{"id":27930,"date":"2022-03-11T11:21:00","date_gmt":"2022-03-11T11:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/11\/pietro-mignosi-un-gigante-sconosciuto-del-pensiero\/"},"modified":"2022-03-11T11:21:00","modified_gmt":"2022-03-11T11:21:00","slug":"pietro-mignosi-un-gigante-sconosciuto-del-pensiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/03\/11\/pietro-mignosi-un-gigante-sconosciuto-del-pensiero\/","title":{"rendered":"Pietro Mignosi, un gigante sconosciuto del pensiero"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono figure importanti, di scrittori o pensatori, che scivolano nel vuoto e vengono velocemente scordate, anche se avrebbero un sacco di cose da dire, non solo ai contemporanei, ma ai posteri. Figure nobili e grandi, originali, profonde, che, se ascoltate e valorizzate, potrebbero imprimere un nuovo corso alla direzione di marcia della cultura, promettente di fecondi sviluppi. Quanto potrebbe imparare la societ\u00e0, quanto potrebbero avvantaggiarsi gli uomini, sia gl&#8217;intellettuali che le persone comuni, se quei messaggi venissero tramandati e diffusi con amore, come meritano; e quanto dovremmo essere loro grati, e ritenerci fortunati che simili uomini siano stati in mezzo a noi, abbiano camminato e vissuto fra noi, abbiano scritto e insegnato e pensato e diffuso attorno a loro i raggi di una luce ineffabile, limpida, serena, e un calore tale da scaldare i cuori e le anime intirizzite dal lungo inverno della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Pierto Mignosi, pensatore e letterato, ha attraversato il panorama della cultura italiana della prima met\u00e0 del Novecento con la subitaneit\u00e0 e lo splendore d&#8217;una meteora; poi si \u00e8 inabissato. Breve \u00e8 stata la sua vita terrena: nato a Palermo, nel 1935, entrava nell&#8217;eternit\u00e0, a Milano, nel 1937. Aveva fatto in tempo a partecipare, ventenne, alla Prima guerra mondiale; promosso sottotenente, era rimasto offeso dallo scoppio di una granata e ne aveva riportato lesioni alla vista e all&#8217;udito che lo avrebbero tormentato per tutto il resto della sua breve vita. Promosso capitano e decorato con una croce al merito, era poi tornato alla vita civile e si era sposato, nel 1918, con una compagna di universit\u00e0. Spirito contemplativo e riflessivo, un po&#8217; malinconico, profondo, onesto, ma anche energico e battagliero, fiero sostenitore di numerose polemiche (con il filosofo Giovanni Gentile; con il prefetto Cesare Mori; coi cattolici della rivista <em>Frontespizio<\/em>; con Benedetto Croce a proposito di Pirandello; coi gesuiti de <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em> e perfino con il padre Agostino Gemelli) partecip\u00f2 non solo alla vita culturale, ma anche alla vita politica del suo tempo. Dopo aver aderito, fin da ragazzo, alla Giovent\u00f9 Cattolica, si iscrisse al Partito Popolare di don Luigi Sturzo nel 1919 (anche in chiave meridionalista): logico approdo di un giovane che inizialmente era stato ammiratore dell&#8217;attualismo gentiliano, ma poi se n&#8217;era distaccato, trovando che l&#8217;idealismo \u00e8 un filosofia vuota, astratta, incurante della vita era, mentre nel pensiero cristiano, e specialmente tomista, vi sono tutte le risposte e una sicura prospettiva logica, etica ed estetica; poi si era gradualmente allontanato dal P.P.I., gi\u00e0 dalla fine del 1921, e aveva aderito al fascismo nel 1923, prendendo anche la tessera del Partito.