{"id":27968,"date":"2012-10-13T08:04:00","date_gmt":"2012-10-13T08:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/13\/e-a-poe-scopritore-di-una-nuova-malattia-dello-spirito-la-modernita\/"},"modified":"2012-10-13T08:04:00","modified_gmt":"2012-10-13T08:04:00","slug":"e-a-poe-scopritore-di-una-nuova-malattia-dello-spirito-la-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/13\/e-a-poe-scopritore-di-una-nuova-malattia-dello-spirito-la-modernita\/","title":{"rendered":"E. A. Poe scopritore di una nuova malattia dello spirito: la modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il pubblico, specialmente il pubblico europeo, possiede una percezione parziale dell&#8217;opera di Edgar Allan Poe: la sua notoriet\u00e0 come scrittore di racconti del mistero e del terrore \u00e8 cos\u00ec grande, ampliata anche dal cinema che si \u00e8 impossessato di quei soggetti, da aver messo decisamente in ombra un altro aspetto della sua produzione: quella lirica.<\/p>\n<p>Leggere le poesie di Poe, immaginando di ignorare l&#8217;identit\u00e0 del loro autore, rappresenta una delicata e suggestiva escursione in una provincia artistica leggiadra e nostalgica, pervasa dal rimpianto della Bellezza ideale che il mondo materiale, e specialmente il mondo moderno, con le sue brutture e il suo affarismo, sembra avere irrimediabilmente compromesso; si resta un po&#8217; sorpresi nel confrontare questo poeta delicato e un po&#8217; platonizzante, che vibra al pi\u00f9 lieve tocco della Bellezza, sensibile come un rametto di mimosa, al cupo autore di racconti orrorifici come \u00abLa maschera della morte rossa\u00bb, \u00abIl cuore rivelatore\u00bb o \u00abLa caduta della Casa Usher\u00bb.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, c&#8217;\u00e8 un tratto caratteristico e inconfondibile nelle liriche di Poe, dal notissimo &#8211; e forse troppo celebrato &#8211; poemetto \u00abIl Corvo\u00bb (\u00abThe Raven\u00bb) alla raffinata, nitida poesia \u00abA Elena\u00bb (\u00abTo Helen\u00bb), lieve come un impalpabile sogno ad occhi aperti &#8211; o magari chiusi, chi pu\u00f2 dirlo?, l&#8217;atmosfera onirica si presta a tali giochi di specchi fra realt\u00e0 e fantasia -: vogliamo dire l&#8217;attenzione alla pulizia stilistica, la sapienza della struttura lessicale e compositiva, la ricercatezza formale, simile ad un prezioso lavoro d&#8217;intarsio e di compasso; tanto da suggerire l&#8217;idea che non di poesia sentimentale si tratti, romanticamente intesa, ma di una poesia intellettualistica, razionalmente pensata ed impostata, secondo i canoni rigorosi del &quot;secolo dei lumi&quot;.<\/p>\n<p>\u00c8 un&#8217;impressione che va ridimensionata, tenendo conto che nel Poe lirico esiste un sapiente gioco di contrappunti e di armonie fra la dimensione istintiva, passionale, sentimentale &#8211; o, come lui dice, immaginativa -, e quella logica, razionale, &quot;scientifica&quot;; e che il pregio maggiore delle sue poesie consiste proprio nel sapiente dosaggio e nel raro equilibrio che egli riesce ad ottenere fra le ragioni del cuore e quelle della mente; nella linea, del resto, di altri grandi pre-romantici, a cominciare dal nostro Ugo Foscolo, e specialmente il Foscolo dei sonetti.<\/p>\n<p>Abbiamo accennato alla &quot;scientificit\u00e0&quot; dei procedimenti poetici di Poe, pur subordinati ad una concezione generale del fatto estetico che \u00e8 d&#8217;impostazione idealistica, per la quale le cose sono le ombre o i riflessi di una realt\u00e0 ulteriore, sovrannaturale o, comunque, non umana, secondo la lezione del mito platonico della caverna, ma anche dello Shakespeare dei sonetti, dei &quot;romances&quot; come \u00abLa tempesta\u00bb e di alcune struggenti e delicate commedie, a cominciare da \u00abSogno di una notte di mezza estate\u00bb (\u00abA Midsummer Night&#8217;s Dream\u00bb), della quale ci siamo gi\u00e0 occupati a suo tempo (cfr. il nostro precedente saggio \u00abMalinconia e platonismo nel Sogno d una notte di mezza estate di Shakespeare\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 28\/05\/2007).