{"id":27940,"date":"2015-07-29T10:33:00","date_gmt":"2015-07-29T10:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/quei-cattolici-piccoli-e-rancorosi-che-non-sopportano-la-canonizzazione-di-pio-x\/"},"modified":"2015-07-29T10:33:00","modified_gmt":"2015-07-29T10:33:00","slug":"quei-cattolici-piccoli-e-rancorosi-che-non-sopportano-la-canonizzazione-di-pio-x","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/quei-cattolici-piccoli-e-rancorosi-che-non-sopportano-la-canonizzazione-di-pio-x\/","title":{"rendered":"Quei cattolici piccoli e rancorosi che non sopportano la canonizzazione di Pio X"},"content":{"rendered":"<p>Se qualcuno dubita ancora di quale fosse veramente la posta in gioco, all&#8217;interno della Chiesa cattolica, ai primi del Novecento, allorch\u00e9 Pio X, con la famosa enciclica &quot;Pascendi Dominici gregis&quot;, prese apertamente e severamente posizione contro il modernismo, basta che si prenda la briga di sfogliare alcune delle biografie di quei parroci e preti che, in quegli anni, fecero parlare di s\u00e9 quali simpatizzanti, magari assai defilati, di tale movimento.<\/p>\n<p>Un tale esame far\u00e0 emergere cose assai istruttive, non solo riguardo a quella parte del clero, forse non grande numericamente, ma certo influente per la propria azione sul terreno sociale e culturale, e non solo riguardo a quel, particolare momento storico. Apparir\u00e0, infatti, che quegli stessi sacerdoti, ritenendosi ingiustamente perseguitati dall&#8217;energica azione antimodernista di Pio X, ancora decenni dopo i fatti, magari mezzo secolo dopo e anche di pi\u00f9, serbavano un tale rancore alla memoria di Pio X, da non peritarsi di mettere in dubbio la decisione di canonizzarlo &#8212; dimenticando, a quanto sembra, che la Chiesa non prende simili decisioni a cuor leggero e, soprattutto, che non \u00e8 solo la Chiesa visibile a prenderle, ma che, anzi, \u00e8 lo Spirito a muovere gli uomini e a suggerire ad essi certe decisioni, cosa di cui, come sacerdoti, non dovrebbero dubitare. Invece ne dubitano, e spingono la loro acrimonia fino al punto di muovere pesantissimi rilievi a quel Pontefice, verso il quale, se non altro per il fato di essere stato tale, e dunque non per la persona, ma per ci\u00f2 che la sua carica rappresenta, ci si aspetterebbe un maggiore rispetto; o, se non altro, ci si aspetterebbe quel minimo di carit\u00e0 cristiana che dissuade dal parlar male dei morti, chiunque essi siano, ma specialmente se si tratta di confratelli.<\/p>\n<p>Non solo: si scoprir\u00e0 che i biografi e gli studiosi di quel clero &quot;progressista&quot;, impegnato nelle varie correnti della democrazia cristiana di Romolo Murri e nel modernismo di Ernesto Buonaiuti ed altri,<\/p>\n<p>condividono anch&#8217;essi, a circa un secolo di distanza, i giudizi pesantemente negativi di quei sacerdoti nei confronti di Pio X e si servono del proprio lavoro di ricerca per rivalutare tutto ci\u00f2 che, in quella stagione, sapeva di &quot;nuovo&quot; e per condannare, con espressioni durissime e con spirito amaramente polemico, tutto ci\u00f2 che Papa Sarto fece a difesa di quella verit\u00e0 che gli era stata affidata in custodia, dipingendo il suo Pontificato come una specie di ritorno ai tempi dell&#8217;Inquisizione spagnola e di Torquemada, o gi\u00f9 di l\u00ec. Dell&#8217;azione riformatrice di Pio X in tutti i campi della sfera religiosa, dalla musica sacra al catechismo, nemmeno una parola: egli viene assunto a simbolo della reazione, dell&#8217;oscurantismo, di tutto ci\u00f2 che ha impedito alla Chiesa di aprirsi per tempo alle giuste e legittime esigenze della vita moderna, restando ancorata, per un altro mezzo secolo, a posizioni sorpassate e chiudendosi a riccio in un&#8217;autodifesa sterile e miope.