{"id":27923,"date":"2016-01-27T01:33:00","date_gmt":"2016-01-27T01:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/27\/la-storia-di-franco-maironi-e-luisa-insegna-che-non-ce-vera-giustizia-se-manca-la-carita\/"},"modified":"2016-01-27T01:33:00","modified_gmt":"2016-01-27T01:33:00","slug":"la-storia-di-franco-maironi-e-luisa-insegna-che-non-ce-vera-giustizia-se-manca-la-carita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/27\/la-storia-di-franco-maironi-e-luisa-insegna-che-non-ce-vera-giustizia-se-manca-la-carita\/","title":{"rendered":"La storia di Franco Maironi e Luisa insegna che non c\u2019\u00e8 vera giustizia, se manca la carit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>In \u00abPiccolo mondo antico\u00bb, pubblicato nel 1895, Antonio Fogazzaro (nato a Vicenza il 25 marzo 1842 e morto, nella sua citt\u00e0 natale, il 7 marzo 1911) ha voluto narrare l&#8217;umile, tenace, commovente epopea quotidiana della famiglia, degli affetti domestici, e, nello stesso tempo, mettere in scena il grande mistero del cristianesimo: il contrasto fra l&#8217;ideale e il reale, fra la capacit\u00e0 di perdonare e il senso della giustizia, fra lo spirito contemplativo e quello attivo, il tutto nella luce un po&#8217; crepuscolare della fine di un&#8217;epoca, quella della Lombardia austriaca (e del mondo pre-moderno); e, ancora, il contrasto fra la giovane generazione liberale e risorgimentale, rappresentata da Franco Maironi e Luisa Rigey, e la vecchia, rappresentata dall&#8217;anziana marchesa Maironi, nonna di lui, e dal Pasotti, impiegato a riposo, ottuso e reazionario, e tuttavia perfino lui non privo di un debole raggio di luce, l&#8217;incapacit\u00e0 di abbassarsi a fare la spia &#8212; prova dell&#8217;umanit\u00e0 e della simpatia con cui l&#8217;autore sa accostarsi a tutti i suoi personaggi, anche i meno attraenti.<\/p>\n<p>Franco \u00e8 un idealista e un entusiasta, un animo leale e generoso, un cuore caldo e sensibile, pieno d&#8217;immaginazione, insofferente d&#8217;ogni ipocrisia, assetato di verit\u00e0 e di bellezza, attratto da tutto ci\u00f2 che \u00e8 soave, luminoso, nobile; per\u00f2 gli fa difetto la volont\u00e0, e, come se non bastasse, nel suo cristianesimo, che pure \u00e8 saldamente radicato, stenta ad affermarsi la nota attiva, l&#8217;intraprendenza del bene, la disponibilit\u00e0 a mettersi veramente in gioco, tranne che nella cerchia ristretta dei suoi cari. Luisa \u00e8 nobile anch&#8217;ella, ma pi\u00f9 fredda, pi\u00f9 controllata, pi\u00f9 rigida, pi\u00f9 riflessiva, e, nota dominante, possiede un acutissimo senso della giustizia, che la spinge a mettere da parte la carit\u00e0; la sua fede \u00e8 tiepida, ella inclina a una visione materialistica della vita, a ci\u00f2 condotta anche dall&#8217;educazione ricevuta. Pure, i due si amano, in un certo senso si completano; e la nascita di una bellissima bambina sembra destinata a suggellare felicemente la loro unione.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da questa situazione iniziale si vede come il Fogazzaro non partecipa alla tendenza, che sar\u00e0 dominante tra la fine del XIX e il principio del XX secolo, a vedere nella famiglia un luogo asfittico, sgradevole, insopportabile, un luogo di frustrazione e di repressione, d&#8217;ipocrisia e dissimulazione: Pirandello giunger\u00e0 a farne un ritratto atroce, al punto che non c&#8217;\u00e8 novella, romanzo o dramma teatrale di questo autore, nel quale la famiglia non sia rappresentata come la stanza delle torture dell&#8217;individuo. Fogazzaro, per\u00f2, non appartiene al coro dei denigratori della famiglia; spezza invece una lancia in sua diesa, non con enfasi ideologica, ma con naturalezza, seguendo il suo impulso narrativo, la sua vena poetica e umana. La famiglia, per lui, \u00e8 un luogo di pace, di armonia, di rifugio dagli affanni del mondo esterno. Si faccia caso alle date: nel 1895, gi\u00e0 da quattro anni \u00e8 apparsa una piccola, rivoluzionaria raccolta poetica di un giovane