{"id":27958,"date":"2012-01-08T10:49:00","date_gmt":"2012-01-08T10:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/08\/la-vera-filosofia-e-per-tutti-o-solo-per-pochi-platonismo-e-cristianesimo-a-confronto\/"},"modified":"2012-01-08T10:49:00","modified_gmt":"2012-01-08T10:49:00","slug":"la-vera-filosofia-e-per-tutti-o-solo-per-pochi-platonismo-e-cristianesimo-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/08\/la-vera-filosofia-e-per-tutti-o-solo-per-pochi-platonismo-e-cristianesimo-a-confronto\/","title":{"rendered":"La vera filosofia \u00e8 per tutti o solo per pochi? Platonismo e Cristianesimo a confronto"},"content":{"rendered":"<p>La vera filosofia deve essere essoterica o esoterica: rivolta a tutti gli esseri umani indistintamente, oppure rivolta solo a quei pochi che sono in grado di ricercare le pi\u00f9 alte verit\u00e0?<\/p>\n<p>Diciamo &quot;la vera filosofia&quot;, e non soltanto &quot;la filosofia&quot;, intendendo per &quot;vera&quot; quella che si mostri capace non soltanto di illuminare le menti, ma anche di modificare radicalmente il modo di essere; di trasformare l&#8217;uomo vecchio in un uomo nuovo, rinato, per cos\u00ec dire, alla luce della verit\u00e0 che si \u00e8 accesa in lui.<\/p>\n<p>Vi sono, pertanto, almeno due grosse questioni sul tappeto: primo, se la filosofia sia soltanto una conoscenza astratta della verit\u00e0, o se coincida con un mutato atteggiamento dell&#8217;uomo verso la vita; secondo, se la filosofia, intesa appunto nel senso pi\u00f9 ampio del termine, ossia come conquista del sapere e, in ultima analisi, della verit\u00e0, sia riservata a pochi o se possa divenire accessibile ai molti, anzi, a tutti, almeno in linea teorica.<\/p>\n<p>Una terza questione, sottesa alle prime due, \u00e8 se l&#8217;essere umano sia realmente suscettibile di cambiamento; se sia vero che un individuo pu\u00f2 mutare il proprio modo di porsi di fronte alla vita e a se medesimo, non solo in superficie, ma anche in profondit\u00e0; o se non sia vero, piuttosto, che nessuno cambia mai veramente, che nessuno impara mai a fondo le lezioni della vita e che ciascuno rimane sostanzialmente uguale a se stesso, pur modificando alcuni tratti esteriori.<\/p>\n<p>Naturalmente, qui per &quot;cambiamento&quot; non si intende il ripudio di vecchie idee e l&#8217;adesione a nuovi sistemi di credenze, ma si intende un diverso modo di porsi a livello profondo, che implica una sensibilit\u00e0 nuova e un modo di ragionare nuovo, a prescindere dai contenuti specifici delle nuove (o delle vecchie) idee e credenze.<\/p>\n<p>Ci sia permesso di mettere fra parentesi quest&#8217;ultima questione, pur consapevoli della sua estrema importanza; o meglio, ci sia concesso di arrivare subito alla conclusione, che meriterebbe invece un&#8217;ampia catena di ragionamenti, per affermare che s\u00ec, l&#8217;essere umano &#8211; a determinate condizioni &#8211; \u00e8 suscettibile di cambiare profondamente la propria natura, di far morire in s\u00e9 l&#8217;uomo vecchio per dare vita a un uomo nuovo; cosa che, del resto, \u00e8 possibile osservare nell&#8217;esperienza della vita quotidiana, anche se si tratta di casi piuttosto rari e, sovente, poco appariscenti.<\/p>\n<p>Veniamo alla prima questione che avevamo posto: la vera filosofia, ossia l&#8217;amore del sapere vero, non pu\u00f2 essere, a nostro giudizio, un fatto puramente teorico, perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, essa si risolverebbe in una sorta di tecnica; mentre ci\u00f2 che la caratterizza essenzialmente \u00e8 la dimensione della ricerca personale, del mettersi interamente in gioco, dell&#8217;esplorare strade sconosciute o poco battute e, quindi, la capacit\u00e0 di fare una esperienza totale, che non coinvolge solo la facolt\u00e0 razionale, ma tutta la vita spirituale dell&#8217;individuo.<\/p>\n<p>Infatti \u00e8 tutta l&#8217;anima che cerca la verit\u00e0, di cui \u00e8 ardentemente assetata, e non solo la mente razionale; la vera sapienza, dunque, non pu\u00f2 consistere nell&#8217;impadronirsi di determinati contenuti intellettuali e nel riuscire a padroneggiarli secondo le regole della logica, ma nel pervenire a una visione radicalmente nuova del reale, tale da rischiarare ci\u00f2 che prima era oscuro e da liberare l&#8217;anima da dubbi, incertezze, angosce e timori.