{"id":27946,"date":"2011-01-08T08:15:00","date_gmt":"2011-01-08T08:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/08\/pioggia-e-nebbia\/"},"modified":"2011-01-08T08:15:00","modified_gmt":"2011-01-08T08:15:00","slug":"pioggia-e-nebbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/08\/pioggia-e-nebbia\/","title":{"rendered":"Pioggia e nebbia"},"content":{"rendered":"<p>Pioviggina silenziosamente, incessantemente, nella grigia giornata invernale, da settimane, quasi come se il sole non fosse mai esistito.<\/p>\n<p>Pioviggina nella nebbia che avvolge ogni cosa nel suo umido abbraccio, che sfuma le distanze e inghiotte nel nulla la maggior parte del mondo esterno.<\/p>\n<p>Pioggia e nebbia: la pioggia che cade monotona, infinita, con tristezza; la nebbia che si posa come una sfinge enigmatica e introduce un tempo fuori del tempo, una dimensione fuori della nostra dimensione, strana, quasi aliena.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che sta appena oltre quel gruppo di alberi, a pochi metri dalla finestra, \u00e8 stato rapito, trasportato chiss\u00e0 dove e forse non esiste pi\u00f9; rimangono solo le cose pi\u00f9 vicine, anch&#8217;esse immerse in una atmosfera trasognata e profondamente malinconica.<\/p>\n<p>Ci si chiede cosa sia successo e se mai ritorneranno le belle giornate luminose, i cieli azzurri e le lunghe ore serene, piene di dolcezza.<\/p>\n<p>Fino a qualche giorno fa sembrava quasi di presagire un vago sentore di aria nuova, un timidissimo accenno, se non di primavera, almeno di qualcosa che prelude alla fine dell&#8217;inverno; ed ecco che sembra di essere ricaduti nel pieno dell&#8217;autunno, come se la ruota del tempo si fosse messa a girare all&#8217;incontrario.<\/p>\n<p>Un senso di pesantezza scende sull&#8217;anima, offuscando i pensieri e indebolendo le forze vitali che vorrebbero emergere, sorridere, aprirsi con fiducia.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero?<\/p>\n<p>\u00c8 proprio vero che questa pioggia viene solo per rattristare, che questa nebbia serve unicamente a confondere e demoralizzare chi aspettava un segnale di incoraggiamento?<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse questo un sentire infantile, un pensare infantile, un modo di porsi radicalmente sbagliato nei confronti della varia bellezza dell&#8217;esistente?<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse vero che senza questa pioggia e senza questa nebbia nessuno saprebbe pi\u00f9 apprezzare il sole, nessuno si accorgerebbe di quanto sino benefici il suo abbraccio e il suo sorriso?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la pioggia e la nebbia dovrebbero provocare tristezza e perch\u00e9, se anche cos\u00ec fosse, si dovrebbe considerare ci\u00f2 come un fatto negativo per la vita dell&#8217;anima?<\/p>\n<p>L&#8217;anima equilibrata, centrata in se stessa e tuttavia aperta alla trascendenza, non si rattrista per cos\u00ec poco e non si deprime con tanta facilit\u00e0; al contrario, gode di tutto, sa apprezzare tutto, \u00e8 capace di ringraziare per tutto.<\/p>\n<p>\u00c8 solo l&#8217;anima debole, fragile, inaridita, che attende con impazienza un aiuto esterno e pensa che, se lo ricever\u00e0, tutto comincer\u00e0 ad andare meglio: ma intanto non \u00e8 capace di aiutarsi da s\u00e9, non ci pensa nemmeno, ha completamente dimenticato come si fa.<\/p>\n<p>Far dipendere un certo stato d&#8217;animo dalle condizioni meteorologiche \u00e8 comprensibile ed, entro certi limiti, fisiologico e naturale; ma permettere a qualche giornata o a qualche settimana di cattivo tempo di sprofondare l&#8217;anima nella tristezza e nello scoraggiamento, questa \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa: \u00e8 il sintomo di un malessere molto pi\u00f9 antico e molto pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>L&#8217;anima ammalata non sa riconoscere la natura del proprio male, non sa farne una diagnosi e non sa individuare la giusta terapia per uscirne; vivacchia stancamente, si lascia sopravvivere, con fatica sempre maggiore: attende passivamente chiss\u00e0 quale beneficio dal di fuori, senza sapere come, n\u00e9 perch\u00e9.<\/p>\n<p>Forse, se anche lo ricevesse, non lo riconoscerebbe e, pertanto, non sarebbe capace di trarne il bench\u00e9 minimo giovamento. Perch\u00e9 una grande verit\u00e0 dell&#8217;anima \u00e8 che, se essa non \u00e8 pronta per ricevere le cose buone, queste ultime non vengono a lei; e, se pure vengono, l&#8217;anima non se ne rende neppure conto e non apre loro la porta, non le lascia entrare.