{"id":27964,"date":"2010-04-21T03:19:00","date_gmt":"2010-04-21T03:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/04\/21\/analogie-e-differenze-fra-plotino-e-jung-nel-pensiero-di-james-hillman\/"},"modified":"2010-04-21T03:19:00","modified_gmt":"2010-04-21T03:19:00","slug":"analogie-e-differenze-fra-plotino-e-jung-nel-pensiero-di-james-hillman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/04\/21\/analogie-e-differenze-fra-plotino-e-jung-nel-pensiero-di-james-hillman\/","title":{"rendered":"Analogie e differenze fra Plotino e Jung nel pensiero di James Hillman"},"content":{"rendered":"<p>Jung, apparentemente, non aveva molte ragioni per amare Plotino; non si sa se lo avesse letto (due volumi di Plotino giacevano intonsi nella sua libreria), ma \u00e8 cerro che Jung, l&#8217;empirista e il nemico della metafisica, non era sulla stessa lunghezza d&#8217;onda di pensiero di Plotino, il grande odiatore della materia, di cui ci \u00e8 stato tramandato che si comportava come uno che si vergogna di possedere un corpo.<\/p>\n<p>E tuttavia&#8230;<\/p>\n<p>A prendersi la briga di mostrare quante somiglianze vi siano tra la concezione degli archetipi di Jung, e, pi\u00f9 in generale, tra la sua psicologia intesa come continua ricerca e rifiuto del sistema (a differenza di quella di Freud, classico esempio di sistema di pensiero chiuso e autoreferenziale) e la filosofia di Plotino, incentrata sulla metafora dell&#8217;anima protesa alla ricerca delle verit\u00e0 eterne e universali, \u00e8 stato, in un saggio del 1973, James Hillman, lo psicanalista e filosofo statunitense che ha avuto il coraggio di reintrodurre nella cultura occidentale la nozione di &quot;anima&quot;, da cui era stata cacciata ormai da alcuni secoli a causa dei fortissimi pregiudizi antireligiosi e antispiritualistici di matrice illuminista e positivista.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Hillman nel suo pregevole saggio \u00abPlotino, Ficino e Vico, precursori della psicologia junghiana\u00bb, traduzione di Priscilla Artom, in \u00abRivista di psicologia analitica\u00bb, Roma, n. 2, ottobre 1973, pp. 326-331):<\/p>\n<p>\u00abLasciate ora che vi esponga &#8211; a mo&#8217; di scheletri &#8211; una mezza dozzina di strutture fondamentali del pensiero di Plotino che corrono parallele agli elementi di base della psicologia della psicologia degli archetipi. Per presentarvi questi elementi strutturali con brevit\u00e0, sar\u00f2 obbligato ad essere astratto e chiedo scusa in anticipo per la secchezza di questa lezione d&#8217;anatomia.<\/p>\n<p>1) l&#8217;uomo pu\u00f2 agire inconsciamente. Pu\u00f2 esservi coscienza ad un livello dell&#8217;anima e, simultaneamente, non-coscienza ad un altro livello. La psiche ha dei ricordi di cui non \u00e8 cosciente (&quot;Enneadi&quot;, IV, 4, 4). Esistono azioni, abitudini e ricordi inconsci. Plotino \u00e8 stato chiamato &quot;lo scopritore dell&#8217;inconscio&quot;., e la sua psiche universale &quot;unica&quot; \u00e8 stata paraginata all&#8217;inconscio collettivo di Jung;<\/p>\n<p>2) la coscienza \u00e8 mobile e molteplice. La coscienza non pu\u00f2 essere attribuita ad un solo centro o attivit\u00e0 soggettiva, ad esempio un Io singolo. La psiche va descritta in termini di molteplicit\u00e0 &quot;perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 molti&quot; (I, 1, 9). Jung ci presenta un&#8217;analoga molteplicit\u00e0 d coscienza nella sua idea della dissociabilit\u00e0 della psiche in molti complessi ciascuno con la sua &quot;luce naturale&quot;, la sua &quot;scintilla&quot;. Per Plotino, la coscienza non pu\u00f2 identificarsi con l&#8217;una o l&#8217;altra di queste parti. Il &quot;noi&quot; (ci\u00f2 che chiameremmo l&#8217;Io), trae la sua identit\u00e0, il suo essere dal livello di attivit\u00e0 che attua e svolge. Il &quot;noi&quot; si muove attraverso l&#8217;anima come l&#8217;Io onirico nella casa sognata da Jung [il &quot;sogno dei due teschi2 narrato da Jung in &quot;Ricordi, sogni e riflessioni&quot;, Milano, 1965, p. 161); la coscienza esiste ora ad un livello ora ad un altro.