<\/p>\n<p>La seconda questione \u00e8 di natura pi\u00f9 sfumata. La vera filosofia non pu\u00f2 che essere accessibile a tutti, altrimenti non sarebbe, appunto, che tecnica erudita e palestra di esercitazioni logiche; ma questo non significa che tutti siano realmente capaci di apprenderla, per il semplice fatto che non tutti, anzi, solo una piccola minoranza possiede una autentica motivazione alla ricerca ed \u00e8 disposta a sobbarcarsi i sacrifici che essa, necessariamente, richiede.<\/p>\n<p>Era opinione prevalente fra gli antichi che la filosofia fosse riservato a pochi; specialmente la scuola platonica sosteneva un tale punto di vista e basterebbe, a conferma di ci\u00f2, il motto che campeggiava all&#8217;ingresso dell&#8217;Accademia: \u00abNon entri in questo luogo chi non \u00e8 geometra\u00bb: come dire che se si \u00e8 sprovvisti di una adeguata cultura geometrica (ma anche astronomica e musicale), \u00e8 meglio rinunciare allo studio della filosofia.<\/p>\n<p>Poche scuole minoritarie contestavano l&#8217;idea che la filosofia fosse riservata unicamente alle persone dotate di una cultura superiore e, quindi, che da essa fossero automaticamente esclusi i contadini, gli artigiani, le donne, per non parlare degli schiavi; anzi, non era infrequente che filosofi anche di gran fama negassero agli schiavi il possesso di un&#8217;anima.<\/p>\n<p>Il cristianesimo ha operato una autentica rivoluzione culturale anche in quest&#8217;ambito, perch\u00e9 ha affermato che \u00e8 possibile, anzi, che \u00e8 necessario fondare l&#8217;uomo nuovo, attraverso la morte dell&#8217;uomo vecchio, non mediante l&#8217;acquisizione di contenuti puramente intellettuali, ma attraverso la rivelazione della Parola divina, del Verbo che si \u00e8 fatto carne e che, in tal modo, si \u00e8 reso intelligibile all&#8217;uomo, A TUTTI GLI UOMINI, parlando un linguaggio nuovo (e assolutamente inconsueto rispetto all&#8217;uomo vecchio del mondo antico, basato sulla forza e sulla gloria terrena), semplice e universale: il linguaggio dell&#8217;amore, del perdono, della riconciliazione.<\/p>\n<p>I primi apologisti della religione cristiana, come Cecilio Firmiano Lattanzio (originario dell&#8217;Africa e vissuto circa fra il 240 e il 320 d. C.), obiettano ai filosofi pagani che essi parlano un linguaggio accessibile solo a pochi privilegiati e incomprensibile alle masse; mentre la Parola divina, nella sua sublime semplicit\u00e0, giunge al fondo del cuore di ogni essere umano ed \u00e8 in grado di operare in lui una radicale, spettacolare trasformazione, quale nessuna filosofia pagana \u00e8 mai stata capace di fare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si esprimeva Lattanzio nelle sue \u00abDivinae Institutiones\u00bb, III, 25-26 (traduzione di Luciano Perelli, \u00abAntologia della letteratura latina\u00bb, Paravia, Torino, 1973, pp. 633-35):<\/p>\n<p>\u00ab25. Ora dobbiamo fare alcune considerazioni sulla filosofia in generale, per corroborare la nostra causa e trarre le conclusioni. Quel nostro sommo seguace di Platone [Cicerone] giudic\u00f2 che la filosofia non \u00e8 accessibile al volgo, perch\u00e9 non la possono professare che le persone colte.<\/p>\n<p>&quot;La filosofia &#8211; disse &#8211; si accontenta di pochi giudici ed essa stessa di proposito rifugge la folla&quot;. Non \u00e8 dunque sapienza, se aborre dal consorzio umano, perch\u00e9 la sapienza, se \u00e8 stata concessa all&#8217;uomo, \u00e8 stata concessa a tutti senza alcuna differenza, cos\u00ec che non v \u00e8 nessuno assolutamente che non sia in grado di conseguirla. Ma quelli cos\u00ec stringono a s\u00e9 la virt\u00f9 concessa a tutto il genere umano, che sembra che vogliano essi soli godere di un bene che \u00e8 comune a tutti, invidiosi come se volessero legare gli occhi o cavarli agli altri, perch\u00e9 non vedano il sole. Infatti che cos&#8217;altro significa il negare la sapienza agli uomini, se non sottrarre alle loro menti la luce vera e divina? Che se la natura dell&#8217;uomo \u00e8 capace