<\/p>\n<p>\u00c8 come quando una persona, depressa e piegata dalla sofferenza interiore, ogni mattina si affretta a guardare nella cassetta della posta, sperando che qualche cosa arrivi: non sa nemmeno lei che cosa: qualcosa, qualunque cosa che venga a premiare la sua pazienza, la sua lunga attesa, e che la faccia nuovamente sperare, sognare, amare.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 certo che, fino a quando quella persona non uscir\u00e0 da un tale stato d&#8217;animo, non le accadr\u00e0 mai nulla di nuovo, nulla di buono, nulla che le possa realmente giovare. La vita non concede alcun premio a chi non si batte, a chi non lotta, a chi non si mette in gioco.<\/p>\n<p>La pazienza \u00e8 certamente una virt\u00f9, ma solo se accompagnata dalla chiarezza dei propositi e dalla volont\u00e0 di realizzarli; altrimenti, non \u00e8 che la debolezza dei rinunciatari. In altre parole, essa non \u00e8 e non potr\u00e0 mai essere un fine, ma solo e unicamente un mezzo: un mezzo per sopravvivere in attesa di tempi migliori; ma questi tempi migliori non verranno mai, se l&#8217;anima non decider\u00e0 di prendersi cura di s\u00e9 stessa in prima persona.<\/p>\n<p>Aver pazienza \u00e8 una buona cosa, ma solo se si sa che cosa si sta aspettando e se si mettono in opera tutte le strategie che possono almeno consentire di avvicinarvisi. O si ha pazienza in vista di qualcosa, oppure la pazienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che, quando l&#8217;anima si mette ad aspettare qualche cosa di buono, senza sapere cosa, essa non crede in se stessa e non crede che potr\u00e0 mai trovare la felicit\u00e0, perch\u00e9 oscuramente intuisce di non meritarsela.<\/p>\n<p>Non merita la felicit\u00e0 chi la attende con struggimento e chi la cerca in maniera affannosa, ma solo chi, non cercandola, \u00e8 disposto a sacrificarsi per assolvere degnamente il proprio posto nel mondo, per rispondere alla chiamata dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0 \u00e8 data in premio ai forti che non la inseguono, che non la corteggiano, che non si inginocchiano davanti a lei; a coloro che sanno voltare le spalle alle strade pi\u00f9 facili, ma meno pulite e meno onorevoli, per intraprendere audacemente dei sentieri nuovi, talvolta erti e scoscesi, mai battuti prima da alcuno.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la speranza.<\/p>\n<p>La speranza non \u00e8 attesa imbelle e passiva di qualche bene futuro.<\/p>\n<p>La speranza \u00e8 la virt\u00f9 di chi non perde mai di vista la propria stella polare, l&#8217;orizzonte della propria vocazione, il senso del proprio cammino esistenziale; e che, conscio della propria fragilit\u00e0, sa che da solo non potr\u00e0 fare mai niente, ma che le sue forze cresceranno a dismisura se sapr\u00e0 trovare l&#8217;umilt\u00e0 di rivolgersi a quella Forza poderosa e benefica che \u00e8 pronta ad aiutarci, se noi siamo capaci di chiedere il suo aiuto.<\/p>\n<p>Parlando della vulnerabilit\u00e0, lo scrittore Deng Ming-Dao afferma (in: \u00abIl Tao per un anno. 365 meditazioni\u00bb, Parma, Ugo Guanda Editore, 1993, 137):<\/p>\n<p>\u00abIl guerriero considera ognuno come avversario.<\/p>\n<p>Ne scorge tutti i punti vulnerabili,<\/p>\n<p>e si allena per eliminare i propri.<\/p>\n<p>Il saggio non ha punti vulnerabili.\u00bb<\/p>\n<p>Non ha punti vulnerabili colui che, conscio della propria debolezza, si rivolge all&#8217;Essere da cui provengono ogni pienezza e ogni vigore; e, se ne ha, li fortifica per mezzo di quell&#8217;aiuto, trasformando in forza ci\u00f2 che prima era vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Perfino la paura suprema, la paura della morte, perde i suoi artigli quando l&#8217;anima si rifugia nella fortezza dell&#8217;Essere, che le offre ogni conforto ed ogni protezione.<\/p>\n<p>Deng Ming-Dao cos\u00ec prosegue:<\/p>\n<p>\u00abSi dice che il saggio non offre alcuna entrata alla morte. Per questo egli &#8211; perfetto nel Tao &#8211; \u00e8 superiore al guerriero &#8211; semplicemente abita nel tao. Il secondo accetta la morte, ma non si spinge oltre. Il primo supera i concetti di protezione, competizione, onore e onest\u00e0, e non teme la morte. Egli sa infatti che nulla muore, e che la vita \u00e8 mera illusione: un sogno in perenne trasformazione.\u00bb<\/p>\n<p>Quando l&#8217;anima si \u00e8 raccolta in se stessa ed \u00e8 capace di guardarsi con trasparenza, senza tentare di ingannarsi o di fuggire, allora \u00e8 entrata in armonia con s\u00e9 e con il mondo: ha trovato il suo equilibrio e ci\u00f2 che taluni chiamano &quot;saggezza&quot;.