{"id":27987,"date":"2010-03-09T06:55:00","date_gmt":"2010-03-09T06:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/03\/09\/divenire-realmente-se-stessi-cioe-persone-e-porsi-in-un-rapporto-primitivo-con-lessere\/"},"modified":"2010-03-09T06:55:00","modified_gmt":"2010-03-09T06:55:00","slug":"divenire-realmente-se-stessi-cioe-persone-e-porsi-in-un-rapporto-primitivo-con-lessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/03\/09\/divenire-realmente-se-stessi-cioe-persone-e-porsi-in-un-rapporto-primitivo-con-lessere\/","title":{"rendered":"Divenire realmente se stessi, cio\u00e8 persone, \u00e8 porsi in un rapporto primitivo con l\u2019Essere"},"content":{"rendered":"<p>Oggi tutti pretendono di essere delle eccezioni; tutti pretendono di essere unici e originali; ma &#8211; questo \u00e8 il punto &#8211; gi\u00e0 per il solo fatto di sbandierarlo ai quattro venti, e poi anche per il modo pedissequo di seguire tutte le mode del momento, tutto ci\u00f2 che riescono a manifestare \u00e8 una forma penosa di individualismo di massa.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 forma pi\u00f9 esiziale di falsa coscienza che pretendere di essere degli individui eccezionali, quando non si \u00e8 che pecore nel gregge; non c&#8217;\u00e8 spettacolo pi\u00f9 patetico e meschino dell&#8217;individuo anonimo e spersonalizzato che si atteggia a campione di autenticit\u00e0 e che gonfia il petto, chiedendo di essere ammirato per la sua supposta eccezionalit\u00e0.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che ogni essere umano \u00e8 eccezionale, ma alla condizione di divenire realmente se stesso, cio\u00e8 una persona; diversamente, lo scopo della sua vita fallisce clamorosamente e non resta che fingere di essere quello che non si \u00e8, rincorrendo l&#8217;ombra dei propri desideri e delle proprie illusioni e perdendosi nel labirinto degli specchi del proprio falso Ego.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 non basta essere al mondo per dire di essere se stessi: perch\u00e9 se stessi non si nasce, si diventa.<\/p>\n<p>Diventare se stessi vuol dire realizzarsi come persone; non realizzare se stessi vuol dire rimanere allo stato di persone puramente potenziali, cio\u00e8 di individui irrisolti e senza scopo: perch\u00e9 lo scopo del nostro esserci \u00e8 quello di farci persone, ossia di diventare realmente e pienamente noi stessi, autentici, desti e consapevoli.<\/p>\n<p>Chi non \u00e8 desto o consapevole non \u00e8 nemmeno se stesso, perch\u00e9 solo la consapevolezza permette di conferire un vero significato alla propria umanit\u00e0. Di certo non \u00e8 sufficiente possedere due braccia, due gambe, contrarre un matrimonio o assicurarsi un posto in banca.<\/p>\n<p>Vi sono due forme principali di inautenticit\u00e0: quella di credersi eccezionali mentre si \u00e8 solo delle pecore nel gregge e quella di credersi eccezionali perch\u00e9 si mena vanto di realizzare contenuti esistenziali d&#8217;eccezione. Della prima abbiamo gi\u00e0 detto quanto basta, in questa sede e altrove; vediamo adesso la seconda.<\/p>\n<p>Non basta compiere imprese eccezionali per essere individui eccezionali e, perci\u00f2, persone; molti possono compiere imprese eccezionali, ma solo pochi sono spiritualmente all&#8217;altezza di esse, solo pochi riflettono la propria eccezionalit\u00e0 nelle cose che fanno.<\/p>\n<p>Scalare una altissima montagna, per quanto possa costituire una impresa eccezionale sotto il profilo tecnico e magari anche psicologico, non equivale automaticamente ad essere delle persone eccezionali; n\u00e9 fare una grande scoperta scientifica e neppure realizzare una stupenda opera d&#8217;arte o addentrarsi nelle sfere pi\u00f9 alte del pensiero speculativo.