{"id":27983,"date":"2011-06-08T06:07:00","date_gmt":"2011-06-08T06:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/06\/08\/pornografia-della-vita-quotidiana\/"},"modified":"2011-06-08T06:07:00","modified_gmt":"2011-06-08T06:07:00","slug":"pornografia-della-vita-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/06\/08\/pornografia-della-vita-quotidiana\/","title":{"rendered":"Pornografia della vita quotidiana"},"content":{"rendered":"<p>Aggrediti quotidianamente dalla volgarit\u00e0 e dalla oscenit\u00e0 dei messaggi pubblicitari, lo siamo anche dai comportamenti abituali delle persone, primo fra tutti l&#8217;abbigliamento.<\/p>\n<p>Vestirsi, o piuttosto svestirsi, in un certo modo, significa esercitare una forma di potere sul prossimo, specialmente se si \u00e8 giovani e belli: il potere di imporgli la provocazione sessuale, di costringerlo o a voltare la testa dall&#8217;altra parte, per l&#8217;imbarazzo (e talvolta per il disgusto) o a guardare con desiderio, come un povero fesso, la merce che viene generosamente esposta, anzi, esibita ed ostentata, ma che non \u00e8 in vendita.<\/p>\n<p>Inutile parlare, ormai, di decoro o di buon gusto: se ne sono andati per sempre, spazzati via dalla grossolanit\u00e0 pi\u00f9 sfacciata, dall&#8217;esibizionismo pi\u00f9 becero.<\/p>\n<p>Inutile parlare di rispetto di se stessi e di senso del pudore: che cosa sono mai questi concetti, se non reliquie di un passato morto e sepolto, che non pu\u00f2 tornare?<\/p>\n<p>Inutile, infine, fare appello allo stesso senso della libert\u00e0 e della democrazia, facendo osservare che la prima finisce dove inizia quella altrui, e che la seconda si nutre del rispetto di tutti e di ciascuno, compresi quelli che vorrebbero andarsene per i fatti propri, senza essere provocati ad ogni passo e senza essere arruolati a forza tra il pubblico di uno spettacolo indecente.<\/p>\n<p>Un preside di Trento, l&#8217;ennesimo, ci ha provato: ha proibito l&#8217;ingresso alle lezioni agli alunni che si presentano a scuola con i pantaloni a vita bassa, esibendo abbondantemente le nudit\u00e0 del ventre e del sedere, con tanto di mutandine e perizoma a vista.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 servito e non servir\u00e0 a nulla, lo sappiamo benissimo.<\/p>\n<p>In una cittadina del Sud degli Stati Uniti la giunta comunale ha addirittura minacciato una multa di 500 dollari a chi se ne va in giro per la strada indossando pantaloni a vita bassa: con il solo risultato, presumibilmente, di coprirsi di ridicolo e di passare pure per razzista e oscurantista, di nemica della sacrosanta libert\u00e0 dei cittadini.<\/p>\n<p>Se uno vuol mostrare al mondo le proprie mutandine o, magari, l&#8217;assenza di mutandine; se vuol far vedere, ogni volta che si piega o che si siede, le sue chiappe, pi\u00f9 o meno ben tornite, pi\u00f9 o meno abbronzate, oppure, sul versante opposto, i suoi peli pubici: che male c&#8217;\u00e8?<\/p>\n<p>Forse che la Dichiarazione dei diritti dell&#8217;uomo e del cittadino, in quella rovente estate del 1789, nonch\u00e9 la Dichiarazione dei diritti umani, proclamata sempre a Parigi, del 1948, sono state scritte per nulla?Forse che non valgono nemmeno la carta e l&#8217;inchiostro su cui furono vergate?<\/p>\n<p>E allora, armiamoci e partiamo: gi\u00f9 le braghe, fuori le mutande: viva la marcia della libert\u00e0 e crepino i vieti pregiudizi dell&#8217;Ancien R\u00e9gime, il moralismo ipocrita dei bacchettoni, delle cariatidi borghesi!<\/p>\n<p>Abbiamo combattuto per la libert\u00e0, s\u00ec o no? E dunque vogliamo indossare i pantaloni col cavallo sempre pi\u00f9 basso, sfoggiare sempre pi\u00f9 la biancheria intima: a colori sgargianti, giallo shocking, rosso fuoco; o a disegnini teneramente erotici: a fiorellini, a pois.