{"id":27947,"date":"2009-10-10T07:37:00","date_gmt":"2009-10-10T07:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/10\/pioggia\/"},"modified":"2009-10-10T07:37:00","modified_gmt":"2009-10-10T07:37:00","slug":"pioggia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/10\/pioggia\/","title":{"rendered":"Pioggia"},"content":{"rendered":"<p>Questa mattina, quando il mondo ha iniziato lentamente ad emergere dall&#8217;ombra, una fitta trama di perle lucenti lo aveva impreziosito.<\/p>\n<p>Silenziosa come una principessa misteriosa, la pioggia \u00e8 scesa nella notte coi suoi piedi delicati ed ha intrecciato le sue danze scintillanti nel buio, disegnando arabeschi d&#8217;acqua viva.<\/p>\n<p>Ora, mentre la luce si fa strada con fatica entro il respiro di una minuta nebbiolina, la pioggia continua a cadere leggera, quasi senza rumore, e tutte le cose appaiono rivestite di una fresca luce nuova, come trasfigurate.<\/p>\n<p>L&#8217;aria \u00e8 tiepida e un po&#8217; afosa, come in certe giornate nuvolose della tarda primavera o al principio dell&#8217;estate: ed invece le giornate gi\u00e0 stanno correndo verso l&#8217;autunno inoltrato. Eppure la vegetazione \u00e8 ancora di un bel verde luminoso e, per quanto i platani del viale abbiano ormai lasciato cadere molte foglie, nell&#8217;insieme il paesaggio naturale si presenta ancora nella sua sontuosa veste estiva.<\/p>\n<p>Ristagna sulle cose un&#8217;atmosfera languida e sfinita, come di serra; ma il cielo chiuso e la completa assenza di vento ci fanno avvertiti che \u00e8 vano sperare sia in una schiarita, sia in un acquazzone vigoroso e gagliardo.<\/p>\n<p>Il mondo tace, sospeso, meravigliato anch&#8217;esso dal silenzio che rende i passi ovattati, come quando \u00e8 caduta la prima neve.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>A questo punto ci si potrebbe lanciare nella solita filippica contro il mutamento climatico e le stagioni che non sono pi\u00f9 quelle di un tempo, mentre la primavera e l&#8217;autunno sono scomparsi addirittura; ma a che scopo?<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il mondo in cui ci \u00e8 dato vivere; possiamo agire sulle cause artificiali del cambiamento, ma ci vorranno decenni per vedere il risultato; e noi non ci saremo.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la nostra vita \u00e8 qui, il nostro mondo \u00e8 questo: qui ed ora dobbiamo confrontarci col presente, con la rivelazione dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>L&#8217;Essere si rivela ovunque; siamo noi che non sappiamo vederlo.<\/p>\n<p>Si rivela nella magnificenza dorata dell&#8217;autunno, e si rivela in questa nebbiolina afosa e in questa pioggerella cos\u00ec lieve, che quasi non si ode.<\/p>\n<p>Si rivela in un giardino vivificato dalla fragranza di mille fiori, e si rivela sui muri scrostati di un brutto palazzone di periferia.<\/p>\n<p>Si rivela nel riflesso della fontana di marmo popolata di ninfee, e in quello della pozzanghera sull&#8217;asfalto che, mista di acqua e di benzina, si accende sotto un raggio di sole di una fiamma d&#8217;arcobaleno.<\/p>\n<p>Si rivela nella pioggia scrosciante profumata di bosco, che le raffiche di vento sollevano come le onde del mare, e si rivela nella pioggerella stanca e triste che si sfilaccia nel grigiore dell&#8217;alba, senza gioia e senza dolcezza, ma non priva di bellezza.<\/p>\n<p>La bellezza \u00e8 ovunque, per chi abbia occhi capaci di vedere oltre le apparenze, e orecchi capaci di udire oltre gl&#8217;inutili rumori.<\/p>\n<p>Ovunque \u00e8 la bellezza, perch\u00e9 ovunque \u00e8 l&#8217;anima universale che pervade ogni cosa e che promana dall&#8217;Essere, sporgente perenne di tutto ci\u00f2 che esiste.<\/p>\n<p>Ma essa non si rivela all&#8217;uomo materiale, sprofondato nella duplice illusione del desiderio e del timore; solo chi abbia perfezionato la propria natura spirituale, riesce a scorgerla.<\/p>\n<p>Come cantano quei versi stupendi della \u00abBhagavad-Gita\u00bb (XIII, 28-31):<\/p>\n<p>\u00abColui che vede come, in tutti i corpi, l&#8217;Anima Suprema accompagni l&#8217;anima individuale, e comprende che mai n\u00e9 l&#8217;una n\u00e9 l&#8217;altra periscono, vede veramente.<\/p>\n<p>Chi vede in ogni essere l&#8217;Anima Suprema, ovunque la stessa, non lascia mai che la sua mente lo trascini alla degradazione. Egli giunge infine allo scopo supremo e assoluto.<\/p>\n<p>Colui che riesce a vedere che \u00e8 il corpo, nato dalla natura materiale, a compiere ogni azione, mentre l&#8217;anima, all&#8217;interno, non agisce mai, vede realmente.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;uomo intelligente non vede pi\u00f9 in termini d&#8217;identit\u00e0 multiple, dovute a corpi differenti, raggiunge la visione del brahaman.<\/p>\n<p>Allora, ovunque, egli non vede che l&#8217;anima spirituale.\u00bb<\/p>\n<p>Noi siamo un frammento, una scintilla di tutta questa bellezza, di tutto questo splendore, perch\u00e9 la nostra anima individuale \u00e8 parte dell&#8217;anima universale.