{"id":27966,"date":"2019-06-07T07:10:00","date_gmt":"2019-06-07T07:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/07\/poche-decine-di-eletti-e-sette-miliardi-di-goyim\/"},"modified":"2019-06-07T07:10:00","modified_gmt":"2019-06-07T07:10:00","slug":"poche-decine-di-eletti-e-sette-miliardi-di-goyim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/07\/poche-decine-di-eletti-e-sette-miliardi-di-goyim\/","title":{"rendered":"Poche decine di eletti e sette miliardi di goyim"},"content":{"rendered":"<p>La tristissima vicenda della diciassettenne olandese Noa Polthoven, che ha scelto di morire con l&#8217;aiuto dello Stato perch\u00e9, affetta da una sindrome depressiva, non aveva pi\u00f9 voglia di vivere, non \u00e8 che l&#8217;ultimo anello di una catena che parte da lontano e che probabilmente seguiter\u00e0 in forme sempre pi\u00f9 esplicite, e la cui filosofia si pu\u00f2 riassumere in pochissime parole: invogliare la gente, e offrirle tutti i mezzi possibili, a non vivere pi\u00f9. A togliersi di mezzo. A uccidersi o farsi uccidere, ma in maniera &quot;dolce&quot; e, nello stesso tempo, perfettamente legale. A sollevare tutti, parenti e amici, non solo da ogni senso di colpa, ma anche da ogni responsabilit\u00e0 legale. La scelta di morire deve diventare una scelta contemplata dalla giurisprudenza e autorizzata, se non anche favorita, dalle politiche degli Stati e dalla cultura del <em>politically correct<\/em>.<\/p>\n<p>Siamo in tanti, siano in troppi. Fra qualche anno saremo cos\u00ec tanti che il pianeta faticher\u00e0 ad ospitarci tutti, figuriamoci se sar\u00e0 ancora in grado di sfamarci, di offrirci un lavoro e una ragionevole prospettiva di vivere decentemente. Inoltre, siamo brutti e cattivi. Siamo esseri sordidi, spregevoli, poco raccomandabili. La nostra stessa esistenza mette in pericolo le altre specie: minaccia l&#8217;ambiente, condanna all&#8217;estinzione migliaia di altre specie viventi. Non sappiamo limitarci, la nostra impronta ecologica \u00e8 pesantissima: l&#8217;erba, dice Ungaretti in una sua poesia, \u00e8 lieta dove non passa l&#8217;uomo. L&#8217;inquinamento \u00e8 il frutto del nostro esistere inutile e dannoso; con le emissioni di anidride carbonica, la specie umana dimostra di esser di peso alla natura, di essere un fattore destabilizzante e totalmente negativo. Lo dice anche Greta Thunberg, e Greta non \u00e8 mica l&#8217;ultima dei gretini: \u00e8 una persona paragonabile a Ges\u00f9 Cristo. Chi ha fatto un simile paragone? Un pezzo grosso della Chiesa cattolica: l&#8217;arcivescovo di Berlino. Dunque, se Greta afferma che le emissioni di anidride carbonica sono una ipoteca sulle generazioni future, ci\u00f2 dimostra che l&#8217;uomo non \u00e8 degno di alcuna stima, perch\u00e9 una specie che tradisce un egoismo cos\u00ec mostruoso, da mettere in forse l&#8217;esistenza dei propri discendenti, \u00e8 chiaramente una specie aberrante, degenerata e indegna di sopravvivere. L&#8217;uomo fa schifo, \u00e8 un criminale, capace di commettere le peggiori atrocit\u00e0, le violenze pi\u00f9 sadiche. Con l&#8217;orrore di Auschwitz, poi, ha mostrato di non meritare neanche pi\u00f9 l&#8217;appellativo di uomo; ha mostrato di essere solo una bestia. Auschwitz ha fatto impallidire tutte le categorie morali, ha messo in dubbio l&#8217;esistenza di Dio. \u00c8 impossibile continuare a pensare Dio, il mondo, gli uomini, come li si pensava prima: Auschwitz \u00e8 uno spartiacque, \u00e8 un discrimine decisivo. Dopo Auschwitz, gli uomini che si sono macchiati di un tale crimine hanno perso il diritto di continuare a esistere. Se si tolgono di mezzo, \u00e8 meglio per l&#8217;intero universo. Chi li rimpianger\u00e0, chi si rattrister\u00e0 della loro scomparsa? Nessuno. Al contrario, probabilmente ci sar\u00e0 una grande festa universale, le altre specie tireranno un gigantesco sospiro di sollievo (vedi il <em>Dialogo di un folletto e uno gnomo<\/em> nelle <em>Operette morali<\/em> di Leopardi).