<\/p>\n<p>Vuoi vedere che \u00e8 stata proprio questa scelta della sua vita ad attirargli quelle tenaci antipatie che, dopo la morte prematura, sarebbero sfociate in una sorta di rimozione della sua memoria? A voler pensare male (al che, diceva Andreotti, si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre) c&#8217;\u00e8 poi un secondo elemento che pu\u00f2 rendere ragione dell&#8217;altrimenti inspiegabile silenzio calato sul ricordo di una personalit\u00e0 cos\u00ec ricca, cos\u00ec esuberante e su un ingegno cos\u00ec originale come il suo. Spirito generoso, non solo Mignosi non esitava a lanciarsi nella sua battaglia ideale senza troppo preoccuparsi della prudenza e della (propria) convenienza, ma non esit\u00f2 nemmeno a schierarsi apertamente per il tomismo e per una concezione tradizionale del cattolicesimo, saldamente ancorata ai valori perenni e al Magistero infallibile della Chiesa; il che gli procur\u00f2 l&#8217;ostilit\u00e0 implacabile dei teologi e dei tutti i cattolici i quali nutrivano, pur senza dichiararlo &#8212; loro, s\u00ec, usi a giocare d&#8217;astuzia e a non esporsi mai troppo &#8212; malcelate simpatie moderniste, e vedevano in lui un tipico rappresentante di quel mondo &quot;vecchio&quot;, di quel cattolicesimo &quot;rigido&quot; e conservatore, anche, di riflesso, sul piano politico, che tanto li faceva, e li fa tuttora, infuriare. Osserva infatti Pietro Vassallo che <em>purtroppo l&#8217;attivit\u00e0 di Mignosi fu ostacolata e molestata dalla presenza subdola e ostile di iniziati ai disgraziati misteri della massoneria e dalla sordida invidia dei clerico-modernisti.<\/em><\/p>\n<p>Certo, questa \u00e8 un&#8217;importante chiave di lettura per capire il &quot;fenomeno Mignosi&quot;, intendendo con tale espressione non la comparsa di un precoce genio filosofico e letterario, che, per quanto spettacolare, rientra nell&#8217;ordine naturale delle cose, ma l&#8217;innaturale occultamento del suo messaggio, delle sue idee, del suo pensiero, di tutto quel gigantesco sforzo di rinnovamento nella Tradizione che egli volle impersonale e audacemente portare avanti, in particolare quando fond\u00f2 la rivista, significativa gi\u00e0 dal titolo, <em>La Tradizione<\/em>, nel 1928 (dopo aver fondato, nel 1923, la <em>Rivista del Sud<\/em> ed essere stato direttore, nel 1924, di <em>Nuovo Romanticismo<\/em>).<\/p>\n<p>Spiegando, agli altri ed a se stesso, il proprio itinerario culturale, politico e umano negli anni &#8217;20, scriveva nel 1931 (parlando di s\u00e9 in terza persona):<\/p>\n<p><em>Qui non si tratta di un atteggiamento personale: \u00e8 un po&#8217; tutta la cultura spiritualista che rimane perplessa e piena di illusioni tra la fede in Cristo e la speranza nel Logo Concreto. Or la personale esperienza del Mignosi &#8212; vuol essere cattolico e beve nella coppa attualista, crede nella Chiesa e collabora a Rivoluzione liberale, a Bilychnis o ad Coscientia, &#8211; \u00e8 un po&#8217; indice di quello stato d&#8217;incertezza entusiastica che ha attraversato la nostra culturale volontariamente moderna. Quante e quante permeazioni idealistiche ci sarebbe da accertare in tutto il tessuto delle nostre organizzazioni culturali!\u00bb (Ragguaglio dell&#8217;attivit\u00e0 culturale e letteraria dei cattolici in Italia, p. 401).<\/em><\/p>\n<p>Quale \u00e8 stata la grande &quot;scoperta&quot;, quale il grande merito di questo intellettuale schivo, atipico, dal carattere a volte difficile ma generoso, aperto, profondamente buono, e talmente ricco e versatile da suscitare lo stupore, non sempre cordiale, dei suoi colleghi? Semplificando al massimo, si potrebbe dire che \u00e8 stata appunto la riscoperta della Tradizione, quindi della metafisica, quindi del pensiero logico e rigoroso, di un realismo che non si ferma ai fenomeni, di una capacit\u00e0 d&#8217;indagare e di penetrare l&#8217;essenza del reale oltre le apparenze visibili e materiali; in breve: un ritorno ad Aristotele e a San Tommaso, e naturalmente l&#8217;elaborazione ragionata e perfettamente coerente della critica alla modernit\u00e0, anzi diciamo pure della scelta di campo contro la modernit\u00e0, essendo la modernit\u00e0 il concentrato di ci\u00f2 che avvelena, confonde e capovolge la lucida visione della vita e che allontana gli uomini dalla realt\u00e0 di essa, facendoli smarrire in un dedalo di apparenze e di vuoti ed intellettualistici sofismi.