<\/p>\n<p>Sia per Plotino che per Jung l&#8217;anima non \u00e8 l&#8217;Io; la vera coscienza sta nella consapevolezza che l&#8217;anima ha di s\u00e9 quale riflesso della psiche collettiva universale e certamente non nella consapevolezza che ha di s\u00e9 quale soggettivit\u00e0 singola e separata. Ci\u00f2 che oggi chiamiamo coscienza dell&#8217;Io &#8211; il livello della quotidianit\u00e0 e dell&#8217;abitudine, la sfera della physis o della percezione naturale sensibile, in cui il mondo viene assunto alla lettera, in base al suo valore nominale &#8211; \u00e8 per Plotino il pi\u00f9 basso dei possibili livelli di attivit\u00e0 ed una forma di non-coscienza. Egli ci dimostra che la psicologia dei nostri giorni, nella maggioranza dei casi, capovolge il vero ordine della psiche. La psicologia dello sviluppo dell&#8217;Io, del rafforzamento dell&#8217;Io, fallisce il suo stesso scopo, restringendo il campo della coscienza anzich\u00e9 ampliarlo. Per Plotino, infatti, non esiste &quot;alcun fulcro fisso di autocoscienza, concepito come centro del nostro mondo e delle nostre attivit\u00e0&quot; (W. R. Inge, The Philosophy of Plotinus&quot;, 1929). Noi diventiamo esattamente l&#8217;attivit\u00e0 che svolgiamo, i ricordi che ricordiamo; l&#8217;uomo \u00e8 molti &#8211; Proteo che fluisce ovunque come l&#8217;anima universale ed \u00e8 in potenza tutte le cose. Rafforzare il &quot;noi&quot;, al livello della &quot;physis&quot; &#8211; il livello in cui affrontiamo la dura realt\u00e0&quot; &#8212; significa, per definizione, sommergere e obliterare la coscienza.<\/p>\n<p>3) la coscienza dipende dall&#8217;immaginazione e l&#8217;immaginazione occupa un posto centrale nell&#8217;anima. &quot;L&#8217;immaginazione \u00e8 il &#8216;terminus ad quem&#8217; di ogni esperienza cosciente e propriamente umana; \u00e8 quella facolt\u00e0 dell&#8217;uomo senza la quale non pu\u00f2 esservi esperienza cosciente&quot; (Warren), &quot;Imagination in Plotinus,&quot;, &quot;Classical Quaterly&quot;, 1966). Quando l&#8217;immaginazione \u00e8 al posto giusto, quando funziona in modo corretto, opera come uno specchio (I, 4, 10; IV, 3, 29). Attraverso il quale si realizza il riflesso della coscienza. Bench\u00e9 sia uno specchio l&#8217;immaginazione \u00e8 un potere attivo, un&#8217;attivit\u00e0 puramente psichica, che appartiene soltanto al&#8217;anima, indipendentemente dagli organi. La similitudine di Plotino dell&#8217;immaginazione come specchio implica l&#8217;idea &#8211; cos\u00ec preziosa per la terapia archetipica &#8211; che i disordini della coscienza debbano attribuirsi a disordini nella riflessione delle immagini; infatti se la coscienza \u00e8 basata sull&#8217;immaginazione anche i suoi disordini lo saranno. Uno dei segni di un disturbo psichico \u00e8 il pensiero senza immagini, la consapevolezza di idee e concetti che non sono riflessi nel loro sostrato psichico, disancorati dalle loro immagini speculari. La terapia della coscienza richiede un esame dell&#8217;immaginazione e della relazione funzionale tra coscienza e immaginazione; attraverso la terapia, idee e concetti devono giungere a corrispondere alle immagini dell&#8217;anima e alla luce di queste essere corretti.<\/p>\n<p>La psicologia della coscienza di Plotino \u00e8 dunque una vera psicologia e non una fisiologia mascherata in cui la coscienza viene fatta derivare dai processi cerebrali. Questo modo di vedere \u00e8 tipico anche di Jung. Jung non sottolinea mai la separabilit\u00e0 della psiche dalla fisiologia per\u00f2 non ne accentua neppure i punti di contatto, perch\u00e9 desidera sempre mantenere la psicologia indipendente dai modelli organologici. [&#8230;]<\/p>\n<p>4) Plotino \u00e8 solito non fare distinzioni tra la psiche individuale e la psiche intesa come &quot;anima mundi&quot; &#8211; la