pressoch\u00e9 sconosciuto, Giovanni Pascoli: \u00abMyricae\u00bb, che, della famiglia, e specialmente dell&#8217;infanzia, delinea un ritratto dolcissimo, pieno di nostalgia e di rimpianto; ma gi\u00e0 nel 1881, dieci anni prima di questa, \u00abI Malavoglia\u00bb di Verga hanno mostrato la vecchia famiglia patriarcale investita e spazzata via dalla spietata &quot;fiumana del progresso&quot;, ossia dalla irruzione inesorabile della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Nonostante l&#8217;amore reciproco e la nascita di Ombretta, per\u00f2, Franco e Luisa restano troppo diversi: i contrasti a proposito del testamento a lui favorevole, che la nonna ha fatto sparire e che Luisa vorrebbe rivendicare, trascinando la marchesa in tribunale; le ristrettezze economiche, aggravate dal licenziamento del buon zio Piero a causa dei suoi sentimenti filo-italiani; la difficolt\u00e0 d Franco a prendere una decisione sul loro futuro, minano il loro rapporto; e la tragica morte della bambina far\u00e0 esplodere la crisi. Luisa sar\u00e0 sul punto di perdere la ragione (e l&#8217;anima): priva di una salda fede religiosa, si ripiega in se stessa e si inaridisce, schiacciata dal senso di colpa, escludendo, un po&#8217; alla volta, il marito dalla sua fiducia e dal suo affetto; Franco, invece, attraverso la straziante esperienza del dolore, uscir\u00e0 rigenerato e rafforzato non solo nella fede, ma anche nel suo carattere, e prender\u00e0 la decisione a lungo rinviata: partire per mettersi al servizio della causa italiana, quando gi\u00e0 \u00e8 ricercato dalla polizia austriaca. Per lui, l&#8217;intera vicenda narrata nel romanzo costituisce un vero e proprio percorso di formazione: da giovane incerto e debole, quale ci appare all&#8217;inizio, egli si trasforma in un uomo consapevole e maturo, temprato dalla sventura. In un ultimo incontro con Luisa, in procinto di partire per la guerra (la terza guerra d&#8217;indipendenza) e contribuire, cos\u00ec, al riscatto della patria, avr\u00e0 un ultimo incontro cin Luisa, nel corso del quale la donna sembrer\u00e0 ritrovare il calore dell&#8217;antica fiamma, sentir\u00e0 rinascere la passione per lui e, al termine di una breve, struggente notte d&#8217;amore, accoglier\u00e0 in s\u00e9, forse, la promessa di una nuova vita, di una seconda Ombretta, che potr\u00e0 forse riconciliarla con la vita, restituendola al suo ruolo di sposa e di madre.<\/p>\n<p>Quanto mai opportune ed acute ci paiono le osservazioni svolte dal critico Piero Nardi, vicentino pure lui (1891-1974), nella Introduzione a \u00abPiccolo mondo antico\u00bb (Milano, Edizioni Scolastiche Mondadori, 1964, pp. 7-9):<\/p>\n<p><em>\u00ab&quot;Piccolo mondo antico&quot; rappresenta il momento centrale dell&#8217;attivit\u00e0 artistica del Fogazzaro. Questi aveva pubblicato gi\u00e0 tre romanzi, tutti prevalentemente d&#8217;amore; altri tre ne pubblicava poi, prevalentemente a tesi. Persuaso da una nota opinione del Manzoni, che di amore ce ne fosse anche troppo nel mondo per continuare ad alimentarlo con libri, faceva di &quot;Piccolo mondo antico&quot; il romanzo dell&#8217;intimit\u00e0 domestica e lo svolgeva secondo questo convincimento: non esserci vera giustizia, dove non sia anche spirito di carit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Da una parte Luisa, giusta ma non generosa; dall&#8217;altra suo marito Franco, in antitesi con lei: ecco i protagonisti. Franco si sposa contro la volont\u00e0 della marchesa Maironi, sua nonna paterna, dalla quale solo dipende e che gli nega ogni aiuto economico. Guai se uno zio di Luisa non intervenisse, offrendo ai coniugi la sua casa e parte del suo denaro. La casa, a Oria, in riva al lago di Lugano, \u00e8 presto allietata dalla nascita di una bambina: Maria od Ombretta Pip\u00ec, come lo zio Piero la chiama; ma un bruttissimo giorno &#8212; proprio mentre Luisa \u00e8 uscita per denunciare l&#8217;esistenza di un testamento favorevole al marito, e che questi non vuol produrre, perch\u00e9 