli occhi, non si domandano perch\u00e9, si limitano a osservare come le cose funzionino esteriormente. I loro occhi sono ciechi, i loro orecchi sono sordi, la loro mente \u00e8 velata: una cappa di pregiudizio impedisce loro di comprendere, li rinchiude in una serie di verit\u00e0 anguste e contingenti, nessuna delle quali, e neppure la loro somma, li poteranno lontani o permetteranno loro di sospettare cosa sia realmente il mondo reale.<\/p>\n<p>A partire da quando Galilei afferm\u00f2 che la natura \u00e8 scritta in caratteri matematici, che soltanto lo scienziato sa leggere; e da quando Kant sostenne che la metafisica \u00e8 inutile, perch\u00e9 indimostrabile, \u00e8 come se una barriera invisibile, ma invalicabile, fosse caduta fra noi e il reale. L&#8217;uomo pre-moderno sapeva, e l&#8217;uomo spirituale sa tuttora, che esistono molte altre cose, oltre a quelle visibili; che l&#8217;essenza del reale \u00e8 invisibile, perch\u00e9 di natura non materiale; eppure essi non dubitano affatto della sua esistenza, perch\u00e9 sono coscienti che la parte visibile del reale \u00e8 solo una piccola parte, pi\u00f9 piccola ancora della parte sommersa dell&#8217;<em>iceberg<\/em> rispetto all&#8217;intero.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine del selvaggio e della biblioteca &#8212; molto calzante &#8211; non \u00e8 nostra; \u00e8 di un geniale e isolato pensatore russo, instancabile ricercatore della verit\u00e0, che &#8212; tra le altre cose &#8211; si interess\u00f2 alla teosofia fu anche, per un certo periodo, seguace e collaboratore del filosofo e mistico di origine greco-armena Georges Ivanovic Gurdjieff, ma che non va confuso con la schiera, tutto sommato mediocre, dei suoi seguaci e prosecutori: P\u00ebtr Demianovic Ouspensky (o Uspenskij; nato a Mosca nel 1878e deceduto a Lyne Place, in Inghilterra, nel 1947).<\/p>\n<p>Ha scritto P. D. Ouspensky nel suo capolavoro \u00abTertium Organum. Una chiave per gli enigmi del mondo\u00bb (traduzione di Pietro Negri, Roma, Casa Editrice Astrolabio, 1983, pp. 1138-140):<\/p>\n<p><em>\u00abSupponiamo un selvaggio che esamina un orologio. Ammettiamo che si tratta di un selvaggio accorto e abile. Smonta l&#8217;orologio, ne conta tutte le rotelle e tutte le viti, conta quanti denti ha ciascun ingranaggio, prende atto della sua dimensione del suo spessore. L&#8217;unica cosa che non sa \u00e8 che c stanno a fare tutte quelle cose. Non sa che la lancetta compie il giro completo del quadrante in dodici ore, cio\u00e8 che \u00e8 possibile sapere che ore sono per mezzo di un orologio.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto questo \u00e8 &quot;positivismo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci sono talmente noti i metodi &quot;positivistici&quot;, che non riusciamo a renderci conto che essi vanno a finire nel ridicolo e che, se ci mettiamo a cercare il significato di qualsiasi cosa, non c fanno affatto conseguire lo scopo.<\/em><\/p>\n<p><em>La difficolt\u00e0 sta nel fatto che per spiegare il significato il positivismo non serve a niente. Infatti la natura \u00e8 un libro chiuso di cui esso studia soltanto l&#8217;aspetto esteriore.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto a indagare su come la natura funziona, i metodi positivistici hanno fatto molto, come \u00e8 dimostra dagli innumerevoli successi della tecnica moderna, compresa la conquista dell&#8217;aria. Ma al mondo tutto ha la sua precisa sfera d&#8217;azione. Il positivismo va benissimo quando cerca di rispondere alla domanda su come una certa cosa funziona, in determinate condizioni; ma quando fa il tentativo di uscire dal suo condizionamento ben definito (per occuparsi di spazio, di temo e di causalit\u00e0), oppure ha la pretesa di affermare che niente esiste al di fuori di queste determinate condizioni, in tal caso passa i limiti della sfera che gli compete.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 vero che i pi\u00f9 scrupolosi pensatori del positivismo negano la possibilit\u00e0 di comprendere nell&#8217;&quot;indagine positiva&quot; la questione relativa al perch\u00e9 e al per che cosa. Ma in realt\u00e0 il punto di vista positivo non \u00e8 l&#8217;unico accettabile.