<\/p>\n<p>Ebbene, il rapporto con la scienza \u00e8 un&#8217;altra preziosa chiave di lettura per accostarsi alla produzione lirica di Poe. Egli non \u00e8 nemico della scienza, anche se, sulla scia di altri grandi lirici anglosassoni, in particolare del &quot;visionario&quot; William Blake, le rimprovera aspramente di aver gettato un&#8217;ombra desolata sul mondo, strappando il velo della poesia e imbruttendo la realt\u00e0, ingrigendo gli orizzonti della vita; ma tale rimprovero non \u00e8 rivolto alla scienza in quanto tale, per la quale, anzi, egli nutre un vivo e sincero interesse e al cui metodo logico ritiene che anche il poeta debba attingere, per non parlare del prosatore (e si pensi ai suoi racconti di genere investigativo, come \u00abI delitti della Rue Morgue\u00bb, caratterizzati da un rigoroso impianto razionale e deduttivo); bens\u00ec alla scienza presuntuosa e arrogante, in definitiva allo scientismo, che pretende di assolutizzare il proprio sapere e di ridurre al rango di saperi di seconda scelta quelli propri alle altre forme di conoscenza del reale, a cominciare dall&#8217;arte medesima.<\/p>\n<p>Poe, dunque, non rifiuta la scienza in se stessa, cos\u00ec come, si potrebbe aggiungere, non rifiuta la modernit\u00e0 in quanto tale; ne rifiuta semmai la bruttezza, il cinismo, l&#8217;utilitarismo esasperato, il produttivismo cieco, il materialismo grossolano, la pretesa totalizzante a livello estetico, etico e filosofico; rifiuto deciso, intransigente, donchisciottesco, se si vuole, e quindi ingenuo e velleitario, ma non per questo meno sincero, non per questo meno sofferto e umanamente significativo, perch\u00e9 testimonia la crisi e il dramma di una civilt\u00e0 faustiana che si vede presa nella propria vertigine ed esita, brancolando, sull&#8217;orlo dell&#8217;abuso, a imboccare sino in fondo la strada di un &quot;progresso&quot; senz&#8217;anima, foriero di sempre nuove, sconvolgenti sottomissioni dell&#8217;anima alle ferree leggi del Logos calcolante e strumentale.<\/p>\n<p>E che altro \u00e8, del resto, la &quot;caduta&quot; della Casa Usher, se non la nemesi di un progresso disumano e accecato dall&#8217;umano orgoglio, che non riconosce limiti n\u00e9 misura alla propria &quot;hybris&quot; e che pretende di farsi legge e norma infallibile e inderogabile di ogni agire umano, di ogni pensare, di ogni sentire, come se nulla vi fosse oltre a ci\u00f2 che la mente razionale pu\u00f2 accumulare, manipolando gli enti senza sosta, sovvertendo le leggi naturali, capovolgendo il giusto rapporto fra la vita e il suo insopprimibile bisogno di bellezza?<\/p>\n<p>Tutto questo appare evidente nella &quot;protesta&quot; di Poe, ch\u00e9 di una autentica protesta si tratta, ora esplicita, come nei racconti, ora implicita, come nelle poesie; ma sempre si tratta di una pretesta ferma e intransigente, non tanto in nome della nostalgia del passato pre-moderno (tentazione che, peraltro, fa sovente capolino, specie nelle liriche, in particolare sotto le forme di un richiamo alla grazia impareggiabile del mondo classico), quanto piuttosto in nome di una umanit\u00e0 che, pur confusa e smarrita, non \u00e8 disposta ad abdicare a se stessa, al proprio sentimento di ci\u00f2 che \u00e8 umano, ai diritti sacrosanti della &quot;imagination&quot;, della fantasia creatrice di bellezza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec sintetizza la questione Tommaso Pisanti nel suo saggio introduttivo all&#8217;opera poetica del grande scrittore americano, \u00abE. A. Poe poeta\u00bb (E. A. Poe, \u00abTutte le poesie\u00bb, a cura di T. Pisanti, Roma, Newton Compton Editori, 1982, 1990, pp. 15-21):<\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0 da fanciullo &quot;mentre era azzurro tutto l&#8217;altro cielo&quot;, Poe vide una nuvola prender forma di demone (&quot;of a demon in my view&quot; (&quot;Alone&quot;). E lungo una tale direzione si svilupper\u00e0, pi\u00f9 tardi, la &quot;selvaggia visionariet\u00e0 di &quot;The Haunted Palace&quot; (Il Palazzo stregato) e &#8211; meno compatta &#8211; quella di &quot;Dream-Land&quot; (Terra di sogno), col terribile, soffocante senso di una duplicit\u00e0 e anzi ambigua e stregata &quot;doppiezza&quot; angelico-demonica. Perch\u00e9 se il &quot;demonico&quot; s&#8217;accumula in Poe inizialmente come per un&#8217;intensificazione della disperazione stessa, interviene e subentra poi anche una specie di contorto sadismo &quot;dello spirito&quot; e dell&#8217;immaginazione, che conosce le sue orge non meno di quello fisico-corporeo. Poe vede insomma la vita come divorata e spazzata via dal gigantesco &quot;Verme trionfante&quot; di &quot;The Conqueror Worm&quot;: e ne piangono gli angeli stessi, &quot;pallid and wan&quot;, &quot;pallidi ed esangui&quot;.Nell_25E2_2580_2599intollerabile tensione, Poe si volger/u00e0 anche alla Vergine, invocher/u00e0 M06921D7E87 &quot;Catholic Hymn&quot; (corretto poi in &quot;Hymn&quot;), con suggestione forse dantesca o byroniana (&quot;Don Juan&quot;, III st. 101 ss). Naturalmente, \u00e8 sempre da tener presente quanto d&#8217;impulsivo, d&#8217;immediato, quanto dell&#8217;istinto e della multilateralit\u00e0 dell&#8217;attore-istrione e, al limite, di mistificatorio \u00e8 in Poe. Il poeta vive, &quot;trasognato, giorni estatici&quot; (&quot;And all my days are trances&quot;), dir\u00e0 in &quot;A una in Paradiso&quot;. Certo, Poe fu &quot;evasivo&quot;, &quot;disimpegnato&quot;: ma nel senso della &quot;immaginazione angelica&quot;, disincarnata, indicata da Allan Tate. Il suo esplorare la surrealt\u00e0 non si risolve poi infine, tuttavia, in una pi\u00f9 sottile conoscenza d&#8217;una pi\u00f9 globale, estesa realt\u00e0? [&#8230;]<\/p>\n<p>Le poesie riservano tutto un pi\u00f9 largo spazio, rispetto ai racconti, a quella componente dell&#8217;ardore per la Belt\u00e0, a un mito d&#8217;armonie remote e perdute [&#8230;]: ardore e mitopoiesi classico-platonica soffusi d&#8217;ombre orfico-pitagoriche, e con qualche finale riverbero, magari, pur sempre goticheggiante.Una componente, questa, fondamentale, che stacca comunque Poe dalla dimensione, diciamo, soltanto &quot;gotica&quot; e romantico-hoffmaniana per accostarlo anche al nitore d&#8217;una linea e d&#8217;una mitizzazione classico-neoclassica, alla linea di H\u00f6lderlin, di Keats, di Foscolo: come nella splendida, esemplare &quot;To Helen&quot; [&#8230;], pubblicata gi\u00e0 nel 1831 e poi continuamente ricesellata. [&#8230;]<\/p>\n<p>E a difesa dei vecchi miti e, leopardianamente, degli &quot;ameni inganni&quot;, anche Poe lamenta, nel sonetto &quot;Alla scienza&quot;, che il &quot;progresso&quot; abbia tutto ingrigito e livello, che la Scienza con le sue ali &quot;grevi&quot; (&quot;dull&quot;) abbia &quot;sbalzato Diana dal suo carro&quot; e &quot;scacciato l&#8217;Amadriade dal bosco&quot; e &quot;strappato la Naiade al flutto \/ l&#8217;Elfo al verde prato e me stesso infine \/ al sogno estivo all&#8217;ombra del tamarindo&quot;. Ma \u00e8 solo un&#8217;accentuazione particolare : giacch\u00e9 Poe \u00e8 in realt\u00e0 vivamente sensibile allo sviluppo scientifico, nella misura in cui esso \u00e8, innanzi tutto, collegato con una &quot;mind&quot; lucido-geometrica e anche per quanto pu\u00f2 offrire, di nuove aperture e di nuovi strumenti, all&#8217;esplorazione e all&#8217;osservazione sottilmente operate dall&#8217;occhio e dalla mente umani (e nella mente umana). Insieme al rimpianto quindi Poe ingloba in s\u00e9 un attento, tenace interesse nei riguardi della lucidit\u00e0 dei metodi e dei procedimenti, una ferma attenzione alla rigorosit\u00e0 del linguaggio matematico-scientifico, al linguaggio del pensiero e delle definizioni, che possono offrirgli materiali e stimoli proprio per il lato di rigorosit\u00e0 e di definizione laicizzante che egli intende dare alla sua macchina stilistica. [&#8230;] Si tratta, naturalmente, di un uso &quot;strumentale&quot; della scienza, proprio al fine di ristabilire quella riunificazione tra il sensibile e il soprasensibile che \u00e8 il supremo proposito di Poe e il supremo proposito della poesia, secondo Poe: nel quale resta