{"id":27953,"date":"2017-06-22T02:07:00","date_gmt":"2017-06-22T02:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/22\/il-pitone-birmano-alla-conquista-della-florida\/"},"modified":"2017-06-22T02:07:00","modified_gmt":"2017-06-22T02:07:00","slug":"il-pitone-birmano-alla-conquista-della-florida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/22\/il-pitone-birmano-alla-conquista-della-florida\/","title":{"rendered":"Il Pitone birmano alla conquista della Florida"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo visto che l&#8217;uomo, introducendo, sia volontariamente che involontariamente, nuove specie viventi in <em>habitat<\/em> esotici, compromette gravemente l&#8217;equilibrio ecologico e mette a rischio la sopravvivenza della vegetazione e della fauna originarie (cfr. il nostro articolo: <em>Come gli animali introdotti dall&#8217;uomo hanno devastato la flora e la fauna delle isole oceaniche,<\/em> pubblicato su <em>Libera Opinione<\/em> il 15\/06\/2017); e, pi\u00f9 in generale, abbiamo visto come l&#8217;uomo produca inevitabilmente delle catastrofi ecologiche ogni qualvolta dimentica che non \u00e8 possibile operare alcun intervento sulla flora e sulla fauna, senza valutare attentamente le conseguenze che esso immancabilmente avr\u00e0 su tutto l&#8217;ecosistema di quella determinata regione, e giudicare se sar\u00e0 possibile tenere i cambiamenti sotto controllo, o se essi gli prenderanno la mano e andranno molto al di l\u00e0 dei suoi piani e delle sue intenzioni (cfr. il precedente articolo: <em>La filosofia riduzionista e i suoi disastri: dal giacinto d&#8217;acqua al pesce persico<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 01\/12\/2010). Ma non solo le isole oceaniche e i piccoli ambienti fisici, nei quali ogni alterazione degli equilibri ecologici assume immediatamente delle proporzioni inarrestabili per via della scarsit\u00e0 del fattore spazio, ma anche regioni di notevole ampiezza si rivelano altamente vulnerabili, se la rottura dell&#8217;equilibrio si verifica in un punto sensibile della catena ambientale. Un caso da manuale \u00e8 quello che si sta verificando, per modo di dire, sotto i nostri occhi, nello Stato americano della Florida, e specialmente nella parte meridionale della penisola omonima (che occupa solo una porzione dello Stato stesso), a sud del lago Okeechobee, e verso la punta rivolta verso l&#8217;isola di Cuba, dove si trova il Parco Nazionale Everglades.<\/p>\n<p>Da alcuni anni a questa parte, e specialmente dal 2012, si \u00e8 verificata una stranissima invasione zoologica, partita da una direzione che nessuno si sarebbe mai aspettato, come nel caso di un esercito nemico che sferra l&#8217;attacco alla cittadella assediata proprio dall&#8217;unico lato sguarnito di opere difensive, perch\u00e9 ritenuto semplicemente imprendibile a causa della conformazione naturale del luogo. I conigli selvatici della regione, ai quali i naturalisti avevano applicato un radio-collare per seguirne gli spostamenti e per tener d&#8217;occhio l&#8217;andamento della popolazione, in pochissimo tempo sono quasi spariti: sono stati divorati, all&#8217;ottanta per cento, da un ospite inatteso, un vero e proprio intruso nelle foreste acquitrinose della Florida, il Pitone delle rocce birmano (<em>Phyton bivittatus<\/em>), originario del Sud-Est asiatico. Si tratta di un &quot;costrittore&quot; dalle dimensioni imponenti, lungo fino a sette metri e pesante poco meno di un quintale, il cui corpo pu\u00f2 raggiungere la grossezza di un palo del telegrafo, e che \u00e8 il pi\u00f9 ambito dagli allevatori di grossi rettili, anche per la sua indole relativamente docile. Alcuni anni fa, i biologi e le guardie forestali che seguono l&#8217;andamento della vita animale e vegetale del Parco nazionale, si erano accorti del rapido e improvviso declino delle popolazioni di alcuni mammiferi di piccole e medie dimensioni, fra i quali, appunto, i conigli di