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, finch\u00e9 viviamo come immersi nel sonno, non ne siamo consapevoli, e ci crediamo separati dal tutto e abbandonati a noi stessi.<\/p>\n<p>Pertanto, la prima cosa che ci si rivela, all&#8217;atto del risveglio spirituale, \u00e8 proprio questa: che noi non siamo soli, che non siamo abbandonati. Una forza immensa ci sostiene, purch\u00e9 sappiamo essere abbastanza umili da riconoscerla e da rivolgerci a lei, per levare una preghiera di lode e di ringraziamento.<\/p>\n<p>Con le nostre sole risorse, infatti, non possiamo fare nulla: siamo deboli come bambini, impotenti come dei ciechi.<\/p>\n<p>Colui che si libera dalla falsa vista spirituale e acquisisce la vista spirituale, si libera con ci\u00f2 stesso anche dalla paura e diventa \u00ababhaya\u00bb: (in sanscrito) \u00absenza paura\u00bb; perch\u00e9 sa che non deve temere nulla, essendosi affidato interamente alla pienezza dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Chi si riconosce parte dell&#8217;Essere e vi si abbandona con fiducia, ha vinto la paura, perch\u00e9 non desiderando pi\u00f9 nulla, \u00e8 al di l\u00e0 dei capricci della contingenza.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Ora la pioggia \u00e8 cessata e il silenzio \u00e8 divenuto ancora pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Il gorgheggio dell&#8217;usignolo, dal ramo del giardino, si leva timido e quasi soffocato, come se avesse timore di rompere un incantesimo.<\/p>\n<p>La pioggia \u00e8 cessata, ma ha lasciato in dono una magnifica veste lucente, che, posandosi al suolo e sui tetti delle case, dappertutto riflette la vastit\u00e0 del cielo, come una serie infinita di specchi o di laghi o di fontane, che si aprono ad accogliere la rivelazione del mondo.<\/p>\n<p>Ed ecco, la musica di Bach si spande nell&#8217;aria d&#8217;improvviso, possente, meravigliosa, di una sublime eleganza architettonica, come una cattedrale gotica che spinga i suoi archi e le sue volte sempre pi\u00f9 in alto, sempre pi\u00f9 in alto, direttamente verso il cielo.<\/p>\n<p>L&#8217;emozione che le sue note diffondono nell&#8217;anima \u00e8 talmente pura e profonda, che nessuna parola umana potrebbe renderne nemmeno una pallida idea.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 della musica di Bach, la pi\u00f9 spirituale e la pi\u00f9 perfetta che la potenza divina abbia ispirato ad un essere umano per levare al cielo il pi\u00f9 alto inno di lode e di ringraziamento; cos\u00ec \u00e8 della pozzanghera formatasi, dopo la pioggia, in una buca dell&#8217;asfalto, l\u00e0 dove qualche goccia di benzina l&#8217;ha accesa dei colori fatati dell&#8217;iride, non appena un fugace raggio di sole ha fatto capolino tra le nubi squarciate.<\/p>\n<p>Ovunque bellezza, armonia: e una commovente preghiera che si leva dalle creature verso il mistero luminoso dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Anche questo alberello, che ha spezzato letteralmente il cemento del marciapiede per emergere dal buio della terra, trasformando il suo slancio vitale in un tronco, nei rami e nelle foglie; anche questo alberello, le cui radici hanno vinto ogni resistenza, per affermare il proprio diritto alla vita, aprendosi un varco l\u00e0 dove non avresti detto esservi lo spazio neppure per la crescita di un ciuffo d&#8217;erba: anch&#8217;esso \u00e8 un prodigio dell&#8217;Essere, un frammento splendente d&#8217;infinito, che anela a raggiungere la luce che l&#8217;ha tratto dal nulla del non essere.<\/p>\n<p>Tutto parla della rivelazione dell&#8217;Essere, della gloria dell&#8217;Essere: la pioggia ed il sole, il giorno e la notte, il calore ed il gelo, la salute e la malattia, la gioia e il dolore. S\u00ec, tutto: anche il dolore; anche la morte.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la morte non \u00e8 una porta che si chiude, ma una porta che si apre.<\/p>\n<p>\u00c8 un mistero troppo grande per noi e per tutta la nostra filosofia.<\/p>\n<p>Non possiamo spiegarlo razionalmente, ma possiamo intuirlo con un movimento dello spirito che vada oltre il pensiero strumentale e calcolante.<\/p>\n<p>Del resto, tutto ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 prezioso, tutto ci\u00f2 che \u00e8 veramente essenziale, si trova al di l\u00e0 del pensiero razionale: delle sue astuzie e dei suoi calcoli interessati.<\/p>\n<p>Davanti al mistero dell&#8217;Essere, il pensiero razionale finisce per stringere il nulla: perch\u00e9, come dice Dante (\u00abParadiso\u00bb, XXXIII, 139), \u00abnon eran da ci\u00f2 le proprie penne\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario un altro modo per avvicinarsi a quel mistero, che contiene anche il mistero della vita e della morte: l&#8217;abbandono fiducioso nel seno dell&#8217;Essere, dal quale tutto ci\u00f2 che esiste ha tratto origine, e senza il quale nulla vi sarebbe o potrebbe mai esservi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mattina, quando il mondo ha iniziato lentamente ad emergere dall&#8217;ombra, una fitta trama di perle lucenti lo aveva impreziosito. 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