<\/p>\n<p>Peraltro, codesti signori sono abbastanza furbi da tenersi un passo, ma solamente un passo, indietro rispetto ad una esplicita dichiarazione di modernismo: come i preti modernisti di allora (a cominciare da Buonaiuti, che non ebbe mai il coraggio di assumersi la paternit\u00e0 delle \u00abLettere di un prete modernista\u00bb, nelle quali, fra le altre cose, diceva peste e corna del Pontefice, anche i loro ammiratori ed estimatori odierni fanno altrettanto, arrivando a sostenere la tesi paradossale, che sarebbe ridicola se non fosse ispirata da somma malizia, che il modernismo, in quanto tale, non \u00e8 mai esistito, e che a conferirgli una esistenza apparente \u00e8 stata proprio l&#8217;enciclica papale e la successiva opera di repressione. Viene da dubitare che tutti costoro, allora e oggi, abbiano mai letto sino in fondo la \u00abPascendi\u00bb: la quale, non che &quot;inventare&quot; qualche cosa che non c&#8217;era, colse invece benissimo la tendenza di fondo di quello che, se non era un movimento organizzato, era per\u00f2 qualche cosa di altrettanto temibile, e forse anche di pi\u00f9 temibile, perch\u00e9 scaturiva da un clima generalizzato di smania progressista, nel quale si sarebbero voluti travolgere secoli di Tradizione e spalancare le porte a un tipo di teologia, se cos\u00ec la vogliamo chiamare, che, facendo proprie tutte le istanze fondamentali della storiografia antireligiosa e anticattolica, avrebbe finito per dissolvere in pochissimo tempo (come del resto era accaduto nel protestantesimo) ogni contenuto dogmatico e per mettere in forse, abbandonandoli alla merc\u00e9 dell&#8217;inventiva di chiunque, gli elementi fondamentali del Vangelo e i fondamenti stessi della Speranza cristiana.<\/p>\n<p>Appare sempre pi\u00f9 evidente che la tendenza modernista, che non si \u00e8 mai spenta e che oggi, anzi, sta celebrando la sua rivincita, rappresenta, come disse appunto Pio X, &quot;la sintesi di tutte le eresie&quot;, dallo gnosticismo al protestantesimo; che la scelta di tanti cattolici, sacerdoti e vescovi compresi, di scendere nell&#8217;agone dell&#8217;azione sociale e politica fu, ed \u00e8, una scelta in felicissima, che ha finito per snaturare il messaggio cristiano, sotto le apparenze di rinnovarlo, attualizzarlo, portarlo alla misura del mondo moderno; che la pretesa di far passare per &quot;reazionari&quot; quanti la pensavano e la pensano diversamente \u00e8 strumentale e, oltre a difettare di carit\u00e0 cristiana, in quanto individua nei propri confratelli i peggiori nemici da disprezzare, combattere e abbattere, non pu\u00f2 scaturire se non da una assoluta incomprensione di quale sia la vera posta in gioco, e cio\u00e8 la sopravvivenza del cristianesimo, cos\u00ec come la Chiesa lo ha tramandato per quasi duemila anni, oppure, cosa ancor pi\u00f9 grave, da una precisa volont\u00e0 di svuotarlo dall&#8217;interno dei propri contenuti, dietro le apparenze di &quot;aggiornarlo&quot;, &quot;attualizzarlo&quot;, &quot;rivitalizzarlo&quot; e, magari (pretesa blasfema ed eretica, per chi sappia intendere rettamente) di &quot;migliorarlo&quot;.