palude. Tuttavia, \u00e8 solo a partire dal 2015 che questo fatto \u00e8 stato messo direttamente in relazione con un altro fatto, la comparsa del Pitone birmano in una regione situata a migliaia di chilometri dal suo ambiente originario, e la cui presenza certamente si deve alla moda, dilagante da alcuni anni negli Stati Uniti, di allevare animali esotici, anche di gradi dimensioni e anche potenzialmente pericolosi. Accade sovente che questi capricciosi allevatori dilettanti, per una ragione o per l&#8217;altra, si stanchino dei loro ingombranti amici selvatici e, allora, facciano la cosa pi\u00f9 stupida che un essere umano possa decidere di fare: invece di rivolgersi alle autorit\u00e0 competenti e spiegare il proprio problema, prendono l&#8217;animale ormai indesiderato e lo lasciano libero in qualche zona boscosa, pensando, cos\u00ec, d&#8217;aver sistemato ogni cosa in maniera facile, indolore e soddisfacente per tutti. Invece, accade esattamente il contrario: gli animali liberati si incontrano con altri esemplari della stessa specie, si riproducono e cominciano l&#8217;invasione del territorio, nutrendosi della fauna originaria e mettendola seriamente in pericolo, o, addirittura, facendola sparire.<\/p>\n<p>Riportiamo una breve introduzione al problema del Pitone in Florida, corredata da una intervista al biologo Frank. J. Mazzotti, contenuta nell&#8217;articolo del giornalista Alessandro Bettero <em>Gli alieni? Sono qui. E si trovano bene<\/em> (su <em>Il Messaggero di Sant&#8217;Antonio<\/em>, Padova, marzo 2017, p. 37):<\/p>\n<p><em>La Florida \u00e8 diventata, suo malgrado, un laboratorio naturale per gli studi internazionali sulle conseguenze della diffusione di specie aliene invasive introdotte &#8212; o pi\u00f9 spesso liberate &#8212; dall&#8217;uomo in modo dissennato, se non criminale. Una di queste \u00e8 il pitone birmano, originario del Sud-Est asiatico. Un rettile che pu\u00f2 arrivare anche a 7 metri di lunghezza e pesare 90 chili. \u00c8 un predatore voracissimo che si \u00e8 subito trovato a suo agio nel clima sub-tropicale delle paludi della Florida, dove si sposta facilmente anche nuotando. Sarebbero decine di migliaia gli esemplari che hanno colonizzati la regione, facendo strage soprattutto di conigli e di altri mammiferi molto importanti per l&#8217;equilibrio dell&#8217;ecosistema, a partire da quello fragilissimo del Parco nazionale delle Evergaldes. Il pitone birmano \u00e8 un predatore spietato e imprendibile, tanto che pi\u00f9 di un ricercatore si \u00e8 spinto a domandarsi come sia possibile vincere la guerra, se non si riesce a trovare il nemico. Ne sa qualcosa il professor Frank J. Mazzotti, biologo e professore all&#8217;Universit\u00e0 della Florida.<\/em><\/p>\n<p><em>DOMANDA: Come \u00e8 arrivato il pitone birmano e qual \u00e8 il suo livello di diffusione?<\/em><\/p>\n<p><em>RISPOSTA: \u00c8 arrivato attraverso il commercio di animali domestici ed esotici. Per lo pi\u00f9 a sud del lago Okeechobee (non lontano da Miami e Fort Lauderdale, due famose mete turistiche, n.d.r.). Ma poi si \u00e8 diffuso in tutto lo Stato.<\/em><\/p>\n<p><em>DOMANDA: Quali conseguenze ha avuto sull&#8217;ecosistema?<\/em><\/p>\n<p><em>RISPOSTA: La maggior parte degli effetti li abbiamo osservato sui mammiferi che hanno subito un drastico calo della popolazione. Ma non abbiamo un quadro preciso delle perdite di uccelli acquatici, la qual cosa ci preoccupa.<\/em><\/p>\n<p><em>DOMANDA: Che pericolo pu\u00f2 costituire per la popolazione umana?<\/em><\/p>\n<p><em>RISPOSTA: I miei timori per l&#8217;uomo sono minimi. Sono pi\u00f9 preoccupato della stupidit\u00e0 degli esseri umani che non dell&#8217;aggressivit\u00e0 dei pitoni. La paura maggiore \u00e8 che i pitoni birmani possano fare piazza pulita della fauna locale.<\/em><\/p>\n<p><em>DOMANDA: Che cos&#8217;hanno fatto le autorit\u00e0 della Florida per limitarne la propagazione?