{"id":27954,"date":"2012-05-31T09:21:00","date_gmt":"2012-05-31T09:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/05\/31\/piu-e-sempre-meglio-di-meno\/"},"modified":"2012-05-31T09:21:00","modified_gmt":"2012-05-31T09:21:00","slug":"piu-e-sempre-meglio-di-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/05\/31\/piu-e-sempre-meglio-di-meno\/","title":{"rendered":"\u00abPi\u00f9\u00bb \u00e8 sempre meglio di \u00abmeno\u00bb?"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo riassumere in una formula estremamente sintetica la filosofia specifica della modernit\u00e0, tanto nella sua versione marxista che in quella capitalista, potremmo dire, semplicemente, che, per essa, la proposizione secondo cui \u00abpi\u00f9\u00bb \u00e8 meglio di \u00abmeno\u00bb, appare auto-evidente e sorregge ogni manifestazione della vita materiale e spirituale.<\/p>\n<p>L&#8217;economia moderna si distacca dalle economie pre-moderne &#8211; tanto che Serge Latouche ha parlato di una recente &quot;invenzione&quot; dell&#8217;economia &#8211; perch\u00e9 basata sulla crescita continua della produzione, della concorrenza, del consumo e dell&#8217;accumulo del capitale; e, in questo, \u00e8 stata giustamente assimilata alle teorie dei giochi, in modo particolare al gioco del poker (\u00e8 chiaro, infatti, che ogni societ\u00e0 &quot;inventa&quot; i giochi corrispondenti alla filosofia generale in essa dominante).<\/p>\n<p>Orbene, sia l&#8217;economia moderna, sia il poker sono fondati su un particolare tipo di ragionamento, ossia sul calcolo razionale dei vantaggi e degli svantaggi, a sua volta fondato su un sistema di valori che possieda una propria coerenza interna. Si badi: la coerenza dei valori \u00e8 interna al sistema, e non esterna: per cui pu\u00f2 accadere benissimo, e di fatto accade, che vengano attuate delle strategie che, considerate dal di fuori, appaiono non solo assurde, ma anche immorali; ma ci\u00f2 \u00e8 indifferente al sistema: per esso, quel che conta \u00e8 la coerenza interna.<\/p>\n<p>Sia per il gioco del poker, sia per l&#8217;economia moderna, il principio fondamentale, su cui si basano ogni altro fattore e ogni altra considerazione, \u00e8, appunto, il fatto che \u00abpi\u00f9\u00bb \u00e8 meglio che \u00abmeno\u00bb, sempre e comunque: ossia, che possedere di pi\u00f9, \u00e8 preferibile al possedere di meno; se, poi, questo rapporto fra il \u00abpi\u00f9\u00bb e il \u00abmeno\u00bb costituisce davvero un bene in se stesso, oppure no, ci\u00f2 risulta irrilevante: l&#8217;importante \u00e8 che il \u00abpi\u00f9\u00bb venga realizzato ed il \u00abmeno\u00bb venga evitato.<\/p>\n<p>\u00c8 una logica rudimentale e grossolana, non di rado perfino controproducente, qualora venga trasposta fuori del proprio ambito specifico; eppure \u00e8 proprio quel che \u00e8 avvenuto, quel che sta avvenendo, ogni giorno, ogni ora, e sotto gli occhi di noi tutti.<\/p>\n<p>Avere due televisori \u00e8 meglio che averne uno: non importa se servono davvero; se il secondo (e magari anche il primo) \u00e8 veramente necessario. Costruire quaranta centrali nucleari \u00e8 meglio che costruirne venti: in proporzione, \u00e8 perfino conveniente. Viaggiare in automobile a 100 km. l&#8217;ora \u00e8 meglio che viaggiare a 70 km.: al punto che, in certe strade (per non parlare delle autostrade), chi viaggia a velocit\u00e0 moderata, chi rispetta il limite ufficiale indicato dalla segnaletica, \u00e8 continuamente messo in pericolo dall&#8217;impazienza degli altri automobilisti, per non parlare dei camionisti, smaniosi di superarlo; o diviene oggetto della loro aggressivit\u00e0, delle strombazzate con il claxon, delle loro manovre inconsulte.<\/p>\n<p>In fondo, \u00e8 precisamente la logica che ci sta portando al collasso, spirituale e materiale. La logica del &quot;pi\u00f9&quot; ha travolto ogni senso del limite, ogni scrupolo morale, ogni autentica ragionevolezza. Il piccolo contadino che possiede qualche po&#8217; di vigneto non pu\u00f2 evitare di adoperare i dannosi fitofarmaci che utilizzano le grandi aziende vinicole: se lo facesse, le sue piante si ammalerebbero e morirebbero, perch\u00e9 i prodotti chimici impiegati in agricoltura hanno avuto l&#8217;effetto di rendere gli agenti patogeni sempre pi\u00f9 forti e aggressivi.