disonorevole per la nonna, &#8211; la bambina affoga nel lago. Colpita in quanto ha di pi\u00f9 caro appunto allora che si apprestava a compiere un atto creduto di giustizia, Luisa, razionalista e tepida credente, si considera vittima di un fato cieco e ingiusto, minaccia di perdere ogni salute dell&#8217;anima; Franco, pi\u00f9 contemplativo che volitivo, ma sorretto dalla fede, esce rigenerato dalla prova del dolore, ringrazia Dio che forse ha chiamata a s\u00e9 la bambina per sottrarla all&#8217;influenza delle perniciose idee di sua madre, si getta nell&#8217;azione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Fogazzaro non ha fatto un misteri dei suoi intendimenti, scrivendo, a romanzo da poco pubblicato, a un suo critico (Camillo Gaidano): &quot;Feci di Luisa una natura NOBILISSIMA, e VERAMENTE superiore, s\u00ec; ma fin alla prima parte appare in lei il lato inferiore, il lato debole, e lo feci apparire a disegno. A proposito del testamento e in tutte le sue relazioni con la vecchia marchesa, Luisa manca, rispetto a suo marito, di carit\u00e0. \u00c8 un vizio della sua natura ed \u00e8 anche un effetto della sua fredda, scarsa, superficiale religione. Ella sente la giustizia ma non sente la carit\u00e0, e questo \u00e8 il germe, STORICAMENTE e PSICOLOGICAMENTE, della sua rovina spirituale futura. Franco \u00e8 invece inferiore a lei nella volont\u00e0, nell&#8217;azione. Molti sono i credenti che somigliano a Franco, che praticano, si astengono dal male, ma operano poco, mancano del vero spirito cristiano. Per incarnare questo concetto mi occorreva una natura piuttosto d&#8217;artista che di pensatore. E la vera essenza del cristianesimo che opera in lui, pi\u00f9 tardi, \u00e8 l&#8217;amore, \u00e8 la croce&#8230;: sono l&#8217;amore e la croce che lo innalzano, che gli fanno comprendere la sua incoerenza passata e che trasformando lui devono comunicare una certa emozione buona anche ai lettori del libro&#8230; L&#8217;opposizione di Luisa a Franco non \u00e8 legittima che in quanto riguarda il difetto di opere. Franco, a suo tempo, riconosce questo difetto di opere e si emenda.&quot; Aggiunge per\u00f2: &quot;Doveva io guastare l&#8217;effetto artistico del romanzo inserendovi un&#8217;apologia ragionata?&#8230; No: io volli che parlassero i fatti&quot;. Giova insistere su questo, riportando anche le parole di Gaetano Negri, uno dei primi a pronunciarsi in proposito: &quot;Il romanzo del Fogazzaro, intendiamoci bene, non \u00e8 un libro in cui l&#8217;autore ci si presenti ad insegnare la sua morale e la sua filosofia. Egli non assume mai l&#8217;atteggiamento e la voce del maestro e del dottrinario. Ma un pensiero filosofico e morale governa tutto lo svolgimento del dramma; e questo pensiero vien fuori naturalmente dall&#8217;esperienza della vita di cui il libro ci offre la rappresentazione, cos\u00ec che, quando lo si chiude, la filosofia e la morale, insegnate dal libro, s&#8217;imprimono nella mente del lettore, con tutta l&#8217;efficacia della realt\u00e0 vissuta&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Di questa realt\u00e0 vissuta, meglio del Negri, \u00e8 difficile dire: &quot;Siamo, con questo romanzo, nel cuore del decennio che corre dal 1849 al 1859&#8230; Il Fogazzaro doveva essere giovanissimo ancora, forse appena adolescente, negli ultimi anni di quel glorioso periodo. Ma la memoria di ci\u00f2 che vedeva e sentiva si impressa profondamente in lui, cos\u00ec che, per far rivivere il mondo antico, egli non ebbe che a ricordarsi. E appunto per questo la rappresentazione \u00e8 venuta fuori parlante, e con tutti i requisiti della verit\u00e0. Avviene pei fenomeni dello spirito ci\u00f2 che avviene pei fenomeni della materia: dal nulla, nulla si crea. \u00c8 con gli elementi raccolti nel vero e conservati nella memoria, che il poeta INVENTA, cio\u00e8 TROVA. E la bellezza, efficacia dell&#8217;immagine sono sempre in ragione diretta della vivacit\u00e0 dell&#8217;osservazione e della memoria&quot;. S\u00ec, il Fogazzaro