psiche collettiva che trascende il suo portatore individuale. Quindi se si legge Plotino, con una mentalit\u00e0 aristotelica o cartesiana, si \u00e8 tentati di chiedersi. Sta parlando di processi nelle persone singole o di processi dell&#8217;anima in generale? Fa della psicologia o della metapsicologia? Un simile modo di accostarsi alla psicologia \u00e8 proprio anche di Platone, ma non di Aristotele. Questi si comportava da empirista e &quot;biologo&quot;, movendo dall&#8217;osservazione dei casi individuali e localizzando la psiche nei corpi particolari. Da questo punto di vista molta della psicologia di oggi \u00e8 aristotelica. La psicologia di Plotino non lo \u00e8 mai; quella di Jung nemmeno. Jung cerca di dimostrare empiricamente la sua tesi della impersonalit\u00e0 e universalit\u00e0 dei processi psichici di base, raccogliendo &#8211; al modo aristotelico &#8211; prove empiriche tratte dalle anime degli alienati e dalle culture esotiche. Plotino non compie alcun tentativo del genere, non cerca di convalidare nulla partendo dal basso (da l\u00ec per lui non pu\u00f2 venire alcuna conferma). Dunque Jung parla da discepolo di Plotino quando illustra il punto di vista di Sendivoglio (punto di vista che, a mio parere, egli stesso condivide). &quot;L&#8217;anima funziona nel corpo, ma molta parte delle sue funzioni hanno luogo fori dal corpo&#8230; Fuori da corpo immagina molte cose della pi\u00f9 straordinaria profondit\u00e0, proprio come Dio&quot; (lettera di Jung a Kerenyj, 12-VII-1951). Quando la psicologia degli archetipi discute i processi immaginativi del mito, descrive, al tempo stesso, con esattezza, le operazioni della psiche individuale, anche se nel&#8217;anima individuale esistono le tracce e le sfumature della vita personale. Dal momento che i miti esprimono la psicologia dell&#8217;anima del mondo e, di conseguenza, anche quelli dell&#8217;anima individuale, la psicologia degli archetipi non ha bisogno di raccogliere casi clinici per evidenziare la dinamica della psiche. Portare degli esempi significherebbe procedere in modo aristotelico. La forza del metodo aristotelico sta nella capacit\u00e0 di osservare o organizzare, non in quella di immaginare o interpretare che \u00e8 invece platonica e anche junghiana.<\/p>\n<p>5) Com&#8217;\u00e8 verosimile, tra Plotino e Jung esiste un&#8217;affinit\u00e0 di stile. [&#8230;] Plotino e Jung condividono la stessa concezione di base, fondata sulla metafora primaria dell&#8217;anima: qualunque cosa venga detta emana l&#8217;anima e riguarda l&#8217;anima. Per loro l&#8217;anima \u00e8 insieme soggetto e oggetto. \u00c8 neoplatonica l&#8217;idea che l&#8217;anima &quot;scrive&quot; in perpetuo su se stessa: &quot;psicologizzare&quot; \u00e8 un&#8217;operazione inesauribile.\u00bb<\/p>\n<p>A parere di Hillman, ci\u00f2 che differenzia veramente Jung da Plotino \u00e8 che lo psicanalista svizzero si accosta al magazzino dell&#8217;immaginazione ponendosi davanti ai suoi esseri mitici come se, trovandosi in un immaginario manicomio, dovesse curarne gli abitanti. In pratica, secondo Hillman, Jung mette le immagini del mito e l&#8217;idea della percezione simbolica in collegamento con la psicopatologia, fondando, sulla basse degli archetipi, la terapia per le nostre sofferenze.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 sicuramente del vero in questa interpretazione, ma c&#8217;\u00e8 anche, forse, una certa forzatura; e, probabilmente, era inevitabile che cos\u00ec fosse.<\/p>\n<p>Il modello della psiche proposto da Hillman \u00e8 quello che si incentra sull&#8217;anima, da lui definita come \u00abuna modalit\u00e0 che riconosce ogni realt\u00e0 come primariamente simbolica o metaforica\u00bb, una sorta di base poetica che svolge la funzione di collegare fra loro le immagini degli eventi, amplificandone le risonanze affettive. In questo senso, l&#8217;anima opera in maniera da conservare la globalit\u00e0 dell&#8217;esperienza , operando in direzione contraria a quella della mente analitica che, viceversa, tende ad assolutizzare i contenuti dei singoli eventi, prendendoli, per cos\u00ec dire, alla lettera.