nettissima, s&#8217;intende, l&#8217;avversione alla scienza come pretesa sistematica di spiegazione e interpretazione puramente ed esclusivamente logico-razionale. [&#8230;]<\/p>\n<p>Anche se, alla base, \u00e8 la &quot;prescienza estatica&quot; che d\u00e0 il primo scatto, \u00e8 all&#8217;intelletto e alla &quot;tecnica&quot; che tocca poi partecipare per il fattuale concretarsi della poesia. &quot;Non vi \u00e8 peggior errore che il presupporre che la vera originalit\u00e0 sia semplicemente questione d&#8217;impulso e d&#8217;ispirazione. Originalit\u00e0 \u00e8 combinare in modo attento, paziente e comprensivo&quot;. Poe \u00e8 insomma tutt&#8217;altro che immerso nella totalit\u00e0 romantica, resta anzi legato ad eredit\u00e0 settecentesche, &quot;\u00e8 un razionalista del Settecento con inclinazioni occultistiche&quot;, ha perfino scritto il Wellek. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il senso della &quot;combinazione&quot; non deve tuttavia indurre ad eccessive, facili accuse di &quot;cerebralismo&quot; e &quot;meccanicit\u00e0&quot;. Lawrence scrisse perfino che Poe &quot;\u00e8 quasi pi\u00f9 scienziato che artista&quot;. Ma i meccanismo che Poe mette in movimento puntano a un &quot;effetto&quot;, cio\u00e8 a risultati: d&#8217;eccitazione e d&#8217;intensa emotivit\u00e0.<\/p>\n<p>Poe fu insomma scopritore- pu\u00f2 dirsi ancora, e concludendo, con Emilio Cecchi &#8211; &quot;di una provincia che non \u00e8 quella del&#8217;orrido, dell&#8217;ossessivo, ma \u00e8 semplicemente la nuova provincia dell&#8217;arte d&#8217;oggi. Solo una delle nuove province, a voler precisare. E fra tentativi e approssimazioni, se si vuole. Ma \u00e8 innanzi tutto in se stessa, nella sua intrinseca composizione che la poesia di Poe va riletta e ripensata: una lampeggiante associazione di &quot;gotico&quot;, di tradizione classicista e di inquietanti fosforescenze anticipatrici, s\u00ec, ma gi\u00e0 &quot;poesia&quot; per se stesse.\u00bb<\/p>\n<p>In questo senso, e sia pure forzando, ossia andando oltre, la stessa interpretazione del Cecchi, ci sembra di poter concludere che Poe, e specialmente il Poe lirico, tanto meno conosciuto, ma non meno interessante del Poe narratore, si possa considerare come lo scopritore non solo di una nuova provincia dell&#8217;arte, ma di una nuova malattia dello spirito: la modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Negli stessi anni di Kierkegaard, anch&#8217;egli leva la sua voce per protestare contro il cancro della societ\u00e0 massificata, petulante, presuntuosa, che, forte dei propri successi tecnici ed economici, pretende di imporre il suo dominio tirannico sui regni dello spirito e sui diritti inalienabili dell&#8217;io individuale. Poe, dunque, fratello in spirito di Kierkegaard: chi l&#8217;avrebbe detto? Eppure \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Certo, la protesta di Poe \u00e8 quella di un poeta: non possiede n\u00e9 la forza, n\u00e9 il rigore del grande filosofo danese. Davanti alla bruttezza che minaccia la vita fin nelle sue intime radici, Poe non sa cercare rifugio se non nelle braccia della donna idealizzata; ed ecco le numerose donne angelicate: Elena, Elizabeth e le altre. Fragile rifugio, quale potrebbe cercare un bambino spaventato da un brutto sogno: \u00abIo vivevo tutto solo \/ in un mondo di dolore, \/ e la mia anima ristagnava immobile, \/ finch\u00e9 la bella e gentile Eulalia non divent\u00f2 mia timida sposa\u00bb (\u00abEulalia\u00bb). Ma la vita, \u00e8 altra cosa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pubblico, specialmente il pubblico europeo, possiede una percezione parziale dell&#8217;opera di Edgar Allan Poe: la sua notoriet\u00e0 come scrittore di racconti del mistero e del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[122,224],"class_list":["post-27968","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-edgar-allan-poe","tag-poesia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27968"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27968\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}