<\/p>\n<p>Pure, nella sua generosa capacit\u00e0 di andare oltre, di esplorare nuove prospettive, Mignosi, non che rinchiudersi a riccio come un tradizionalista statico e ottuso, come un semplice custode di cose passate, seppe spingersi innanzi pi\u00f9 lontano di tanti presunti progressisti, per scoprire il mistero d&#8217;amore che si nasconde a volte dietro enigmatiche e scostanti apparenze. Tipica, in questo senso, la sua rivalutazione in chiave religiosa dell&#8217;opera di Pirandello, sulla quale scrisse un libro che suscit\u00f2 polemiche, ma che gli valse un sincero e commosso apprezzamento da parte di Pirandello stesso, il quale gli confess\u00f2 che lui aveva toccato la pare pi\u00f9 intima e profonda della sua opera, che scaturiva dall&#8217;oscura consapevolezza di essere solo un tramite, uno strumento nelle mani di Qualcuno (e il maiuscolo \u00e8 dell&#8217;autore di <em>Uno, nessuno e centomila<\/em>) che voleva parlare agli uomini per mezzo suo. E dunque, in contrasto con la critica crociana e in genere con la cultura idealista, fatta di rigidi schematismi e antinomie, come quella di poesia e non poesia, Mignosi pervenne a una concezione dell&#8217;arte profondamente originale, anche se in ultima analisi, anch&#8217;essa &quot;tradizionale&quot;, nel senso di neoromantica: l&#8217;arte, per lui, era, come la filosofia, l&#8217;espressione di una forza capace di penetrare sino al cuore delle cose, tralasciando le apparenze e cogliendo la totalit\u00e0 dell&#8217;essere. Viene in mente, a questo proposito, la nota affermazione del grande pittore romantico tedesco Caspar David Friedrich: <em>La sola sorgente dell&#8217;arte \u00e8 il nostro cuore<\/em>. L&#8217;arte, dunque, come mezzo per uscire dal soggettivismo dell&#8217;io e cogliere le cose in se stesse, stabilendo una relazione con l&#8217;oggetto e spalancando nuovi orizzonti esistenziali; un&#8217;arte pertanto profondamente etica, che si contrappone all&#8217;arte &quot;disimpegnata&quot; la quale si disinteressa dell&#8217;uomo concreto e non si preoccupa d&#8217;altro che di coltivare se stessa e cogliere effimere sensazioni di bellezza, restando prigioniera, in ultima analisi, d&#8217;un solipsismo narcisista.<\/p>\n<p>Cattolico impegnato; fondatore dello Studio palermitano presieduto dal cardinale Lavitrano, che doveva essere, nelle sue intenzioni, la prima pietra di un&#8217;universit\u00e0 cattolica della Sicilia; docente in varie scuole superiori dell&#8217;isola, fra i quali Caltanissetta, indi per diversi anni a Palermo, da ultimo a Milano, ove insegn\u00f2 filosofia all&#8217;Istituto Magistrale <em>Tenca<\/em> ed ebbe un incarico alla Cattolica; e dove si concluse la sua vicenda terrena, lasciando un vivo rimpianto fra quanti l&#8217;avevano conosciuto e avuto per amico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda Maria Elena Mignosi Picone in un articolo del gi\u00e0 citato Piero Vassallo<em>,<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/memoria-di-uno-scrittore-imbarazzante-pietro-mignosi-filosofo-poeta-di-piero-vassallo\/\">https:\/\/www.ricognizioni.it\/memoria-di-uno-scrittore-imbarazzante-pietro-mignosi-filosofo-poeta-di-piero-vassallo\/<\/a>):<\/p>\n<p><em>Semplice,\u00a0 profondo, incline alla vita interiore, un po&#8217; malinconico. Ma non triste, n\u00e9 complicato, anzi era compassionevole e pronto a venire incontro ai poveri ai deboli e agli oppressi. Amava gli ultimi. Li sapeva comprendere. I peccatori. Non usava critica o condanna verso di loro ma compassione. Senza perci\u00f2 essere debole. Non era debole. Tutt&#8217;altro. Aveva un carattere forte. Era fermo, energico, fino ad essere polemico e battagliero &#8212; Difendeva con vigore le sue idee, che badava bene fossero sempre conformi alla parola di Dio. Era profondamente religioso. Di una religione vissuta innanzi tutto, e poi limpida, autentica, genuina.