{"id":27951,"date":"2018-02-11T06:04:00","date_gmt":"2018-02-11T06:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/11\/piromani-e-pompieri\/"},"modified":"2018-02-11T06:04:00","modified_gmt":"2018-02-11T06:04:00","slug":"piromani-e-pompieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/11\/piromani-e-pompieri\/","title":{"rendered":"Piromani e pompieri"},"content":{"rendered":"<p>Quello che tiene in equilibrio la bilancia complessiva di una societ\u00e0 \u00e8 il rapporto fra la percentuale delle persone atte a creare problemi, difficolt\u00e0, lacerazioni, sofferenze, e quelle che col loro lavoro, con la loro generosit\u00e0, con la loro comprensione, operano per appianare la strada, sciogliere i nodi, stemperare la violenza dei conflitti. Intendiamoci: tutti noi siamo atti a creare problemi, a noi stessi e al prossimo; nessuno \u00e8 immune da questa prerogativa; nondimeno, la vita ci \u00e8 data precisamente per imparare a gestire in maniera decente tale nostra caratteristica e capire il modo in cui si pu\u00f2 procedere nel proprio percorso &#8212; affettivo, professionale e di qualunque altra natura &#8212; senza creare continuamente gravi e dolorosi problemi, a s\u00e9 e agli altri; insomma, a non essere continuamente di peso, a non impoverire il mondo con la continua necessit\u00e0 di rimediare ai nostri errori, a non costringere squadre di pompieri a tenersi sempre all&#8217;erta per spegnere gli incendi da noi appiccati sconsideratamente a destra e a manca. Vi sono persone, infatti, le quali non fanno che passare da un conflitto all&#8217;altro, spesso accendendolo per il puro gusto di farlo, per il maligno piacere dello scontro fine a se stesso: perch\u00e9, sia chiaro, vi sono anche conflitti necessari e positivi, e sono quelli che permettono di crescere, maturare e migliorarsi; ma quelli che hanno il solo risultato di inasprire, di incattivire, di aggravare le tensioni preesistenti, quelli no, non sono n\u00e9 necessari, n\u00e9 utili, ma semplicemente distruttivi, e sarebbe bello poterne fare a meno. N\u00e9 si deve pensare che questo tipo di conflittualit\u00e0 maligna sia una prerogativa delle persone che hanno avuto un&#8217;infanzia difficile, dei genitori snaturati e subito chiss\u00e0 quali altre trascuratezze, ingiustizie e sopraffazioni, magari proprio da quelli che avrebbero dovuto proteggerle e aiutarle a crescere. Se solamente quel genere di persone fosse all&#8217;origine di perenni e sterili conflitti, la societ\u00e0 potrebbe dirsi fortunata; purtroppo le cose stanno ben diversamente e una quantit\u00e0 di persone le quali, dalla vita, hanno ricevuto tutto, e anche qualcosa di pi\u00f9, n\u00e9 hanno mai sofferto vessazioni e soprusi, n\u00e9 sono mai state abusate o anche solo minimamente infastidite, ma, anzi, hanno ricevuto amore, rispetto e sicurezza economica, molte di tali persone, per qualche tortuosa e inaccessibile ragione, si fanno suscitatrici incessanti di rivalit\u00e0, gelosie, inimicizie: dove arrivano loro, l&#8217;ambiente diventa subito difficile; dove passano, si lasciano alle spalle una scia di lacrime e sofferenze.<\/p>\n<p>Dicevamo dell&#8217;equilibrio complessivo della societ\u00e0, come risultante fra l&#8217;azione distruttiva delle persone che creano problemi, e quella costruttiva delle persone che sono naturalmente portate ad aiutare, a comprende, a perdonare, a mediare, a instaurare il bene. Non ci si deve fare alcuna illusione: questa situazione esister\u00e0 sempre, fino a quando esister\u00e0 il mondo: perch\u00e9 gli uomini sono fatti cos\u00ec, tale \u00e8 la loro natura; e anche se, teoricamente, le cose potrebbero cambiare, nel senso che molte pi\u00f9 persone potrebbero porsi, o imporsi, un cammino di maturazione e di perfezionamento, alleggerendo la societ\u00e0 e recando un evidente beneficio a se stesse e agli altri, in pratica ben poche lo fanno, per quella pigrizia &#8211; i latini la chiamavamo accidia -, per quella stupida tendenza a lasciar andare le cose alla meno peggio, senza riflettere, senza porsi degli obiettivi sani e realistici, senza meditare sugli errori, senza chiedere