<\/p>\n<p>Uno di questi preti simpatizzanti per il modernismo fu, fra i non pochissimi, il parroco di una frazione di Pordenone, Torre, don Giuseppe Lozer, che, sospettato dalle autorit\u00e0 superiori, dichiar\u00f2, assai di malavoglia, di non aver niente a che fare col modernismo e di detestarne gli errori, continuando per\u00f2 nella sua azione, che si esplicitava anche sul terreno sociale, nella organizzazione dei lavoratori e nell&#8217;azione a favore degli emigranti, quasi che tale sensibilit\u00e0 sociale fosse una esclusiva dei preti &quot;progressisti&quot; e fosse esplicata, con vigore non certo minore, ma con altri presupposti e altre modalit\u00e0, da tanti bravi sacerdoti che essi consideravano &quot;conservatori&quot; o, addirittura, &quot;reazionari&quot;, come i tre fratelli Scotton, monsignori di Breganze, in provincia di Vicenza (vicino a Marostica), animatori della battagliera rivista \u00abLa riscossa\u00bb (e a loro volta perseguitati, dopo la morte di Pio X, da un vescovo &quot;progressista: cosa che ben pochi storici del cattolicesimo moderno si sono presi il disturbo di ricordare, come se tutte le angustie e tutte le &quot;ingiustizie&quot;, in quel periodo agitato e confuso, fossero state subite dai &quot;progressisti&quot;).<\/p>\n<p>Citiamo un passaggoi eloquente della biografia di Giuseppe Lozer, scritta dal saggista e pubblicista Flavio Mandruzzo (da: F. Mandruzzo, \u00abCattolicesimo democratico e Modernismo tra Livenza e Tagliamento. Mons. Giuseppe Lozer (1880-1974)\u00bb, Pordenone, Ed. La Voce, 2000, pp. 106-9):<\/p>\n<p>\u00ab[Nel 1914, avendo &quot;La Riscossa&quot; dei fratelli Scotton attaccato il conte Grosoli, don Lozer era sceso in campo a sua difesa, ma quelli gli avevano risposto che, fra lui e Pio X, ritenevano di dover ascoltare il Santo Padre.] All&#8217;epoca don Lozer dovette probabilmente abbassare il capo di fronte alla tracotanza degli Scotton. Matur\u00f2 chiara la consapevolezza, per\u00f2, delle gravi responsabilit\u00e0 di Pio X, che non solo non colpiva simili atteggiamenti, ma, anzi, favoriva il clima inquisitorio e offensivo delle coscienze tipico degli anni dal 1907 al 1912.<\/p>\n<p>A distanza di cinquant&#8217;anni, quando attende a &quot;Piccole memorie&quot;, Lozer pu\u00f2 finalmente dire ci\u00f2 che pensa, avanzando delle notevoli riserve sulla presunta santit\u00e0 del Pontefice di allora. A testimonianza di ci\u00f2 basti l&#8217;amareggiato commento alla missiva inviatagli da &quot;La Riscossa&quot;: &quot;Se quanto si afferma in questa risposta sul pensiero di Pio X, risponde a verit\u00e0, ci \u00e8 lecito dire che i tempi erano ben tristi e l&#8217;aureola di santit\u00e0 che cattolici sentimentali, o interessati, o pietisti facevano rifulgere sul suo capo mentre ancora era vivente, resta ben offuscata&quot;.<\/p>\n<p>Lozer commenta le sue proposizioni azzardate dicendo che n\u00e9 erano stati resi noti miracoli di questo santo quando le sue spoglie vennero condotte nella Basilica di San Marco a Venezia per essere venerate, n\u00e9 certe sue idee e atteggiamenti potevano indurre a parlare di santit\u00e0 per questo Papa, che non era per niente un &quot;uomo semplice&quot;. Tale appellativo era stato coniato dall&#8217;allora sindaco di Firenze prof. Piero Bargellini il quale aveva pubblicato il libro &quot;Santi come uomini&quot;, dedicando qualche pagina a San Pio X. Il 18 luglio 1959 il pievano di Torre scrisse all&#8217;autore dell&#8217;opera queste parole: &quot;Mi permetto&#8230; un rilievo sull&#8217;ultimo Santo, Pio Decimo, che definisce &#8216;uomo semplice&#8217;. Non mi pare, \u00e8 un Santo complesso e discusso. Lo affermo perch\u00e9 l&#8217;ho conosciuto&#8230; approvava e incoraggiava il settimanale &quot;La Riscossa&quot; ed altra stampa conservatrice antidemocratica&#8230; Sono sacerdote dal febbraio 1903 e ho vissuto con passione il periodo del suo Pontificato&quot;.