<\/p>\n<p>Ora che \u00e8 arrivato il caldo, poi, si salvi chi pu\u00f2: quella di calare le braghe \u00e8 diventata pure una necessit\u00e0 fisiologica; la pelle, si sa, deve poter respirare.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9, quando un baldo giovanotto o una simpatica ragazza si siedono al bar o, semplicemente, sui banchi della scuola, magari sfogliando il vocabolario di latino, non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 normale che godersi lo spettacolo dei loro sederini esposti all&#8217;aria per almeno una decina di centimetri al di sotto dell&#8217;osso sacro.<\/p>\n<p>Non sempre \u00e8 un bello spettacolo, perch\u00e9 non sempre i proprietari di quei fondoschiena possono vantare un fisico da modelli; ma il punto, ovviamente, non \u00e8 questo: non si tratta di una questione estetica, ma etica.<\/p>\n<p>Anche se quelli che ci vengono offerti alla vista fossero i sederi pi\u00f9 belli del mondo, la loro esibizione estemporanea, nei momenti e nei luoghi meno opportuni, \u00e8 pornografia allo stato puro: pornografia della vita quotidiana.<\/p>\n<p>\u00c8 una pornografia di massa, cos\u00ec come vi sono una societ\u00e0 di massa, una comunicazione di massa, un turismo di massa; per cui ci dovremo abituare, piaccia o non piaccia, anche alle chiappe di massa, agli addomi di massa, ai tatuaggi di massa nelle zone pubiche.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, i tatuaggi: sempre gli stessi, quelli sfoggiati dagli squallidi vip dei rotocalchi scandalistici o dei reality della tv spazzatura; sempre gli stessi angioletti, le stesse farfalle, gli stessi cuoricini; e sempre occhieggianti dagli stessi angoli intimi.<\/p>\n<p>Essi rivelano una totale mancanza di personalit\u00e0, oltre che di senso della decenza: perch\u00e9, tranne che mostrare il culo, questi barbari della pornografia di massa non sono capaci di niente, nemmeno di essere creativi nella loro volgarit\u00e0 e nel loro sfrenato narcisismo; non sanno neppure essere pornografici in maniera personale, da esseri umani e non da pecore belanti.<\/p>\n<p>Inutile dire come, in tutto questo, non vi sia neppure l&#8217;ombra, non diremo dell&#8217;erotismo, ma neanche della sensualit\u00e0.<\/p>\n<p>Per dirla tutta: non conosciamo nulla di pi\u00f9 deprimente, nulla di pi\u00f9 mortificante, nulla di meno eccitante di queste chiappe sbattute in faccia al primo che passa, a un tanto il chilo, come carne di qualit\u00e0 scadente; di questi ombelichi sparati addosso a chi preferirebbe non vederli, non trovandoli n\u00e9 belli, n\u00e9 invitanti, n\u00e9 desiderabili; a questi bacini, ora ossuti, ora cicciosi, sempre sgraziati e sommamente insulsi; di questi tatuaggi che fuoriescono dappertutto, a imitazione di qualche divetta da strapazzo, di qualche velina televisiva, di qualche straccetto di showgirl che non sa fare niente: n\u00e9 cantare, n\u00e9 ballare, e nemmeno parlare in un italiano decente o muoversi con un minimo di grazia e di naturalezza.<\/p>\n<p>Tentazioni? No davvero.<\/p>\n<p>Eppure, sempre pi\u00f9 frequenti sono le situazioni in cui uno, letteralmente, non sa pi\u00f9 dove girare lo sguardo; sui treni, sugli autobus, per la strada, nei supermercati, nelle scuole, negli uffici: ovunque \u00e8 una esibizione quotidiana, implacabile, tristissima, di mercanzia corporea.