{"id":27977,"date":"2011-02-16T01:59:00","date_gmt":"2011-02-16T01:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/16\/pomeriggio-di-febbraio\/"},"modified":"2011-02-16T01:59:00","modified_gmt":"2011-02-16T01:59:00","slug":"pomeriggio-di-febbraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/16\/pomeriggio-di-febbraio\/","title":{"rendered":"Pomeriggio di febbraio"},"content":{"rendered":"<p>Chiara \u00e8 la giornata e corte le ombre che questo Sole di febbraio disegna in terra e lungo i muri bianchi delle case, orlando i cornicioni di finestre e verande.<\/p>\n<p>Il cielo e le nuvole si specchiano nel rivo che corre in fondo al suo letto incassato fra gli argini, per poi infilarsi sotto l&#8217;arcata del ponte e scomparire temporaneamente nell&#8217;umidit\u00e0 semioscurit\u00e0, prima di riemergere in piena luce.<\/p>\n<p>Le prode erbose sono ammantate d&#8217;un verde povero, disseccato dai rigori dell&#8217;inverno; manca ancora molto allo spuntare dell&#8217;erba nuova e solo i cipressi, che si protendono sul ciglio dell&#8217;argine, brillano d&#8217;un verde smeraldo, che introduce una nota di freschezza.<\/p>\n<p>In alto, la sagoma del castello si staglia nitida sulla sommit\u00e0 arrotondata della collina, visibile da molti chilometri di distanza.<\/p>\n<p>In basso, le vie del paese si incurvano silenziose nella luce diafana e carezzevole, mostrando ora muri a secco intessuti di vite selvatica e piante rampicanti, ora archi di pietra che si aprono su vasti ed ombrosi cortili interni.<\/p>\n<p>La facciata della chiesa antica, rifatta in sobrie linee neoclassiche, si crogiola nel tepore del primo pomeriggio e pare che beva la carezza del Sole con dolce volutt\u00e0, come per farne la scorta prima del sopraggiungere delle ore gelide, dopo il tramonto.<\/p>\n<p>Attraverso il piccolo giardino sul lato destro del tempio ed entro dalla porta laterale, che ricordo essere sempre socchiusa.<\/p>\n<p>L\u00ec, nella fresca penombra, la luce del Sole filtra attraverso le vetrate colorate adorne di seniori e di vergini dalle figure solenni, e diffonde i suoi tenui riflessi gialli, azzurri, rossi, scivolando sulle superfici rotonde delle colonne e posandosi con un senso di pace sui marmi del pavimento e sui banchi di legno.<\/p>\n<p>Solo pochi passi mi separano dall&#8217;altare maggiore e dalla pala d&#8217;incredibile bellezza con la Madonna in trono, fra angeli e santi, dipinta nel 1525 da Giovanni Antonio de&#8217; Sacchis, detto il Pordenone.<\/p>\n<p>Meraviglioso Paese, l&#8217;Italia, ove anche il pi\u00f9 modesto borgo di provincia pu\u00f2 vantare almeno un autentico capolavoro dell&#8217;arte, vecchio di secoli!<\/p>\n<p>Era l&#8217;anno della battaglia di Pavia: Francesi, Spagnoli ed Imperiali si susseguivano nelle invasioni e nelle sistematiche devastazioni; appena due anni dopo vi sarebbe stata la tragedia nazionale del Sacco di Roma: e intanto un grandissimo pittore, famoso in tutto il mondo, terminava quest&#8217;opera che ora adorna la chiesa parrocchiale di un piccolo centro italiano, sconosciuto a tutti fuori dai confini di questa provincia.<\/p>\n<p>La grazia del volto della Vergine, la delicatezza dei gesti, la sobria, commossa dignit\u00e0 delle altre figure, uomini e donne ancor giovani, dai volti bellissimi e dalle membra atletiche, con le loro vesti di foggia rinascimentale, sono quasi impossibili da descriversi a parole.<\/p>\n<p>In basso, un angelo musicante sta accordando il suo liuto con un gesto di cos\u00ec straordinaria naturalezza, da sembrare vivo e reale e non un&#8217;immagine dipinta.<\/p>\n<p>Alle loro spalle, sullo sfondo, s&#8217;innalza un paesaggio architettonico rappresentato con sapiente abilit\u00e0 prospettica, mentre il cielo azzurro fa capolino tra le colonne e, rannuvolato, si apre libero al di sopra dei marmi e della vegetazione che li incornicia.<\/p>\n<p>Proporzione, equilibrio, armonia, luminosit\u00e0, senso del colore e della plasticit\u00e0, freschezza, vivacit\u00e0, sapienza compositiva, poesia del raccoglimento, dell&#8217;eleganza e, al tempo stesso, della sobriet\u00e0: tutto questo balza allo sguardo dell&#8217;osservatore gi\u00e0 dal primo istante, strappandogli un moto istintivo di profonda, incondizionata ammirazione.<\/p>\n<p>Dopo aver trascorso qualche minuto nella contemplazione di un&#8217;opera del genere, l&#8217;anima si fa pi\u00f9 leggera e, quasi trasfigurata, vorrebbe evadere dalla dimensione del finito, inseguendo il nostalgico richiamo della sua patria lontana.