<\/em><\/p>\n<p><em>RISPOSTA: Hanno approvato delle leggi che rendono illegale il commercio di pitoni birmani con altri Stati, e stanno conducendo programmi di ricerca e cattura. Ma il guaio \u00e8 che \u00e8 molto difficile scovare i pitoni.<\/em><\/p>\n<p><em>DOMANDA: Ci sono altre specie in grado di causare danni?<\/em><\/p>\n<p><em>RISPOSTA: S\u00ec, due grosse lucertole della classe dei rettili: il &quot;tegus&quot; argentino bianco e ero, piuttosto vorace; e il &quot;varano&quot; del Nilo di origine africana. Sono nuove specie invasive che possono causare gravi danni all&#8217;ecosistema della Florida<\/em>.<\/p>\n<p>Da alcuni anni, le autorit\u00e0 del Parco nazionale di Everglades e gli studiosi dell&#8217;Universit\u00e0 della Florida sono giunti alla conclusione che, in quell&#8217;area, \u00e8 in atto una gravissima emergenza ecologica, e che il fattore scatenante \u00e8 stato proprio l&#8217;introduzione del Pitone birmano, che si \u00e8 acclimatato benissimo e che sta proliferando in maniera assolutamente incontrollabile. Gli studiosi sospettano, anzi, sono ormai praticamente certi, che non solo i conigli di palude, ma anche molte altre specie animali, sia di mammiferi che di uccelli, siano diventati il nutrimento di questo voracissimo predatore, che si trova particolarmente a suo agio quanto pi\u00f9 il clima \u00e8 caldo e umido. La punta meridionale della Florida e le sue grandi foreste sub-tropicali offrono le condizioni ideali per il Pitone birmano, che diviene tanto pi\u00f9 agile e attivo, laddove pu\u00f2 muoversi su ampie superfici acquatiche, essendo un forte nuotatore, il che gli permette di estendere notevolmente l&#8217;areale in cui si svolge la sua ricerca del cibo. Ed \u00e8 paradossale che un tale disastro sia partito da una moda discutibile, come quella di allevare pitoni in citt\u00e0, nelle abitazioni private, e da un comportamento irresponsabile, come quello di sbarazzarsene, liberandoli nella foresta, cos\u00ec come alcuni si sbarazzano di un cane liberandolo ai margini di un&#8217;autostrada.<\/p>\n<p>Ora le autorit\u00e0 sembrano pressoch\u00e9 impotenti, dal momento che non sanno assolutamente cosa escogitare per porre un freno alla diffusione del pitone; di eliminarlo, infatti, non se ne parla neanche. Il fatto \u00e8 che, pur trattandosi di un animale piuttosto grosso, lungo come un camion e pesante come un robusto essere umano, si tratta anche di un animale tremendamente silenzioso e abilissimo a mimetizzarsi nel denso fogliame della foresta subtropicale o nelle acque delle paludi, coperte di ninfee e piante galleggianti. In poche parole, pur essendo ormai talmente numeroso da formare una popolazione di venti, quaranta o sessantamila individui, nessuno potr\u00e0 mai dire quanti, il Pitone birmano \u00e8 praticamente invisibile e riesce a non produrre quasi alcun suono, strisciando o nuotando in maniera incredibilmente ovattata. Come ha dichiarato un esperto di serpenti della esperienza di Michael Dorcas, del Davidson College: <em>Per ogni serpente che trovate, potete camminare accanto ad altri novantanove, senza vederli<\/em>. Per esser chiaro, certamente lo \u00e8 stato; resta da vedere come i &quot;cervelli&quot; degli Stati Uniti faranno fronte a una simile emergenza.<\/p>\n<p>Si ricordi il principio base dell&#8217;ecologia: per ogni intervento pianificato dall&#8217;uomo, bisogna mettere in conto dei contraccolpi e delle ripercussioni ad ampio raggio, che andranno a incidere, presto o tardi, su tutte le altre specie viventi in quell&#8217;area. Perci\u00f2, anche se si trovasse un agente capace di colpire il Pitone birmano o di limitarne la capacit\u00e0 riproduttiva, di qualsiasi tipo (sia esso biologico, chimico o perfino batteriologico), bisogna riflettere e valutare se un tale agente, dopo aver risolto il primo problema, non finir\u00e0 per crearne un secondo, o un terzo, o un quarto, sul momento non previsto o non prevedibile. Chi avrebbe mai immaginato, ad esempio, che, irrorando