<\/p>\n<p>E non fu l&#8217;unico, ricordiamolo, in diocesi di Concordia. Sebbene il vescovo Isola cercasse di annacquare il sospetto sul Modernismo di alcuni suoi sacerdoti sappiamo che, oltre a Lozer e Concina, anche il futuro cardinale Celso Costantini, uno dei giovani pi\u00f9 amanti della cultura, venne visitato dai delatori della polizia segreta. Il suo giudizio su Papa Sarto sar\u00e0 identico a quello di Lozer, sebbene pi\u00f9 diplomatico dato che quando lo scrisse nell&#8217;autobiografia era gi\u00e0 vescovo.<\/p>\n<p>Secondo Lozer i motivi per giudicare una santit\u00e0 dovrebbero essere ben altri rispetto a quelli addotti per dal Bargellini e s&#8217;inasprisce dicendo (con chiaro riferimento a se stesso e alla propria esperienza sacerdotale): &quot;Lodi, ammirazioni e benedizioni avrebbe meritato se avesse incoraggiato l&#8217;Azione Cattolica a promuovere associazioni per il miglioramento delle misere condizioni dei lavoratori della terra e dell&#8217;industria, per elevare quella povera gente, che non avrebbe abbandonato Cristo, per seguire, nella diocesi di Mantova, il socialismo di Prampolini, Ferri e Dugoni, non avrebbe disertato le Chiese e accusato i preti di essere alleati dei latifondisti e dei capitalisti industriali&quot;. Insomma, in quegli scenari dove l&#8217;opposizione socialista costitu\u00ec un problema talora insormontabile per i giovani preti agli inizi del secolo, scenari come quelli di Torre, Prata e Rorai Grande di Pordenone (dove operarono rispettivamente Lozer, l&#8217;amico Concini e Costantrini), l\u00ec era mancato il sicuro appoggio del Papa,all&#8217;opera del clero ritenuto disobbediente.<\/p>\n<p>L&#8217;autore del libro aveva, inoltre, giustificato l&#8217;atto di forza di Pio X nello sciogliere l&#8217;Opera dei Congressi &quot;nella quale si erano insinuati &#8212; diceva &#8212; semi di ribellione o perlomeno di presunzione.&quot; Ma quelli, ribatte caustico don Lozer, &quot;erano invece semi di risveglio , di rinnovamento, per realizzare i principi della sociologia e della democrazia cristiana secondo le encicliche di papa Leone e gli insegnamenti del prof. Toniolo. L&#8217;Opera dei Congressi fu sciolta perch\u00e9 con Grosoli, Meda, Murri. Sturzo ed altri si andava aggiornando e svincolando dai reazionari, dalla servit\u00f9 dei liberali moderati, dalla corrente conservatrice, dall&#8217;immobilismo e si sospettava di filomodernismo perch\u00e9 il presidente co. Grosoli in una circolare programma non aveva accennato ai diritti, alle rivendicazioni della S. Sede.&quot;<\/p>\n<p>La sensazione che si ha leggendo le memorie \u00e8 quella di un Lozer che non si limita a mettere in discussione la santit\u00e0 di Pio X, ma la rinnega, . In effetti Bargellini doveva aver evidenziato degli aspetti della persona del Pontefice che erano s\u00ec quelli tradizionalmente ricorati, ma che , di sicuro, non furono predominanti. Nel momento in cui l&#8217;autore fiorentino scrive il suo libro, la leggenda di Pio X aveva gi\u00e0 preso corpo, idealizzando, per eliminazione, una figura in cui si volle far emergere esclusivamente una caratteristica tipica, quella della bont\u00e0 d&#8217;animo e della semplicit\u00e0, a danno delle altre e della verit\u00e0 storica. Era diventato, per i posteri, il papa buono per antonomasia, tutto dolcezza, mitezza e amabilit\u00e0. Il papa parroco, vittima silenziosa e benedicente dei nemici.