<\/p>\n<p>Ed ecco, nel silenzio della chiesa deserta, le note dell&#8217;organo si spandono attraverso la penombra delle navate, struggenti e armoniose, con una saldezza architettonica che richiama la proporzione aurea, la matematica pura nella sua forma pi\u00f9 sublime, e trasmettendo un senso di perfetta armonia, di calore, di pace infinita.<\/p>\n<p>Assorto e rapito, riconosco tuttavia qualche brano celebre, interpretato con maestria dal misterioso organista della cui presenza non m&#8217;ero accorto; fra gli altri, lo stupendo \u00abVieni, o Salvatore dei gentili\u00bb di Johann Sebastian Bach.<\/p>\n<p>Per qualche minuto, o forse per una eternit\u00e0, i confini dello spazio e del tempo si dissolvono, cos\u00ec come si dissolve la distinzione fra l&#8217;esterno e l&#8217;interno, fra l&#8217;alto e il basso: la mente si acquieta, si distende, si svuota e un senso di immensa letizia, di appagante serenit\u00e0 sostituisce il fluire incessante e irrequieto dei pensieri ordinari.<\/p>\n<p>Adesso non vi sono un prima e un dopo, un passato e un futuro; esiste solo un presente calmo, quieto, consapevole, equanime e assolutamente non giudicante.<\/p>\n<p>Quando la musica, infine, si spegne, con un&#8217;ultima eco che indugia sotto le volte e fra le colonne, \u00e8 con il passo pi\u00f9 sciolto e con l&#8217;occhio pi\u00f9 limpido che esco dalla penombra della chiesa, di nuovo nella luce diffusa del limpido pomeriggio invernale.<\/p>\n<p>Senso di libert\u00e0, di leggerezza, di pace.<\/p>\n<p>Mi tornano alla mente i celebri e bellissimi versi di William Wordsworth:<\/p>\n<p>\u00abIo vagavo solitario come una nuvola<\/p>\n<p>Che galleggia in alto, oltre valli e colline,<\/p>\n<p>quando all&#8217;improvviso vidi una folla,<\/p>\n<p>moltitudine di dorate giunchiglie,<\/p>\n<p>presso il lago, sotto gli alberi,<\/p>\n<p>svolazzanti e danzanti nella brezza.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abI wandered lonely as a cloud<br \/>\nthat floats on light o&#8217;er vales and hills<br \/>\nwhen all at once I saw a crowd,<br \/>\na host, of golden daffodils;<br \/>\nbeside the lake, beneath the trees,<br \/>\nfluttering and dancing in the breeze.\u00bb<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 perch\u00e9, poi, mentre le palpebre si stringono al cospetto della vampa del sole basso nel cielo, ma bruciante, profumi, sapori e ricordi dell&#8217;infanzia incominciano a danzare nell&#8217;aria, insieme ai puntini luminosi che si accendono dei colori dell&#8217;iride?<\/p>\n<p>Chi lo sa quali arcani legami si creano, in particolari circostanze, magari fuggevoli ed elusive, fra i sensi esterni e quelli interni: fra l&#8217;aroma di un arbusto di rosmarino, per esempio, e un ricordo lontano, risalente agli anni dell&#8217;infanzia?<\/p>\n<p>Anzi, neppure un ricordo: il ricordo di un ricordo; nemmeno: il ricordo di una sensazione, di uno stato d&#8217;animo, di una atmosfera, non di un evento preciso; il ricordo di aver avuto, chiss\u00e0 quando, negli anni dell&#8217;infanzia, l&#8217;intuizione della carezza della vita, dolce, sottile, enigmatica e, soprattutto, sempre sfuggente e inafferrabile.<\/p>\n<p>La mente, perennemente ambiziosa e inquieta, vorrebbe capire, vorrebbe spiegare tutto; ma vi sono dei momenti nei quali \u00e8 giusto limitarsi ad accogliere i fenomeni della vita, ad accoglierli cos\u00ec come vengono: come un dono, con semplicit\u00e0 e riconoscenza.<\/p>\n<p>Il segreto, in fondo, \u00e8 tutto qui. Non \u00e8 un segreto che si rivela agli ambiziosi o ai presuntuosi; non si trova scritto in alcun libro, ma si rivela a quanti sanno farsi piccoli.<\/p>\n<p>La musica \u00e8 in grado di realizzare taluni di simili momenti; ma lo \u00e8 anche il puro abbandono al fluire dell&#8217;esistenza, quando l&#8217;anima \u00e8 sgombra e liberata dai perpetui fantasmi della brama e del timore, della passione egoistica, del diuturno inseguimento della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la felicit\u00e0 non si pu\u00f2 inseguire, non si lascia catturare da nessuno, mai; piuttosto, talvolta si concede in dono, come una donna orgogliosa e consapevole di s\u00e9, a quanti non la corteggiano con goffe smancerie, n\u00e9 la pretendono con ridicola imperiosit\u00e0, ma seguono la propria chiamata con tranquilla coscienza, fedeli alla voce dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Ora seguo le sponde del torrente, fiancheggiate dai tigli e da una lunga staccionata di tronchi, nella vampa di questo inaspettato Sole di febbraio.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del ponte s&#8217;intravvede la campagna, punteggiata di vigneti e casolari, della bassa pianura, che si perde laggi\u00f9 in lontananza, verso il mare.