<\/p>\n<p>Per\u00f2, un moneto. Gli uomini fanno schifo, per\u00f2 non tutti. C&#8217;\u00e8 una piccola schiera di eletti che non merita di essere confusa con la massa dei dannati. Ci sono uomini e uomini; la massa \u00e8 formata da <em>goyim<\/em>, da barbari, da impuri, da lebbrosi; ma l&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> \u00e8 formata da uomini scelti, di nobile stirpe, amati da Dio e meritevoli di ogni lode. Non ha importanza se la massa dei <em>goyim<\/em> verr\u00e0 falcidiata da qualche catastrofe, da una terza guerra mondiale, da una malattia devastante e sconosciuta; anzi, meglio cos\u00ec: sette miliardi di <em>goyim<\/em> sono troppi, ne bastano molti meno per mandare avanti l&#8217;economia mondiale e per servire la razza dei padroni, il popolo eletto. Tuttavia \u00e8 necessario che la razza dei <em>goyim<\/em> sopravviva, sia pure dopo una drastica riduzione demografica, perch\u00e9 qualcuno deve pur svolgere i lavori servili, deve pur spaccarsi la schiena per trarre dalla terra il necessario perch\u00e9 la civilt\u00e0 sopravviva. Ma a stabilire cosa sia la civilt\u00e0, che forma darle, in che direzione spingerla, questo non lo decide la massa dei servi, ma la piccola schiera dei padroni. Padroni della finanza, padroni dell&#8217;economia, padroni dell&#8217;informazione, padroni del linguaggio, essi scriveranno le nuove tavole della Legge &#8212; di fatto, le stanno gi\u00e0 scrivendo; agli altri si domander\u00e0 una cosa sola, lavorare e obbedire. L&#8217;aratore non chiede ai suoi buoi quale sia il loro parere, li aggioga all&#8217;aratro e li spinge lungo i solchi: tale \u00e8 la ragione di esistere dei buoi, lavorare e obbedire. Gli eletti sono simili all&#8217;aratore e la stragrande maggioranza dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 simile ai buoi; non le si chiede altro che lavorare e obbedire. In silenzio, senza far domande. La democrazia va bene finch\u00e9 si chiacchiera, si stendono leggi, si proclamano nobili principi: ma all&#8217;atto pratico, vale meno di zero. Del resto, onestamente, lo vedrebbe anche un bambino che essa si basa su un inganno: quello delle pari capacit\u00e0, della pari intelligenza, della pari buona volont\u00e0 di tutti e di ciascuno. Ma la realt\u00e0 \u00e8 diversa. La realt\u00e0 ci dice che qualcuno ha la vocazione del dominatore e qualcun altro quella del dominato, cio\u00e8 del servo. Servi e padroni esistono ancora, come esistevano nell&#8217;antico Egitto, o in Mesopotamia, o nella Grecia di Omero, o nella Roma dei Cesari. Ad affermare che servi e padroni debbano esser considerati uomini allo stesso modo, figli dello stesso Dio e dunque fratelli fra di loro, al di l\u00e0 delle differenze economiche e sociali, ma anche al di l\u00e0 delle differenze nel grado d&#8217;intelligenza e di capacit\u00e0, \u00e8 poi venuto il cristianesimo, che lo ha insegnato e testimoniato per duemila anni. Ecco perch\u00e9 il cristianesimo deve scomparire, ecco perch\u00e9 la Chiesa deve cessare di esistere; e il delitto deve essere perfetto, cio\u00e8 deve trattarsi di un suicidio. Deve essere la Chiesa stessa, per bocca dei suoi massimi esponenti, a dichiarare pubblicamente di non aver pi\u00f9 alcun ruolo da svolgere, di non aver pi\u00f9 alcuna missione storica da portare avanti. La Chiesa deve proclamare solennemente di avere esaurito il proprio ruolo, e deve cedere il passo a una nuova concezione della &quot;fratellanza&quot; umana, quella massonica, ossia quella escogitata dalla minoranza degli eletti per esercitare un dominio mascherato, ma totale, sulla massa degli impuri, dei barbari, degli infedeli. E questa minoranza non desidera affatto che costoro si convertano; se si convertissero, di nuovo saremmo in una situazione di fratellanza universale, ma nel senso vero e non nel senso massonico della parola: in altri termini, non ci sarebbero pi\u00f9 gli eletti e non eletti. E allora, chi svolgerebbe le funzioni servili? Chi lavorerebbe e adorerebbe la piccola minoranza degli eletti? Ecco perch\u00e9 questa non fa, e non ha mai fatto, opera di proselitismo: \u00e8 bene che i barbari restino barbari, che gli impuri restino impuri. \u00c8 bene per lei, beninteso.