scusa quando si sbaglia, senza imparare la lezione e affinare la propria lealt\u00e0, la propria affidabilit\u00e0, la propria capacit\u00e0 di imporsi sacrifici, di sopportare prove, di fronteggiare situazioni incresciose, faticose, sgradevoli, e vincerle con le armi della pazienza, della perseveranza, della moderazione e della buona volont\u00e0. In pratica, questo \u00e8 l&#8217;uomo: una creatura delle potenzialit\u00e0 immense (sia verso l&#8217;alto che verso il basso), ma sostanzialmente pigra, propensa a imboccare la strada pi\u00f9 facile, a cercar sempre il massimo vantaggio e il minimo di responsabilit\u00e0; e se poi le cose non vanno nel senso desiderato, sempre portata a scaricare ogni colpa sugli altri, a lanciare strali avvelenati contro tutto e contro tutti; ma incapace di usare la stessa severit\u00e0 con se stessa, a imparare qualcosa dai propri errori, anche perch\u00e9 per imparare bisogna ammetterli, e la stragrande maggioranza degli esseri umani non \u00e8 disposta a farlo.<\/p>\n<p>La stessa cosa avviene in quella piccola, ma fondamentale societ\u00e0 che \u00e8 la famiglia. In moltissime famiglie &#8212; in tutte, a ben guardare &#8211; si ripetono le stesse dinamiche, ora pi\u00f9 vistose e perfino drammatiche, ora ridotte entro proporzioni accettabili: quelli che devastano e quelli che riparano. I primi comprendono, a loro volta, una quantit\u00e0 di categorie; i secondi, fondamentalmente, formano una categoria sola: quella degli uomini di buona volont\u00e0. Quelli che distruggono sono anche degli infelici, che lo sappiano o meno; ma certo vi \u00e8 una bella differenza fra una persona torturata da complessi, nevrosi e rimorsi, che fa soffrire gli altri perch\u00e9 non trova pace in se stessa, e una persona che, invece, riesce a padroneggiare la propria malignit\u00e0 e a indirizzarla verso dei fini pratici, guadagnando potere, successo e procacciandosi piacere, passando sopra la sofferenza altrui e calpestando i diritti di quelli che le stanno intorno. Alla fine, per\u00f2, sono membri della stessa classe: quella dei vampiri, quella dei disgraziati che non imparano mai la lezione della vita, quella dei distruttori che lasciano solo macerie fumanti dove sono passati. \u00c8 quasi un miracolo che tante famiglie riescano a tirare avanti, nonostante tutto, assicurando una crescita in sostanza sana, anche se molto tribolata, ai figli, e una convivenza accettabile, nonostante tutto, ai coniugi: famiglie nelle quali una persona, a volte due o tre, forse ciascuna per conto suo, oppure malignamente alleate, impongono a tutti gli altri i loro capricci, le loro prepotenze, i loro continui sbalzi d&#8217;umore, gli effetti destabilizzanti della loro disarmonia interiore. La cosa diviene evidente quando un membro della famiglia si abbandona al vizio del bere, o diventa dipendente dalle droghe; ma assai prima di giungere a tali situazioni limite, o anche senza giungervi affatto, ci sono famiglie la cui esistenza quotidiana \u00e8 ridotta un piccolo inferno a causa della incorreggibile disposizione di alcuni membri a scaricare sugli altri ogni sorta di problemi, rancori e frustrazioni, spesso creandoli dal nulla anche quando non ci sarebbero, cos\u00ec, perch\u00e9 non possono farne a meno, e stanno bene, si fa per dire, solo dove c&#8217;\u00e8 sofferenza, solo dove gli altro stanno male.<\/p>\n<p>Ebbene: la stessa cosa vale per la societ\u00e0 nel suo complesso: c&#8217;\u00e8 chi sa solo distruggere e c&#8217;\u00e8 chi ripara le distruzioni altrui; se restano a disposizione delle energie per andare avanti, per realizzare qualcosa d&#8217;altro che non sia solo ricostruire dalle macerie, \u00e8 gi\u00e0 molto. Ora, \u00e8 chiaro che una societ\u00e0 riesce a procedere nel modo migliore allorch\u00e9 gli effetti dannosi della prima categoria di persone vengono contenuti il pi\u00f9 possibile, e le virt\u00f9 positive della seconda categorie vengono valorizzate al massimo. In una societ\u00e0 malata, le tendenze distruttive dei primi diventano quasi delle virt\u00f9, ammirate e imitate dagli altri; e le virt\u00f9 positive dei secondi finiscono