di sapienza, bisogna che operai, contadini, donne, e insomma tutti gli esseri che hanno forma umana siano ammaestrati, perch\u00e9 acquistino la sapienza, e che il popolo dei sapienti sia formato da gente di ogni lingua, condizione, sesso, et\u00e0. Pertanto \u00e8 un validissimo argomento che la filosofia non conduce alla sapienza e non \u00e8 essa stessa sapienza, il fatto che i suoi misteri sono celebrato solo da coloro che hanno barba e pallio [i filosofi tradizionalmente usavano la barba lunga e il mantello]. Di questo si resero conto gli stoici, tanto che dissero che anche gli schiavi e le donne devono dedicarsi alla filosofia; comprese ci\u00f2 anche Epicuro, che invita alla filosofia coloro che sono privi di ogni cultura letteraria, e lo stesso Platone, che volle costituire una citt\u00e0 di sapienti.<\/p>\n<p>Quelli tentarono bens\u00ec di fare ci\u00f2 che la verit\u00e0 esigeva, ma non poterono andare oltre alle parole, in primo luogo perch\u00e9 \u00e8 necessaria la conoscenza di molte discipline per potersi accostare ala filosofia. Bisogna imparare le nozioni elementari sell&#8217;alfabeto per saper leggere, perch\u00e9 in tanta variet\u00e0 di nozioni non si pu\u00f2 apprendere tutto col semplice ascolto n\u00e9 ritenerlo a memoria. Bisogna anche dedicarsi non poco allo studio della grammatica, per apprendere ad esprimersi correttamente; questo studio necessariamente porta via molti anni. Neppure l&#8217;arte dell&#8217;eloquenza si pu\u00f2 ignorare, per essere in grado di esporre agli altri ci\u00f2 che si \u00e8 appreso. Sono necessarie anche la geometria, la musica e l&#8217;astronomia, perch\u00e9 queste arti hanno una certa relazione con la filosofia. A imparare tutte queste cose non riescono n\u00e9 le donne, che negli anni della fanciullezza devono subito apprendere le mansioni inerenti ai lavori domestici, n\u00e9 gli schiavi, che sono costretti a prestare i loro servizio soprattutto in quegli anni in cui potrebbero imparare, n\u00e9 i poveri o gli operai o i contadini, che con la loro fatica debbono provvedere il cibo quotidiano. Per questo motivo Cicerone dice che la filosofia aborre dalla folla.<\/p>\n<p>26. Ci\u00f2 dunque che quelli compresero che si doveva fare poich\u00e9 la natura lo richiedeva, ma tuttavia non riuscirono a fare essi stessi, e si resero conto che non poteva essere fatto dai filosofi, questo da sola fa questa dottrina celeste, poich\u00e9 essa \u00e8 la sola sapienza. Come poterono persuadere qualcuno quelli che non riescono neppure a persuadere se stessi, o come reprimeranno le brame, modereranno l&#8217;ira, freneranno le passioni di qualcuno, quando essi stessi cedono ai vizi e confessano che la natura \u00e8 pi\u00f9 forte di loro? Quale efficacia invece abbiano sugli animi i precetti divini, in quanto sono semplici e veraci, lo dimostra l&#8217;esperienza quotidiana. Dammi un uomo che sia iracondo, maldicente, sregolato: con pochissime parole di Dio lo render\u00f2 mansueto come un agnello. Dammi un uomo bramoso, avido di denaro, tirchio: te lo render\u00f2 liberale e distributore a piene mani del suo patrimonio. Dammi uno pauroso del dolore e della morte. Be presto disprezzer\u00e0 le croci, il fuoco e il toro di Perillo [il famigerato toro di bronzo costruito per il tiranno Falaride di Agrigento, in cui venivano arsi vivi i malfattori]. Dammi uno libidinoso, adultero, gaudente: subito lo vedrai sobrio, casto, temperante. Dammi un crudele e assetato di sangue, tosto quella furia si muter\u00e0 in vera clemenza. Dammi uno ingiusto, privo di saggezza, peccatore: subito diverr\u00e0 giusto, saggio e innocente: con un solo lavacro ogni malizia sar\u00e0 cancellata. Tanta \u00e8 la forza della sapienza divina, che una volta infusa nel cuore dell&#8217;uomo con un solo assalto caccia una volta per tutte la stoltezza, madre dei peccati: per fare questo non c&#8217;\u00e8 bisogno di pagare uno stipendio, di libri n\u00e9 di veglie dedicate allo studio. Questo avviene gratis, facilmente, rapidamente, purch\u00e9 le orecchie siano aperte e il cuore sia assetato di sapienza. Nessuno abbia timore: noi non vendiamo acqua n\u00e9 affittiamo il sole. La fonte di Dio ricchissima e copiosissima \u00e8 aperta a tutti e questo celeste lume sorge per tutti coloro che hanno occhi. Forse che qualcuno dei filosofi ha mai garantito questo, o se vuole pu\u00f2 garantirlo? Essi, pur consumando il loro tempo nello studio della filosofia, non riescono a rendere migliore alcun altro e neppure se stessi, se appena la natura si oppone. Adunque la sapienza di quelli, per tanto che faccia, al massimo non elimina i vizi, ma li nasconde. Invece pochi precetti di Dio bastano a cambiare radicalmente l&#8217;uomo e a rinnovarlo, deposto l&#8217;uomo vecchio, tanto da renderlo irriconoscibile.