<\/p>\n<p>Per questo, quando quel contadino va a lavorare in mezzo ai filari, egli deve indossare la maschera e una apposita tuta, come un astronauta che si avventurasse su un pianeta proibito, ove stessero in agguato virus sconosciuti e, forse, mortali. Ci\u00f2 nonostante, ha contratto una forma virulenta di allergia, da cui non potr\u00e0 pi\u00f9 liberarsi, perch\u00e9 egli \u00e8 condannato a convivere con quelle sostanze tossiche; cos\u00ec come il consumatore \u00e8 condannato ad ingerire dei prodotti alimentari che quelle sostanze rendono dannosi per la salute.<\/p>\n<p>Siamo presi in una spirale, in un circolo vizioso: scegliere il &quot;pi\u00f9&quot; implica un prezzo da pagare, talvolta visibile, talvolta no, almeno sul breve periodo; ma, prima o dopo, i nodi verrannno al pettine. Non tutte le societ\u00e0 ragionano o ragionavano in questo modo; gli antropologi ci spiegano che alcune trib\u00f9 africane, asiatiche o sudamericane, hanno scientemente rifiutato l&#8217;introduzione di metodi di coltura europei, o di macchine di provenienza occidentale, perch\u00e9, pur rendendosi conto che avrebbero avuto un vantaggio nell&#8217;immediato, a lungo termine si sarebbe determinata una spirale dannosa tanto per l&#8217;equilibrio sociale, quanto per quello ecologico; che il &quot;di pi\u00f9&quot; avrebbe fatalmente incrinato l&#8217;uno e l&#8217;altro, in maniera probabilmente irreversibile.<\/p>\n<p>La nostra societ\u00e0, invece, non si \u00e8 fermata a riflettere sui costi e benefici del progresso, inteso come continuo aumento di tecnologia, di merci, di consumi e di profitti (questi ultimi, per\u00f2, solo per pochi); non ha mai considerato &quot;pi\u00f9&quot; e &quot;meno&quot; come i due termini di una partita doppia, ciascuno dei quali presenta dei pro e dei contro; ha sempre dato per scontato che l&#8217;avere \u00e8 meglio del non avere, e che l&#8217;avere molto \u00e8 meglio dell&#8217;avere poco.<\/p>\n<p>\u00c8 il tipico risultato di una concezione di vita materialista e quantitativa, che estende a ogni aspetto della realt\u00e0 i parametri di giudizio propri dell&#8217;attivit\u00e0 economica; e cos\u00ec come un Prodotto Interno Lordo pro capite di 2.000 dollari \u00e8 meglio di uno di 1.000 dollari, allo stesso modo disporre di molte cose \u00e8 meglio che disporre di poche: anche se in realt\u00e0 non servono, perch\u00e9 non ve n&#8217;\u00e8 un reale bisogno; anche se sono addirittura dannose.<\/p>\n<p>Del resto, nel calcolo del P. I. L. rientra anche il fatturato delle carrozzerie o delle industrie farmaceutiche: eppure chi oserebbe negare che si vivrebbe meglio in una societ\u00e0 in cui vi fossero meno incidenti automobilistici e meno persone che si ammalano? Invece, paradossalmente, per una societ\u00e0 ridotta alla sola dimensione economica, \u00e8 &quot;meglio&quot; che vi siano tanti incidenti stradali e tante persone ammalate: perch\u00e9, in questo modo, i carrozzieri, le industrie chimiche e i farmacisti lavorano di pi\u00f9, e si verifica un aumento dell&#8217;occupazione in quei settori.<\/p>\n<p>Quando si considerano il possesso e la quantit\u00e0 come gli obiettivi fondamentali della vita, non stupisce che si finisca per quantificare la vita stessa e per assumere nei confronti di essa un atteggiamento assurdamente possessivo, quasi che ci appartenesse in propriet\u00e0 e non ci fosse semplicemente data in usufrutto, per un tempo che non conosciamo. Pertanto, diamo per scontato che vivere 70 anni \u00e8 meglio che viverne 60, e che viverne 80 \u00e8 meglio che viverne 70; come siano, poi, questi anni che ci sono dati da vivere, questo \u00e8 un problema secondario. Di qui alla totale sottovalutazione della qualit\u00e0 della vita non v&#8217;\u00e8 che un passo; cos\u00ec come non v&#8217;\u00e8 che un passo nella direzione dell&#8217;accanimento terapeutico. Se l&#8217;importante \u00e8 vivere, vivere comunque, perch\u00e9 non cercare di prolungare la durata al massimo, e sia pure affidandosi a delle macchine che si limitano a pompare il sangue in un corpo che ha esaurito il suo ciclo vitale?