per essere sbeffeggiate, ridicolizzate, e perfino castigate. Pensiamo a un quartiere degradato di certe citt\u00e0 che ben sappiamo: i ragazzini che fanno i bulli, cinici, violenti, prevaricatori, delinquenti, si fanno un nome, sono oggetto d&#8217;ammirazione e perfino d&#8217;invidia; molti vorrebbero essere come loro, cercano la loro amicizia, imitano le loro bravate, le loro triste imprese, mentre le ragazzine li corteggiano e li rafforzano nel loro orgoglio perverso; i buoni, i miti, i generosi, gli onesti, vengono isolati, derisi, minacciati, maltrattati, oppressi. Ed \u00e8 anche evidente quale dovrebbe essere l&#8217;atteggiamento della parte sana della societ\u00e0, cominciando dalle istituzioni, per fronteggiare tali situazioni: ricostruire il tessuto sociale e morale, creare lavoro, incoraggiare e premiare i comportamenti virtuosi, castigare in maniera esemplare quelli malvagi. Certo, vi \u00e8 differenza fra un tredicenne sviato dai cattivi esempi e un boss della malavita, con la coscienza carica di delitti sanguinosi; ed \u00e8 giusto che la societ\u00e0 si sforzi di recuperare chi \u00e8 recuperabile, di curare le mele marce. Fino a un certo punto, per\u00f2. Se la bont\u00e0 degenera in buonismo, o \u00e8 solo la maschera della debolezza e dell&#8217;indifferenza; se i malvagi si vedono premiati da sconti di pena immeritati e se, dopo aver subito un processo, tornano in libert\u00e0 dopo un tempo scandalosamente breve, ridendo in faccia alle loro vittime o ai parenti dei esse, allora \u00e8 chiaro che non si va nella direzione giusta, ma si creano le condizioni perch\u00e9 il male si diffonda sempre di pi\u00f9. Come il bravo chirurgo, la societ\u00e0 sana deve saper giudicare quando \u00e8 arrivato il momento della cura drastica, quando si tratta di amputare un arto per salvare l&#8217;organismo. Vi sono delle mele marce che non possono essere recuperate: ammettiamolo. Vi sono persone cronicamente e inguaribilmente malvagie, che devono restare in carcere sino alla fine dei loro giorni, per impedire che commettano ulteriormente delle azioni crudeli a danno del prossimo. Sarebbe bello pensare che, per tutti, c&#8217;\u00e8 una possibilit\u00e0 di redenzione: ma noi non siamo Dio, la societ\u00e0 deve prendere atto dei propri limiti e deve porsi l&#8217;obiettivo prioritario di proteggere i buoni, gli indifesi, gli onesti. Se una societ\u00e0, contagiata dalla febbre del buonismo, dedica gran parte delle sue energie a voler recuperare ad ogni costo coloro i quali non sono recuperabili, e intanto abbandona all&#8217;incertezza, nell&#8217;ansia e nella paura i migliori tra i suoi figli, quella societ\u00e0 ha imboccato la via dell&#8217;autodistruzione. Si verr\u00e0 a creare un circolo vizioso che non avr\u00e0 mai fine, e il cui esito sar\u00e0 letale. \u00c8 come quando una famiglia, per troppa indulgenza, scusa e giustifica tutte le malefatte del figlio scapestrato. Andr\u00e0 a finire che il ragazzaccio, per procurarsi la sua dose di droga quotidiana, picchier\u00e0 e forse uccider\u00e0 i suoi stessi genitori, dopo averli terrorizzati, maltrattati e derubati per anni e anni. Nessuna societ\u00e0 pu\u00f2 permettersi di indulgere a questo genere di generosit\u00e0 all&#8217;ingrosso: tanto pi\u00f9 che non si tratta di generosit\u00e0, ma di connivenza con il male e di colpevole fuga dal dovere primario di difendere i pi\u00f9 deboli e gli onesti.<\/p>\n<p>Se la societ\u00e0 non dovesse impegnarsi per porre rimedio alle difficolt\u00e0 che continuamente vengono creati dalle persone problematiche; se non dovesse indirizzare grandi energie per sciogliere i nodi che tali persone, spesso senza alcuna reale necessit\u00e0, vanno seminando e aggrovigliando, possiamo immaginare che sarebbe libera di correre verso pi\u00f9 alte mete, di dirigere la sua attivit\u00e0 verso scopi pi\u00f9 utili per la totalit\u00e0 dei suoi membri, e nel complesso pi\u00f9 nobili. \u00c8 triste pensare quanto danno e quanto ritardo provoca, all&#8217;insieme del corpo sociale, la vita disordinata di un certo numero di persone fermamente decise a scaricare sugli altri le