<\/p>\n<p>Ma si tratta, sia ben chiaro, di un equilibrio dinamico, che deve essere sempre riconquistato attraverso difficolt\u00e0 e lotte; e di una saggezza che non si considera mai arrivata, che mai si siede in poltrona o, meno ancora, pretende di salire in cattedra, a fare la lezione agli altri, ma che ogni giorno si confronta con se stessa, individua le proprie imperfezioni e lavora per eliminarle o, almeno, per ridurle.<\/p>\n<p>E sempre confida in Qualcosa che \u00e8 pi\u00f9 grande di s\u00e9, perch\u00e9 sempre conserva la consapevolezza del proprio limite, della propria inadeguatezza, della propria vocazione alla trascendenza.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 anche la pioggia e la nebbia sono un dono prezioso, che va accolto con gioia e con riconoscenza e non con disappunto e contrariet\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 dono, tutto \u00e8 grazia, se siamo capaci di metterci nella giusta disposizione d&#8217;animo e se sappiamo vedere il filo benefico e necessario che lega tutte le cose.<\/p>\n<p>Le uniche cose non buone in se stesse sono quelle che provengono dall&#8217;anima che si separa dall&#8217;Essere: l&#8217;insofferenza, l&#8217;invidia, la gelosia, l&#8217;egoismo e la cattiveria; ma tutto quello che viene da fuori \u00e8 buono, perch\u00e9 svolge una funzione utile alla conservazione del mondo.<\/p>\n<p>Noi, che siamo parte del mondo, dovremmo saper vedere questo legame, questa necessit\u00e0, questa utilit\u00e0, ovviamente ricordandoci di non essere i soli abitanti dell&#8217;universo e che ci\u00f2 che appare dannoso in una prospettiva parziale, \u00e8 invece benefico guardando le cose dall&#8217;alto, ossia cogliendo la stretta interdipendenza fra tutto ci\u00f2 che esiste.<\/p>\n<p>Si tratta, allora, di imparare a vedere meglio; di non fermarsi alla superficie, di non assolutizzare singole esperienze e singole situazioni, ma di riuscire ad intuirne il disegno complessivo, del quale siamo parte e che \u00e8, in se stesso, armonioso e benevolo.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, noi siamo abitanti di un altro mondo, diverso da questo, e al quale aspiriamo a ritornare, poich\u00e9 sentiamo, oscuramente, di provenire da esso, e che quella \u00e8 la nostra vera patria, non questa.<\/p>\n<p>La pazienza per sopportare le situazioni di difficolt\u00e0, dunque; la speranza per rasserenare l&#8217;anima con il pensiero della nostra meta finale, del nostro ultimo destino. La prima ci permette di accettare, di accogliere, di ringraziare; la seconda ci consente di elevarci, di rigenerare le nostre forze, di non perdere mai di vista il faro che brilla nella notte.<\/p>\n<p>A volte, \u00e8 vero, ci si pu\u00f2 sentire terribilmente soli.<\/p>\n<p>Vi sono dei momenti nei quali ci sembra di essere abbandonati in balia delle onde di un mare buio e tempestoso, ignorati da tutti, dimenticati da tutti.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 Qualcuno che non ci dimentica mai, che non ci abbandona mai; che ci rimane sempre accanto, se noi siamo capaci di percepirne la presenza amica. Anche nella notte pi\u00f9 oscura, la Sua luce continua a brillare vittoriosa, dileguando i fantasmi delle tenebre.<\/p>\n<p>Nessuna pioggia pu\u00f2 spegnere quella luce, nessuna nebbia sar\u00e0 mai in grado di nasconderla, se noi non vi consentiamo.<\/p>\n<p>Dipende da noi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un sopravvalutare la nostra forza, questo, ma soltanto essere consapevoli della forza infinita di quella presenza benevola: forza alla quale possiamo attingere in ogni momento, purch\u00e9 siamo capaci di deporre il nostro orgoglio, che ci fa credere separati dal tutto.<\/p>\n<p>Noi siamo radicati nell&#8217;Essere, siamo parte dell&#8217;Essere, siamo una scintilla del Suo splendore e della Sua magnificenza.<\/p>\n<p>Da soli non potremmo fare niente; ma, uniti all&#8217;Essere, possiamo fare tutto.<\/p>\n<p>Possiamo far brillare il sole dell&#8217;anima anche nell&#8217;ora pi\u00f9 buia e far fiorire il suo giardino primaverile, anche nel gelo del pi\u00f9 crudo inverno.<\/p>\n<p>Non noi, ma la forza che \u00e8 accanto a noi; che \u00e8 in noi, anche se non lo sappiamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pioviggina silenziosamente, incessantemente, nella grigia giornata invernale, da settimane, quasi come se il sole non fosse mai esistito. 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