<\/p>\n<p>Per la stessa ragione, siamo portati a indignarci davanti alla morte di una persona giovane, o anche semplicemente di una persona non ancora anziana. Un tempo, la morte di una persona giovane &#8211; di una mamma che moriva di parto, per esempio, o di un uomo che moriva d&#8217;infarto &#8211; non faceva scandalo: Dio d\u00e0, Dio prende; sia fatta la Sua volont\u00e0. Oggi la morte fa scandalo, specialmente se colpisce un trentenne o un quarantenne, per non parlare di un ragazzo. Si vorrebbe reclamare presso qualcuno: ma, avendo gettato via l&#8217;idea di Dio, non si sa esattamente con chi prendersela; resta, comunque, la sensazione di essere stati frodati, derubati.<\/p>\n<p>Significativamente, l&#8217;unico caso in cui la logica quantitativa si ferma e retrocede \u00e8 quello della natalit\u00e0. Se vi fosse un minimo di coerenza nella societ\u00e0 moderna, visto che &quot;pi\u00f9&quot; \u00e8 meglio di &quot;meno&quot;, allora avere due figli dovrebbe essere meglio che averne uno solo, e averne tre, dovrebbe essere meglio che averne due. Se non si possono avere figli, poi, adottarli dovrebbe essere meglio che farne a meno: perch\u00e9 l&#8217;importante, se si desidera avere dei bambini, non \u00e8 come essi vengono al mondo, ma il fatto di crescerli, con amore, nella propria famiglia.<\/p>\n<p>Invece, in piena contraddizione con le premesse culturali dell&#8217;avere, e dell&#8217;avere sempre di pi\u00f9, molte coppie non vedono i bambini come una benedizione, ma valutano con estrema cautela la possibilit\u00e0 di averne; e, se si verifica una gravidanza indesiderata, ricorrono con frequenza all&#8217;aborto. Anche molte ragazze e molte donne non sposate n\u00e9 fidanzate, ricorrono all&#8217;aborto per liberarsi di una gravidanza indesiderata, perfino nei casi in cui hanno alle spalle una famiglia disposta ad aiutarle nel loro ruolo di mamme e anzi, talvolta, desiderosa di farlo.<\/p>\n<p>Naturalmente, in simili casi, guai a parlare di &quot;leggerezza&quot; o di &quot;egoismo&quot;: l&#8217;aborto, si sa, \u00e8 un dramma umano; nessuna donna lo affronterebbe a cuor leggero, se non vi fosse costretta da ragioni assolutamente imperiose. Quanta ipocrisia, quanta demagogia vi sono in simili discorsi: eppure, nessuno osa contraddirli: n\u00e9 le donne, che la cultura femminista ha abituato a considerare solo i loro &quot;diritti&quot;, negando che esistano i diritti del nascituro; n\u00e9 gli uomini, vili e paurosi di fronte a tale cultura, e pi\u00f9 che mai desiderosi di apparire progressisti e &quot;democratici&quot;.<\/p>\n<p>Il rifiuto della maternit\u00e0, il crollo delle nascite, sono la spia pi\u00f9 evidente del fatto che qualcosa non funziona, nella filosofia del possesso e della quantit\u00e0, su cui \u00e8 cresciuta a dismisura, come una metastasi, la cultura sempre pi\u00f9 materialista, edonista, utilitarista della tarda modernit\u00e0; sono i segni di contraddizione che indicano una lacerazione irrisolta, un malessere che cova sotto le apparenze rassicuranti e spensierate di un consumismo festaiolo, ma senz&#8217;anima.<\/p>\n<p>Se possedere le cose \u00e8 meglio che non possederle, e se possederne molte \u00e8 meglio che possederne poche, perch\u00e9 mai questo modo di ragionare non dovrebbe valere anche nell&#8217;ambito delle nascite: quello, cio\u00e8, in cui pi\u00f9 si manifestano la vitalit\u00e0 e la fiducia nel domani di una persona, di una coppia, di una societ\u00e0, di una nazione?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 mai in questo caso, e solo in questo caso, le persone diventano dubbiose circa la bont\u00e0 intrinseca del &quot;pi\u00f9&quot; rispetto al &quot;meno&quot;; perch\u00e9 mai in questo caso, e solo in questo caso, preferiscono battere in ritirata, come fanno quelle coppie &#8211; e sono sempre pi\u00f9 numerose &#8211; le quali dicono, fin dal momento in cui si mettono a vivere insieme: \u00abFigli? No, grazie: davvero, non ci pensiamo proprio. Non abbiamo abbastanza soldi, abbastanza sicurezze da offrire loro; e poi, in che razza di mondo li faremmo vivere? Con quali prospettive per il loro futuro?