<\/em><\/p>\n<p><em>Incredibile dictu<\/em>, questo pensatore e letterato che tante inimicizie si \u00e8 guadagnato negli ambienti modernisti annidati dentro la cultura cattolica, a un certo punto si \u00e8 visto puntare l&#8217;indice contro dai gesuiti, proprio con l&#8217;accusa di tendenze fideistiche e perci\u00f2, in qualche modo, moderniste: e ci\u00f2 senza dubbio in riferimento alle prime opere uscite dalla sua penna (pi\u00f9 di cinquanta, in una vita cos\u00ec breve!), nelle quali il distacco dalle giovanili simpatie per l&#8217;idealismo gentiliano non si era ancora interamente consumato. Ma quando <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em> lo attacc\u00f2, per mano di padre Busnelli, era il 1928, e dunque tale fase era ormai del tutto superata: sicch\u00e9 l&#8217;attacco parve, ed era, non solamente ingeneroso ma anche incomprensibile, a meno che dietro di esso ci fossero delle ragioni inconfessabili.<\/p>\n<p>In ogni caso, Mignosi rispose da par suo, punto sul vivo da una critica che sentiva di non meritare, e tuttavia sempre pronto a fare atto di obbedienza a quella Chiesa che tanto amava e rispettava come una madre (cit. in Enzo Di Natali, <em>Pietro Mignosi, l&#8217;intellettuale che sfid\u00f2 Giovanni Gentile in pieno fascismo<\/em>, in: <em>Oltre il muro. Rivista quadrimestrale di letteratura e teologia,<\/em> Agrigento, n. 1\u00b0 gennaio 2008, p. 21):<\/p>\n<p><em>Mi si tirino le orecchie, se sbaglio: e si stia sicuri che per amore della salvezza dell&#8217;anima mia sono disposto non solo a brucare i miei libri ma anche la mia laurea in filosofia, se occorre. Ma se c&#8217;\u00e8 motivo che si dica che io mi sono conquistato, attraverso sconfitte e rinunzie, il mio posto al sole della verit\u00e0; se, per amore di Cristo e del prossimo, bisogner\u00e0 riconoscere che io merito il nome di credente e non quello di reprobo, per i padri della &quot;Civilt\u00e0 cattolica&quot; non resta che una sola strada, un solo dovere, che sta al di sopra di loro e di me: non dire soltanto che io ho sbagliato, ma aggiungere che io mi sono corretto o, almeno, che ho cercato con tutte le mie forze e le mie risorse di correggermi; dire, insomma, non la verit\u00e0, ma tutta la verit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, a ben guardare, in queste parole fiere e oneste, il riflesso di un&#8217;idea filosofica tipica di Mignosi, da noi gi\u00e0 discussa nel precedente articolo <em>La realt\u00e0 esiste, la verit\u00e0 \u00e8<\/em> (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 10\/03\/22), e cio\u00e8 che altro \u00e8 il vero, altro \u00e8 <em>tutto<\/em> il vero: perch\u00e9 se non si coglie il vero nella sua interezza, nella sua totalit\u00e0, non lo si coglie affatto. Una mezza verit\u00e0, in un certo senso, \u00e8 peggio d&#8217;una menzogna, perch\u00e9 possiede una certa credibilit\u00e0 per quella parte di vero che esprime, ma inganna e fuorvia radicalmente a causa della parte di verit\u00e0 che non dice. La verit\u00e0 \u00e8 esigente: o tutta, o niente. E cos\u00ec deve regolarsi anche la speculazione filosofica: o riesce a cogliere tutto il reale, che corrisponde al vero; oppure, fermandosi al lato esteriore del reale, rischia di essere fuori dal vero. Ogni cosa infatti \u00e8 vera solo se colta nella sua totalit\u00e0, mai nelle singole parti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono figure importanti, di scrittori o pensatori, che scivolano nel vuoto e vengono velocemente scordate, anche se avrebbero un sacco di cose da dire, non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[101,164],"class_list":["post-27930","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gnoseologia","tag-benedetto-croce","tag-giovanni-gentile"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-gnoseologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27930","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27930"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27930\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30162"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}