<\/p>\n<p>Era impensabile, conoscendone i trascorsi, che Lozer non contestasse con la sua versione (quella vera, vissuta), simili quadretti idilliaci. Proprio lui che aveva sperimentato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte la forza e la durezza delle decisioni di Papa Sarto nel condizionare pesantemente l&#8217;orientamento culturale cattolico. Con Pio X la politica vaticana divenne un &quot;assoluto regime intellettuale&quot;, con un sistema inquisitoriale e un metodo repressivo sul piano delle idee quale non si vedeva dal medioevo, senza trascurare che il suo pontificato coincise con il periodo giolittiano e l&#8217;istituzionalizzazione del clerico-moderatismo. La sua rigidit\u00e0 mentale unitamente ad un naturale conservatorismo erano probabilmente genetiche, proprio perch\u00e9 legate alla regione d&#8217;origine di questo papa: il Veneto, che, per la particolarit\u00e0 della sua storia, fu soprannominato la Vandea d&#8217;Italia. Ci\u00f2 aveva indotto Pio X, con la &quot;Pascendi&quot;, ad &#8216;inventare&#8217; il Modernismo che, pur essendo stato una realt\u00e0 certamente complessa e quasi inafferrabile, non fu mai un sistema ideologico. , bens\u00ec solamente un clima: &quot;Il clima costituiti dalle aspirazioni, dai progetti, e dalle speranze di un aggiornamento globale e profondo della Chiesa, quale era richiesto dalle istanze degli uomini pi\u00f9 sensibili ai tempi e ai progressi della societ\u00e0&quot; (Falconi, &quot; I papi del ventesimo secolo&quot;, p. 74).\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 un brano che, ci sembra, si commenta da solo, specie nel finale, quando l&#8217;autore giunge a dire che il conservatorismo di Pio X era &quot;genetico&quot; perch\u00e9 egli era nativo del Veneto (affermazione che sarebbe persino inutile stigmatizzare, se non fosse illogica oltre che storicamente insostenibile: non \u00e8 che il Friuli fosse meno &quot;clericale&quot; del veneto, tutt&#8217;altro; e allora, secondo quel modo di vedere, un don Lozer non avrebbe dovuto nemmeno nascere, in Friuli). Del resto, il paragone con la Vandea \u00e8 eloquente: se il Veneto era una Vandea, allora come una Vandea si sarebbe dovuto considerarlo: laddove la Vandea non \u00e8 ricordata, da questi signori cattolici &quot;progressisti&quot;, come la terra dei martiri che, per fedelt\u00e0 al Vangelo, subirono il primo genocidio della storia moderna, ma come la terra retrograda e oscurantista, che frena ed impaccia, con la sua sola esistenza, il sano sviluppo della societ\u00e0 e la giusta e naturale evoluzione della Chiesa stessa.<\/p>\n<p>Gira e rigira, siamo sempre l\u00ec: per questi signori che leggono il Vangelo con gli occhiali dalle lenti rosse, i loro confratelli che restano legati alla Tradizione (e scriviamo Tradizione con la &quot;t&quot; maiuscola, come \u00e8 teologicamente corretto e anche storicamente doveroso) sono i peggiori ostacoli sulla via della modernizzazione, dell&#8217;apertura, del dialogo con il mondo e tante altre bellissime cose, dunque vanno considerati alla stregua di nemici irriducibili, ai quali vengono riservati un astio, un&#8217;acredine, una ostilit\u00e0 quali mai vengono sfoderati nei confronti di coloro i quali odiano la Chiesa, l&#8217;attaccano frontalmente o subdolamente e fanno di tutto per veder distrutto il suo retaggio spirituale.