\u00bb. Cos\u00ec esse mascherano, dietro una apparente sollecitudine nei loro confronti, il rifiuto di avere figli; e, invero, \u00e8 raro trovarne di abbastanza sincere da riconoscere, puramente e semplicemente, che i figli appaiono loro come un fastidio, come una limitazione, come un peso.<\/p>\n<p>Eppure, avere o avere avuto numerosi amanti, per uomo o una donna moderni, \u00e8 considerato cosa migliore che averne avuti pochi, o nessuno; avere molti rapporti sessuali \u00e8 considerato meglio che averne pochi o nessuno; e, in molti ambienti, specialmente culturalmente medio-alti, avere alle spalle un paio di matrimoni falliti \u00e8 considerato pi\u00f9 &quot;chic&quot;, pi\u00f9 interessante che essere felicemente sposati per la prima e unica volta. Dunque, il problema non \u00e8 l&#8217;affettivit\u00e0 e nemmeno la sessualit\u00e0: il problema \u00e8 proprio la procreazione.<\/p>\n<p>Veramente, ci sarebbe un altro ambito in cui la mentalit\u00e0 del &quot;pi\u00f9&quot; entra in cortocircuito, ed \u00e8 quello della morte. La morte, intesa come processo naturale, \u00e8 associata all&#8217;et\u00e0; e, anche se non \u00e8 detto che una persona vivr\u00e0 75 anni, in una societ\u00e0 ove la vita media \u00e8 di 75 anni, sta di fatto che il crescere dell&#8217;et\u00e0 indica che la meta finale si sta avvicinando e ci\u00f2 provoca un rifiuto viscerale: per cui, non potendo eliminare la morte, si eliminano almeno, per quanto possibile, le sue immagini e tutto ci\u00f2 che la ricorda.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, coprendo le rughe e gli altri segni dell&#8217;invecchiamento, come la perdita dei capelli o la caduta dei denti, ci si illude di coprire anche la marcia della vita verso la destinazione finale; si esorcizza la paura della morte nascondendo i segni della vecchiaia. I vecchi vogliono fare i giovani; e, fino a un certo punto, specialmente da lontano, riescono perfino a ingannare l&#8217;occhio. Ma la realt\u00e0 \u00e8 quella che \u00e8; e, del resto, visti da vicino, questi vecchi e queste vecchie che giocano a fare i ragazzini sono terribilmente patetici.<\/p>\n<p>Che cosa bisogna concludere, pertanto, a proposito di una societ\u00e0, come la nostra, che ha divinizzato l&#8217;avere e la quantit\u00e0, ma che non vuole pi\u00f9 accettare i due eventi fondamentali della condizione umana: la nascita e la morte? Di una societ\u00e0 che ha paura di mettere al mondo dei bambini e che ha paura, una paura irrazionale, della vecchiaia e della morte, al punto da non volerci mai pensare, da non volerle neanche vedere?<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il vicolo cieco in cui ci siamo spinti, inseguendo il Vitello d&#8217;oro di un progresso divinizzato, di un progresso che si autocelebra e del quale abbiamo finito per diventare non gi\u00e0 i beneficiari, ma degli strumenti e delle appendici. Non lui sta servendo noi, ma noi stiamo servendo lui. Eppure, qualche dubbio si sta facendo strada, nella mente di questi servi sfruttati e alienati&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo riassumere in una formula estremamente sintetica la filosofia specifica della modernit\u00e0, tanto nella sua versione marxista che in quella capitalista, potremmo dire, semplicemente, che,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30149,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[92],"class_list":["post-27954","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-economia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27954","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27954"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27954\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30149"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27954"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27954"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27954"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}