le foreste del Borneo, in Indonesia, con il DDT, per difendere gli insediamenti umani dall&#8217;assalto delle zanzare, si sarebbe innescata una spirale ecologica altamente distruttiva, dagli esiti del tutto imprevedibili? Eppure \u00e8 accaduto (cfr. il nostro articolo: <em>Il Borneo, le zanzare, il DDT: una lezione di ecologia pratica<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 27\/01\/2013). Morirono gli insetti, ma morirono anche le lucertole; e i gatti, che si nutrivano di lucertole, scomparvero. La scomparsa dei gatti diede un enorme impulso all&#8217;espansione demografica dei topi; e questi, divenuti legioni, cominciarono a diffondere la pestilenza, endemica nel Sud-Est asiatico. Ma non basta: oltre alle zanzare, il DDT aveva ucciso anche le vespe; e la scomparsa delle vespe determin\u00f2 un&#8217;impennata nella popolazione dei bruchi. Ora, nel Borneo le abitazioni sono quasi tutte di legno: e i bruchi, divenuti milioni, cominciarono a far crollare letteralmente le case. Per porre rimedio a tutto ci\u00f2, il governo decise d&#8217;introdurre nell&#8217;isola migliaia e migliaia di gatti: tuttavia, la cosa non fu per nulla semplice, richiese anni e non valse a ristabilire del tutto l&#8217;equilibrio ecologico.<\/p>\n<p>Nel caso del Pitone birmano, diffuso spaventosamente nelle paludi e nelle foreste della Florida, bisogna pur dire che un simile flagello \u00e8 stato innescato da un particolare aspetto dello stile di vita americano, il tanto decantato <em>american way of life<\/em>: il culto e la pratica del liberalismo assoluto, spinto sino al limite dell&#8217;autolesionismo. La democrazia americana \u00e8 &quot;bella&quot; perch\u00e9 permette al cittadino di fare qualsiasi cosa, almeno nella sua sfera privata, cio\u00e8 all&#8217;interno della sua propriet\u00e0, tranne che nel caso essa configga direttamente e visibilmente con la libert\u00e0 altrui. Ma allevare pitoni o altri animali selvaggi di grosse dimensioni \u00e8 un <em>hobby<\/em> che, pur non minacciando apertamente e direttamente i vicini, evidentemente presenta il rischio che ci\u00f2 posa accadere. Come nel caso del libero commercio delle armi, il cittadino americano \u00e8 autorizzato a fare tutto ci\u00f2 che le leggi e la Costituzione non vietano in maniera esplicita; e questa libert\u00e0 \u00e8 considerata un motivo di vanto e di superiorit\u00e0 rispetto alle alte democrazie, a cominciare da quelle degli Stati europei. Ebbene, forse questo modo di vedere le cose andrebbe almeno parzialmente corretto. Di certo non sar\u00e0 la preoccupazione per il Pitone birmano che far\u00e0 spuntare nella coscienza americana qualche timido dubbio sulla bont\u00e0 del liberalismo radicale, presumibilmente neppure se la stampa e la televisione dovessero occuparsi di qualche crudo fatto di cronaca, come la morte di un essere umano, magari di un bambino, ad opera di quel rettile. Sta di fatto, per\u00f2, che il liberalismo radicale confina con l&#8217;anarchismo; e che l&#8217;anarchismo \u00e8 una filosofia sociale che parte da un presupposto erroneo: l&#8217;altissimo senso di responsabilit\u00e0 di qualunque essere umano, vivente all&#8217;interno di una comunit\u00e0. Si tratta di una utopia, non di un fatto. Finch\u00e9 ci saranno persone che allevano pitoni e poi se ne stancano e li lasciano liberi, ci sar\u00e0 anche bisogno di leggi che limitino degli <em>hobby<\/em> cos\u00ec pericolosi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo visto che l&#8217;uomo, introducendo, sia volontariamente che involontariamente, nuove specie viventi in habitat esotici, compromette gravemente l&#8217;equilibrio ecologico e mette a rischio la sopravvivenza della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[92],"class_list":["post-27953","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27953"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27953\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}