<\/p>\n<p>Quella vista riporta alla mente le immagini dell&#8217;estate, quando si percorre la strada per andare in vacanza; la strada accompagnata dai salici e dai pioppi, che si snoda con pigre curve in mezzo ai campi di granturco gi\u00e0 alto e ai filari di vite rigogliosa.<\/p>\n<p>Sembra cos\u00ec strano pensare all&#8217;estate, adesso, nel mezzo dell&#8217;inverno freddo e cristallino; eppure questo cielo luminoso ne suggerisce quasi l&#8217;illusione, come se essa dovesse apparire da un momento all&#8217;altro, magari dietro quella macchia di carpini laggi\u00f9: come un&#8217;amica che non si era mai realmente allontanata, anche se si teneva nascosta alla vista, cos\u00ec, forse per fare un semplice scherzo&#8230;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in l\u00e0, in direzione del fiume che, da qui, non si vede, s&#8217;innalza all&#8217;orizzonte, tremolando per la distanza, la torre quadrata del tempio dedicato ai caduti della prima guerra mondiale: la sua sagoma massiccia costituisce un elemento caratteristico del paesaggio, introducendovi una nota solenne e, al tempo stesso, pensosamente malinconica.<\/p>\n<p>Volgo lo sguardo dall&#8217;altra parte, in direzione del settentrione: le montagne sono vicine, ma non appaiono severe e incombenti, come quelle della mia terra natale, che pure non sono poi tanto lontane; hanno, al contrario, qualcosa di svelto e di gentile, nonch\u00e9 di elegante, quasi fossero uscite dal pennello del Giambellino o di Giorgione.<\/p>\n<p>La chiara vastit\u00e0 del cielo azzurro; la dolcezza quasi bucolica delle campagne intorno, con la colline incurvate, dal dorso ammantato di boschi; la pace e il silenzio dell&#8217;ora pomeridiana: tutto concorre a favorire uno stato d&#8217;animo lieto e disteso, serenamente contemplativo.<\/p>\n<p>Eppure non c&#8217;\u00e8 direzione in cui si volga lo sguardo, non c&#8217;\u00e8 cosa su cui possa posarsi, che non rievochino momenti lontani che pi\u00f9 non torneranno, ricordi non sempre lieti, volti, parole, gesti mai del tutto dimenticati, che rinnovano una sottile, ma intensa sofferenza, proprio quando la si poteva credere definitivamente assopita&#8230;<\/p>\n<p>No, nulla mai si perde, nei meandri della vita; nulla mai si dimentica: pensieri pronti a ferire alle spalle, come direbbe Kierkegaard, escono da remote lontananze, all&#8217;improvviso, e colpiscono con la stessa forza che se fossero emersi da un eterno presente.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 barare con la vita: nulla si dimentica. Si possono, tuttavia, integrare anche le ore buie nella crescita del proprio s\u00e9, trasformando il veleno che ci diede la morte, in una nuova linfa vitale, capace di sostenerci e di renderci pi\u00f9 forti, qui e ora.<\/p>\n<p>Noi viviamo nel presente: non \u00e8 il passato a poterci ferire; non pi\u00f9 di quanto lo potrebbe il fantasma che, dicono, si aggira in certe notti oscure fra le rovine del castello medievale, sul fianco della collina, per annunziare qualche grave sciagura non ancora manifesta.<\/p>\n<p>Sono le contraddizioni non risolte della nostra anima, che ci possono ferire; e, per farlo, talvolta si ammantano dei fantasmi del passato, ingannandoci sulla reale natura di quel che proviamo. Ma non sono quei fantasmi a provocarci il dolore; bens\u00ec le nostre insufficienze presenti, le nostre vilt\u00e0, le nostre infedelt\u00e0 verso noi stessi.<\/p>\n<p>Questo pensiero \u00e8 consolante: perch\u00e9 non potremmo mai avere la meglio sulle creature della nostra mente, se realmente venissero di lontano, da un punto fuori di noi. Invece sono in noi, qui, adesso: e noi le possiamo esorcizzare, se apriamo la nostra vita ad una volont\u00e0 di redenzione.<\/p>\n<p>Trovare la pace, dipende solo da noi stessi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiara \u00e8 la giornata e corte le ombre che questo Sole di febbraio disegna in terra e lungo i muri bianchi delle case, orlando i cornicioni<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30171,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[182],"class_list":["post-27977","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-musica","tag-johann-sebastian-bach"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-musica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27977","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27977"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27977\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30171"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}