<\/p>\n<p>Contro la letteralizzazione delle singole immagini e contro la tendenza della mente a fornire spiegazioni univoche e categoriche alle domande che la vita continuamente pone, Hillman privilegia un punto di vista secondo cui la psicologia deve abbandonare la pretesa di giungere a conclusioni definitive e a sistemi immutabilmente veri.<\/p>\n<p>Duro critico della psicanalisi, che accusa di fondare la sua concezione della psiche in senso arbitrariamente &quot;apollineo&quot;, negandone il lato oscuro, femminile, nonch\u00e9 di aver elaborato una visione gerarchica della stessa, che parte dalle profondit\u00e0 dell&#8217;inconscio per arrivare alle altezze del Super-Io, \u00bb, Hillman ritiene che l&#8217;approccio freudiano alle patologie della psiche finisca per favorire proprio quegli aspetti degenerativi che, in teoria, sostiene di voler combattere.<\/p>\n<p>Per lui, i miti e gli archetipi (i quali, sostanzialmente, esprimono in forme diverse il medesimo concetto), proprio per il loro carattere polimorfo che resiste a ogni tentativo di spiegazione univoca della realt\u00e0, si prestano a una interpretazione problematica e complessa degli eventi; mentre la psicanalisi classica pretende di analizzarli e, cos\u00ec facendo, si lascia sfuggire il loro significato profondo, che non \u00e8 riducibile alle categorie del Logos razionale.<\/p>\n<p>Gli eventi, per Hillman, nascondono un senso; e, per coglierlo, non ci si pu\u00f2 affidare a una scienza che pretende di ridurre ogni cosa a oggetto di analisi, ma \u00e8 necessario esplorare le trame invisibili della psiche, le quali rappresentano altrettante direzioni possibili di lettura della realt\u00e0. Secondo lui, come per il suo maestro Jung, \u00abogni interpretazione di un sogno, ogni legge psicologica, ogni intuizione \u00e8 al tempo stesso una risposta e una nuova domanda\u00bb.<\/p>\n<p>Jung, infatti, descrive le sue ricerche nel regno del&#8217;immaginazione come delle &quot;fantasie&quot; o dei &quot;miti&quot;, ovviamente nell&#8217;accezione originaria di quest&#8217;ultima parola; vale a dire che egli fa ricorso al mito allo stesso modo in cui lo fanno Plotino e il suo maestro Platone, l\u00e0 dove devono illustrare un concetto che non pu\u00f2 essere ridotto alle sole modalit\u00e0 del pensiero razionale.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, ci sembra che vi sia qualche forzatura nell&#8217;idea di Hillman secondo la quale Jung si sarebbe riallacciato al platonismo, ma \u00absu di un gradino pi\u00f9 elevato\u00bb, allorch\u00e9 si addentra nei regni della mitologia come in un immenso manicomio, riducendo la mitologia a psicopatologia. Crediamo che Plotino sarebbe inorridito davanti alla pretesa sacrilega di trattare i personaggi del mito come altrettanti degenti di un manicomio bisognosi di cure; e, pur tenendo conto della immensa differenza dei rispettivi contesti culturali, ci sembra che il divario fra i due pensatori, Plotino e Jung, sia costruito su di una ipotesi piuttosto azzardata.<\/p>\n<p>Se davvero Jung ha inteso fare questo, allora non ci sembra di poter concordare con Hillman allorch\u00e9 questi sostiene che la psicanalisi junghiana non \u00e8 che un platonismo spostato su un livello pi\u00f9 alto di consapevolezza, come se Plotino fosse stato uno psicanalista \u00abin nuce\u00bb, ma non abbastanza coraggioso da portare avanti con coerenza le proprie intuizioni.<\/p>\n<p>I cinque punti nei quali Hillman illustra le analogie e le concordanze fra il pensiero di Plotino e quello di Jung sono abbastanza condivisibili; tuttavia, si nota in essi una sottile tendenza a leggere il primo come una specie di precursore o anticipatore del secondo, come uno psicanalista junghiano &quot;ante litteram&quot;. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 comprendere l&#8217;infelice (a nostro avviso) affermazione che Jung ha portato il platonismo su un gradino pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>Il platonismo \u00e8 quello che \u00e8: pu\u00f2 essere accettato o criticato, ma non vi si dovrebbe vedere il primo piano di una costruzione che Jung ha innalzato fino al tetto; tanto pi\u00f9 che una simile interpretazione, provenendo da un seguace di quest&#8217;ultimo, ha il sapore, non del tutto simpatico, di una presa di posizione partigiana e apertamente autocelebrativa.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 qualcosa di irrispettoso e di intellettualmente contorto nella pretesa di trattare Plotino come uno psicanalista non abbastanza evoluto e Jung come un platonico che ha oltrepassato i maestri, perch\u00e9 le loro rispettive visioni si collocano su due piani di realt\u00e0 profondamente diversi. Quella di Plotino (e di Platone) \u00e8 una ricerca filosofica avente lo scopo di indicare all&#8217;uomo la sua dimora originaria, al di l\u00e0 del mondo illusorio delle realt\u00e0 sensibili, verso il mondo dell&#8217;Assoluto; quella di Jung \u00e8 una ricerca psicologica avente l&#8217;obiettivo di guidare l&#8217;individuo a ritrovare le proprie radici pi\u00f9 profonde per mezzo dell&#8217;individuazione, ossia l&#8217;incontro dell&#8217;Io con il S\u00e9.<\/p>\n<p>In un certo senso, entrambe le strade vorrebbero condurre l&#8217;essere umano alla liberazione; ma i presupposti e le modalit\u00e0 sono radicalmente diversi, cos\u00ec come enormemente diverso \u00e8 il quadro di riferimento generale.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 anche qualcosa di forzato e di prevaricante nel pretendere di ridurre la mitologia a psicanalisi, perch\u00e9, se \u00e8 valida l&#8217;intuizione che negli archetipi mitologici risiede un profondo significato universale e terapeutico, indubbiamente vi \u00e8 un preconcetto positivista nel voler ridurre tutta la mitologia soltanto a psicanalisi e tutte le sue creature a simboli aventi la capacit\u00e0 di aiutarci a curare la sofferenza dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Il mondo mitologico ha indubbiamente, per Plotino, un valore simbolico; ma di qui a sostenere che esso \u00e8, in se stesso, un mondo puramente ed esclusivamente simbolico, il passo \u00e8 lungo: cos\u00ec facendo, lo si rimpicciolisce e lo si razionalizza, fino al punto di snaturarlo, nell&#8217;ottica di una scienza della psiche che pretende &#8211; contraddicendo la stessa impostazione di Jung &#8211; di dare prontamente ad ogni domanda la sua risposta.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo non pu\u00f2 sapere tutto, non pu\u00f2 capire tutto: il senso del limite e il senso del mistero sono parte del suo statuto ontologico. Questo sapevano Platone e Plotino e questo, in linea di massima, aveva presente anche Jung.<\/p>\n<p>Spingere oltre il parallelismo fra platonismo e neoplatonismo da una parte, e psicologia analitica dall&#8217;altra, sarebbe un voler forzare le cose.<\/p>\n<p>Meglio rispettarne le profonde, inevitabili differenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jung, apparentemente, non aveva molte ragioni per amare Plotino; non si sa se lo avesse letto (due volumi di Plotino giacevano intonsi nella sua libreria), ma<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[105,223,230],"class_list":["post-27964","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-carl-gustav-jung","tag-plotino","tag-psicologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27964","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27964"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27964\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27964"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27964"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27964"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}