<\/p>\n<p>I fratelli Scotton, lo ripetiamo &#8212; e questo \u00e8 solo un esempio, fra i mille che potremmo fare &#8212; erano tutt&#8217;altro che dei reazionari, se per &quot;reazionario&quot; si intende chi, allora e oggi, sta dalla parte dei pi\u00f9 forti, delle classi privileghiate, dei sistemi economici basati sullo sfruttamento. Abnch&#8217;essi organizzavano i lavoratori della loro parrocchia e della loro provincia, anch&#8217;essi si davano da fare, anima e corpo, per aiutarli a migliorare le proprie condizioni economiche, fondando casse rurali e cooperative; chi si prende la briga di legger le loro omelie domenicali, fate dal pulpito, rester\u00e0 colpito dalla fermezza dei toni usati contro il datore di lavoro che defrauda l&#8217;operaio del giusto salario e contro chiunque si approfitti ingiustamente, da una posizione di privilegio, dei frutti della fatica e del sudore altrui. Sono prediche forti, accese, vibranti, e, quel che pi\u00f9 conta, perfettamente coerenti con la concreta azione sociale di quei sacerdoti. Esse, per\u00f2, agli occhi dei cattolici &quot;progressisti&quot; (ammesso che qualcuno di loro si dia il disturbo di andarsele a leggere) di non usare i toni della lotta di classe, di non ribollire di rancore contro la classe borghese, insomma di puntare il dito contro il peccato dello sfruttamento, non contro le persone fisiche dei peccatori, nello spirito cristiano di non condannare mai la persona, ma solo gli atti contrari a Dio e agli uomini: e questo per rimanere fedeli allo spirito del Vangelo e per non sostituirlo con quel&#8217;altro Vangelo, il vangelo marxista, che allora e in seguito ha fatto tanto male all&#8217;umanit\u00e0 intera, ingannando milioni di lavoratori e imponendo loro i peggiori e pi\u00f9 crudeli regimi politici che la storia moderna abbia conosciuto, oltre che i pi\u00f9 radicalmente anticristiani.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il nocciolo del problema: questo e niente altro.<\/p>\n<p>I cattolici &quot;progressisti&quot; vorrebbero dipingere se stessi come i &quot;buoni&quot;, i portatori di tutte le virt\u00f9 evangeliche, i veri e soli e legittimi interpreti della Buona Novella; e, nello stesso tempo, vorrebbero vedere estinta, se possibile, o almeno ridotta alla totale impotenza, e completamente screditata, la fastidiosa componente che essi giudicano conservatrice, o perfino reazionaria, esistente nella Chiesa e nel mondo cattolico. E se, per fare questo, \u00e8 necessario oltraggiare la memoria di un Papa che \u00e8 stato innalzato agli onori dell&#8217;altare, essi non esitano un solo istante e riversano su di lui tutto il fiele, tutto il veleno di cui sono capaci. Pio X era morto nel 1914: e ancora nel &#8217;59 don Lozer si sente in dovere di scrivere a Bargellini che quel papa non meritava la santit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se qualcuno dubita ancora di quale fosse veramente la posta in gioco, all&#8217;interno della Chiesa cattolica, ai primi del Novecento, allorch\u00e9 Pio X, con la famosa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,109,228,236],"class_list":["post-27940","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-protestantesimo","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27940","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27940"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27940\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27940"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27940"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27940"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}