<\/p>\n<p>Ovunque si fa a gara per chi mostra qualche centimetro di pelle nuda in pi\u00f9, per chi ostenta la scollatura pi\u00f9 audace, per chi abbassa un poco di pi\u00f9 la cintura dei pantaloni: al punto che ti chiedi come fanno a non perderli per strada e a non restare tutti nudi, dalla vita in gi\u00f9, come mamma li ha fatti, scarpe o stivaletti a parte.<\/p>\n<p>Se entri in un negozio e chiedi un articolo che si trova in uno dei ripiani alti dello scaffale, la commessa, salendo con la scaletta, ti costringe ad ammirare tutto il suo pancino nudo, mentre la maglietta, gi\u00e0 cortissima, si solleva di quasi mezzo metro al di sopra dei jeans, e l&#8217;immancabile farfallina tatuata ti ammicca dolcemente sopra l&#8217;inguine.<\/p>\n<p>Se passeggi sulla pensilina in attesa del treno, puntualmente in ritardo, non puoi fare a meno di sbattere con lo sguardo, e quasi anche coi piedi, contro il roseo sedere dei ragazzi che, borse di scuola a tracolla e mascelle perennemente impegnate a ruminare gomma americana, siedono scompostamente sulle panchine, sui bordi delle aiole, sui libri stessi posati a terra: e ti chiedi se sia proprio naturale tutto quel piegarsi in avanti, tutto quel curvarsi sulla schiena, assumendo delle pose alquanto innaturali; o se non sia, piuttosto, una strategia lungamente studiata e messa a punto fin nei minimi dettagli, magari con l&#8217;aiuto e il consiglio degli amici.<\/p>\n<p>Se, poi, stanco e sudato, stai facendo la fila all&#8217;ufficio postale e finalmente, armato del tuo bravo numero come al supermarket, arrivi allo sportello, ecco che ti devi sorbire lo show erotico dell&#8217;impiegata che, dovendo chinarsi per cercare la tua raccomandata inevasa, ti mostra pi\u00f9 roba di quanta non ne facesse vedere Kim Basinger a Mickey Rourke in \u00abNove settimane e mezzo\u00bb; oppure, come direbbe il buon principe di Salina de \u00abIl gattopardo\u00bb al suo confessore, pi\u00f9 roba di quanto le mogli d&#8217;un tempo non ne mostrassero ai mariti, dopo una pluridecennale vita coniugale e dopo avere messo al mondo una intera nidiata di eredi.<\/p>\n<p>E quando poi si volta, non sai nemmeno come affrontare il suo sguardo: ti domandi se ti possa leggere in viso l&#8217;effetto che il suo spettacolino ha provocato; ti senti colpevole come un ragazzino colto in fallo, anche se a tutto pensavi, quando hai raggiunto il sospirato sportello, tranne che a eccitarti sbirciando le grazie, magari discutibili, di questa sconosciuta che ora sembra ridacchiare del tuo imbarazzo o, peggio, fiutare le prove della tua malizia sporcacciona.<\/p>\n<p>Che bella situazione: colpevole di niente, eppure sospettato, quanto meno, di cattivi pensieri (perch\u00e9 il maschio, si sa, nella cultura post-femminista, \u00e8 sempre un porcaccione); provocato e, forse, un po&#8217; turbato, senza aver mosso un dito per arrivare a tanto; costretto, infine, a mostrare urbanit\u00e0 e naturalezza, persino indifferenza, insomma a non fare una piega, quando hai dovuto subire da quella perfetta sconosciuta un comportamento non meno pesante ed invasivo delle persecuzioni sessuali che tante donne lamentano da parte di colleghi e capiufficio.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;uomo \u00e8 quello che pensa sempre male, la donna no; se la donna mostra il suo corpo, lo fa per caso, con innocenza, senza intenzione; mentre se l&#8217;uomo guarda, allora vuol dire che \u00e8 un porco, un selvaggio, un potenziale stupratore.<\/p>\n<p>E comunque, qualsiasi cosa lui faccia, sbaglia: se si mostra emozionato, allora la donna lo guarda di traverso, immaginando che lui abbia immaginato cose sporche e irriferibili proprio su di lei (\u00abMa come si permette quello l\u00ec, che nemmeno lo conosco!