loro frustrazioni e la loro rabbia, e il cui vero scopo non \u00e8 quello di cercare soluzioni, ma creare sempre nuovi problemi: si tratta di autentici vampiri sociali, o, se si preferisce, di piromani, i quali hanno bisogno di provocare intorno a s\u00e9 il massimo della sofferenza e del disordine. Prendiamo uno sciocco individuo, narcisista e rancoroso, che voglia recare il maggiore disturbo al prossimo solo per far sapere che esiste: in sella alla sua rombante motocicletta, col motore appositamente modificato per aumentare il rumore, va su e gi\u00f9 per le strade cittadine nel cuore della notte, godendo al pensiero di quanti uomini e donne riuscir\u00e0 a svegliare dal loro meritato riposo: \u00e8 stato calcolato che un tale individuo, scorrazzando per una metropoli delle dimensioni di Londra o Parigi, potrebbe rompere il sonno di qualcosa come 300.000 persone. Le quali, al mattino, dovranno andare al lavoro affaticate e innervosite, solo perch\u00e9 un soggetto immaturo e irresponsabile doveva sfogare la sua rabbia per essere stato scaricato dalla ragazza, o per vendicarsi di un rimprovero del suo capo. Piccoli delinquenti del genere, purtroppo, abbondano nel mondo di ogni giorno: si pu\u00f2 dire che la societ\u00e0 \u00e8 letteralmente sovraffollata di persone di quel tipo, e anche peggiori, le quali non si limitano a disturbare il sonno dei propri simili, ma passano a provocazioni e aggressioni ben pi\u00f9 gravi, fino a giocare con la vita altrui, specie con quella delle persone pi\u00f9 inermi, come bambini ed anziani. La tecnologia moltiplica le possibilit\u00e0 di recar danno con pochissima fatica e quasi nessun rischio: per esempio, basta prendere il telefono e tempestare di chiamate anonime delle persone sconosciute, scelte a caso sull&#8217;elenco degli abbonati; oppure salire sul cavalcavia di un&#8217;autostrada e lanciare sassi sulle auto che passano al di sotto, cos\u00ec, per puro divertimento: le probabilit\u00e0 di farla franca sono abbastanza alte, specie se non si hanno precedenti penali. Con una fatica veramente minima, ci si pu\u00f2 levare il gusto di rovinare l&#8217;esistenza di chiss\u00e0 quante persone, orfani che piangeranno la mamma e vedove che piangeranno lo sposo: poich\u00e9 bisogna prendere atto che esistono dei mostri i quali trovano piacere nel dedicarsi a siffatti passatempi. Ma anche senza che vi sia una precisa intenzionalit\u00e0 maligna, resta il fatto che le azioni delle persone inclini a crear problemi agli altri, perch\u00e9 non sanno affrontare i propri, possono essere estremamente gravi. Una stupida ubriacatura di un uomo che non sa affrontare le difficolt\u00e0 nei suoi rapporti familiari, o di lavoro, pu\u00f2 causare un incidente automobilistico in cui altri perderanno la vita, e i parenti di questi saranno gettati in un lago di dolore sino all&#8217;ultimo dei loro giorni. Vi \u00e8 una sproporzione impressionante tra la futilit\u00e0 della causa e la drammaticit\u00e0 dell&#8217;effetto.<\/p>\n<p>S\u00ec: \u00e8 giusto che la societ\u00e0 si faccia carico del disagio dei suoi membri pi\u00f9 fragili; non vi \u00e8 nulla da recriminare su questo, tanto pi\u00f9 che nell&#8217;aiutare il malessere altrui si pu\u00f2 dare un senso pi\u00f9 alto alla propria vita. Ma ci\u00f2 non pu\u00f2, n\u00e9 deve, sconfinare nel buonismo incosciente. Ciascuno ha il dovere di assumersi la responsabilit\u00e0 della propria vita e di gestirne le difficolt\u00e0; nessuno ha il diritto di scaricarle sugli altri. Se ci\u00f2 accade, che sia l&#8217;eccezione e non la regola: pena l&#8217;implosione sociale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che tiene in equilibrio la bilancia complessiva di una societ\u00e0 \u00e8 il rapporto fra la percentuale delle persone atte a creare problemi, difficolt\u00e0, lacerazioni, sofferenze,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-27951","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27951","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27951"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27951\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}