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, eccezionali non solo solamente le &quot;grandi&quot; imprese che chiunque pu\u00f2 vedere e ammirare, ma anche molte, moltissime imprese nascoste e quotidiane. Eccezionale \u00e8 prendersi cura ogni giorno, ogni ora, di un familiare gravemente malato o afflitto da forti disturbi psichici; riversare la propria benevolenza su qualunque essere vivente, anche sconosciuto; togliersi di bocca il poco cibo che si ha nel piatto, per dividerlo con qualcuno che non ne ha affatto. Anche se nessuno di questi eroi sconosciuti finir\u00e0 mai sulle pagine delle enciclopedie o ricever\u00e0 qualche importante riconoscimento pubblico.<\/p>\n<p>In secondo luogo, un individuo si realizza realmente come persona, e quindi diviene eccezionale, quando sa porsi in un rapporto primitivo con l&#8217;Essere, prendendolo ad unico testimone della propria vita; quando rivolge ogni sua speranza, ogni suo desiderio, ogni sua aspirazione, ad accordare la propria volont\u00e0 con la sua.<\/p>\n<p>Porsi in relazione direttamente con l&#8217;Essere vuole dire spogliarsi di ogni residuo del falso Ego e consegnarsi fiduciosamente, devotamente, gioiosamente, alla potenza dell&#8217;Essere, riponendo in essa ogni fiducia e accettando tutto ci\u00f2 che ne scaturisce.<\/p>\n<p>La logica conseguenza di un tale atteggiamento \u00e8 che l&#8217;uomo, non confidando pi\u00f9 in se stesso ma unicamente nell&#8217;Essere, e non cercando l&#8217;approvazione o l&#8217;ammirazione di nessun altri che dell&#8217;Essere, assume le proprie decisioni lontano da ogni forma di pubblicit\u00e0 e imbocca la propria strada avendo gelosamente cura che la propria mano destra non sappia che cosa stia facendo la mano sinistra.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 l&#8217;uomo o la donna che compiono un&#8217;impresa eccezionale non sono per\u00f2, essi stessi, eccezionali, se la prima cosa che si precipitano a fare \u00e8 quella di far sapere a tutti quanto siano stati bravi, audaci, coraggiosi e simili. Perch\u00e9 un tale comportamento \u00e8 molto, molto ordinario: non ha proprio nulla di eccezionale e non testimonia affatto, in alcun modo, l&#8217;eccezionalit\u00e0 di chi vi si abbandoni; al contrario, illustra anche troppo la sua ordinariet\u00e0.<\/p>\n<p>Naturalmente questo principio vale anche quando si tratti di una relazione fra due soli esseri umani, come potrebbe essere nel caso di un impegno, di una promessa, di un proponimento esplicitato dall&#8217;uno all&#8217;altro. Ci\u00f2 che rende banale e inautentico un gesto anche grande non \u00e8 solo il fatto di vantarsene davanti a molti; pu\u00f2 essere anche il fatto di dichiararlo a un altro essere umano, quando ci\u00f2 non sia necessario e quando il dichiararlo implichi una riposta intenzionalit\u00e0 interessata, ossia l&#8217;aspettativa di un qualche vantaggio, anche solo di tipo morale.<\/p>\n<p>Le azioni autentiche sono gratuite e disinteressate; le persone autentiche vivono in maniera gratuita e disinteressata. Prendono le proprie decisioni nel segreto della coscienza e non le esibiscono, perch\u00e9 hanno gi\u00e0 quell&#8217;unico testimone che ne \u00e8 anche il garante, il sostegno, il fondamento: l&#8217;Essere, da cui tutto viene e cui tutto ritorna. E tali decisioni possono essere sia quella di fare, sia quella di non fare &#8211; ma a ragion veduta &#8211; una determinata scelta. Grande, quindi, \u00e8 non solo chi sa fare grandi cose, ma anche chi sa compiere grandi rinunce, pur potendo agire.