<\/em><\/p>\n<p><em>Il solito errore del positivismo consiste nel non vedere niente tranne se stesso: o ritiene che ogni cosa sia adatta ad esso, o ritiene in genere irrealizzabile gran parte di ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare senz&#8217;altro, ma non per la ricerca positiva.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;umanit\u00e0, tuttavia, non smetter\u00e0 di cercare una risposta agli interrogativi riguardanti il perch\u00e9 e il percome.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo scienziato positivista si trova in presenza della natura quasi come si troverebbe un selvaggio in una biblioteca di libri rari e preziosi. Per un selvaggio un libro \u00e8 una cosa di dimensione peso ben definiti. Per quanto a lungo si chieda a che scopo serve quello strano oggetto, non scoprir\u00e0 mai la verit\u00e0 basandosi sul suo aspetto esteriore, e il contenuto del libro continuer\u00e0 a essere per lui l&#8217;incomprensibile noumeno. Allo stesso modo il contenuto della natura \u00e8 incomprensibile allo scienziato positivista.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma se un uomo \u00e8 al corrente dell&#8217;esistenza del contenuto del libro &#8211; il noumeno vitale \u00f2 se sa che sotto i fenomeni visibili si cela un significato misterioso, pu\u00f2 darsi ce a lungo andare lo scopra.<\/em><\/p>\n<p><em>Per riuscirci bisogna capire l&#8217;idea del contenuto recondito, vale a dire del significato della cosa in s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo scienziato che scopre tavolette con geroglifici, o iscrizioni cuneiformi in una lingua sconosciuta, le decifra e le legge dopo lunga fatica. E per farlo gli occorre soltanto una cosa: \u00e8 necessario che lui sappia che quei piccoli segni rappresentano un&#8217;iscrizione. Finch\u00e9 crede che si tratti di un semplice ornamento, come le rifinitura esterna delle tavolette, o di segni a casaccio privi di senso, il loro significato e la loro importanza gli saranno preclusi in maniera assoluta. Ma fategli soltanto supporre l&#8217;esistenza di quel significato e gi\u00e0 la possibilit\u00e0 di capirlo sar\u00e0 in vista.<\/em><\/p>\n<p><em>Non esiste cifrario segreto che non si possa sciogliere senza l&#8217;aiuto di una chiave. Ma si deve sapere che si tratta di un cifrario. Questa \u00e8 la condizione prima necessaria, mancando la quale \u00e8 impossibile fare qualsiasi cosa.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;idea che esistessero i lati visibili e quelli nascosti delle cose era nota da un pezzo alla filosofia. Si riteneva che i fenomeni fossero soltanto un aspetto del mondo, infinitamente piccolo a paragone del&#8217;aspetto recondito, che fossero apparenti, che in realt\u00e0 non esistessero, che nascessero nella coscienza nel momento in cui essa entra in contatto col mondo reale. Si ammetteva che un secondo aspetto, rappresentato dai noumeni, esistesse effettivamente in s\u00e9, ma che per la nostra ricettivit\u00e0 fosse inaccessibile.<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia non c&#8217;\u00e8 errore pi\u00f9 grande di quello di dividere il mondo in fenomeni e noumeni, di credere che fenomeni e noumeni siano separati gli uni dagli altri, e suscettibili di essere conosciuti separatamente. Questo \u00e8 analfabetismo filosofico, che traspare chiarissimo nelle teorie dualistiche dello spiritismo. La divisione in fenomeni e noumeni esiste soltanto nella nostra mente. Il &quot;mondo fenomenico&quot; \u00e8 semplicemente la nostra percezione sbagliata del mondo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Analfabetismo filosofico: come lo \u00e8 l&#8217;aggirarsi del selvaggio fra gli scaffali della biblioteca, di cui ignora completamente il significato. Lo sdoppiamento dualistico tra fenomeno e noumeno, tra cosa come appare e cosa in se stessa, \u00e8 un radicale fraintendimento, da cui deriva un atteggiamento schizofrenico verso la vita: e tale schizofrenia riguarda sia il positivismo, sia lo spiritismo volgare, da baraccone (che \u00e8 cosa ben diversa dallo spiritualismo). Le cose come ci appaiono e le cose come sono in se stesse non corrispondono a due differenti modalit\u00e0 dell&#8217;essere, ma, semplicemente, a due differenti livelli di percezione del reale: vale a dire che sono stati soggettivi della nostra coscienza e non stati oggettivi, avanti valore assoluto.