era un adolescente e un giovinetto fra il &#8217;49 e il &#8217;59. La casa di Oria era quella venuta in godimento a suo padre e a sua madre, da quando un fratello di questa, lo zio Pietro Barrera, aveva reso possibile, con aiuti economici, il loro contrastatissimo matrimonio. Tra quelle preti, in vista di quel lago e di quelle montagne, suo padre, fervente cattolico e patriota, innamorato della musica e dei fiori, sua madre, luce di prudente consiglio, di soavit\u00e0 e di misericordia cristiana, lo zio test\u00e9 ricordato, gli si stampavamo nell&#8217;immaginazione quali se li sarebbe riveduti dinanzi un giorno col nome di Franco, della madre di Luisa, dello zio Piero romanzesco. Ivi, ospite dilettissima, la signora Luisa Venini Campioni di Varenna sul lago di Como, tradiva gi\u00e0 il tipo da concretare &#8212; studiandola in anni di poi &#8212; nella moglie di Franco. \u00bb<\/em><\/p>\n<p>Fogazzaro, dunque, in \u00abPiccolo mondo antico\u00bb, ha saputo delineare, con mano quasi sempre felice, leggera e benevola, mai per\u00f2 banale o superficiale, un interno familiare ricco di chiaroscuri, dove il bene e il male non sono nettamente separati e dove l&#8217;ombra e la luce non stanno mai da una parte sola. Ha voluto rappresentare anche la fatica e le difficolt\u00e0 della famiglia moderna, nucleare, costretta a provvedere a se stessa fuori dalla sfera protettiva della vecchia famiglia patriarcale, dove nessuno era mai lasciato solo; difficolt\u00e0 di ordine economico, difficolt\u00e0 a trovare un lavoro, ma anche difficolt\u00e0 e fatiche di ordine psicologico e affettivo, presa com&#8217;\u00e8 nell&#8217;ingranaggio di un momento storico delicatissimo, quando i valori tradizionali, a cominciare da quelli religiosi, devono misurarsi con le formidabili sfide di un mondo nuovo, seducente per alcuni aspetti, ma pauroso e indecifrabile per altri, dove i sentieri sono ancora da tracciare e si ha l&#8217;impressione di avanzare a tentoni, come in una inquietante terra di nessuno.<\/p>\n<p>Luisa, per molti aspetti, appare una donna &quot;moderna&quot;, un po&#8217; come la Pisana di Ippolito Nievo, che pure la precede di circa un trentennio; moderna \u00e8 la sua tendenza razionale, la sua ostinazione nell&#8217;orgoglio, la sua incapacit\u00e0 di essere pietosa; moderno, soprattutto, \u00e8 il suo distacco dalla fede degli avi, che lascia un vuoto destinato e rimanere sguarnito, e nel quale ella sar\u00e0 trafitta, vittima inerme, dalla freccia del dolore. Moderno, in effetti, \u00e8 anche Franco, met\u00e0 esteta e met\u00e0 inetto, se vogliano estremizzare i due poli della sua personalit\u00e0 di artista e di sognatore, poco incline all&#8217;azione; cos\u00ec come &quot;moderna&quot; \u00e8 la sua attrazione per una donna pi\u00f9 forte di lui, pi\u00f9 decisa, pi\u00f9 energica, almeno in apparenza (perch\u00e9 poi la vita si incaricher\u00e0 di rovesciare brutalmente le posizioni di partenza); e, in questo, ricorda un po&#8217; certi personaggi della Scapigliatura, oltre che il Carlino del Nievo. Ma, soprattutto, moderno \u00e8 il contrasto vissuto all&#8217;interno della religiosit\u00e0 dei due sposi, quella debole di Luisa e quella robusta di Franco; religiosit\u00e0 bramosa di assoluto, e anche di confrontarsi con le sfide dei tempi nuovi: il &quot;modernismo&quot; di Fogazzaro, <em>in nuce<\/em>, \u00e8 gi\u00e0 presente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In \u00abPiccolo mondo antico\u00bb, pubblicato nel 1895, Antonio Fogazzaro (nato a Vicenza il 25 marzo 1842 e morto, nella sua citt\u00e0 natale, il 7 marzo 1911)<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[136,192,265],"class_list":["post-27923","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-famiglia","tag-luigi-pirandello","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27923","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27923"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27923\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}