<\/p>\n<p>Straordinariamente fini ed acute sono le riflessioni che, a questo proposito, S\u00f6ren Kierkegaard svolge intorno alla propria mancata esperienza matrimoniale con Regine Olsen &#8211; la fidanzata che all&#8217;ultimo momento non volle sposare, non perch\u00e9 non l&#8217;amasse pi\u00f9, ma forse perch\u00e9 l&#8217;amava troppo &#8211; nelle pagine del suo \u00abDiario\u00bb del 1849 (traduzione italiana di Cornelio Fabro (Brescia, Morcelliana, 1949, vol. II, pp. 199-201):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;errore del Medio Evo (ripetuto del resto anche in seguito) consisteva nel principio: chi sceglie una condotta particolare, voglia farne la regola generale. Non sposarsi \u00e8 evidentemente una forma di condotta particolare, che pu\u00f2 essere anche molto gradita a Dio. Ma \u00e8 ben diverso volerla proclamare la regola, e perfino iniziarvi gli altri. Il particolare \u00e8 l&#8217;eccezione e deve rimanere cosciente di s\u00e9 come tale; e perci\u00f2 ben lungi dal consigliare gli altri a fare la stessa cosa, deve consigliarli a fare il &quot;generale&quot;, poich\u00e9 il particolare \u00e8 vero soltanto quando suppone la primitivit\u00e0 del suo rapporto a Dio. Di fronte al generale non si pu\u00f2 giustificare che il rapporto primitivo a Dio. Tutto ci\u00f2 che non possiede questa primitivit\u00e0, \u00e8 &quot;eo ipso&quot; ingiustificato, quando volesse costituire l&#8217;eccezione.<\/p>\n<p>Per rimanere nell&#8217;esempio del non sposarsi, \u00e8 facile mostrare la condotta da seguire. Nell&#8217;individuo la risoluzione rimane assolutamente segreta; egli vive da celibe e nessuno, se egli tace, lo pu\u00f2 controllare.<\/p>\n<p>Questo &quot;non factum&quot; pu\u00f2 essere spiegato in diciassette modi!<\/p>\n<p>L&#8217;errore del Medioevo era di farne una cosa pubblica e, peggio ancora, materia di perfezione e di merito.<\/p>\n<p>Io stesso ho sperimentato questa collisione. Nella sua pena e dolore (ahim\u00e9, essa ha sofferto anche troppo) la mia fidanzata alla fine mi domand\u00f2: &quot;Dimmi solo una cosa: non ti sposerai mai?&quot;. Qui c&#8217;era la collisione. Era in tale agitazione che le sarebbe stato molto facile cambiar decisamente rotta in direzione della religiosit\u00e0. Avrei potuto dirle in tutta coscienza: &quot;No&quot;. E poi? Nella consapevolezza di avere una struttura del tutto particolare, io avrei finito per turbare la sua vita. Perci\u00f2 risposi con uno scherzo. Se lei avesse dovuto fare una cosa simile, se tale proposito fosse stato &quot;verit\u00e0 in lei&quot;, e dunque una cosa ammissibile, essa l&#8217;avrebbe dovuto sentire in modo veramente originario.<\/p>\n<p>Ora i fatti hanno mostrato che &quot;lei&quot; si spos\u00f2: io non ho avuto nulla da ridire, anzi l&#8217;ho approvato e ne ho perfino ringraziato Iddio. D&#8217;altra parte se quella cosa avesse dovuto divenir &quot;verit\u00e0 in lei&quot;, essa non avrebbe dovuto dirmi una sola parola sull&#8217;argomento, ma spontaneamente, nel suo rapporto a Dio, avrebbe dovuto decidere di non sposarsi, e cos\u00ec avrebbe forse avuto ragione. Essa per\u00f2 non aveva raggiunto, come forse s&#8217;illudeva, un puro rapporto a Dio, ma soltanto un rapporto di seconda mano. E quando non si ha un immediato rapporto a Dio, non si ha neppure il diritto di essere un&#8217;eccezione. Essa desiderava con passione intatta d&#8217;unirsi a me. In secondo luogo faceva conto che avremmo deciso di non sposarci o di vivere come non sposati. Ma, mentre nei miei riguardi la cosa era perfettamente in ordine, perch\u00e9 per me quel progetto era la situazione primitiva, in lei invece sarebbe divenuta una situazione derivata. Essa non avrebbe avuto un rapporto a Dio, ma avrebbe trovato quiete in me, in una specie di amor platonico. Ma un rapporto simile non \u00e8 religioso e quindi non \u00e8 ammissibile. Solo il rapporto primitivo a Dio giustifica la mia vita d&#8217;eccezione.