<\/p>\n<p>A noi umani, la sfera dell&#8217;assoluto \u00e8 preclusa; il che non significa che non esista, o che noi non ne avvertiamo il richiamo; al contrario: ne siamo potentemente attratti, e negare questa attrazione, per accontentarci dei meri dati dell&#8217;esperienza sensibile, o di una &quot;lettura&quot; puramente scientifico-matematica del reale, significa rinunciare ad accostarsi al vero significato della vita, e ridursi ad abitare nelle buie e maleodoranti cantine, laddove si avrebbero a propria disposizione decine e decine di stanze in un meraviglioso palazzo, piene di aria e di sole, affacciate su un giardino fragrante di dolcissimi profumi e rallegrato da fontane chioccolanti.<\/p>\n<p>Questo, fino a che apparteniamo alla dimensione dello spazio e del tempo, entro la quale siamo come intrappolati e sacrificati. Ma verr\u00e0 l&#8217;ora in cui saremo sciolti da ci\u00f2 che ora ci fa velo, e potremo vedere le cose come sono realmente: fatte di pura lue, di pura bellezza, di pura armonia. Musica, probabilmente; o, piuttosto una qualche forma di trasparenza assoluta, totale, di perfetta lucentezza e splendore, che alla musica &#8212; la pi\u00f9 spirituale e impalpabile delle arti &#8212; pu\u00f2 solo essere, impropriamente, paragonata. Dice San Paolo: \u00abOra vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo perfetto, ma allora conoscer\u00f2 perfettamente, come anch&#8217;io sono conosciuto\u00bb (<em>Prima lettera ai Corinzi<\/em>, 13, 12).<\/p>\n<p>L&#8217;atteggiamento positivista \u00e8 ridicolo, perch\u00e9 equivale alla presunzione del bambino di sapere tutto, quando ancora non sa nulla: non \u00e8 soltanto ignoranza, \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 grave e di molto pi\u00f9 profondo, quasi una malattia dell&#8217;anima: il rifiuto della spiritualit\u00e0 e della verit\u00e0, la negazione di ci\u00f2 che costituisce il significato delle cose e del mondo, quel &quot;quid&quot; che rende la vita degna di essere vissuta: vale a dire, non solo la ricerca di un &quot;perch\u00e9&quot;, o di una serie di perch\u00e9, ma la ricerca &quot;del&quot; perch\u00e9: di quell&#8217;unico, grande, ineludibile &quot;perch\u00e9&quot;: il perch\u00e9 assoluto, il perch\u00e9 da cui discendono tutte le risposte e in cui si placano tutte le inquietudini.<\/p>\n<p>Negando il mistero del mondo, il positivismo vorrebbe soffocare sul nascere qualsiasi slancio dell&#8217;anima verso l&#8217;Assoluto; deridendolo, denigrandolo, chiamandolo &quot;alienazione&quot; o &quot;illusione&quot;, il positivismo cerca di spegnere la nostra parte migliore: la parte che rimanda verso l&#8217;eternit\u00e0, e che fa di noi, creature contingenti e altamente imperfette, delle scintille dell&#8217;Essere, assolutamente necessario e perfetto. Il positivismo, quindi, vorrebbe espropriarci della nostra ricca eredit\u00e0; vorrebbe degradarci e mortificarci al livello pi\u00f9 basso e inconsapevole dell&#8217;esistenza. Il livello pi\u00f9 basso e inconsapevole corrisponde alla tenace, ostinata assenza del perch\u00e9; al rifiuto di riconoscere la nostra scintilla divina, la nostra vocazione all&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando la smetteremo di comportarci come dei bambini capricciosi e volubili, e avremo il coraggio di reclamare il diritto alla nostra eredit\u00e0 perenne? Quando impareremo non a guardare, ma a vedere; non a domandarci come, ma perch\u00e9; quando diventeremo adulti e capiremo di quali ineffabili tesori sono pieni i volumi della nostra biblioteca, e di quale incomparabile splendore \u00e8 rivestito il mondo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa ce ne faremmo di una ricchissima biblioteca, quand&#8217;anche fossimo letteralmente affamati di conoscenza e divorati dal desiderio di sapere, se non conoscessimo la lingua<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[97,173,221],"class_list":["post-27990","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-aristotele","tag-immanuel-kant","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27990"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27990\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}