<\/p>\n<p>Ma, si dir\u00e0, \u00e8 impossibile che poche decine di persone riescano a esercitare una simile tirannia su sette miliardi e oltre di esseri umani. Una situazione simile \u00e8 irrealistica, \u00e8 impensabile: e ci\u00f2 dimostra che stiamo farneticando, che stiamo lanciando un allarme gratuito, oltretutto gravido di implicazioni negative, perch\u00e9 fa leva su oscure paure e su ancestrali timori, che possono creare diffidenza e animosit\u00e0 sociali. Se in quel che abbiamo detto vi fosse un minimo di verit\u00e0, o anche solo di attendibilit\u00e0, senza dubbio gli uomini insorgerebbero, si ribellerebbero e spezzerebbero le catene con le quali una piccolissima minoranza li sta tenendo in schiavit\u00f9 e pretende di sfruttarli a proprio agio, senza controllo alcuno. Gi\u00e0. Parrebbe logico che debba essere cos\u00ec, non \u00e8 vero? Ma c&#8217;\u00e8 un &quot;ma&quot;: il capolavoro della razza eletta \u00e8 proprio quello di far s\u00ec che i sette miliardi di <em>goyim<\/em> chiedano, pretendano, di essere schiavi; di poter avere ai polsi delle catene sempre pi\u00f9 strette; che considerino la loro sottomissione come la cosa pi\u00f9 bella e pi\u00f9 desiderabile che si possa immaginare. Cos\u00ec come deve essere la Chiesa stesa, per bocca del papa, dei cardiali e dei vescovi, a dichiarare che il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 superato, e che deve essere rimpiazzato da un nuovo verbo, da una nuova legge e da una nuova &quot;fratellanza&quot;, cos\u00ec \u00e8 necessario che siano gli schiavi stessi a proclamare che la schiavit\u00f9 \u00e8 la loro massima aspirazione esistenziale, e a pretendere con tutte le loro forze di essere schiavi, sempre pi\u00f9 schiavi. Potremmo fare innumerevoli esempi per illustrare questo concetto, dalla medicina allo sport, dalla filosofia alla scienza, dal cinema alla scuola; ma ci limiteremo a uno solo, che li compendia tutti: il telefonino. Il telefonino \u00e8 la catena che tiene avvinto ciascuno dei <em>goyim<\/em> alla propria condizione servile, ed \u00e8 l&#8217;oggetto che ciascuno di essi vuole, esige, pretende, sin dagli anni dell&#8217;infanzia. I bambini di quattro o cinque anni vogliono il telefonino; quelli di cinque o sei, se lo portano anche a letto, lo tengono sotto il cuscino; dai sette anni in su, tutti i <em>goyim<\/em> se ne vanno in giro col telefonino acceso e con tutta la loro attenzione concentrata su di esso, in qualunque luogo e situazione, mentre guidano l&#8217;automobile o mentre sono seduti a tavola, quando vanno a spasso con gli amici o quando fanno una passeggiata solitaria in montagna. Il telefonino \u00e8 la loro ragione di vita, non se ne separano mai, e lo vogliono sempre pi\u00f9 aggiornato, sempre pi\u00f9 sofisticato e sempre pi\u00f9 costoso; inoltre, vogliono fare con esso sempre pi\u00f9 cose, pi\u00f9 funzioni, pi\u00f9 lavori: perch\u00e9 ci\u00f2 li fa sentire onnipotenti.<\/p>\n<p>E non si rendono conto che quello stesso telefonino che hanno sempre in mano, o in tasca, e sempre acceso, perch\u00e9 non si sa mai che arrivi un messaggio e loro non lo vedano immediatamente, \u00e8 anche lo strumento del loro controllo quotidiano, capillare, inesorabile. Grazie ad esso, c&#8217;\u00e8 qualcuno che sa sempre dove sono, cosa fanno, cosa dicono, cosa mangiano, quanto bevono, quali farmaci assumono, quali vaccinazioni hanno fatto o non hanno fatto. C&#8217;\u00e8 qualcuno che conosce i loro segreti, i loro dati sensibili, il numero del loro conto in banca, la targa, l&#8217;indirizzo, la loro posta elettronica, la sfera professionale. Mentre i ridicoli parlamenti democratici legiferano in materia di <em>privacy<\/em>, ed emanano norme sempre pi\u00f9 restrittive a salvaguardia della vita privata delle persone, le persone, da se stesse, volontariamente e volonterosamente, si privano della propria intimit\u00e0, consegnano tutti i loro segreti al telefonino, e da questo li rendono disponili all&#8217;Occhio che Tutto Vede, l&#8217;Occhio del Grande Fratello, che pu\u00f2 tenersi infornato, minuto per minuto, di tutto ci\u00f2 che le riguarda, perfino nelle situazioni pi\u00f9 intime e delicate. Inutile dire che i segreti pi\u00f9 inconfessabili, le infedelt\u00e0 professionali e coniugali, i tradimenti grandi e piccoli, i cedimenti alla corruzione e qualsiasi altro risvolto nascosto e vergognoso, possono essere estratti dal telefonino a volont\u00e0, solo che il potere lo voglia. Del resto, non c&#8217;\u00e8 neanche bisogno che il potere si dia tanta fatica: sono gli stessi <em>goyim<\/em> a mettere in rete le loro prodezze, anche quando violano la legge, anche quando commettono atti disdicevoli, anche quando si spogliano, o si masturbano, o fanno l&#8217;amore con maschi e femmine indifferentemente, o quando molestano un&#8217;altra persona, o quando offendono un insegnante o un collega di lavoro o un vicino o chiunque altro. Una forza narcisistica e irresistibile spinge gli idioti del terzo millennio a vantarsi delle loro spacconate, a far conoscere le loro squallide ribalderie, a sfoggiare come collane di perle tutte le miserevoli e stupide imprese di cui \u00e8 fatta la loro esistenza di formichine frustrate e rancorose, narcisiste e velleitarie. Non basta che gli studenti copino, col telefonino, la versione di greco o di latino; non basta loro aver fatto fesso il professore: no, devono anche vantarsene sui social. Non basta ai quattro bulli di una certa scuola maltrattare e deridere un compagno pi\u00f9 debole, magari disabile; no: devono anche farlo sapere a tutto il mondo. E la ragazzina invidiosa della compagna non si accontenta di spettegolare e calunniare la sua rivale: deve anche mettere in rete le foto che la ritraggono nuda, mentre si abbandona a comportamenti lascivi, magari per gioco, chiss\u00e0; intanto per\u00f2 la sua reputazione \u00e8 distrutta e forse la poverina, svergognata davanti a tutti, finir\u00e0 per suicidarsi, ma che importa? Nei <em>goyim<\/em> degradati all&#8217;ultimo stadio dell&#8217;ossessione consumistica, ogni sentimento di empatia verso il prossimo \u00e8 scomparso, cos\u00ec come \u00e8 scomparso ogni sia pur minimo senso di responsabilit\u00e0. Si fa quel che si ha voglia di fare in quel momento, e chi se ne frega delle conseguenze. Qualcuno potrebbe farsi male, qualcuno potrebbe soffrire: tanto peggio; fa parte del gioco della vita.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la vita, per sette miliardi di <em>goyim<\/em> gretini e ambientalisti, pacifisti, ecologisti, multicultralisti, ecumenisti, dialoganti, possibilmente vegani, \u00e8 solamente un gioco. Non che se ne rendano conto: giocano al gioco della vita, e credono che la vita sia quello. Non sanno, n\u00e9 hanno mai pensato, che la vita \u00e8 una cosa seria, e che ci sia data per delle ragioni molto, ma molto serie. Pensano che sia un hobby, un passatempo. Certo che ogni bel gioco stufa; e infatti gran parte dei goyim ne \u00e8 ormai stufa e arcistufa. Ne ha la nausea, ne ha il vomito. Vivere \u00e8 soltanto un vizio assurdo, come diceva Cesare Pavese; meglio perderlo. In fondo, \u00e8 tutto cos\u00ec grigio, cos\u00ec monotono, cos\u00ec banale. A che scopo alzarsi dal letto la mattina? Studiare, lavorare, metter su famiglia, andare in pensione&#8230; a che scopo? Gli uomini sono brutti e cattivi, sono inutili e sciocchi; meglio sbarazzare la terra della loro ingombrante presenza. Vogliamo avere un po&#8217; di senso civico, un po&#8217; di rispetto per le generazioni future? Togliamoci di mezzo. Tanto, non si perde gran che. La vita \u00e8 male, lo dice anche Montale; la vita \u00e8 essere-per-la-morte, parola di Heidegger. E Montale \u00e8 il pi\u00f9 grande poeta italiano del XX secolo, mentre Heidegger \u00e8 il pi\u00f9 grande pensatore tedesco, forse europeo, del XX secolo: non \u00e8 vero? Dunque, se quella \u00e8 la loro opinione, chi siamo noi per averne un&#8217;altra? Siamo nulla: numeri nella massa, <em>goyim<\/em> fra altri <em>goyim<\/em>, insignificanti, irrilevanti, parassiti. Non ci rimpianger\u00e0 nessuno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tristissima vicenda della diciassettenne olandese Noa Polthoven, che ha scelto di morire con l&#8217;aiuto dello Stato perch\u00e9, affetta da una sindrome depressiva, non aveva pi\u00f9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[117],"class_list":["post-27966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-teologia-e-religione","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-teologia-e-religione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27966"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27966\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30190"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}