\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, siamo tutti chiamati ad essere eccezionali.<\/p>\n<p>Eccezionale non \u00e8 il fatto che noi esistiamo, ma che noi possiamo fare di noi stessi esattamente quello che dovremmo essere e quello che siamo chiamati ad essere: delle persone, vale a dire degli enti che tendono a realizzarsi pienamente solo e sempre nell&#8217;Essere da cui derivano e a cui anelano a fare ritorno.<\/p>\n<p>Kierkegaard, giustamente, fa notare che in ci\u00f2 risiede, nel senso proprio del termine, la categoria del religioso: nel fatto di costituire l&#8217;eccezione rispetto alla norma e nel fatto di essere coscienti di tale eccezionalit\u00e0, che si realizza in un rapporto primitivo a Dio.<\/p>\n<p>Quando il nostro rapporto all&#8217;Essere (a Dio, nella prospettiva di Kierkegaard) non \u00e8 primitivo, ma derivato; quando esso \u00e8 un rapporto di seconda mano, allora noi cerchiamo dei testimoni umani e tentiamo di farli garanti della bont\u00e0 delle nostre decisioni. Ma la bont\u00e0 delle nostre decisioni non pu\u00f2 avere altro garante che l&#8217;Essere: a lui solo, nel silenzio della coscienza e lontano da ogni orecchio umano, noi possiamo affidare tutta la seriet\u00e0 e l&#8217;eccezionalit\u00e0 del nostro destino.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno pensa di essere qualcosa in se stesso, pensa di avere un destino e uno scopo e di potersi innalzare alla eccezionalit\u00e0 senza alcun bisogno di porsi in relazione con l&#8217;Essere, ma anzi, negando tale relazione e proclamando che essa \u00e8 la sua catena, dalla quale si deve emancipare per poter prendere in mano la propria vita. Ma \u00e8 una illusione, a causa della quale egli si allontana sempre pi\u00f9 da se stesso e dal proprio compimento.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno \u00e8 una creatura incompiuta perch\u00e9, unica fra tutte le altre, ritiene di potersi fare garante di se stessa e di poter fare della normalit\u00e0 qualche cosa di eccezionale, restando nella sfera del finito. Invece la norma pu\u00f2 divenire eccezionalit\u00e0 solo e unicamente se ci si innalza sul piano dell&#8217;assoluto; ma, per fare questo, occorre affidarsi all&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;uomo pretende di farsi norma a se stesso e di fare di s\u00e9 qualche cosa di eccezionale, tutto quel che riesce a realizzare \u00e8 una mostruosa caricatura della propria natura, del proprio destino e del proprio scopo.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 altra natura, non vi \u00e8 altro destino e non vi \u00e8 altro scopo, per l&#8217;uomo, se non quello di accordare la propria volont\u00e0 con la volont\u00e0 dell&#8217;Essere: perch\u00e9 solo cos\u00ec egli si ritrova e si realizza, solo cos\u00ec diviene persona.<\/p>\n<p>Il paradosso \u00e8 che un tale movimento dello spirito, dal punto di vista del finito (la contingenza della secolarizzazione), equivale non a un realizzarsi, ma ad un alienarsi e ad un perdersi. E ci\u00f2 accade perch\u00e9 il relativo non pu\u00f2 essere buon giudice dell&#8217;assoluto, ma soltanto l&#8217;assoluto pu\u00f2 essere giusto giudice del relativo.<\/p>\n<p>A noi la scelta verso quale dei due piani vogliamo indirizzare la nostra vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi tutti pretendono di essere delle eccezioni; tutti pretendono di essere unici e originali; ma &#8211; questo \u00e8 il punto &#8211; gi\u00e0 per il solo fatto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[263],"class_list":["post-27987","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27987"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27987\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}