\u00bb<\/p>\n<p>Lasciamo perdere il tono apologetico e decisamente enfatico della seconda parte del ragionamento di Lattanzio; \u00e8 chiaro che nessuno pu\u00f2 aspettarsi di trovare nel cristianesimo una sorta di bacchetta magica per mutare di punto in bianco l&#8217;anima delle persone.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che egli vuol dire \u00e8 che esiste, nella pregnanza della Parola divina, una efficacia operativa, tale da scardinare l&#8217;uomo vecchio e da permettere la nascita di un uomo interamente rinnovato; e che ci\u00f2 avviene non per merito dell&#8217;uomo, della sua intelligenza e della sua sapienza, come pretendevano di saper fare i filosofi pagani, ma per mezzo della grazia, ossia dell&#8217;azione diretta di una forza soprannaturale che agisce dall&#8217;interno dell&#8217;uomo, rinnovandolo.<\/p>\n<p>Si faccia attenzione alla terzultima frase del capitolo ventiseiesimo: \u00ab Essi [cio\u00e8 i filosofi pagani], pur consumando il loro tempo nello studio della filosofia, non riescono a rendere migliore alcun altro e neppure se stessi, SE APPENA LA NATURA SI OPPONE [il maiuscolo \u00e8 nostro]\u00bb. Che cosa vuol dire: \u00abse la natura si oppone\u00bb, se non che l&#8217;azione culturale della filosofia pagana si rivolge unicamente alla dimensione naturale dell&#8217;uomo, che ha dei limiti ben precisi (e, in questo senso, \u00e8 vero che solo pochi uomini possono aspirare alla verit\u00e0), mentre l&#8217;azione del Verbo divino, proclamato dal Cristianesimo, si dispiega in una dimensione soprannaturale, riuscendo a piegare ogni resistenza sul proprio camino?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 impossibile all&#8217;uomo, non \u00e8 impossibile a Dio: questo \u00e8 il senso della precisazione di Lattanzio, che non \u00e8 affatto una ridondanza stilistica. Egli vuol dire proprio questo: che, sul piano delle cose umane, solo pochi possono giungere alla sapienza, e anche quei pochi non riescono a rendere migliori n\u00e9 il prossimo, n\u00e9 se stessi; mentre invece, sul piano della realt\u00e0 soprannaturale, la verit\u00e0 risplende anche nella mente e nel cuore delle persone pi\u00f9 semplici, oltrepassando qualunque impedimento.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si oppone alla verit\u00e0, infatti, appartiene all&#8217;ordine naturale: l&#8217;et\u00e0, la cultura, il sesso di quanti vorrebbero apprenderla; ma il Verbo divino piega e allontana qualsiasi ostacolo, s\u00ec che la luce della verit\u00e0 possa brillare ovunque, indipendentemente dalla condizione particolare e dal bagaglio culturale degli esseri umani che lo accolgono.<\/p>\n<p>Del resto, come diceva Kierkegaard in sacrosanta polemica con le fumisterie hegeliane, a che mi serve una filosofia che riesca a spiegare le ragioni ultime dell&#8217;universo, ma che non abbia una parola chiara, convincente ed efficace da rivolgere a me, proprio a me, cos\u00ec come a ciascun singolo essere umano che si domanda cosa debba fare della propria vita?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vera filosofia deve essere essoterica o esoterica: rivolta a tutti gli esseri umani indistintamente, oppure rivolta solo a quei pochi che sono in grado di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[107,141,263],"class_list":["post-27958","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-cattolicesimo","tag-filosofia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27958"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27958\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}