\u00bb); se, viceversa, ostenta nonchalance, allora c&#8217;\u00e8 il caso che lei lo guardi ancora pi\u00f9 di traverso, ferita a sangue nella sua vanit\u00e0 femminile (\u00abMa guarda che razza di impotente, possibile che io valga cos\u00ec poco?; no, non \u00e8 possibile: quello non \u00e8 nemmeno un impotente, \u00e8 proprio un gran finocchio!\u00bb).<\/p>\n<p>Ironia di una situazione senza sbocchi, assurdamente circolare e punitiva: ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.<\/p>\n<p>Intanto, le chiappe trionfano e, se qualcuno pensa male, peggio per lui: vuol dire che ci mette la malizia; \u00e8 un problema suo, povero guardone frustrato.<\/p>\n<p>Qualcun altro, comunque, ci sta facendo sopra un bel guadagno: un bel guadagno economico, vogliamo dire, con tanti, tanti zeri.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 un caso che emergano cos\u00ec prepotentemente, dai tenebrosi abissi della zona corporea proibita, proprio i marchi della biancheria intima, proprio i filetti del perizoma, come se ci fosse lo zampino di un segreto e inconfessabile accordo pubblicitario fra produttore e consumatore, trasformato, quest&#8217;ultimo, in volonteroso modello ed in solerte agente propagandistico a costo zero, anzi, addirittura pagante?<\/p>\n<p>Quando mai i modelli devono pagare il produttore per fargli la pubblicit\u00e0? Eppure \u00e8 proprio questo che sta accadendo: milioni di consumatori e di consumatrici comprano la merce a caro prezzo e poi fanno i modelli, gratuitamente, assiduamente, giorno e notte, per strada e sul lavoro, tra un poco li vedremo pure in chiesa.<\/p>\n<p>Anzi, a dire il vero, quest&#8217;ultima eventualit\u00e0 si \u00e8 gi\u00e0 presentata, e non da ieri: ma, anche qui, la battaglia che qualche prete isolato ha intrapreso contro i pantaloni a vita bassa delle parrocchiane \u00e8 destinata, come quella dei presidi delle scuole medie, a finire nel grottesco e nel ridicolo, se non addirittura sulla stampa e nelle aule dei tribunali.<\/p>\n<p>Come si permette, quell&#8217;arrogante ministro di Dio, di rifiutare la comunione alla ragazza che gli si presenta davanti con l&#8217;ombelico al vento? Certamente deve trattarsi di un abietto seguace di monsignor Lefebvre, di un arnese da museo che non sa stare al passo con questi nostri tempi, giovanili e democratici, dove (come direbbe Tasso) \u00abs&#8217;ei piace, ei lice\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec stanno le cose: non ci si difende dalla pornografia di massa; bisogna rassegnarsi a subirla, e questo \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>Dalla pornografia d&#8217;un tempo, ci si poteva ancora difendere, almeno in qualche misura: si poteva cambiar canale o spegnere il televisore; si poteva non comprare quel giornale o, magari, strappar via le pagine pi\u00f9 oscene e fastidiose.<\/p>\n<p>Certo, era pi\u00f9 difficile difendersi dalla pubblicit\u00e0 murale: da quei metri e metri di cartelloni da cui ammiccavano gi\u00e0 ventri e sederi, ma di graziosissime modelle.<\/p>\n<p>Oggi, ventri e sederi si sono democraticamente moltiplicati e sono quelli della commessa, dell&#8217;impiegata, dello studente, della ragazzina e del ragazzino della porta accanto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, mi raccomando, l&#8217;importante \u00e8 non scomporsi: se ti turbi, allora sei colpevole; e sei finito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aggrediti quotidianamente dalla volgarit\u00e0 e dalla oscenit\u00e0 dei messaggi pubblicitari, lo siamo anche dai comportamenti abituali delle persone, primo fra tutti l&#8217;abbigliamento. 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